Cerca nel sito

Addio a Mirella Freni - comunicato del manager Jack Mastroianni

Mirella-Freni-at-2005-Metropolitan-Opera-Gala_Photo-by-Ken-Howard

MIRELLA FRENI

27 febbraio 1935 – 9 febbraio 2020

La scomparsa del soprano Mirella Freni (all’eta di 84 anni), avvenuta il 9 febbraio 2020 dopo una lunga malattia degenerativa è stata resa nota con profonda tristezza da Jack Mastroianni, suo manager di una vita. Una delle grandi artiste della seconda metà del ‘900, Mirella Freni si è spenta nella sua casa di Modena circondata dai suoi familiari: la figlia Micaela Magiera, i nipoti Gaia e Mattia Previdi, il cognato Matteo Cuoghi, la sorella Marta e la sua amica di sempre Fausta Mantovani. Mirella Freni era stata sposata con il Maestro Leone Magiera e in seconde nozze per oltre trent’anni con il noto basso bulgaro Nicolai Ghiaurov, scomparso nel 2004.

Nata a Modena il 27 febbraio 1935, Mirella Freni debuttò nel ruolo di Micaela nella Carmen di Bizet il 3 marzo 1955. Fin dall’inizio della sua carriera il fascino della voce e la sua vivace personalità nei repertori mozartiani e belcantistici le hanno fatto guadagnare l’affetto del pubblico e dei colleghi. Un caso felice portò all’incontro tra Freni ed Herbert von Karajan alla Scala per la prima della leggendaria produzione di Zeffirelli della Bohéme del 1963. In Mirella Freni, Karajan trovò la sua “Mimì” ideale, insieme ad un’affine spirito artistico. Cominciò così una fruttuosa collaborazione durata oltre vent’anni nel corso della quale l’artista iniziò a interpretare con grande giudizio ruoli più impegnativi, per esempio Otello, Requiem, Boccanegra di Verdi, o Manon Lescaut di Puccini, oppure Onegin di Čajkovskij e Adriana di Cilea. Al tempo stesso “Mimì” rimaneva il suo “cavallo di battaglia”.

Mirella Freni era nota per la sua disciplina vocale, unita alla sua capacità di rifiutare ruoli vocalmente compromettenti, come quando declinò l’invito di Karajan a interpretare il ruolo del titolo nella Turandot di Puccini. Grazie a ciò Mirella Freni raggiunse il quinto ed ultimo decennio della sua carriera con voce fresca e con il desiderio di ampliare il suo repertorio interpretando opere russe e veriste, come La Dama di picche e La pulzella d’Orleans di Čajkovskij, o Fedora di Giordano.

Mirella Freni ebbe la fortuna di esibirsi in numerose occasioni con i tenori Plácido Domingo e Luciano Pavarotti e con direttori come Claudio Abbado, Carlos Kleiber, James Levine, Riccardo Muti, Seiji Ozawa, Giuseppe Sinopoli e Herbert von Karajan, tra gli altri.  Un ricco repertorio di CD e di DVD restano a testimonianza della sua grande arte.

Il Metropolitan Opera ha reso onore a Mirella Freni con un Gala il 15 maggio 2005 con cui ha celebrato i suoi quarant’anni di collaborazione con il teatro e i cinquant’anni di carriera. L’evento fu anche l’occasione per dare l’inatteso annuncio del suo ritiro dalle scene.

Nei suoi ultimi anni Mirella Freni si è dedicata all’insegnamento, fino a quando l’avanzare della malattia le ha precluso la possibilità di condurre un’attività continuativa.
 

9 febbraio 2020

Continua a leggere

IL CARNEVALE 2020 DELLA FENICE

elisir-2

COMUNICATO STAMPA                                                                                            Venezia, febbraio  2020

La grande danza contemporanea con un balletto di John Neumeier dedicato a Eleonora Duse, il capolavoro buffo di Pergolesi, La serva padrona, e un gioiello del belcanto qual è L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti; ma anche una originale performance di prosa e musica ambientata nella Venezia di fine Settecento, intitolata Fantasmagorie. Vita, morte e miracoli di Pulcinella: è il ricco e divertente programma di spettacoli che saranno in scena al Teatro La Fenice, nelle Sale Apollinee del Teatro di Campo San Fantin e al Teatro Malibran nel periodo del carnevale di Venezia, da sabato 8 febbraio al martedì grasso 25 febbraio 2020.

            E il programma si arricchisce ancor di più con la seconda edizione del Carnival Cocktail, l’aperitivo accompagnato da dj set che si svolgerà nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice nei giorni più ‘caldi’ del carnevale in laguna: giovedì 20 febbraio e domenica 23 febbraio, dopo le recite dell’Elisir d’amore rispettivamente alle ore 19.00 e alle ore 17.00, il pubblico potrà brindare, in maschera, al ritmo della musica della consolle.

Nei primi giorni della festività carnevalesca, il Teatro La Fenice ospiterà un omaggio a Eleonora Duse firmato John Neumeier. Per le sue «fantasie coreografiche» del 2015, intitolate semplicemente Duse, Neumeier si è ispirato ad alcuni episodi della vita di questa leggendaria attrice, che tra fine Ottocento e primo Novecento influenzò celebrità disparate come Rainer Maria Rilke, Isadora Duncan, Arrigo Boito e Gabriele D’Annunzio. Incantato dal carisma artistico e professionale della Duse, dalla sua costante ricerca di un nuovo ideale teatrale e dai tanti suoi rapporti di odio/amore, Neumeier ha sviluppato una visione soggettiva della biografia di lei: rinunciando a un approccio documentaristico, ha inventato situazioni e immagini per evocare l’essenza di quella personalità unica. Così come è unica la personalità della sua interprete, Alessandra Ferri, che vestirà i panni della Duse in dialogo con i ballerini dell’Hamburg Ballett John Neumeier, mentre le musiche di Benjamin Britten e Arvo Pärt saranno eseguite dal vivo dall’Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Luciano Di Martino. Dopo il debutto nel 2015 ad Amburgo, Duse ha avuto moltissime repliche in tutta la Germania: quella al Teatro La Fenice – nei giorni 5, 6, 7, 8 e 9 febbraio 2020 – sarà la prima rappresentazione italiana in esclusiva. 

A stretto giro si succederanno poi due capolavori comici del teatro musicale, appartenenti a due diversissimi momenti della storia del melodramma. La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi debuttò nel 1733 al Teatro San Bartolomeo di Napoli come una coppia di intermezzi fra i tre atti del Prigionier superbo, un’opera seria dello stesso Pergolesi. La lieve trama utilizza due personaggi comici di lungo corso: il ricco Uberto (basso) è un maturo scapolo che vive da solo con la sua sfrontata cameriera Serpina (soprano) e col servitore Vespone (ruolo muto). Dopo una serie di intrighi e accesi contrasti ritratti in cinque arie e due duetti, Uberto acconsente infine a sposare Serpina. Fondandosi su analoghi lavori precedenti di Albinoni e di Hasse, Pergolesi e il suo librettista Gennarantonio Federico crearono un capolavoro in miniatura, un sempreverde che trionfa ancor oggi in tutti i teatri operistici del mondo. Lo spettacolo – che si avvarrà della regia di Francesco Bellotto e vedrà in buca l’Orchestra barocca del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia guidata dal primo violino concertatore Enrico Parizzi – è parte di Opera Giovani, il progetto realizzato dalla Fenice in collaborazione con il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia pensato per il pubblico delle scuole, delle famiglie e delle nuove generazioni. Tre le recite in programma al Teatro Malibran: il 13, 14 e 15 febbraio 2020.

L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani, debuttò invece al Teatro della Canobbiana di Milano il 12 maggio 1832. La sua partitura, ricolma di melodie incantevoli, è forse la più piacevole mai composta da Donizetti nel genere comico. Nel primo atto è degna di nota la vivacità nello sproloquio autopromozionale del ciarlatano dottor Dulcamara e nel suo duetto col povero ragazzo Nemorino, innamorato senza speranza di Adina, la capricciosa bella del villaggio. Pezzi forti del secondo atto sono il coro «Cantiamo, facciam brindisi», la barcarola «Io son ricco e tu sei bella», il quartetto «Dell’elisir mirabile», il duetto Adina-Dulcamara «Quanto amore», e infine la soave ballata di Nemorino «Una furtiva lagrima», cavallo di battaglia del repertorio tenorile. Lo spettacolo sarà in scena nell’allestimento firmato dal regista Bepi Morassi con le scene e i costumi di Gianmaurizio Fercioni, mentre l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice saranno guidati da Jader Bignamini. Nove le recite previste al Teatro La Fenice: il 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 23 e 25 febbraio 2020.

Infine, le Sale Apollinee del Teatro La Fenice ospiteranno la prima esecuzione assoluta dello spettacolo di teatro musicale Fantasmagorie. Vita, morte e miracoli di Pulcinella: liberamente ispirata alle opere del pittore veneziano Giandomenico Tiepolo, la pièce è ambientata nella Venezia di fine Settecento e ha come protagonista proprio il famoso e vecchio pittore, che si aggira per la città travestito da capocomico straccione, per offrire alla gente la sua creazione più incredibile e innovativa: le fantasmagorie, uno spettacolo di immagini dei suoi nuovi quadri che, prendendo realmente vita grazie a marchingegni ottici, musica d’opera e attori di Commedia dell’Arte, porteranno in vita la favolosa e bizzarrissima vita di Pulcinella, maschera napoletana, raccontata tramite le sue innumerevoli e tragicomiche morti. Lo spettacolo è un’idea di Michele Modesto Casarin, ed è realizzato con la sua regia su drammaturgia e liriche di Marco Gnaccolini, musiche originali di Alberto Maron e scene e costumi di Licia Lucchese. Ne saranno interpreti gli attori Susi Danesin, Claudio Colombo e Michele Modesto Casarin, i soprani Giuseppina Perna e Ilenia Tosatto e l’Ensemble Harmonia Prattica. Numerose le repliche nelle Sale Apollinee dei Teatro La Fenice: il 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 24 e 25 febbraio 2020.

Prezzi da 10 a 220 €. I biglietti Carnival Cocktail, comprensivi di spettacolo e cocktail, sono in vendita a partire da 160 € a persona; mentre per chi ha già il biglietto per L’elisir d’amore è possibile acquistare a parte il titolo di accesso al Carnival Cocktail pagando un supplemento di 100 €. Per informazioni e prenotazioni www.teatrolafenice.itcall center Hellovenezia +39 041 2424. 

Continua a leggere

CRESCE ULTERIORMENTE NEL 2020 IL NUMERO COMPLESSIVO DEGLI ABBONATI AL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Teatro_Comunale_Bologna

 

Si avvia alla conclusione la campagna abbonamenti 2020 del Teatro Comunale di Bologna, registrando dati particolarmente positivi rispetto sia al numero di abbonati sia all'incasso di biglietteria. Dal raffronto sul triennio 2018-2020 emerge che il totale complessivo di abbonati alle Stagioni d'Opera, Sinfonica e Danza supera il 30% di incremento, raggiungendo quota 4.100 circa, mentre sfiora un aumento del 40% l'introito di biglietteria.

Dopo l'importante crescita riscontrata già nel 2019 rispetto al 2018 (25% ca. in più di abbonati e di incasso), anche il 2020 conferma la tendenza positiva guadagnando sull'anno precedente un + 5% ca. di abbonati e un + 12% ca. di proventi.

Un dato particolarmente significativo riguarda gli abbonati alla Stagione Sinfonica 2020: sono 933, contro i 705 del 2019. Crescono ancora di oltre il 5% gli abbonamenti alla Stagione Danza, introdotti con successo nel 2019, mentre si confermano in linea con l'anno scorso quelli alla Stagione d'Opera.

Se nel 2018 l'incasso totale di biglietteria proveniente dalla vendita abbonamenti era di 1.102.000 euro, nel 2019 è stato di 1.376.000 euro e nel 2020 ha raggiunto quota 1.532.000 euro.

A questo si aggiunge una informazione sulla presenza di pubblico estremamente positiva: ha fatto registrare il tutto esaurito in ogni recita l'opera che ha appena inaugurato la Stagione in corso, il “Tristan und Isolde” di Richard Wagner co-prodotto con il Théâtre Royal de la Monnaie, nell'ideazione artistica di Ralf Pleger e di Alexander Polzin e con la direzione di Juraj Valčuha.

«Sono particolarmente soddisfatto di questo triennio di lavoro – dice il Sovrintendente del Teatro Comunale Fulvio Macciardi – nel quale abbiamo puntato su un modello gestionale volto a valorizzare al massimo le potenzialità del Teatro, coinvolgendo il pubblico con un cartellone di qualità attento al grande repertorio ma anche alle proposte più innovative. I risultati raggiunti sono una conferma che tenere alto il livello di efficienza, aumentare l'offerta e la produttività, senza perdere di vista la qualità, è la strada giusta da percorrere. Se riempire la sala con titoli come La traviata o La bohème è quasi una certezza, farlo con Tristano e Isotta è una sfida più difficile da conseguire e il risultato ottenuto testimonia come il pubblico si riveli, ancora una volta, di qualità e attento all'offerta artistica. Affrontiamo, quindi, le nuove sfide della Stagione 2020 partendo da questi dati positivi, sperando di continuare a suscitare grande interesse e partecipazione con le nostre proposte».

Questi risultati si inseriscono, inoltre, nel profondo lavoro di risanamento che il Teatro ha compiuto nell'ultimo quinquennio, sotto l'egida del Consiglio di Indirizzo composto da Fulvia De Colle, Chiara Galloni, Andrea Graziosi, Michele Trimarchi, e – con il recente ingresso del socio privato, in rappresentanza della Fondazione Carisbo – Gianluigi Magri, che formalmente chiude il proprio mandato a inizio febbraio.

 «Sono stati anni caratterizzati da scelte difficili – affermano i consiglieri – dettate da un forte senso di responsabilità verso il conseguimento del pareggio di bilancio strutturale dell'Ente, che il nostro Consiglio era tenuto a garantire. Un Consiglio volutamente sobrio e senza protagonismi, che per statuto, per composizione e per le modalità dinamiche e puntuali con cui è intervenuto nella vita e per l'interesse del Teatro, ha rappresentato un momento di forte discontinuità rispetto al passato. I risultati finalmente raggiunti sia dal punto di vista manageriale che reputazionale ripagano ogni sforzo e non possiamo che essere soddisfatti di lasciare a chi succederà, e a tutta la cittadinanza, un Teatro che oggi ha la possibilità di progettare in grande, poggiando su basi in continua evoluzione, ma solide».

 

 

Continua a leggere

Teatro Comunale di Bologna: i costumi di scena per la nuova mostra-mercato Opera Vintage, sabato 8 febbraio 2020

6yZeEUZw.jpeg

Comunicato stampa

I costumi di scena per la nuova mostra-mercato Opera Vintage al Comunale di Bologna 


In collaborazione con Confcommercio Ascom Bologna e Comune di Bologna

Sabato 8 febbraio 2020, dalle 10.00 alle 18.00


Bologna, Foyer Respighi del Teatro Comunale

Oltre 300 capi provenienti da costumi di scena storici e moderni selezionati dai magazzini del Teatro Comunale di Bologna saranno esposti e messi in vendita in occasione della nuova mostra-mercato “Opera Vintage”, in programma sabato 8 febbraio dalle 10 alle 18 nel Foyer Respighi, promossa in collaborazione con Confcommercio Ascom Bologna e con il Comune di Bologna.

La novità di questa edizione è la possibilità per l’acquirente di creare un proprio “outfit” composto da pezzi unici non riconducibili a specifici allestimenti. Tra i costumi in vendita appartenuti invece a opere liriche rappresentate nel teatro bolognese, che potranno così avere nuova vita indosso ad appassionati – anche come originale travestimento per il prossimo Carnevale – o nelle case di collezionisti, si segnalano quelli storici realizzati da Vera Marzot per l’Armida di Gioachino Rossini del 1993 con la regia di Luca Ronconi, ma anche creazioni più recenti come quelle firmate dal regista, scenografo e costumista Pier Luigi Pizzi nel 2008 per Der Vampyr di Heinrich Marschner. Spicca, fra i capi non acquistabili che si potranno esclusivamente ammirare nella mostra, la fiammeggiante casacca ideata da Pietro Zuffi e indossata da Luciano Pavarotti nel 1974 nei panni di Fernando nella Favorita di Gaetano Donizetti.

La mostra-mercato è a ingresso libero. Durante la manifestazione ai partecipanti sarà distribuita una cartolina promozionale che – se esibita presso la biglietteria del Teatro – darà la possibilità di ottenere uno sconto del 10% sull’acquisto di due biglietti per una delle recite della Cenerentola di Gioachino Rossini, in scena al Comunale dal 18 al 24 marzo 2020 con la direzione di Yi-Chen Lin e la regia di Emma Dante. 

Nella giornata di sabato 8 febbraio saranno inoltre previste le consuete visite guidate del Teatro Comunale con inizio la mattina alle ore 11.15 e 12.30 e il pomeriggio con inizio alle 15.30 e 16.30 (ingresso intero 8 euro, ridotto 5 euro Under 30): un’ulteriore opportunità per i più curiosi per scoprire e conoscere meglio il teatro d'opera bolognese.

Dopo l'appuntamento di febbraio, la successiva mostra-mercato di “pezzi unici” dai magazzini del Comunale si terrà il 3 ottobre 2020 sotto il portico del Teatro in Piazza Verdi.

31.01.2020

 

Sabato 8 febbraio, Teatro Comunale di Bologna

Opera Vintage

Dalle ore 10.00 alle ore 18.00

Mostra-mercato di costumi di scena del Teatro Comunale
Bologna | Teatro Comunale | Foyer Respighi
In collaborazione con Confcommercio Ascom Bologna e Comune di Bologna
Ingresso libero

Visite guidate

Mattina alle ore 11.15 e alle ore 12.30

Pomeriggio alle ore 15.30 e alle ore 16.30

Ingresso: intero 8 euro | ridotto 5 euro Under 30

Continua a leggere

Nuovo appuntamento per la Fondazione Haydn con Don Giovanni a Trento l'8 e il 9 febbraio

.

FONDAZIONE HAYDN DI BOLZANO E TRENTO

COMUNICATO STAMPA

Don Giovanni

 di Wolfgang Amadeus Mozart

regia di Cristina Pezzoli

Sabato 8 e domenica 9 febbraio

al Teatro Sociale di Trento

 

UN LIBERTINO ETERNO BAMBINO

La quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento propone al Teatro Sociale di Trento una rilettura “al femminile” dell’intramontabile mito del libertino mozartiano.

La quinta stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, dopo l’avvio bolzanino con il dittico Radames-Lohengrin, prosegue al Teatro Sociale di Trento, sabato 8 (ore 20) e domenica 9 febbraio (ore 17), con uno dei capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart: Don Giovanni. L’opera del genio salisburghese verrà proposta in un nuovo allestimento - coprodotto da Fondazione Haydn, Teatro di Pisa, Teatro Goldoni di Livorno e Teatro del Giglio di Lucca – che reca la firma della regista Cristina Pezzoli. L’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento sarà diretta nell’occasione da Francesco Pasqualetti. Scene e costumi di Giacomo Andrico. Luci di Valerio Alfieri. Coreografie di Arianna Benedetti. Corpo di ballo Nuovo Balletto di Toscana. Coro Ars Lyrica diretto da Marco Bargagna.

Il cast è formato da cantanti tra i migliori del panorama italiano: Daniele Antonangeli (Don Giovanni), Paolo Pecchioli (Il Commendatore), Sonia Ciani (Donna Anna), Raffaella Milanesi (Donna Elvira), Federica Livi (Zerlina), Diego Godoy (Don Ottavio), Nicola Ziccardi (Leporello), Francesco Vultaggio (Masetto).

Nella sua regia Cristina Pezzoli vede Don Giovanni da un’angolazione femminile, descrivendo il protagonista come un eterno bambino: “Penso che ogni donna possa facilmente riportare alla memoria i ‘dongiovanni’ con cui ha avuto a che fare e immagino cosa ci si potrebbe aspettare da una ‘lettura al femminile’ di Don Giovanni, ma io non sono inte­ressata a fare di quest’opera e di questo personaggio una lettura post femminista”  – spiega la regista – “Il Don Giovanni mozartiano esige di essere rappresentato con una maggiore complessità, sospendendo il giudizio morale sulle malefatte dell’empio, alla ricerca del suo nucleo fondativo profondo”. Don Giovanni diviene così “un personaggio mosso dal bisogno incessante di gioco e conoscenza, che prende tutto poco sul serio: la vita, le donne, Dio, la morte”. Un Circo Nero ospiterà immagini, visioni, numeri ludici dalla notte delle malefatte sino al momento della punizione divina.

Continua a leggere

Palla de’ Mozzi di Gino Marinuzzi, preziosa rarità musicale del 1932,inaugura la Stagione lirica e di balletto 2020 al Teatro Lirico di Cagliari

figurino per Palla de Mozzi figurino-per-Palla-de-Mozzi

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 31 gennaio alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2020 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione attesa dal numeroso pubblico che propone un ricco cartellone di opere e balletto. Nello specifico sono previste sette opere ed un balletto per i nove turni di abbonamento (oltre alle recite mattutine rivolte alle scuole), a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle sette opere sono: Palla de’ Mozzi, Pagliacci, West Side Story, La rondine, La Bohème, Luisa Miller, Aida ed il classico Spartacus per il balletto. Due saranno le nuove produzioni, alle quali va aggiunta un’importante acquisizione dal Teatro alla Scala di Milano.

Anche la Stagione 2020 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Verdi, Puccini e Leoncavallo. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta” e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia. Due infatti sono le novità assolute e riguardano le figure di Gino Marinuzzi, compositore da molti ritenuto anche uno dei più grandi direttori d’orchestra del Novecento, e di Leonard Bernstein, geniale compositore, pianista e direttore d’orchestra statunitense, uno dei musicisti più noti e amati della seconda metà del secolo scorso.

Continua a leggere

ASOLO MUSICA - Auditorio "lo Squero" - Stagione concertistica 2020 - Fondazione Giorgio Cini ­ Isola di San Giorgio Maggiore - Venezia

WEB_CARTOLINE_2020

ASOLO MUSICA - VENETO MUSICA

 

Anche per il 2020 lo Squero, affascinante sala da concerti che si affaccia sull'Isola di S. Giorgio Maggiore a Venezia, ospiterà  la quinta stagione di concerti, organizzata da Asolo Musica in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini, che si svolgerà dal 1 febbraio  al  12 dicembre 2020.

All'Auditorium Lo Squero, affascinante sala da concerti sorta nel luogo di un'antica officina per la riparazione delle gondole sull'Isola di S. Giorgio Maggiore a Venezia, prende le mosse il prossimo 1 febbraio 2020 fino a 12 dicembre 2020, la quinta stagione musicale realizzata da Asolo Musica in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini, il sostegno di Mibact e Regione Veneto e la partecipazione di Pro-Gest, Un'occasione straordinaria per godere della suggestione del luogo e per ascoltare alcuni dei migliori musicisti veneti in attività, oltre ad alcuni attesissimi ospiti stranieri.

Tutti i concerti avranno inizio alle 17.00.

Continua a leggere

LA STAGIONE D'OPERA DEL TEATRO PONCHIELLI SI CHIUDE CON L'HEURE ESPAGNOLE E GIANNI SCHICCHI

. Gianni-Schicchi_Umberto-Favretto

CS

Stagione d’Opera 2019-20

La Stagione d’Opera 2019.20 del Teatro Ponchielli si chiude con l’effervescente dittico composto da L’Heureespagnole di Maurice Ravel e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini. I due capolavori del repertorio comico del Novecento andranno in scena venerdì 17 gennaio (ore 20.30) e domenica 19 gennaio (ore 15.30), per la regia di Carmelo Rifici direttore artistico di LuganinScena e la direzione d’orchestra di Sergio Alapont, uno dei direttori di spicco della sua generazione.

Biglietteria del Teatro: aperta dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30, tel. 0372.022001 e 0372.022002.

Prezzi dei biglietti:

platea/palchi € 60 – galleria € 38 - loggione € 22.

Biglietti online sul sitowww.vivaticket.it

venerdì 17 gennaio, ore 20.30 (turno A)

domenica 19 gennaio, ore 15.30 (turno B)

Continua a leggere

In scena "Piacere, Rossini!" nel foyer del Teatro Lirico di Cagliari

. Massimiliano-Medda-foto-Priamo-Tolu

comunicato stampa

Con lo spettacolo Piacere, Rossini!,

che vede l’Orchestra del Teatro Lirico diretta da Cristiano Del Monte,

prosegue l’attività musicale dedicata alle scuole ed ai giovani

Martedì 14 e mercoledì 15 gennaio alle 11, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari, viene proposto nuovamente l’accattivante spettacolo, ideato per le scuole e per tutti i giovani, di introduzione ad alcune celeberrime opere liriche di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 - Parigi, 1868), indiscusso genio della storia della musica di tutti i tempi ed intitolato Piacere, Rossini!. Si tratta di un emozionante viaggio musicale che vede impegnata l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, diretta da Cristiano Del Monte, direttore musicale di palcoscenico della Fondazione cagliaritana che ha, con ampio successo, collaborato spesso nell’attività musicale rivolta soprattutto ai giovani e alle scuole, che eseguiranno alcune delle pagine più conosciute del grande pesarese. Nel ruolo di narratore, nelle vesti ovviamente di Rossini, si esibisce il comico cagliaritano Massimiliano Medda.

Il programma musicale prevede le popolarissime sinfonie delle seguenti opere: Il signor Bruschino, Semiramide, L’Italiana in Algeri, Tancredi, Il Barbiere di Siviglia.

Lo spettacolo ha una durata complessiva di circa 50 minuti.

Per informazioni: Servizio promozione culturale, telefono 0704082326; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

Continua a leggere

Domenica 19 gennaio ore 16,30 al Teatro Pergolesi di Jesi in scena l'operetta “L’Acqua Cheta” di Novelli/Pietri , con la Compagnia Gabrielli-Campagnoli 1930

lacqua-cheta

CS

Domenica 19 gennaio ore 16,30 al Teatro Pergolesi di Jesi va in scena “L’Acqua Cheta”, operetta in tre atti di Augusto Novelli e Giuseppe Pietri, con la Compagnia Gabrielli-Campagnoli 1930, la più antica compagnia di operette italiana.

“Le acque chete... rovinano i ponti”! È intorno a questo antico detto popolare toscano che si dipana la vicenda de “L’Acqua Cheta”, operetta in tre atti di Augusto Novelli e Giuseppe Pietri messa in scena per la prima volta il 27 novembre 1920 al Teatro Nazionale di Roma. “È nata l’operetta italiana”! fu il commento entusiasta di pubblico e critica, che ne decretarono il trionfo grazie alla fresca spontaneità della musica e della vicenda. In scena, le vicissitudini di una famiglia fiorentina movimentata dagli amoreggiamenti delle due graziose figlie, quindi una storia come tante, una storia “popolare”.

A rappresentarla domenica 19 gennaio alle 16.30 al Teatro Pergolesi di Jesi è la Compagnia Gabrielli-Campagnoli 1930, la più antica compagnia di operette italiana, che quest’anno festeggia il suo 90esimo anno di attività. La caratteristica principale della compagnia è mettere in scena le operette “come si faceva una volta”, con scenografie e costumi accurati, la presenza di un’orchestra e dando spazio ad una prosa frizzante, genuina e molto divertente.

Saliranno sul palcoscenico jesino 40 artisti, di cui 15 cantanti/attori, 8 ballerini e 17 coristi. Il Maestro Carlo Morganti dirige il “Time Machine Ensemble”, formazione nata per volontà di Casa Musicale Sonzogno e con il coinvolgimento della Fondazione Pergolesi Spontini, che coinvolge giovani solisti con l’obiettivo di realizzare progetti di riscoperta di grandi autori del Novecento o nuovi concept originali di spettacolo. Il Coro polifonico Vox Nova di Fabriano è diretto dal Maestro Alberto Signori. La regia è di Franco Bury, le coreografie sono di Elisabetta Corinaldi e Beatrice Strappa. In scena, Diego Santamarianova (Ulisse), Lilly Mugianesi (Rosa), Micaela Chiariotti (Anita), Lucia Chiatti (Ida), Gabriele Bernardini (Cecco), Maurizio Borri (Alfredo), Giovanni Sbergamo (Stinchi), Claudio Bartolucci (Asdrubale), Antonio Piccinini (Bigatti), Elena Schiavoni, Cristina Bimbo, Maria Luisa Violini (le vicine), Simone Sgalla (sposo), Gaia Borri (sposa), Luigi Tobaldi (padre della sposa). Nella compagnia di danza, sono Beatrice Strappa, Gabriele Gambini, Elisabetta Corinaldi, Mirco Compagnucci, Giorgia Giattini, Riccardo Tosi, Serena Tantucci, William Vernia.

.

Andando a scavare alle radici de “L’Acqua Cheta”, si scopre che l’operetta si sviluppa attorno alla trama di una commedia omonima scritta dal ventunenne fiorentino Augusto Novelli e andata in scena per la prima volta al Teatro Alfieri di Firenze nel 1908 riuscendo a tenere il cartellone per ben 44 sere e incassando 47.000 lire, davvero una bella somma per quei tempi.

Dopo 12 anni, attratto da questa fortunata commedia, il trentaquattrenne compositore elbano Giuseppe Pietri decise di musicarla con le sue vivaci melodie, pur temendo il fatto che il pubblico, abituato a vedere operette farcite di valzer, champagne e storie di “corna”, avrebbe potuto non apprezzare uno spettacolo dove si usa un linguaggio popolare e schietto, si balla il “trescone” e si beve solo del buon Chianti.

Invece l’operetta ebbe fin da subito un esito trionfale, tant’è che il celebre compositore Pietro Mascagni si spinse ad affermare che “L’acqua cheta” sarebbe stata in futuro l’operetta che sarebbe sopravvissuta alla morte dell’operetta. Oggi che “L’acqua cheta” viene ancora rappresentata, possiamo dire che Mascagni ebbe certamente ragione.

I biglietti per lo spettacolo al Teatro Pergolesi sono acquistabili presso la biglietteria del teatro (tel. 0731.206888 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) o su internet tramite il circuito VivaTicket (www.vivaticket.it).

Platea e palchi centrali € 20, palchi semi-centrali e laterali € 15 (ingresso solo platea e palchi di I ordine).

Continua a leggere

GABRIELE MUCCINO regista di Cavalleria rusticana e Pagliacci nella nuova produzione inaugurale del Festival lirico 2020 all’Arena di Verona

. Muccino-by-Fabrizio-De-Blasio--Photomovie

Gabriele Muccino regista di Cavalleria rusticana e Pagliacci

nella nuova produzione inaugurale del Festival lirico 2020

all’Arena di Verona

Pluripremiato regista di fama mondiale, tra i pochi italiani della sua generazione che ha saputo unire Cinecittà ad Hollywood in nome di importanti successi internazionali, Gabriele Muccino debutterà su uno dei palchi più emozionanti e prestigiosi del mondo nella regia d’opera di Cavalleria rusticana e Pagliacci,  dittico inaugurale del Festival 2020 all’Arena di Verona.

Debutto a sorpresa sul più grande palcoscenico d’opera del mondo per Gabriele Muccino, nome di punta del cinema internazionale, regista e sceneggiatore di successo, attento e sensibile interprete dell’Italia di oggi, a cui ha sempre saputo dare eco globale senza intaccarne l’autenticità. Dunque cifra stilistica perfetta per rileggere la passionalità del verismo italiano e tradurla nel migliore dei modi al grande pubblico internazionale, che ogni anno affolla da tutto il mondo le antiche pietre areniane.

Gabriele Muccino si troverà inoltre a dirigere più cast di primissimo piano nella sapiente alternanza di star del bel canto che la Fondazione sta pianificando, a partire dalla coppia Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak, già annunciati per la serata di gala di Cavalleria e Pagliacci dell’8 agosto, in una continua ricerca di grandi voci che abbiano anche quelle doti attoriali che il teatro d’opera oggi richiede ai propri interpreti e che di certo la creatività di Muccino saprà sfruttare al meglio.

Dunque una stagione che dopo aver riportato le grandi voci al centro della scena, riprende il lavoro di ricerca sulla regia, accostando alle produzioni indimenticabili di Franco Zeffirelli, Gianfranco de Bosio, Hugo de Ana, Arnaud Bernard, che costituiscono il patrimonio storico della Fondazione, una nuova e inattesa sorpresa che saprà esaltare il connubio areniano di tradizione, spettacolare bellezza e modernità di approccio psicologico al dittico verista.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena si dichiara dunque molto soddisfatta di questo nuovo passo in avanti verso un 2020 che ha iniziato solo ora a dipanare le sue sorprese: «Gli allestimenti di Arena sono davvero il nostro patrimonio, perché a differenza di altri teatri, diventano il cuore delle nostre stagioni, un appuntamento imprescindibile per il nostro pubblico che ancora le cerca a distanza di anni, un tesoro di bellezza che parla dell’Italia nel mondo creando ogni anno un affascinante dialogo tra contemporaneità e tradizione, che costituisce uno degli elementi distintivi di Fondazione Arena. Gabriele Muccino è perfetto in Cavalleria e Pagliacci, titoli in cui l’approccio intimista e di scavo psicologico deve venir sottolineato pur nella dimensione spettacolare del nostro palco. Una nuova avventura per noi e per lui, nella consapevolezza che ciò che si fa in Arena rimarrà negli anni a venire ed è un progetto per il futuro: di certo un incentivo in più per un regista di spicco come lui».

Continua a leggere

Violanta di Korngold. La prima assoluta italiana è al Regio di Torino, dirige Steinberg

Kremer-----Nagele

Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020

VIOLANTA

 

Pinchas Steinberg dirige Orchestra e Coro del Regio

per la prima esecuzione in Italia dell’opera di Korngold

Nuovo allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi

 

Teatro Regio, martedì 21 gennaio 2020 ore 20

 

Martedì 21 gennaio, alle ore 20, il Regio presenta in prima assoluta italiana l’opera in un atto unico Violanta di Erich Wolfgang Korngold. Pinchas Steinberg è alla guida dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio, quest’ultimo istruito da Andrea Secchi. Pier Luigi Pizzi firma regia, scene e costumi del nuovo allestimento. Violanta è Annemarie Kremer, Simone Trovai è interpretato da Michael Kupfer-Radecky, Alfonso Norman Reinhardt, Peter Sonn è Giovanni Bracca, Soula Parassidis è Bice, Anna Maria Chiuri è Barbara, Joan Folqué è Matteo, Cristiano Olivieri e Gabriel Alexander Wernick sono due soldati, Eugenia Braynova e Claudia De Pian due ancelle. Carlo Caputo è maestro al fortepiano.

Continua a leggere

ORCHESTRA RAI: IL DEBUTTO DI DANIELE GATTI CON LA NONA DI MAHLER

Daniele-Gatti

Giovedì 9 gennaio all’Auditorium Rai di Torino con diretta su Radio3 e in Euroradio

Replica venerdì 10 gennaio

Il concerto sarà trasmesso su Rai5 il 12 marzo 2020 alle 21.15

Comunicato stampa

L’addio poderoso e struggente di Mahler alla vita e alla musica affidato a un grande direttore italiano. Debutta sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai con la Nona Sinfonia del sommo compositore boemo Daniele Gatti, Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma e dell’Orchestra Mozart, nonché Consulente artistico della Mahler Chamber Orchestra. Il concerto è in programma giovedì 9 gennaio alle 20.30 (turno rosso) all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, in diretta su Radio3 e nel circuito Euroradio, con replica venerdì 10 gennaio alle 20 (turno blu). Sarà anche trasmesso da Rai Cultura sul suo canale Rai5 giovedì 12 marzo alle 21.15.

Continua a leggere

La Filarmonica Toscanini per l'apertura di Parma Capitale della Cultura Italiana 2020 con la prima assoluta dei 24 Capricci per violino e orchestra di Paganini-Molinelli

image001

Comunicato stampa

Con una prima assoluta dei 24 Capricci di Paganini

per violino e orchestra sinfonica realizzata

da Roberto Molinelli, la Toscanini inaugura

ParmaCapitaledella Cultura Italiana 2020.

Diversi i motivi dellascelta:

dai 200 anni dalla prima edizioneastampa dell’opera,

al ricordo del compositore chiamato a Parma daMaria Luigia

Sabato 11 ottobre 2020, Auditorium Paganini, ore 21

Filarmonica Arturo Toscanini

Roberto Molinelli direttore, YuriRevich violino

 

Una prima assoluta, un evento unico per l’inaugurazione di ParmaCapitale della Cultura Italiana 2020 da parte della Toscanini che ha messo tutto il suo impegno per onorare sia la circostanza, sia il prestigioso titolo conferito alla città dove lavora, sia il tema che le ha permesso di raggiugere l’obiettivo riguardante la cultura concepita come benessere per la comunità.

Oltre a ciò,tenendo conto della spettacolarità dell’evento,per il concerto di sabato 11 gennaio ha pensato di coinvolgere un compositore italianissimo del passato,qual è Niccolò Paganini, e uno di oggi:Roberto Molinelli di formazione classica(è violista) ma eccezionalmente versatile. Una peculiarità chepermette a quest’ultimo di affrontare progetti e percorsi arditi come orchestrare i 24 Capricci per violino solo op.1 del compositore genovese.Ecco quel è il programma di sabato con Roberto Molinelliin veste anche di direttore d’orchestra alla guida della Filarmonica Arturo Toscanini, mentre Yuri Revichcon il suo Stradivari del 1709 (prestito della Goh Family Foundation), sarà il solista impegnato a suonare i 24 funambolici pezzi nellanuovaversione:Capricci sinfonici per violino e orchestra;l’appuntamento è per le ore 21nell’Auditoriumintitolato a Paganini.

Diplomato al Conservatorio di Mosca e a Vienna studiando con Galina Turchaninova, Viktor Pikaizen e Pavel Vernikov, Yury Revich haricevuto il primo premio al Concorso Internazionale di violino "Virtuosi del 21 ° secolo" a Mosca; è stato giovane artista dell'anno 2015 dall'International Classical Music Awards  e l’anno successivo con il premio ECHO Klassik è stato "Nuovo arrivato dell'anno (violino)"

Un’ulteriore circostanza ha spinto La Toscanini a proporre i Capricci di Paganini per l’inaugurazione di Parma 2020:i duecento anni dalla loro pubblicazione che ricorrono nel 2020. Per una volta non si pone al centro l’autore e non è un caso. Come è noto, il cammino artistico in generale è punteggiato di opere-manifesto, creazioni paradigmatiche frutto anche di un gesto di sfida e che, nel suscitare stupore, segnano un nuovo passo dal quale scaturiscono rinnovate idee, emozioni e riflessioni. Tra queste si collocano i Capricci paganiniani in cui il virtuosismo strumentale, collegato alla pura esibizione di abilità, tocca vette mai raggiunte prima.

Il concerto celebra questo lavoro per la cui versione con orchestra sinfonica, Molinelli ha messo in campo la sua profonda conoscenza di tecniche, stili, forme coniugandola ad un istinto che lo porta a “giocare” – inteso nel senso di anglosassone di play- con la musica contaminandola sapientemente con se stessa.

 «Quando nel 1820 Paganini li pubblicò, li aveva raccolti in tre volumi: i primi sei, poi gli altri sei, e successivamente i dodici rimanenti, e così ho impostato il mio lavoro. – spiega Roberto Molinelli a proposito del lavoro con l’orchestra sui Capricci di Paganini-.Alla base vi è la sfida lanciata dai Capricci all’esecutore che ho raccolto nell’orchestrarli, lasciando intonsa la scrittura paganiniana.  Maa mia volta ho osato, facendo assumere all'orchestra un ruolo spesso da co-protagonista assieme al solista. Quindi ho osato ancora collegando i Capricci attraverso deiponti solamente orchestrali che fungono da raccordo, dando a tutta la composizione la forma di una lunga suite da concerto per violino e orchestra.»

Il concerto è un ulteriore omaggio alla storia di Parma, citta legatissima a Paganini, al di là del fatto che sia sepolto al cimitero della Villetta. Amico del conte Stefano Sanvitale, nel 1834 fu convocato alla corte di Maria Luigia, dopo che si era esibito in occasione del suo compleanno, per la riorganizzazione della Ducale Orchestra di Corte. Piacevolissime sono le testimoniane che ci restano di quel periodo a prova della rigogliosa e vivace attività culturale di Parma che trovava proprio nell’orchestra uno dei suoi punti fermi.“Passati agli esami vari professori di violino ed avendoli trovati privi d’orecchio sono stati esclusi dalla Ducale orchestra e dal teatro sette individui”, si legge da una lettera di Paganini.E ancora: “L’orchestra sebbene non ancora completa, a quest’ora è la migliore d’Italia.”

L’attività concertistica della Toscanini è resa possibile dal contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Fondazione Cariparma, Fondazione Monte Parma. Barilla è main sponsor de La Toscanini. CePIM spa è partner istituzionale della Fondazione Arturo Toscanini; main sponsor del concerto è Cavalieri & Amoretti Srl.

Continua a leggere

Vicenza in Lirica si prepara al Festival 2020 dopo i successi del 2019

VIL_diavolessa_cast_ph_BEATRICE-MILOCCO_2019

Comunicato stampa

Ne parla Andrea Castello, direttore artistico del festival, che tornerà all’Olimpico dal 29 agosto all’8 settembre (ma non solo)

Con un nuovo anno appena iniziato, bilanci e progetti sul tavolo anche per il festival Vicenza in Lirica, già al lavoro sulla sua ottava edizione: “Andremo in scena - annuncia il direttore artistico, Andrea Castello – dal 29 agosto all’8 settembre e come protagonista avremo Antonio Vivaldi: ma naturalmente, nel nostro stile, non il ‘solito’ Vivaldi, ma pagine poco note del ‘prete rosso’ con allestimenti appositamente creati per l’Olimpico, come è giusto che sia per un festival al tempo stesso di respiro internazionale e orgogliosamente vicentino”.

Ma c’è di più: “Se il festival vero e proprio si svolgerà fra agosto e settembre – prosegue – le sue proposte si moltiplicheranno: già a marzo avremo quattro conferenze dedicate alle donne nella lirica, anche in collegamento con la mostra Ritratto di Donna allestita in Basilica Palladiana. E ancora, oltre ai consueti appuntamenti pasquali di aprile, abbiamo programmato per giugno uno speciale pre-festival, che si concluderà il 21, Festa Europea della Musica. Inoltre, come sempre, grande attenzione riservata ai giovani artisti e alla cultura, così come alla solidarietà sociale”.

Continua a leggere

La Fondazione Haydn di Bolzano torna con la stagione d'Opera 2020: Radames di Eotvos e Lohengrin di Sciarrino il18 e 19 gennaio

.

COMUNICATO STAMPA

Stagione d’Opera 2020

della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento 

Radames

 di Peter Eotvos

Prima nazionale

Lohengrin

di Salvatore Sciarrino

Sabato 18 e domenica 19 gennaio

al Teatro Comunale di Bolzano

 

DRAMMA E SATIRA NEL SOLCO DI AIDA E LOHENGRIN

La quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento prende avvio il 18 e 19 gennaio con due opere brevi della fine del secolo scorso che uniscono dramma e satira, riferendosi ad altrettanti caposaldi della letteratura operistica.

Angel or Demon è il titolo dato dal Direttore Artistico Matthias Lošek alla quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, a simboleggiare la dualità di personalità e sentimenti che coabitano sia nell’opera che nella vita.

Si comincia sabato 18 (ore 20) e domenica 19 gennaio (ore 17) al Teatro Comunale di Bolzano con un dittico che, nell’unire dramma e satira, accosta due brevi opere cameristiche scritte sul finire del secolo scorso da due compositori tra i più significativi del panorama musicale di oggi: Radames dell’ungherese Péter Eötvös e Lohengrin di Salvatore Sciarrino. Entrambe le opere reinterpretano i soggetti di altrettanti pilastri del repertorio lirico tradizionale e sono contraddistinte dalla presenza in scena di un solo protagonista alla volta. Tutte e due sono coprodotte da Fondazione Haydn e Theater Orchester Biel Solothurn. A dirigere l’Orchestra Haydn sarà Yannis Pouspourikas. Regia di Bruno Berger-Gorski. Scenografia e costumi di Dirk Hofacker. Luci di Samuele D’Amico. Le due rappresentazioni saranno precedute, un’ora prima dell’inizio degli spettacoli, dai consueti appuntamenti introduttivi.

Radames, rappresentata per la prima volta nel 1976 e ora in scena a Bolzano in prima italiana, racconta le prove dell'Aida di Verdi in un teatro d’opera che versa in situazione di difficoltà economiche: poiché quasi l’intero gruppo di lavoro è stato licenziato, la produzione ha solo un cantante, un contro-tenore che deve interpretare sia la parte di Radames che di Aida. A dirigerlo sono però ben tre registi: per loro i soldi ci sono. L’esito è catastrofico. Singole scene si alternano senza senso e alla fine il cantante, sottoposto alle pressioni dei registi, collassa. Radames è un’opera bizzarra e comica, che deve essere letta come una critica al mondo stesso del teatro. Con Radames Eötvös porta infatti n scena una parodia della pratica esecutiva operistica e una caricatura in chiave satirico-assurda del teatro contemporaneo e della cultura in generale, costretti a tagli e misure di risparmio. Dal punto di vista musicale contrappone i suoni atonali dell’Ensemble al canto parlato (Sprechgesang) dei tre registi e alle arie melodiche del controtenore, il quale interpreta esclusivamente passaggi tratti dalla parte del tenore di Radames e dalla parte del soprano di Aida.

Sul palcoscenico del Teatro Comunale di Bolzano si alterneranno: Rafał Tomkiewicz (Radames), Celine Steudler (regista d’opera), Konstantin Nazlamov (regista di teatro), Javid Samadov (regista di film).

Andato in scena per la prima volta nel 1984 a Catanzaro con il sottotitolo “Azione invisibile per solista, strumenti e voci”, Lohengrin di Salvatore Sciarrino è un dramma psicologico che si basa sul racconto Moralités légendaires (1887) del simbolista Jules Laforgue. Il ruolo principale è affidato a Elsa, una vergine accusata ingiustamente di impurezza. Elsa canta e si lascia andare sempre più alla pazzia, tra visioni infantili, paura e crescente erotismo. Tutto ciò che si vede sul palcoscenico avviene nella sua mente: poco a poco Elsa va alla deriva, verso un mondo folle e stravagante che la aiuta a sfuggire alle circostanze reali dell’internamento in un sanatorio. Sfarfallii e scintille nelle note altissime creano un’atmosfera surreale, da sogno, su cui Elsa parla, sussurra, canta e recita esprimendo la sua disperazione e la sua follia. E Lohengrin, proprio come Aida in Radames, è il grande assente nell’opera di Sciarrino.

A Bolzano il ruolo di Elsa è interpretato da Celine Steudler. Altri interpreti: Konstantin NazlamovSalvador PerezJavid SamadovRafał Tomkiewicz.

Nato nel 1944, Péter Eötvös è considerato uno dei compositori operistici di maggior successo del XX secolo. Nelle sue opere, Eötvös solleva i quesiti esistenziali dell’uomo, trovandoo inventando, le risposte musicalmente più incisive e travolgenti. Attivo anche come direttore d’orchestra e di ensemble, ha composto lavori per il teatro e per il cinema, musica strumentale, sinfonica e da camera, ed elettronica.

Nato a Palermo nel 1947, Salvatore Sciarrino è un maestro del “pianissimo” e nelle sue opere sviluppa intrecci di suoni cangianti dall’effetto fragile, al limite della percezione. Le sue opere di teatro musicale si basano di regola su libretti scritti da lui stesso. Oltre a lavori operistici, ha composto numerosissime pagine sinfoniche e da camera, nonché pezzi di musica elettronic.

Continua a leggere

RAI E TEATRO LA FENICE DI NUOVO INSIEME PER IL CONCERTO DI CAPODANNO E DAL PRIMO GENNAIO ATTIVO NUMERO A SOSTEGNO DEL TEATRO

Foto Crosera

COMUNICATO STAMPA                                                                    

Il Concerto di Capodanno al Teatro La Fenice

diretto da Myung-Whun Chung.

Dall’1 al 5 gennaio 2020, attivo il numero solidale 45505 solo da TIM e Coop-Voce per donazioni al Teatro La Fenice gravemente danneggiato dall’acqua grande del 12 novembre. Per tutti sarà inoltre possibile donare tramite bonifico e avvalersi delle agevolazioni Art Bonus

La Fenice e la Rai saranno ancora una volta insieme per festeggiare con tutti gli italiani l’arrivo del nuovo anno. Grazie alla preziosa collaborazione tra il Teatro veneziano e Rai Cultura, l’omaggio al melodramma offerto dalla diciassettesima edizione del Concerto di Capodanno sarà infatti trasmesso in diretta da Rai1 mercoledì 1 gennaio 2020 a partire dalle ore 12.20: Myung-Whun Chung dirigerà l’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice – quest’ultimo preparato da Claudio Marino Moretti – affiancato dal soprano Francesca Dotto, il tenore Francesco Demuro, il baritono Luca Salsi e il contralto Valeria Girardello.

La trasmissione Rai quest’anno inizierà con il «Sanctus» dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi: proprio il Requiem, il suo capolavoro di musica sacra, Verdi volle fortemente che venisse eseguito al Teatro alla Scala di Milano nel 1879, in una rappresentazione di beneficenza per aiutare le vittime dell’alluvione che quell'anno aveva devastato vaste aree del Nord Italia. Verdi rimase più volte profondamente scosso dalle tragedie e dai disagi causati da catastrofi naturali: in questi difficili momenti, era il più fervido sostenitore di iniziative di solidarietà in favore delle popolazioni colpite e numerosi furono gli interventi che egli stesso mise in atto per offrire aiuti concreti. Per questo la Fenice ha deciso di aprire la diretta televisiva con il «Sanctus», ricordando la possibilità di sostenere il Teatro, gravemente danneggiato dall’acqua granda dello scorso 12 novembre, attraverso il ‘classico’ canale dell’Art Bonus, oppure con donazioni tramite il numero solidale 45505 attivo solamente dall’1 al 5 gennaio 2020: il valore della donazione sarà di 2 € per ciascun sms inviato da cellulari tim e Coop Voce; di 5 e 10 € da rete fissa tim.

Dopo il «Sanctus», il programma musicale del concerto proseguirà poi con una sequenza di arie, duetti e passi corali dal repertorio operistico più amato: pagine pucciniane e verdiane di grande popolarità come l’aria di Musetta «Quando me ’n vo» e il duetto «O Mimì tu più non torni» dalla Bohème, l’aria di Calaf «Nessun dorma» dalla Turandot, la cabaletta di Violetta «Sempre libera degg’io» dalla Traviata, l’invettiva di Rigoletto «Cortigiana, vil razza dannata» e il quartetto «Bella figlia dell’amore» si alterneranno a due momenti orchestrali intensi e brillanti: l’Amarcord Suite di Nino Rota nell’arrangiamento di William Ross e il Can can dall’operetta Orphée aux Enfers di Jacques Offenbach. Come gran finale, rispettando una ormai collaudata tradizione, tre capisaldi del patrimonio musicale italiano: il coro «Va’ pensiero sull’ali dorate» dal Nabucco e il festoso brindisi «Libiam ne’ lieti calici» dalla Traviata di Verdi, intervallati dal finale dellaTurandot di Puccini «O padre augusto».

La musica del Concerto sarà punteggiata da alcuni momenti danzati, interpretati dai ballerini del Corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli e da due grandi stelle del Teatro Bol'šoj di Mosca: Olga Smirnova e Jacopo Tissi, il primo e unico italiano del balletto russo. Le coreografie, firmate da Giuseppe Picone, direttore della compagnia di ballo del Lirico napoletano, sono state registrate in diverse location lagunari: nella spiaggia dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia e in uno dei saloni di Palazzo Pisani Moretta affacciato sul Canal Grande, dove sono esposte alcune opere di Giambattista Tiepolo.

Di grande portata sarà l’attenzione mediatica nazionale e internazionale dedicata al Concerto di Capodanno: Rai Cultura trasmetterà la seconda parte della recita di mercoledì 1 gennaio in diretta a partire dalle 12.20 su Rai1 e in differita alle ore 18.30 su Rai5. La regia televisiva sarà di Fabrizio Guttuso. Il Concerto di Capodanno sarà poi trasmesso in differita, in versione integrale, mercoledì 1 gennaio alle ore 20.30 su Rai Radio3 e giovedì 20 febbraio 2020 ore 21.15 su Rai5. Inoltre, grazie alla collaborazione con Arte e wdr, anche questa nuova edizione del Concerto sarà trasmessa live in moltissimi Paesi europei – in Francia, Germania e nei Paesi di lingua francese e tedesca – e fino inCorea. Nel 2020 l’evento sarà infine ripreso in differita in Giappone, negli Emirati Arabi Uniti e in Cina.

Il Concerto di Capodanno sarà altamente social-friendly: con l’hashtag #capodannofenice, i follower di Twitter saranno coinvolti nel live twitting dalla mattinata di mercoledì 1 gennaio 2020 fino al termine della diretta Rai.

Per il pubblico che avrà la possibilità di assistere ai Concerti di Capodanno in Fenice, le repliche sono in programma lunedì 30 dicembre ore 17.00 e martedì 31 dicembre ore 16.00; lo spettacolo di mercoledì 1 gennaio 2020 avrà inizio alle ore 11.15: nella prima parte, esclusivamente orchestrale, verrà eseguitala Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Antonín Dvořák.

Il Concerto di Capodanno 2019-2020 è coprodotto dalla Fondazione Teatro La Fenice di Venezia e da Rai Cultura. Main partner Intesa Sanpaolo.

Continua a leggere

Venerdì 29 dicembre al Teatro La Fenice il primo dei concerti di Capodanno

capodanno-foto-chung

comunicato stampa.           Venezia, 27 dicembre 2019

È in programma dopodomani, venerdì 29 dicembre 2019, il primo dei Concerto di Capodanno diretti da Myung-Whun Chung. Nella diciassettesima edizione del prestigioso appuntamento lirico-sinfonico veneziano, il pluripremiato maestro coreano sarà alla testa dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice – quest’ultimo preparato da Claudio Marino Moretti – affiancato da solisti di punta della scena lirica contemporanea: il soprano Francesca Dotto, il tenore Francesco Demuro, il baritono Luca Salsi e il contralto Valeria Girardello. Il programma musicale si comporrà di due parti: una prima esclusivamente orchestrale con l’esecuzione della Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Antonín Dvořák, e una seconda parte che verrà aperta dal «Sanctus» dal  Requiem di Verdi per poi proporre una carrellata di arie, duetti e passi corali dal repertorio operistico più amato. Pagine pucciniane e verdiane di grande popolarità come l’aria di Musetta «Quando me ’n vo» e il duetto «O Mimì tu più non torni» dalla Bohème, l’aria di Calaf «Nessun dorma» dalla Turandot, la cabaletta di Violetta «Sempre libera degg’io» dalla Traviata, l’invettiva di Rigoletto «Cortigiana, vil razza dannata» e il quartetto «Bella figlia dell’amore» si alterneranno a due momenti orchestrali intensi e brillanti: l’Amarcord Suite di Nino Rota nell’arrangiamento di William Ross e il Can candall’operetta Orphée aux Enfers di Jacques Offenbach. Come gran finale, tre capisaldi del patrimonio musicale italiano: il coro «Va’ pensiero sull’ali dorate» dal Nabucco e il festoso brindisi «Libiam ne’ lieti calici» dalla Traviata di Verdi, intervallati dal finale dellaTurandot di Puccini «O padre augusto».

Di grande portata sarà l’attenzione mediatica nazionale e internazionale dedicata al Concerto di Capodanno diretto, per il terzo anno consecutivo, da Chung: Rai Cultura trasmetterà la seconda parte della recita di mercoledì 1 gennaio in diretta a partire dalle 12.20 su Rai1 e in differita alle ore 18.30 su Rai5. La regia televisiva sarà di Fabrizio Guttuso. Il Concerto di Capodanno sarà poi trasmesso in differita, in versione integrale, mercoledì 1 gennaio alle ore 20.30 su Rai Radio3 e giovedì 20 febbraio 2020 ore 21.15 su Rai5. Inoltre, grazie alla collaborazione con Arte e wdr, anche questa nuova edizione del Concerto sarà trasmessa live in moltissimi Paesi europei – in Francia, Germania e nei Paesi di lingua francese e tedesca – e fino in Corea. Nel 2020 l’evento sarà infine ripreso in differita in Giappone, negli Emirati Arabi Uniti e in Cina.

Continua a leggere

CONLON DIRIGE LO SCHIACCIANOCI NEL CONCERTO DI NATALE DELL' ORCHESTRA RAI:

fC121dSp

CS

Sabato 21 dicembre all’Auditorium Rai di Torino con diretta su Radio3 e in Euroradio

Domenica 22 dicembre a “Classica per tutti” 

Una fiaba senza tempo per viaggiare nel regno della fantasia e celebrare l’arrivo delle festività natalizie con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il suo Direttore principale James Conlon. È Lo schiaccianoci, ispirato a un racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann e trasformato dalla musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij in uno dei balletti più celebri al mondo, al centro del tradizionale Concerto di Natale in programma sabato 21 dicembre alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con diretta su Radio3 e nel circuito Euroradio. Dopo il successo dello scorso anno sempre per il Concerto di Natale, Conlon ripropone in forma di concerto la partitura integrale del balletto in due atti con cui il compositore russo si congedò dal genere nel 1892, appena un anno prima della morte. 

L’idea per Lo schiaccianoci, rappresentato trionfalmente al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo con le coreografie di Marius Petipa e Lev Ivanov, fu suggerita a Čajkovskij da un racconto di Alexandre Dumas padre intitolato Histoire d’un casse-noisette (Storia di uno schiaccianoci), che riprende a sua volta una fiaba di Hoffmann, Nussknacker und Mausekönig (Schiaccianoci e il re dei topi), pubblicata nel 1816. Il balletto conserva la medesima opposizione tra la sfera onirica e quella del reale che caratterizza la favola. Durante la vigilia di Natale in casa del signor Stahlbaum arriva un amico, il signor Drosselmeyer, carico di doni. Alla piccola Clara viene regalato uno schiaccianoci a forma di soldatino. Nei sogni della bambina sarà il principe azzurro ma prima che scocchi l’ora del lieto fine ci saranno molte avventure da affrontare. Due grandi valzer, quello dei Fiocchi di neve alla fine del primo atto e quello dei Fiori nel finale, racchiudono in modo ammirevole un classico del balletto il cui fascino intramontabile non ha mai smesso di far sognare grandi e piccini.  

Il Direttore principale James Conlon tornerà protagonista sul podio dell’Orchestra Rai con il secondo atto dello Schiaccianoci nel terzo appuntamento del ciclo “Classica per tutti”, in programma domenica 22 dicembre alle 16 all’Auditorium Rai di Torino. Il concerto è rivolto ai giovani, ai giovanissimi e alle famiglie che intendano avvicinarsi alla musica classica. Un viaggio fra le pagine più effervescenti e gioiose del celebre balletto, con la sua magica atmosfera da fiaba natalizia. 

Per il Concerto di Natale le poltrone numerate da 15 a 10 euro (ridotto abbonati e giovani Under 35) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai.

I biglietti del concerto pomeridiano di “Classica per tutti” sono proposti al prezzo di 10 euro per gli adulti e 5 euro per gli Under 35.  Informazioni: 011.8104653 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.osn.rai.it

Continua a leggere

EZIO BOSSO DIRIGE BEETHOVEN PER L'ULTIMO CONCERTO DEL 2019 DELL' ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA

.

CS

sabato 21 dicembre ore 20.30 – domenica 22 ore 20.30
Stagione Sinfonica – Concerto fuori abbonamento
Sala Santa Cecilia - Auditorium Parco della Musica

 EZIO BOSSO

IL MIO BEETHOVEN

Per l’ultimo appuntamento del 2019 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sabato 21 dicembre e domenica 22 ore 20.30 (Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica) Ezio Bosso ritorna sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per dirigere due delle sinfonie più conosciute del genio di Bonn: la Sinfonia n. 5 e la Sinfonia n. 7, che faranno da preludio alle celebrazioni nel 2020 per i 250 anni dalla nascita del compositore.

Ezio Bosso, compositore e direttore d’orchestra, ma anche divulgatore e uomo di profonda etica e spessore intellettuale, ha anche il merito di aver riportato la grande musica classica in tv, in prima serata, con il fortunato “Che storia è la musica” (Rai 3) in cui ha affrontato due grandi sinfonie, Quinta e Settima, alla testa della Europe Philharmonic Orchestra, offrendo spunti di riflessione e approfondimento nuovi e interessanti. Bosso ha debuttato a Santa Cecilia nel 2017 proprio con la Settima di Beethoven, invece nel 2018 ha diretto la sua Sinfonia n. 1 “Oceans” e la Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo” di Dvořák.

La Quinta sinfonia di Beethoven, che aprirà il concerto, include probabilmente l'incipit più noto della storia della musica. I primi appunti sulla Quinta risalgono a un periodo compreso tra il 1802 e il 1804 e già allora nella mente di Beethoven era chiaro il celebre attacco, anche se la Sinfonia fu poi completata nel 1808, eseguita la prima volta in un concerto, diretto dallo stesso autore, il 22 dicembre dello stesso anno al Teatro an der Wien, dove pubblico e critici non poterono mancare di esprimere ammirazione per la vivacità e l’energia che percorre l'opera e traspare sin dal tema iniziale. Con la Settima Sinfonia Beethoven persegue le idee di «armonia e gioia», alle quali giunge con consapevolezza dopo gli impeti bellicosi della Quinta. Richard Wagner definì la Settima come “l'apoteosi della danza. È la danza nella sua massima essenza, l'azione del corpo tradotta in suoni per così dire ideali”.

 

Sala Santa Cecilia – Auditorium Parco della Musica
Concerto fuori abbonamento
Sabato 21 dicembre ore 20.30  – domenica 22 ore 20.30
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Ezio Bosso direttore
 
Beethoven Sinfonia n. 5
                   Sinfonia n. 7

Biglietti da 19 a 52 €  (Under30 sconto del 25%)

I biglietti possono essere acquistati presso:

Botteghino Auditorium Parco della Musica

Viale Pietro De Coubertin Infoline: tel. 068082058

Botteghino Via Vittoria 6 (adiacente Via del Corso, Roma)

solo tramite carta di credito o bancomat

dal lunedì al venerdì ore 11-19, sabato dalle 11 alle 14

Prevendita telefonica con carta di credito:

Call Center TicketOne Tel. 892.101

Continua a leggere

logo mtg footerTutti i diritti riservati