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LE ECCELLENZE ITALIANE: I REGISTI D’OPERA


Cosa contribuisce a creare uno spettacolo - capolavoro? Perché tutti i protagonisti possano esprimere il meglio di loro stessi, vocalmente e fisicamente, perché il pubblico sia immerso completamente nella rappresentazione di un'opera lirica, vi è il fondamentale lavoro alla base, di chi concerta tutti gli elementi che ne fanno parte in modo che niente sia lasciato al caso: il lavoro del regista. Esso è talvolta coincidente con quello di scenografo, o anche di costumista, altre volte coadiuvato da altrettanti scenografi e costumisti geniali, capaci di tradurre in concreto ciò che partorisce la mente ispirata di questi artisti particolari, in grado di fare sognare il pubblico e perché no, anche gli stessi interpreti. 
Come abbiamo fatto sin qui, consapevoli della competenza e genialità di tanti registi nel mondo, ci soffermiamo in modo specifico su quelli cui ha dato i natali il nostro paese, per proseguire il viaggio intrapreso qualche tempo fa per valorizzare i giovani artisti italiani, soprattutto in un’epoca in cui pare che tanti se ne stiano dimenticando. Per questa volta dobbiamo innalzarci leggermente con l’età, diciamo abbondando nei quarant’anni, poiché sono necessari diversi anni di gavetta come collaboratori, accanto a nomi più importanti, per poi lanciarsi e partire con una propria carriera specifica. Resta il criterio dell’ordine alfabetico, sempre considerando una decina di artisti che soprattutto nelle recenti stagioni d’opera si stanno distinguendo per innovazione e consensi ottenuti.

Cominciamo la carrellata con il giovane Fabio Ceresa. Dopo essere stato per tanti anni assistente di regia con importanti colleghi, ha collaborato con grandi enti e fondazioni, quali il Festival Monteverdi di Cremona, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, il Teatro dell’Opera di Roma. Recentemente ha firmato le regie di Tosca a Novara e di Madama Butterfly al Teatro Comunale di Firenze, ottenendo un suo personale successo.

 Un'immagine di Madama Butterfly al Comunale di Firenze. Foto Rocco Casaluci


Proseguiamo con il valente toscano Andrea Cigni. La sua carriera è iniziata in prima linea come attore egli stesso e collaborando con altri grandi registi. Dalla prosa è poi approdato all’opera lirica come regista di successo, firmando notevoli produzioni che spaziano dalla musica barocca fino alla contemporanea. Tra i suoi più recenti traguardi la regia de Il cappello di paglia di Firenze di Rota al Maggio Fiorentino e quella veramente suggestiva di Don Pasquale di Donizetti in prestigiosi teatri francesi.
  
 Una immagine dal Don Pasquale in Francia


Il veneziano Massimo Gasparon si pone come uno dei registi più apprezzati degli ultimi anni per le particolari produzioni che lo vedono coinvolto anche come scenografo e costumista. Dopo aver collaborato con registi del calibro di Pizzi per numerose regie di successo anche all’estero, ha perfino curato esposizioni d’arte e progetti architettonici. Attualmente ha innumerevoli regie ascrivibili al suo nome, in prestigiosi teatri come il Carlo Felice di Genova, la Fenice di Venezia, lo Sferisterio di Macerata, la Fondazione Pergolesi di Jesi, per citarne solo alcuni, nonché all’estero: Città del Messico, Tokyo, Londra, Seoul, ecc. Davvero un nome prestigioso per il nostro paese.

Una immagine del Rigoletto a Jesi. Foto Alfredo Tabocchini


Altro regista di forte originalità è il torinese Davide Livermore. Sua particolarità il cercare sempre di attualizzare le ambientazioni in contesti specifici. Molto controverso ma di indubbia originalità, si è guadagnato un posto di primo piano anche a livello internazionale, tanto da ricoprire da circa un anno la carica di direttore artistico del Centro Placido Domingo presso il Palau de les Arts Reina Sofia di Valentia. Si occupa anche di teatro sperimentale, vocalità ed educazione musicale.

Un 'immagine de I Vespri Siciliani a Modena.  Foto Ramella&Giannese


Il fiorentino e figlio d’arte Pierfrancesco Maestrini è un altro dei nostri registi più affermati. Nel recente passato ha firmato regie nei principali teatri nostrani ottenendo grandi successi; citiamo tra i tanti il Teatro Regio di Parma, il Teatro Verdi di Trieste, il Teatro Comunale di Firenze, il Massimo di Palermo, il San Carlo di Napoli, i teatri del circuito emiliano,ecc. Le sue ambientazioni spettacolari e suggestive, grazie anche all'utilizzo di scene raffinate e d’atmosfera, sono il punto di forza del suo straordinario successo, che lo vede richiestissimo anche all’estero.
Cavalleria Rusticana a San Paolo


Altro personaggio di spicco è il bergamasco Francesco Micheli, attualmente anche Direttore artistico dello Sferisterio Opera Festival di Macerata. Suo è, tra i tantissimi altri successi,  l’allestimento di Roméo e Juliette che è ormai un must fisso nel calendario areniano di ogni estate a Verona, spettacolo di grandissimo successo, come lo straordinario Otello andato in scena la scorsa stagione alla Fenice di Venezia, per fare solo due esempi. Le sue regie dinamiche ed innovative lo hanno portato a grandi trionfi internazionali di cui noi tutti siamo molto orgogliosi.


Roméo et Juliette all'Arena di Verona. Foto Ennevi


Autentico genio è il giovanissimo fuoriclasse veneziano Damiano Michieletto. Muovendosi facilmente tra il tradizionale ed il contemporaneo, è in grado di creare oseremmo dire quasi degli autentici fenomeni di costume. Le sue produzioni lasciano il segno e non conoscono il significato della parola banalità. I suoi recenti successi sia in Italia che nei prestigiosi teatri e festival internazionali (La trilogia mozartiana alla Fenice di Venezia, Falstaff al Festival di Salisburgo, Madama Butterfly al Regio di Torino, Un ballo in maschera alla Scala di Milano, ecc.) lo hanno già incoronato tra i migliori registi al mondo.

Una immagine da Così fan tutte al Teatro La Fenice di Venezia. Foto Michele Crosera



Leo Muscato è un altro interessante regista che ha calcato le scene egli stesso a inizio carriera e si è rivolto soprattutto alla drammaturgia moderna. Alla prosa ha iniziato con successo ad affiancare  regie d’opera e ad oggi si pone come altro grande protagonista delle recenti stagioni operistiche, con bei successi in teatri quali la Fenice di Venezia, Pergolesi di Jesi, Regio di Parma, San Carlo di Napoli, per citarne solo alcuni.

Un'immagine da L'africaine alla Fenice di Venezia. Foto Michele Crosera


Altro talento che vale la pena di menzionare è il giovane italo-sudafricano Alessandro Talevi. Definito da alcuni critici come un genio, ha già al suo attivo numerose regie d’opera, nonché prestigiosi riconoscimenti per il suo lavoro. Impegnato sia in Italia che all’estero, le sue regie che impiegano ambientazioni molto particolari, offrono una ricchezza di dettagli, di effetti visivi, sono spettacoli coinvolgenti ed accattivanti.

Roberto Devereux alla Welsh National Opera



E chiudiamo con Stefano Trespidi. Anche per questo regista sono preceduti molti anni di gavetta in collaborazioni con colleghi più ‘anziani’, come Pizzi, Zeffirelli, de Hana, ecc. sono poi seguite regie in prima persona sia in Italia, per il Teatro Filarmonico di Verona, il Teatro Verdi di Trieste, il Teatro Sociale di Lecco, ecc, nonché all’estero: ad Amarante in Portogallo, a Tokyo in Giappone, ecc. Attualmente è Responsabile dell’Ufficio Regia della Fondazione Arena di Verona, per cui ha già firmato, oltre che regie d’opera, anche messe in scena di importanti manifestazioni culturali.

Macbeth al Teatro Filarmonico di Verona. Foto Ennevi

Ringraziando questi talenti per il lavoro che svolgono nei nostri teatri ed in giro per il mondo, il nostro augurio è che portino sempre più in alto il nome della nostra arte, della nostra fantasia e genialità come hanno fatto sin ora e ancora per tantissimo tempo, magari vedendosi presto affiancati, a loro volta, da giovani promesse pronte a lasciare il loro marchio nel mondo incantato dell’Opera futura.
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