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ANNA BOLENA, GAETANO DONIZETTI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 29 APRILE 2018

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Dopo undici anni dal debutto sul palcoscenico veronese, ritorna lo spettacolo che Graham Vick aveva ideato per il dramma che Donizetti compose su una delle donne più famose e controverse della storia d’Inghilterra: Anna Bolena. La storia inglese è indissolubilmente legata da secoli alle figure dei suoi reali, oggetto di indagini psicologiche e revisioni storiche per ghiotti intenditori ed appassionati delle monarchie internazionali; qui Vick scava nel profondo dell’anima logorata dal rimpianto e dall’angoscia di una regina potentissima, ma che vede sul più bello della sua esistenza volare via il trono e la certezza di una vita regale, ma soprattutto l’amore del suo sovrano. Quanto accadde alle mogli di Enrico VIII nell’incessante speranza di allevare un erede maschio è cosa nota, e l’opera di Donizetti parte proprio dalla fase ormai discendente di Anna Bolena, moglie numero due, ormai soppiantata dalla dolce Giovanna Di Seymour in cui il monarca posa gli occhi in sostituzione della precedente.

Ci troviamo in una ambientazione onirica e cupissima, opera del compianto Paul Brown che fu autore anche dei ricchi ed ingombranti costumi, con lo sfondo sempre nero e le luci di Giuseppe Di Iorio ad illuminare giusto gli elementi essenziali e le figure in azione, come a  sottolineare l’oscurità dell’animo umano di questo dramma che si riflette anche sul mondo esteriore. I luoghi in cui si svolge la storia sono solo accennati da pareti semi trasparenti e poche strutture o arredi significativi tra cui agiscono gli interpreti, con diverse simbologie quasi fiabesche, in bilico tra il sogno e la tragedia.

Il cast chiamato a sviluppare questo tragico momento della storia britannica è stato piuttosto omogeneo e dobbiamo dire all’altezza delle aspettative.  Irina Lungu è una Bolena al culmine del sentimento e della disperazione: man mano che gli eventi la travolgono sparisce la superba e potente regina per far posto ad una donna in decadenza ed in preda alla follia. La voce solida esprime in ogni aria quanto detta il personaggio, con timbro uniforme e di una rotondità particolare che le conferisce una naturale regalità. Annunciata influenzata Annalisa Stroppa è una Giovanna Di Seymour tutt’altro che ammalata: la sua voce lineare dal timbro acuto e sinuoso a supporto di una interpretazione accorata hanno di fatto brillato nell’oscurità degli eventi posti in scena. L’Enrico VIII di  Mirco Palazzi è austero ed implacabile, dalla voce non immensa ma dotata del timbro morbido e vellutato che abbiamo apprezzato in tante occasioni. Dolce ed appassionato il Percy di Antonino Siragusa che forse spinge un po’ sugli acuti, ma il suono risulta comunque chiaro e squillante. Grande professionista si è mostrata Manuela Custer nel ruolo del paggio Smeton: chiamata a sostituire all’ultimo momento l’indisposta Martina Belli, ha cantato le sue arie con grande ed intensa partecipazione sottolineando ogni nota con la sua particolare voce ambrata.  Romano Dal Zovo è un Rochefort efficacie per presenza scenica e vocalità scura adatta al ruolo del fratello compassionevole; onorevole nella sua austerità Nicola Pamio come Sir Hervey.

Il Maestro Jordi Bernàcer conduce con particolare entusiasmo narrativo l’orchestra della Fondazione Arena il cui suono è sì ampio e morbido, ma piuttosto uniforme negli accenti.  Molto bene il coro preparato come sempre da Vito Lombardi.

Pubblico numerosissimo ed accaldato, successo pieno per tutti.

Maria Teresa Giovagnoli

LA   PRODUZIONE

Direttore d’orchestra           Jordi Bernàcer

Regia                                     Graham Vick

Scene e costumi                      Paul Brown

Direttore                                Michele Olcese

allestimenti scenici               

Maestro del Coro                 Vito Lombardi

Lighting designer                 Giuseppe Di Iorio

GLI   INTERPRETI

Enrico VIII                           Mirco Palazzi

Anna Bolena                         Irina Lungu 

Lord Rochefort                    Romano Dal Zovo

Giovanna Di Seymour         Annalisa Stroppa

Lord Riccardo Percy           Antonino Siragusa 

Smeton                                  Manuela Custer

Sir Hervey                             Nicola Pamio

Orchestra, Coro e Tecnici dell'Arena di Verona

Allestimento della Fondazione Arena di Verona

in coproduzione con la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

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