Cerca nel sito

DON CARLO, G. VERDI - FESTIVAL VERDI, TEATRO REGIO DI PARMA, 11 OTTOBRE 2016

Di Pierluigi Guadagni

 

“IL DUOLO DELLA TERRA NEL CHIOSTRO ANCOR

C'INSEGUE, SOLO DEL COR LA GUERRA

IN CIEL SI CALMERA'! “

  

Sfortunata ultima recita, quella alla quale abbiamo assistito la sera dell'11 ottobre, a conclusione delle recite di Don Carlo per il Festival Verdi 2016.

Subito dopo le prime battute del duetto Rodrigo\Posa al primo atto, il baritono Vladimir Stoyanov ha sofferto di un collasso che lo ha costretto ad interrompere la recita per una ventina di minuti.

Ripresosi, ha portato a fatica a conclusione l'atto per poi essere sostituito dal giovane baritono Gocha Abuladze per il resto dell'opera.

Se è impossibile valutare la prova di Stoyanov, possiamo dire invece che la prova di Gocha Abuladze ci ha sorpreso per la partecipazione convinta e precisa dell'interprete chiamato in tutta fretta a sostituire il collega malato.

Abuladze dopo un naturale inizio un poco spaesato e timoroso, ha sfoderato una voce di tutto rispetto, svettante nella parte alta del rigo come dal buon gusto nel fraseggio, giungendo alla scena del suo assassinio nel terzo atto in buona forma vocale e convincente nell'interpretazione, dove non ha risparmiato pianissimi e ha saputo cogliere l'essenza del personaggio. Se la voce è ancora un poco acerba nel complesso, l'artista è già maturo.

Continue reading

LA MAHLER CHAMBER ORCHESTRA CON DANIEL HARDING AL SETTEMBRE DELL' ACCADEMIA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, 07 OTTOBRE 2016

Di Pierluigi Guadagni

A concludere il Settembre dell'Accademia 2016 è stata chiamata la Mahler Chamber Orchestra diretta da Daniel Harding con un programma che ha visto protagoniste le ultime tre sinfonie composte da Mozart.

La scelta di Harding e dell'orchestra stessa per questo programma, si colloca nella direzione di pensare agli ultimi tre capolavori sinfonici del genio di Salisburgo come ad un corpo unico, una sorta di ultimo testamento musicale mozartiano.

Continue reading

WRITTEN ON SKIN, GEORGE BENJAMIN – TEATRO COMUNALE DI BOLZANO PER OPERA 20.21, VENERDI’ 7 OTTOBRE 2016

'Written on skin' (scritto sulla pelle) è un’ opera del 2012 di George Benjamin che ha suscitato clamore e ottenuto successo sia in Francia che in Inghilterra al suo debutto. Si apre con questo che è stato già definito un capolavoro il secondo capitolo del progetto OPERA 20.21 inaugurato la scorsa stagione dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, che procede nella valorizzazione di autori contemporanei con un calendario intitolato ‘Love and other Cruelties’. Dunque un approfondimento ed ulteriore scandagliamento dei temi e conflitti interiori della vita di oggigiorno verso cui eravamo stati indirizzati la scorsa stagione.

La vicenda narrata dal librettista Martin Crimp, tratta dal Boccaccio e dal quasi leggendario trovatore spagnolo Guilhem de Cabestanh, viene rivisitata in chiave prospettica del tutto diversa da come ci si potrebbe aspettare. In questa storia di tradimento e  crudeltà sottile,  il concetto di spazio e tempo sono rielaborati in modo differente, con un plot narrativo uniforme che invero si connette costantemente con il futuro. Sono infatti tre angeli del nostro tempo ad osservare per noi ciò che avviene ed a raccontarcelo passo passo; gli stessi angeli sono anche interpreti dei personaggi principali alternando continuamente il proprio ruolo sulla scena, che spesso viene narrata anche in terza persona dai protagonisti che dunque entrano ed escono dalla storia, la raccontano, ne fanno parte e sono osservati a loro volta.   Perfino i costumi sono un misto tra le fogge medievali e la modernità dei giorni nostri.

Continue reading

TURANDOT, G. PUCCINI - TEATRO GRANDE DI BRESCIA, VENERDI' 30 SETTEMBRE 2016

Di Simone De Angeli

Per l’inaugurazione della Stagione Lirica di Brescia quest’anno è stata scelta una della più monumentali opere del repertorio italiano: Turandot.

Si elogia il coraggio di una realtà come quella di Opera Lombardia per aver deciso di allestire un titolo che fa “tremare” anche Teatri con maggiori risorse e con possibilità tecniche più avanzate.

La scommessa, possiamo dire, è stata vinta a metà.

Lo spettacolo che vedeva le scene e la regia affidati a Giuseppe Frigeni è elegante ma freddo. Ci sono

delle incomprensibili dinamiche tra i protagonisti e la scelta di “stilizzare” e di rendere asettici i movimenti di ogni personaggio non è felicissima. Se ne ricava una staticità di fondo che non riesce a trasmettere energia, pathos, dolore e forza emotiva.

Continue reading

L'ORCHESTRA DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA CON FRANCESCO OMMASSINI E JAN LISIECKI PER IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA. MERCOLEDI 28 SETTEMBRE 2016

Di Pierluigi Guadagni

 

Raffinatissima collaborazione artistica quella tra il direttore Francesco Ommassini a capo dell'Orchestra della Fondazione Arena di Verona e il pianista Jan Lisiecki, apprezzata nel concerto che ha visto in programma il Concerto per pianoforte n.1 di Chopin, la Sinfonia dell'opera Il Turco in Italia di Rossini e la Sinfonia n.4 in fa minore di Cajkovskij.

Proprio con Rossini si è aperta la serata in una esecuzione della sinfonia dell'opera il Turco in Italia tutta giocata sui colori e alla ricerca costante di quella cifra stilistica che fa di Ommassini apprezzato interprete del repertorio rossiniano di oggi ( una nuova produzione de La Pietra del paragone lo attende nei prossimi giorni al Lirico di Cagliari). Musica a prima vista banale quella di Rossini ma che nasconde insidie esecutive tremende se non concertate con la mano ferma ed esperta dell'interprete che sa dove calcare la mano, nei crescendo puntuali e precisi ad esempio, ma che sa anche far risaltare le cifre solistiche con agogiche ricercate, supportato da un'orchestra forse ancora un poco fredda ma precisa.


Non poteva esserci concerto migliore per l'esordio a Verona e al Settembre dell' Accademia del pianista Jan Lisiecki, considerato oramai non più una fulgida promessa pianistica ma un solido interprete apprezzato in tutto il mondo.
Dai contemporanei di Chopin, il concerto n.1 in mi minore era stato considerato lontano dalle esibizioni virtuosistiche imperanti all'epoca, per il continuo rimando tra solista e orchestra con il pianoforte che colloquia romanticamente con una orchestra rarefatta ma sempre presente.
E proprio nell'opera di Chopin la sensibilità di poeta della tastiera del pianista canadese, è andata ad amalgamarsi con l'eterea conduzione di Ommassini e ha dato vita a sequenze di incomparabile delicatezza in cui i dialoghi tra pianoforte e orchestra hanno accompagnato gli ascoltatori verso un terzo movimento del concerto, che ha visto il pianista surgere a spregiudicato virtuoso già in possesso di un pianismo maturo e irresistibilmente naturale.
Il suo Chopin ha una noblesse stilistica così naturalmente controllata, che fa quasi spavento trovarla in un ragazzo di così giovane età: qui è proprio il caso di dire che, dove non arrivi la consapevolezza dei propri mezzi − che pure c’è, e matura −, arriva il talento di un genio assoluto del pianoforte.
Ma la cosa che lascia di più senza fiato è la consapevolezza stilistica ed interpretativa di questo ragazzo poco più che adolescente, che riesce a rendere importante ogni nota con una tecnica brillante e un pathos coinvolgente.
Salutato Chopin con una tempesta di applausi, Lisiecki si congeda dal pubblico veronese con un bis annunciato dal suo vocione già da uomo maturo, eseguendo il delicato Traumerei di Schumann dove ancora una volta ci si rende conto del suo immenso talento: delicatezza nella percussione dei tasti, parco uso dei pedali ed estrema pulizia sonora.

Dopo un breve intervallo il concerto è proseguito con l'esecuzione della Sinfonia n.4 in fa minore di Cajkovskij, culmine a mio avviso della produzione sinfonica del maestro russo, la quarta racconta di drammi e di passioni, chiamando l'orchestra al sublime e all'esasperazione, imponendo accenti dinamici che richiedono vigore ma anche coinvogimento emotivo.
E Francesco Ommassini sa benissimo dove condurre l'orchestra della Fondazione Arena di Verona: verso un lettura dai toni nobili, che anche senza apparire concitata, offra un senso ritmico sempre incalzante.
Se il primo movimento viene risolto con una dinamica realistica dall'impatto esplosivo dove il tessuto sonoro dell'orchestra si mette in bella evidenza nelle frasi vellutate dei legni, nel colore brunito degli archi, intensi, corposi, rugosi nel registro profondo con violoncelli di rara eloquenza, è nel secondo movimento che Ommassini si lascia andare nel cogliere i tratti più struggenti di questa quarta sinfonia, dove le sonorità non si perdono, conservando la percezione delle linee interne.
Si sa che il pizzicato che struttura il terzo movimento è un saggio virtuosistico di colore orchestrale del cui nuovo effetto strumentale Cajkovskij andava particolarmente fiero, ed esige un notevole virtuosismo in orchestra. Ci è parso un poco mancare questo virtuosismo teso più ad una corretta esecuzione delle note scritte che non nella messa a fuoco dei colori richiesti.
Ma nel finale esplode tutta la caratterizzazione stilistica che Ommassini riesce ad imprimere ad un'orchestra che, nonostante il gesto asciutto e per nulla ossessivo del direttore, svela il tessuto sinfonico senza quelle asprezze, lontano da caratterizzazioni vecchio stile che tanto piacciono a certi ascoltatori d'annata. La dinamica è notevole, si passa da la percezione dell'udibile sino ad esplosioni sonore dove gli eccellenti ottoni, e i pieni dei tromboni nella apoteosi isterica del finale, portano ad una vorticosa coda, che conclude la sinfonia con traboccante e gioiosa vitalità.
Francesco Ommassini si è dimostrato qui un grande talento direttoriale e musicale, forse non ancora una forte personalità, ma data la sua giovane età, siamo sicuri saprà sciogliere il suo enorme talento e la sua ottima tecnica in maniera sempre più convincente, soprattutto in un repertorio sinfonico che lo ha visto a suo completo agio.

Richiamata da lunghi e festosi applausi, l'Orchestra della Fondazione Arena, si è congedata con un bis eseguendo la sinfonia di Nabucco.

Pierluigi Guadagni

 

 DSC_0526.jpg

DSC_0531.jpg

DSC_0541.jpg

Foto Maurizio Brenzoni

Continue reading

L’ORCHESTRA DELL'ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA CON ANTONIO PAPPANO OSPITE DEL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA FILARMONICA - VERONA , DOMENICA 25 SETTEMBRE 2016

Ancora una serata straordinaria domenica al Filarmonico di Verona che ha ospitato la prestigiosa orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia col suo Direttore Musicale, Sir Antonio Pappano, cui si è aggiunto il talento del celebre violinista Gil Shaham in un teatro completamente esaurito visto il richiamo dell’evento.

Esattamente come le orchestre che l’hanno preceduta, quella dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, guidata dal Maestro Antonio Pappano, gode di un prestigio internazionale invidiabile per qualità, stile e perizia esecutiva. Anche il programma proposto, in particolar modo la prima parte del concerto, costituiva un motivo di richiamo succulento per gli appassionati, visto la notorietà e l’appeal di cui godono i pezzi in locandina.

Continue reading

LA FILARMONICA DELLA SCALA CON CHAILLY E TRIFONOV AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA – GIOVEDI’ 22 SETTEMBRE 2016

Con la Filarmonica della Scala il Settembre dell’Accademia aggiunge un altro tassello imperdibile alla lista di appuntamenti al Teatro Filarmonico, grazie ad un concerto interamente dedicato al compositore Schumann e la bacchetta del Maestro Riccardo Chailly, con la stella pianistica Daniil Trifonov.

La ouverture Manfred con cui si è aperto il concerto è quasi un inno al romanticismo di Lord Byron, per il cui dramma omonimo compose le musiche di scena tra il 1848 ed il 1851. Chiaramente influenzato dalle atmosfere eroiche e deliranti di cui è pregno il dramma inglese, il cui protagonista si macchia dell’amore impossibile verso la sorella, in questo pezzo sembrano coesistere due forze contrastanti e simbiotiche rappresentate dal tormento dell’eroe e dalla dolcezza dell’amata. Chailly veste i panni del condottiero audace che tiene le redini del suo esercito musicale con piglio deciso, che allo stesso tempo sa ammorbidire i toni abbracciando le melodie che via via si intersecano, si inseguono, fino al progressivo pacarsi e scomparire del tutto. Meraviglioso il suono che si amplia, si arricchisce di sfumature in un continuo intreccio di colori, come si intrecciano gli stati d’animo dei due amanti passionali e colpevoli.

Continue reading

BAMBERGER SYMPHONIKER, TERZO CONCERTO SINFONICO PER L’ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA – SABATO 17 SETTEMBRE 2016

Prosegue il calendario dei concerti al Teatro Filarmonico di Verona per il Settembre dell’Accademia con un’altra importante orchestra interprete di un ricco e trascinante programma. I Bamberger Symphoniker rappresentano una felice realtà bavarese costituitasi negli anni Quaranta del Novecento e che ha portato la professionalità tedesca in tour già immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, segno della volontà tedesca di lasciarsi alle spalle gli orrori della guerra e ripartire grazie all’Arte ed alla sua espressione più coinvolgente, la Musica.  Arriva a Verona con il suo Direttore Onorario Christoph Eschenbach che vanta una ricchissima carrellata di concerti con l’orchestra bavarese: ben oltre centocinquanta volte è stato alla testa dei suoi musicisti e ciò fa capire quanto feeling possa esserci tra il Maestro e la sua compagine artistica. Il passato da pianista di successo ha probabilmente portato Eschenbach ad inserire in programma un pezzo come il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in Mi bemolle maggiore Op. 73 “Imperatore”, che segue la maestosa Ouverture da Egmont op. 84 (1810), entrambe di Ludwig van Beethoven.

Continue reading

ZUBIN MEHTA E L’ORCHESTRA DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO PER L’ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA, TEATRO FILARMONICO, LUNEDI’ 12 SETTEMBRE 2016

Il secondo appuntamento sinfonico per il ‘Settembre dell’Accademia’ vede ospite l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino con il suo direttore principale a vita Zubin Mehta ed un programma con due sinfonie che in comune hanno un elemento assai significativo: l’incompiutezza. Si tratta infatti della sinfonia in Si minore D759 di Schubert meglio nota come l’Incompiuta, seguita dalla sinfonia n. 9 in Re minore di Bruckner, priva in origine del quarto movimento

Continue reading

LA SERVA PADRONA, G.B. PERGOLESI – VICENZA, GALLERIE D'ITALIA - PALAZZO LEONI MONTANARI, giovedì 8 settembre 2016

Ogni guida turistica che si rispetti descrive la città di Vicenza come un teatro a cielo aperto, un luogo di naturale bellezza in cui ogni edificio si presterebbe ad ospitare rappresentazioni artistiche. Lo ben sapevano i nobili vicentini che già nel Cinquecento strutturavano i propri palazzi principeschi del centro storico prevedendo una corte con una balconata, o comunque un angolo che in qualche modo ricreasse in miniatura gli spazi di un palcoscenico, per le loro feste private. Così l’Associazione Concetto Armonico ha saputo riproporre in questi giorni quelle atmosfere passate ambientando in tutto il centro storico i suoi appuntamenti musicali: il Tempio di Santa Corona, il cortile di palazzo Trissino, la chiesa di San Gaetano, il Teatro Olimpico, ed infine le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, dove abbiamo assistito ad una originale rappresentazione de La serva padrona di Pergolesi.

Continue reading

SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA, CONCERTO INAUGURALE CON LA LONDON SYMPHONY ORCHESTRA DIRETTA DA GIANANDREA NOSEDA – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, MERCOLEDI’ 07 SETTEMBRE 2016

Il settembre dell’Accademia Filarmonica di Verona si inserisce perfettamente in un periodo molto florido di tournée e concerti in giro per l’Europa, alla fine dell’estate e subito prima dell’inizio della maggior parte delle stagioni operistiche e sinfoniche; tant’è che questo prestigioso Festival ha raggiunto già il venticinquesimo anno di attività registrando persino un aumento degli abbonati. Come sempre ricco il cartellone che anche quest’anno prevede orchestre di forte richiamo internazionale, come lo è senza dubbio per prestigio e qualità esecutiva la London Symphony Orchestra, che diretta dal fresco di nomina a Direttore Ospite Principale, il Maestro Gianandrea Noseda,  si è resa protagonista di una serata inaugurale di grande impatto emotivo e partecipazione generale.

Continue reading

CONCERTO VICENZA IN LIRICA: SHAKESPEARE E DA PORTO LIRICA D’AMORE – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, DOMENICA 28 AGOSTO 2016

Fa molto piacere constatare quanta attenzione sia rivolta al grandissimo poeta William Shakespeare anche nel nostro paese, tanto che cominciano ad essere piuttosto numerose le iniziative per commemorare i quattrocento anni dalla sua scomparsa, soprattutto considerando quanto abbia influenzato anche il mondo musicale con le trame dei suoi capolavori. E quando il bardo chiama noi accogliamo volentieri l’invito, come abbiamo fatto per questa serata che univa in sé poesia, danza e musica con le interpretazioni degli ospiti coinvolti.

Continue reading

CONCERTO LIRICO DI FERRAGOSTO DEDICATO A SHAKESPEARE – TREVISO, LUNEDI’ 15 AGOSTO 2016

Il tradizionale concerto di Ferragosto che il comune di Treviso offre totalmente gratis ai suoi cittadini rimasti in loco si è rivelato un autentico successo di pubblico che ha letteralmente invaso la piazza di Santa Maria Maggiore occupandola in ogni angolo, oltre che nei posti a sedere previsti.

A quattrocento anni dalla morte del celeberrimo poeta inglese William Shakespeare, cui già dall’anno scorso il suo paese sta dedicando ogni genere di doverosa celebrazione, è parso più che legittimo agli organizzatori dedicargli una serata di bella musica pensando ad un viaggio tra le opere liriche ispirate ai suoi capolavori, o che tramite i personaggi principali ne richiamassero le tematiche in qualche modo. Così sono state scelte arie note ed ouverture tratte da opere di Verdi, Bellini, Gounod e Donizetti.

Continue reading

LA DONNA DEL LAGO, G. ROSSINI – PESARO, ADRIATIC ARENA, 14 AGOSTO 2016

Di Rosy Simeone

Primo titolo in cartellone per questo ROF 2016, la Donna del Lago, mostra a tutti la sua particolare e lunare bellezza.

Particolare la regia di Damiano Michieletto che ambienta tutto in una casa borghese un po’ diroccata in cui si muovono le controfigure di Malcom e Elena da vecchi. L’idea potrebbe funzionare anche se il finale, con il suicidio della Elena vecchia che si ricongiunge alla Elena “cantante” non ci sembra funzionare particolarmente.

Belle le scene di Paolo Fantin come i costumi di Klaus Bruns e il gioco di luci molto suggestivo di Alessandro Carletti.

Magnifica la parte musicale guidata da uno strepitoso Michele Mariotti alla guida di un’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna in grandissimo spolvero. La sua direzione è luminosa, tenue, piena di colori, di pathos, segue il palcoscenico, lo circonda, lo coccola. Esalta i pregi di questa musica pienamente romantica e ne nasconde i piccoli ed evidenti segni “di mestiere” e le piccole “cadute” di tensione. Sotto la sua ba cchetta Donna del Lago diviene un vero capolavoro, un insieme di elementi più o meno riusciti ma che musicalmente vengono a pieno valorizzati.

Davvero una prova maiuscola.

Continue reading

CIRO IN BABILONIA, G. ROSSINI – PESARO, SABATO 13 AGOSTO 2016

Di Rosy Simeone

Ultimo titolo in cartellone per il ROF 2016 il Ciro in Babilonia è la ripresa dello spettacolo di un po’ di anni fa.

Anche qui siamo in presenza del gioco spettacolo/mondo del cinema di Davide Livermore, ma qui sembra funzionare meno che nel Turco in Italia, mostrandosi in alcuni casi forzoso ed in altri troppo kitch. Invero il libretto, la trama e la drammaturgia sono meno interessanti del Turco e quindi la difficoltà di gestire questo spettacolo è abbastanza evidente.

Bellissime le scene ed il progetto grafico e di luci di Nicolas Bovey, come sempre bellissimi i costumi di Gianluca Falschi.

Anche musicalmente le cose sono andate bene in parte.

Continue reading

IL TURCO IN ITALIA, G. ROSSINI – PESARO, VENERDÌ 12 AGOSTO 2016

Di Rosy Simeone

Interessante versione del Turco in Italia che il ROF di Pesaro propone come secondo titolo del Festival.

Lo spettacolo di Davide Livermore sposta l’azione in un set cinematografico dal sapore chiaramente felliniano e rileva la vita del set dei singoli protagonisti. Idea suggestiva e rimarchevole. Molto ben tenuta dall’ottimo cast e dalla bravura assoluta di alcuni attori che interagivano nella vicenda.

Bellissime le scene sempre di Livermore ed i costumi anni ’50 di Gianluca Falschi.

Continue reading

IL TROVATORE, G. VERDI - MACERATA, SFERISTERIO, DOMENICA 31 LUGLIO 2016

Di Rosy Simeone

La  produzione de Il Trovatore al Festival di Macerata è stata affidata alla regia di Francesco Negrin per le scene e costumi di Louis Désiré ha riscosso un buon successo pur senza essere particolarmente “originale” o innovativa.

Questo testimonia il fatto che il pubblico gradisce quando uno spettacolo segue “semplicemente” i dettami del libretto e ne rispetta i tradizionali canoni e l’ambientazione.

Due tavole illuminate di colori rossi o bianchi, a seconda dello stato d’animo del personaggio che li calpestava. Disegni morbidi, semplici e con richiami di colori, rossi e neri per i costumi funzionali e sobri.

Da un punto di vista musicale le cose sono andate molto bene a partire dal podio dove Daniel Oren in gran forma ha saputo trarre dell’Orchestra regionale delle Marche un suono teso, terso, vigoroso e lucente. E’ stato costantemente al servizio del palcoscenico ed ha saputo dare un’impronta personalissima alla sua lettura di questo Verdi tumultuoso.

Continue reading

NORMA, V. BELLINI - MACERATA , SFERISTERIO, VENERDI’ 29 LUGLIO 2016

di Rosy Simeone

Norma in scena al Festival Lirico di Macerata è occasione ghiottissima per chi ama il belcanto e gli spettacoli pensati con intelligenza.

Molto belle le scene di Federica Parolini che creano un groviglio di lacci, fili, rami, e ogni sorta di “imprigionamento” claustrofobico e psicologico per i protagonisti.

La regia Luigi di Giangi e Ugo Giacomazzi si muove su schemi forse troppo rigidi e che non si sono sposati benissimo con la ricchezza e la profondità delle scene realizzate e dei bellissimi costumi di Daniela Cermigliano e delle luci profonde ed efficaci curate da Luigi Biondi.

La parte musicale funzionava in modo discontinuo.

Continue reading

IL TROVATORE, G. VERDI – ARENA DI VERONA, SABATO 6 AGOSTO 2016

Ultimo titolo in cartellone per il Festival 2016 dell’Arena di Verona, il Trovatore verdiano è forse l’allestimento di Franco Zeffirelli che più mette d’accordo nostalgici delle grandi produzioni tradizionali con gli amanti di quelle più moderne ed innovative. La magniloquente scena pensata dal regista è quella del 2001 che si avvale di tre grandi torri metalliche in richiamo alle armature giganti poste ai lati che ammoniscono e ricordano costantemente l’idea del duello e della rivalità fra il Conte e Manrico, nonché della vendetta di Azucena. Stupisce tuttora l’apertura della torre centrale che svela la cappella in cui Leonora si prepara a prendere i voti; costante è l’idea del fuoco sempre presente in più forme, avvalorata dalle luci prevalentemente calde e forti che accentuano l’elemento passionale dei contenuti. In tema gitano i ricchissimi costumi di Raimonda Gaetani che diventano nobilmente ampollosi per Leonora ed  il Conte.

Continue reading

I CAPULETI E I MONTECCHI, V. BELLINI – CASTELLO DEI CARRARESI DI PADOVA, 31 LUGLIO 2016

Anche quest’anno la stagione lirica di Padova offre al pubblico cittadino una piacevole serata all’aperto e nello specifico nel cortile del fu Castello Carrarese che in corso di restauro diventerà sede di iniziative e progetti culturali per tutta la città. Ecco che nell’ambito di questo ambizioso progetto si inserisce la stagione lirica patavina che con I Capuleti e i Montecchi di Bellini ha registrato un bel successo di pubblico nonostante il fine settimana di partenze e di tempo incerto.

Continue reading

logo mtg footerTutti i diritti riservati