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CONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE VERONA LIRICA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA – DOMENICA 19 NOVEMBRE 2017

Gli ormai celebri pomeriggi musicali dell’Associazione Verona Lirica sono da tempo dei veri e propri recital lirici cui artisti di fama mondiale prendono parte sia per l’amicizia che li lega alla città di Verona, sia per la professionalità e cordialità di chi organizza i concerti in calendario, che spesso anticipano i cast che si esibiscono poi al festival estivo della Fondazione Arena, oppure alla sessione invernale proprio al Filarmonico.  

Ad accompagnare gli artisti anche questa volta Patrizia Quarta  al pianoforte, ed eccezionalmente anche il primo violoncello dell’orchestra areniana, Sara Airoldi, per la verità un magnifico ritorno per l’Associazione. Arie d’opera molto note o brani da riscoprire hanno visto impegnati Desirée Rancatore, soprano, Marina Comparato, mezzosoprano, Alessandro Viola, tenore, e Ivan Inverardi, baritono.

Inverardi possiede del materiale importante che gli consente interpretazioni generose ancor più apprezzabili quando apre bene il suono. Perfettibile sull’attacco, il suo canto è comunque comunicativo ed efficacie. Sue le arie da I pagliacci (prologo) di Leoncavallo,  dall’Andrea Chénier (Nemico della patria) di Giordano, ed il duetto Germont padre e Violetta da La Traviata di Verdi con Desirée Rancatore.

Proprio la Rancatore è una delle interpreti più amate dal pubblico veronese che spesso ha avuto il piacere di ascoltare la sua voce inconfondibile, ed oltre a Violetta, particolarmente nelle sue corde è il repertorio francese la cui lingua padroneggia con disinvoltura, cosa non comune, rendendo ancor più accattivante ciò che canta. Dolcissima la sua Micaela dalla Carmen di Bizet, carica di energia Je veux vivre da Roméo et Juliette di Gounod, e di grande effetto il duetto dei fiori tra Lakmé e Mallika di Delibes, in ottima intesa con il mezzosoprano Marina Comparato.

Quest’ultima oltre a Mallika è a sua volta Rodrigo dalla Pia de’ Tolomei di Donizetti e Sapho di Gounod (O, ma lyre immortelle), dalla presenza scenica convincente che si avvalora di un timbro vocale caldo se pur non esageratamente grave. Particolarmente a lei congeniale è il ruolo di Sapho, interpretato con accorato slancio lirico.

Il tenore Alessandro Viola ha in sé lo spirito del giovane interprete cuore e passione la cui voce ha regalato l’aria di Macduff dal Macbeth di Verdi e la romanza ‘Musica proibita’ di Gastaldon. Il timbro piacevole del giovane colpisce il pubblico tanto quanto l’enfasi che mette nello scandire ciò che canta.

La parte strumentale del concerto ha visto Sara Airoldi splendida interprete al violoncello accompagnata dal piano di Patrizia Quarta. Conosciamo la sua abilità tecnica con lo strumento, ma ciò che colpisce è la sempre crescente impronta personale nell’esecuzione delle partiture. Il suono diventa quasi espanso tra le sue corde e così scivolano delicatamente l’assolo dal preludio de I masnadieri di Verdi, l’incantevole ‘Vocalise’, il quattordicesimo delle Romances op. 34 di Rachmaninoff, e ‘Salut d’amour’ di Elgar nella versione per piano e cello.

Come sempre targa ricordo per tutti e la stagione di concerti prosegue il mese prossimo.

Maria Teresa Giovagnoli

 

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