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Riparte Il Settembre dell’Accademia Filarmonica di Verona, Festival internazionale di musica, 5 settembre – 8 ottobre 2019

Riparte Il Settembre dell’Accademia Filarmonica di Verona, Festival internazionale di musica, 5 settembre – 8 ottobre 2019

Comunicato stampa

Il festival internazionale di musica dell’Accademia Filarmonica, che con le sue quasi trenta stagioni all’attivo si è guadagnato un prestigio tra i più importanti appuntamenti sinfonici internazionali, quest’anno si svolgerà dal 5 settembre all’8 ottobre: un mese intenso nel quale si avvicenderanno sul palco del Teatro Filarmonico i direttori, solisti e orchestre più prestigiosi. Questa 28a stagione sinfonica presenta alcuni fra gli artisti più amati dal pubblico scaligero quali Yuri Temirkanov e la sua Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo e Myung-Whun Chung alla testa della Filarmonica della Scala, e vedrà esibirsi tre compagini alla loro prima presenza veronese: la Rotterdam Philharmonic Orchestra, l’Orchestra Nazionale di Spagna e la Finnish Radio Symphony Orchestra. Tre orchestre di primissimo piano nel panorama sinfonico internazionale, che si esibiranno al Teatro Filarmonico di cui gli ultimi due in esclusiva per l’Italia. Tra le novità di questa 28a stagione il trentenne direttore Lahav Shani, già nominato successore di Zubin Mehta alla direzione della Israel Philharmonic, e la violinista norvegese Vilde Frang.

Grande cura è stata posta dall’Accademia Filarmonica nella scelta dei programmi musicali, che prendendo le mosse dalla Trinità del classicismo viennese Haydn-Mozart-Beethoven si snodano seguendo i diversi percorsi intrapresi dalla sinfonia e dal concerto solistico dal Romanticismo di Mendelssohn e Brahms al Novecento di Ravel, Stravinskij e Rachmaninov, fino al XXI secolo di Fagerlund.

Giovedì 5 settembre si parte il direttore Lahav Shani alla testa della Rotterdam Philharmonic Orchestra e la giovane violinista virtuosa Vilde Frang, che dopo la folle e tragica giornata di Petruška di Stravinskij immergeranno il pubblico nella “Sehnsucht” germanica del Concerto per violino e orchestra in sol minore Op. 26 di Max Bruch, da molti anni assente nella programmazione filarmonica. Chiuderà il concerto il vorticoso moto danzante de La valse di Ravel.

Con i successivi tre appuntamenti si crea quasi un piccolo festival nel festival, dedicato alle scuole nazionali e alla musica di ispirazione folklorica. Mercoledì 11 settembre torna sul palco del Filarmonico Yuri Temirkanov, che alla testa dell’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo proporrà insieme al pianista e compositore Olli Mustonen il Concerto n. 1 per pianoforte di Ciaikovsky, al quale farà seguito la sempre suggestiva Sinfonia n. 9 “Dal Nuovo Mondo” di Dvorak.

Domenica 15 settembre un intermezzo completamente dedicato alla musica di ispirazione iberica: il virtuoso di chitarra Pablo Sáinz Villegas porterà per la prima volta sul palco del Settembre il Concerto di Aranjuez di Joaquín Rodrigo. Quello che è probabilmente il più famoso tra i concerti dedicati alle sei corde sarà incorniciato da Alborada del gracioso e Bolero di Ravel e le due suites dal balletto Il cappello a tre punte di De Falla.

Chiudono questo ideale micro-festival Myung-Whun Chung e la Filarmonica della Scala, che venerdì 20 settembre accompagneranno il pubblico in un viaggio slavo sospeso tra Russia e America insieme al pianista russo naturalizzato italiano Alexander Romanovsky con il Concerto n.3 di Rachmaninov e la Sinfonia n. 6 “Patetica” di Ciaikovsky.

Il primo appuntamento dedicato al classicismo (martedì 24 settembre) è affidato a Christian Zacharias, che alla testa della English Chamber Orchestra, nella duplice veste di direttore e solista, condurrà gli appassionati per le raffinate strade di Vienna, dalle sale del palazzo dei principi Esterházy (Sinfonia n. 74 in mi bemolle maggiore di Haydn) all’appartamento borghese dell’artista libero e fiero (Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in sol maggiore Op. 58 di Beethoven). Raccordo ideale tra i due grandi viennesi d’adozione la Sinfonia n. 40 in sol minore K550 di Mozart, opera combattuta tra cristallino equilibrio classicista e primi germi di struggimento romantico.

Lunedì 30 settembre torna l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona sotto la guida di Francesco Ommassini con un programma tutto dedicato all’Ottocento francese: l’Apprendista stregone di Dukas e le due Suites dell’ Arlesiana di Bizet. Protagonista della serata con il Concerto per violoncello e orchestra n. 1 in la minore Op. 33 di Saint-Saëns sarà la giovane e talentuosa violoncellista Miriam Prandi, nuovamente a Verona dopo l’applauditissimo recital tenuto lo scorso febbraio insieme ad Alexander Romanovsky nella stagione cameristica della Società Amici della Musica.

Musiche del Nord Europa, da Amburgo a Helsinki, quelle proposte venerdì 4 ottobre dalla Finnish Radio Symphony Orchestra guidata dal Direttore Principale Hannu Lintu, che insieme alla violinista americana di nascita ma finlandese d’adozione Elina Vähälä interpreteranno il Concerto per violino e orchestra in re minore Op. 47 di Sibelius e la Sinfonia n. 2 in re maggiore Op. 73 di Brahms. Autentica chicca della serata il brano Drift(2017) del compositore finlandese Sebastian Fagerlund, in prima esecuzione italiana.

Chiuderà il festival Andràs Schiff, nuovamente sul palco Filarmonico dopo alcuni anni di assenza. Martedì 8 ottobre il musicista ungherese, nella duplice veste di solista e direttore, proporrà un programma interamente centrato sull’equilibrio classico e le sue evoluzioni romantiche, dalla piena maturità di Haydn (ouverture da L’isola disabitata e Sinfonia n. 88 in sol maggiore) all’interpretazione datane da Mendelssohn Bartholdy nel suo omaggio al Bel Paese con la Sinfonia n. 4 in la maggiore Op. 90 “Italiana”. Cuore del programma due raffinatezze del repertorio tastieristico: il Concerto per pianoforte e orchestra n. 11 di Haydn, con il suo celebre Rondò all’Ungarese finale, e il Concerto per pianoforte n. 1 in sol minore di Mendelssohn Bartholdy.

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