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DO RE MI… PRESENTO – intervista a SONIG TCHAKERIAN

Uno degli strumenti più struggenti, passionali, accattivanti e amati nel panorama musicale è certamente il violino. L’artista che conosciamo oggi, la violinista Sonig Tchakerian, di origini armene, ne è un’interprete acclamata, che vanta una carriera a livello internazionale, chiamata nei teatri e festival più prestigiosi, ad eseguire la musica che anima le sue corde. Ha studiato con Salvatore Accardo, Franco Gulli e Nathan Milstein, sviluppando una sensibilità particolarissima nell’approccio alla partitura che sfocia in esecuzioni accuratissime e nel pieno rispetto della volontà dell’autore. Apprezzatissima da colleghi strumentisti e compositori, si esprime con superba scioltezza nei virtuosismi, la sua lunga discografia vanta nomi come Schumann, Schubert, Barber, Paganini, Haydn, Saint-SaënsFaurèVieuxtemps, Beethoven, Debussi, Ravel, ed il suo ultimo lavoro per la DECCA- Universal ci regala le ‘Sonate e Partite di Bach per violino solo’, un altro sicuro successo discografico. Attualmente, tra gli altri progetti, è insegnante di violino nella scuola di Alto Perfezionamento dell’Accademia di Santa Cecilia in Roma. Il suo violino è un meraviglioso Gennaro Gagliano, costruito a Napoli nel 1760, ed ha avuto anche la soddisfazione di suonare altri prestigiosi violini d’epoca in diverse manifestazioni culturali che l’anno vista protagonista acclamata.
La incontro in occasione del concerto che terrà come protagonista assoluta domenica 9 febbraio al Gran Teatro La Fenice di Venezia, ove è attesa con molto entusiasmo e che le darà tante soddisfazioni come sempre. Mi concede con incredibile umiltà e simpatia un po’ del suo tempo per rispondere alle mie domande.




Se dovesse descrivere cosa prova quando suona e cosa caratterizza il suo modo di suonare, cosa le verrebbe in mente?

Dunque, all'inizio direi preoccupazione, che poi si trasforma in emozione positiva, coinvolgimento, concentrazione, consapevolezza di vivere un momento speciale e di essere una privilegiata. Quello che vorrei caratterizzasse il mio modo di suonare sarebbe comunicare ed essere in complicità emotiva con la partitura e il pubblico. Ma ripeto, è quello che vorrei....lascio poi esprimere agli altri quello che ricevono!

Quali sono i compositori che maggiormente sente nelle sue corde?

Bach sta al primo posto assoluto. Amo molto Schubert, il Mozart drammatico, Brahms per la sua speciale intimità, ma potrei continuare. Molto difficile escludere Beethoven o altri grandissimi.

Si sente più vicina a brani drammatici o quelli per così dire più orecchiabili e leggeri?

Dipende molto dallo stato d'animo, dalla necessità interiore del momento. E spesso 'cerco' un brano piuttosto che un altro, proprio per la necessità di una intima complicità. Comunque, se dovessi scegliere, direi drammatici.

Come si approccia ad una nuova partitura da suonare?
Prima di tutto con la voglia di esserne conquistata.

E’ sempre facile trovare un buon feeling con i diversi partner con cui si suona?
Beh, più sono straordinari, più ovviamente il feeling diventa non facile, ma speciale.

Come descriverebbe gli inizi della Sua carriera e cosa l’ha portata a intraprenderla?
Mah... Ero piccola quando ho iniziato a suonare e non c'è stato un momento nella mia vita in cui ho 'scelto' cosa fare. Le occasioni sono arrivate e sono cresciuta con loro. Semplicemente.

I ricordi più cari e i momenti che Le danno maggiore soddisfazione?
I ricordi più cari sono quelli legati alle ore di studio passate con mio padre, appassionato violinista, che mi ha seguito fino alla fine dei suoi giorni. Pensando a quegli anni di studio nasce in me il desiderio che ogni giorno, ogni esecuzione, ogni emozione, siano di maggior soddisfazione per me. E in qualche modo, lo è. Anche se in realtà, secondo me,  non fila tutto sempre così liscio....

Cosa avrebbe fatto se non avesse scelto questa carriera?
Non ho un'altra passione così grande. Penso suonerei ancora il violino.



Come si concilia un mestiere “frenetico” come il Suo con la vita familiare/privata? Il rapporto con la sua famiglia?
Come si 'concilia' per tutte le donne che hanno un lavoro impegnativo...ho due figli che, fino ad una certa età, sono stati nella mia mente la priorità, anche se stavo lavorando. Mia figlia, da piccola, si disperava ogni volta che la lasciavo per prendere in mano il violino....Si immagina il mio stato d'animo; dovevo studiare e concentrarmi: ma pensavo alle creature che mi aspettavano...poi gli anni sono passati. Ora loro sono cresciuti e sono più autonomi e anch'io ho scoperto di avere finalmente più tempo per me.

Ha mai sofferto di invidia o è mai stato oggetto di invidie altrui?
L’invidia è certamente un orribile sentimento che ci mette a disagio con noi stessi e con gli altri. Sì, sicuramente da ragazzina mi è capitato di invidiare qualcuno più bravo di me, e quanti ne conoscevo.. Ma per fortuna, molto presto, sono riuscita a capire quanto sia un bene confrontarsi con chi pensi abbia qualcosa in più di te. E anzi, più passa il tempo, più conosco persone capaci, più questo mi dà soddisfazione. Ma come in tutto, devono passare gli anni per capirci qualcosa in questa vita!



Città del mondo preferita? Dove preferisce stare quando deve rilassarsi dopo tanto lavoro?
Città non saprei. Sicuramente l'unico posto dove mi rilasso veramente è in riva al mare.

Dove si mangia meglio e/o peggio?
Meglio si mangia in medio oriente. D'altra parte le mie origini quasi mi impongono questa preferenza!

Superstiziosa?
Direi di no.
Il Suo rapporto con la spiritualità?
Domanda molto impegnativa. Potrei comunque rispondere che vivo la religiosità in modo molto intenso.

Ha tempo di dedicarsi a degli hobby, come il cinema, la lettura o qualcos’altro di particolare che la appassiona in modo specifico?
Confesso di avere da sempre una passione per il tango. Spero di dedicarmici prima o poi!

I Suoi colleghi preferiti del passato e del presente?
Ah sono davvero molti, sia del passato che del presente. Ma Heifetz resta il più impressionante per me!

Cosa fa poco prima di salire sul palcoscenico?
Il segno della Croce.
Come vive il rapporto con il pubblico?
Lo 'sento' molto dal palcoscenico. Quasi subito capisco se è coinvolto, che tipo di pubblico è, riconosco la sua personalità. È incredibile come si crei questa sinergia tra palco e sala!

Come vede questo momento di crisi che attraversa il settore della musica classica?
Purtroppo è un periodo direi piuttosto ‘faticoso’. Ma la musica ci salva e voglio aver fiducia in essa.

Ci sono delle cause politiche o sociali che le stanno particolarmente a cuore?
Beh sono moltissime le questioni che mi stanno a cuore. Ovviamente mi commuove sapere che esiste ancora della gente che soffre la fame, che è oppressa da persecuzioni di vario genere. Ma  anche nel più piccolo, mi fanno star male le solitudini..

Cosa manca ancora nella Sua vita oggi?
Sono una persona molto fortunata e potrei dire che non mi manca nulla. In realtà sto ancora cercando di capire quale è il mio compito più importante, in questa vita che mi è stata data.

E con queste parole intense, che rivelano anche una persona dalla spiritualità  profonda, e che un po' ci spiegano  il successo delle sue esecuzioni così speciali, si chiude il mio incontro con Sonig Tchakerian, che voglio davvero ringraziare per tutto quello che dona al suo pubblico, ogni volta che il suo violino suona con la sua indescrivibile sensibilità e naturalmente, le auguro ancora un cammino costellato di successi e soddisfazioni.
MTG


Foto Alessandra Lazzarotto 
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