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PRESENTATA LA STAGIONE ARTISTICA 2020 AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA, dal 10 gennaio al 31 dicembre 2020

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Il cartellone 2020 si preannuncia ricco di incontri e novità assolute per Verona: sono 6 gli appuntamenti per la stagione lirica con otto titoli diversi e torna una grande stagione sinfonica con 14 concerti, per cinquantuno alzate di sipario.

La Fondazione Arena di Verona presenta la sua stagione artistica al Teatro Filarmonico per tutta la durata del 2020: dal 10 gennaio al 31 dicembre saranno 24 le alzate di sipario per la stagione lirica, 27 quelle per la sinfonica, e numerosi i progetti e le anteprime dedicati al mondo della scuola. Se il Festival areniano propone le opere più celebri in allestimenti colossali, per tutto l’anno i complessi artistici e tecnici areniani si cimentano al Teatro Filarmonico in capolavori meno rappresentati nell’anfiteatro ma noti in tutto il mondo, con diversi capisaldi del repertorio assenti da molti anni dai cartelloni lirici e sinfonici e molte rarità in prima esecuzione veronese.

«La stagione invernale al Teatro Filarmonico è una delle due colonne portanti del nostro Ente lirico – spiega il sindaco Federico Sboarina, Presidente di Fondazione Arena –. Se da un lato, infatti, abbiamo lavorato per alzare la qualità del nostro festival lirico, che ha registrato quest’anno numeri oltre le aspettative, dall’altro abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ossia garantire la stagione invernale. È una grande soddisfazione poter presentare quest’anno un cartellone unitario, con tutta la produzione artistica del 2020 al Filarmonico, frutto di un grande lavoro di squadra e di un controllo oculato dei conti da parte del Consiglio di Indirizzo».   

Il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia esprime profonda soddisfazione per l’offerta artistica: «Sono molto orgogliosa di presentare una Stagione lirica e sinfonica che torna a svolgersi per l’intero anno solare e che costituisce per me una grande scommessa. Infatti, parallelamente alle grandi opere proposte in Arena che hanno registrato un aumento delle presenze e un gradimento da parte della stampa, ho voluto proporre al Teatro Filarmonico alcuni titoli mai rappresentati a Verona e addirittura in prima esecuzione contemporanea come L’Amleto del compositore veronese Franco Faccio. Direttori, interpreti e solisti della Stagione sono stati scelti nell’ottica di affiancare artisti di fama internazionale a giovani scoperte di grande talento.

Credo fermamente che il Filarmonico debba essere terreno fertile per educare, come ho detto anche ai ragazzi pochi giorni dopo la mia nomina a Sovrintendente. Mi rivolgo a loro, alla città e a tutto il pubblico che ci segue con tanto affetto, invitandoli a Teatro per riscoprire la bellezza di una vita all’insegna della musica».

La stagione inaugura venerdì 10 e sabato 11 gennaio con un grande concerto sinfonico che ha come protagonista Alexander Lonquich, artista dalla carriera internazionale che si presenta nella duplice veste di direttore e pianista. Il programma, articolato interamente su musiche di Mozart, si inserisce all’interno di una serie di iniziative cittadine volte a celebrare i 250 anni dall’arrivo di Mozart a Verona.

Il concerto inizia con l’Ouverture da Le nozze di Figaro per proseguire con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 in si bemolle maggiore K 595 per terminare con la Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter” K 551.

La prima produzione del cartellone 2020 ci porta subito “nel cuore dell’Opera” con il capolavoro drammatico di Donizetti, Lucia di Lammermoor, in scena per quattro recite dal 26 gennaio al 2 febbraio. Il titolo, assente dal 2014, ha registrato a Verona la presenza delle più grandi voci del Novecento, tra cui Toti Dal Monte, Renata Scotto, Mariella Devia, Luciano Pavarotti, Renato Bruson. L’allestimento, proveniente dal Teatro Verdi di Salerno, è firmato da Renzo Giacchieri per regia e costumi, con le scene ed il projection design di Alfredo Troisi e le luci di Paolo Mazzon. A concertare è il maestro ucraino Andriy Yurkevych, esperto direttore d’opera acclamato in tutti i più importanti teatri del mondo, mentre nel cast potremo apprezzare le voci di Ruth Iniesta e Enkeleda Kamani nel ruolo del titolo, Biagio Pizzuti come Enrico, Enea Scala e Pietro Adaini come Sir Edgardo e Simon Lim come Raimondo.

Il 7 e l’8 febbraio torna sul podio dell’Orchestra dell’Arena di Verona il maestro Michael Balke, dopo il fortunato debutto nella nuova Salome straussiana del 2018. Il programma del concerto comprende tre capolavori dell’Ottocento tedesco, l’Ouverture da Oberon di Weber, la Missa in honorem Sanctissimae Trinitatis in do maggiore K 167, gemma poco conosciuta che impegna orchestra e coro scritta da un Mozart poco più che diciassettenne al rientro dal suo ultimo viaggio in Italia, per terminare con la Sinfonia n. 2 in re maggiore, op. 36 di Beethoven, pagina sintesi della nuova concezione sinfonica del compositore che risente fortemente della lezione delle ultime sinfonie di Mozart.

Dal 23 febbraio al 1° marzo per quattro recite l’aurea comicità di Gioachino Rossini diventa protagonista al Filarmonico con L’Italiana in Algeri, tra le massime opere del Pesarese. L’allestimento è firmato dal regista Stefano Vizioli per il Teatro Verdi di Pisa con le scene dell’artista Ugo Nespolo, i costumi del prestigioso Atelier Nicolao, le luci di Paolo Mazzon e la direzione di Francesco Ommassini, già più volte alla testa dei complessi artistici veronesi in occasioni sinfoniche e non. Carlo Lepore e Alessandro Abis daranno voce all’arrogante Mustafà, Daniela Cappiello sarà Elvira, il giovane soprano russo Vasilisa Berzhanskaya darà voce ad  Isabella, mentre il capitano Haly sarà il basso coreano Dongho Kim.

Negli stessi giorni il maestro Francesco Cilluffo si cimenta con l’Orchestra e il Coro areniani nel concerto del 28 e 29 febbraio nel segno di Mendelssohn e Ponchielli: si inizia con le onde atlantiche dell’Ouverture Le Ebridi e si conclude con il grandioso affresco shakespeariano del Sogno di una notte di mezza estate. Accanto a queste due vette della musica romantica sono proposte due pagine rare, entrambe affidate al dialogo tra due clarinetti e l’orchestra: il Konzertstűck n. 2 dello stesso Mendelssohn e Il Convegno di Amilcare Ponchielli. Come solisti si esibiranno la prima parte dell’Orchestra Giampiero Sobrino e il giovane veronese Alessandro Beverari, che ha brillato nell’ultima edizione del “Concorso internazionale Čajkovskij”.

Per il concerto del 6 e 7 marzo è la volta del debutto veronese del maestro Giampaolo Pretto, direttore e solista di due capolavori giovanili di Mozart: l’Andante in do maggiore K 315 e il Concerto n. 1 in sol maggiore K 313 entrambi per flauto e orchestra. La seconda parte del programma è invece dedicata alla Sinfonia 9 in do maggiore di Franz Schubert, “la Grande”, imponente ed estremo lascito sinfonico del grande viennese.

La settimana seguente, il 13 e 14 marzo, torna sul podio veronese per un concerto sinfonico il maestro Francesco Ommassini che ben conosce l’Orchestra areniana, per continuare l’esplorazione del repertorio tardo ottocentesco con due capolavori che vedono la luce a pochi anni di distanza l’uno dall’altro: la Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Dvořák e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore op. 23 di Čajkovskij.

Al pianoforte, per la seconda parte del programma, debutterà Xiaolu Zang, vincitore del Concorso pianistico Città di Verona 2019 tra 57 giovanissimi candidati da tutto il mondo.

Grande attenzione è rivolta a Verona dal 29 marzo al 5 aprile per la riscoperta dell’Amleto di Franco Faccio: il musicista veronese (1840-1891), considerato il migliore direttore d’orchestra della sua generazione e preferito dallo stesso Giuseppe Verdi, fu anche compositore e l’opera tratta dalla tragedia shakespeariana (1865) doveva essere il suo lavoro più ambizioso, grazie anche al libretto del massimo letterato scapigliato Arrigo Boito. Per la prima rappresentazione in Italia in epoca contemporanea, Amleto risorge con la direzione esperta di Francesco Ivan Ciampa e un nuovo allestimento firmato da Paolo Valerio, altro talento veronese, Direttore del Teatro Stabile di Verona, esperto regista di prosa e profondo conoscitore dell’opera shakespeariana. Per questa nuova produzione, le scene ed il projection design sono affidate a Ezio Antonelli, il coordinamento dei costumi a Silvia Bonetti e le luci a Paolo Mazzon. Il cast è ricco di interpreti di altissimo livello, tra cui Saimir Pirgu e Samuele Simoncini nel ruolo del titolo a fianco di Damiano Salerno nel ruolo del Re e Marko Mimica come Spettro. Tra le interpreti femminili potremo apprezzare le voci di Ruth Iniesta ed Eleonora Bellocci come Ofelia e Annalisa Stroppa come Geltrude.

Per il concerto di Pasqua, il 17 e 18 aprile debutta a Verona il giovane maestro emergente Michele Gamba, alla guida di Orchestra e Coro areniani in un programma interamente dedicato a Luigi Cherubini: dopo l’Ouverture dell’opera Lodoïska verrà proposto il Requiem in do minore, grande e toccante pagina sinfonico-corale di non frequente esecuzione.

La musica di Giacomo Puccini è protagonista del quarto appuntamento della stagione lirica 2020: dal 10 al 17 maggio va in scena un dittico inedito, composto dal primo cimento operistico del genio lucchese, la breve opera-ballo Le Villi, ispirata alle fate vendicatrici d’amore, alla sua prima rappresentazione in assoluto a Verona, proposto insieme all’atto unico sensuale e verista Il Tabarro (assente dalle scene veronesi da vent’anni). I due diversi titoli, in replica per 4 recite, separati da un intervallo, sono diretti da Michele Gamba che prosegue la sua collaborazione con i complessi veronesi, mentre la realizzazione scenica è affidata ai registi Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, al debutto veronese, con le scene di Leila Fteita, i costumi di Silvia Bonetti e le luci di Paolo Mazzon. Le coreografie sono eseguite dal Ballo dell’Arena, con le coreografie di Gaetano Petrosino. Tra gli interpreti principali si segnalano in entrambe le produzioni Kiril Manolov (Michele e Guglielmo), Maria José Siri (Giorgetta e Anna) e Samuele Simoncini (Luigi e Roberto).

La stagione primaverile si conclude con il concerto del 22 e 23 maggio diretto da Orazio Sciortino, nella triplice veste di solista al pianoforte (nel poco eseguito Concerto per pianoforte n. 19 in fa maggiore K 459 di Mozart), maestro concertatore alla guida di due raffinate pagine del Novecento francese (Pastorale d'été di Honegger e la Sinfonietta di Poulenc) e compositore di una nuova creazione appositamente commissionata da Fondazione Arena e qui proposta in prima esecuzione assoluta.

Dopo il denso Festival 2020 all’Arena di Verona (54 appuntamenti dal 13 giugno al 5 settembre), l’Orchestra e il Coro torneranno all’opera, letteralmente, al Teatro Filarmonico con altri due atti unici eseguiti la stessa sera per quattro recite, dal 18 al 25 ottobre. Viene proposto in prima esecuzione assoluta sulle scene veronesi il divertente Il Segreto di Susanna, elegante intermezzo del compositore veneziano Ermanno Wolf-Ferrari. A seguire, con Suor Angelica, raffinatissima elegia poco rappresentata, si compie la presentazione al pubblico delle tre opere che compongono il Trittico pucciniano (1918) comprendente Gianni Schicchi e Il Tabarro. L’allestimento è affidato ad una squadra di creatrici, comprendendo due titoli dal cast interamente femminile, con l’eccezione di un baritono: l’atto unico pucciniano ha la regia di Giorgia Guerra, mentre l’intermezzo di Wolf-Ferrari è firmato dall’erede dell’autore Federica Zagatti Wolf-Ferrari con le luci di Paolo Mazzon. Entrambi i titoli hanno le nuove scene di Serena Rocco e i costumi di Lorena Marin; sul podio sale il maestro Erina Yashima, giovane direttrice al debutto veronese. Lavinia Bini e Vittorio Prato saranno rispettivamente la Contessa e il Conte del Segreto di Susanna, mentre Donata D’Annunzio Lombardi, recentemente vincitrice del Premio Puccini, interpreterà Suon Angelica a fianco di illustri comprimarie.

Il Coro areniano sarà impegnato anche nel concerto del 23 e 24 ottobre in un ricco programma diretto dal maestro stabile del Coro Vito Lombardi, che delizierà il pubblico con alcune tra le più belle pagine di Bellini, Donizetti e Verdi.

Il 30 e il 31 ottobre torna sul podio areniano Vittorio Bresciani, proseguendo la propria ricerca lisztiana con tre Rapsodie ungheresi (composte originariamente per pianoforte e qui proposte nella trascrizione di Doppler per grande orchestra) inserite in un programma autenticamente ungherese, con Kodály (le rare Danze di Marosszék) e Bartók, di cui viene proposto il poco eseguito Concerto per viola e orchestra con la partecipazione della prima parte Giuseppe Mari come solista.

Il mese di novembre è interamente dedicato alla stagione sinfonica, con concerti ogni settimana volti a fare conoscere e riscoprire pagine orchestrali e forme sinfoniche nate intorno a Beethoven (1770-1827), di cui nel 2020 si celebrano i 250 dalla nascita e a cui il Festival areniano dedica una spettacolare esecuzione della Nona sinfonia con solisti e coro, il 23 agosto, diretta da Ezio Bosso.

L’appuntamento dei giorni 6 e 7 novembre è diretto dal maestro Alessandro D’Agostini al suo esordio veronese e presenta tre sinfonie di diversa provenienza e destinazione: quella di Gluck per la sua opera Alceste (1767), quella di Spontini per La vestale (1807) e quella rarissima in re minore di Bellini (1801-1835). La seconda parte del concerto è invece tutta dedicata alla celeberrima Messa “dell'incoronazione” (Krönung-messe) per soli, coro e orchestra in do maggiore K 317 di Mozart.

Il 13 e il 14 novembre si entra nel pieno Ottocento con la direzione del giovane talento Nikolas Nägele per la prima volta a Verona con un programma dedicato allo Schubert maturo (Ouverture da Rosamunde op. 26) e al primo cimento sinfonico di Robert Schumann, la Sinfonia n. 1 in si bemolle maggiore op. 38 nota anche come “Primavera”.  Al centro del concerto c’è spazio per dialogare con i solisti Gűnther Sanin al violino e Sara Airoldi al violoncello (prime parti dell’Orchestra areniana) per il raffinato Doppio concerto in la minore op. 102 di Johannes Brahms.

Per il concerto dei giorni 20 e 21 novembre, in occasione della celebrazione di Santa Cecilia, patrona della musica, dei musicisti e dei cantanti, torna a Verona Fabrizio Maria Carminati con la grande Messa solenne in sol maggiore in onore di Santa Cecilia, composta da Charles Gounod nel 1855 per tre solisti, coro, orchestra e organo, preceduta dalle Antiche danze e arie per liuto, Suite n. 1 e dalle Vetrate di chiesa P 150 di Ottorino Respighi.

Il 27 e il 28 novembre avrà luogo l’ultimo concerto in abbonamento, che vede il ritorno del direttore Andriy Yurkevych alla guida dell’Orchestra areniana nell’Ouverture Leonore n. 3 di Beethoven e della monumentale Sinfonia 1 in do minore op. 68 di Brahms, che più di tutte raccoglie il testimone della Nona del genio di Bonn. La prima parte Peter Szanto sarà impegnata come solista nel raro Poème di Ernest Chausson per violino e orchestra.

L’opera torna in scena dal 13 al 20 dicembre con una attesissima produzione di Un Ballo in maschera di Giuseppe Verdi, firmata dal grande baritono verdiano Leo Nucci, leone del palcoscenico ed esperto conoscitore della musica e della drammaturgia di Verdi, eppure esordiente alla regia di questo allestimento del Teatro Comunale di Piacenza, che si avvale delle scene di Carlo Centolavigna e dei costumi di Artemio Cabassi. Sul podio del Filarmonico fa il suo atteso ritorno il maestro Daniel Oren. Il cast sarà impreziosito da esperti conoscitori del repertorio verdiano: Murat Karahan, dopo i grandi successi areniani delle ultime stagioni, farà il suo ritorno al Filarmonico come Riccardo, Simone Piazzola sarà Renato, mentre Anna Pirozzi, soprano dalla brillante carriera richiesta dai maggiori teatri internazionali, vestirà i panni di Amelia in alternanza al soprano albanese Enkeleda Kamani.

Il 2020 si conclude come da tradizione con l’atteso appuntamento del 31 dicembre: Orchestra e Coro dell’Arena di Verona, insieme a prestigiosi solisti, daranno vita a un inedito Concerto di Capodanno (fuori abbonamento) sulle più celebri arie d’operetta, diretti da Steven Mercurio, che ha recentemente brillato a Monaco nel maggio 2019 alla guida dell’orchestra areniana occasione del concerto “Amore & Amicizia”.

Le produzioni della Stagione Artistica 2020 vedono impegnati Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici dell’Arena di Verona.

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Gli appuntamenti della Stagione Artistica al Filarmonico rientrano nel progetto Arena Young che, giunto alla sua sesta edizione, conferma un ricco calendario grazie alla partecipazione attiva ed entusiasta dei più giovani che hanno la possibilità di avvicinarsi al mondo del Teatro e dei suoi protagonisti.

L’offerta formativa propone attesi ritorni e frizzanti novità, per una calendario che intende soddisfare i gusti più variegati. Si riconfermano le  Anteprime Scuole per le prove generali delle opere in cartellone, e per assaporare il gusto dell’andare a Teatro come “i grandi”, si confermano anche le serate del martedì e giovedì di Ritorno a Teatro  arricchite da un incontro con gli artisti e da un aperitivo in Teatro prima dello spettacolo.

Particolarmente nutrito il programma di Il Teatro si racconta, rassegna del teatro in musica che si arricchisce con nuovissime proposte. I più piccoli si appassioneranno alle avventure di Mignolina, dell’elefantino Babar e del coraggioso Pierino alle prese con il Lupo. In clima pre-natalizio si potranno ascoltare le più belle musiche di film per ragazzi con il concerto Favoloso Disney. Ai più grandi (e non solo!) saranno proposte le Quattro Stagioni di Vivaldi in chiave rock.

Infine, a fare da ponte con il prossimo Opera Festival all’Arena, la versione rielaborata di Cavalleria rusticana, capolavoro del verismo musicale italiano.

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I concerti della stagione sinfonica avranno inizio il venerdì alle 20 (turno A di abbonamento) e il sabato alle 17 (turno B).

Si confermano anche gli orari della Stagione lirica: la domenica alle 15.30 (turni A e D), il martedì (turno B) alle 19.00 mentre il giovedì (turno D) l’inizio è alle 20.00.

Inoltre, in occasione di ciascuno dei 6 appuntamenti d’opera si riconfermano le Conferenze di presentazione in Sala Filarmonica organizzate dalla Fondazione Arena di Verona in collaborazione con Verona Lirica e l’Associazione Amici del Filarmonico. Gli incontri sono ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili ed avranno inizio alle 18.00.

prezzi degli abbonamenti dei 13 concerti, in base al settore prescelto, sono compresi tra € 95,00 e € 237,00, mentre quelli della lirica vanno da € 54,00 a € 288,00. Il periodo di prelazione per le conferme degli abbonamenti inizia giovedì 7 novembre e prosegue fino a sabato 30 novembre. I nuovi abbonamenti potranno essere sottoscritti a partire da martedì 3 dicembre fino ad esaurimento delle disponibilità. 

Oltre agli abbonamenti tradizionali, si rinnovano anche per la Stagione Artistica 2020 le formule aperte Carnet a 7 ingressi per i concerti e a 3 ingressi per l’opera, in vendita dal 7 gennaio per la sinfonica e dal 17 gennaio per la lirica. Si tratta di proposte molto apprezzate che, superando la modalità del turno e del posto fisso, permettono di scegliere trasversalmente tra concerti ed opere in programma e di utilizzare i tagliandi uno per volta o globalmente, per una o più serate, risparmiando così sull’acquisto del singolo biglietto, nell’ottica di una maggiore flessibilità.

prezzi dei Carnet vanno da € 43,50 a € 168,00 per i 3 ingressi proposti per la lirica, mentre da € 63,00 a € 154,00 per i 7 appuntamenti sinfonici.

biglietti per i singoli concerti (da € 10,00 ad € 26,00) saranno disponibili dal 7 gennaio, mentre quelli delle opere (da € 11,00 ad € 64,00) saranno in vendita dal 17 gennaioDal 7 gennaio saranno in vendita anche i biglietti del Concerto di Capodanno (da € 21,00 ad € 54,00), come di consueto fuori abbonamento.

È possibile acquistare abbonamenti, biglietti e Carnet presso:

Biglietteria Arena di Verona

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Tel. 045 596517 - Fax 045 8013287 - Call center 045 8005151 - Punti di prevendita Geticket

Orari: da lunedì a venerdì 10:15-16:45 - sabato 09:15-12:45

Nei martedì, giovedì e venerdì di spettacolo, la biglietteria chiude alle 14.00

 

Biglietteria Teatro Filarmonico

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Tel. 045 8002880 - Fax 045 8013266

Apertura due ore prima di ogni spettacolo

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.arena.it

Si ricorda infine che rinnovando o sottoscrivendo un abbonamento al Teatro Filarmonico si avrà diritto ad una tariffa speciale (circa il 30% di sconto) per acquistare un biglietto l’Arena di Verona Opera Festival 2020.

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TEATRO VERDI TRIESTE_IN GIAPPONE APERTURA DELLA STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO

LaTraviata_proveTs

A NAGOYA, IN GIAPPONE
L’APERTURA DELLA STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO DELLA
FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE

La Traviata di Giuseppe Verdi
diretta dal Maestro Fabrizio Maria Carminati
con l’Orchestra, il Coro e i Tecnici della Fondazione


Si apre ufficialmente oggi (venerdì 25 ottobre) a Nagoya, in Giappone, la Stagione Lirica e di Balletto della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, impegnata in una prestigiosissima tournée di quattro settimane, che toccherà 13 città, le più importanti del Sol Levante.

“Un nuovo allestimento de La traviata di Giuseppe Verdi – afferma il Direttore Generale e Responsabile della Tournée Antonio Tasca dal Giappone, dove sta coordinando, insieme allo staff di Direzione, questo impegnativo progetto di internazionalizzazione – “scelto per proporre al qualificato pubblico giapponese un’opera simbolo del repertorio italiano, e che vede i professori d’Orchestra e gli artisti del Coro (diretti dal Maestro Fabrizio Maria Carminati) e i tecnici impegnati in una tournée tra le più prestigiose e importanti che una Fondazione italiana abbia mai affrontato”.

Nell’Aichi Arts Center di Nagoya, La traviata messa in scena del Teatro Verdi di Trieste, con la regia di Giulio Ciabatti, propone come interpreti principali Marina Rebeka, Desirée Rancatore, Jessica Nuccio, Ramon Vargas, Giulio Pelligra, Alberto Gazale, Domenico Balzani. Seguiranno repliche a Mito (sabato 26), Yokosuka (domenica 27), Musashino (lunedì 28), Morioka (mercoledì 30), Matsudo (giovedì 31), Tokyo (sabato 2 e lunedì 4 novembre), Takasaki (domenica 3), Nerima (martedì 5), Niigata (mercoledì 6), Toyama (giovedì 7), Osaka (sabato 9), Tsu (domenica 10).

“Un programma pensato non solo per le grandi città – sottolinea il Presidente Concert Doors Co. Ltd, Masayuki Kobayashi – ma anche per quelle più piccole della provincia giapponese, dove difficilmente si possono ammirare opere della tradizione italiana di alto livello: c’è quindi grandissima attesa per La traviata e per il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, il primo teatro italiano a esser stato intitolato al grande compositore e quindi considerato un interlocutore prestigioso, autentico. In questi due anni di preparazione della tournée – conclude Kobayashi ricordando il primo contatto con il Direttore Generale della Fondazione Tasca – ho potuto apprezzare la grande disponibilità e collaborazione di tutti i lavoratori del Verdi, nonché l’approccio culturale della città di Trieste che si differenzia, per la sua origine asburgica, dal resto d’Italia e forse per questo è di particolare interesse per i giapponesi”.

La tournée in Giappone, sostenuta da Allianz, consolida definitivamente nel panorama mondiale il Teatro Verdi di Trieste quale realtà tra le principali a proiezione internazionale della cultura italiana. “Un’attività promossa nell’ambito del percorso d’internazionalizzazione strutturale della Fondazione – conclude il Direttore Generale Antonio Tasca – “resa possibile grazie a bilanci in ordine e alla sua capacità organizzativa, che le consente di riaffermare il ruolo di ambasciatrice nel mondo per la Città di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia”.

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Il Macbeth coprodotto con il Festival Verdi di Parma approda al Lirico di Cagliari

Macbeth-foto-Roberto-Ricci Foto Roberto Ricci

comunicato stampa

Giovedì 31 ottobre alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena il settimo appuntamento con l’opera: dopo Attila, ecco un altro grande titolo verdiano (composto peraltro nel 1847, un anno dopo Attila), Macbeth melodramma in quattro atti, su libretto di Francesco Maria Piave (con interventi di Andrea Maffei), dalla tragedia omonima di William Shakespeare. Cruda, affascinante, sanguigna, trascinante e celeberrima tragedia musicale che è il primo, fortunatissimo, incontro fra Verdi e Shakespeare.

Viene proposto un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Teatro Regio di Parma (dove è andato in scena al Festival Verdi 2018) ed è realizzato, per la regia, da Daniele Abbado (a Cagliari per: Così fan tutte, 1995-2001; Le nozze di Figaro, 1997; Nabucco, 2006) che presenta un Macbeth dai forti contrasti: buio, vuoto, pioggia e cupezza della prima parte si alternano a colori vivaci, luci abbacinanti e tensione emotiva della seconda parte che “inchioderanno” lo spettatore alla poltrona in un crescendo di emozioni veramente indimenticabili. I costumi sono di Carla Teti, ripresi a Cagliari da Agnese Rabatti, le luci di Angelo Linzalata, i movimenti coreografici di Simona Bucci, mentre il regista collaboratore è Boris Stetka.

La direzione musicale è affidata a Paolo Arrivabeni, direttore lombardo, stimato in tutto il panorama nazionale ed internazionale (recentemente ha affrontato Macbeth a Liegi e a Copenaghen), che ritorna a Cagliari dopo aver diretto La Traviata (luglio 2004) e Simon Boccanegra (giugno 2005) e a cui spetta il compito di dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari. Il maestro del coro è Donato Sivo, mentre il maestro preparatore delle voci bianche è Enrico Di Maira.

L’edizione proposta quest’anno è quella parigina del 1865 (ad esclusione dei ballabili dell’atto III), ma, per dare maggiormente il senso del dramma, il finale eseguito sarà quello dell’edizione fiorentina del 1847 (con l’aria di Macbeth “Mal per me che m’affidai”), al posto del più noto coro conclusivo di vittoria. Il pubblico vedrà, quindi, la morte di Macbeth in scena che, al contrario di quelle immediatamente successive di Gilda in Rigoletto e Violetta nella Traviata, è una fine senza redenzione né riscatto.

Protagonisti dell’opera sono due cast di straordinario spessore, formati da giovani ed affermati cantanti che si alternano nelle recite quali: Sebastian Catana (31, 3, 6, 8, 10)/Gezim Myshketa (2, 5, 7, 9) (Macbeth); Emanuele Cordaro (31, 3, 6, 8, 10)/Gabriele Sagona (2, 5, 7, 9) (Banco); Sonia Ganassi (31, 3, 6, 8, 10)/Daniela Schillaci (2, 5, 7, 9) (Lady Macbeth); Elena Schirru (Dama di Lady Macbeth); Stefano Secco (31, 3, 6, 8, 10)/Alessandro Scotto di Luzio (2, 5, 7, 9) (Macduff); Enrico Zara (Malcom); Francesco Musinu (Medico); Giovanni Bellavia (Domestico di Macbeth/Sicario/Araldo); Lorenzo Ravastini (Prima apparizione); Michela Sunda (Seconda apparizione); Eleonora Cabras (Terza apparizione).

A questa edizione di Macbeth, uno dei drammi più torbidi della storia della musica che mancava dal palcoscenico cagliaritano dalla Stagione lirica e di balletto 2013, sono da ascrivere numerosi debutti, nei rispettivi ruoli, da parte dei singoli artisti (Myshketa, Cordaro, Sagona, Schirru, Zara), ma certamente degno di nota è quello di Sonia Ganassi, mezzosoprano di fama internazionale al suo debutto a Cagliari, che interpreta, per la prima volta, l’impervio ruolo, vocalmente e drammaturgicamente, della sanguinaria Lady Macbeth.

La prima rappresentazione di Macbeth avviene al Teatro della Pergola di Firenze il 14 marzo 1847. L’opera viene poi rappresentata al Théâtre Lyrique di Parigi il 21 aprile 1865, in una versione nella quale Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 - Milano, 1901) apporta numerose modifiche tra cui la splendida aria “La luce langue”, il coro degli esuli e il conclusivo, imponente, inno di vittoria. È il primo incontro di Verdi con Shakespeare; i cupi caratteri dei personaggi travolti da violente passioni e l’alto stile drammatico fanno di Macbeth una grande opera degna del modello shakespeariano.

L’opera, della durata complessiva di 3 ore circa compreso un intervallo dopo il II atto, viene rappresentata ovviamente in lingua italiana e il pubblico, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, ha anche l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto.

Macbeth, la cui ultima rappresentazione cagliaritana risale al 2013, viene replicato: sabato 2 novembre alle 19 (turno G); domenica 3 novembre alle 17 (turno D); martedì 5 novembre alle 20.30 (turno F); mercoledì 6 novembre alle 20.30 (turno B); giovedì 7 novembre alle 19 (turno L); venerdì 8 novembre alle 20.30 (turno C); sabato 9 novembre alle 17 (turno I); domenica 10 novembre alle 17 (turno E).

Da sottolineare la possibilità di acquistare da venerdì 15 febbraio 2019 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).

Ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13, il martedi, giovedì e venerdì anche dalle 16 alle 20, e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 - 0704082249, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it.

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Al via la 71^ stagione lirica invernale dell’Ente Luglio Musicale Trapanese

COMUNICATO STAMPA 

Teatro "M° Tonino Pardo" | Trapani

 
Al via la 71a stagione lirica invernale dell’Ente Luglio Musicale Trapanese che va in scena con sei appuntamenti in cartellone al Teatro "M° Tonino Pardo", a Trapani.
Si comincia mercoledì 30 ottobre, alle ore 21.00 e si replica il 2 novembre, sempre alla stessa ora, con La Prova di un'opera seriafarsa in un atto dell’abate Giulio Artusi musicata da Francesco Gnecco.  La regia è di Salvo Piro e il direttore è Manuela Ranno.
Si continua domenica 10 novembre, alle ore 21.00, con Cendrillon, l’opera da salotto di Pauline Viardot, liberamente ispirata alla celebre fiaba di Cenerentola, realizzata quest'anno in coproduzione con la Fondazione Teatro Coccia di Novara. Dopo i successi delle passate edizioni andrà in scena un’accattivante rielaborazione per orchestra.
La regia è di Teresa Gargano.  La direzione musicale è affidata a Michelangelo Rossi.
 
Giovedì 21 novembre, alle ore 21.00, al Teatro “M° Tonino Pardo” un originale dittico La Gattomachia, favola musicale per narratore, violino concertante, e archi con musica e testo di Orazio Sciortino liberamente tratto da La Gatomaquia di Lope de Vega e Pierino e il lupo, il celebre racconto musicale del compositore russo Sergej Prokofiev. 
Si conclude venerdì 22 novembre e domenica 24 novembre, alle ore 21.00, sempre al Teatro "M° Tonino Pardo" con l’opera Il Matrimonio Segreto di Domenico Cimarosa, capolavoro del genere buffo, diretto da Andrea Certa, con la regia di Natale De Carolis.
Una stagione invernale che vedrà protagonista l’Orchestra dell’Ente Luglio Musicale Trapanese.
Anche quest'anno il Luglio Musicale Trapanese ha stretto una collaborazione con il Liceo Scientifico “V. Fardella” e il Liceo Classico “L. Ximenes” di Trapani. 
Sarà infatti messa in scena sabato 30 novembre, alle ore 21.00, la commedia Il Malato Immaginario di Molière con la partecipazione degli studenti con la regia di Cristina Lucido.
Ed ancora il musical “We will rock you - School edition”, uno spettacolo con le canzoni dei Queen. Un racconto tra emozioni e risate, un'esaltazione del Rock and Roll.
La regia è di Cristina Lucido e la direzione musicale di Manuela Noce.
Gli spettacoli si svolgeranno sempre al Teatro “M° Tonino Pardo” di Trapani.
 
Il Luglio Musicale Trapanese ha stilato, come ogni anno, anche un ciclo di matinée per le scuole del territorio. Per informazioni sui matinée contattare il numero 328 3080177.

Costi biglietti: intero € 10,00, ridotto € 7,00 (per abbonati Ente Luglio Musicale Trapanese, Amici della Musica di Trapani, Conservatorio di Musica "A. Scontrino", i giovani fino a 24 anni previa presentazione di attestazione di frequenza o libretto universitario).
 
Dove acquistare i biglietti: sarà possibile acquistare i biglietti presso il Botteghino dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, sito in Viale Regina Margherita 1, a Trapani (all’interno della Villa Margherita), dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.30 alle ore 19.00, sul sito www.lugliomusicale.it oppure presso la sede dell’evento a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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Al via la nuova stagione artistica del TCVI: inizio con Musica delle Tradizioni venerdì 25 ottobre

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COMUNICATO STAMPA                                                                                                             23 ottobre 2019

AL VIA LA STAGIONE DEL TEATRO COMUNALE DI VICENZA, INIZIO CON MUSICA DELLE TRADIZIONI

 

Inizio autunnale per la nuova stagione artistica del Teatro Comunale Città di Vicenza, la numero 13 della sua storia; inizio originale, sotto il segno della musica e delle danze folkloriche, con la rassegna Musica delle Tradizioni “firmata” da Ilaria Fantin (musicista e organizzatrice culturale vicentina), al via venerdì 25 ottobre alle 21.00, al Ridotto.

La rassegna - che si propone come un viaggio alla scoperta della musica di popoli geograficamente e culturalmente lontani - per l’edizione 2019 presenta il sottotitolo #ladanzadel mondo, una tre giorni di suggestioni etniche con l’obiettivo di valorizzare il vasto patrimonio della musica popolare collegato alle danze tipiche, tessendo connessioni tra il pubblico italiano e i popoli del mondo. Tradizioni folkloriche, sonorità e identità culturali si confrontano sul palcoscenico, accomunate nel binomio musica e danza, attraversate da sonorità ritmiche originali, create da strumenti musicali alcuni dei quali mai ascoltati in Italia (fiddle, bouzouki, lyra cretese, rabab, bendir, daf, morin khuur, solo per citarne alcuni).

Saranno tre gli appuntamenti di Musica delle Tradizioni edizione 2019, in programma al TCVI: venerdì 25 ottobre al Ridotto, sabato 26 ottobre in Sala Grande, domenica 27 ottobre al Ridotto (inizio sempre alle ore 21.00), tre concerti di musica e danze a rappresentare luoghi di cultura e tradizioni completamente diverse come l’Andalusia, con un cante flamenco potente e tragico, la Bulgaria con un coro di voci che canterà “come il suono delle campane” e l’Irlanda con le sue danze ipnotiche, per proporre al pubblico un viaggio simbolico, oltre i confini, alla ricerca delle origini e dell’identità dei popoli. E il pubblico sembra apprezzare, visto che restano dei biglietti solo per il secondo appuntamento di Musica delle Tradizioni (in Sala Grande, sabato 26 ottobre), mentre sono esauriti i concerti di venerdì 25 e domenica 27 ottobre al Ridotto.

Il programma prevede il flamenco di Eva Manzano e la musica andalusa di Hamid Ajbar Arab Flamenco che andranno a fondersi con i canti tradizionali del Nord Africa e del Medio Oriente, nel primo appuntamento di venerdì 25 ottobre al Ridotto. Sarà protagonista di questo spettacolo il canto hondo (lo stile vocale del flamenco) della tradizione contadina, un’eredità arabo-andalusa che, contaminata dalla cultura gitana, ha dato vita al flamenco, tema portante dello spettacolo. A tema sarà anche il “flashmob sevillanas” che trenta allieve dell’Associazione Fuente Flamenca andranno a realizzare prima dello spettacolo, alle 20.00 nel foyer del Ridotto, con dimostrazioni delle danze tipiche delle ferias andaluse, tra le quali la la sevillana è senza dubbio  la più conosciuta.

Sarà focalizzato invece sulla tradizione folklorica bulgara, il secondo appuntamento in programma sabato 26 ottobre in Sala Grande, con le sue danze, in abiti tipici, accompagnate da arrangiamenti e sonorità caratteristiche della musicalità dell’Est Europa; in scena il National Folklore Ensemble Philip Koutev, un gruppo misto di danza popolare e un’orchestra di strumenti tipici, quaranta artisti tra musicisti, cantanti e danzatori che si esibiranno per la prima volta in Italia, in esclusiva per Musica delle Tradizioni, nella sua formazione più complete. Per gli spettatori sarà un’occasione unica per ascoltare il canto tradizionale bulgaro, conoscere gli strumenti di questa tradizione (gayda - cornamusa, kaval - flauto di legno, gadulka - violino verticale e tambura - liuto a collo lungo) e godere della spettacolare danza folcloristica in abiti popolari.

Musiche e danze irlandesi, in un’ambientazione intima e sognante, saranno proposte invece da Caítlin Nic Gabhann - Ciarán Ó Maonaigh & Birkin Tree nel terzo e ultimo concerto, in programma domenica 27 ottobre. Sonorità come reel, jig e hornpipe si alterneranno ad arie più dolci in uno spettacolo ricco di energia e suggestioni, con Ciaràn, uno dei violinisti di musica

tradizionale più famosi d’Irlanda, accompagnato dalla moglie Caítlin, brillante danzatrice del folklore irlandese. Ad accompagnare il duo, i Birkin Tree, una formazione italiana con alle spalle quasi duemila concerti e partecipazioni ai più prestigiosi festival irlandesi.

I biglietti per Musica delle Tradizioni sono in vendita alla biglietteria del Teatro Comunale Città di Vicenza, in Viale Mazzini 39, a Vicenza, aperta dal martedì al sabato, dalle 15.00 alle 18.15 (tel. 0444 324442 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), online su tcvi.it, in tutti gli sportelli di Intesa Sanpaolo (ex Banca Popolare di Vicenza); si possono acquistare anche tramite la App TCVI e in Teatro un’ora prima dei concerti.

Costano 15 euro (intero) e 12 euro (ridotto under 30 e over 65) per i concerti del 25/10 e 27/10 (entrambi sold out) e 25 euro (intero) e 20 euro (ridotto under 30 e over 65) per il concerto del 26/10 in Sala Grande.

https://www.tcvi.it/

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LA NUOVA STAGIONE SINFONICA 2020 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

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Comunicato stampa

 

TCBO: LA NUOVA STAGIONE SINFONICA 2020

 

Un cartellone di 18 concerti che vede per la prima volta insieme la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e l'Associazione Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna

 

Apertura il 4 febbraio con Asher Fisch sul podio dell'Orchestra e Coro del Teatro Comunale nella Missa solemnis di Beethoven per i 250 anni dalla nascita del compositore

 

Grandi bacchette quali James Conlon, Juraj Valčuha, Roberto Abbado, Pinchas Steinberg, Pietari Inkinen e Henrik Nánási accanto a solisti di prestigio

 

Ospiti nella doppia veste di direttori e solisti Stefano Bollani, Alexander Lonquich, Julian Rachlin e Asher Fisch

 

Chiusura il 21 dicembre con Ryan McAdams sul podio della Filarmonica del Teatro Comunale e Kian Soltani al violoncello

 

Bologna, Auditorium Manzoni

 

Una Stagione sempre più ricca che quasi raddoppia rispetto allo scorso anno: la nuova proposta sinfonica 2020 del Teatro Comunale di Bologna, realizzata per la prima volta insieme alla Filarmonica del Teatro Comunale, si articola in 18 appuntamenti tutti in programma all'Auditorium Manzoni tra febbraio e dicembre, con concerti proposti nei giorni feriali in orario serale (20.30) e la domenica nel pomeriggio (17.30). La Stagione è un grande omaggio a Ludwig van Beethoven del quale nel 2020 ricorrono i 250 anni dalla nascita.

 

«Il Teatro Comunale alza lo sguardo e pensa agli anni a venire – dice il Sovrintendente e Direttore artistico Fulvio Macciardi – In quest'ottica l'attività sinfonica valorizza ai massimi livelli le straordinarie qualità artistiche dei musicisti dell'Orchestra e del Coro del Teatro che saranno protagonisti sul palcoscenico dell'Auditorium Manzoni; uno spazio di grande valore che finalmente è nella piena disponibilità del Comunale, consentendo una programmazione ancora più ricca. L'innovativa relazione con la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna supera i rapporti precedenti e propone un quadro nuovo: una Stagione Sinfonica unica di ampio respiro che consente un’offerta di altissimo livello, coinvolgendo artisti di fama internazionale. Mi auguro che il pubblico risponda con entusiasmo a questa proposta inedita – nel segno di uno sviluppo del Teatro sempre crescente – e che ci accompagni con convinzione verso un futuro di eccellenza».

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XIX Festival Verdi: un'edizione da record anche per il 2019

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XIX FESTIVAL VERDI

ANCORA UN’EDIZIONE DA RECORD

I primi risultati già raccolti fanno registrare il record assoluto di spettatori e di incasso

della storia del festival, con oltre 26 mila presenze provenienti da tutti i continenti

e oltre 1,4 milioni di euro di biglietti venduti, con Nabucco che vanta il record di incasso per singola recita e per titolo della storia del Festival Verdi.

Verdi Off accresce lo straordinario coinvolgimento in nome del Maestro

con la Verdi Street Parade che ha riempito le strade della città e la Piazza del Duomo.

Il report completo dei risultati, realizzato con l’Università di Parma,

sarà presentato al pubblico e ai media il prossimo 11 dicembre 2019

al Ridotto del Teatro Regio di Parma.

 

È un’edizione da record quella del XIX Festival Verdi che si concluderà il 20 ottobre. Mentre il sipario sta per chiudersi sulle ultime recite in programma, i dati già raccolti attestano il record di spettatori e di incasso della storia del Festival Verdi, con oltre 26.000 presenze provenienti da tutti e cinque i continenti, 1,4 milioni di euro di biglietti venduti e oltre 100 tour operator e gruppi nazionali e internazionali organizzati che sono intervenuti e che hanno già prenotato la loro partecipazione al XX Festival Verdi, in programma dal 24 settembre al 18 ottobre 2020 (I Lombardi alla prima Crociata, Rigoletto, Macbeth nella versione francese, Ernani, eseguito in forma di concerto, sono le opere in programma nell’anno di Parma Capitale italiana della Cultura.).

Nabucco, nella produzione di Ricci/Forte diretta da Francesco Ivan Ciampa, vanta il record di incasso per singola recita (oltre 117 mila euro) e per titolo (sfiorando i 400 mila euro) della storia del Festival Verdi, con oltre il 90% di riempimento medio delle recite, un sostanziale tutto esaurito, e raccogliendo, a oggi, il pressoché unanime trionfo da parte dei media accreditati.

Verdi Off, giunto alla IV edizione, accresce lo straordinario coinvolgimento che intorno e in nome del Maestro è in grado di stimolare nel pubblico di famiglie, giovani, visitatori, che hanno come un fiume riempito le vie del centro durante la Verdi Street Parade sfociata in oltre 3500 persone e 1200 artisti che si sono ritrovati a cantare Va, pensiero riempiendo Piazza Duomo, mentre oltre 59.300 sono state le visualizzazioni del video di quel momento della parata sui profili facebook del Teatro Regio e di Verdi Off con oltre 1797 mi piace, 1176 condivisioni e 130.821 persone raggiunte. Un desiderio e una volontà di condivisione e comunione nel segno della musica e del teatro che ha rapidamente esaurito le 10 recite del Verdi Circus nel cuore dell’Oltretorrente cittadino, divertendo e commuovendo l’eterogeneo pubblico che sotto lo stesso tendone ha riunito volti e culture provenienti da molti paesi del mondo.

Il Report complessivo dei dati, in elaborazione da parte dell’Osservatorio permanente istituito dal Teatro Regio in collaborazione con l’Università di Parma, sarà presentato al pubblico e ai media il prossimo 11 dicembre 2019 al Ridotto del Teatro Regio di Parma.

 

Il Festival Verdi 2019 è realizzato grazie al contributo di Comune di Parma, Ministero per i beni e le attività culturali, Reggio Parma Festival, Regione Emilia-Romagna, Parma 2020 Capitale Italiana della Cultura. Major partner Fondazione Cariparma. Main partners Chiesi, Crédit Agricole. Media partner Mediaset. Main sponsor Iren, Barilla. Sponsor Opem, Dallara, Unione Parmense degli Industriali. Sostenitori Dulevo, Mutti, Sicim, Smeg, Cantine Ceci, Agugiaro & Figna, La Giovane Advisor AGFM.  Radio ufficiale Radio Monte Carlo. Con il supporto di “Parma, io ci sto!”. Con il contributo di Diocesi di Parma, Comitato per San Francesco del Prato, Comune di Busseto, Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto, Camera di Commercio di Parma, Fondazione Monte Parma, Ascom. Partner istituzionali La Toscanini, Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Partner artistici Coro del Teatro Regio di Parma, Società dei Concerti di Parma, Orchestra Giovanile della Via Emilia, Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, Barezzi Festival. Il Festival Verdi è partner di Fedora, Opera Europa. Il Festival Verdi ha ottenuto Effe Label 2019-2020. Sostenitori tecnici IgpDecaux, MacroCoop, Milosped, Grafiche Step, Andromeda’s, De Simoni, Azzali Editore. Tour operator partner Parma Incoming.

Verdi Off è realizzato in occasione del Festival Verdi dal Teatro Regio di Parma con Comune di Parma, Parma 2020 Capitale Italiana della Cultura, “Parma, io ci sto!”. Sponsor Parmacotto, Engel&Völkers.

La promozione internazionale del Festival Verdi 2019 è realizzata dal Teatro Regio di Parma in collaborazione con Enit, Istituti italiani di cultura, Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Emilia-Romagna APT Servizi, Assessorato al Turismo e Commercio del Comune di Parma, con il tour operator partner Parma Incoming e prevede un roadshow con tappe in Spagna (Madrid), Argentina (Buenos Aires), Perù (Lima), Brasile (São Paulo, Rio de Janeiro), Uruguay (Montevideo).

L’immagine esclusiva del Festival è il ritratto di Giuseppe Verdi realizzato a matita da Renato Guttuso negli anni ’60, donato al Teatro Regio di Parma dall’Archivio storico Bocchi e concesso da Fabio Carapezza Guttuso ©Renato Guttuso by SIAE 2019.

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ARCHIVIO STORICO TULLIO SERAFIN / Al via restauro e riordino di un patrimonio culturale inestimabile

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Comunicato stampa

Con il via libera della Soprintendenza. Parte dei costi coperti dalla Regione; ora si cercano mecenati per portare a termine il progetto

Archivio storico Tullio Serafin: iniziati i lavori

di restauro e riordino dei documenti musicali e storici

appartenuti al grande direttore d’orchestra

 

Sono iniziati in queste settimane i lavori di restauro e riordino dell’Archivio storico Tullio Serafin, che dal 2017 ha sede a Vicenza e conserva prezioso materiale appartenuto al celebre direttore d’orchestra veneto (1878-1968). Presieduto da Andrea Castello, noto anche come direttore artistico del festival Vicenza in Lirica, l’Archivio è stato dichiarato di “interesse storico particolare” dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e del Trentino - Alto Adige nell’ottobre del 2018 e successivamente di “interesse locale” da parte della Regione del Veneto.

Ed è proprio la Soprintendenza  ad aver dato il via libera al restauro di 23 tra spartiti e partiture, operazione che l’Archivio ha affidato alla veneziana Cecilia Peretti, restauratrice specializzata in questo tipo di interventi con all’attivo collaborazioni di prestigio, con istituzioni come la Bibliotheca Hertziana del Max-Planck-Institut fur Kunstgeschichte e l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Ma via libera dalla Soprintendenza anche al complessivo riordino dell’Archivio, in particolare per quanto riguarda carteggi, spartiti, partiture, rassegna stampa e fotografie, incarico affidato all’archivista vicentino Andrea Spaliviero, già attivo presso numerosi enti e istituzioni .

L’archivio conta 101 tra spartiti e partiture appartenuti a Tullio Serafin  e anche alla moglie, il soprano Elena Rakowska (1876-1964), oltre a fotografie e lettere inviate al Maestro da personaggi come Maria Callas, Ildebrando Pizzetti, Gian Francesco Malipiero, Giuseppe Verdi, Richard Strauss, Gabriele D’Annunzio, Italo Montemezzi, Franco Alfano, casa Savoia e altri; vi si trovano inoltre lettere alla famiglia inviate dal maestro e articoli apparsi sulla stampa dell’epoca. Tra i cimeli, da segnalare alcune onorificenze attribuite a Tullio Serafin, diplomi, abiti, due bacchette, il suo metronomo e il suo violino, risalente ai primi del ‘900.

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VOCI OLIMPICHE: DUECENTOVENTI ISCRIZIONI DA TUTTO IL MONDO

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COMUNICATO STAMPA

Boom di iscrizioni alla prima edizione della competizione per voci barocche nata da un'idea di Andrea Marcon e promossa da Fondazione Cariverona e Società del Quartetto. A Vicenza, nella prima settimana di novembre, la giuria internazionale sarà chiamata a giudicare 220 cantanti provenienti da tutto il mondo. In aprile i vincitori saranno protagonisti dell'“Alcina” di Händel al Teatro Olimpico con l'Orchestra Barocca di Venezia diretta da Marcon.

Con la scadenza del termine per le iscrizioni, si è conclusa nei giorni scorsi la prima fase del concorso internazionale per opera barocca “Voci Olimpiche” ideato dal maestro Andrea Marcon e promosso da Fondazione Cariverona insieme a Società del Quartetto di Vicenza.

Le iscrizioni alla competizione hanno superato quota 220 – gli italiani sono il 40 per cento – con candidati di 28 paesi in rappresentanza di tre continenti. Oltre che da tutta Europa, si sono iscritti a “Voci Olimpiche” cantanti da Stati Uniti, Messico, Israele, Russia, Corea del Sud, Giappone, Cile e Venezuela.

«Considerando che si tratta della prima edizione del Concorso ci aspettavamo un'ottantina di adesioni – spiega il maestro Marcon – e avere quasi triplicato le previsioni è motivo di grande soddisfazione, anche se ciò vuol dire che ci sarà molto lavoro in più per la commissione esaminatrice che in novembre dovrà giudicare i cantanti. Dall'altra parte, poter valutare fra oltre duecento cantanti ci consentirà di garantire una qualità molto alta per l'”Alcina” di Händel che dirigerò al Teatro Olimpico nella prossima primavera con i vincitori del concorso e l'Orchestra Barocca di Venezia. Un così ampio interesse per “Voci Olimpiche” – prosegue Marcon – mi riempie di gioia anche perché è la dimostrazione più evidente che l'opera barocca sta finalmente entrando in un'epoca d'oro e sono particolarmente felice che sia il favoloso Teatro Olimpico a fare da cornice a tutto ciò».

Fra i fattori che hanno contribuito al successo della competizione fortemente voluta da Fondazione Cariverona c'è senza dubbio il prestigioso parterre di giurati messo insieme da Marcon. Ne fanno parte i rappresentanti di alcune fra le maggiori istituzioni internazionali come la Fondazione e il Festival Händel, la Staatsoper di Hannover, lo Stadttheater di Klagenfurt, l'Opera di Valencia, il Festival di Aix en Provence, il Bolshoi di Mosca, il Concertgebouw di Amsterdam, La Fenice di Venezia e l'Orchestra di Granada.

«I numeri a volte parlano più chiaro di ogni parola – commenta il professor Alessandro Mazzucco Presidente della Fondazione Cariverona – e quelli delle iscrizioni al concorso “Voci Olimpiche” sono straordinari. Ma dietro i numeri c’è molta altra sostanza: la competenza e la credibilità del maestro Marcon, della Società del Quartetto di Vicenza connesse ad uno scenario culturale vicentino pronto ad accogliere progetti coraggiosi ed ambiziosi come questo. È necessario prendersi dei rischi per crescere e la Fondazione Cariverona è orgogliosa di aver contribuito a creare l’opportunità, per centinaia di giovani promesse provenienti da tutto il mondo, di dimostrare preparazione e talento artistico, per vedere poi riconosciuto, ne sono certo, il merito dalle più autorevoli istituzioni del settore. Abbiamo fiducia nelle capacità delle giovani generazioni e vogliamo metterli, in tutti i settori in cui operiamo, nelle condizioni di poter emergere».

«Io credo – sottolinea l'assessore alla cultura del Comune di Vicenza, Simona Siotto – che pochi luoghi come il Teatro Olimpico di Vicenza reclamino qualità, oltre che rispetto, quasi devozione, per il monumento stesso. Ma soprattutto qualità. Un concorso come “Voci Olimpiche” dà queste garanzie più di altre iniziative, perché nel suo campo – quello dei concorsi per giovani artisti, nello specifico di voci specializzate nella cosiddetta musica antica – si può porre, sin da questa prima edizione, secondo una sua propria unicità. Ne fanno fede la professionalità collaudata degli organizzatori, la firma autorevolissima del maestro Andrea Marcon che ha messo insieme una giuria a dir poco prestigiosa e, non dimentichiamolo mai, un teatro unico al mondo».

Il concorso entrerà nel vivo nella prima settimana di novembre a Vicenza con le tre fasi alle quali saranno chiamati i candidati. Nel corso delle eliminatorie i concorrenti dovranno affrontare passi d'opera di Monteverdi e Cavalli, un'aria dall'”Alcina” e un'aria dal repertorio vivaldiano. In semifinale e finale i candidati saranno valutati sulle opere Händel, in particolar modo “Alcina”.

Ai vincitori non andrà un premio in denaro – anche questa è una novità rispetto alla maggior parte dei concorsi internazionali – ma sarà proposto un contratto artistico per uno dei ruoli dell'”Alcina” che andrà in scena al Teatro Olimpico di Vicenza il prossimo aprile con la regia di Lorenzo Regazzo.

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Venerdì 18 ottobre "Madama Butterfly" di Puccini inaugura la 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi

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Una nuova produzione di Madama Butterfly di Puccini, con la direzione di David Crescenzi e la regia di Matteo Mazzoni, inaugura la 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, venerdì 18 ottobre ore 20,30 e domenica 20 ottobre ore 16, con anteprima riservata ai giovani mercoledì 16 ottobre ore 16.

 

Inaugura venerdì 18 ottobre alle ore 20,30 la 52ESIMA STAGIONE LIRICA DI TRADIZIONE DEL TEATRO PERGOLESI con “Madama Butterfly”, tragedia giapponese in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal racconto omonimo di John Luther Long e dal dramma omonimo di David Belasco. L’opera verrà replicata domenica 20 ottobre alle ore 16, e sarà preceduta da un’anteprima giovani (riservata ai partecipanti del progetto “Musicadentro 2019”) in programma per mercoledì 16 ottobre alle ore 16.

Si tratta di una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Teatro Comunale di Treviso e Teatro Comunale di Ferrara. L’allestimento della Romanian National Opera di Cluj-Napoca è stato realizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini. A dirigere l’opera è David Crescenzi, sul podio della FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana; canta il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” diretto dal maestro Davide Dellisanti. Firma la regia Matteo Mazzoni, le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Patricia Toffolutti, video designer Mario Spinaci, le luci sono di Ludovico Gobbi, illustrazioni di Riccardo Cecchetti, assistente alle scene Elisabetta Salvatori.

Protagonisti dell’opera sono il soprano Silvia Pantani nel ruolo di Cio-Cio-San alias Madama Butterfly, la giovanissima sposa giapponese del tenente della Marina americana Pinkerton, interpretato dal tenore Francesco Fortes; il mezzosoprano Ilaria Ribezzi è Suzuky, il baritono Italo Proferisce affronta il ruolo del console Sharpless. Completano la compagnia di canto Katia Di Munno (18/10) e Margherita Hibel (16 e 20/10) che si alternano nel ruolo di Kate Pinkerton, Claudio Zazzaro (Goro), Dielli Hoxha (Il principe Yamadori - Il commissario imperiale), Andrea Tabili (Lo zio Bonzo), Luca Giorgini (Lo zio Yakusidé), Andrea Cutrini (L’ufficiale del registro), Eleonora Nota (La zia), Carmela Osato (18/10) e Yue Wu (16 e 20/10 ) che interpretano il ruolo della cugina, So Hyun Lee (18/10) e Lucia Conte (16 e 20/10) si alternano nel ruolo della madre.

La “Madama Butterfly” che andrà in scena “non è una vera storia d’ amore … per una storia d’amore bisogna essere in due”, spiega il regista Matteo Mazzoni. “Siamo agli inizi del ‘900, a Nagasaki, nel Giappone musicale inventato da Puccini; un giovane tenente della Marina degli USA decide di allontanare la solitudine tipica della vita da soldato comprando una casa in collina con dentro una giovane ragazza, da sposare come formale copertura per normalizzare la compravendita di giovani fanciulle tra i ricchi stranieri e le classi sociali più basse. Butterfly ha quindici anni, orfana di padre, per sopravvivere si è adattata a fare la geisha; non sogna altro che incontrare un uomo vero, magari uno straniero, un eroe venuto addirittura dal mare, luogo mistico dei sogni e dei peggiori incubi per la cultura nipponica, che venga apposta a salvarla, a portarla via. Così, nel primo atto, viene celebrato questo matrimonio, finto per tutti i presenti tranne che per Butterfly stessa, ingannata dalle menzogne di Pinkerton. Proprio da questo amore incompreso e fragile, nasce la nostra “Madama Butterfly”; i personaggi giapponesi in scena non mostrano il loro vero volto, ma tutti indossano le maschere proprie del teatro Noh, che raccontano le emozioni attraverso espressioni codificate nei secoli. E se l’amore raccontato è falso, anche il nostro allestimento non può essere vero, oggettivo, ma un enorme foglio di carta bianca dal quale ottenere diversi Origami, che non riproducono la realtà ma la sintetizzano in astrazione. Entreremo così nella vicenda, come il giovane tenente statunitense alla scoperta di un Giappone fedele ma visionario, con la tipica ricercata ritualità e delineato da un complesso progetto di videoproiezioni, immagini ed illustrazioni originali, riviste e rivisitate, fino a raggiungere il piccolo mondo di Butterfly, fino alla sua solitudine orgogliosa, abbandonata purtroppo come le tante ragazze madri, che si barcamenano nella dura vita di tutti i giorni, in Giappone come ovunque, oggi come ieri”.

 

Giacomo Puccini scelse il soggetto dell’opera dopo aver assistito nel giugno 1900 alla tragedia Madame Butterfly di David Belasco, a sua volta tratta da un racconto dell'americano John Luther Long dal titolo Madam Butterfly pubblicato nel 1898. Il soggetto giapponese attivò l’interesse che Puccini provava nei confronti dell'elemento esotico, che agli inizi del Novecento era ingrediente oramai sperimentato della teatralità d'epoca. Per caratterizzare l'atmosfera interrogò artisti e personalità della cultura giapponese, annotò melodie su pentagrammi, ascoltate da dischi provenienti da Tokyo, consultò pubblicazioni che riportavano canti originali. Madama Butterfly andò in scena per la prima volta il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa edito da Ricordi, ma venne inaspettatamente fischiata e si tradusse in un insuccesso. L’opera fu subito ritirata dall’autore e dall’editore; ripresentata con alcuni cambiamenti al Teatro Grande di Brescia dopo tre mesi, essa ottenne il successo unanime di pubblico e critica.

La 52^ Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi è organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini, con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Regione Marche; Soci Fondatori Comune di Jesi e Comune di Maiolati Spontini, Partecipanti Aderenti Comune di Monsano, Partecipante Sostenitore Camera di Commercio delle Marche, Fondatori Sostenitori Gruppo Pieralisi – Starcom Italia, con il patrocinio di Consiglio Regionale delle Marche, in co-produzione con Teatro Comunale di Treviso, Teatro Comunale di Ferrara, Fondazione Rete Lirica delle Marche, Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims et Centre lyrique Clermont Auvergne, in collaborazione con El Grito-Circo Contemporaneo all’antica, Bernstein School of Musical Theater. Educational partner Trevalli Cooperlat. Si ringraziano UBI BANCA e tutti i Mecenati 2019 per il contributo erogato tramite Art Bonus.

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Alpesh Chauhan inaugura la Stagione Sinfonica 2019-2020 Nel concerto inaugurale dedicato a Beethoven anche la Fantasia corale, con Andrea Lucchesini al pianoforte

COMUNICATO STAMPA                                                                             Venezia, ottobre 2019

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Alpesh Chauhan inaugura la Stagione Sinfonica 2019-2020

 

Nel concerto inaugurale dedicato a Beethoven

anche la Fantasia corale, con Andrea Lucchesini al pianoforte

È con il debutto, in Fenice, del direttore Alpesh Chauhan che inaugurerà la Stagione Sinfonica 2019-2020 della Fondazione Teatro La Fenice. Nel concerto in programma sabato 12 ottobre 2019 ore 20.00 (turno S) e in replica domenica 13 ottobre 2019 ore 17.00 (turno U), il maestro nato a Birmingham nel 1990, dal 2017 direttore principale della Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, sarà alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice per dirigere un programma musicale interamente dedicato a Ludwig van Beethoven, compositore cui è dedicata la programmazione concertistica fenicea nella ricorrenza del duecentocinquantesimo anniversario della nascita. Aprirà la serata Leonoraouverture n. 3 in do maggiore op. 72b; seguirà la Fantasia corale in do minore op. 80, un  brano che non veniva eseguito sul palcoscenico veneziano da quasi cinquant’anni (ultima esecuzione nel novembre 1970): vi si misurerà il pianista Andrea Lucchesini e ne saranno protagonisti anche il Coro del Teatro La Fenice istruito da Claudio Marino Moretti e le voci soliste dei soprani Anna Malvasio e Lucia Raicevich, del contralto Victoria Massey, dei tenori Salvatore De Benedetto e Giovanni Deriu e del basso Antonio Casagrande. Chiuderà la serata la Terza Sinfonia in mi bemolle maggiore op. 55 Eroica.

Parallelamente al travagliato processo compositivo di Fidelio, unico titolo di teatro musicale di Ludwig van Beethoven (1770-1827), si sviluppa anche la genesi della sua ouverture Leonora, di cui il compositore di Bonn scrisse ben quattro diverse versioni. Dopo il debutto di Fidelio nel 1805 a Vienna, Beethoven infatti rimaneggiò la partitura e la sua pagina iniziale in occasione delle riprese del 29 marzo e 10 aprile 1806 ed è questa versione dell’ouverture, indicata in catalogo come la n. 3 op. 72b, che verrà eseguita in apertura di concerto. Nonostante poi l’autore decise di sostituirla con una pagina completamente nuova per la versione definitiva dell’opera (1814), proprio per la sua bellezza e la sua intensità drammatica la Leonora n. 3 è spesso reintrodotta anche nelle rappresentazioni di Fidelio, tra il primo e il secondo quadro del secondo atto.

Seguirà la Fantasia corale in do minore op. 80, il brano che Beethoven presentò per la prima volta a Vienna nel 1808, a coronamento della celebre Accademia nella quale furono eseguite per la prima volta anche la Quinta e la Sesta Sinfonia. Pubblicata nel 1811 e dedicata a Massimiliano Giuseppe di Baviera, questa pagina viene considerata l’embrione preparatorio della Nona Sinfonia, non solo per il carattere monumentale e per la presenza del coro, ma anche per il tema e lo spirito dell’inno che conclude il brano, composto su testo di Christoph Kuffner: una sorta di ‘inno alla musica’, anticipatore del più celebre «An die Freude».

La conclusione del concerto è affidata alla Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 Eroica, opera che segna un decisivo punto di svolta nel percorso di Beethoven: è la Sinfonia che inaugura il periodo creativo del tedesco chiamato per convenzione ‘stile eroico’. Fu composta tra giugno e ottobre 1803, quando l’autore era già famoso in tutta Europa: fu dedicata infatti al principe Lobkowitz, presentata privatamente nel suo palazzo nell’agosto del 1804 e poi al pubblico del Teatro an der Wien di Vienna il 7 aprile 1805: l’impatto fu dirompente, tra chi gridava al genio e chi ne lamentava la sregolatezza e le bizzarrie. Inizialmente ispirata a Napoleone, simbolo degli ideali della Rivoluzione francese, col titolo effettivo di Bonaparte, Beethoven cambiò bruscamente denominazione nel momento in cui il generale francese si autoproclamò imperatore, infrangendo così gli ideali repubblicani di libertà e democrazia: prese allora il nome di «Sinfonia Eroica composta per festeggiare il sovvenire di un grand Uomo».

Con il concerto inaugurale ricominceranno anche le conferenze di approfondimento: il concerto di sabato 12 ottobre sarà preceduto infatti da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 130,00) sono acquistabili nei punti vendita Vela Venezia Unica di Teatro La Fenice, Piazzale Roma, Tronchetto, Ferrovia, Piazza San Marco, Rialto linea 2, Accademia, Mestre, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2424) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

La Stagione proseguirà sempre più nel segno di Beethoven, con l’esecuzione della quasi totalità delle sue Sinfonie, l’ouverture CoriolanoLe creature di Prometeo e due Concerti per pianoforte e orchestra. Sul podio della Fenice, accanto a direttori regolarmente invitati, dopo quello di Chauhan spiccheranno alcuni importanti debutti, come quello di Claus Peter Flor, che proporrà le Sinfonie Italiana e Riforma di Mendelssohn; Daniel Cohen, cui spetteranno la Quarta e la Settima di Beethoven; Hartmut Haenchen – sarà lui a misurarsi con la Nona –; Rudolf Buchbinder, impegnato nella doppia veste di direttore e solista al pianoforte; infine Ton Koopman, che traccerà un filo conduttore tra Beethoven e la musica di Bach: altro punto cardinale della nuova Stagione, nel duecentosettantesimo anniversario della morte. Tra gli attesi ritorni ci saranno invece Myung-Whun Chung, in primis, che si inserisce nel contesto di un progetto pluriennale di rilettura dell’opera di Mahler; ma anche Federico Maria Sardelli, anch’esso impegnato in un affondo sull’opera di Beethoven, e Marco Angius che affiancherà alla Pastorale, la Sinfonia Jupiter di Mozart e l’Intermezzo per l’Idomeneo di Mozart di Richard Strauss. Non mancherà il tradizionale appuntamento con il Concerto di Natale nella Basilica di San Marco, affidato ai solisti della Cappella Marciana guidati da Marco Gemmani; mentre il Coro del Teatro La Fenice diretto da Claudio Marino Moretti eseguirà il Requiem di Schnittke e il mottetto «Jesu, meine Freude» di Bach. La Staatskapelle Dresden – compagine ospite di questa Stagione – proporrà invece l’Ottava Sinfonia di Dvořák e la Quarta di Brahms, sotto la direzione di Myung-Whun Chung.

Alpesh Chauhan

Ricopre la carica di direttore principale della Filarmonica Arturo Toscanini dall’autunno 2017. Il giovane direttore inglese ha velocemente raggiunto un vasto riconoscimento internazionale: tra i suoi maggiori successi in questi anni spiccano i due concerti ai bbc Proms, Turandot al Lirico di Cagliari, il debutto in Germania con i Düsseldorfer Symphoniker e un concerto all’interno della stagione principale del Barbican Centre con la London Symphony Orchestra. Dal 2014 al 2016 è stato Assistant Conductor della City of Birmingham Symphony Orchestra. Nel 2018-2019 mantiene la grandiosa tradizione sinfonica al centro della scena della Filarmonica Toscanini, programmando la Settima Sinfonia di Bruckner e la Pathétique di Tchaikovsky, come anche il ciclo completo delle sinfonie beethoveniane che si concluderà nella stagione successiva. Tutto questo segue un primo anno di successo nella conduzione della Filarmonica Toscanini, durante il quale ha diretto le quattro sinfonie di Brahms come parte delle Celebrazioni Toscaniniane. I maggiori impegni della stagione 2018-2019 includono i debutti in Spagna e Svezia, la direzione di Turandot al Palau de les Arts di Valencia e la Sesta Sinfonia di Brückner con la Malmö Symphony Orchestra. Seguono il debutto con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della rai e il ritorno alla direzione della City of Birmingham Symphony Orchestra, della bbc Scottish Symphony Orchestra, della Royal Philharmonic Orchestra a Londra, dell’Orchestre Symphonique et Lyrique de Nancy e dell’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Ha collaborato con importanti solisti come Nicola Benedetti, Pablo Ferrandez, Benjamin Grosvenor, Stephen Hough, Leila Josefowicz, Pavel Kolesnikov, Johannes Moser, Alice Sara Ott, Arcadi Volodos e i cantanti Marco Berti, Christianne Stotijn e Jennifer Wilson. A Birmingham, è stato primo violoncello della cbso Youth Orchestra, avendo l’opportunità di partecipare a masterclass di direzione d’orchestra come parte della Youth Orchestra Academy 2007. Nel 2008 è stato ammesso al Royal Northern College of Music per studiare violoncello con Eduardo Vassallo prima di seguire il prestigioso Masters Conducting Course sotto gli auspici di Clark Rundell e Mark Heron. Ha studiato con Stanislaw Skrowaczewski, partecipato a masterclass con Juanjo Mena e Vasily Petrenko mentre Andris Nelsons e Edward Gardner sono stati suoi mentori

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ORCHESTRA RAI: L’OMAGGIO A BEETHOVEN DI JAMES CONLON INAUGURA LA STAGIONE

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Comunicato stampa

ORCHESTRA RAI: L’OMAGGIO A BEETHOVEN DI JAMES CONLON

INAUGURA LA STAGIONE

 

Solisti per Mendelssohn la spalla Roberto Ranfaldi e la pianista Mariangela Vacatello

 

Venerdì 11 ottobre a Torino con diretta su Rai5, Radio3 e in Euroradio

Replica sabato 12 ottobre

 

L’omaggio di James Conlon a Beethoven per 250° anniversario della nascita è al centro anche dei due concerti successivi, che lo vedranno protagonista in ottobre

 

Prende il via una nuova stagione di concerti per l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e per il suo Direttore principale James Conlon, protagonista dei primi tre appuntamenti di ottobre, per tre settimane consecutive di lavoro tutte nel segno di Beethoven, del quale ricorre nel 2020 il duecentocinquantesimo anniversario della nascita. La serata inaugurale è in programma venerdì 11 ottobre alle 20 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino (turno blu). Il concerto è trasmesso in diretta da Rai Cultura sul suo canale Rai5, da Radio3, nel circuito Euroradio ed è replicato sabato 12 ottobre alle 20.30 (turno rosso). 

 

In apertura Conlon propone l’Ouverture in fa minore op. 84 dalle Musiche si scena composte nel 1810 per la per la tragedia di Goethe Egmont. In essa Beethoven riassume i nobili ideali dell’eroismo generoso e dello spirito di sacrificio che animano Egmont, il cinquecentesco eroe fiammingo che si oppose a prezzo della morte al crudele governatorato del Duca d’Alba.

Al beethoveniano culto della libertà – di cui il brano è un caposaldo, accanto al Fidelio e alle opere “eroiche” – fa da contraltare il disimpegnato Concerto in re minore per violino, pianoforte e orchestra MWV O 4 di Felix Mendelssohn-Bartholdy, pagina giovanile di misurata eleganza che testimonia l’estroversa inventiva di un adolescente già determinato nel commisurare la sua attività al proprio assoluto ideale dell’arte. A eseguirlo sono chiamati in veste di solisti Roberto Ranfaldi, violino di spalla dell’Orchestra Rai dal 1995, e Mariangela Vacatello, pianista partenopea di fama internazionale di ritorno con la compagine Rai dopo i concerti del 2010. 

Chiude la serata la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Dmitrij Šostakovič, scritta nel 1937 all’indomani degli attacchi della censura di regime contro le tendenze formalistiche dell’opera Lady Macbeth del Distretto di Mcensk. Con il proposito di attenuare la sua immagine di compositore pericolosamente al di fuori degli schemi del realismo socialista, Šostakovič ritirò la Quarta Sinfonia che aveva scritto nel frattempo e presentò la Quinta in occasione del ventesimo anniversario della Rivoluzione d’ottobre. Grazie a un linguaggio solo in apparenza semplificato e ottimistico il brano gli procurò un immediato riscatto senza intaccare la sua personalità di autore.

L’omaggio del Direttore principale dell’Orchestra Rai James Conlon a Beethoven sarà il fil rouge sotteso anche ai due concerti successivi della Stagione 2019/2010, che lo vedranno protagonista, con l’ouverture da Coriolano e il Concerto per violino e orchestra interpretato da Frank Peter Zimmermann – affiancati alla Prima Sinfonia di Čajkovskij – il 17 e 18 ottobre, e la Sinfonia “Pastorale” proposta il 24 e 25 ottobre, accanto alla Terza Sinfonia di Šostakovič.

Le poltrone numerate da 30 a 15 euro (ridotto giovani under 35) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Un’ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro. Informazioni: 011.8104653 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.osn.rai.it

09.10.2019

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PRESENTATE LE STAGIONI 2020 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

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Comunicato stampa

 LE NUOVE STAGIONI DI OPERA E DI DANZA 2020 

Inaugurazione il 24 gennaio con Tristan und Isolde di Wagner diretto da Juraj Valčuha, coprodotto con la Monnaie di Bruxelles

Riprese e trasmissioni TV e radio di Rai5 e Radio3 Rai

 

Stagione di Danza dal 4 marzo con 4 spettacoli; protagoniste grandi compagnie come il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e il Béjart Ballet Lausanne ed étoiles italiane e internazionali dirette da coreografi di fama mondiale per un cartellone in equilibrio fra repertorio classico e novità contemporanee

 

Apertura con la coreografia in prima assoluta della Lucrezia Borgia diretta da Giuliano Peparini e interpretata dall’étoile Eleonora Abbagnato

Si rinnova nel 2020 la sfida del Teatro Comunale di Bologna che quest’anno ha inserito con successo la Stagione di Danza al fianco del cartellone lirico. La nuova proposta si articola in quattro spettacoli – di cui uno in prima esecuzione assoluta e tre nuovi allestimenti – distribuiti in otto serate con grandi compagnie ed étoiles italiane e internazionali dirette da coreografi di fama mondiale, per un’offerta d’eccellenza in equilibrio fra repertorio classico e novità contemporanee che continuerà a valorizzare la cultura del balletto e ad appassionare il grande pubblico. Protagonista anche l’Orchestra del Teatro Comunale, che suonerà le partiture dei primi due titoli in programma: Lucrezia Borgia, con Eleonora Abbagnato, e Giselle, eseguito dal Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano diretto da Frédéric Olivieri. Si arricchisce, quindi, con la Danza, la programmazione 2020 che – dopo le anticipazioni della Stagione d'Opera dello scorso luglio – sarà completata dal cartellone sinfonico che verrà annunciato prossimamente.

«Ci affacciamo a questa nuova stagione con ottimismo – commenta il Sovrintendente e Direttore artistico Fulvio Macciardi. Grazie al lavoro svolto per consolidare la situazione gestionale del Teatro, che ha portato ad ottenere per tre anni consecutivi il pareggio di bilancio, oggi possiamo pensare di guardare con serenità al futuro, investendo sul piano artistico e ragionando in una prospettiva pluriennale».

È l’étoile dell’Opéra de Paris e direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma Eleonora Abbagnato ad inaugurare il cartellone della Danza con il balletto Lucrezia Borgia (4 e 5 marzo), ideato e diretto dal coreografo Giuliano Peparini; una nuova produzione di Daniele Cipriani Entertainment, in prima assoluta, commissionata dal Comunale. Nel cinquecentenario della scomparsa, la nobildonna più controversa del Rinascimento italiano rivive grazie alla bellezza angelicata e al temperamento d’acciaio di Abbagnato, prestata agli eccessi, alle perversioni e agli intrighi tramandati dalla storiografia. Su libretto di Giuliano Peparini e Gianluca Merolli liberamente ispirato al dramma omonimo di Victor Hugo, lo spettacolo si concentra sull’incontro peccaminoso fra Lucrezia e il figlio Gennaro – nato dall’incesto con il fratello Cesare – che conduce i due protagonisti al finale tragico accompagnato dalle voci di una coppia di attori. Una creazione candidata a nuovo classico del balletto, ambientata in una scatola scenica impreziosita da visual artfashion couturea cura di Emmanuelle Favre, con una partitura di musiche barocche, moderne e contemporanee affidata all’Orchestra del Teatro Comunale. Il 29 e 30 maggio spazio invece al titolo simbolo del balletto romantico, Giselle, con la storica coreografia di Jean Coralli e Jules Perrot ripresa da Yvette Chauviré, étoile recentemente scomparsa che nel 1950 al Teatro alla Scala fu la prima interprete della sfortunata contadinella. Proposto nell’allestimento scaligero di Aleksandr Benois rielaborato da Angelo Sala e Cinzia Rosselli, con le musiche di Adolphe-Charles Adam eseguite dai complessi del TCBO guidati da David Coleman, il lavoro è affidato al Corpo di Ballo del Teatro alla Scala diretto da Frédéric Olivieri. Su libretto di Jules-Henry Vernoy de Saint-Georges e Théophile Gautier, il balletto vede Giselle e il principe Albrecht al centro di una storia d’amore, tradimento e redenzione, fra gioiose feste contadine e spettrali stuoli di Willi, affascinanti quanto spietate. Trionfo di stile e rigore accademico, Giselleè divenuto negli anni patrimonio della compagnia e degli artisti scaligeri che l’hanno rappresentato nel mondo, rinnovandone a ogni ripresa il fascino insuperabile. Segue il debutto bolognese del Gala Internazionale di Danza, Les Étoiles (26-27 settembre), a cura di Daniele Cipriani: una parata di stelle della danza mondiale, provenienti da teatri prestigiosi come l’Opéra de Paris, la Royal Opera House di Londra e i Teatri Bol’šoj di Mosca e Mariinskij di San Pietroburgo, riunite per celebrare il grande repertorio. Divenuto un evento di culto dopo i successi mietuti a Roma, Venezia e in altre città, Les Étoiles è un esaltante mosaico in movimento, con programma e artisti appositamente scelti per il Comunale. Pas de deux e variazioni tratti da titoli celebri e rarità del repertorio classico si alterneranno ad assoli, duetti ed estratti da capolavori contemporanei e nuove creazioni firmate dai maggiori coreografi internazionali. Infine, a chiudere la stagione è Le Presbytère n’a rien perdu de son charme, ni le jardin de son éclat. Ballet for life (9-10 ottobre), storica coreografia neoclassica creata nel 1996 dal maestro Maurice Béjart in memoria di due cari amici stroncati dall’Aids: Jorge Donn, suo ballerino prediletto, e Freddie Mercury, leader dei Queen. Eseguito dal Béjart Ballet Lausanne, la compagnia svizzera fondata da Béjart nel 1987 e diretta da Gil Roman, il lavoro è un “inno alla vita” che trionfa sulla morte, un’esplosione di gioia e speranza in perfetto equilibrio con l’insolito impasto musicale che abbina hit celebri dei Queen alle note eterne di Mozart. Un tripudio di leggerezza e acrobatismi per una sequenza di assoli, pas de deuxpas de troise movimenti d’insieme, con i costumi firmati dallo stilista Gianni Versace, altro amico fraterno di Béjart. 

Illumia è main partner della Stagione di Danza 2020 del Teatro Comunale di Bologna, sostenendo un’iniziativa molto stimolante che valorizza l’innegabile bellezza della città alla quale Illumia è profondamente legata. Per questo ogni anno con il 2% del proprio utile netto crea un fondo gestito dai propri dipendenti e collaboratori, destinato a iniziative di CSR.


Fa parte della campagna visiva della Stagione 2020, con particolare riferimento alla Danza, il nuovo progetto che Nino Migliori, tra i più autorevoli e multiformi ricercatori italiani nel campo della fotografia, ha dedicato al Teatro Comunale. Con il racconto fotografico “C'è un teatro che ti guarda”, a cura di Denis Curti, l'artista bolognese ha esplorato per tre mesi consecutivi – da marzo a maggio 2019 – il teatro cittadino per mettere in scena una sua personalissima storia, che riesce a restituire le atmosfere e le magie che abitano in questo luogo: la struttura architettonica, le prove degli interpreti, i ballerini, i musicisti, i truccatori, i parrucchieri e gli attrezzisti. Il prossimo novembre 2019 trenta scatti del progetto saranno esposti sui viali della città di Bologna, grazie alla media partnership tra il Teatro Comunale e IGPDecaux. Le fotografie di Migliori saranno protagoniste anche della campagna visiva della Stagione Sinfonica 2020 che verrà annunciata prossimamente. Una selezione delle opere del fotografo si potrà, inoltre, ammirare in una mostra monografica a Bologna nei prossimi mesi.

Il progetto è in collaborazione con Hotminds.

Come anticipato nella conferenza stampa di “anteprima”, la Stagione d’Opera 2020 si inaugura venerdì 24 gennaio con il nuovo allestimento del capolavoro del Romanticismo tedesco, Tristan und Isolde (Tristano e Isotta) di Richard Wagner (24-31 gennaio), coprodotto insieme al Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles. Esordio teatrale in Italia del regista tedesco Ralf Pleger e dello scenografo suo connazionale Alexander Polzin, lo spettacolo è diretto da Juraj Valčuha e interpretato da Stefan Vinke, Ann Petersen, Albert Dohmen, Martin Gantner e Ekaterina Gubanova. Il volo spezzato dell’infelice “farfalla” Cio-Cio-San diventa tragedia contemporanea nella Madama Butterfly di Giacomo Puccini (20-27 febbraio) firmata da Damiano Michieletto, che tornerà anche nel 2021 per inaugurare la stagione del Comunale con un nuovo allestimento di Der Rosenkavalier (Il cavaliere della rosa) di Strauss. Per la prima volta a Bologna, la produzione è affidata a un cast di voci quali Karah Son, Cristina Melis, Piero Pretti e Dario Solari e alla bacchetta di Pinchas Steinberg, già protagonista della prima edizione dello spettacolo al Teatro Regio di Torino nel 2010 e recentemente sul podio dei complessi del TCBO per Il trovatore che ha inaugurato la Stagione 2019. Il cartellone prosegue con La cenerentola di Gioachino Rossini (18-24 marzo) nella versione pop-surrealista di Emma Dante andata in scena al Teatro dell’Opera di Roma nel 2016 e ripresa nel 2019, che arriva ora anche nel capoluogo emiliano. Interpreti principali Antonino Siragusa, Nicola Alaimo, Alessandro Corbelli, Chiara Amarù e Gabriele Sagona. Sul podio Yi-Chen Lin, che torna al Comunale dopo Le nozze di Figaro nel 2016. È affidato a Claire Gibault, nota al pubblico del teatro per aver diretto Les oiseaux de passage di Fabio Vacchi nel 2001, il melologo Eternapoli (27-28 marzo) – sempre del compositore bolognese – realizzato in coproduzione con l’Arena del Sole. Rappresentato in prima assoluta al Teatro di San Carlo di Napoli nel 2018, il lavoro è ispirato al romanzo di Giuseppe Montesano Di questa vita menzognera. Protagonista l’attore pluripremiato Toni Servillo, voce narrante assieme a Imma Villa. Capolavoro comico donizettiano di freschezza e vitalità, L’elisir d’amore (4-10 aprile) è proposto nel nuovo allestimento del TCBO diretto da Jonathan Brandani con la regia di Pablo Maritano. Realizzato in coproduzione con l’Auditorio de Tenerife e il Teatro Statale dell’Opera e del Balletto di Tbilisi nell’ambito del progetto “Opera Next” e scelto dal programma di finanziamento di Creative Europe, il programma dell’Unione Europea che sostiene le industrie culturali e cinematografiche del continente, lo spettacolo vede impegnati per il settimo anno gli interpreti selezionati dalla Scuola dell’Opera del Teatro Comunale e dall’accademia di formazione Opera (e)Studio di Tenerife. Diversamente da quanto già annunciato, una nuova produzione del Comunale del melodramma verdiano Luisa Miller (15-21 aprile), in forma semiscenica, sarà firmata dall'artista della luce e progettista ravennate Mario Nanni – fondatore dell'azienda Viabizzuno – e sarà diretta da Ido Arad, al suo debutto in Italia. Nel cast solisti di fama mondiale come Gregory Kunde, Riccardo Zanellato, Martina Belli, Franco Vassallo e Myrtò Papatanasiu. Spazio poi al grande repertorio sinfonico-corale con l’oratorio Die Schöpfung (La Creazione) di Franz Joseph Haydn (23-24 aprile), diretto dal Maestro del Coro del TCBO Alberto Malazzi e interpretato da Francesca Lombardi Mazzulli, John Bellemer e Nahuel Di Pierro. Torna dopo 27 anni di assenza dal palcoscenico del Comunale l’Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea (9-17 maggio) nel nuovo allestimento del TCBO ideato da Rosetta Cucchi e diretto dal maestro israeliano Asher Fisch. Nel cast Kristine Opolais – che debutta nel ruolo del titolo e nel teatro bolognese – Roberto Aronica, Alessandro Corbelli e Veronica Simeoni. Il secondo titolo donizettiano di stagione, Lucrezia Borgia (16-23 giugno), è proposto nella nuova coproduzione con l’Auditorio de Tenerife, l’Ópera de Oviedo e il Teatro de la Maestranza di Siviglia firmata da Silvia Paoli e diretta dall’ucraino Andriy Yurkevich, reduce dal successo bolognese con Simon Boccanegra nel 2018. In scena artisti di rilievo quali Mirco Palazzi, Yolanda Auyanet, Stefan Pop e Cecilia Molinari. Il rapporto conflittuale fra uomo e donna è al centro dei due atti unici di Arnold Schönberg e Béla Bartók La mano felice (Die glückliche Hand) e Il castello del principe Barbablù (7-12 luglio), fusi nel nuovo progetto creativo del duo ricci/forte – impegnati per la prima volta al Comunale – con la regia di Stefano Ricci, già andato in scena al Teatro Massimo di Palermo nel 2018. Sul podio uno specialista del repertorio come Marco Angius e in scena Gabor Bretz e Atala Schöck. Il melodramma verdiano Otello (11-18 novembre) è proposto nella nuova versione del regista Gabriele Lavia, che torna dopo la Salome riproposta nella precedente stagione, con la direzione di Asher Fisch impegnato nel suo secondo titolo del 2020. In scena voci di primo piano come quelle di Gregory Kunde, Franco Vassallo e Mariangela Sicilia. Chiude il cartellone la fortunata produzione di un altro classico pucciniano, La bohème (12-23 dicembre) firmata dal regista inglese Graham Vick per l’inaugurazione di stagione del Comunale nel 2018 e vincitrice del premio Abbiati come miglior spettacolo dell’anno. Affidato alla bacchetta di Francesco Ivan Ciampa – al suo debutto al Comunale – lo spettacolo vede protagonisti sul palco Benedetta Torre, Valentina Mastrangelo, Rame Lahaj e Andrea Vincenzo Bonsignore.

In occasione dell'inaugurazione della Stagione d'Opera con Tristan Und Isolde, il Teatro Comunale e la Fondazione Golinelli proporranno un momento di riflessione dal titolo “Anticipare il futuro”, in programma martedì 20 gennaio alle 17.30 all'Auditorium Opificio Golinelli di Bologna, dove sarà in corso anche la mostra U.MANO. L’incontro aperto al pubblico, pensato in occasione dei 99 anni di Marino Golinelli, si concentrerà sulla centralità dell’idea di discontinuità che connota le grandi intuizioni artistiche e scientifiche e spazierà tra passato e futuro, tra arte e scienza (e tecnologie), raccontando l’opera di Wagner e la sua peculiare relazione con la città di Bologna, collegandola ai temi sviluppati dalla mostra U.MANO. Interverranno il Sovrintendente del Teatro Comunale Fulvio Macciardi, il Presidente della Fondazione Golinelli Andrea Zanotti, il Magnifico Rettore dell'Università di Bologna Francesco Ubertini, il Presidente Sistema Museale di Ateneo dell'Università di Bologna Roberto Balzani, il co-curatore della mostra U.MANO Stefano Zuffi e il musicologo e critico musicale Giorgio Pestelli. Seguiranno un intervento musicale a cura dei protagonisti dell’opera Tristan und Isolde e una visita alla mostra.

Anche nella Stagione 2020 la Rai continuerà ad avere un ruolo importante nella diffusione della produzione del Teatro Comunale di Bologna: Rai Radio3 trasmetterà infatti in diretta le opere Tristan und Isolde, Adriana Lecouvreur, La mano felice / Il castello del principe Barbablù, La bohème. Adriana Lecouvreur sarà ripresa da Rai Cultura che la trasmetterà su Rai5.

Si rinnova per il terzo anno la collaborazione tra l'Associazione CHEAP e il Teatro Comunale di Bologna per la campagna visiva della Stagione 2020. L'artista che quest'anno ha raffigurato le  opere in cartellone è Riccardo Guasco, illustratore e pittore italiano tra i più affermati e amati in Italia e all'estero. Al centro del lavoro il tema delle “passioni” traghettate dal Novecento al Nuovo Millennio, interpretato attraverso immagini che trasportano i temi delle opere in una dimensione estremamente attuale, de-frammentata, ri-composta e scomposta, dove spigolosità improvvise rimandano a trasformazioni epocali, a rotture del segno, alla ricerca di nuovi equilibri. Da segnalare, come novità per la campagna visiva del Teatro Comunale, la declinazione delle immagini in “animazioni video” che esaltano con il movimento il lavoro dell'artista.

nuovi abbonamenti alla Stagione d'Opera 2020 sono disponibili a partire dal 9 ottobre 2019 presso la biglietteria del Teatro e online. 

Agli abbonamenti “completi” il Teatro Comunale affianca la formula dei “mini” a data fissa: due diversi pacchetti consentono di abbonarsi solo a 5 titoli d’opera predefiniti, proposti in orario serale (turno A) o nel fine settimana (turno D). 

I carnet, che prevedono 4 titoli a scelta tra 4 gruppi di spettacoli, con una riduzione del 15% sul prezzo intero dei biglietti, sono in vendita dal 29 novembre 2019 solo presso la biglietteria. 

Inuovi abbonamenti alla Stagione di Danza 2020 sono disponibili in biglietteria e online a partire dal 20 novembre 2019. 

Gli abbonati alla Stagione di Danza potranno esercitare il diritto di prelazione dal 16 al 31 ottobre 2019; se abbonati anche alla Stagione d'Opera 2020 potranno beneficiare di una riduzione sull'acquisto del nuovo abbonamento alla Stagione Danza 2020.

INFO ABBONAMENTI

Stagione d'Opera 2020

Nuovi abbonamenti (completi e mini) presso la biglietteria e online: dal 9 ottobre 2019

I prezzi degli abbonamenti completi per l'Opera vanno da un minimo di euro 100 a un massimo di euro 1.090. I prezzi dei mini abbonamenti per l'Opera vanno da un minimo di euro 155 a un massimo di euro 320.

Formula a carnet presso la biglietteria (riduzione del 15% sul prezzo intero del biglietto): dal 29 novembre 2019

 

Stagione di Danza 2020

Prelazioni:dal 16 al 31 ottobre 2019

Nuovi abbonamenti: dal 20 novembre 2019

I prezzi degli abbonamenti completi per la Stagione di Danza vanno da un minimo di euro 70 a un massimo di euro 250. 

INFO BIGLIETTI

Opera 2020: in vendita presso la biglietteria e online dal 4 dicembre 2019

Danza 2020: in vendita presso la biglietteria e online dal 9 gennaio 2020

CONTATTI E ORARI DELLA BIGLIETTERIA

Mar > Ven 12.00 – 18.00, Sab 11.00 – 15.00 

Tel. +39 051.529019 / Fax +39 051.529995 



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“Così fan tutte” completa la trilogia di Mozart al Teatro Cilea di Reggio Calabria

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COMUNICATO STAMPA 

Sabato 5 ottobre 2019, alle ore 20.30, presso il Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria, all’interno del programma della stagione 2019-2020 del “Rhegium Opera Musica Festival”, sezione “Alziamo il sipario”, andrà in scena l’unica recita di Così fan tutte ossia la scuola degli amanti di Wolfgang Amadeus Mozart.

Con quest’allestimento, proposto dal Comune di Reggio Calabria, in collaborazione con l’Associazione Traiectoriae, la cui direzione artistica porta la firma di Domenico Gatto, si chiude l’intera trilogia Mozart/Da Ponte, presentata per la prima volta nella città reggina e in tutta la regione calabrese.

“Nel 2017 abbiamo realizzato “Le nozze Figaro” del duo Matteo Beltrami e Renato Bonajuto, nel 2018 “Don Giovanni”, per la direzione musicale di Gianna Fratta e la regia di Franco Marzocchi e Sofia Lavinia Amisich, e nel 2019 “Così fan tutte” del duo Tirotta-Marzocchi sempre con validi cast. Non sono, difatti, mancati cantanti di fama internazionale, fra i quali Roberto Scandiuzzi, Orlin Anastassov, Paoletta Marrocu e Antonio De Gobbi. È stato un progetto in cui ho creduto fino all’inizio e che si è reso possibile con la sinergia fra due festival, in particolare: “Rapsodie Agresti” e “Alziamo il Sipario”. Sono orgoglioso e mi auguro che anche quest’ultima opera abbia il successo che merita e il nostro pubblico premi il nostro impegno di continuare a diffondere l’opera lirica nella nostra amata Calabria e di far risplendere la città di Reggio Calabria come faro della lirica in Italia”, precisa il direttore artistico Domenico Gatto.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Cilea vi sarà M. Alessandro Tirotta mentre Franco Marzocchi curerà la messinscena dell’opera mozartiana.

Il cast è formato da Aurora Tirotta (Fiordiligi), Chiara Tirotta (Dorabella), Paolo Ingrasciotta (Guglielmo), Nile Senatore (Ferrando), Paola Leoci (Despina) e Antonio De Gobbi (Don Alfonso).

Sosterrà i solisti il Coro Lirico Cilea istruito dal M. Bruno Tirotta.

Il maestro collaboratore sarà Andrea Calabrese che accompagnerà i recitativi al cembalo mentre il collaboratore alla regia sarà Mila Vanzini.

“Il dramma giocoso di Mozart si risolve in un gioco tragico, in cui si inizia scherzando e scommettendo e si finisce per affrontare la verità delle emozioni e delle pulsioni umane. Si può notare, in primis, un passaggio dalla cieca fiducia nei sentimenti alla verifica amara della realtà che è ben altra rispetto a quella dell’illusione legata all’amore. Mozart compone l’opera in piena epoca illuminista dove la ragione, incarnata da Don Alfonso, è posta al centro, una ragione in questo caso cinica. Ed è proprio il “filosofo” Don Alfonso che orchestra tutta la vicenda sulla base delle proprie convinzioni secondo le quali non esiste né il bene né il male, e perciò arriva a realizzare un così perverso gioco fra i quattro innamorati. Nella trama è evidente tanto il riferimento alla commedia classica, poiché si può rimandare, per quanto concerne lo scambio dei fidanzati, all’“Orlando furioso” di Ariosto, quanto il riferimento alla tradizione dell’equivoco, dell’imbroglio e del gioco amoroso della commedia francese.

Infatti alla fine dell’opera il gioco delle coppie si ricompone giocoforza lasciando, ai quattro protagonisti, una accettata e gelida consapevolezza delle fragilità umane”, dichiara il regista Franco Marzocchi.

I biglietti sono acquistabili alla biglietteria del Teatro Cilea di Reggio Calabria dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30. Il loro costo oscilla dalle 10 alle 40 euro con una riduzione per gruppi organizzati.

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World premiere of the new production of 'Turandot' at LICEU - BARCELONA

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Barcelona,  September 2019

On 7 October 1999, the Gran Teatre del Liceu reopened after the fateful fire during the production of Turandot directed by Núria Espert. Exactly twenty years later, the Theatre is inaugurating the season with this unfinished opera by Puccini. It’s Franc Aleu’s high-tech, futuristic and poetic production with musical direction by Josep Pons. A world premiere that will join from 7 to 25 October some of the best voices of our time, led by Iréne TheorinLise LindstromJorge de LeónGregory KundeErmonela Jaho and Anita Hartig among many others.

Franc Aleu’s genius inspires this spectacular ‘high-tech’ proposal and fills it with visual metaphors. State-of-the-art technologies are used to flood the stage with colours, textures and video creations: “cobots” (Universal Robots’ collaborative robots), 3D technology, avant-garde audio-visual and more.

A great pyramid presides over the stage space portraying the emperor’s throne and Turandot’s home. The impressive rotating structure with six blocks of stairs and crowned by two robotic arms serves to create an allegory of power and contemporary society in its most lurid obsessions: interference in others’ private lives, the spectacle of lynching and fascination for the mechanisms of social control... “A world created to catch us like flies and create an irresistible addiction,” says Aleu.

The three acts share the same set design, but it changes in each scene, “like someone who changes the screen in a video game,” states Aleu. This virtual world was made possible thanks to a dream team made up of Susana Gómez, co-stage director, Carles Berga’s staging and Chu Uroz’s wardrobe full of technological details such as Wi-Fi controlled led lights and the complex lighting system by Marco Filibeck.

The last opera that Puccini composed and which, in fact, he left unfinished, will be one of the challenges of the season for the Symphony Orchestra and the Liceu Chorus. Both have been enlarged to 95 members each for this occasion. Josep Pons will take the helm for this opera (using the ending Franco Alfano composed) and describes it as “delicate, rich and beautiful” and full of great musical moments such as the one that features Turandot in the second act with her most demanding and powerful aria “In questa reggia”, a true roller coaster of hard to sustain sharps or Liú’s final lament before taking her life in the third act with “Tu che di gel sei cinta”. But the climax is undoubtedly what is probably the most famous aria in the world, the “Nessun dorma” by Calaf in the third act.

Virtual reality

With the intention of making the opera known as extensively as possible and taking it out of the Theatre’s four walls, the Liceu will offer a Turandot experience to visitors of L'illa Diagonal by using virtual reality glasses. Franc Aleu came up with the idea so the public could get into the opera. This immersive experience allows one to step virtually onto the stage while listening to the famous “Nessun Dorma”.

Liceu under 35

The Gran Teatre del Liceu has sold out the more than 1,800 tickets for the third edition of ‘Liceu under 35’, the project aimed exclusively at young people under 35. On 5 October, they’ll attend the premiere of Turandot by Giacomo Puccini at a price of 15 euros. It will be a comprehensive musical experience. After the performance, a post-opera party will be held that includes a DJ session and an area with food stalls. This initiative is one more step in the new pricing policy of the Liceu to attract a younger public. It enables those under 35 to attend any of the season’s shows for only 30 euros.

This season’s ads

This year the director, screenwriter and playwright Marc Crehuet is in charge of creating this season’s spots. Today, the first of a series of 4 ads will be released that will be published as the release date of each performance draws near. Follow this link to view the spot for Turandothttps://www.youtube.com/watch?v=_7MdgsRrBBM&feature=youtu.be.

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LENZ: PROGRAMMAZIONE AUTUNNO 2019

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                                                                                                                                                                                                 Comunicato stampa

Questi gli appuntamenti per l'autunno:

 

Martedì 1 ottobre → h11.30

Lenz Teatro, Parma

CONFERENZA STAMPA
Presentazione Progetti Autunno Lenz Fondazione
+
Preview 2020 ◎ Progetto per Parma Capitale Italiana della Cultura

Interverranno:

Michele Guerra Assessore alla Cultura Comune di Parma
Rocco Caccavari Presidente Onorario Lenz Fondazione
Elena Saccenti Direttore Generale Ausl Parma
Fabrizio Storti Pro Rettore per la Terza Missione Università degli Studi di Parma
Roberto Delsignore Presidente Fondazione Monteparma
Maria Angela Gelati e Marco Pipitone
Direttori Artistici Associazione Segnali di Vita Il Rumore del Lutto
Maria Cristina Curti Vicedirettrice Conservatorio di Musica A. Boito di Parma
Marco Minardi Direttore Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Parma
Barbara Bezzi Presidente Associazione Ars Canto G. Verdi
Maria Federica Maestri e Francesco Pititto Direttori Artistici Lenz Fondazione

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Venerdì 11 ottobre → h21

Teatro Farnese, Parma

HAMLET SOLO

Traduzione, drammaturgia, imagoturgia | Francesco Pititto
Regia, installazione, costumi | Maria Federica Maestri
Musica | Andrea Azzali
Interprete | Barbara Voghera

Summa di vent’anni di lavoro con l’ensemble, in occasione delle celebrazioni per la Giornata Internazionale della Salute Mentale l’attrice con sindrome di Down Barbara Voghera interpreterà nel teatro barocco “più bello del mondo” la recente rilettura del capolavoro shakespeariano creata per e con lei da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto.

Barbara Voghera insieme a Lenz è andata incontro all’enigma del rappresentare, rappresentandosi in tutta la sua ‘sensibilità’. Scelta e condizione che le hanno permesso di accedere, con una presenza di violenta intensità e grazia scomposta, a una realtà espansa, che si trova oltre ogni cosa da noi conosciuta. Esattamente come Amleto. Matteo Brighenti

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[Giornata Internazionale della Salute Mentale]

Sabato 12 ottobre

Lenz Teatro, Sala Est, Parma

> h16 Dialogo su teatro e salute mentale fra istituzioni, studiose, artisti e spettatori

> h18 Compagnia Fuali Siamo stati a Elsinore Teatro Zenit
Progetto speciale I Teatri della Salute

> h19 Hamlet Solo > installazione visiva e sonora > nell’ambito della quindicesima Giornata del Contemporaneo a cura di AMACI Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani

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giovedì 17 ottobre  h21

Sala Estense, Ferrara

HAMLET SOLO

La Società a Teatro 2019/20, a cura della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara

Ci vuole tutta la sensibilità pragmatica di Lenz per prendere un classico inossidabile come l’Amleto e imprimergli una ulteriore spinta ermeneutica (cioè un’interpretazione inattesa) tanto spiazzante quanto immediata. Il dramma amletico, infatti, non è il “romantico” essere o non essere, ma essere o divenire. Giulio Sonno

venerdì 18 ottobre → h15.30-18.30
Sala Prove 1, Teatro Comunale, Ferrara

Seminario → incontro pubblico di approfondimento sulla poetica sensibile di Lenz. Il seminario sarà condotto da Maria Federica Maestri e Barbara Voghera.

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ND’T 0 1 9
Save the date 31 ottobre → 30 novembre

 

giovedì 31 ottobre + 1 novembre → h16.30

IPHIGENIA IN TAURIDE | ICH BIN STUMM | IO SONO MUTA

Creazione site-specific in collaborazione con Segnali di Vita Il Rumore del Lutto
Cimitero Monumentale della Villetta, Parma

 

ND’T #24
Toccare 2019 Liscio//Striato

SPETTACOLI + MUSICA + PERFORMANCE + VIDEO

LENZ FONDAZIONE  IN THE NURSERY  LILLEVAN 
ARISTIDE RONTINI  HIDDEN PARTS  TEATRO AKROPOLIS  FILIPPO MICHELANGELO CEREDI

MARCELLO SAMBATI  BORIS KADIN 
JAN VOXEL DIGITAL ART  TIM SPOONER

 

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info + tickets
Lenz Fondazione | Lenz Teatro

Via Pasubio 3/e   43122  Parma  Italy
T. +39 0521 270141   M. +39 335 6096220  www.lenzfondazione.it

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I progetti artistici 2019 di Lenz Fondazione sono realizzati con il sostegno di:

MiBACT Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Turismo
Regione Emilia-Romagna
Comune di Parma | Parma 2020
AUSL Parma - DAI-SMDP | SerDP
Fondazione Monteparma
Fondazione Cariparma

Università degli Studi di Parma
Instituto Cervantes
Chiesi Farmaceutici

in collaborazione con: 
 
Complesso Monumentale della Pilotta
Conservatorio di Musica Arrigo Boito di Parma
Fondazione Arturo Toscanini
Arcigay Associazione LGBTI+ Italiana
Goethe-Institut Mailand
Associazione Ars Canto
Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Parma
Associazione Segnali di Vita_Il Rumore del Lutto
KNAP - Pešćenica Culture Centre e Loose Associations Contemporary Art Practices NGO di Zagabria 

partner tecnici:

AuroraDomus coop. soc. ONLUS   Koppel A.W. S.r.l.

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ANNUNCIATA L' ATTESA STAGIONE 2020 AL LIRICO DI CAGLIARI: Marinuzzi, Leoncavallo, Bernstein, Puccini, Verdi, Khachaturian

Orchestra-e-Coro-foto-Priamo-Tolu orchestra e coro del Lirico (Priamo Tolu ph)

Venerdì 31 gennaio alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2020 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione attesa dal numeroso pubblico che propone un ricco cartellone di opere, concerti e balletti. Nello specifico sono previste sette opere ed un balletto per i nove turni di abbonamento (oltre alle recite mattutine rivolte alle scuole), a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle sette opere sono: Palla de’ Mozzi, Pagliacci, West Side Story, La rondine, La Bohème, Luisa Miller, Aida ed il classico Spartacus per il balletto. Due saranno le nuove produzioni, alle quali va aggiunta un’importante acquisizione dal Teatro alla Scala di Milano.

Anche la Stagione 2020 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Verdi, Puccini e Leoncavallo. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta” e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia. Due infatti sono le novità assolute e riguardano le figure di Gino Marinuzzi, compositore da molti ritenuto anche uno dei più grandi direttori d’orchestra del Novecento, e di Leonard Bernstein, geniale compositore, pianista e direttore d’orchestra statunitense, uno dei musicisti più noti e amati della seconda metà del secolo scorso.

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Sonig Tchakerian 'ricompone' Le quattro stagioni con l'Orchestra di Padova e del Veneto Sabato 28 settembre alle 21.00 al Liviano di Padova

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Sabato 28 settembre alle 21.00 al Liviano di Padova, la violinista di origine armena proporrà un dialogo tra Le Quattro stagioni di Vivaldi e la versione del contemporaneo Max Richter

L’evento si inserisce nell'ambito di Solidaria 2019, rassegna organizzata dal Centro Servizio Volontariato (CSV) Padova e Comune di Padova nel percorso verso Padova Capitale Europea del Volontariato 2020

In mattinata la prova aperta dedicata agli anziani ospiti dell’Istituto IRA-AltaVita di Padova.

Sabato 28 settembre alle ore 21.00, presso la Sala dei Giganti al Liviano di Padova, la violinista Sonig Tchakerian e l’Orchestra di Padova e del Veneto proporranno un approfondimento sul tema delle Quattro stagioni in musica attraverso la storia.

L’evento si inserisce nell'ambito di Solidaria 2019, rassegna organizzata dal Centro Servizio Volontariato (CSV) Padova e Comune di Padova nel percorso verso Padova Capitale Europea del Volontariato, con la quale l’OPV torna a collaborare dopo la fortunata esperienza dello scorso anno.

Il concerto svilupperà un dialogo tra l’opera strumentale più celebre del veneziano Antonio Vivaldi, i quattro Concerti per violino, orchestra e basso continuo tratti dalla raccolta Il cimento dell’armonia e dell’inventione op. 8, e la sua rielaborazione moderna a firma del compositore Max Richter. Vivaldi Recomposed verrà presentata a Padova dopo la prima esecuzione italiana tenuta proprio dalla violinista con l’OPV nel 2015, presso il Teatro Olimpico di Vicenza.

Come il titolo suggerisce, il lavoro del compositore inglese si basa su una vera e propria riscrittura dell’opera vivaldiana, letteralmente una ricomposizione in grado di coniugare le atmosfere barocche a suoni più attuali, vicini alla musica elettronica benché ottenuti a partire dall’organico strumentale originale. Ne deriva un clima di sospensione in cui il virtuosismo barocco sembra rivivere nel ricordo. Un irresistibile gioco di specchi deformanti avviato dal confronto attivo tra il contemporaneo e l’antico, in linea con l’esigenza di guardare al nuovo ripensando al passato.

Da sempre pronta a innescare esperienze intense e coraggiose, intrecciando i vari stili musicali alle discipline più diverse, Sonig Tchakerian affronta questo nuovo progetto ancora una volta al fianco dell’OPV, sulla scia delle ultime uscite discografiche che spaziano dai Concerti di Mozart per violino e orchestra con le cadenze scritte dal violoncellista e compositore Giovanni Sollima (Universal Classics & Jazz), altro prestigioso ospite di Solidaria 2019, a Seasons and Mid Seasons di Vivaldi con il sassofonista Pietro Tonolo (Decca).

Un percorso musicale innovativo in grado di fortificare ulteriormente il rapporto tra la violinista e l’Orchestra nel segno di una collaborazione pluriennale che si rinnova puntualmente in occasione del Festival Internazionale delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza.

Il concerto sarà inoltre anticipato dall’anteprima riservata agli ospiti dell’Altavita – IRAIstituto di Riposo per anziani e ai loro familiari (via Beato Pellegrino, ore 10,30), riprendendo così il progetto sperimentale avviato dall’OPV lo scorso luglio, forte degli entusiastici consensi che ha ottenuto.

Biglietti

Concerto alla Sala dei Giganti al Liviano: intero € 15, ridotto (studenti universitari e volontari servizio civile) € 5.

In prevendita presso Gabbia Dischi (via Dante 8, Padova), online (solo biglietti interi) su www.opvorchestra.it e, per la residuale disponibilità, il giorno del concerto al botteghino della Sala di Giganti, dalle ore 19.45.

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ATTILA AL LIRICO DI CAGLIARI RIAPRE LA STAGIONE D'OPERA

ATTILA AL LIRICO DI CAGLIARI RIAPRE LA STAGIONE D'OPERA Bozzetto di scena di Attila

comunicato stampa

Dopo 143 anni, ecco Attila di Giuseppe Verdi a Cagliari

in un nuovo, spettacolare, allestimento scenico

Venerdì 27 settembre alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari, dopo la pausa estiva, va in scena il sesto appuntamento con l’opera: il dramma lirico in un prologo e tre atti Attila di Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 - Milano, 1901), su libretto di Temistocle Solera, tratto dalla tragedia Attila, König der Hunnen di Zacharias Werner.

Viene proposto un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con la State Opera di Stara Zagora (Bulgaria), con la regia e le luci di Enrico Stinchelli, popolare conduttore della fortunata trasmissione “La Barcaccia” su Rai Radio 3. Le scene e i costumi sono di Salvatore Russo, il projection designer è Sergio Metalli e i movimenti coreografici sono di Luigia Frattaroli.

La direzione musicale è affidata a Donato Renzetti, direttore abruzzese, bacchetta notissima a Cagliari e in tutto il panorama nazionale ed internazionale, a cui spetta il compito di dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico. Il maestro del coro è Donato Sivo.

Attila è uno dei primi “melodrammi risorgimentali” del Cigno di Busseto che, ingiustamente poco rappresentati, ritorna a Cagliari dopo ben 143 anni di assenza (le 4 edizioni sono tutte al Teatro Civico nel 1847, 1859, 1875, 1876) (vedi scheda cronologica in allegato).

Protagonisti dell’opera sono due cast di straordinario spessore, formati da giovani ed affermati cantanti che si alternano nelle recite quali: Marco Spotti (27-29-2-4-6)/Dario Russo (28-1-3-5) (Attila); Giovanni Meoni (27-29-2-4-6)/Mikolaj Zalasinski (28-1-3-5) (Ezio); Susanna Branchini (27-29-2-4-6)/Daniela Schillaci (28-1-3-5) (Odabella); Angelo Fiore (27-29-2-4-6)/Mikheil Sheshaberidze (28-1-3-5) (Foresto); Enrico Zara (Uldino); Luciano Leoni (Leone).

Nona opera del catalogo verdiano, Attila va in scena, per la prima volta, al Gran Teatro La Fenice di Venezia il 17 marzo 1846 ed ottiene inizialmente un successo contenuto, ma poi, negli anni, viene apprezzata ed eseguita più spesso, senza mai entrare, erroneamente, nel repertorio abituale dei teatri. La tematica politica, il soggetto romantico e la caratterizzazione dei singoli personaggi fanno di quest’opera un grande affresco dell’epoca risorgimentale, con grandi scene corali e spettacolari, ma anche con quadri colmi di intimità e sfumature psicologiche. L’opera si compone di un prologo e tre atti ed è ambientata ad Aquileia attorno alla metà del V secolo. Il libretto, inizialmente affidato a Temistocle Solera, autore fra l’altro di Nabucco, non piace a Verdi che chiede l’intervento di Francesco Maria Piave. Una richiesta che offende Solera, soprattutto dopo gli stravolgimenti apportati da Piave, e causa la rottura definitiva tra il librettista e il compositore.

L’opera, della durata complessiva di 2 ore circa compreso un intervallo, viene rappresentata ovviamente in lingua italiana e il pubblico, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, ha anche l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto.

Attila, la cui ultima rappresentazione cagliaritana risale al 1876, viene replicato: sabato 28 settembre alle 19 (turno G); domenica 29 settembre alle 17 (turno D); martedì 1 ottobre alle 20.30 (turno F); mercoledì 2 ottobre alle 20.30 (turno B); giovedì 3 ottobre alle 19 (turno L); venerdì 4 ottobre alle 20.30 (turno C); sabato 5 ottobre alle 17 (turno I); domenica 6 ottobre alle 17 (turno E).

Da sottolineare la possibilità di acquistare da venerdì 15 febbraio 2019 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).

Ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13, il martedi, giovedì e venerdì anche dalle 16 alle 20, e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 - 0704082249, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it.

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L’ORCHESTRA RAI INAUGURA A VENEZIA LA BIENNALE MUSICA 2019

Comunicato stampa

 

 Affidata alla bacchetta di Clemens Schuldt la versione in forma di concerto di Written on skin di George Benjamin

premiato con il Leone d’Oro alla carriera

 

Venerdì 27 settembre al Teatro Goldoni di Venezia

 

Trasmissione in differita su Radio3 alle ore 23

 

Acclamata come un capolavoro del nuovo teatro musicale fin dalla sua prima rappresentazione nel 2012 al Festival d’Aix-en-Provence, con la regia di Katie Mitchell, ha ottenuto un successo planetario con più di cento rappresentazioni, sei diversi allestimenti e una registrazione in dvd realizzata alla Royal Opera House di Londra nel 2013. Il suo autore, allievo di Olivier Messiaen e Alexander Goehr, è universalmente riconosciuto fra i compositori britannici più importanti del nostro tempo. È l’opera in tre parti Written on Skin di George Benjamin, su libretto di Martin Crimp, che inaugura il 63. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, organizzato dalla Biennale di Venezia, venerdì 27 settembre alle 20 al Teatro Goldoni del capoluogo veneto. L’esecuzione in forma di concerto – preceduta dalla cerimonia di consegna del Leone d’Oro alla carriera 2019 a George Benjamin e trasmessa in differita su Radio3 alle ore 23 – è affidata all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, considerata da sempre tra le formazioni di riferimento nel repertorio contemporaneo, come dimostra anche l’annuale rassegna Rai NuovaMusica che si tiene a Torino. Sul podio è chiamato Clemens Schuldt, Direttore principale dell’Orchestra da Camera di Monaco di Baviera dal 2016. Protagonista sul palco un quintetto di voci di prestigio quali il baritono Christopher Purves (The Protector), il soprano Georgia Jarman (Agnès), il controtenore James Hall (Angel 1/The Boy), il mezzosoprano Victoria Simmonds (Angel 2/Marie) e il tenore Robert Murray (Angel 3/John).

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