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GABRIELE MUCCINO regista di Cavalleria rusticana e Pagliacci nella nuova produzione inaugurale del Festival lirico 2020 all’Arena di Verona

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Gabriele Muccino regista di Cavalleria rusticana e Pagliacci

nella nuova produzione inaugurale del Festival lirico 2020

all’Arena di Verona

Pluripremiato regista di fama mondiale, tra i pochi italiani della sua generazione che ha saputo unire Cinecittà ad Hollywood in nome di importanti successi internazionali, Gabriele Muccino debutterà su uno dei palchi più emozionanti e prestigiosi del mondo nella regia d’opera di Cavalleria rusticana e Pagliacci,  dittico inaugurale del Festival 2020 all’Arena di Verona.

Debutto a sorpresa sul più grande palcoscenico d’opera del mondo per Gabriele Muccino, nome di punta del cinema internazionale, regista e sceneggiatore di successo, attento e sensibile interprete dell’Italia di oggi, a cui ha sempre saputo dare eco globale senza intaccarne l’autenticità. Dunque cifra stilistica perfetta per rileggere la passionalità del verismo italiano e tradurla nel migliore dei modi al grande pubblico internazionale, che ogni anno affolla da tutto il mondo le antiche pietre areniane.

Gabriele Muccino si troverà inoltre a dirigere più cast di primissimo piano nella sapiente alternanza di star del bel canto che la Fondazione sta pianificando, a partire dalla coppia Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak, già annunciati per la serata di gala di Cavalleria e Pagliacci dell’8 agosto, in una continua ricerca di grandi voci che abbiano anche quelle doti attoriali che il teatro d’opera oggi richiede ai propri interpreti e che di certo la creatività di Muccino saprà sfruttare al meglio.

Dunque una stagione che dopo aver riportato le grandi voci al centro della scena, riprende il lavoro di ricerca sulla regia, accostando alle produzioni indimenticabili di Franco Zeffirelli, Gianfranco de Bosio, Hugo de Ana, Arnaud Bernard, che costituiscono il patrimonio storico della Fondazione, una nuova e inattesa sorpresa che saprà esaltare il connubio areniano di tradizione, spettacolare bellezza e modernità di approccio psicologico al dittico verista.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena si dichiara dunque molto soddisfatta di questo nuovo passo in avanti verso un 2020 che ha iniziato solo ora a dipanare le sue sorprese: «Gli allestimenti di Arena sono davvero il nostro patrimonio, perché a differenza di altri teatri, diventano il cuore delle nostre stagioni, un appuntamento imprescindibile per il nostro pubblico che ancora le cerca a distanza di anni, un tesoro di bellezza che parla dell’Italia nel mondo creando ogni anno un affascinante dialogo tra contemporaneità e tradizione, che costituisce uno degli elementi distintivi di Fondazione Arena. Gabriele Muccino è perfetto in Cavalleria e Pagliacci, titoli in cui l’approccio intimista e di scavo psicologico deve venir sottolineato pur nella dimensione spettacolare del nostro palco. Una nuova avventura per noi e per lui, nella consapevolezza che ciò che si fa in Arena rimarrà negli anni a venire ed è un progetto per il futuro: di certo un incentivo in più per un regista di spicco come lui».

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Violanta di Korngold. La prima assoluta italiana è al Regio di Torino, dirige Steinberg

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Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020

VIOLANTA

 

Pinchas Steinberg dirige Orchestra e Coro del Regio

per la prima esecuzione in Italia dell’opera di Korngold

Nuovo allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi

 

Teatro Regio, martedì 21 gennaio 2020 ore 20

 

Martedì 21 gennaio, alle ore 20, il Regio presenta in prima assoluta italiana l’opera in un atto unico Violanta di Erich Wolfgang Korngold. Pinchas Steinberg è alla guida dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio, quest’ultimo istruito da Andrea Secchi. Pier Luigi Pizzi firma regia, scene e costumi del nuovo allestimento. Violanta è Annemarie Kremer, Simone Trovai è interpretato da Michael Kupfer-Radecky, Alfonso Norman Reinhardt, Peter Sonn è Giovanni Bracca, Soula Parassidis è Bice, Anna Maria Chiuri è Barbara, Joan Folqué è Matteo, Cristiano Olivieri e Gabriel Alexander Wernick sono due soldati, Eugenia Braynova e Claudia De Pian due ancelle. Carlo Caputo è maestro al fortepiano.

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ORCHESTRA RAI: IL DEBUTTO DI DANIELE GATTI CON LA NONA DI MAHLER

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Giovedì 9 gennaio all’Auditorium Rai di Torino con diretta su Radio3 e in Euroradio

Replica venerdì 10 gennaio

Il concerto sarà trasmesso su Rai5 il 12 marzo 2020 alle 21.15

Comunicato stampa

L’addio poderoso e struggente di Mahler alla vita e alla musica affidato a un grande direttore italiano. Debutta sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai con la Nona Sinfonia del sommo compositore boemo Daniele Gatti, Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma e dell’Orchestra Mozart, nonché Consulente artistico della Mahler Chamber Orchestra. Il concerto è in programma giovedì 9 gennaio alle 20.30 (turno rosso) all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, in diretta su Radio3 e nel circuito Euroradio, con replica venerdì 10 gennaio alle 20 (turno blu). Sarà anche trasmesso da Rai Cultura sul suo canale Rai5 giovedì 12 marzo alle 21.15.

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La Filarmonica Toscanini per l'apertura di Parma Capitale della Cultura Italiana 2020 con la prima assoluta dei 24 Capricci per violino e orchestra di Paganini-Molinelli

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Comunicato stampa

Con una prima assoluta dei 24 Capricci di Paganini

per violino e orchestra sinfonica realizzata

da Roberto Molinelli, la Toscanini inaugura

ParmaCapitaledella Cultura Italiana 2020.

Diversi i motivi dellascelta:

dai 200 anni dalla prima edizioneastampa dell’opera,

al ricordo del compositore chiamato a Parma daMaria Luigia

Sabato 11 ottobre 2020, Auditorium Paganini, ore 21

Filarmonica Arturo Toscanini

Roberto Molinelli direttore, YuriRevich violino

 

Una prima assoluta, un evento unico per l’inaugurazione di ParmaCapitale della Cultura Italiana 2020 da parte della Toscanini che ha messo tutto il suo impegno per onorare sia la circostanza, sia il prestigioso titolo conferito alla città dove lavora, sia il tema che le ha permesso di raggiugere l’obiettivo riguardante la cultura concepita come benessere per la comunità.

Oltre a ciò,tenendo conto della spettacolarità dell’evento,per il concerto di sabato 11 gennaio ha pensato di coinvolgere un compositore italianissimo del passato,qual è Niccolò Paganini, e uno di oggi:Roberto Molinelli di formazione classica(è violista) ma eccezionalmente versatile. Una peculiarità chepermette a quest’ultimo di affrontare progetti e percorsi arditi come orchestrare i 24 Capricci per violino solo op.1 del compositore genovese.Ecco quel è il programma di sabato con Roberto Molinelliin veste anche di direttore d’orchestra alla guida della Filarmonica Arturo Toscanini, mentre Yuri Revichcon il suo Stradivari del 1709 (prestito della Goh Family Foundation), sarà il solista impegnato a suonare i 24 funambolici pezzi nellanuovaversione:Capricci sinfonici per violino e orchestra;l’appuntamento è per le ore 21nell’Auditoriumintitolato a Paganini.

Diplomato al Conservatorio di Mosca e a Vienna studiando con Galina Turchaninova, Viktor Pikaizen e Pavel Vernikov, Yury Revich haricevuto il primo premio al Concorso Internazionale di violino "Virtuosi del 21 ° secolo" a Mosca; è stato giovane artista dell'anno 2015 dall'International Classical Music Awards  e l’anno successivo con il premio ECHO Klassik è stato "Nuovo arrivato dell'anno (violino)"

Un’ulteriore circostanza ha spinto La Toscanini a proporre i Capricci di Paganini per l’inaugurazione di Parma 2020:i duecento anni dalla loro pubblicazione che ricorrono nel 2020. Per una volta non si pone al centro l’autore e non è un caso. Come è noto, il cammino artistico in generale è punteggiato di opere-manifesto, creazioni paradigmatiche frutto anche di un gesto di sfida e che, nel suscitare stupore, segnano un nuovo passo dal quale scaturiscono rinnovate idee, emozioni e riflessioni. Tra queste si collocano i Capricci paganiniani in cui il virtuosismo strumentale, collegato alla pura esibizione di abilità, tocca vette mai raggiunte prima.

Il concerto celebra questo lavoro per la cui versione con orchestra sinfonica, Molinelli ha messo in campo la sua profonda conoscenza di tecniche, stili, forme coniugandola ad un istinto che lo porta a “giocare” – inteso nel senso di anglosassone di play- con la musica contaminandola sapientemente con se stessa.

 «Quando nel 1820 Paganini li pubblicò, li aveva raccolti in tre volumi: i primi sei, poi gli altri sei, e successivamente i dodici rimanenti, e così ho impostato il mio lavoro. – spiega Roberto Molinelli a proposito del lavoro con l’orchestra sui Capricci di Paganini-.Alla base vi è la sfida lanciata dai Capricci all’esecutore che ho raccolto nell’orchestrarli, lasciando intonsa la scrittura paganiniana.  Maa mia volta ho osato, facendo assumere all'orchestra un ruolo spesso da co-protagonista assieme al solista. Quindi ho osato ancora collegando i Capricci attraverso deiponti solamente orchestrali che fungono da raccordo, dando a tutta la composizione la forma di una lunga suite da concerto per violino e orchestra.»

Il concerto è un ulteriore omaggio alla storia di Parma, citta legatissima a Paganini, al di là del fatto che sia sepolto al cimitero della Villetta. Amico del conte Stefano Sanvitale, nel 1834 fu convocato alla corte di Maria Luigia, dopo che si era esibito in occasione del suo compleanno, per la riorganizzazione della Ducale Orchestra di Corte. Piacevolissime sono le testimoniane che ci restano di quel periodo a prova della rigogliosa e vivace attività culturale di Parma che trovava proprio nell’orchestra uno dei suoi punti fermi.“Passati agli esami vari professori di violino ed avendoli trovati privi d’orecchio sono stati esclusi dalla Ducale orchestra e dal teatro sette individui”, si legge da una lettera di Paganini.E ancora: “L’orchestra sebbene non ancora completa, a quest’ora è la migliore d’Italia.”

L’attività concertistica della Toscanini è resa possibile dal contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Fondazione Cariparma, Fondazione Monte Parma. Barilla è main sponsor de La Toscanini. CePIM spa è partner istituzionale della Fondazione Arturo Toscanini; main sponsor del concerto è Cavalieri & Amoretti Srl.

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Vicenza in Lirica si prepara al Festival 2020 dopo i successi del 2019

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Comunicato stampa

Ne parla Andrea Castello, direttore artistico del festival, che tornerà all’Olimpico dal 29 agosto all’8 settembre (ma non solo)

Con un nuovo anno appena iniziato, bilanci e progetti sul tavolo anche per il festival Vicenza in Lirica, già al lavoro sulla sua ottava edizione: “Andremo in scena - annuncia il direttore artistico, Andrea Castello – dal 29 agosto all’8 settembre e come protagonista avremo Antonio Vivaldi: ma naturalmente, nel nostro stile, non il ‘solito’ Vivaldi, ma pagine poco note del ‘prete rosso’ con allestimenti appositamente creati per l’Olimpico, come è giusto che sia per un festival al tempo stesso di respiro internazionale e orgogliosamente vicentino”.

Ma c’è di più: “Se il festival vero e proprio si svolgerà fra agosto e settembre – prosegue – le sue proposte si moltiplicheranno: già a marzo avremo quattro conferenze dedicate alle donne nella lirica, anche in collegamento con la mostra Ritratto di Donna allestita in Basilica Palladiana. E ancora, oltre ai consueti appuntamenti pasquali di aprile, abbiamo programmato per giugno uno speciale pre-festival, che si concluderà il 21, Festa Europea della Musica. Inoltre, come sempre, grande attenzione riservata ai giovani artisti e alla cultura, così come alla solidarietà sociale”.

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La Fondazione Haydn di Bolzano torna con la stagione d'Opera 2020: Radames di Eotvos e Lohengrin di Sciarrino il18 e 19 gennaio

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COMUNICATO STAMPA

Stagione d’Opera 2020

della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento 

Radames

 di Peter Eotvos

Prima nazionale

Lohengrin

di Salvatore Sciarrino

Sabato 18 e domenica 19 gennaio

al Teatro Comunale di Bolzano

 

DRAMMA E SATIRA NEL SOLCO DI AIDA E LOHENGRIN

La quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento prende avvio il 18 e 19 gennaio con due opere brevi della fine del secolo scorso che uniscono dramma e satira, riferendosi ad altrettanti caposaldi della letteratura operistica.

Angel or Demon è il titolo dato dal Direttore Artistico Matthias Lošek alla quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, a simboleggiare la dualità di personalità e sentimenti che coabitano sia nell’opera che nella vita.

Si comincia sabato 18 (ore 20) e domenica 19 gennaio (ore 17) al Teatro Comunale di Bolzano con un dittico che, nell’unire dramma e satira, accosta due brevi opere cameristiche scritte sul finire del secolo scorso da due compositori tra i più significativi del panorama musicale di oggi: Radames dell’ungherese Péter Eötvös e Lohengrin di Salvatore Sciarrino. Entrambe le opere reinterpretano i soggetti di altrettanti pilastri del repertorio lirico tradizionale e sono contraddistinte dalla presenza in scena di un solo protagonista alla volta. Tutte e due sono coprodotte da Fondazione Haydn e Theater Orchester Biel Solothurn. A dirigere l’Orchestra Haydn sarà Yannis Pouspourikas. Regia di Bruno Berger-Gorski. Scenografia e costumi di Dirk Hofacker. Luci di Samuele D’Amico. Le due rappresentazioni saranno precedute, un’ora prima dell’inizio degli spettacoli, dai consueti appuntamenti introduttivi.

Radames, rappresentata per la prima volta nel 1976 e ora in scena a Bolzano in prima italiana, racconta le prove dell'Aida di Verdi in un teatro d’opera che versa in situazione di difficoltà economiche: poiché quasi l’intero gruppo di lavoro è stato licenziato, la produzione ha solo un cantante, un contro-tenore che deve interpretare sia la parte di Radames che di Aida. A dirigerlo sono però ben tre registi: per loro i soldi ci sono. L’esito è catastrofico. Singole scene si alternano senza senso e alla fine il cantante, sottoposto alle pressioni dei registi, collassa. Radames è un’opera bizzarra e comica, che deve essere letta come una critica al mondo stesso del teatro. Con Radames Eötvös porta infatti n scena una parodia della pratica esecutiva operistica e una caricatura in chiave satirico-assurda del teatro contemporaneo e della cultura in generale, costretti a tagli e misure di risparmio. Dal punto di vista musicale contrappone i suoni atonali dell’Ensemble al canto parlato (Sprechgesang) dei tre registi e alle arie melodiche del controtenore, il quale interpreta esclusivamente passaggi tratti dalla parte del tenore di Radames e dalla parte del soprano di Aida.

Sul palcoscenico del Teatro Comunale di Bolzano si alterneranno: Rafał Tomkiewicz (Radames), Celine Steudler (regista d’opera), Konstantin Nazlamov (regista di teatro), Javid Samadov (regista di film).

Andato in scena per la prima volta nel 1984 a Catanzaro con il sottotitolo “Azione invisibile per solista, strumenti e voci”, Lohengrin di Salvatore Sciarrino è un dramma psicologico che si basa sul racconto Moralités légendaires (1887) del simbolista Jules Laforgue. Il ruolo principale è affidato a Elsa, una vergine accusata ingiustamente di impurezza. Elsa canta e si lascia andare sempre più alla pazzia, tra visioni infantili, paura e crescente erotismo. Tutto ciò che si vede sul palcoscenico avviene nella sua mente: poco a poco Elsa va alla deriva, verso un mondo folle e stravagante che la aiuta a sfuggire alle circostanze reali dell’internamento in un sanatorio. Sfarfallii e scintille nelle note altissime creano un’atmosfera surreale, da sogno, su cui Elsa parla, sussurra, canta e recita esprimendo la sua disperazione e la sua follia. E Lohengrin, proprio come Aida in Radames, è il grande assente nell’opera di Sciarrino.

A Bolzano il ruolo di Elsa è interpretato da Celine Steudler. Altri interpreti: Konstantin NazlamovSalvador PerezJavid SamadovRafał Tomkiewicz.

Nato nel 1944, Péter Eötvös è considerato uno dei compositori operistici di maggior successo del XX secolo. Nelle sue opere, Eötvös solleva i quesiti esistenziali dell’uomo, trovandoo inventando, le risposte musicalmente più incisive e travolgenti. Attivo anche come direttore d’orchestra e di ensemble, ha composto lavori per il teatro e per il cinema, musica strumentale, sinfonica e da camera, ed elettronica.

Nato a Palermo nel 1947, Salvatore Sciarrino è un maestro del “pianissimo” e nelle sue opere sviluppa intrecci di suoni cangianti dall’effetto fragile, al limite della percezione. Le sue opere di teatro musicale si basano di regola su libretti scritti da lui stesso. Oltre a lavori operistici, ha composto numerosissime pagine sinfoniche e da camera, nonché pezzi di musica elettronic.

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RAI E TEATRO LA FENICE DI NUOVO INSIEME PER IL CONCERTO DI CAPODANNO E DAL PRIMO GENNAIO ATTIVO NUMERO A SOSTEGNO DEL TEATRO

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COMUNICATO STAMPA                                                                    

Il Concerto di Capodanno al Teatro La Fenice

diretto da Myung-Whun Chung.

Dall’1 al 5 gennaio 2020, attivo il numero solidale 45505 solo da TIM e Coop-Voce per donazioni al Teatro La Fenice gravemente danneggiato dall’acqua grande del 12 novembre. Per tutti sarà inoltre possibile donare tramite bonifico e avvalersi delle agevolazioni Art Bonus

La Fenice e la Rai saranno ancora una volta insieme per festeggiare con tutti gli italiani l’arrivo del nuovo anno. Grazie alla preziosa collaborazione tra il Teatro veneziano e Rai Cultura, l’omaggio al melodramma offerto dalla diciassettesima edizione del Concerto di Capodanno sarà infatti trasmesso in diretta da Rai1 mercoledì 1 gennaio 2020 a partire dalle ore 12.20: Myung-Whun Chung dirigerà l’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice – quest’ultimo preparato da Claudio Marino Moretti – affiancato dal soprano Francesca Dotto, il tenore Francesco Demuro, il baritono Luca Salsi e il contralto Valeria Girardello.

La trasmissione Rai quest’anno inizierà con il «Sanctus» dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi: proprio il Requiem, il suo capolavoro di musica sacra, Verdi volle fortemente che venisse eseguito al Teatro alla Scala di Milano nel 1879, in una rappresentazione di beneficenza per aiutare le vittime dell’alluvione che quell'anno aveva devastato vaste aree del Nord Italia. Verdi rimase più volte profondamente scosso dalle tragedie e dai disagi causati da catastrofi naturali: in questi difficili momenti, era il più fervido sostenitore di iniziative di solidarietà in favore delle popolazioni colpite e numerosi furono gli interventi che egli stesso mise in atto per offrire aiuti concreti. Per questo la Fenice ha deciso di aprire la diretta televisiva con il «Sanctus», ricordando la possibilità di sostenere il Teatro, gravemente danneggiato dall’acqua granda dello scorso 12 novembre, attraverso il ‘classico’ canale dell’Art Bonus, oppure con donazioni tramite il numero solidale 45505 attivo solamente dall’1 al 5 gennaio 2020: il valore della donazione sarà di 2 € per ciascun sms inviato da cellulari tim e Coop Voce; di 5 e 10 € da rete fissa tim.

Dopo il «Sanctus», il programma musicale del concerto proseguirà poi con una sequenza di arie, duetti e passi corali dal repertorio operistico più amato: pagine pucciniane e verdiane di grande popolarità come l’aria di Musetta «Quando me ’n vo» e il duetto «O Mimì tu più non torni» dalla Bohème, l’aria di Calaf «Nessun dorma» dalla Turandot, la cabaletta di Violetta «Sempre libera degg’io» dalla Traviata, l’invettiva di Rigoletto «Cortigiana, vil razza dannata» e il quartetto «Bella figlia dell’amore» si alterneranno a due momenti orchestrali intensi e brillanti: l’Amarcord Suite di Nino Rota nell’arrangiamento di William Ross e il Can can dall’operetta Orphée aux Enfers di Jacques Offenbach. Come gran finale, rispettando una ormai collaudata tradizione, tre capisaldi del patrimonio musicale italiano: il coro «Va’ pensiero sull’ali dorate» dal Nabucco e il festoso brindisi «Libiam ne’ lieti calici» dalla Traviata di Verdi, intervallati dal finale dellaTurandot di Puccini «O padre augusto».

La musica del Concerto sarà punteggiata da alcuni momenti danzati, interpretati dai ballerini del Corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli e da due grandi stelle del Teatro Bol'šoj di Mosca: Olga Smirnova e Jacopo Tissi, il primo e unico italiano del balletto russo. Le coreografie, firmate da Giuseppe Picone, direttore della compagnia di ballo del Lirico napoletano, sono state registrate in diverse location lagunari: nella spiaggia dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia e in uno dei saloni di Palazzo Pisani Moretta affacciato sul Canal Grande, dove sono esposte alcune opere di Giambattista Tiepolo.

Di grande portata sarà l’attenzione mediatica nazionale e internazionale dedicata al Concerto di Capodanno: Rai Cultura trasmetterà la seconda parte della recita di mercoledì 1 gennaio in diretta a partire dalle 12.20 su Rai1 e in differita alle ore 18.30 su Rai5. La regia televisiva sarà di Fabrizio Guttuso. Il Concerto di Capodanno sarà poi trasmesso in differita, in versione integrale, mercoledì 1 gennaio alle ore 20.30 su Rai Radio3 e giovedì 20 febbraio 2020 ore 21.15 su Rai5. Inoltre, grazie alla collaborazione con Arte e wdr, anche questa nuova edizione del Concerto sarà trasmessa live in moltissimi Paesi europei – in Francia, Germania e nei Paesi di lingua francese e tedesca – e fino inCorea. Nel 2020 l’evento sarà infine ripreso in differita in Giappone, negli Emirati Arabi Uniti e in Cina.

Il Concerto di Capodanno sarà altamente social-friendly: con l’hashtag #capodannofenice, i follower di Twitter saranno coinvolti nel live twitting dalla mattinata di mercoledì 1 gennaio 2020 fino al termine della diretta Rai.

Per il pubblico che avrà la possibilità di assistere ai Concerti di Capodanno in Fenice, le repliche sono in programma lunedì 30 dicembre ore 17.00 e martedì 31 dicembre ore 16.00; lo spettacolo di mercoledì 1 gennaio 2020 avrà inizio alle ore 11.15: nella prima parte, esclusivamente orchestrale, verrà eseguitala Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Antonín Dvořák.

Il Concerto di Capodanno 2019-2020 è coprodotto dalla Fondazione Teatro La Fenice di Venezia e da Rai Cultura. Main partner Intesa Sanpaolo.

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Venerdì 29 dicembre al Teatro La Fenice il primo dei concerti di Capodanno

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comunicato stampa.           Venezia, 27 dicembre 2019

È in programma dopodomani, venerdì 29 dicembre 2019, il primo dei Concerto di Capodanno diretti da Myung-Whun Chung. Nella diciassettesima edizione del prestigioso appuntamento lirico-sinfonico veneziano, il pluripremiato maestro coreano sarà alla testa dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice – quest’ultimo preparato da Claudio Marino Moretti – affiancato da solisti di punta della scena lirica contemporanea: il soprano Francesca Dotto, il tenore Francesco Demuro, il baritono Luca Salsi e il contralto Valeria Girardello. Il programma musicale si comporrà di due parti: una prima esclusivamente orchestrale con l’esecuzione della Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Antonín Dvořák, e una seconda parte che verrà aperta dal «Sanctus» dal  Requiem di Verdi per poi proporre una carrellata di arie, duetti e passi corali dal repertorio operistico più amato. Pagine pucciniane e verdiane di grande popolarità come l’aria di Musetta «Quando me ’n vo» e il duetto «O Mimì tu più non torni» dalla Bohème, l’aria di Calaf «Nessun dorma» dalla Turandot, la cabaletta di Violetta «Sempre libera degg’io» dalla Traviata, l’invettiva di Rigoletto «Cortigiana, vil razza dannata» e il quartetto «Bella figlia dell’amore» si alterneranno a due momenti orchestrali intensi e brillanti: l’Amarcord Suite di Nino Rota nell’arrangiamento di William Ross e il Can candall’operetta Orphée aux Enfers di Jacques Offenbach. Come gran finale, tre capisaldi del patrimonio musicale italiano: il coro «Va’ pensiero sull’ali dorate» dal Nabucco e il festoso brindisi «Libiam ne’ lieti calici» dalla Traviata di Verdi, intervallati dal finale dellaTurandot di Puccini «O padre augusto».

Di grande portata sarà l’attenzione mediatica nazionale e internazionale dedicata al Concerto di Capodanno diretto, per il terzo anno consecutivo, da Chung: Rai Cultura trasmetterà la seconda parte della recita di mercoledì 1 gennaio in diretta a partire dalle 12.20 su Rai1 e in differita alle ore 18.30 su Rai5. La regia televisiva sarà di Fabrizio Guttuso. Il Concerto di Capodanno sarà poi trasmesso in differita, in versione integrale, mercoledì 1 gennaio alle ore 20.30 su Rai Radio3 e giovedì 20 febbraio 2020 ore 21.15 su Rai5. Inoltre, grazie alla collaborazione con Arte e wdr, anche questa nuova edizione del Concerto sarà trasmessa live in moltissimi Paesi europei – in Francia, Germania e nei Paesi di lingua francese e tedesca – e fino in Corea. Nel 2020 l’evento sarà infine ripreso in differita in Giappone, negli Emirati Arabi Uniti e in Cina.

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CONLON DIRIGE LO SCHIACCIANOCI NEL CONCERTO DI NATALE DELL' ORCHESTRA RAI:

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Sabato 21 dicembre all’Auditorium Rai di Torino con diretta su Radio3 e in Euroradio

Domenica 22 dicembre a “Classica per tutti” 

Una fiaba senza tempo per viaggiare nel regno della fantasia e celebrare l’arrivo delle festività natalizie con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il suo Direttore principale James Conlon. È Lo schiaccianoci, ispirato a un racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann e trasformato dalla musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij in uno dei balletti più celebri al mondo, al centro del tradizionale Concerto di Natale in programma sabato 21 dicembre alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con diretta su Radio3 e nel circuito Euroradio. Dopo il successo dello scorso anno sempre per il Concerto di Natale, Conlon ripropone in forma di concerto la partitura integrale del balletto in due atti con cui il compositore russo si congedò dal genere nel 1892, appena un anno prima della morte. 

L’idea per Lo schiaccianoci, rappresentato trionfalmente al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo con le coreografie di Marius Petipa e Lev Ivanov, fu suggerita a Čajkovskij da un racconto di Alexandre Dumas padre intitolato Histoire d’un casse-noisette (Storia di uno schiaccianoci), che riprende a sua volta una fiaba di Hoffmann, Nussknacker und Mausekönig (Schiaccianoci e il re dei topi), pubblicata nel 1816. Il balletto conserva la medesima opposizione tra la sfera onirica e quella del reale che caratterizza la favola. Durante la vigilia di Natale in casa del signor Stahlbaum arriva un amico, il signor Drosselmeyer, carico di doni. Alla piccola Clara viene regalato uno schiaccianoci a forma di soldatino. Nei sogni della bambina sarà il principe azzurro ma prima che scocchi l’ora del lieto fine ci saranno molte avventure da affrontare. Due grandi valzer, quello dei Fiocchi di neve alla fine del primo atto e quello dei Fiori nel finale, racchiudono in modo ammirevole un classico del balletto il cui fascino intramontabile non ha mai smesso di far sognare grandi e piccini.  

Il Direttore principale James Conlon tornerà protagonista sul podio dell’Orchestra Rai con il secondo atto dello Schiaccianoci nel terzo appuntamento del ciclo “Classica per tutti”, in programma domenica 22 dicembre alle 16 all’Auditorium Rai di Torino. Il concerto è rivolto ai giovani, ai giovanissimi e alle famiglie che intendano avvicinarsi alla musica classica. Un viaggio fra le pagine più effervescenti e gioiose del celebre balletto, con la sua magica atmosfera da fiaba natalizia. 

Per il Concerto di Natale le poltrone numerate da 15 a 10 euro (ridotto abbonati e giovani Under 35) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai.

I biglietti del concerto pomeridiano di “Classica per tutti” sono proposti al prezzo di 10 euro per gli adulti e 5 euro per gli Under 35.  Informazioni: 011.8104653 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.osn.rai.it

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EZIO BOSSO DIRIGE BEETHOVEN PER L'ULTIMO CONCERTO DEL 2019 DELL' ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA

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sabato 21 dicembre ore 20.30 – domenica 22 ore 20.30
Stagione Sinfonica – Concerto fuori abbonamento
Sala Santa Cecilia - Auditorium Parco della Musica

 EZIO BOSSO

IL MIO BEETHOVEN

Per l’ultimo appuntamento del 2019 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sabato 21 dicembre e domenica 22 ore 20.30 (Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica) Ezio Bosso ritorna sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per dirigere due delle sinfonie più conosciute del genio di Bonn: la Sinfonia n. 5 e la Sinfonia n. 7, che faranno da preludio alle celebrazioni nel 2020 per i 250 anni dalla nascita del compositore.

Ezio Bosso, compositore e direttore d’orchestra, ma anche divulgatore e uomo di profonda etica e spessore intellettuale, ha anche il merito di aver riportato la grande musica classica in tv, in prima serata, con il fortunato “Che storia è la musica” (Rai 3) in cui ha affrontato due grandi sinfonie, Quinta e Settima, alla testa della Europe Philharmonic Orchestra, offrendo spunti di riflessione e approfondimento nuovi e interessanti. Bosso ha debuttato a Santa Cecilia nel 2017 proprio con la Settima di Beethoven, invece nel 2018 ha diretto la sua Sinfonia n. 1 “Oceans” e la Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo” di Dvořák.

La Quinta sinfonia di Beethoven, che aprirà il concerto, include probabilmente l'incipit più noto della storia della musica. I primi appunti sulla Quinta risalgono a un periodo compreso tra il 1802 e il 1804 e già allora nella mente di Beethoven era chiaro il celebre attacco, anche se la Sinfonia fu poi completata nel 1808, eseguita la prima volta in un concerto, diretto dallo stesso autore, il 22 dicembre dello stesso anno al Teatro an der Wien, dove pubblico e critici non poterono mancare di esprimere ammirazione per la vivacità e l’energia che percorre l'opera e traspare sin dal tema iniziale. Con la Settima Sinfonia Beethoven persegue le idee di «armonia e gioia», alle quali giunge con consapevolezza dopo gli impeti bellicosi della Quinta. Richard Wagner definì la Settima come “l'apoteosi della danza. È la danza nella sua massima essenza, l'azione del corpo tradotta in suoni per così dire ideali”.

 

Sala Santa Cecilia – Auditorium Parco della Musica
Concerto fuori abbonamento
Sabato 21 dicembre ore 20.30  – domenica 22 ore 20.30
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Ezio Bosso direttore
 
Beethoven Sinfonia n. 5
                   Sinfonia n. 7

Biglietti da 19 a 52 €  (Under30 sconto del 25%)

I biglietti possono essere acquistati presso:

Botteghino Auditorium Parco della Musica

Viale Pietro De Coubertin Infoline: tel. 068082058

Botteghino Via Vittoria 6 (adiacente Via del Corso, Roma)

solo tramite carta di credito o bancomat

dal lunedì al venerdì ore 11-19, sabato dalle 11 alle 14

Prevendita telefonica con carta di credito:

Call Center TicketOne Tel. 892.101

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ROBERTO ALAGNA E ALEKSANDRA KURZAK per la prima volta insieme sul palcoscenico areniano del Festival 2020 per Cavalleria rusticana e Pagliacci, 8 agosto 2020

Kurzak-Alagna

ROBERTO ALAGNA E ALEKSANDRA KURZAK

per la prima volta insieme sul palcoscenico areniano

del Festival 2020 per Cavalleria rusticana e Pagliacci

 

Arena di Verona, 8 agosto 2020 ore 20.45

                                                                                                                                                                    

Proseguono le novità del Festival 2020 all’Arena di Verona: un’altra coppia di star sarà protagonista per la serata di gala di Cavalleria rusticana e Pagliacci dell’8 agosto: il tenore Roberto Alagna, giunto al suo debutto areniano, si esibirà insieme alla compagna d’arte e di vita Aleksandra Kurzak.

La stagione 2019 ha sperimentato un nuovo modus operandi nel cartellone areniano, portando a sorpresa cambi di cast stellari nelle repliche, così da rinnovare l’interesse della première anche nel corso della stagione. Quella che è stata una sperimentazione ben riuscita e premiata da pubblico e critica lo scorso anno con, ad esempio, le serate-evento di Vittorio Grigolo e Plácido Domingo in Traviata, diventa il tema ricorrente della stagione 2020, per tenere continuamente viva l’attenzione delle prime attraverso cast di altissimo livello degni del prestigioso palcoscenico areniano.

Così la nuova produzione di Cavalleria rusticana e Pagliacci, che aprirà la stagione il 13 giugno, vivrà l’8 agosto un’altra data imperdibile: il tenore Roberto Alagna e il soprano Aleksandra Kurzak saranno infatti la coppia che darà voce ai protagonisti dei capolavori di Mascagni e Leoncavallo, per una grande serata di gala. Dopo l’annuncio dell’atteso ritorno a Verona di Anna Netrebko, reduce dal successo della Tosca scaligera, e di Yusif Eyvazov, Fondazione Arena presenta quindi un’altra coppia di artisti che contribuirà, con la sua qualità e la rarità delle sue apparizioni nel nostro Paese, a rendere il cartellone areniano uno tra i più preziosi scrigni di stelle tra le rassegne di tutto il mondo.

I due artisti, definiti dalla prestigiosa rivista tedesca Oper! Das Magazin come "la coppia ideale del mondo dell'opera", hanno espresso grande entusiasmo per quello che si preannuncia un evento da non perdere. Le origini siciliane di Roberto Alagna, artista applaudito nei più prestigiosi teatri al mondo giunto all’atteso debutto in Arena, sono proprio l’ambientazione del capolavoro di Mascagni, che colloca l’opera nel paese siciliano di Vizzini. Il tenore darà voce ai protagonisti Turiddu e Canio del dittico verista Cavalleria rusticana e Pagliacci. Il soprano Aleksandra Kurzak, finissima musicista e cantante, torna in Arena per la prima volta nel doppio ruolo di Santuzza e Nedda dopo aver vestito i panni di Violetta nella Traviata verdiana che ha inaugurato il Festival 2019, ultimo capolavoro di Franco Zeffirelli, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e trasmessa in diretta su RAI 1. Insieme a loro come Alfio e Tonio torna in Arena per la quarta stagione consecutiva Amartuvshin Enkhbat, uno dei baritoni più richiesti del panorama operistico internazionale.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena, esprime grande soddisfazione: «Il Festival 2020 vuole proseguire il percorso virtuoso intrapreso già nella scorsa stagione affiancando allestimenti spettacolari che entrano nel cuore del pubblico ad interpreti di altissimo livello, e non posso che essere entusiasta della presenza di due straordinari artisti come Aleksandra Kurzak e Roberto Alagna – al suo debutto in Arena – che hanno accettato il mio invito ad esibirsi in Arena. Da Sovrintendente, ma ancor prima da cantante e da appassionata d’opera, credo che la qualità artistica degli interpreti sia un elemento fondamentale per richiamare il pubblico a Teatro e con questo spirito stiamo lavorando per presentare presto un cast sempre più all’altezza del nome dell’Arena di Verona».

Si ricorda che il cartellone del 98° Festival lirico all’Arena di Verona proporrà dal 13 giugno al 5 settembre un nuovo allestimento di Cavalleria rusticana e Pagliacci, insieme ai grandi titoli già conosciuti e apprezzati in Arena: AidaTurandot, Nabucco La Traviata, con le serate di gala Jonas Kaufmann Gala Event (28 giugno)Domingo Opera Night (7 luglio)Roberto Bolle and Friends (20, 21 luglio), The Stars of Opera (23 luglio) e la IX Sinfonia di Beethoven (23 agosto). I biglietti sono in vendita con nuovissimi e prestigiosi posti di platea, le poltronissime platinum, e i settori 4° e 5° che garantiscono una vista eccezionale del palcoscenico.

Non resta quindi che visitare il sito www.arena.it e seguire i canali social (Facebook, Twitter, Instagram e YouTube) per riservare il proprio posto e vivere la magica esperienza dell’opera in Arena anche per l’estate 2020.

 (Foto Aleksandra Kurzak ©Foto Karol Grygoruk    Roberto Alagna, ©Foto Charly Hel–PixHel Prod)

Informazioni

 Biglietteria

Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

tel. (+39) 045 59.65.17 - fax (+39) 045 801.3287

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.arena.it

Call center (+39) 045 800.51.51

Punti di prevendita Geticket

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ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO: esce oggi in una versione inedita il “Va’ Pensiero” di Verdi. Nuove date all'Opera

Piazza-Vittorio

CS

Il “Va’ Pensiero” di Giuseppe Verdi in una versione inedita firmata dall’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO: un inno alla libertà e all’inclusione

regia di Francesco Cabras

https://youtu.be/h4cEcW8opSY

Annunciate le nuove date de “L’Orchestra di Piazza Vittorio all’Opera”

La multietnica Orchestra di Piazza Vittorio, l’ensemble di musicisti che racchiude tutto il mondo, torna ad esplorare in chiave ultra-contemporanea i territori della lirica con uno dei più celebri cori del repertorio operistico, il Va’ pensiero del terzo atto del Nabucco di Giuseppe Verdi.

Il video diretto da Francesco Cabras e online da oggi, gioca sui piani ravvicinati che inquadrano i vari componenti dell’Orchestra, come a voler ribadire che da qualunque parte del mondo si provenga, siamo tutti esseri umani, individui, ognuno con la propria storia, il proprio vissuto, la propria vita. Alle spalle, una tenda mossa dal vento, un richiamo simbolico al drappo di una bandiera, un'esortazione a prendere coscienza che è arrivato il momento di far cambiare aria a chi la sta infettando.

L’OPV si riappropria così di una composizione musicale – nell’opera verdiana riferita agli ebrei prigionieri in Babilonia – che è un inno malinconico alla patria perduta per dargli una nuova sfumatura di senso: in questo caso la patria perduta non è un passato idealizzato di purezza cui guardare con nostalgia, non è quel sentimento di rivalsa contro la modernità e la globalizzazione che sta animando i sovranismi di mezzo mondo. E' al contrario un canto di speranza, un invito a ritrovare quel senso di comunità, quella civiltà fondata – dopo i traumi del nazismo, dell’olocausto e della seconda guerra mondiale – sui valori di rispetto della dignità umana, della solidarietà e della convivenza civile, quei valori della nostra Costituzione che soltanto in questi ultimi anni sono stati messi in discussione da narrazioni che hanno trovato terreno fertile nelle contraddizioni della globalizzazione. L’OPV si riappropria così di un patrimonio culturale storico e musicale per restituirlo a noi tutti. Perché l’Orchestra è sì multietnica ma di fatto è italianissima. Una realtà unica al mondo che è per sua natura stessa realtà politica. Come è un atto politico la scelta, oggi, di reinterpretare il Va’ Pensiero, per strapparlo a chi indebitamente in questi anni voleva farlo diventare un inno secessionista.

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Il Concerto della Fenice per festeggiare il Natale nella Basilica di San Marco

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COMUNICATO STAMPA                                                                         Venezia, dicembre 2019

 

Si rinnova il suggestivo appuntamento del Concerto di Natale della Fenice nella Basilica di San Marco di Venezia: martedì 17 dicembre 2019 ore 20.00 (ingresso per invito) e mercoledì 18 dicembre 2019 ore 20.00 (riservato abbonati turno S stagione sinfonica 2019 -2020 della Fenice), Marco Gemmani dirigerà i solisti della Cappella Marciana in un programma musicale – intitolato Natale a San Marco 1670 – composto da pagine vocali e strumentali di Giovanni Legrenzi, volto a far rivivere l’emozione di una liturgia cantata così come si sarebbe potuta svolgere quattrocento anni fa nella cattedrale veneziana.

Nato a Clusone, nel bergamasco, nel 1626, Giovanni Legrenzi fu maestro di cappella, illustre compositore di musica strumentale e vocale, oltre che vera e propria personalità all’interno di un ancor giovane mondo operistico. Cresciuto nei ranghi della cattedrale di Bergamo, successivamente impegnato all’Accademia dello Spirito Santo di Ferrara e alla Chiesa dell’Ospedaletto di Venezia, dal 1685 fino al 1690, anno della sua morte, ricoprì il prestigioso incarico di maestro della Cappella musicale della Basilica di San Marco.

«Legrenzi si pone come il continuatore ideale – spiega Franco Rossi, consulente scientifico della Fondazione Teatro La Fenice – della presenza marciana di Claudio Monteverdi e di Francesco Cavalli: il primo a marcare la prima metà del secolo, il secondo a condizionarne la parte centrale, il terzo a chiuderne i conti, dopo aver affrontato comunque anche ampie e interessanti questioni di organico,  dopo  aver  tentato  di  restituire  agli  organici  marciani  quell’equilibrio  e  quell’ordine  ripetutamente  messi  in  discussione  da  assunzioni  non  sempre  equilibrate  e  quindi  non  all’altezza  dell’immagine di quell’organismo che – a detta degli stessi procuratori di San Marco – rappresentava la più bella gemma del diadema dogale. Se certamente è possibile leggere una continuità all’interno di questa tradizione è sicuramente anche da affermare l’originalità di un autore che applica tecniche compositive innovative trasferendole dal modello operistico (il più remunerato) a quello strumentale e a quello sacro, fondendo stile osservato e cantabilità in una unica, ampia componente».

Il programma del Concerto di Natale 2019, interamente dedicato alla musica di Giovanni Legrenzi, propone una scelta di musiche sacre del musicista bergamasco tratte da varie fonti e intercalate da quattro brani strumentali, idealmente posti il primo all’inizio della serata, un secondo intervento dopo il «Gloria», un terzo che funge idealmente come toccata per l’elevazione e un quarto all’altezza del communio. È la vera e propria ricostruzione di una possibile messa marciana, ottenuta inserendo i canonici momenti dell’ordinarium missae secondo la tradizione veneziana, quindi con il ‘sacrificio’ del «Sanctus» e dell’«Agnus Dei»: «Kyrie», «Gloria» e «Credo» sono tratti dall’op. 9 del 1667, tutti basati sul doppio coro (quasi un coro battente di cinquecentesca memoria), con una scrittura più compatta per il «Credo» a garantirne la piena comprensione testuale. Completano il programma cinque altre composizioni: in parte sono brani tratti dall’opera 3 del 1655, con i mottetti «Quid timetis pastores», tipicamente natalizio e con funzioni di introito, e «Obstupescite caelites», a sua volta dotato di una forte valenza natalizia. Infine i due mottetti «O mirandum mysterium» (solista l’alto Andrea Gavagnin) per il santissimo Natale dopo il «Credo», e «Non sussurate plus, venti tacete» (solista il soprano Maria Clara Maiztegui) collocato prima del «Credo». La conclusione della liturgia insiste giustamente sulla figura della Vergine Maria madre del Salvatore, ed è affidata all’antifona mariana «Alma redemptoris mater», tratta dalle Compiete del 1662.

Il Concerto di Natale è promosso in collaborazione con la Procuratoria di San Marco. Per informazioni: call center Hellovenezia (041) 2424, www.teatrolafenice.it.

Marco Gemmani

Manifesta spiccate doti musicali fin da piccolo e conclude precocemente gli studi accademici in Conservatorio. È tra i fondatori dell’Accademia Bizantina con cui incide cd per diverse case discografiche, collaborando dapprima con Carlo Chiarappa e in seguito con Ottavio Dantone. È stato direttore dei cori Accademia Bizantina e Creator Ensemble, con i quali ha svolto un’intensa attività concertistica in tutta Europa. Nel 1991 è nominato Maestro di Cappella della Cattedrale di Rimini e nel 2000 viene chiamato a dirigere la Cappella della Basilica di San Marco a Venezia, carica che detiene tuttora. Tale incarico, alla guida di una delle più importanti istituzioni musicali del mondo, che ebbe maestri illustri come Adrian Willaert, Andrea Gabrieli, Giovanni Gabrieli, Claudio Monteverdi, Francesco Cavalli, Antonio Lotti, Baldassare Galuppi e Lorenzo Perosi, lo ha portato ad approfondire il repertorio vocale generato a Venezia divenendone uno dei massimi esperti. Le continue esecuzioni della Cappella Marciana, durante le funzioni liturgiche di tutto l’anno, sono divenute ormai un punto fermo per chi vuole ascoltare musica di rara bellezza nella splendida cornice dorata della Basilica di San Marco. Oltre all’attività liturgica e concertistica in Basilica, incide cd e porta la Cappella Marciana a esibirsi in prestigiose sedi europee. Dopo aver insegnato in diverse istituzioni musicali italiane, è tuttora docente di direzione di coro e composizione corale al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Direttore, musicologo, ricercatore, curatore di mostre, autore di numerose trascrizioni di inediti, revisore ed editore, è un musicista a 360 gradi, attivo sia come compositore sia come interprete. Il suo ultimo libro s’intitola Il canone a due voci, alla ricerca del segreto dei fiamminghi.

Cappella musicale della Basilica di San Marco a Venezia

La Cappella musicale della Basilica di San Marco, detta Cappella Marciana, discende direttamente dalla Cappella della Serenissima Repubblica in San Marco ed è stata la cappella del doge per oltre cinque secoli. I primi documenti che ne attestano una consolidata esistenza risalgono al 1316. Oltre a essere considerata la più antica formazione musicale professionistica tutt’oggi attiva, la Cappella Marciana vanta altri primati assoluti: la quantità di musica prodotta nei secoli per essere da essa eseguita, l’altissimo numero di compositori attivi al suo interno e la quantità di intuizioni musicali divenute paradigmatiche nel panorama della musica occidentale. Questa singolare formazione continua ancora oggi a eseguire polifonia di pregio durante l’ufficio liturgico, in continuità con la propria tradizione. Da secoli essa presenzia alle più importanti funzioni della Basilica senza soluzione di continuità e questo patrimonio culturale, questo modus cantandi, si perpetua in uno stile inconfondibile che si alimenta sotto le volte di San Marco alla fonte del carisma dell’evangelista artista.

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GENNAIO RICCO AL REGIO DI TORINO

Violanta-Illustrazione-di-Sara-Rambaldi

ECCO GLI APPUNTAMENTI DI GENNAIO AL TEATRO REGIO DI TORINO

STAGIONE D’OPERA | 1 • “IL MATRIMONIO SEGRETO”: PIER LUIGI PIZZI FIRMA LA REGIA DI UN ALLESTIMENTO RAFFINATO E CONTEMPORANEO. DIRIGE NIKOLAS NÄGELE

Dal 15 al 24 gennaio 2020 al Teatro Regio andrà in scena il melodramma giocoso IL MATRIMONIO SEGRETO, capolavoro assoluto di Domenico Cimarosa. Pier Luigi Pizzi firma regia, scene e costumi di un raffinato, elegante e contemporaneo allestimento, che ha debuttato la scorsa estate al Festival della Valle d’Itria, ottenendo un ottimo riscontro di pubblico e critica; le luci sono di Andrea Anfossi. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio debutta il giovane e talentuoso direttore tedesco Nikolas Nägele. Il giovane e brillantissimo cast è formato dal soprano Carolina Lippo nei panni della primadonna Carolina, dal baritono Marco Filippo Romano in quelli di Geronimo; il tenore australiano Alasdair Kent è Paolino, il baritono Markus Werba è il conte Robinson; Fidalma ed Elisetta sono interpretate rispettivamente dal mezzosoprano Monica Bacelli e dal soprano Eleonora Bellocci.

Il matrimonio segreto sarà trasmesso in diretta mercoledì 15 gennaio ore 20 da Rai Radio 3, a cura di Susanna Franchi.

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EMMA DANTE E SERENA SINIGAGLIA FIRMANO IL DITTICO CAVALLERIA RUSTICANA E PAGLIACCI CHE CHIUDE LA STAGIONE 2019 AL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Cavalleria rusticana

Sul podio Frédéric Chaslin

Dal 15 dicembre alle 20 e in diretta su Radio3 Rai

Protagonisti Veronica Simeoni, Roberto Aronica, Dalibor Jenis, Carmela Remigio e Stefano La Colla

Con un dittico “tutto al femminile”, che accosta la Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni firmata da Emma Dante ai Pagliacci di Ruggero Leoncavallo con la regia di Serena Sinigaglia, volge al termine la Stagione 2019 del Teatro Comunale di Bologna domenica 15 dicembre alle 20, con trasmissione in diretta su Radio3 Rai. Sul podio il direttore d'orchestra francese Frédéric Chaslin.

Il primo titolo è riproposto dopo il grande successo di due anni fa, quando debuttò al Comunale insieme a La voix humaine di Francis Poulenc, questa volta nel più consueto abbinamento con Pagliacci, presentato invece nel nuovo allestimento – in prima italiana – che il teatro felsineo ha coprodotto con il Grand Théâtre de Genève, dove è andato in scena a marzo 2018. Le due registe immaginano un collegamento, una complementarità tra le due storie brutali, come se si trattasse del positivo e del negativo di una medesima foto. Due intrecci che hanno come denominatore comune la gelosia e il tradimento – che portano a un tragico finale da cronaca nera – e due protagoniste donne: Santuzza in Cavalleria è gelosa di Turiddu (e del suo rapporto con Lola) e muove l'azione che porterà alla morte dell'amato; Nedda in Pagliacci è vittima del femminicidio compiuto dal marito Canio, accecato dalla gelosia verso di lei e il suo amante (che scoprirà essere Silvio) tanto da commettere un doppio omicidio. Da un lato in Cavalleria la Dante racconta una Sicilia diversa rispetto a quella “da cartolina” e ricorda che «le dinamiche del rapporto tra Turiddu e Santuzza oggi si possono trovare in Sicilia così come in tanti altri luoghi d’Italia in cui persiste questo genere di retaggio culturale», dall'altro la Sinigaglia immerge Pagliacci a metà tra realtà e finzione da commedia, nell'atmosfera del cinema neorealista degli anni Quaranta e Cinquanta. 

«È stato davvero difficile confrontarsi con i temi di Cavalleria – spiega Emma Dante – perché la mia terra non è quella che l’opera richiede sia raccontata; ho scelto quindi di non dare una lettura contraria alla tradizione mantenendo i colori del Sud, che comprendono per esempio l’oscurità dei veli neri o la presenza dei crocifissi nelle processioni religiose ma senza alcun connotato oleografico. Intendo narrare il rapporto tra l’anima siciliana e il sacro, la compresenza della vita profana con quella religiosa, l’oppressione della donna e sicuramente non l’aspetto folkloristico dato dalle coppole e dalle lupare». 

«C’è una profusione di elementi simili in questo duo – dice Serena Sinigaglia – A causa del loro ruolo comune nel Verismo italiano, Cavalleria rusticana e Pagliacci sono rappresentate insieme, spesso però senza essere scenicamente connesse. Questa volta sarà differente. L’idea del collegamento è sviluppata senza il desiderio di continuità, ma piuttosto di complementarità, come se si trattasse di due facce della stessa medaglia. Per esempio, se Cavalleria rusticana si trovava in un ambiente buio, allora Pagliacci sarà in un ambiente luminoso. Durante il Prologo di Pagliacci la scenografia di Cavalleria sarà smontata di fronte al pubblico e gli oggetti verranno sostituiti “a vista”. Tutti i drappeggi della precedente decorazione di Emma Dante saranno rimossi per fare spazio al sole, alla luce brillante della Calabria, al suo suolo secco e arido. Anche l’ingresso di Tonio, che si rivolgerà al pubblico senza un contorno scenografico, sarà l’intervento di un uomo, un cantante dei giorni nostri che invita alla verità. Questo prologo segnerà il graduale passaggio a Pagliacci e ricorderà al pubblico che, anche se il teatro è solo finzione, le due opere presentate raccontano fatti reali».

Per entrambi i titoli del dittico, alla guida dell’Orchestra del TCBO è chiamato il direttore francese Frédéric Chaslin, artista versatile (pianista, compositore, scrittore) che collabora con teatri come il Metropolitan di New York, la Los Angeles Opera, la Bayerische Staatsoper di Monaco e la Deutsche Oper di Berlino. Come di consueto, il Coro del Teatro è istruito da Alberto Malazzi e il Coro di Voci Bianche da Alhambra Superchi.

Veronica Simeoni, Roberto Aronica e Dalibor Jenis interpretano rispettivamente Santuzza, Turiddu e Alfio, i protagonisti del celebre triangolo amoroso verista che Mascagni ha tratto dall'omonima novella di Giovanni Verga. Il cast dell'atto unico è completato da Alessia Nadin nella parte di Lola e da Agostina Smimmero in quella di Mamma Lucia. L'allestimento porta le firme dei consueti collaboratori di Emma Dante: per le scene Carmine Maringola, per i costumi Vanessa Sannino, per le luci Cristian Zucaro e per la coreografia Manuela Lo Sicco. Daranno invece voce ai personaggi dell’opera in due atti su musica e libretto di Leoncavallo Carmela Remigio (Nedda/Colombina), Stefano La Colla (Canio/Il pagliaccio), Vittorio Prato (Silvio), Paolo Antognetti (Beppe/Arlecchino) e ancora Dalibor Jenis (Tonio/Taddeo). Le scene di Pagliacci sono a cura di Maria Spazzi, i costumi di Carla Teti, le luci di Claudio De Pace. 

Cavalleria rusticana / Pagliacci è replicato il 17, 18, 19, 20, 21 e 22 dicembre. Per le recite del 17, del 19 e del 21 dicembre saranno protagonisti Sonia Ganassi (Santuzza), Angelo Villari (Turiddu e Canio), Stefano Meo (Alfio e Tonio), Carmen Solís (Nedda), Marco Puggioni (Beppe/Arlecchino) e Vincenzo Nizzardo (Silvio).

Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno dell’Associazione Amici del Teatro Comunale di Bologna.

I biglietti (da 140 a 15 euro) sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili da un'ora e mezza prima dell'inizio di ogni spettacolo al 50% del costo.

CAVALLERIA RUSTICANA

Melodramma in un atto 

Musica di Pietro Mascagni

Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci

 

Direttore Frédéric Chaslin

Regia Emma Dante

Regia ripresa da Gianni Marras

Maestro del Coro Alberto Malazzi

Scene Carmine Maringola

Costumi Vanessa Sannino

Luci Cristian Zucaro

Coreografia Manuela Lo Sicco

Personaggi e Interpreti

Santuzza Veronica Simeoni (15, 18, 20, 22) / Sonia Ganassi (17, 19, 21)                               

Turiddu Roberto Aronica (15, 18, 20, 22) / Angelo Villari (17, 19, 21)

Lucia Agostina Smimmero

Alfio Dalibor Jenis (15, 18, 20, 22) / Stefano Meo (17, 19, 21)                                                

Lola Alessia Nadin

Attori Mariella Celia, Silvia Giuffrè, Samuel Salamone, Yannick Simons, Sabrina Vicari, Marta Zollet 

 

In collaborazione con la Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone

            

Produzione del Teatro Comunale di Bologna 

PAGLIACCI

Dramma in un prologo e due atti

Musica e libretto di Ruggero Leoncavallo

 

Direttore Frédéric Chaslin

Regia Serena Sinigaglia

Maestro del Coro Alberto Malazzi

Scene Maria Spazzi

Costumi Carla Teti

Luci Claudio De Pace

Assistente alle scene Marianna Cavallotti

Maestro del Coro di Voci Bianche Alhambra Superchi 

 

Personaggi e Interpreti

Nedda/Colombina Carmela Remigio (15, 18, 20, 22) / Carmen Solís (17, 19, 21)

Canio/Il Pagliaccio Stefano La Colla (15, 18, 20, 22) / Angelo Villari (17, 19, 21)                                          

Tonio/Taddeo Dalibor Jenis (15, 18, 20, 22) / Stefano Meo (17, 19, 21)  

Beppe/Arlecchino Paolo Antognetti / Marco Puggioni (17, 19, 21)

Silvio Vittorio Prato (15, 18, 20, 22) / Vincenzo Nizzardo (17, 19, 21)

Mimi Paolo De Giudici, Sarah Giulia Gibbon

In collaborazione con la Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone

Nuova produzione del Teatro Comunale con Grand-Théâtre de Genève

 

Date

Domenica 15 dicembre, Turno Prima, ore 20.00

Martedì 17 dicembre, Turno C, ore 18.00

Mercoledì 18 dicembre, Turno A, ore 20.00

Giovedì 19 dicembre, Turno P, ore18.00

Venerdì 20 dicembre, Turno B, ore 20.00

Sabato 21 dicembre, FA, ore 20.00

Domenica 22 dicembre, Turno D, Ore 15.30

(un' immagine di Pagliacci)

 

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La “Carmen” di Bizet, con la direzione di Beatrice Venezi e la regia di Paul-Émile Fourny, chiude la 52esima Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi

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L’opéra-comique “Carmen”, di Georges Bizet, con la direzione del M° Beatrice Venezi e la regia di Paul-Émile Fourny, chiude la 52esima Stagione Lirica del Teatro Pergolesi, venerdì 20 e domenica 22 dicembre (anteprima giovani il 18 dicembre) per la 52^ Stagione Lirica di Tradizione.

Sarà la “Carmen”, il titolo più celebre di Georges Bizet (1838-1875), a chiudere la 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi, al termine di un cartellone dedicato alle grandi protagoniste femminili con “Madama Butterfly”, “Turandot” e il tributo alla Luna in una nuova produzione di “CircOpera”.

Venerdì 20 dicembre alle ore 20.30, domenica 22 alle ore 16, con anteprima giovani mercoledì 18 dicembre alle ore 16, la “Carmen” arriva al Teatro Pergolesi di Jesi in una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica delle Marche. L’opéra-comique in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella eponima di Mérimée, viene proposta nella versione originale, in lingua francese e con i dialoghi parlati, che debuttò all’Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875; alcuni dialoghi sono stati modificati a cura di Opéra-Théâtre de Metz Métropole. Edizione Alkor. Dopo le date di Jesi, l’opera andrà in scena tra gennaio e febbraio 2020 nei teatri di Fano, Ascoli Piceno e Fermo.

Sul podio, il Maestro Beatrice Venezi, tra le poche donne al mondo a dirigere orchestre a livello internazionale; innovativa, paladina di femminilità, nel 2018 è stata inserita da “Forbes” nell’elenco dei 100 giovani Under 30 leader del futuro e ha recentemente pubblicato il suo album d’esordio “My Journey - Puccini’s Symphonic Works”. La regia è di Paul-Émile Fourny che torna a Jesi dopo i successi di “Aucassin et Nicolette” (2019), “Werther” (2007), “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci” (2016). Per questo nuovo allestimento, le scene sono state realizzate nei Laboratori scenografici della Fondazione Pergolesi Spontini a Jesi e sono firmate da Benito Leonori, i costumi sono di Giovanna Fiorentini, light designer è Patrick Méeüs; assistente alla regia è Giovanna Spinelli, assistente alle scene Elisabetta Salvatori.

Nel ruolo del titolo il mezzosoprano canadese Mireille Lebel al suo debutto in Italia, mentre il tenore Enrico Casari sarà per la prima volta Don José. Anna Bordignon è Micaëla, Margherita Hibel canta Frasquita, Mercedes è Martina Rinaldi, Escamillo è Pietro Di Bianco; nella compagnia di canto, inoltre, Tommaso Caramia (Dancairo), Vasyl Solodkyy (Remendado), Andrea Tabili (Zuniga), Giacomo Medici (Moralès). Lilas Pastia è Francesco Mattioni. Per le recite nei teatri della Rete Lirica, si alternano nel ruolo di Frasquita le cantanti Margherita Hibel e Carmela Osato.

Suona la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro del Teatro della Fortuna di Fano è diretto da Mirca Rosciani, i Pueri Cantores “D. Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci.

L’argomento è tratto, molto liberamente, dal romanzo omonimo di P. Mérimée. Al libretto collaborò lo stesso Bizet, scrivendone anche alcune parti (tra cui le parole della famosa habanera cantata dalla protagonista, “L’amour est un oiseau rebelle”). La “Carmen” del 1875 appartiene al genere dell’opéra-comique ed era dunque, nella sua versione originale, composta da dialoghi recitati alternati alle parti musicali, è in tale forma che viene rappresentata a Jesi.

Il regista Paul-Émile Fourny ne propone un’angolazione originale, in stile indagine della polizia, con un delitto consumato all’interno di un teatro – le scene sono una perfetta ricostruzione del Teatro Moriconi di Jesi – di cui si cerca di stabilire le responsabilità. Da qui parte, come un flashback, la vicenda, con gitani e contrabbandieri trasformati in una compagnia di artisti teatrali impegnati nella messa in scena dell’opera di Bizet, in uno spettacolo in cui realtà e fantasia si intrecciano fino al tragico epilogo... La protagonista, Carmen, è un’attrice, al centro di un mondo divertente, vivente e ribelle, opposto all’universo di “poliziotti” incarnato dall’agente Moralès, dal commissario Zuniga e dall’ispettore José.

«Ho voluto proporre una lettura più contemporanea ma rispettosa dell’opera, evitando la caricatura spagnola per meglio sviluppare la drammaturgia” - spiega Paul-Émile Fourny. “L’idea è quella di una messa in scena vicina alle serie televisive poliziesche, e in particolare a quelle che si svolgono negli anni 50-60, perché Carmen è la storia di un crimine, in cui la protagonista è la vittima. Il mio sguardo è femminista, Carmen afferma le sue scelte di vita, sia professionali che personali; con un carattere forte, indurito, deve combattere per rivendicare il suo status di donna libera».

A margine dell’opera, la Fondazione Pergolesi Spontini propone al pubblico alcuni momenti di approfondimento presso le Sale Pergolesiane del Teatro Pergolesi: domenica 15 dicembre alle ore 11 la “Guida all’opera” con il musicologo Cristiano Veroli, e due incontri dal titolo “La trama prima dell’opera” con il direttore artistico Cristian Carrara, venerdì 20 dicembre ore 19 e domenica 22 dicembre ore 15. Inoltre, venerdì 20 dicembre alle ore 18,30, stesso luogo, il M° Beatrice Venezi presenterà il suo il suo album d’esordio “My Journey - Puccini’s Symphonic Works” per l’etichetta Warner Music.

La 52^ Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi Stagione è organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini, con la direzione artistica di Cristian Carrara. La sostengono il Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, e la Regione Marche; Soci Fondatori Comune di Jesi e Comune di Maiolati Spontini, Partecipanti Aderenti Comune di Monsano, Partecipante Sostenitore Camera di Commercio delle Marche, Fondatori Sostenitori Gruppo Pieralisi e Starcom Italia, con il patrocinio di Consiglio Regionale delle Marche. Educational partner Trevalli Cooperlat. Sponsor PS Medical Center, DPA srl, Estra Prometeo. Si ringraziano UBI BANCA, CLABO SPA e tutti i Mecenati 2019 per il contributo erogato tramite Art Bonus.

Info: Fondazione Pergolesi Spontini www.fondazionepergolesispontini.com

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Festival Verdi 2019: ancora un'edizione da record

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CS

I risultati della XIX edizione fanno registrare il record assoluto di spettatori e di incasso

della storia del festival, con oltre 26 mila presenze provenienti da tutti i continenti

e oltre 1,4 milioni di euro di biglietti venduti, con Nabucco che vanta il record di incasso per singola recita e per titolo della storia del Festival Verdi.

La IV edizione di Verdi Off accresce lo straordinario coinvolgimento in nome del Maestro

con la Verdi Street Parade che ha riempito le strade della città e la Piazza del Duomo.

Il report dei risultati, realizzato con l’Università di Parma,

evidenzia che il Social Return On Investment, l’impatto favorevole del Festival Verdi,

stimato con cautela, è pari a 2.5, con benefici calcolati per oltre € 15.75 milioni

sugli operatori economici e sulla comunità cittadina

 

Stabilisce nuovi record e conferma il proprio trend in crescita delle ultime edizioni il XIX Festival Verdi conclusosi lo scorso 20 ottobre, come risulta dal report, frutto dell’Osservatorio permanente istituito dal Teatro Regio in collaborazione con l’Università di Parma, presentato a istituzioni, sponsor, pubblico e disponibile alla consultazione su teatroregioparma.it.

I dati raccolti attestano il record di spettatori e di incasso della storia del Festival Verdi, con 26.353 presenze provenienti da tutti e cinque i continenti, oltre 1,4 milioni di euro di biglietti venduti e oltre 100 tour operator e gruppi nazionali e internazionali organizzati che sono intervenuti e che hanno già prenotato la loro partecipazione al XX Festival Verdi, in programma dal 24 settembre al 18 ottobre 2020 (I Lombardi alla prima Crociata, Rigoletto, Macbeth nella versione francese, Ernani, eseguito in forma di concerto, sono le opere nell’anno di Parma Capitale italiana della Cultura.).

Nabucco, nella produzione di Ricci/Forte diretta da Francesco Ivan Ciampa, vanta il record di incasso per singola recita (oltre 117 mila euro) e per titolo (sfiorando i 400 mila euro) della storia del Festival Verdi, con oltre il 90% di riempimento medio delle recite, un sostanziale tutto esaurito, e raccogliendo, a oggi, il pressoché unanime trionfo da parte dei media accreditati.

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In scena al Pavarotti di Modena un nuovo titolo dedicato al Natale

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CS

Va in scena domenica 15 dicembre 2019 alle 17 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti La Notte di Natale, nuova opera commissionata insieme al Teatro dell’Opera Giocosa di Savona (dove è andata in scena lo scorso primo dicembre) al compositore Alberto Cara. Il testo di Simone Pintor, che firma anche la regia dello spettacolo, è liberamente tratto dal noto racconto di Nikolaj Gogol’, autore classico della letteratura russa. La direzione musicale è affidata a Diego Ceretta, alla guida dell’Ensemble del Teatro dell’Opera Giocosa e delle Voci bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Il cast è composto da interpreti usciti dai corsi di alto perfezionamento del Teatro Comunale (Floriana Cicio e Raffaele Feo), di Raina Kabaivanska (Daniel Kim Sunggyeul) e dalla Scuola dell’opera del Teatro Comunale di Bologna (Aloisa Aisemberg). Scene e costumi sono di Mariangela Mazzeo, luci di Marco Alba. La durata dello spettacolo è di circa un’ora.

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Un dicembre incantato a Cagliari con Hänsel und Gretel, capolavoro fiabesco di Engelbert Humperdinck, in un incantevole allestimento scenico che ammalia bambini e adulti

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Venerdì 13 dicembre alle 20.30 (turno A), a chiusura della Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena l’ottavo ed ultimo appuntamento con l’opera: Hänsel und Gretel, fiaba drammatica in tre quadri su libretto di Adelheid Wette, tratto dalla fiaba omonima dei fratelli Grimm, e musica di Engelbert Humperdinck (Siegburg, 1854 - Neustrelitz, 1921) che viene rappresentata per la seconda volta a Cagliari (la prima fu nel maggio 1959 al Teatro Massimo con Fiorenza Cossotto nel ruolo di Hänsel).

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Iniziata la campagna abbonamenti per la Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari

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CS

La campagna abbonamenti per l’ormai imminente Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari, è iniziata, da martedì 3 dicembre 2019, per tutti gli abbonati, con le conferme e variazioni su posti disponibili, possibili fino a sabato 4 gennaio 2020.

La Stagione concertistica 2020 prevede due turni di abbonamento, i turni A e B, per 13 concerti ciascuno.

Come ormai consuetudine i posti in teatro sono identificati per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Prezzi abbonamenti: platea € 235,00 (settore giallo), € 215,00 (settore rosso), € 170,00 (settore blu); I loggia € 200,00 (settore giallo), € 170,00 (settore rosso), € 130,00 (settore blu); II loggia € 65,00 (settore giallo), € 65,00 (settore rosso), € 45,00 (settore blu).

Ai giovani under 30 e agli studenti sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13, il martedi, giovedì e venerdì anche dalle 16 alle 20, e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 - 0704082249, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it

Cagliari,  dicembre 2019

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