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Al Teatro La Fenice Chung dirige la Nona Sinfonia di Gustav Mahler

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COMUNICATO STAMPA:

In alternanza con le ultime recite del Don Carlo di Giuseppe Verdi, Myung-Whun Chung sarà impegnato sul podio dell’Orchestra del Teatro La Fenice anche nel prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica 2019-2020: guiderà infatti la compagine veneziana nell’esecuzione della Nona Sinfonia di Gustav Mahler. Il concerto è inserito nel contesto di un progetto pluriennale di rilettura dell’opera di Mahler condotto dalla Fenice insieme al maestro coreano: dopo la Quinta ascoltata nel 2017 e Seconda nel 2019, Chung si misurerà ora con la Sinfonia n. 9 in re maggiore, l’ultimo capolavoro sinfonico compiuto del compositore austriaco. Due i concerti al Teatro La Fenice: giovedì 5 dicembre 2019 ore 20.00 (turno S) e, in replica trasmessa in diretta su Rai Radio3, venerdì 6 dicembre 2019 ore 20.00.

            Ultima delle sinfonie compiute di Gustav Mahler (1860-1911), la Sinfonia n. 9 in re minore rappresenta una sorta di testimonianza riassuntiva in cui Mahler ripropone in modo introspettivo le tappe del suo percorso sinfonico. Ritroviamo così nel corso dei movimenti reminiscenze delle sinfonie ‘austriache’ (dalla Prima alla Quarta, legate al patrimonio popolare della civiltà contadina) e di quelle ‘viennesi’ (dalla Quinta alla Settima, collegate ai ritmi della cultura urbana), oltre a un rimando esplicito, nell’Andante comodo d’apertura, a «Das Lied von der Erde» (Il canto della terra), l’ultimo lavoro completato da Mahler, già stanco e malato, prima di iniziare la composizione della Nona. Non per niente Alban Berg associa la Nona a una definizione lapidaria: «la morte in persona», e Hans Redlich ha definito «Das Lied», la Nona Sinfonia e i frammenti incompiuti della Decima «la trilogia della morte». L’architettura sinfonica tradizionale, suggerita dalla suddivisione in quattro movimenti, viene negata dal fatto che questi non sono disposti secondo la successione canonica e sono concepiti in tonalità del tutto diverse: i due movimenti lenti, rispettivamente un Andante comodo in re maggiore e un Adagio in re bemolle maggiore, incorniciano due movimenti rapidi, un Ländler in do maggiore e un Rondo-Burleske in la minore, contrapponendo il loro lirismo luttuoso e pieno di pathos al tono ironico e dissacratorio dei due movimenti centrali.

Mahler, che nell’estate 1907 aveva ricevuto la diagnosi di un’inoperabile disfunzione cardiaca, cominciò a lavorare alla Nona nel giugno 1909 nella quiete della residenza estiva di Dobbiaco. La stesura, febbrilmente rapida, fu portata a termine nel marzo 1910 a New York. La prima esecuzione, postuma (Mahler era scomparso il 18 maggio 1911), fu diretta da Bruno Walter a Vienna il 26 giugno 1912.

In occasione del concerto diretto da Myung-Whun Chung, si rinnoverà il consueto appuntamento con le conferenze di approfondimento della Stagione Sinfonica: il concerto di giovedì 5 dicembre 2019 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 130,00) sono acquistabili nei punti vendita Vela Venezia Unica di Teatro La Fenice, Piazzale Roma, Tronchetto, Ferrovia, Piazza San Marco, Rialto linea 2, Accademia, Mestre, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2424) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Myung-Whun Chung

Nato in Corea, inizia l’attività musicale come pianista, debuttando all’età di sette anni. A ventuno vince il secondo premio al Concorso pianistico Čajkovskij di Mosca. Frequenta negli usa i corsi di perfezionamento al Mannes College e successivamente alla Juilliard School di New York, nel 1979 diviene assi-stente di Carlo Maria Giulini alla Los Angeles Philharmonic dove nel 1981 è nominato direttore associato. Dal 1984 al 1990 è direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrüken, dal 1987 al 1992 direttore principale invitato del Teatro Comunale di Firenze, tra il 1989 e il 1994 direttore musicale dell’Opéra de Paris-Bastille e, dal 1997 al 2005, direttore principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Nel 1995 fonda la Asia Philharmonic, formata dai migliori musicisti di otto Paesi asiatici. Nel 2005 è nominato direttore musicale della Seoul Philharmonic Orchestra e nel 2016 direttore musicale onorario della Tokyo Philharmonic Orchestra. Dal 2011 è direttore ospite principale della Dresden Staatskapelle. Dal 2000 al 2015 è stato inoltre direttore musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France, di cui dal 2016 è direttore onorario. Ha diretto molte delle orchestre più prestigiose del mondo, fra cui i Berliner e i Wiener Philharmoniker, il Concertgebouw di Amsterdam, le principali orchestre di Londra e di Parigi, l’Orchestra Filarmonica della Scala, la Bayerische Rundfunk, le orchestre sinfoniche di Boston e Chicago, l’Orchestra della Metropolitan Opera di New York, la New York Philharmonic Orchestra e le orchestre sinfoniche di Cleveland e di Philadelphia. In Italia gli sono stati conferiti il Premio Abbiati e il Premio Toscanini. In Francia nel 1991 è stato nominato Artista dell’anno dal Sindacato professionale della critica drammatica e musicale e nel 1992 il Governo francese gli ha assegnato la Légion d’Honneur. Nel 1995 e di nuovo nel 2002 ha avuto il Premio Victoire de la Musique. Nel 2011 gli è stato con-ferito il titolo di Commadeur dans l’ordre des Arts et Lettres dal ministro della Cultura francese. Nel luglio 2013 la Città di Venezia gli ha consegnato le chiavi per il suo impegno verso il Teatro La Fenice e la vita musicale della città e il Teatro La Fenice gli ha conferito il premio Una vita nella musica. Nel 2017 il Presidente della Repubblica Italiana lo ha nominato Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia per il suo contributo alla cultura italiana. Nel 2015 l’Associazione della critica musicale italiana gli ha assegnato il Premio Abbiati per Simon Boccanegra di Verdi (rappresentata al Teatro La Fenice di Venezia) e per l’attività sinfonica con l’Accademia di Santa Cecilia e con l’Orchestra Filarmonica della Scala. Parallelamente alla sua attività musicale Myung-Whun Chung è impegnato in iniziative di carattere umanitario e di diffusione della musica classica tra le giovani generazioni, nonché di salvaguardia dell’ambiente. Ambasciatore del Programma delle Nazioni Unite per il Controllo internazionale della droga (undcp), nel 1995 è stato nominato «Uomo dell’anno» dall’unesco e l’anno successivo il Governo della Corea gli ha conferito il «Kumkuan», cioè il più importante riconoscimento in campo culturale, per il suo contributo alla vita musicale coreana. Ѐ attualmente ambasciatore onorario per la cultura della Corea del Sud, il primo nella storia del governo del suo Paese. Chung e i musicisti dell’Orchestre Philharmonique de Radio France sono stati nominati nel 2007 Ambasciatori dell’unicef e nel 2008 il direttore ha ricevuto l’incarico di Goodwill Ambassador dall’unicef come riconoscimento per il suo impegno a favore dell’infanzia. Nel 2012 è riuscito a riunire, per la prima volta per un concerto alla Salle Pleyel a Parigi, la Unhasu Orchestra della Corea del Nord e la Orchestre Philharmonique de Radio France. Di casa alla Fenice, vi ha diretto La traviata (2009 e 2010), Rigoletto (2010), Tristan und Isolde (2012), Otello (2012 e 2013, sia in teatro che nelle memorabili esecuzioni a Palazzo Ducale), Simon Boccanegra (2014), Madama Butterfly (2016) e Carmen (2017). Nel novembre del 2017, sempre alla Fenice, ha interpretato Un ballo in maschera di Verdi, inaugurando la Stagione Lirica, e pochi giorni dopo è salito sullo stesso podio per il Concerto di Capodanno, cui è seguita, nel marzo 2018, La bohème. Ha poi inaugurato la stagione 2018-2019 con Macbeth, è tornato a guidare l’Orchestra e il Coro del Teatro nel concerto di Capodanno 2019 e in marzo ha diretto nuovamente Otello. È inoltre presenza costante nei concerti delle stagioni sinfoniche della Fenice.

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