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TEATRO GRANDE DI BRESCIA, PRESENTATA LA STAGIONE SETTEMBRE-DICEMBRE 2020

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COMUNICATO STAMPA  

Dopo oltre trenta appuntamenti musicali, da giugno a settembre, realizzati all’aperto in città e Provincia, la  Fondazione del Teatro Grande di Brescia presenta la Stagione Settembre-Dicembre 2020 al Teatro Grande,  una Stagione non “tradizionale” che in questa situazione di emergenza sanitaria ha l’obiettivo di riportare in  Teatro il proprio affezionato pubblico con una rinnovata proposta artistica che, ove possibile, recupererà gli  spettacoli sospesi nella precedente Stagione e farà del dialogo tra generi e linguaggi il fulcro del ricco  cartellone in programma. 

La Stagione comprenderà, infatti, appuntamenti d’Opera, concerti di musica da camera, di musica barocca e  contemporanea, sonorità jazz e grandi nomi della danza nazionale e internazionale, oltre a una imperdibile  e speciale Lezione di Storia. 

Tra le novità della Stagione – per garantire contemporaneamente la sicurezza del pubblico e un’ampia  possibilità di partecipazione – è stata prevista per diversi spettacoli una doppia replica. Inoltre, alcuni  spettacoli inizialmente previsti nelle sale minori si terranno in Sala Grande, lo spazio del Teatro che riesce ad  accogliere il maggior numero di persone garantendo il distanziamento previsto dall’attuale normativa. 

L’OPERA 

La Stagione d’Opera 2020 non vedrà allestiti i titoli che erano stati inizialmente progettati per quest’anno  (questi sono stati ri-programmati per il 2021), ma sarà una Stagione ripensata e adattata alla contingenza del  momento, con una serie di proposte affascinanti e suggestive che accompagneranno il pubblico nei prossimi  mesi. 

Una Stagione che vede compositori diversi, titoli del repertorio operistico più popolare e titoli meno noti (in  forma scenica e in forma di concerto), interpreti di assoluta rilevanza nel panorama operistico mondiale e un  concerto di apertura della Stagione realizzato con gli artisti del coro di OperaLombardia e l’Orchestra de I  Pomeriggi Musicali che abitualmente accompagnano le Stagioni d’Opera del Teatro Grande. 

La Stagione si aprirà il 29 settembre alle 20.30 con Der Messias di Mozart, adattamento in lingua tedesca  del Messiah di Händel. Con questo oratorio, nella versione del compositore di Salisburgo – con sonorità  diverse, più ‘sinfoniche’ e con nuovi colori rispetto al lavoro precedente – desideriamo lanciare un messaggio  di speranza al nostro pubblico, mirando, come Händel stesso sosteneva, “ai sentimenti più sublimi”.  Direttore sarà Massimo Fiocchi Malaspina, già Direttore del Coro di OperaLombardia. Tra gli interpreti  Marigona Qerkezi, Chiara Tirotta, Didier Pieri, Davide Giangregorio, giovani artisti che in questi anni hanno  partecipato ai concorsi As.Li.Co e hanno preso parte alle produzioni d’Opera di OperaLombardia.

Le proposte d’Opera proseguono con Werther di Jules Massenet (6 novembre alle 20.30 e 8 novembre alle  15.30), capolavoro assoluto del compositore francese nel quale traduce musicalmente le riflessioni sul  personaggio di Goethe. Una partitura famosissima, ma meno convenzionale nel vasto repertorio operistico  dalle “sonorità morbide e arrotondate” adatte ad accompagnare i contenuti sentimentali dell’Opera. Si tratta  di una coproduzione di OperaLombardia con i Teatri di Pisa, Reggio Emilia e Modena. Tra i giovani e  talentuosi componenti del cast ritroviamo Karina Demurova, Maria Rita Combattelli (vincitrici dell’ultima  edizione del concorso As.Li.Co), Guido Dazzini (vincitore concorso As.Li.Co 2018) e Alberto Comes (anch’esso  vincitore all’ultimo concorso As.Li.Co). La direzione d’orchestra è affidata a Francesco Pasqualetti, la regia è  di Stefano Vizioli. 

Tra le novità di quest’anno, un titolo rarissimo, la Zaide di Mozart, piccolo gioiello incompiuto del grande  compositore, in scena al Teatro Grande il 10 dicembre alle 20.30 e il 12 dicembre alle 15.30. Il lavoro di regia  e allestimento è affidato a Graham Vick, tra i nomi più importanti per la regia d’Opera che desidera  raccontare il nostro tempo attraverso la storia di un amore proibito e di un Sultano tiranno. Il testo,  ricostruito nel 1981, è di Italo Calvino. Tra gli interpreti Giuliana Gianfaldoni nel ruolo principale, Giovanni  Sala sarà Gomatz, Vincenzo Nizzardo Allazim, Osmin Pierpaolo Martella e nel ruolo parlato di Zaram la  partecipazione di Lella Costa. 

Le proposte d’Opera si completano con tre concerti al pianoforte, due dei quali ‘omaggio’ alla Stagione  d’Opera posticipata al 2021 e uno ideato per riunire in un’unica serata un grande titolo del repertorio (con i  suoi highlights) e grandi voci del panorama lirico. 

Il primo concerto, previsto per il 23 ottobre alle 20.30, sarà dedicato a Ifigenia in Tauride di Gluck, in un  progetto che vede eseguite alcune pagine tratte dalle due edizioni di Ifigenie (in Aulide e in Tauride),  interprete principale Anna Caterina Antonacci, affiancata da Mert Süngü e da Bruno Taddia che cura anche  il progetto drammaturgico. Non solo semplicemente un concerto dunque, ma una drammatizzazione in veste  ‘semiscenica’ di un percorso tra i due titoli di Gluck, che hanno come punto di collegamento quello del  sacrificio umano. Saranno accompagnati al pianoforte da Federica Falasconi. La parte narrativa sarà affidata  a Simone Tangolo e Valerio Magrelli. 

Il secondo concerto è invece dedicato a Carmen di Georges Bizet con le straordinarie voci di Annalisa  Stroppa, Francesco Meli e Serena Gamberoni. Al pianoforte Alessandro Trebeschi. 

L’ultimo dei concerti proposti invece è un omaggio a La Fanciulla del West di Giacomo Puccini, capolavoro  operistico di rara esecuzione del maestro lucchese, di cui quest’anno ricorrono i 110 dalla prima  rappresentazione avvenuta al Metropolitan nel dicembre del 1910. La produzione vedrà la luce proprio al  Teatro Grande nel 2021 e gli interpreti principali ci offrono un concerto con i momenti più significativi  dell’opera. Rebeka Lokar, Angelo Villari, Devid Cecconi saranno accompagnati al pianoforte dal M° Valerio  Galli, direttore d’orchestra, in questo viaggio dedicato alla ‘Ragazza del Golden West’. 

A corollario della Stagione proseguirà il tradizionale ciclo di conferenze Pazzi per l’Opera e l’iniziativa In  diretta dalla Scala che offrirà gratuitamente la trasmissione in streaming dello spettacolo inaugurale. 

LA MUSICA 

Oltre all’Opera, la Stagione 2020 proporrà numerosi appuntamenti con la musica che daranno al pubblico la  possibilità di ascoltarla nelle sue più svariate sfaccettature. Per questo variegato cartellone sono attesi al  Teatro Grande nomi e compagini orchestrali tra le più interessanti del panorama nazionale. 

Annunciato nella prima Stagione, il concerto degli Archi dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretti dal  Maestro Luigi Piovano sarà riproposto sabato 10 ottobre alle ore 20.30. La serata vedrà il Maestro Piovano  impegnato anche in veste di violoncello solista. Luigi Piovano ha tenuto concerti di musica da camera con  Sawallisch, Chung, Lonquich, Pappano, Sitkovetsky, Kavakos, Katia e Marielle Labeque, Bilson e come solista  con orchestre come la Tokyo Philharmonic, la New Japan Philharmonic e con alcune delle orchestre più  celebri al mondo. Luigi Piovano è primo violoncello solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dal 2013 ha avviato una collaborazione stabile come direttore dell’Orchestra d’Archi di Santa Cecilia.  Il concerto prevede un programma particolarmente suggestivo con brani di Nicola Piovani, Ennio Morricone,  Camille Saint-Saëns, Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov, Astor Piazzolla e Wolfgang Amadeus Mozart. La  serata è realizzata in collaborazione con Fondazione Poliambulanza. 

Eccezionalmente la Sala Grande ospiterà anche un concerto di musica barocca in collaborazione con le  Settimane Barocche di Brescia: martedì 20 ottobre alle 20.30 il controtenore italiano Carlo Vistoli – artista  dalle notevoli abilità virtuosistiche e dalla consolidata perizia tecnica – si esibirà insieme all’Ensemble Sezione  aurea per il concerto Amor tiranno. Storie di amanti infelici nell'opera veneziana del Seicento. La serata vede  la partecipazione anche del clavicembalista Filippo Pantieri che proprio con Sezione Aurea ha registrato  Sonate per violino e clavicembalo di Ignazio Cirri. Creato nel 2013 da Luca Giardini, l’Ensemble affronta il  repertorio strumentale e vocale italiano del XVII e XVIII secolo, collaborando con alcuni dei migliori musicisti  attivi nell’ambiente concertistico e discografico europeo. 

In Sala Grande si esibirà anche l’Orchestra da Camera di Brescia il 24 novembre, alle ore 20.30. Nata nei  primi anni Novanta, l’Orchestra vanta la direzione artistica del Maestro Filippo Lama che ne riveste anche il  ruolo di Konzertmeister. Intento principale dell’Orchestra da Camera di Brescia è quello di affrontare un  importante repertorio per orchestra da camera proponendo esecuzioni improntate a un’approfondita ricerca  interpretativa e una specifica attenzione alla qualità del suono, al fraseggio, alla compattezza e uniformità  esecutiva. Per la serata del 24 novembre l’apprezzata formazione da camera bresciana eseguirà brani di  Arthur Honneger, Pëtr Il'ič Čajkovskij, Béla Bartók e Giancarlo Facchinetti. 

Gli appuntamenti musicali in Sala Grande si concluderanno martedì 15 dicembre alle 20.30 con l’Ensemble  vocale e strumentale Continuum, altra collaborazione con le Settimane Barocche di Brescia. Sotto la  direzione del Maestro Luigi Azzolini il lavoro dell’Ensemble è volto allo studio e alla valorizzazione di  composizioni corali moderne e contemporanee per lo più inedite e alla riscoperta di pagine classiche poco  frequentate. La serata al Teatro Grande darà inizio a un appuntamento che la Fondazione vuole rendere  ricorrente, creando un simbolico Concerto di Natale che quest’anno vedrà l’esecuzione del Gloria in excelsis  Deo di Georg Friedrich Händel e del Gloria in re maggiore di Antonio Vivaldi. 

Il cartellone si distribuirà come sempre anche nelle sale più raccolte del Teatro – Ridotto e Salone delle  Scenografie – per accogliere incontri e performance musicali caratterizzati da un’atmosfera più intima. 

A inaugurare gli spettacoli nel Ridotto del Teatro Grande sarà il duo Cyrille Doublet e Laurianne Langevin  giovedì 1 ottobre alle 20.30. Il duo eseguirà un concerto per voce e pianoforte dal titolo Paris-Piaf,  affascinante progetto dedicato all’interprete più rappresentativa della Ville Lumière. Il lavoro di Laurianne  Langevin, voce, e Cyrille Doublet, pianoforte, sarà anche occasione per presentare il loro primo disco  registrato nel 2019 e in uscita quest’anno. 

Il 12 ottobre il Salone delle Scenografie ospiterà in doppia replica (alle 19.00 e alle 20.30) il concerto di  musica da camera del giovane e affermato Trio Hegel che, nato nel 2012, annovera già riconoscimenti e  collaborazioni con istituzioni concertistiche italiane ed europee. La formazione torna al Teatro Grande di  Brescia per presentare una speciale esecuzione cameristica delle Variazioni Goldberg. La maestosa opera di  Johann Sebastian Bach sarà proposta al pubblico con l’arrangiamento per trio d’archi del 1985 di Dmitry  Sitkovetsky. 

Attesi nel primo semestre del 2020, verranno ripresi nella Stagione autunnale gli appuntamenti con il  violinista Fulvio Luciani e il pianista Massimiliano Motterle. I due musicisti, tra i più sensibili del panorama  italiano, avvieranno il progetto di presentazione al pubblico di un’integrale di rara esecuzione, le Sonate per  violino e pianoforte di Wolfgang Amadeus Mozart. Il 2 novembre, alle ore 18.30 e alle ore 21.30, sarà  eseguito il concerto dedicato alle Sonate di Mannheim; il 16 novembre, sempre in doppia replica, è in  calendario il concerto dal titolo In morte della madre. 

La giovane formazione del Quartetto Eos recupererà il concerto inizialmente programmato nella prima metà  dell’anno lunedì 9 novembre alle 19.00 e alle 21.30. Elia Chiesa e Giacomo Del Papa ai violini, Alessandro  Acqui alla viola e Silvia Ancarani al violoncello si cimenteranno nell’esecuzione di due brani: Langsamer Satz per quartetto d’archi di Anton Webern e il Quartetto per archi n. 14 “La Morte e la Fanciulla” di Franz  Schubert.

La Stagione comprenderà anche un appuntamento in doppia replica con l’Ensemble del Teatro Grande.  Domenica 22 novembre la formazione si esibirà in quintetto con Igor Armani al clarinetto, Marco Mandolini  al violino, Daniele Richiedei al violino, Joël Imperial alla viola e Sandro Laffranchini al violoncello. Alle ore  11.00 e alle 16.00 nel Ridotto del Teatro Grande risuoneranno Rêverie Orientale di Alexander Glazunov e il  Quintetto per clarinetto e archi op.115 di Johannes Brahms. 

Altro appuntamento organizzato in collaborazione con le Settimane Barocche sarà quello del 30 novembre alle 19.00 e alle 21.30. L’ensemble Concerto di Margherita presenterà Gioco della Cieca, una narrazione  musicale incentrata sull’archetipo dell’innamorato in cui cinque voci si fondono alle armonie di altrettanti  strumenti. Giocando con elementi visivi e sonori, i membri dell’ensemble, i quali cantano accompagnandosi  con strumenti storici, presentano un programma variegato di opere vocali e strumentali di compositori attivi  in Italia all’inizio del Seicento, tra i quali Caccini, Kapsberger e d’India. 

Mercoledì 2 dicembre (alle 19.00 e alle 21.30) si presenterà in prima italiana nel Salone delle Scenografie il  nuovo progetto dell’ensemble Take Off, una nuova commissione della Fondazione del Teatro Grande di  Brescia al compositore Mauro Montalbetti. Dopo Symphony for improvisers – il primo apprezzato lavoro del  2016 che il pubblico potrà riascoltare anche in questa serata – il gruppo di giovani e affermati musicisti jazz  che compongono l’ensemble Take off si cimenterà in Double voices, nuova composizione che ancora una  volta miscela sapientemente le forme della tradizione musicale con l’improvvisazione. 

I concerti nelle sale minori del Teatro si chiuderanno con un appuntamento di ricerca musicale che porta la  firma del compositore bresciano Rossano Pinelli. Il 14 dicembre è in programma Nôtre-Dame de le  Babenzele, sorprendente lavoro di contaminazione e ispirazione sonora. L’originalità del progetto sta  nell’audace apertura verso le più diverse suggestioni: jazz, musica d’avanguardia, progressive rock,  minimalismo, musica etnica, musica medioevale fino alla musica colta occidentale. La serata prevede  l’esibizione a 4 mani dei pianisti Andrea Rebaudengo e Giovanni Mancuso che eseguiranno brani composti  dallo stesso Rossano Pinelli, Frank Zappa e Salvatore Sciarrino. In programma anche la prima assoluta della  composizione di Rossano Pinelli che dà nome al concerto. 

LA DANZA 

Nonostante le difficoltà di gestione del palcoscenico in emergenza Covid, la Fondazione del Teatro Grande  non rinuncia agli appuntamenti di danza che sono da sempre uno dei capisaldi della programmazione  artistica del Grande. 

Gli appuntamenti si apriranno in Sala Grande il 7 ottobre con la compagnia Barokthegreat. La formazione  fondata nel 2008 dalla coreografa Sonia Brunelli e dalla musicista Leila Gharib porta in scena Ghost. Follow  my feet, weapons!. Barokthegreat spazia nel campo della performing art, concentrando il suo lavoro sulla  fisicità del gesto, sulla funzione rituale della musica e sull’architettura dello spazio inteso come elemento  abitativo. Ghost, trae la sua ispirazione dalla cultura footwork, la street dance nata a Chicago sul finire degli  anni ‘90 e divenuta rapidamente un genere artistico di tendenza nelle sottoculture urbane.  

Nella stessa serata, alle 19.15 e alle 21.45 in Salone delle Scenografie, si darà spazio a una nuova produzione  della Fondazione del Teatro Grande che vede protagonisti la coreografa e danzatrice Camilla Monga e il  musicista Emanuele Maniscalco che in questi anni si sono particolarmente distinti nei rispettivi ambiti per la  particolarità e unicità dei progetti proposti. Il loro nuovo lavoro, Væver, offre un punto di vista inedito, grazie  all’interessante combinazione tra gesti, composizioni e improvvisazione libera. Danza e musica dialogano ed  evolvono all’unisono e continuamente, dando luogo a una performance potente e, al tempo stesso, delicata. 

Il 28 ottobre il palcoscenico del Teatro accoglierà lo spettacolo La natura delle cose della Compagnia Virgilio  Sieni. Il lavoro del celebre coreografo italiano si basa sul poema filosofico-enciclopedico di Lucrezio, De rerum  natura (la cui prima pubblicazione fu a Brescia nel 1473). I cinque danzatori attraversano le tre scene dando  vita a un compatto quartetto di uomini e a una figura femminile metamorfica e sempre presente, come la  Venere-dea dell’atto generativo evocata da Lucrezio all'inizio del suo poema. La scelta del De rerum natura coincide con l’intenzione di Virgilio Sieni di creare una performance dedicata alla natura delle cose, alla loro anima e origine, ponendo la danza come strumento di indagine e come manifesto per una riflessione  sull’oggi. La drammaturgia è stata elaborata a partire dal testo di Lucrezio e, a questo scopo, Virgilio Sieni si è  avvalso della prestigiosa collaborazione di Giorgio Agamben, tra i più importanti e originali filosofi del nostro  tempo. La musica è una creazione originale di Francesco Giomi, compositore e direttore del centro Tempo  Reale di Firenze. Il testo dello spettacolo è stato letto e registrato dalla celebre cantante Nada che, per la  prima volta, offre il suo contributo vocale in uno spettacolo coreografico. 

Il 12 novembre nel Salone delle Scenografie – spazio che solitamente accoglie i progetti dedicati alla  contaminazione dei linguaggi artistici, alla ricerca e alla sperimentazione – si terranno due repliche (alle 19.00  e alle 21.30) del progetto Save the last dance for me di Alessandro Sciarroni, una performance creata sui  passi di un ballo bolognese, chiamato Polka Chinata, ormai quasi totalmente dimenticato. Si tratta di una  danza di corteggiamento eseguita in origine da soli uomini e risalente ai primi del ‘900: fisicamente  impegnativo, quasi acrobatico, lo spettacolo prevede che i danzatori abbracciati l’un l’altro, girino  vorticosamente mentre si piegano sulle ginocchia quasi fino a terra. I suoi lavori, spesso al confine tra i  generi, vengono presentati in festival di danza e teatro contemporanei internazionali, musei e gallerie d’arte,  così come in spazi non convenzionali. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, gli è stato assegnato nel 2019 il  Leone d’Oro alla carriera per la danza. 

Il 21 novembre alle 20.30 la Fondazione ospiterà in Sala Grande un’altra eccellenza italiana di fama  internazionale, la coreografa e danzatrice Cristiana Morganti che presenterà Moving with Pina. Definita  come “Una conferenza danzata sulla poetica, la tecnica, la creatività di Pina Bausch”, il lavoro si propone  come un viaggio nell’universo dell’icona della danza condotto attraverso la privilegiata prospettiva del  danzatore. Cristiana Morganti, per più di vent’anni a fianco di Pina Bausch e storica interprete del  Tanztheater di Wuppertal, eseguirà dal vivo alcuni estratti del repertorio della grande coreografa tedesca  dando vita a una performance ironica e originale.

Sempre in Sala Grande, il 4 dicembre alle 20.30 la Stagione ospiterà Bermudas, performance di mk,  compagnia diretta da Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale Danza. Gruppo ospitato nei più  importanti teatri e festival della nuova scena, mk si occupa di performance, coreografia e ricerca sonora.  Bermudas è ispirato alle teorie del caos e mette in scena un sistema coreografico che mira a generare un  continuo scambio di relazioni e dinamiche corporee, generando un sistema di movimento che produce un  moto perpetuo. Ipnotico e coinvolgente, Bermudas ha vinto il premio Danza&Danza nel 2018 e il premio UBU  2019 come miglior spettacolo di danza. 

Gli appuntamenti con la danza si chiuderanno in Sala Grande il 18 e il 19 dicembre alle 20.30 con la  Schechter II, la compagine giovanile della Hofesh Shechter Company, che porterà in scena in doppia replica  la nuova versione di Political Mother, lavoro tra i più acclamati degli ultimi anni. Basandosi su una originale  composizione musicale a cura dello stesso Shechter, Political Mother Unplugged richiamerà l’energia della  prima versione dandole nuova enfasi anche grazie alle abilità dei danzatori in scena che attraverso la danza  sapranno far emergere le emozioni più profonde e viscerali. Political Mother Unplugged è una delle straordinarie creazioni coreografiche di Hofesh Shechter, riconosciuto come uno degli artisti più emozionanti  del nostro tempo e noto per la composizione di partiture musicali d’atmosfera a complemento della fisicità  peculiare delle sue coreografie. 

I PROGETTI SPECIALI 

Grazie alla consolidata collaborazione con la Casa Editrice Laterza, la Fondazione del Teatro Grande propone  per questa Stagione una speciale Lezione di Storia che vedrà protagonista Alessandro Barbero, storico e  scrittore italiano tra i più acclamati degli ultimi tempi. Domenica 18 ottobre alle 15.30, anticipando gli eventi  legati alle celebrazioni per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, il Professor Barbero darà vita a una  imperdibile Lezione sul tema Dante e il potere. Un incontro che insisterà soprattutto sulla grande passione di  Dante per la politica.

BIGLIETTI E MODALITÀ DI VENDITA 

I biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione saranno in vendita a partire da martedì 15 settembre 2020 alla Biglietteria del Teatro Grande e sui siti teatrogrande.it e vivaticket.com. 

Per gli appuntamenti d’Opera non sono previsti abbonamenti, ma solo biglietti per i singoli appuntamenti.  Gli abbonati della Stagione Opera e Balletto 2019 potranno esercitare la prelazione del posto nel 2021,  quando la capienza della Sala Grande si suppone tornerà ad essere quella originaria, potendo quindi  consentire lo svolgimento di una “abituale” Stagione d’Opera. 

Per gli appuntamenti di Musica e Danza, oltre alle consuete riduzioni riservate agli under 30 e agli over 65, la  Stagione Settembre-Dicembre 2020 riserva al pubblico due tipologie di percorsi che eccezionalmente  prevedono uno sconto del 50% rispetto all’acquisto dei singoli biglietti interi: il Percorso Danza (7  spettacoli) a 60 euro e il Percorso Musica (12 concerti) a 95 euro. 

La medesima proposta con prezzi ancora più vantaggiosi è riservata al pubblico under30 a cui la Fondazione  riserva sempre una particolare attenzione: il Carnet Danza Under30 a 45,00 euro e il Carnet Musica Under30 a 65,00 euro. Per tutti gli spettacoli di musica e danza della Stagione è inoltre previsto il biglietto scontato al  50% per gli studenti e il “biglietto speciale opera” a 15 euro riservato agli studenti under18 (settore di  platea e palchi di I, II e III ordine). Ricordiamo inoltre che la Fondazione del Teatro Grande fa parte dei  soggetti aderenti ad App18 e Carta Docente. 

Sul sito teatrogrande.it saranno resi disponibili in tempo reale gli aggiornamenti sulla programmazione della  Stagione e sull’attività del Teatro. Si ricordano gli orari di apertura della Biglietteria del Teatro Grande: dal  martedì al venerdì dalle 13.30 alle 19.00 e il sabato dalle 15.30 alle 19.00; chiusura domenica e lunedì e  festivi ad eccezione dei giorni di spettacolo. 

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