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AIDA, GIUSEPPE VERDI – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, DOMENICA 12 DICEMBRE 2017

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Arriva dal Macerata Opera Festival e da un progetto del 2014 l’Aida firmata da Francesco Micheli in scena al Teatro Comunale di Bologna in questi ultimi scampoli di stagione 2017, con uno spettacolo che tenta di coniugare la maestosità dell’antico impero egizio con la grandiosità dei mezzi moderni, creando un ponte tra antico e futuro e tra i popoli di allora e d’oggi. Questo tipo di approccio non è una novità e non troviamo certo strano il parallelo tra storia passata e presente/futuro; vero è infatti che i temi trattati nell’opera sono da considerarsi universali ed applicabili ad ogni epoca, ma conoscendo Micheli ed il suo genio sicuramente ci saremmo aspettati qualcosa di più, potremmo dire, approfondito. Etiopi ed Egiziani si muovono su di un grande computer bianco senza tasti, creato da Edoardo Sanchi, il cui piano inclinato sembra poggiato su un leggio, e che si chiude sulle teste degli sfortunati protagonisti a simboleggiare la ‘fatal pietra’ tombale. Il coro a sua volta si tiene aggiornato (sull’avanzata nemica?) attraverso dei tablet che dovrebbero ricordare le antiche tavolette degli scribi. Del fasto egizio non c’è nulla di visibile concretamente in scena, ma mastodontiche sono le didascalie che enfatizzano espressioni del libretto oppure i nomi stessi degli interpreti quando cantano. Le proiezioni dei disegni di Francesca Ballarin servono ad esemplificare ed arricchire il narrato, ma spesso risultano semplici cornici sceniche a quello che di fatto appare un allestimento estremamente essenziale. Bianco anche tra i costumi del coro infagottato in tuniche austere; meglio gli abiti dei protagonisti tra cui impera nel vero senso della parola il Re con la sua mise, il tutto opera di Silvia Aymonino.  I balletti dalle coreografie particolarmente originali di Monica Casadei per la compagnia Artemis Danza si discostano anch’essi dalla tradizione, con i bravissimi ballerini fasciati in tute bianche come pronti a lasciare il pianeta alla volta spaziale.

La parte musicale cui campeggia la direzione di Frédéric Chaslin soffre di un condottiero a nostro avviso poco attento alle dinamiche dello spettacolo, poiché troppo concentrato sull’orchestra in se stessa, il cui suono prepotente porta spesso il coro, pur preparato ed attento, a coprire gli interpreti,  apparsi a disagio in diverse occasioni.

Si distingue comunque la Aida di una corretta Monica Zanettin, già ascoltata felicemente nel ruolo ma che forse con un allestimento così ‘freddo’ non trova una sua dimensione appassionata come abbiamo sentito in precedenza. La voce è comunque ben salda, porta a termine benissimo l’aria ‘O cieli azzurri’ dal famoso 'Do' preciso.

Radames è Antonello Palombi, chiamato a sostituire il collega Ventre perché indisposto. Il colore è bello e l’interprete da tutto se stesso nel ruolo dell’appassionato condottiero, che passa da idolo indiscusso a traditore. Entra forse con la voce non perfettamente a fuoco, che ‘scatta’ sul temibile Si bemolle di Celeste Aida, comunque eseguito.

Amneris è Nino Surguladze, che offre una presenza scenica forte nonostante i limiti registici ed è vocalmente espressiva, dal timbro rotondo ed uniforme.

Luca Dall'Amico è ancora una volta interprete di carisma dalla voce salda ed ombrosa come richiede il ruolo del grande e possente Re egizio.

Dario Solari è un Amonasro serio ed austero, ma forse un po’ sotto tono rispetto ai suoi compagni di palco, risultando più espressivo nei gravi rispetto a quando la voce deve salire nella sua zona più acuta.

Enrico Iori  è un corretto Ramfis dal colore piuttosto interessante, mentre il Messaggero e la Sacerdotessa sono Cristiano Olivieri e Beth Hagermann.  Andrea Faidutti prepara un coro sempre partecipe e dalla pasta vocale omogenea, che tanto per cambiare canta anche circondando la platea come va  di moda da anni.

Buon successo per tutta la produzione da parte di un teatro pieno ma non completamente esaurito.

Maria Teresa Giovagnoli

LA   PRODUZIONE

Direttore

Frédéric Chaslin

Regia

Francesco Micheli

Scene

Edoardo Sanchi

Costumi

Silvia Aymonino

Luci

Fabio Barettin

Luci riprese da

Daniele Naldi

Coreografie

Monica Casadei

Disegni

Francesca Ballarin

Assistente alla regia

Valentina Brunetti

Assistente alle scene

Carla Conti Guglia

Assistente ai costumi

Hannah Gelesz

Maestro del Coro

 

Andrea Faidutti

 

GLI   INTERPRETI

Il Re

Luca Dall'Amico

 

Amneris

 

Nino Surguladze 

Aida

 

Monica Zanettin 

Radamès

Antonello Palombi 

 

Ramfis

 

Enrico Iori 

 

Amonasro

 

Dario Solari 

 

Gran Sacerdotessa

 

Beth Hagermann

Messaggero

Cristiano Olivieri

 
 

COMPAGNIA DI BALLO ARTEMIS DANZA

 

Bambine allieve di ARABESQUE, Scuola di danza classica, contemporanea e moderna - Bologna:

Giulia Algisi, Matilde Isabella Avoni, Elena Belletti, Marta Bernardi, Diana Bonicelli, Sara Borriello, Gaia Cinelli, Margherita Forni, Emma Iacovaccio, Alessandra Lauro, Beatrice Pasi, Sofia Ruggeri, Poerava Dalbagno, Lucia Mannino

 

Produzione del Teatro Comunale con Associazione Arena Sferisterio - Macerata Opera Festival

Foto Rocco Casaluci

 

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