Cerca nel sito

IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2019, CONCERTO DELL' ORQUESTRA NACIONAL DE ESPANIA, JUANJO MENA Direttore, PABLO SAINZ VILLEGAS Chitarra – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 15 SETTEMBRE 2019

DSC_0593

Concerto dal calor bianco e dalle altissime temperature emotive quello proposto dalla Orquesta Nacional de Espania nell'ambito del “Settembre dell'Accademia” dell' Accademia Filarmonica di Verona.

Il programma tra l'altro non ammetteva scampo alcuno, poiché i brani scelti e la presenza di un chitarrista di altissimo livello come Sainz Villegas, hanno letteralmente incendiato il pubblico, generalmente compassato e ingessato, che frequenta la manifestazione veronese.

A scaldare gli animi ci ha pensato il brano di apertura, Alborada del gracioso di Maurice Ravel, un brano che immediatamente ci trascina in quella sensualità spagnola tanto familiare al compositore francese.

L'alborada, serenata mattutina di un buffone, è per Ravel una incredibile tavolozza cromatica costruita su contrasti dinamici impressionanti.

Continua a leggere

L’ELISIR D’AMORE FRIZZANTE DI VICENZA IN LIRICA AL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA - VENERDI’ 13 SETTEMBRE 2019

L’ELISIR D’AMORE FRIZZANTE DI VICENZA IN LIRICA AL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA -  VENERDI’ 13 SETTEMBRE 2019

Non poteva essere diverso l’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti proposto dal Festival Vicenza in Lirica per questa fortunata edizione 2019. Se lo scopo è puntare sui giovani perché tante sono le promesse in giro per il globo che meritano una possibilità, sicuramente questa produzione del capolavoro donizettiano ne è un esempio felice per freschezza ed immediatezza, nonché per l’evidente entusiasmo con cui tutti i coinvolti hanno partecipato. L’orchestra è costituita da giovanissimi musicisti e proviene da un progetto del Liceo Corradini di Thiene e tra gli interpreti vi sono freschi vincitori del concorso Tullio Serafin che si è tenuto a Cavarzere (Ve) a giugno ed alcuni allievi dell’Accademia di canto del Teatro alla Scala. Ed è con uno spirito frizzante che lo spettacolo è stato concepito da Piergiorgio Piccoli ed il suo staff considerando ovviamente la scena fissa dell’Olimpico. Pertanto sistemando solo qualche sgabello, sedia  o tavolino, il regista si è ingegnato affinché gli interpreti sopperissero con qualche trucchetto a ciò che mancava fisicamente sul palco.

Continua a leggere

AL SETTEMBRE DELL' ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA L'ORCHESTRA FILARMONICA DI SAN PIETROBURGO CON ION MARIN ED OLLI MUSTONEN-MERCOLEDÌ 11 SETTEMBRE 2019

DSC_9221-1

Continua anche nel 2019 il fortunatissimo Festival proposto dall’Accademia Filarmonica di Verona, che con la sua storia pluricentenaria si fa ogni anno promulgatrice di cultura a livello internazionale grazie alle prestigiose orchestre ospiti della manifestazione. È la volta della Filarmonica di San Pietroburgo che, temporaneamente orfana del suo Direttore Yuri Temirkanov a causa di una indisposizione, ha trovato una naturale prosecuzione del lavoro preparato per la sua tournée con il Maestro Ion Marin, che guida l’orchestra ed il compositore, direttore e pianista  Olli Mustonen. In programma due pezzi talmente amati che il pubblico ha letteralmente gremito il teatro Filarmonico di Verona in ogni ordine di posto per poterne ascoltare le note melodie: il Concerto per pianoforte e orchestra n.1 in si bemolle minore Op. 23 di Čajkovskij e la Sinfonia n. 9 in mi minore Op. 95 “Dal Nuovo Mondo” di Dvořák.

Continua a leggere

BACOCCO E SERPILLA, GIUSEPPE MARIA ORLANDINI - GALLERIE D'ITALIA / PALAZZO LEONI MONTANARI PER VICENZA IN LIRICA, DOMENICA 8 SETTEMBRE 2019

IMG-20190908-WA0015

Anche gli intermezzi sono uno degli appuntamenti frequenti di Vicenza in Lirica, sempre alla ricerca di chicche da offrire al suo pubblico, e grazie anche agli spazi che la città berica offre nei cortili dei suoi famosissimi palazzi d’epoca. Il tempo non ha permesso di usufruire di quello di Palazzo Leoni Montanari, ma l’organizzazione ha subito compiuto uno switch dirottando lo spettacolo in uno dei magnifici saloni al suo interno.

Se gli intermezzi erano come è noto utilizzati per ‘rasserenare’ il pubblico costretto a lunghe maratone di opere serie, potremmo considerare questo di Bacocco e Serpilla un piacevole intermezzo del Festival, una ‘pausa’ leggera tra i tanti ed importanti eventi in pieno svolgimento. Lieve è sicuramente il tema del racconto di Antonio Salvi, che in poco meno di un’ora ci mostra una moglie arcistufa degli sprechi economici effettuati ad opera del marito, che oltre al vizio del gioco è anche un ‘infingardo, poltrone, sciupatore, briccone’.. e chi più ne ha ne metta. Il matrimonio le è ormai insopportabile e solo un giudice può risolvere la faccenda. Come è ovvio il lieto fine è dietro l’angolo e tutto si risolve nell’armonia e nella pace. Non manca il leitmotiv del travestimento, ed è proprio così che il nostro Bacocco abilmente travestito da giudice può rigirare la frittata a suo favore ed ottenere nuovamente il pieno affetto della consorte.

Continua a leggere

VICENZA IN LIRICA E VICENZAORO 2019: L’ORO DI VICENZA SI INCONTRA SUL PALCOSCENICO DEL TEATRO OLIMPICO PER UN CONCERTO ECCEZIONALE– SABATO 7 SETTEMBRE 2019

ORO1200x380

Concerto straordinario al Teatro Olimpico di Vicenza per festeggiare lo splendore dell’oro e dell’alta gioielleria di Vicenzaoro 2019, insieme al fascino delle voci e dell’arte musicale celebrata da Vicenza in Lirica, il cui slogan quest’anno è proprio ‘l’oro in lirica’. Naturale dunque un connubio tra le due realtà che si è concretizzato con un evento speciale riservato agli ospiti espositori cui noi abbiamo partecipato volentieri per renderne testimonianza. Un programma che rispecchia l’anima del Festival lirico e che ritrova protagonisti graditissimi il coro Schola San Rocco ed il soprano Barbara Frittoli come protagonisti speciali, insieme ai giovani interpreti de La Diavolessa di Galuppi, opera di punta del Festival di quest’anno.   

Dopo la profonda ed accorata esecuzione della Petite messe rossiniana della settimana scorsa, la Schola San Rocco e Barbara Frittoli si cimentano in un programma che spazia tra Antonio Cesti, Antonio Lotti, Johann Sebastian Bach, Georg Friederich Haendel  e Wolfgang Amadeus Mozart, tutti autori vissuti tra il Diciassettesimo ed il Diciottesimo secolo, a testimoniare la continua attenzione e ricerca filologica delle partiture relative a quel periodo, grazie al Maestro Francesco Erle che dirige l’Orchestra Barocca Vicenza in Lirica ed anche il coro.

Scopo del festival ideato dal Direttore artistico Andrea Castello è rivolgere l’attenzione verso quelle opere difficilmente eseguite nei teatri nostrani e riscoprire il gusto e la bellezza delle note che risuonavano in periodi quasi dimenticati dal nostro Paese. Vale dunque la pena soffermarsi brevemente su quest’altra opera tutta italiana per testo e musica, appunto la Diavolessa che nacque proprio a Venezia nel 1755, con al centro le vicende di due innamorati (Giannino e Dorina) che si fingono appunto ‘diavoli’ in grado di scovare un misterioso tesoro e farla in barba a Don Poppone, sì da procurarsi i soldi per sposarsi. Intorno a loro si muovono altri personaggi come i conti Nastri, il furbo oste Falco e la governante Ghiandina. Come da prassi di commedia, dopo una serie di equivoci divertenti e felici risoluzioni, arriva come sempre il lieto fine con una inaspettata eredità a Giannino che può così coronare il suo sogno con la fidanzata.

Abbiamo potuto apprezzare in concerto un estratto dell’opera ed avere una idea della vocalità di ognuno degli interpreti impegnati in questa composizione che normalmente tiene impegnati i protagonisti per quasi quattro ore. Spicca la freschezza e già ottima impostazione di Ligia lshitani Silva, la Contessa, disinvolta anche in concerto e che possiede un passaggio di registro uniforme e morbido, anche sugli acuti più alti. Interessante la voce da controtenore di Ettore Agati, il Conte, la cui voce acquista solidità scaldandosi e mostrando una particolare sensibilità verso la parola cantata. La coppia dei finti ‘diavoletti’ è costituita da Arlene Miatto Albeldas ed Omar Cepparolli: la prima è una Dorina dalla voce ambrata e con una buona espressività, forse ancora un po’ acerba nei gravi che caratterizzano il suo registro; il secondo, Giannino,  mostra una buona capacità esecutiva ove il timbro profondo se pur giovane ha già una rotondità che non teme la zona più grave. L’oste Falco è Lucas Lopes Pereira, dalla voce chiara in evoluzione per colore e tecnica, Stepan Polishchuk è Don Poppone, altra bella voce scura e sonora. La cameriera è la spigliata e vocalmente agile Lucia Conte. I costumi d’epoca sono in collaborazione con il Teatro La Fenice di Venezia (ideati da Carlos Tieppo, realizzati da Sartoria Daniela e Sartoria Paola Girardi), mentre il trucco è opera di Riccardo de Agostini.

Perfetto risulta ancora una volta il connubio tra Barbara Frittoli e la Schola San Rocco che sembrano aver trovato nella fusione delle loro voci un impasto naturale che si consolida perfettamente. L’ingresso nel Laudate Dominum di Mozart, ad esempio,  avvolge con il ‘gloria’ la voce del soprano come un manto morbido su un prato di mille colori. Ma poi la precisione del canto all’unisono e la capacità di ‘entrare’ di volta in volta nei pezzi eseguiti, sono prova evidente di professionalità e grande affinità con questo repertorio. Spettacolare ed imponente l’ Halellujah di Haendel. La Frittoli sembra particolarmente a suo agio in esecuzioni di stampo liturgico, ove la compostezza e la regalità dell’interprete si sposano con i contenuti sacri e la magnificenza delle composizioni. La voce del soprano è ampia e piena su tutta la gamma, e non teme la discesa sul grave ove anzi acquista nuovo carattere ed efficacia. Una chicca profana è l’aria ‘Intorno all' idol mio’ da Orontea di Cesti, notissima al pubblico del Diciassettesimo secolo e che ci regala un momento di struggente pathos.

L’intera operazione è stata condotta dal Maestro Francesco Erle, che collabora da diverso tempo con la Schola San Rocco, portando all’Olimpico ancora una volta la cura del dettaglio, lo scavo in profondità di una partitura svelandone i segreti, evidenti dal gesto non meramente esecutivo, ma evocativo di quanto provato, approfondito e studiato in precedenza.

Un concerto dunque con la ‘C’ maiuscola che meritava i lunghi applausi scesi a valanga al suo termine.

Maria Teresa Giovagnoli

PROGRAMMA DEL CONCERTO

Baldassarre Galuppi (1706-1785) da La Diavolessa (1755)

‘Si distingue dal nobile il vile’ , Dorina: Arlene Miatto Albeldas

‘ II cielo vi precipiti’, Falco:  Lucas Lopes Pereira

‘Colle dame colle dame’, Giannino: Omar Cepparolli

‘Sì, signori, così è’, Ghiandina: Lucia Conte

‘Tenta invan co’ suoi vapori’ , Il Conte Nastri: Ettore Agati

‘S’ inganna chi crede’,  La Contessa: Ligia lshitani Silva

‘Spiriti erranti’,  Don Poppone, Falco, Dorina, Giannino : Stepan Polishchuk, Lucas Lopes Pereira, Arlene Miatto Albeldas, Omar Cepparolli.

Antonio Cesti (1623-1669)   da Orontea (1656)

Intorno all'Idol mio, Barbara Frittoli

Antonio Lotti (1667-1740) dalla Missa Sapientiae

Qui tollis-Suscipe deprecationem nostram, Schola San Rocco

Johann Sebastian Bach (1685-1750)  da Magnificat BWV 243 (1733)

Quia Respexit

Omnes generationes

Gloria

Barbara Frittoli e Schola San Rocco

Georg Friederich Haendel (1685-1759)

da The Messiah HWV 56 (1741)

Halellujah, Schola San Rocco

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

 da Vesperae Solemnes de Confessore Kv 339 (1780)

Laudate Dominum,  Barbara Frittoli e Schola San Rocco

Orchestra Barocca Vicenza in Lirica Festival.

Direttore Orchestra e Coro Francesco Erle.

 

 

Continua a leggere

PETITE MESSE SOLENNELLE DI GIOACHINO ROSSINI, FESTIVAL VICENZA IN LIRICA – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, SABATO 31 AGOSTO 2019

VIL_Petite_insieme_02_310819_ph_COLORFOTO-ARTIGIANA

Assistere alla ‘Petite messe solennelle’ di Rossini è una evento non solo uditivo, ma anche e soprattutto una esperienza a tuttotondo che riguarda tanto la sfera sensoriale, quanto l’area dei sentimenti e dell’emotività. Questo avviene solo quando si ha di fronte un musicista come  Michele Campanella che ha portato sulle tavole del Teatro Olimpico di Vicenza tutta l’ esperienza di una carriera pluridecennale letteralmente al servizio dei compositori e soprattutto della musica, come pianista, come insegnante ed anche come direttore d’orchestra, sempre con una modestia che lo porta a porsi in secondo piano di fronte ai coristi ed ai solisti, che secondo lui sono i veri artefici della bellezza posta in essere. La sua ‘Petite’ vuole tornare alle origini, a quando nel 1863 Rossini compose il suo omaggio alla fede ed all’intimità che essa reca in chi la coltiva, come intimo è il suono del pianoforte rispetto alla successiva e più snaturata versione orchestrale, e come intimo e raccolto è il teatro Olimpico sold out per questa occasione.

Continua a leggere

TOSCA, GIACOMO PUCCINI, REPLICA DI GIOVEDI’ 29 AGOSTO 2019 – 500^ DIREZIONE PER OREN ALL’ARENA DI VERONA

main.Tosca_100819_FotoEnnevi_097_20190810

 

Il ‘must’ di questa stagione areniana secondo il sovrintendente Cecilia Gasdia è stato certamente il riportare nell’anfiteatro più spettacolare della lirica italiana cast di fama mondiale ed appuntamenti di richiamo, che tornassero a riempire il caldo catino come ai bei tempi che furono e che lo hanno reso celebre. Se le due serate di danza con protagonista Roberto Bolle e l’esecuzione dei Carmina Burana con Ezio Bosso hanno premiato gli sforzi organizzativi, anche le serate operistiche con protagonisti blasonati e molto conosciuti hanno registrato incassi interessanti che fanno ben sperare per il futuro. Siamo così tornati spinti da interesse e molta curiosità ad assistere alla spettacolare messa in scena della Tosca firmata da Ugo de Hana recensita alla prima di questa edizione il 10 agosto (http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/tosca-di-g-puccini-arena-di-verona-opera-festival-recita-del-10-agosto-2019.html), per una serata speciale che segnava la cinquecentesima recita diretta nella sola Arena di Verona dal maestro Daniel Oren, il vero padre dell’orchestra che con lui è cresciuta per spessore e competenza nel repertorio operistico soprattutto grazie alla sua guida. Forse rispetto alla prima, per questa sera c’era nel suo gesto e nel suo coinvolgimento anche un pizzico di orgoglio misto ad affetto per tutti coloro che hanno creduto in lui e tuttora lo appoggiano, come ha comunicato nel discorso introduttivo di ringraziamento. Altro motivo di interesse la coppia protagonista che ha visto come interpreti il soprano Hui He, ormai avvezza al pubblico veronese che la ama molto, ed il tenore Vittorio Grigolo che dopo numerose recite all’estero debutta il ruolo di Cavaradossi anche a Verona, molto atteso dopo il suo Alfredo nella Traviata speciale di inizio agosto.

Continua a leggere

AIDA, GIUSEPPE VERDI - ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL , REPLICA DEL 18 AGOSTO 2019

AIDA--FOTO ENNEVI -FONDAZIONE ARENA DI VERONA

Proseguono le recite di Aida all'Arena di Verona nell'ambito dell'Opera Festival 2019.

La recita del 18/08/19 ha visto il debutto di Mario Cassi nel ruolo di Amonasro e di Carlo Ventre in quello di Radames, oltre che alla riconferma di Maria José Siri nel ruolo del titolo.

Lo spettacolo è stato rappresentato nella rievocazione della edizione storica del 1913 curata da Gianfranco De Bosio, da noi già recensita (http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/aida-giuseppe-verdi-arena-di-verona-replica-del-24-luglio-2019.html).

Continua a leggere

EZIO BOSSO INFIAMMA MIGLIAIA DI FAN CON I CARMINA BURANA ALL’ARENA DI VERONA – DOMENICA 11 AGOSTO 2019

main.CarminaBurana_110819_FotoEnnevi_091_20190811

Questa stagione all’Arena di Verona si sta rivelando ricca di eventi carichi di emozione e dal tutto esaurito, grazie anche ai protagonisti che popolano di volta in volta il palcoscenico dell’antico anfiteatro. È la volta del maestro Ezio Bosso nell’arduo compito di dirigere i mastodontici Carmina Burana di Carl Orff. L’ acclamato musicista si è reso noto al pubblico dei più grazie al Festival della canzone italiana di Sanremo e registra un numero foltissimo di ammiratori tanto tra gli appassionati di musica quanto tra coloro che ne riconoscono il valore sociale. I numeri parlano chiaro: quattordicimila spettatori hanno acclamato a più riprese il beniamino della serata tributandone un successo strepitoso, con ovazioni continue e l’immancabile bis di ‘O fortuna’. Testimone ed ambasciatore dell’Associazione Mozart14, fondata nel 2014 per continuare l’opera benefica del grande Maestro Claudio Abbado, aiuta bambini e ragazzi che sono purtroppo affetti da gravi problemi di salute a causa di disabilità fisiche o percettive, grazie al potere della musica che con delle attività mirate di musicoterapia e laboratori di canto corale, è fonte di speranza non solo nei reparti pediatrici egli ospedali, ma anche nei carceri minorili.

Continua a leggere

CARMEN, GEORGES BIZET , SFERISTERIO OPERA FESTIVAL DI MACERATA - RECITA DI SABATO 10 AGOSTO 2019

A--okIuL

È stato il Festival dei record, dei sold out ed anche della beneficienza. Lo ha ricordato il Sindaco di Macerata Romano Carancini, nella serata conclusiva del Macerata Opera Festival che ha registrato un successo di pubblico davvero notevole, frutto di un grandissimo lavoro di equipe da parte dei professionisti che vi hanno preso parte e delle risorse a disposizione.

Con il tema ‘Rosso desiderio’ si è chiuso dunque il MOF 2019 con l’ultima recita di Carmen, la cui protagonista è paladina del desiderio di libertà e dell’amore senza catene. Lo stesso desiderio che muove anche i personaggi delle altre opere in cartellone che ricordiamo sono state Rigoletto e Macbeth. Jacopo Spirei ha ‘respirato’ come allievo le idee di Graham Vick che non è certo un tradizionalista, per cui era impossibile aspettarsi una Carmen ambientata tra le tipiche piazze spagnole con i toreri, le sigaraie vispe ed i costumi svolazzanti. La sua versione di Carmen, che ha costruito passo passo assieme al direttore Francesco Lanzillotta, quindi parallelamente ad uno studio attento della partitura, ha sicuramente tracciato i più significativi tratti del personaggio principale, così come di tutti gli altri che le ruotano attorno, trovando, con tutte le libertà che si è concesso, una giustificazione scenica alle milioni di cose che avvengono in uno spettacolo di impianto hollywoodiano, ma dal gusto parigino e con personaggi spagnoli.

Continua a leggere

TOSCA DI G. PUCCINI, ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL – RECITA DEL 10 AGOSTO 2019

Tosca_100819_FotoEnnevi_151_20190810

Ennesima ripresa di Tosca alla Fondazione Arena di Verona, nella messa in scena di Hugo De Ana che inaugurò la stagione 2006. Spettacolo godibilissimo quello affrontato in toto da De Ana tredici anni fa che disegna una Roma circoscritta nell'ambito della piattaforma di Castel Sant'Angelo dove la spada e la testa dell'arcangelo Michele, fanno da sfondo a tutta la vicenda pucciniana.

Una vicenda a tratti cinematografica più che teatrale, dove i personaggi si muovono all'interno di una passione che può essere amorosa, politica o religiosa a seconda della situazione del libretto, con una particolare attenzione alla cura dei movimenti di ogni singolo interprete.

De Ana riesce a rendere spettacolare qualsiasi momento della tragedia, ad iniziare dalla cannonata (vera) che annuncia la fuga di Angelotti dalla prigione, passando per un Te Deum fatto di macabri figuri religiosi abbigliati con costumi sfarzosissimi, fino alla morte della protagonista non più esibita in un lancio dalla balaustra ma nella sua assunzione al cielo come una santa qualsiasi in un' estasi recondita. E' una Tosca tutto sommato di impianto tradizionale quella di De Ana che tanto piace al pubblico areniano e che riesce ad emozionare nella sua precisa semplicità.

Continua a leggere

RIGOLETTO, GIUSEPPE VERDI – SFERISTERIO OPERA FESTIVAL DI MACERATA, REPLICA DEL 9 AGOSTO 2019

Rigoletto

In quanti e quali modi si sia trattato il difficile mondo del tragico gobbo deriso, la sua storia resta il simbolo di chi dalla condizione di incompreso e sbeffeggiato, passi amaramente dalla parte del torto e con le sofferenze più atroci. Il mondo di Rigoletto è lo stesso ovunque lo si voglia raccontare, perché tiranni vi furono in passato quanti ne esistono a iosa nel presente, così come tanti sono i disperati che si compromettono e si corrompono per la troppa sofferenza. In un turbinio di colpe ed accuse, la vita diventa una giostra su cui possono salire solo i più scaltri senza esserne scaraventati giù e malamente feriti. Così deve aver immaginato il regista Federico Grazzini il contesto del Rigoletto che debuttò nel 2015 e riproposto quest'anno allo Sferisterio di Macerata, riuscendo a trasporre il suo dramma dalla corte di Mantova del Sedicesimo secolo ad uno scalcagnato e maltenuto luna-park odierno, disegnato da Andrea Belli, popolato ormai solo da bande di malviventi di cui Rigoletto stesso è un membro. Unica sua gioia è la meravigliosa e pura figliola, nascosta da tanto lordume. Il regista ha pensato ad una ambientazione fosca e malavitosa costituita da una massa di sbandati tra cui l'ambulante Sparafucile col suo sudicio chiosco, sua sorella che frequenta solo prostitute, e Rigoletto appunto, confinato in una roulotte con Gilda. A completare il quadro sono le numerose comparse/mimi che compongono le bande di malavitosi, spesso impegnati in coreografie un po' grottesche ma che alleggeriscono di non poco la tensione. Come a conclusione di un delirio generale in cui è coinvolta la sua esistenza, Rigoletto, che per la verità sembra più in preda ai sintomi di una forte sciatica piuttosto che affetto da deformità, si accomiata dallo spirito della figliola ormai deceduta percependone l'immagine fisica, perché come sappiamo bene l'amore continua oltre la materia terrena. Di sicuro impatto sono le luci rielaborate da Ludovico Gobbi che ottiene per ogni situazione la giusta sfumatura andando a colpire lo sguardo di chi osserva con i suoi colori accesi. I costumi adeguati al contesto sono di Valeria Donata Bettella

Continua a leggere

TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI – REPLICA DI GIOVEDI' 8 AGOSTO 2019 ALL’ ARENA DI VERONA

main.LaTraviata_210619_FotoEnnevi

Dopo sei recite siamo tornati all’Arena di Verona per rivedere questo allestimento di Traviata che ha segnato come tutti sanno il commosso addio della città di Verona al Maestro Franco Zeffirelli. Arrivata alla settima recita, dopo circa un mese e mezzo dall’inaugurazione, lo spettacolo che abbiamo recensito in quella occasione  (http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/traviata-giuseppe-verdi-inaugurazione-festival-arena-di-verona-21-giugno-2019.html) registra ancora un buon riscontro di pubblico e, dopo il pienone della serata speciale del 1^ agosto, ha visto anche in questa replica successiva riempire le gradinate e lasciar soltanto pochissimi settori della platea inoccupati. Segno che il richiamo del regista fiorentino è ancora vivo nel pubblico e soprattutto il capolavoro verdiano richiama ancora folle di appassionati sognatori. Lo spettacolo è apparso ormai rodato e scorrevole, ed anche acusticamente pare che gli artisti vengano indirizzati al meglio su come porsi affinché il suono si espanda verso l’esterno e non rimanga intrappolato nelle ricche scenografie. Come detto all’inaugurazione, forse lo spettacolo si presta maggiormente alle riprese televisive che possono ‘entrare’ nella casa a due piani ove si svolgono le azioni, mentre il pubblico nell’anfiteatro fatica un pochino soprattutto se in platea a coglierne tutti i particolari. Ecco perché ci ha fatto piacere ritornare, per avere una ulteriore visione dell’allestimento, che conserva il gusto dei merletti e degli ori degli allestimenti ultra classici.

Continua a leggere

R. WAGNER, TRISTAN UND ISOLDE, BAYREUTHER FESTSPIELE – GIOVEDÌ 1 AGOSTO 2019

tristan-2019-2

Raramente ascoltando musica ci si trova immersi totalmente in una atmosfera come con Tristan und Isolde. Il leggero didascalismo che sta nascosto negli altri drammi di Wagner qui scompare; la musica lo brucia inesorabile, è musica che arde di passione viva, sanguigna  che ha il colore dell'ebbrezza. Opera eccezionale, sì. Musica che sembra perduta in una febbre senza orizzonti come il delirio di Tristan ferito, una partitura alla quale attorno è rimasto un alone di eccezionalità, una etichetta che vorrebbe legarla alle future evasioni atonali della seconda Scuola di Vienna: la “rivoluzione cromatica” del Tristan.

Se poi si pensa che nello stesso anno, 1858, Verdi musicava “Un ballo in maschera”, l'idea di un fatto eccezionale si riaffaccia.

Ascoltare quest'opera nel “tempio” del Festspielehaus di Bayreuth, teatro consacrato alla musica di Wagner, con tutto il suo carico di storia, anche imbarazzante, che lo pervade, è sensazione nella sensazione, stupore nello stupore, soprattutto in quella scatola sonora che è appunto la sala del Festspielehaus dove la perfezione acustica raggiunge risultati insuperati, dove il suono dell'orchestra nascosta emerge da abissi misteriosi e si mescola con le voci per roteare nella sala e il risultato acustico si trasforma in pura magia sensoriale.

Da quando, nel 1951 dopo la catastrofe del nazismo, vi fu la riapertura del teatro con alla guida i nipoti del Maestro, la storia degli allestimenti di Bayreuth si trasforma da pura messinscena pittorica ed esaltativa a ricerca critica ed analitica dei lavori di Wagner.

Continua a leggere

IL TROVATORE, GIUSEPPE VERDI - ARENA DI VERONA, RECITA DEL 26 LUGLIO 2019

IlTrovatore_260719_FotoEnnevi_FNNV1088_20190726

Arrivato al capolinea anche questo Trovatore firmato per regia da Franco Zeffirelli e riproposto dalla Fondazione Arena di Verona, che ha visto nelle ultime due recite un cambio di cast nei personaggi principali.

L'allestimento, inaugurato nella stagione 2001, è probabilmente il lavoro meglio riuscito del maestro fiorentino per la Fondazione Arena di Verona dove, oltre alla solita sarabanda di comparse, animali, armigeri, zingarelle, fuochi fatui e veri, suore e preti con ceri, troviamo anche una eleganza nell'insieme che ne mitiga gli effetti di kitsch surreale tanto caro a Zeffirelli e che piace immensamente al pubblico veronese, avido di colori e colpi di scena a basso costo intellettivo.

Il versante musicale però non è stato per nulla scontato e kitsch, anzi.

Continua a leggere

COSCOLETTO O IL LAZZARONE DI JACQUES OFFENBACH ALL’ARENA SHAKESPEARE DI PARMA PER FONDAZIONE TEATRO DUE - GIOVEDI’ 25 LUGLIO 2019

Coscoletto

L’espressione ‘bella Napoli’ racchiude in sole due parole tutto il profumo, i sapori e le atmosfere di una città simbolo di arte e di bellezza che nei secoli ha ispirato artisti di tutto il mondo a recarvisi per ammirare non solo le meraviglie architettoniche, la simpatia e l’ ospitalità un po’ folcloristica dei suoi abitanti, ma in molti casi anche per assaggiare le sue prelibatezze culinarie famose in ogni continente. Chissà che fama avevano ai tempi di Offenbach i ‘maccaroni’ (come chiamati nel libretto tedesco) per farne addirittura il fulcro di una delle sue operette, che a distanza di un secolo e mezzo finalmente arriva in Italia grazie alla sinergia di intenti tra il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, La Toscanini e la Fondazione TeatroDue di Parma.

Continua a leggere

AIDA, GIUSEPPE VERDI, ARENA DI VERONA, REPLICA DEL 24 LUGLIO 2019

main.Aida_210719_FotoEnnevi_MMF2930_20190721

Dici Arena di Verona ed è subito Aida.

Opera simbolo dell'anfiteatro veronese, presenza fissa e costante nel cartellone dal lontano 1913, Aida è ormai come una mamma buona che ti accoglie tra le sue braccia e ti rassicura qualunque sia il cast, allestimento o direzione d'orchestra, in barba alle temperature più torride (come in questo caso) o ai temporali più catastrofici.

Quest'anno è stata riproposta nell'allestimento storico del 1913 con la regia evergreen di Gianfranco De Bosio (notevolmente migliorata con le nuove luci di Paolo Mazzon) e la coreografia anni '80 di Susanna Egri.

E' l'Aida che tutti vorremmo vedere con le sue belle palme verdi, le foreste imbalsamate, i papiri del Nilo, i cavalli che trottano, il trono extralarge di Radamès per il suo trionfo, il corpo di ballo con gli stivaletti che danza la battaglia tra egizi ed etiopi per la conquista della bella mora, ovviamente gli etiopi brutti cattivi e sporchi e gli egizi belli ricchi e puliti, e le trombe in bella vista a completare il quadretto oleografico.

Continua a leggere

ORFEO ED EURIDICE, CHRISTOPH WILLIBALD GLUCK - OPERAESTATE FESTIVAL VENETO, BASSANO DEL GRAPPA

Orfeo-Ceccon-2

Per l’edizione 2019 di  Operaestate Festival Veneto l’appuntamento con la lirica, in collaborazione con il comune di Padova, apre con una operazione musicale molto ricercata operata dal Maestro Marco Angius che dirige stabilmente l’Orchestra di Padova e del Veneto ormai da diversi anni, con una attenzione particolare al repertorio contemporaneo ed alla ricerca di innovazioni stilistiche musicali. Non poteva essere dunque una ‘semplice’ (se mai può esserlo) esecuzione di un capolavoro settecentesco come l’Orfeo ed Euridice di Gluck, quella portata in scena per questa occasione, ma una attenta concertazione ben analizzata, studiata e rinnovata. Questo grazie all’inserimento di pezzi da altre composizioni come si usava ai tempi del compositore. Sin dalla ouverture, senza nulla togliere a quella magnifica composta da Gluck, Angius ha preferito il Poema sinfonico Orpheus di Franz List, risalente al 1854, quando al musicista ungherese fu chiesto di scrivere per la corte di Weimar due poemi sinfonici che aprissero e chiudessero l’opera, che per quella occasione era la rivisitazione francese di Berlioz. Con questo pezzo Angius ci porta alle amorose angosce del povero Orfeo, grazie alla delicatezza della ‘sua’ arpa, degli echi che rimbalzano tra archi e fiati dolcemente fusi in un armonioso flusso di pathos. Sempre da Gluck il Direttore ha inserito anche la ‘Danza delle Furie’ nel secondo atto, scelta intelligente considerando la forza del pezzo ed il momento in cui Orfeo ha la meglio sulle Furie. Infine con la II Sequenza di Berio siamo addirittura nel 1963, che riecheggia per un Orfeo tragicamente colpito dalla seconda morte di Euridice ed il suo cuore si spezza come le corde dell’arpa.

Continua a leggere

DON GIOVANNI, W. A. MOZART – TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, REPLICA DI VENERDI' 12 LUGLIO 2019

_X9A8992

E’ ormai storia del teatro italiano il maestoso allestimento di Don Giovanni di Mozart che mancava al Lirico di Cagliari dal lontano 2005 e che il pubblico sardo ricorda certo con grande emozione. Niente di più normale pensare ad uno spettacolo ‘attira pubblico’ per il periodo estivo in cui notoriamente flotte di turisti affollano le coste sarde e magari passano a teatro per godere a pieno di tutto ciò che offre anche culturalmente l’isola dal mare smeraldino. Così anche noi abbiamo voluto testimoniare questo ritorno, attirati dal cast interessante e perché certi allestimenti non stancano mai, soprattutto se ripresi e resi attuali come ha fatto in questo caso la regista Daniela Zedda. La struttura e dunque l’ambientazione sono quelle del mitico spettacolo che Giorgio Strehler firmò per il Teatro alla Scala nel 1987 (sembra passata una vita) e che con qualche piccolo rimaneggiamento drammaturgico è diventato una perla del Lirico che ne ha previste ben 13 recite in pieno corso. Poco aggiungiamo a quanto ben noto ai più se non richiamando all’attenzione la magnificenza delle scene di Cristian Demuro con colonnati, scale e balconate per ricordare la bellezza dell’età dei Lumi ed i costumi curatissimi di Marco Nateri. Ma non è solo questo lo spettacolo della Zedda, che drammaturgicamente esalta quanto fece Strehler ponendo una particolare attenzione al dettaglio narrativo, utilizzando persino le luci di Alessandro Verazzi in funzione di cosa vuole sottolineare in un determinato momento. Si ha l’impressione di trovarsi davvero davanti ad uno schermo ove il gioco di chiaro scuri e persino l’effetto ‘primo piano’ sono sottolineati dal velario che sfuma lo sfondo e dalle luci, ora color seppia, ora vivacissime per le scene più gaie, atte a creare un effetto visivo che sfiora il dipinto. Molto si è lavorato anche sulle comparse che integrano e accompagnano i protagonisti principali, spesso con effetti ‘rallenty’ delicati e quasi danzanti. Il risultato è magnifico.

Continua a leggere

CARMEN, G. BIZET - ARENA DI VERONA, SABATO 06 LUGLIO 2019

Carmen_060719_FotoEnnevi_DSF1702_20190706

Ritorna sulle tavole dell'Arena di Verona, “Carmen” di Bizet nel fortunato allestimento di Hugo de Hana che ha aperto la stagione precedente.

Carmen, come scrisse Tchaykovsky in una lettera a M.me Von Meck nel 1880, “è un capolavoro sotto ogni aspetto, una delle rare creazioni che riassumono i sentimenti di tutta un'epoca musicale”, e il tempo gli ha dato ragione: nei suoi 144 anni di vita, “Carmen” è stata rappresentata in tutto il globo terracqueo e tutt'ora rimane una delle opere più amate del grande pubblico, a dispetto delle accuse di licenziosità che indussero la direzione del teatro a sconsigliare la presenza del pubblico femminile alle prime rappresentazioni.

Continua a leggere

logo mtg footerTutti i diritti riservati