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BOHEME DI G. PUCCINI – TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI, 16 DICEMBRE 2016

Di Rosy Simeone

Lo spettacolo andato in scena a Napoli è ancora quello di Francesco Saponaro di un anno fa e che riprendeva a sua volta quello del 2012.Già parlammo dell’estrema bellezza ed efficacia di questa produzione densa di momenti poetici e piena di antiche suggestioni; bellissimo il fondale di Parigi innevata in una atmosfera quasi rarefatta sullo sfondo del secondo atto. Le scene e i costumi di Lino Fiorito si inseriscono anch’essi nel solco di una tradizionale visione del capolavoro pucciniano, molto belle e curate le luci di Pasquale Mari

Irina Lungu disegna una Mimì ideale. La voce fresca ma corposa, lucente ma capace anche di tinte forti e drammatiche si espande benissimo nella sala del Massimo napoletano.

Le arcate di suono sono sostenute con perizia tecnica e appoggio da manuale. La voce suona sempre proiettata e mai forza neanche nei momenti in cui l’Orchestra tende a sovrastarla. L’artista e interprete poi sono al contempo di una finezza e di una efficacia sorprendenti.

Francesco Demuro le è degno compagno, facendoci ascoltare un Rodolfo giovane, baldanzoso quanto basta e con una bellissima voce schiettamente italiana nel timbro e nelle capacità di modulare. La gelida manina è risolta in modo eccellente come pure tutti i punti più insidiosi.

Peccato che il bellissimo duetto del primo atto sia stato rovinato da un’Orchestra fragorosa e roboante oltre misura.

Il Marcello di Alessandro Luongo è perfettamente in stile con i due colleghi dei ruoli principali, con una voce bella, sonora ed estesa (ma anche nel suo caso il “Gioventù mia” del secondo atto ha ricevuto una tale baraonda sonora dalla buca che in parte è andato perso).

Il Colline di Andrea Concetti ci ha donato una perla di rara bellezza con l’esecuzione di “Vecchia zimarra” come fino ad oggi non ci era ancora capitato di ascoltare. Travolgente nella sua semplicità ma un’esecuzione praticamente perfetta.

Ottimo pure lo Schaunard di Giulio Mastrototaro come la Musetta di Ellie Dehn che difetta forse nella scansione precisa del testo ma che mostra verve e qualità sceniche eccellenti.

Eccellenti Ennio Capece come Parpignol e Matteo Ferrara come Benoit e Alcindoro.

Ottimi gli interventi del Coro diretto da Marco Faelli nel secondo e terzo atto.

Grossa pecca di questa produzione l’Orchestra diretta da Valerio Galli.

Ci troviamo di fronte ad una delle peggiori performance avute negli ultimi anni e non già per demeriti dei singoli orchestrali che hanno fatto del loro meglio trovando una coesione ed una “rotondità” di suono che è stato piacevole riascoltare dopo l’Otello inaugurale.

Ma semplicemente perché le dinamiche erano tra il forte, il fortissimo e l’ancora più fortissimo.

Il M° Galli segue anche con scrupolo il palcoscenico (anche se un po’ di “svarioni” tra buca e palco ci sono stati) ma sembra non avere per nulla percepito la sonorità che le sue ampie bracciate mandavano come segnale. Risultando così talmente fragoroso da farci perdere numerosi preziosismi che avremmo voluto gustarci della Lungu e di Demuro (esemplare in questo il già citato duetto del primo atto ma anche il Duetto Marcello, Mimì del terzo e tutta la scena del seguente quartetto).

Alla fine successo di pubblico per tutti gli artefici dello spettacolo con punte di maggiore approvazione per Lungu, Demuro e Luongo.

Rosy Simeone

LA  PRODUZIONE

Direttore                               Valerio Galli

Regia                                     Francesco Saponaro

Assistente alla regia             Raffaele Di Florio

Scene e Costumi                   Lino Fiorito

Light Designer                      Pasquale Mari

 

GLI  INTERPRETI

 

Mimì                                      Irina Lungu

Rodolfo                                  Francesco Demuro

Musetta                                 Ellie Dehn

Marcello                                Alessandro Luongo

Schaunard                             Giulio Mastrototaro

Colline                                   Andrea Concetti

Benoît / Alcindoro                Matteo Ferrara

Parpignol                               Ennio Capece

 

Produzione del Teatro di San Carlo

 

Orchestra, Coro e Coro di  Voci  Bianche del Teatro di San Carlo

Foto Luciano  Romano  

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