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CLAUDIO MONTEVERDI, ORFEO ‘NEL METRO’ – TEATRO PONCHIELLI DI CREMONA PER IL MONTEVERDI FESTIVAL, SABATO 4 MAGGIO 2019

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Il titolo di questo spettacolo offerto dal Ponchielli di Cremona fa già presagire che l’Orfeo proposto per il Festival Monteverdi di quest’anno si discosta notevolmente dall’immagine fatata ed eterea che nel nostro immaginario associamo da sempre alla favola dello sfortunato amante e poeta. Il protagonista è molto vicino a noi e lo sono tutti coloro che ruotano attorno al suo viaggio nella vita e nell’aldilà. È proprio dall’idea del viaggio che il regista Luigi De Angelis è partito per ambientare la vicenda fantastica in una attualissima metropolitana, che entra ed esce dai suoi tunnel così come la vita di Orfeo sembra entrare nel tunnel della morte, uscirne carico di speranza nel riavere la sua amata, e ripiombare nell’oscurità perdendola di nuovo. Ma è anche un viaggio verso la ricerca di sé, verso una propria identità, così come è la vita per tanti giovani di oggi forse un po’ smarriti dalle incertezze della quotidianità. Il moderno Orfeo trova conforto tra le braccia di Apollo, ma qui non significa ascendere necessariamente al cielo, può essere un amico, un saggio consigliere, una persona cui appoggiarsi e con cui crescere. Ecco dunque che tutto viene spostato anche fisicamente in uno spazio decisamente concreto in cui anche il pubblico è chiamato a partecipare.

Siamo infatti proprio sul palcoscenico del Ponchielli a sipario chiuso e sistemati in file ordinate proprio come durante un viaggio in metrò o in treno, che in questo caso presenta il tragitto Cremona - Tracia sui display che ne visualizzano le tappe. Le esterne realmente girate da finestrini sono a cura di Andrea Argentieri. Siamo dunque immersi in una normale giornata da pendolari, con venditori ambulanti che passano ad offrire la propria merce, soldati dell’esercito che effettuano controlli dei documenti a campione, donne agghindate che si ritoccano il make up, un ragazzo che distribuisce cartellini in cerca di offerte, una sintesi insomma di tutte le figure tipiche che si incontrano solitamente nei treni delle città metropolitane affollate.

Cosa c’entra Monteverdi? Qui sta l’abilità della collaborazione tra regista e direttore nel saper cogliere la modernità della musica del cremonese. Assieme al Maestro Hernán Schvartzman la dinamicità prevista dallo spettacolo, ovviamente a trecentosessanta gradi per offrire una visuale partecipe a tutti i ‘passeggeri’, si sposa perfettamente con la lettura fresca ed appunto dinamica della partitura, con i suoi guizzi melodici e gli slanci lirici, mai pesanti o troppo languidi, grazie anche al fatto che i professori dell’ Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado” è composta da giovani ed anche giovanissimi musicisti, la cui freschezza si riflette anche nel modo di suonare taluni strumenti delicati che all’orecchio del moderno potrebbero sembrare desueti. Anche l’interazione con i protagonisti e qualche piccola aggiunta al libretto contribuisce a rendere più verosimile certe situazioni.  Appropriato l’uso da parte di Orfeo della chitarra elettrica in luogo della cetra, sfruttando anche le abilità di strumentista del tenore. Chiara Laganihe veste in linea con l’epoca i ragazzi in scena.

La giovanissima compagnia di canto impegnata in questa produzione che arriva da Anversa va apprezzata per la capacità di mettersi notevolmente in gioco e di offrire una interpretazione molto personale ed in accordo con quanto il regista aveva in mente. Non solo tenore, ma anche chitarrista ed ottimo attore Antonio Sapio nei panni dell’Orfeo viaggiatore. Il ragazzo conosce la bella Euridice in treno ed è subito scintilla, con il benestare di tutti gli amici o semplici compagni occasionali di viaggio. Tra selfie spensierati e danze di gruppo il ragazzo mostra anche un bel timbro morbido con un buon controllo dell’emissione e sicuramente vanta le basi per una bella e promettente carriera. Altrettanto interessante l’istrionica Arianna Stornello impegnata in più ruoli. Non solo una eccentrica Musica che offre pure una performance ai viaggiatori con successiva vendita dei suoi CD promozionali, ma anche dolente Mesaggera  ed accorata Proserpina in veste militare, che riconosce lo sfortunato passeggero durante la sua ispezione ed intercede presso il burbero collega Plutone. Il soprano è in grado di trascinare la compagnia di canto con la sua grinta ed ha all’attivo una voce ed una verve che la porteranno lontano. Profonda e tuttavia ben sonora, la voce di Lorenzo Tosi è incredibile data la giovane età. Il suo Caronte è un capo macchinista che nella stanza dei bottoni controlla la situazione treni ed ascolta estremamente annoiato le turbe del povero protagonista, salvo poi come è noto addormentarsi e dunque lasciare il passo. È altresì un Plutone severo che, forte della sua uniforme, concede il ritorno della giovane defunta, ma come sappiamo solo a fronte della difficile prova. La dolce Euridice è anche Eco e Speranza. Una semplice passeggera di un treno che tocca la felicità solo per un istante, per poi finire nell’Ade morsa dal serpente, la cui notizia viene anche diffusa dal notiziario sulle tv a bordo del treno (forse elemento un po’ Kitsch dello spettacolo). Il soprano embra un po’ emozionato, ma è capibile data l’estrema vicinanza con il pubblico tra cui è seduta spesso, la voce è delicata e gradevole al suono e l’interprete deliziosa. La Ninfa è una Martha Rook molto partecipe. Generalmente positiva la prova dei pastori Michele Gaddi, qui anche Apollo in veste di tennista/istruttore (anche di vita?) del caro Orfeo, con Danilo Pastore, Stefano Maffioletti, Marco Tomasoni, che insieme a Piero Facci sono stati anche spiriti infernali, ossia ombre dalle forme sfumate dietro i finestrini del treno in corsa. Da notare che tutti erano reduci della recita pomeridiana e che quindi meritano un plauso per la professionalità e la resa dopo aver già cantato tutto lo spettacolo.

Infine le scene sono state decorate dagli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore ‘Antonio Stradivari’, in linea con la giovialità dell’intera produzione.

Pubblico raccolto nel vagone speciale del palco, concentratissimo e partecipe (nel vero senso scenico della parola), soddisfatto e festante al termine.

Maria Teresa Giovagnoli

LA    PRODUZIONE

Direttore e clavicembalo                  Hernán Schvartzman

regia, scene e progetto luci              Luigi De Angelis

costumi                                              Chiara Laganihe

video                                                  Andrea Argentieri

GLI    INTERPRETI

Orfeo                                                 Antonio Sapio
Euridice, Eco, Speranza                  Veronica Villa
Musica, Messaggera, Proserpina    Arianna Stornello
Caronte, Plutone                              Lorenzo Tosi
Apollo, Pastore II                             Michele Gaddi
Pastore I                                            Danilo Pastore
Pastore III                                         Stefano Maffioletti
Pastore IV                                         Marco Tomasoni
Ninfa                                                  Martha Rook
Spiriti infernali                                Danilo Pastore, Michele Gaddi, Stefano Maffioletti,

                                                           Marco Tomasoni,  Piero Facci

 

Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado”

decorazione delle scene a cura degli studenti
dell'Istituto di Istruzione Superiore "Antonio Stradivari"

progetto di Luigi De Angelis/Compagnia Fanny & Alexander e Hernán Schwartzman
Produzione originale Muziektheater Trasparant, Anversa 2017

Nuova produzione Teatro A. Ponchielli 
in collaborazione con Civica Scuola di Milano Claudio Abbado 
e Compagnia Fanny & Alexander/E Production

Foto Giacomo Volpi

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