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ADRIANA LECOUVREUR, F. CILEA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 31 MARZO 2019

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Approda anche a Verona sulle tavole del Teatro Filarmonico, il fortunato allestimento di Adriana Lecouvreur pensato nel 2014 da Ivan Stefanutti per il Teatro Sociale di Como.

Il capolavoro del pur breve catalogo di Cilea, nonostante lo sgangherato e complesso libretto di Colautti, riesce ancora oggi a suscitare interesse nel pubblico, principalmente per la particolare abilità del compositore calabrese nel circoscrivere musicalmente lo spirito di un personaggio. E in questo caso Adriana è la tipica “grande parte” che porta con sé un buon numero di effetti scontati, ma che nel caso della sorvegliata scrittura di Cilea, diventa occasione per un canto logico, spontaneo e naturale, dove il cantante può diventare personaggio, se conosce il mestiere. L’orizzonte sonoro qui risente di una particolare gentilezza d’animo del compositore, che trattiene e circoscrive la melodia là dove gli altri suoi colleghi contemporanei preferiscono abbandonarsi alla piena del sentimento, risultando alla lunga scontato e un poco ripetitivo.

Ivan Stefanutti, che firma anche scene e costumi, costruisce uno spettacolo lineare, senza eccessi e particolari invenzioni registiche se si eccettua la trasposizione dell’azione dal'700 al primo '900 del secolo scorso, immaginando Adriana non più come diva della Comédie Française ma come eroina del nascente cinema, con le sue pose da Femme Fatale, con la sua recitazione fatta di gesti eccessivi ed enfatici. Per Stefanutti l’azione si svolge all’interno di un set cinematografico di un film in bianco e nero, dove tra scene art déco e costumi di scena, si consuma il drammone di Colautti. La virtù dell’eroina settecentesca lascia il posto dunque alla più compiacente natura femminile di una attrice del cinema muto; la vicenda da storica e protesa in spazi infiniti, diventa borghese e circoscritta,  scivolando spesso in un eccesso kitsch presumibilmente voluto.

Adriana è una debuttante Hui He nel ruolo. L’artista cinese riesce a piegare la sua torrenziale voce a finezze squisitamente liriche che denotano profondo studio della parte e una partecipazione emotiva non comune. Se a volte il personaggio, inteso come completa aderenza alla parte, latita crediamo sia colpa di una certa emozione dovuta al debutto, e forse anche ad un confronto psicologico con prestigiose colleghe del passato che con il tempo siamo certi svanirà. Il suo monologo al terzo atto lascia sbalorditi per arditezza interpretativa e pur difettando di una dizione non perfetta,da solo vale l’intera recita.

Maurizio è stato un sensibilissimo Fabio Armiliato. Il cantante genovese, forte della sua notevole esperienza musicale, porta a termine una recita eccezionale per partecipazione emotiva e costruzione del personaggio, completo nella aderenza al dettato di Cilea. Certo la voce non è più giovane e fresca e la fatica di fiato si fa sentire nei più punti più esposti, ma sinceramente non c’è ne curiamo poiché l’infinita generosità che Armiliato pone nell’affrontare la sua parte, ci ripaga anche di qualche sua piccola imperfezione vocale.

Alberto Mastromarino è un Michonnet anziano ed affaticato nella voce e non capiamo se sia un effetto voluto per aderire perfettamente al personaggio del vecchio capocomico o se realmente la sua voce difetti di fiato ed intonazione.

La Principessa di Bouillon, è stata una Carmen Topciu sinceramente sottotono, priva di quel maligno mordente che caratterizza la sua parte. Nel ruolo della perfida principessa ci si aspetta una cantante che sappia graffiare con la voce ma soprattutto con le mani, cosa che la Topciu accenna ma non espone. Siamo sicuri che con le repliche saprà ritrovare la giusta cattiveria vocale che le spetta.

Bravissimo Roberto Covatta nel ruolo dell’abate di Chazeuil vocalmente e scenicamente perfetto nel dimostrare la sua malata personalità di doppiogiochista senza scadere in  inutili e facili macchiettismi che giocoforza fanno spesso scadere il suo personaggio.

Alessandro Abis è stato un corretto e disinvolto principe di Bouillon, mentre le parti dei soci della Comédie Française (Quinault, Poisson, Jouvenot, Dangeville) hanno avuto le precise voci di Massimiliano Castellani, Klodian Kakani, Cristin Arsenova, Lorrie Garcia.

Massimiliano Stefanelli concerta e dirige l’orchestra della Fondazione Arena con mano sicura e precisa la partitura di Cilea dimostrando un appropriato segno del fraseggio, senza farsi dominare dall’ormai datata eloquenza verista, anzi riportandolo l’opera ai suoi segnali più squisitamente lirici. L’orchestra lo segue con precisione impeccabile nonostante un gesto esagerato e sinceramente non indispensabile.

Al solito puntuale e precisa la fugace partecipazione del coro della Fondazione Arena diretto da Vito Lombardi.

Al termine applausi convinti per tutti con punte di ovazione per Armiliato e Hui He da parte di un teatro esaurito e partecipe.

Pierluigi Guadagni

LA  PRODUZIONE

Direttore d'orchestra                                                Massimiliano Stefanelli

Regia, scene, costumi                                                Ivan Stefanutti

Luci                                                                             Paolo Mazzon

Maestro del Coro                                                       Vito Lombardi

Direttore Allestimenti scenici                                   Michele Olcese

 

GLI   INTERPRETI

 

Driana Lecouvreur                                       Hui He 

Maurizio                                                        Fabio

Il Principe Di Bouillon                                  Alessandro Abis 

La Principessa Di Bouillon                           Carmen Topciu 

Michonnet                                                     Alberto Mastromarino 

L'abate Di Chazeuil                                      Roberto Covatta 

Poisson                                                          Klodjan Kacani 

Quinault                                                        Massimiliano Catellani 

Mad.Lla Jouvenot                                         Cristin Arsenova 

Mad.Lla Dangeville                                      Lorrie Garcia 




ORCHESTRA, CORO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA

Allestimento del Teatro Sociale di Como – As.Li.Co.

 FOTO ENNEVI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA

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