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CON L’INNOVAZIONE AMERICANA L’ORCHESTRA DEL TEATRO OLIMPICO CHIUDE LA SUA STAGIONE SINFONICA – TEATRO COMUNALE DI VICENZA, giovedì 13 marzo 2014

Per il finale della stagione sinfonica l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza si è avventurata fino al continente americano per esplorare le nuove sonorità che il novecento apportò a quanto era stato composto fino ad allora. Lo ha fatto con un programma dedicato a musicisti che sono nati o hanno vissuto nella terra delle stelle e strisce, partendo da Samuel Osborne Barber, passando per Aaron Copland e terminando con Igor Stravinskij, che visse negli Stati Uniti parte della sua vita.

L’Adagio per archi di Barber del 1938, costituisce una sorta di trait d’union con il periodo storico precedente. Il pezzo più largamente diffuso ed apprezzato dal grande pubblico è la trascrizione del secondo movimento di un precedente lavoro dell’autore, un Quartetto per archi in Si. In esso sono ancora presenti le atmosfere del periodo romantico, con i suoi tempi morbidi ed un certo intimismo melodico, quasi cantabile. In tali parametri si muove la OTO con il suo direttore, il Maestro Giampaolo Bisanti, entrando man mano nella sua anima, con l’incipit quasi inudibile degli archi che enunciano in simbiosi la melodia, quasi come se accompagnassero una foglia che lentamente si va calando sul suolo, per poi raggiungere il climax con la puntualità di un colpo di vento, ed infine sparire lontano, in un sogno.

Ci si distacca dai vecchi ricordi grazie al fantastico Concerto per Clarinetto e Orchestra di Copland (1947), con protagonista una splendida Valeria Serangeli come solista. Non sono estranee le influenze del compositore Stravinskij, e non sono distanti neanche quelle del genere Jazz, poiché in questo pezzo, che vede anche la presenza del pianoforte nell’organico orchestrale, troviamo ritmi molto particolari, che dall’ampiezza iniziale diventa poi serrato, ritmicamente molto difficile, ma è risolto con attenzione dall’orchestra, per cui la melodia del clarinetto diventa guida e riferimento in un dialogo continuo. La cadenza è eseguita magistralmente dalla Signora Serangeli: disinvolta, coinvolgente, e con lei l’orchestra pare proprio divertirsi, ragion per cui è seguito il brillante bis del Capriccio XXIV di Paganini ‘alla maniera di Benny Goodman’, che ha sottolineato ancora una volta il bel feeling tra solista ed orchestra.

Infine il viaggio si chiude con l’innovazione di  Stravinskij e le due Suites per piccola Orchestra, seguite poi dalla celeberrima Histoire du soldat. Con le due suites scritte tra il 1917 ed il 1925 l’orchestra dimostra di sapersi muovere agilmente tra le impervie melodie ed i ritmi intricati della partitura. Il Maestro Bisanti guida con il suo solito piglio, che lo vede particolarmente coinvolto ed anche divertito sul podio. Soltanto pochi elementi invece per l’Histoire, che prevede unicamente l’utilizzo di clarinetto e fagotto, cornetta e trombone, violino e contrabbasso, nonché le percussioni. Questa composizione vuole evocare la vita di un soldato tratta da una fiaba popolare russa, che a sua volta si rifà alla celebre leggenda di Faust a cui il diavolo prende l’anima. Con esso il viaggio nel mondo e nelle epoche della musica si chiude, con l'ascolto in un sol pezzo dei ritmi di marcia, valzer, ragtime e addirittura tango argentino! Il tutto è eseguito con sicurezza, coinvolgimento ed energia dai concentratissimi solisti della OTO con il loro condottiero sul podio.

Il pubblico plaudente e soddisfatto ha premiato il lavoro svolto quest’anno dall’ orchestra della sua città e dal suo direttore artistico, il Maestro Giampaolo Bisanti, che ad inizio serata ha voluto personalmente offrire il suo saluto alla platea, ringraziandola per la continua e calorosa accoglienza.
MTG




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