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BORIS GODUNOV, MODEST PETROVIČ MUSORGSKIJ – TEATRO VERDI DI TRIESTE, RECITA DI SABATO 8 FEBBRAIO 2020 

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Quando le Fondazioni liriche compiono operazioni interessanti e sviano dalla tradizionale programmazione, pur sempre gradita, è un piacere recarsi a teatro per assistere a delle vere e proprie rarità musicali, quale il Boris Godunov di Musorgskij che davvero difficilmente viene messo in cartellone nel nostro Paese. Scopriamo che dal 1911 è stato rappresentato al Verdi di Trieste per 10 volte ed ora torna su questo palcoscenico con la storica produzione del secolo scorso targata Yurii Victorovych Chaika e le scene ed i costumi sontuosissimi di Anatoly Arefev, in coproduzione con il Dnepropetrovsk Academic Opera and Ballet Theater di Dnipro (Ucraina). Molti sanno che la genesi del Boris non è stata delle più semplici e che l’opera fu riveduta dall’autore rispetto alla prima stesura del 1869, causa l’immancabile censura. La versione del Verdi di Trieste è datata 1872 e vede l'attuale revisione delle parti orchestrali ad opera del Maestro Alexander Anissimov, che dirige proprio in questa occasione. La produzione triestina tiene naturalmente conto dell’orchestrazione più eseguita, ossia quella di Rimskij-Korsakov, congiuntamente all’edizione Lamm – Asafev targata 1928. Sono state tagliate alcune scene e personaggi per rendere più fluida la narrazione, che termina difatti con la morte di Boris e non con il lamento dell’Innocente.

Classicissimo da tradizione come detto è lo spettacolo, ripreso da Victoria Chernova, che nella sua opulenza lascia spago agli interpreti di interagire e di emergere con le differenti personalità; il libretto è seguito pedissequamente quadro dopo quadro, tra magnifici arazzi, stendardi, sfondi dipinti e tutto quanto può far tornare alla mente la grande Russia del Seicento, degli Zar e delle immense masse popolari.

Le recita di sabato 8 febbraio vedeva protagonista Volodimir Gudz nel ruolo di Boris. Le prime battute al suo ingresso lo vedevano leggermente sotto tono forse perché ancora freddo vocalmente; l’emissione ha acquistato colore e sicurezza dando maggior credibilità al ruolo soprattutto dopo il primo intervallo. Pimen era un Victor Shevchenko autoritario che beneficia di una voce cavernosa ed un piglio severo; Vitalij Kovalchuk è un Grigorij molto sicuro scenicamente e vocalmente sciolto, che si districa abilmente tra le complicate vicende legate al suo personaggio. Sugli scudi l’ostessa di Anna Evtekhova, brillante e disinvolta tanto in scena quanto dal punto di vista canoro, la vera mattatrice del quadro in taverna. Altra interessante interprete è Kateryna Tsimbaliuk nel ruolo di Marina: classe ed eleganza stilistica anche nel canto fanno della sua scena con Dimitrij/ Grigorij il momento a nostro avviso più ‘sentito’ dello spettacolo. Sono veramente poi tantissimi i personaggi che figurano nel Boris, e dobbiamo dire che in questo spettacolo tutti indistintamente hanno dato un contributo positivo alla buona riuscita complessiva. Molto credibile Kimika Yamagiwa nel ruolo del figlio di Boris, anche grazie ad una voce calda che tutto sommato ben si presta ad un ruolo maschile. Ricordiamo anche i bravi Varlaam e Visail, ossia Alexander Prokopenko e Igor Tishkov; da risentire con interesse Yuliya Lytvynova come Ksenija, la figlia di Boris, ed anche il principe boiardo Vasilij, Eduard Srebnytskyi; la nutrice era Svetlana Soschneva, Eduard Srebnytskyi ricopriva il ruolo di Andrej Sčelkalov, Igor Dudin era la guardia ed infine l’Innocente Ruslan Zynevich, ottimo nella scena della Cattedrale.

Musicalmente complesso, ma vivo ed attualissimo per brillantezza, forza emotiva e lirismo senza  tempo, il ‘Boris’ è amore per la musica russa, per le sue melodie tipiche, così riconoscibili nella maestosità dei loro elementi. Alexander Anissimov è padrone di ciò che ha egli stesso orchestrato, curato, analizzato e reso vivo e vibrante grazie all’orchestra del Teatro Verdi, nei colori brillanti, nel suono ricco ed articolato, nel grande mare musicale che accompagna, descrive e sottolinea anche con solennità i tormenti di Boris Godunov e della sua gente.

Il coro del Verdi è qui coadiuvato dagli efficacissimi coristi del teatro di Dnipro, preparati da Francesca Tosi con “I Piccoli Cantori della Città di Trieste” diretti da Cristina Semeraro.

Pubblico secondo noi piuttosto interessato, con tanti studenti presenti, che hanno riempito una platea quasi esaurita, ma diversi erano i palchetti vuoti. Successo caloroso per tutti i partecipanti.

Maria Teresa Giovagnoli

LA  PRODUZIONE

Versione 1872

Edizione Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste – Orchestral Parts, 2020

Revisione originale Alexander Anissimov

 

Maestro Concertatore e Direttore      Alexander Anissimov

Regia storica di                                     Yurii Victorovych Chaika

Regia e movimenti scenici ripresi da Victoria Chernova

Scene e costumi storici di                      Anatoly Arefev

Maestro del Coro                                  Francesca Tosi

Allestimento e realizzazione a cura del Dnepropetrovsk Academic Opera and Ballet Theater di Dnipro in collaborazione con la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste con
la partecipazione del Coro e del Corpo di ballo del Dnepropetrovsk Academic Opera and Ballet Theater di Dnipro

Con la partecipazione del Coro “I Piccoli Cantori della Città di Trieste” diretti dal M° Cristina Semeraro

GLI  INTERPRETI   

Boris Godunov                                    Volodimir Gudz

Pimen                                                   Victor Shevchenko

L’impostore (Grigorij)                        Vitalij Kovalchuk

Vasilij Ivanovič Šujskij                       Eduard Srebnytskyi

Ksenija                                                 Yuliya Lytvynova

Marina Mnišek                                    Kateryna Tsimbaliuk

La nutrice di Ksenija                         Svetlana Soschneva

Andrej Sčelkalov                                 Andrii Lomakovych

Varlaam                                               Alexander Prokopenko

Misail                                                    Igor Tishkov

L’ostessa                                              Anna Evtekhova

Il folle in Cristo (l’Innocente)             Ruslan Zynevich

Nikitič (una guardia)                           Igor Dudin

Feodor                                                   Kimika Yamagiwa

Spettacolo in lingua originale con sopratitoli in italiano e inglese

Foto by Teatro Verdi Trieste

 

 

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