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I giovani artisti del Festival Vicenza in Lirica, protagonisti su Rai5 con L’Olimpiade di Antonio Vivaldi

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Atteso appuntamento per il Festival Vicenza in Lirica sabato 13 febbraio alle ore 8 e alle ore 18,50 sulla prestigiosa emittente televisiva nazionale Rai5, con protagonisti i giovani artisti dell’opera “L’Olimpiade” di Antonio Vivaldi, andata in scena il 5 e 8 settembre al Teatro Olimpico durante il Festival Vicenza in Lirica 2020. Proprio dagli stessi giovani interpreti arrivò la proposta di registrare una delle due recite, al punto di convocare il direttore artistico e “supplicarlo” affinché il loro desiderio diventasse realtà. Un gesto questo che mette in risalto la loro grande sensibilità verso la musica oltre che, verso il festival.

“Mi hanno convocato dopo una settimana di prove dicendomi che sarebbero stati disponibili a lasciarmi il gettone di presenza che gli sarebbe spettato, purché io provvedessi a registrare una delle due recite.” – afferma Andrea Castello direttore artistico del festival, che continua – Naturalmente mi sono commosso e mi sono impegnato affinché venisse registrata l’opera, fermo restando che loro sarebbero andati a casa con il gettone di presenza stabilito nel contratto. Abbiamo dunque deciso di registrare un giorno prima dalla recita, con microfoni panoramici e riprese dall’alto, grazie alla disponibilità di Giampiero Pozza e dei suoi colleghi che, non hanno potuto assistere nemmeno ad una prova per rendersi conto di come fosse stato costruito lo spettacolo. Per i giovani credo sia importante che in un momento così particolare e delicato, dove tutto era (ed è) incerto, rimanesse traccia del lavoro svolto con tenacia, determinazione e che dimostrasse l’importanza assoluta del Teatro dal vivo. A tal proposito il grazie va rivolto anche all’emittente televisiva Rai5, sensibile al progetto giovanile di Opera Studio e al Festival Vicenza in Lirica”.

L’Olimpiade di Vivaldi è stata allestita grazie al progetto di “Opera Studio” del festival iniziato il 20 agosto presso le sale congresso del Viest Hotel, coinvolgendo i 7 giovani artisti scelti a luglio tra i 90 che si sono presentati alle audizioni in presenza e docenti esperti nella prassi esecutiva. Il lavoro di perfezionamento è iniziato con Sara Mingardo, socio e consulente artistico del festival, che ha curato per tre giorni i recitativi dell’opera. Di seguito si poneva il lavoro con il direttore d’orchestra Francesco Erle che ha curato la parte musicale e diretto al cembalo l’ensemble barocco del Festival Vicenza in Lirica. Alla parte musicale si sono uniti il Maestro Bepi Morassi insieme Laura Pigozzo a cui è stata fidata la regia dell’opera, limitata negli oggetti e nelle movenze per far fronte alle disposizioni anti-Covid: “... abbiamo fatto coi giovani solisti un percorso di grande interesse ma, credo, anche di grande fascino, sollecitandoli in un training di crescita interpretativa persino inconscio, affinando da un lato la capacità di analisi e di studio dei personaggi (...) ma dall’altro andandoli a stuzzicare e titillare sul piano prettamente di virtuosismo teatrale, di ars drammatica nel senso più puro del termine, ovvero quello di trasferire sul loro corpo quanto la mente aveva individuato (...) cercando di attivare i più raffinati ma efficaci mezzi di comunicazione con il pubblico,(...). E’ stato un percorso a volte arduo e irto di insidie (...) che però i giovani hanno capito e colto non solo nella sua efficacia in quel momento, ma forse come una chiave che li può aiutare nel procedere in una carriera che non sarà semplice, in tutti i sensi”.

Allo straordinario complesso artistico-musicale se n’è aggiunto un altro altresì fondamentale, formato dall’insieme di sartoria, trucco e parrucco. La parte dei costumi è stata affidata a Carlos Tieppo direttore dell’Atelier del Teatro La Fenice, che ha collaborato con la sartoria vicentina di Daniela Boscato, figura determinate insieme al figlio Elia nel dietro le quinte. La parte del trucco è stata affidata alla giovane Beatrice Fardilha, che ha debuttato all’Olimpico mentre, la parte del parrucco, è stata affidata a “GB parrucchieri”. Determinate anche la collaborazione consolidata con Confartigianato Imprese Vicenza che, oltre ad aver offerto ben quattro borse di studio per i giovani artisti del festival, è stata fondamentale nel creare sinergie con alcuni artigiani del territorio utili alla produzione operistica. L’illustrazione della locandina era nelle mani e nella creatività dell’architetto Matteo Bianchi. Light designer del festival ed in particolare dell’opera, Andrea Grussu.

Al Maestro Carlo Steno Rossi è stata affidata la realizzazione della trascrizione in notazione moderna della partitura de “L'Olimpiade” di Antonio Vivaldi, utilizzata per la messa in scena al Teatro Olimpico di Vicenza. Per la trascrizione Rossi, si è basato sul manoscritto autografo del compositore conservato presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino ed utilizzato per la prima assoluta dell'opera andata in scena a Venezia nel Teatro Sant'Angelo durante il Carnevale del 1734. In tempi brevissimi il Maestro Rossi ha fornito al festival la partitura: ”La trascrizione ha rispettato in maniera fedele il manoscritto, sia per quanto riguarda la parte strettamente musicale (frasi, segni dinamici ecc.) che per il testo delle arie e dei recitativi, talora differenti rispetto al libretto originario di Metastasio. Lo stesso Vivaldi infatti, in fase di scrittura della partitura apportò alcune modifiche non solo al testo ma decise anche di tagliare ben 9 arie del libretto del poeta cesareo. Per la messa in scena al Teatro Olimpico, per rispettare la lunghezza predefinita della rappresentazione dettata dalle esigenze legate al Covid-19 e per esigenze drammaturgiche, sono stati apportati ulteriori tagli al manoscritto omettendo alcune arie e riducendo la lunghezza di alcuni recitativi”.

Gli interpreti (ricordiamo sette giovani artisti) si sono dimostrati perfettamente all’altezza, ispirati da entusiasmo, energia e determinazione: Patrizio La Placa (Clistene), Daniela Salvo (Aristea), Francesca Lione (Argene), Sandro Rossi (Licida), Emma Alessi Innocenti (Megacle), Maddalena De Biasi (Aminta). Arricchivano la compagnia di canto gli attori Luca Rossi e Francesco Motta, registicamente i “custodi” del Teatro Olimpico. L’Ensemble barocco del Festival Vicenza in Lirica diretto dal Maestro Francesco Erle era composto da: Stefano Favretto (Violino I), Mauro Spinazzè (violino II), Nicolò Dotti (Oboe), Arrigo Pietrobon (oboe e flauto diritto), Simone Siviero (viola), Marco Casonato (viola da gamba), Michele Gallo (violone), Fabiano Merlante (tiorba), Michele Fattori (fagotto) e Carlo Steno Rossi (cembalo). Come ribadisce lo stesso Erle: “Riuscire a presentare in scena un'opera barocca mantenendo la possibilità di studio, tirocinio e debutto per giovanissimi talenti anche nel 2020 sembrava questa estate una impresa impossibile. Siamo invece riusciti a presentare un titolo certo di rara esecuzione, ma straboccante di momenti emozionanti sia nel canto che in orchestra, anche se con scelte obbligatoriamente ridotte al minimo”.

Una sfida per tutti, indubbiamente, ma che il pubblico e la critica hanno mostrato di premiare, ricevendo non da ultimo, l’attenzione della più importante piattaforma culturale italiana Rai5 che ha deciso infatti di dedicarle uno spazio nel suo già più che sostanzioso e nutrito palinsesto.

Il festival è stato eseguito grazie al patrocinio, sostegno e collaborazione del Comune di Vicenza assessorato alla Cultura e agli sponsor che con grande responsabilità hanno deciso di sostenere la cultura. Con il patrocinio del Mibact sensibile e disponibile all’attività del festival, Regione del Veneto e Teatro La Fenice.

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