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CARMEN, GEORGES BIZET , SFERISTERIO OPERA FESTIVAL DI MACERATA - RECITA DI SABATO 10 AGOSTO 2019

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È stato il Festival dei record, dei sold out ed anche della beneficienza. Lo ha ricordato il Sindaco di Macerata Romano Carancini, nella serata conclusiva del Macerata Opera Festival che ha registrato un successo di pubblico davvero notevole, frutto di un grandissimo lavoro di equipe da parte dei professionisti che vi hanno preso parte e delle risorse a disposizione.

Con il tema ‘Rosso desiderio’ si è chiuso dunque il MOF 2019 con l’ultima recita di Carmen, la cui protagonista è paladina del desiderio di libertà e dell’amore senza catene. Lo stesso desiderio che muove anche i personaggi delle altre opere in cartellone che ricordiamo sono state Rigoletto e Macbeth. Jacopo Spirei ha ‘respirato’ come allievo le idee di Graham Vick che non è certo un tradizionalista, per cui era impossibile aspettarsi una Carmen ambientata tra le tipiche piazze spagnole con i toreri, le sigaraie vispe ed i costumi svolazzanti. La sua versione di Carmen, che ha costruito passo passo assieme al direttore Francesco Lanzillotta, quindi parallelamente ad uno studio attento della partitura, ha sicuramente tracciato i più significativi tratti del personaggio principale, così come di tutti gli altri che le ruotano attorno, trovando, con tutte le libertà che si è concesso, una giustificazione scenica alle milioni di cose che avvengono in uno spettacolo di impianto hollywoodiano, ma dal gusto parigino e con personaggi spagnoli.

Trattasi infatti di uno spettacolo ricco di comparse e ballerini, un vero e proprio omaggio alla cultura francese di Bizet ed alla sua epoca, quella dell’opéra comique, dove sono davvero numerose le masse artistiche in gioco e dove anche il più piccolo dettaglio è stato curato ed ha un significato.  Spirei pensa al Crazy Horse non per profanare l’opera del compositore francese, ma perché secondo lui nella vita delle ballerine, dei sorveglianti e della prima donna di un posto del genere si possono ritrovare le speranze, i palpiti e le storie di una moderna Carmen, vista come donna universale, sensualissima e libera, non legata all’immagine di una semplice zingara andalusa.

Chiaro che le concessioni al libretto sono state notevoli, ma non viene meno il filo conduttore che vede in ogni caso Carmen al centro del triangolo amoroso e mortale con Don José ed Escamillo. Però qui la zingara è una provocante ma ribelle prima donna da cabaret, che tanto per cominciare appare in scena sì per spogliarsi e fare i suo numero, ma in abiti maschili, volitiva e un po’ selvaggia. Il corpo di ballo che la circonda è abbigliato proprio con acconciature e ‘mise’ tipiche del cabaret francese, così come le scenografie di Mauro Tinti, che firma anche tutti i costumi, sono un forte richiamo al locale parigino; su tutto l’enorme profilo di gamba femminile con tacco vertiginoso che impera a sfondo del locale. La storia dei tre amanti diviene anche argomento da rotocalco, tanto che il quarto atto è qui una serata di gala in stile Notte degli Oscar, in cui i flash dei paparazzi accecano un già inferocito Josè, che di fronte alla volubilità di Carmen, presentatasi come una diva a fianco del nuovo compagno Escamillo osannato dalle folle, perde il senno e la colpisce con violenza inaudita con una fotocamera rubata ad un reporter, lasciando attoniti la presentatrice silente, i finti giornalisti ammassati dietro le corde di sicurezza, e naturalmente il pubblico reale. Oltre a ciò la regia ha previsto delle esibizioni funamboliche sugli immensi muri dello Sferisterio, da parte di abili professionisti, per riempire gli spazi prettamente musicali o probabilmente per accompagnare le azioni più deboli. Forse questa è la parte dello spettacolo che si potrebbe anche omettere, ma anche in questo caso il regista si è ispirato a ciò che avviene effettivamente in spettacoli francesi. A tal proposito il corpo di ballo si cimenta in coreografie affatto scontate ed anzi particolarmente impegnative, ideate da Johnny Autin, che lo impegna tanto fisicamente quanto, a nostro avviso, emotivamente. Dunque tutto è ben pensato, sviluppato e realizzato, il resto è soltanto una questione di gusto e preferenze.

Musicalmente la produzione ha chiamato musicisti preparatissimi che vedono nella Carmen di Irene Roberts la punta di diamante dello spettacolo. Non solo una voce incredibile che finalmente rende giustizia ad una vocalità corposa che già di per sé delinea il carattere del personaggio, ma anche ballerina eccezionale capace di suonare perfettamente a ritmo le nacchere, mentre danza e canta recitando. Chapeau ad una Artista veramente completa. Non di meno la Micaela in netto contrasto di Valentina Mastrangelo, così docile nel rivolgersi al suo promesso sposo, spaesata nel cercarlo in un locale tanto equivoco, dalla voce lineare su tutta la gamma che le consente di concentrarsi sul fraseggio pulito e morbidissimo. Matthew Ryan Vickers sembra un altro cantante rispetto al giorno precedente, a testimonianza di quanto sia importante provare ed interiorizzare un personaggio, soprattutto a fronte di regie così intense e così legate alla resa vocale. E’ più sicuro e può offrire il suo Josè tutto cuore e rabbia con cognizione di causa, voce stabile che piazza i suoi strali con garanzia di successo. L’Escamillo di David Bizic è leggermente meno convincente, con quella sua aria da trionfatore fin troppo marcata ed a tratti un po’ volgarotta, che sul fronte vocale lo costringe a dover cercare l’affondo sulle note gravi per ottenerne un effetto non troppo naturale.  Convince scenicamente il Moralès di Stefano Marchisio tanto quanto lo Zuniga di Gaetano Triscari. Molto bene il duo Frasquita e Mercédès, ossia Francesca Benitez e Adriana Di Paola, le grandi ‘viveuse’ del cabaret, degne compari di Carmen che non difettano certo di presenza scenica e con voci interessanti e caratterizzanti. La scena delle carte infatti si tramuta in una danza incredibile ove il destino predetto ed il momento in atto si esemplificano nelle movenze delle tre donne.  Tommaso Barea è un ottimo Dancaïre, così come molto bene Saverio Pugliese come Remendado; chiudono il cast Andrea Pistolesi e Olga Salati, un Bohémien ed una Venditrice di arance. Ovviamente in questo spettacolo i ruoli sono tutti adattati al contesto e svolgono una funzione inerente a questo speciale Crazy Horse. A coadiuvare l’orchestra numerosi e precisi intervengono il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” preparato da Martino Faggiani e Massimo Fiocchi Malaspin ed i piccoli ‘furfantelli’ dei Pueri  Cantores “D. Zamberletti” di Gian Luca Paolucci.

Il Maestro  Francesco Lanzillotta ha concepito questa Carmen lavorando a stretto contatto con la regia, sì da permettere allo spettacolo una assoluta coerenza con la sua genesi musicale. Offrendo una versione strettamente filologica, pensiamo ad esempio alla reintroduzione del duetto Moralès-coro, o ai recitativi parlati, il direttore ha voluto riportare l’opera più popolare di Bizet al suo sapore originario. L’orchestra attentissima tanto quanto gli interpreti, ha trovato un suono ricco e morbido, che non implica languore ma una eleganza stilistica scevra da troppo folclore di recente tradizione, senza rinunciare al brio ove naturalmente richiesto.

Arena gremitissima e pubblico in festa, con tanto di stelle cadenti al giubilo di chi le ha scorte. Appuntamento all’ edizione 2020 con ‘bianco coraggio’.

Maria Teresa Giovagnoli

LA  PRODUZIONE

 

Direttore                                Francesco Lanzillotta

Regia                                      Jacopo Spirei

Scene e Costumi                    Mauro Tinti

Coreografie                           Johnny Autin

Luci                                        Giuseppe Di Iorio

Calzature e Accessori           Les Jeux Du Marquis

 

GLI   INTERPRETI

Don Josè                                Matthew Ryan Vickers

Escamillo                               David Bizic

Le Dancaïre                          Tommaso Barea

Le Remendado                     Saverio Pugliese

Moralès                                 Stefano Marchisio

Zuniga                                   Gaetano Triscari

Carmen                                 Irene Roberts

Micaëla                                  Valentina Mastrangelo

Frasquita                               Francesca Benitez

Mercédès                               Adriana Di Paola

Un Bohémien                        Andrea Pistolesi

Une Marchande D’oranges Olga Salati

Orchestra Filarmonica Marchigiana
Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
Martino Faggiani Maestro Del Coro
Massimo Fiocchi Malaspina , altro Maestro Del Coro
Pueri  Cantores “D. Zamberletti” 
Gian Luca Paolucci Maestro Del Coro Delle Voci Bianche
Banda “Salvadei” Complesso Di Palcoscenico

Nuova Produzione Dell’associazione Arena Sferisterio

Credits foto Foto_Tabocchini

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