CENERENTOLA, G. ROSSINI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 31 GENNAIO 2016

‘La Cenerentola’ di Rossini è una fiaba dal sapore romantico che ci spinge a riflettere su amore/ famiglia, l’onestà e la nobiltà d’animo, in contrapposizione con l’indifferenza, l’inganno e la dabbenaggine. Una delle storie più celebri del mondo infantile è portata in scena al Filarmonico di Verona con una produzione che coniuga realtà e sogno con ironia, leggerezza e uno sguardo costante alla vita nel suo quotidiano. In un impianto abbastanza semplice ma colorato, luminoso ed estremamente funzionale, ideato da Franco Armieri, il regista Paolo Panizza mette in piedi una Cenerentola per tutti, guardando alla tradizione ma con l’occhio puntato alla modernità dei contenuti. Riesce ad entrare perfettamente nel soggetto senza reinventarlo o sconvolgerlo, proponendo però i personaggi con estrema modernità  e concretezza, tanto che potremmo riconoscere in ognuno di essi qualcuno di nostra conoscenza.
 

Cenerentola è una ragazza normalissima che vive tra sogni e malinconie e pare muoversi come un cartone animato: punta i piedi, mostra i pugnetti e agita le braccia come farebbe un’adolescente; le sorellastre sono due sciocche sempliciotte parecchio sguaiate ma convinte di essere della gran dame, il loro genitore è una summa di ipocrisia, goffaggine e cialtroneria, ma così buffo che non si riesce a volergli male. Il principe Ramiro è un dolce gentiluomo che non manca in astuzia, Dandini è un servo/finto principe tendente al dandy,  il saggio Alidoro ricorda un santone dai mille consigli. Insomma il libretto di Ferretti è qui studiato, approfondito e rappresentato con rispetto, eleganza e giusto equilibrio tra ironia e riflessione. Ottimo il lavoro sui personaggi di sottofondo con servitori che assecondano i siparietti, il coro che non sta mai fermo senza ragione, ed i passi dei danzatori ad arricchire i momenti topici. Colorati e molto ricchi i costumi di un settecento stilizzato da Valerio Maggioni. In estrema sintesi uno spettacolo gustoso sotto ogni punto di vista.

Bene anche la compagnia musicale che vedeva anche alcuni solisti dell’Accademia del Teatro alla Scala, impegnata in questo spettacolo ricco di belle voci ed ottima recitazione.
 Aya Wakizono è davvero deliziosa come Angelina: un po’ impaziente ed irrequieta, un posognatrice dai mille sospiri,  sottolinea  laspetto giovanile del suo personaggio anche grazie alla voce duttile ed incredibilmente agile, perfetta per questo repertorio; è  dotata altresì di un volume straordinario che si lancia in avanti con ottima spinta.
Il Principe di Salerno è un Pietro Adaini  la cui voce dalla  pasta morbida e sinuosa calza a pennello col ruolo interpretato con un canto di grazia e dal buon fraseggio. Spigliato e con giusta ironia senza però cadere nel ridicolo il Don Magnifico di Giovanni Romeo. Altrettanto ottimo nella parte assegnatagli il Dandini di Modestas Sedlevicius, dal timbro ambrato e che offre un personaggio davvero imprevedibile, tanto da portare il pubblico al riso in più occasioni. Cecilia Lee e Chiara Tirotta sono due fantastiche bisbetiche sorellastre, dotate di voci deliziose oltre che di buona propensione al recitato. Chiude il cast Simon Lim come Alidoro che forse ci convince di più in altro repertorio, ma ne apprezziamo come sempre il colore della voce profonda che lo porta spesso ad interpretare ruoli austeri.
Il coro della Fondazione Arena, partecipe e preciso, è stato preparato da Vito Lombardi.
LOrchestra diretta dal braccio di Sebastiano Rolli concede ampio respiro ai cantanti, lascia godere la musica di Rossini rispettando i suoi tempi, senza mai abbandonare la scena e con precisa cura delle dinamiche, offrendo una lettura puntuale e non genericamente farsesca della partitura.
Successo davvero convinto per tutti: interpreti, direttore ed equipe della regia, con particolari ovazioni a Cenerentola che saluta il pubblico dalla carrozza luminescente.

Maria Teresa Giovagnoli  



LA PRODUZIONE
 
Direttore d’orchestra              Sebastiano Rolli
Regia e luci                            Paolo Panizza
Scene                                     Franco Armieri
Costumi                                 Valerio Maggioni
Coreografia                            Lino Villa
Maestro del Coro                   Vito Lombardi
 
GLI INTERPRETI
Don Ramiro,                          Pietro Adaini 
Principe di Salerno
Dandini, Suo Cameriere        Modestas Sedlevicius*
Don Magnifico,                      Giovanni Romeo*
Barone di Monte Fiascone
Clorinda                                 Cecilia Lee*
Tisbe                                      Chiara Tirotta*
Angelina, Sotto il Nome         Aya Wakizono* 
di Cenerentola                   
Figliastra di Don Magnifico
Alidoro,                                 
Simon Lim                 
Filosofo, maestro di Don Ramiro
 

* Solisti dell'Accademia del Teatro alla Scala di Milano
 
Direttore del Corpo di Ballo Renato Zanella
Direttore allestimenti scenici Giuseppe De Filippi Venezia
Allestimento della Fondazione Arena di Verona in collaborazione con Opera Futura
 
ORCHESTRA, CORO, CORPO DI BALLO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
FOTO ENNEVI,  FONDAZIONE ARENA DI VERONA