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CICLO GEORGE ONSLOW , IL PRIMO ONSLOW – PALAZZETTO BRU ZANE, VENEZIA, martedì 5 maggio 2015

È sempre un piacere tornare al palazzetto Bru Zane di Venezia per assistere alle chicche musicali offerte dal Centre de Musique Romantique Française che ivi ha sede. Dal mese di aprile e fino a fine maggio infatti viene proposto un ciclo di concerti dedicati al compositore francese George Onslow, in cui nello specifico si vuole sottolineare il parallelismo tra le composizioni da camera del musicista di Clermont-Ferrand e quelle di L.V. Beethoven, tanto da intitolare il festival ‘George Onslow, un altro Beethoven?’. Specializzato in musiche per quartetti e quintetti d’archi, ebbe anche un bel successo nel diciannovesimo secolo, per poi venire ahi noi quasi dimenticato in epoca moderna, soprattutto nel nostro paese. Ma grazie a questa iniziativa possiamo ricoprire le sue opere più interessanti e conosciute di quei tempi ed apprezzare un musicista che non ha niente da invidiare a tanti più noti e blasonati e molto più spesso eseguiti. Incredibile la sua devozione per la musica da camera, ove maggiormente poté esprimere la sua vena creativa ed ottenere il successo meritato, pur componendo anche pochissime opere liriche che difatti non ebbero molto seguito. Colpiscono i cambi di ritmo e l’intreccio perfetto delle melodie, la naturalezza di come si passi dal modo maggiore al minore ed il senso di compostezza armonica in generale. Possiamo solo immaginare come potessero essere accolte dai buongustai francesi di inizio Ottocento e come fossero gradite queste melodie splendidamente orecchiabili, ma dalle partiture ben complesse per tecnica ed interpretazione. Un gusto davvero scoprire quanto di bello ha ancora da offrire la musica del passato, come e più di allora.
A rendere merito a due quartetti è stato il Quatuor Ruggieri, composto da Gilone Gaubert Jacques  e Charlotte Grattard al violino, Delphine Grimbert alla viola e Emmanuel Jacques al violoncello.
In programma il quartetto per archi in la maggiore n.3 ed il quartetto per archi in do minore n. 1  op.8, composti intorno al 1814. 
Delizioso il quartetto n.3 in la maggiore, eseguito per primo, e che ha fatto subito capire di che pasta è fatto il Quatuor Ruggieri. Il passaggio da ritmi sostenuti a ritmi leggermente più distesi, un senso di giovialità che permea l’intero componimento intriso anche di richiami popolari sono terreno fertile per l’esecuzione dei giovani musicisti: il suono degli strumenti d’epoca è molto affascinante anche se risulta insolitamente plastico rispetto alle sonorità a cui siamo abituati con gli strumenti odierni. Profondo è comunque l’impatto sonoro e molto buona l’intesa fra i quattro esecutori. Brilla particolarmente il Minuetto che passando per  l’Allegro anticipa il bellissimo Finale strappa applausi.
Ma tra i due componimenti è il n. 1 in do minore a colpire per l’incipit elegiaco grazie al particolare Largoche ci trasporta verso una sonorità sospesa e quasi irrisolta fino a che non sopraggiunge l’Allegro agitato che invece imprime forza e carattere al movimento. L’Adagio è un colpo da maestro, che conquista sin dalle prime note e fa attendere qualcosa di ancora più impressionante, che puntualmente arriva con il Minuettoed il lieto Finale che lascia tutti stupiti con il suo concludersi quasi all’improvviso.
Applausi convinti da parte di una platea folta attenta ed entusiasta.
Maria Teresa Giovagnoli
PROGRAMMA DEL CONCERTO
George ONSLOW
Quartetto per archi in la maggiore
op. 8  n. 3

Quartetto per archi in do minore
op. 8 n. 1

INTERPRETI:  QUATUOR RUGGIERI


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