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AIDA, GIUSEPPE VERDI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, SABATO 18 MAGGIO 2019

AIDA Foto Michele Crosera

Sembra incredibile ma trent’anni ci son voluti affinché una delle opere di Verdi più amate e rappresentate al mondo tornasse sul palcoscenico della Fenice di Venezia. Riproposto negli anni Ottanta del secolo scorso, questo fortunato allestimento di Aida viene dal passato, precisamente dal lontanissimo 1978 quando Mauro Bolognini ideò uno spettacolo imponente che potesse sottolineare la grandezza dell’antico Egitto e del teatro veneziano che ospitava la produzione. Oggi Bepi Morassi rivisita e riporta in scena quanto a suo tempo aveva pensato il regista, per rappresentare il viaggio sentimentale dei protagonisti tra conflitti politici ed amorosi. Con una scena incastonata perfettamente nel palco come una scatola magica, i due livelli progettati da Mario Ceroli sono funzionali senza strafare, riempiono tutto lo spazio a disposizione occupando con gli interpreti anche tutto il proscenio, probabilmente per lasciare che le voci non restino ‘imprigionate’ tra le opulenti pareti. Non c’è tantissimo spazio per l’azione che quindi è piuttosto lineare senza colpi di scena, ma segue il libretto con rispetto ed una certa eleganza, ormai rara per taluni registi di oggi. I costumi storici di Aldo Buti  messi a disposizione dall’Archivio Cerratelli di Pisa sono perfettamente in linea con il periodo e le luci di Fabio Barettin costituiscono uno degli elementi fondamentali dello spettacolo, sottolineando ogni più piccolo dettaglio della narrazione e perfino le espressioni dei protagonisti.

Rispetto per le voci e per la partitura è ciò su cui ha puntato Riccardo Frizza nella sua direzione. Consapevole del gioiello a disposizione, pur avendo un materiale imponente in cui il rischio è prevaricare gli interpreti nel sottolineare il fasto di certe scene, il Maestro ha posto come punto fondamentale un accordo speciale tra orchestra e voci, rispettando ogni sfumatura che gli interpreti hanno così potuto sottolineare, accompagnando ed esaltando le singole voci, libere di esprimere tutto il loro potenziale, ed allo stesso tempo conducendo una orchestra sfavillante, dal suono ricchissimo e pieno di significato scena dopo scena, grandioso e commovente.

Al debutto nei rispettivi ruoli i due protagonisti,  l’Aida di  Roberta Mantegna ed il Radames di Francesco Meli si inseriscono generosamente nel lavoro registico di introspezione e caratterizzazione del personaggio. Il soprano ha una voce piena e decisamente sonora, dotata di un bel controllo sul fiato e, grazie ad una buona tecnica già acquisita, capace di ottimizzare il volume al servizio dell’intensità richiesta e del momento specifico in atto; così il tenore libera un suono ampio e pulito su tutta la linea di canto, ricco di sfumature e senza portamenti.  Irene Roberts è una Amneris volitiva e scenicamente valida, che però risulta meno incisiva sul grave soprattutto nei confronti di una orchestra come detto rispettosissima dei volumi, e  con qualche difetto di pronuncia sulle consonanti dentali. Molto bene i ruoli di comando, il Re di  Mattia Denti,  il generosissimo Roberto Frontali come Amonasro, il Ramfis di Riccardo Zanellato, sempre garanzia di interpretazioni corrette.  Interessante anche la voce della sacerdotessa Rosanna Lo Greco.

I balletti della compagnia Nuovo Balletto di Toscana sono coreografati da Giovanni Di Cicco. Benissimo il coro diretto dal Maestro Claudio Marino Moretti: partecipe, intenso, preciso.

Successo pienissimo per tutta la compagnia di canto e la produzione.

Maria Teresa Giovagnoli

 

LA  PRODUZIONE 

Direttore                                 Riccardo Frizza

Regia                                      Mauro Bolognini, ripresa da Bepi Morassi

Scene                                      Mario Ceroli

Costumi                                  Aldo Buti

Light designer                        Fabio Barettin

Coreografo                             Giovanni Di Cicco

GLI    INTERPRETI

Aida                                       Roberta Mantegna 

Radames                               Francesco Meli 

Il Re                                       Mattia Denti

Amonasro                              Roberto Frontali 

Ramfis                                   Riccardo Zanellato 

Amneris                                 Irene Roberts 

Gran sacerdotessa                Rosanna Lo Greco

 

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

Maestro del Coro  Claudio Marino Moretti

Nuovo Balletto di Toscana

Allestimento Fondazione Teatro La Fenice

Foto Michele Crosera

 

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