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La “Carmen” di Bizet, con la direzione di Beatrice Venezi e la regia di Paul-Émile Fourny, chiude la 52esima Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi

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L’opéra-comique “Carmen”, di Georges Bizet, con la direzione del M° Beatrice Venezi e la regia di Paul-Émile Fourny, chiude la 52esima Stagione Lirica del Teatro Pergolesi, venerdì 20 e domenica 22 dicembre (anteprima giovani il 18 dicembre) per la 52^ Stagione Lirica di Tradizione.

Sarà la “Carmen”, il titolo più celebre di Georges Bizet (1838-1875), a chiudere la 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi, al termine di un cartellone dedicato alle grandi protagoniste femminili con “Madama Butterfly”, “Turandot” e il tributo alla Luna in una nuova produzione di “CircOpera”.

Venerdì 20 dicembre alle ore 20.30, domenica 22 alle ore 16, con anteprima giovani mercoledì 18 dicembre alle ore 16, la “Carmen” arriva al Teatro Pergolesi di Jesi in una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica delle Marche. L’opéra-comique in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella eponima di Mérimée, viene proposta nella versione originale, in lingua francese e con i dialoghi parlati, che debuttò all’Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875; alcuni dialoghi sono stati modificati a cura di Opéra-Théâtre de Metz Métropole. Edizione Alkor. Dopo le date di Jesi, l’opera andrà in scena tra gennaio e febbraio 2020 nei teatri di Fano, Ascoli Piceno e Fermo.

Sul podio, il Maestro Beatrice Venezi, tra le poche donne al mondo a dirigere orchestre a livello internazionale; innovativa, paladina di femminilità, nel 2018 è stata inserita da “Forbes” nell’elenco dei 100 giovani Under 30 leader del futuro e ha recentemente pubblicato il suo album d’esordio “My Journey - Puccini’s Symphonic Works”. La regia è di Paul-Émile Fourny che torna a Jesi dopo i successi di “Aucassin et Nicolette” (2019), “Werther” (2007), “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci” (2016). Per questo nuovo allestimento, le scene sono state realizzate nei Laboratori scenografici della Fondazione Pergolesi Spontini a Jesi e sono firmate da Benito Leonori, i costumi sono di Giovanna Fiorentini, light designer è Patrick Méeüs; assistente alla regia è Giovanna Spinelli, assistente alle scene Elisabetta Salvatori.

Nel ruolo del titolo il mezzosoprano canadese Mireille Lebel al suo debutto in Italia, mentre il tenore Enrico Casari sarà per la prima volta Don José. Anna Bordignon è Micaëla, Margherita Hibel canta Frasquita, Mercedes è Martina Rinaldi, Escamillo è Pietro Di Bianco; nella compagnia di canto, inoltre, Tommaso Caramia (Dancairo), Vasyl Solodkyy (Remendado), Andrea Tabili (Zuniga), Giacomo Medici (Moralès). Lilas Pastia è Francesco Mattioni. Per le recite nei teatri della Rete Lirica, si alternano nel ruolo di Frasquita le cantanti Margherita Hibel e Carmela Osato.

Suona la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro del Teatro della Fortuna di Fano è diretto da Mirca Rosciani, i Pueri Cantores “D. Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci.

L’argomento è tratto, molto liberamente, dal romanzo omonimo di P. Mérimée. Al libretto collaborò lo stesso Bizet, scrivendone anche alcune parti (tra cui le parole della famosa habanera cantata dalla protagonista, “L’amour est un oiseau rebelle”). La “Carmen” del 1875 appartiene al genere dell’opéra-comique ed era dunque, nella sua versione originale, composta da dialoghi recitati alternati alle parti musicali, è in tale forma che viene rappresentata a Jesi.

Il regista Paul-Émile Fourny ne propone un’angolazione originale, in stile indagine della polizia, con un delitto consumato all’interno di un teatro – le scene sono una perfetta ricostruzione del Teatro Moriconi di Jesi – di cui si cerca di stabilire le responsabilità. Da qui parte, come un flashback, la vicenda, con gitani e contrabbandieri trasformati in una compagnia di artisti teatrali impegnati nella messa in scena dell’opera di Bizet, in uno spettacolo in cui realtà e fantasia si intrecciano fino al tragico epilogo... La protagonista, Carmen, è un’attrice, al centro di un mondo divertente, vivente e ribelle, opposto all’universo di “poliziotti” incarnato dall’agente Moralès, dal commissario Zuniga e dall’ispettore José.

«Ho voluto proporre una lettura più contemporanea ma rispettosa dell’opera, evitando la caricatura spagnola per meglio sviluppare la drammaturgia” - spiega Paul-Émile Fourny. “L’idea è quella di una messa in scena vicina alle serie televisive poliziesche, e in particolare a quelle che si svolgono negli anni 50-60, perché Carmen è la storia di un crimine, in cui la protagonista è la vittima. Il mio sguardo è femminista, Carmen afferma le sue scelte di vita, sia professionali che personali; con un carattere forte, indurito, deve combattere per rivendicare il suo status di donna libera».

A margine dell’opera, la Fondazione Pergolesi Spontini propone al pubblico alcuni momenti di approfondimento presso le Sale Pergolesiane del Teatro Pergolesi: domenica 15 dicembre alle ore 11 la “Guida all’opera” con il musicologo Cristiano Veroli, e due incontri dal titolo “La trama prima dell’opera” con il direttore artistico Cristian Carrara, venerdì 20 dicembre ore 19 e domenica 22 dicembre ore 15. Inoltre, venerdì 20 dicembre alle ore 18,30, stesso luogo, il M° Beatrice Venezi presenterà il suo il suo album d’esordio “My Journey - Puccini’s Symphonic Works” per l’etichetta Warner Music.

La 52^ Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi Stagione è organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini, con la direzione artistica di Cristian Carrara. La sostengono il Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, e la Regione Marche; Soci Fondatori Comune di Jesi e Comune di Maiolati Spontini, Partecipanti Aderenti Comune di Monsano, Partecipante Sostenitore Camera di Commercio delle Marche, Fondatori Sostenitori Gruppo Pieralisi e Starcom Italia, con il patrocinio di Consiglio Regionale delle Marche. Educational partner Trevalli Cooperlat. Sponsor PS Medical Center, DPA srl, Estra Prometeo. Si ringraziano UBI BANCA, CLABO SPA e tutti i Mecenati 2019 per il contributo erogato tramite Art Bonus.

Info: Fondazione Pergolesi Spontini www.fondazionepergolesispontini.com

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Festival Verdi 2019: ancora un'edizione da record

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CS

I risultati della XIX edizione fanno registrare il record assoluto di spettatori e di incasso

della storia del festival, con oltre 26 mila presenze provenienti da tutti i continenti

e oltre 1,4 milioni di euro di biglietti venduti, con Nabucco che vanta il record di incasso per singola recita e per titolo della storia del Festival Verdi.

La IV edizione di Verdi Off accresce lo straordinario coinvolgimento in nome del Maestro

con la Verdi Street Parade che ha riempito le strade della città e la Piazza del Duomo.

Il report dei risultati, realizzato con l’Università di Parma,

evidenzia che il Social Return On Investment, l’impatto favorevole del Festival Verdi,

stimato con cautela, è pari a 2.5, con benefici calcolati per oltre € 15.75 milioni

sugli operatori economici e sulla comunità cittadina

 

Stabilisce nuovi record e conferma il proprio trend in crescita delle ultime edizioni il XIX Festival Verdi conclusosi lo scorso 20 ottobre, come risulta dal report, frutto dell’Osservatorio permanente istituito dal Teatro Regio in collaborazione con l’Università di Parma, presentato a istituzioni, sponsor, pubblico e disponibile alla consultazione su teatroregioparma.it.

I dati raccolti attestano il record di spettatori e di incasso della storia del Festival Verdi, con 26.353 presenze provenienti da tutti e cinque i continenti, oltre 1,4 milioni di euro di biglietti venduti e oltre 100 tour operator e gruppi nazionali e internazionali organizzati che sono intervenuti e che hanno già prenotato la loro partecipazione al XX Festival Verdi, in programma dal 24 settembre al 18 ottobre 2020 (I Lombardi alla prima Crociata, Rigoletto, Macbeth nella versione francese, Ernani, eseguito in forma di concerto, sono le opere nell’anno di Parma Capitale italiana della Cultura.).

Nabucco, nella produzione di Ricci/Forte diretta da Francesco Ivan Ciampa, vanta il record di incasso per singola recita (oltre 117 mila euro) e per titolo (sfiorando i 400 mila euro) della storia del Festival Verdi, con oltre il 90% di riempimento medio delle recite, un sostanziale tutto esaurito, e raccogliendo, a oggi, il pressoché unanime trionfo da parte dei media accreditati.

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In scena al Pavarotti di Modena un nuovo titolo dedicato al Natale

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CS

Va in scena domenica 15 dicembre 2019 alle 17 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti La Notte di Natale, nuova opera commissionata insieme al Teatro dell’Opera Giocosa di Savona (dove è andata in scena lo scorso primo dicembre) al compositore Alberto Cara. Il testo di Simone Pintor, che firma anche la regia dello spettacolo, è liberamente tratto dal noto racconto di Nikolaj Gogol’, autore classico della letteratura russa. La direzione musicale è affidata a Diego Ceretta, alla guida dell’Ensemble del Teatro dell’Opera Giocosa e delle Voci bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Il cast è composto da interpreti usciti dai corsi di alto perfezionamento del Teatro Comunale (Floriana Cicio e Raffaele Feo), di Raina Kabaivanska (Daniel Kim Sunggyeul) e dalla Scuola dell’opera del Teatro Comunale di Bologna (Aloisa Aisemberg). Scene e costumi sono di Mariangela Mazzeo, luci di Marco Alba. La durata dello spettacolo è di circa un’ora.

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Un dicembre incantato a Cagliari con Hänsel und Gretel, capolavoro fiabesco di Engelbert Humperdinck, in un incantevole allestimento scenico che ammalia bambini e adulti

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Venerdì 13 dicembre alle 20.30 (turno A), a chiusura della Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena l’ottavo ed ultimo appuntamento con l’opera: Hänsel und Gretel, fiaba drammatica in tre quadri su libretto di Adelheid Wette, tratto dalla fiaba omonima dei fratelli Grimm, e musica di Engelbert Humperdinck (Siegburg, 1854 - Neustrelitz, 1921) che viene rappresentata per la seconda volta a Cagliari (la prima fu nel maggio 1959 al Teatro Massimo con Fiorenza Cossotto nel ruolo di Hänsel).

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Iniziata la campagna abbonamenti per la Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari

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CS

La campagna abbonamenti per l’ormai imminente Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari, è iniziata, da martedì 3 dicembre 2019, per tutti gli abbonati, con le conferme e variazioni su posti disponibili, possibili fino a sabato 4 gennaio 2020.

La Stagione concertistica 2020 prevede due turni di abbonamento, i turni A e B, per 13 concerti ciascuno.

Come ormai consuetudine i posti in teatro sono identificati per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Prezzi abbonamenti: platea € 235,00 (settore giallo), € 215,00 (settore rosso), € 170,00 (settore blu); I loggia € 200,00 (settore giallo), € 170,00 (settore rosso), € 130,00 (settore blu); II loggia € 65,00 (settore giallo), € 65,00 (settore rosso), € 45,00 (settore blu).

Ai giovani under 30 e agli studenti sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13, il martedi, giovedì e venerdì anche dalle 16 alle 20, e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 - 0704082249, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it

Cagliari,  dicembre 2019

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IN ESCLUSIVA LA PRIMA DELLA SCALA SUI CANALI RAI

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RAI: IN ESCLUSIVA LA PRIMA DELLA SCALA

 

Il 7 dicembre la diretta di Rai Cultura su Rai1, Radio3 e Rai Play. Previsti oltre due milioni di spettatori tra pubblico televisivo, radiofonico, cinematografico e web per la Tosca di Giacomo Puccini.

È l'evento culturale più importante dell'anno, e vedrà protagonisti il direttore d'orchestra Riccardo Chailly, il regista Davide Livermore, le grandi voci di Anna NetrebkoFrancesco Meli e Luca Salsi, oltre naturalmente a uno dei più grandi compositori di tutti i tempi: Giacomo Puccini. È la prima del Teatro alla Scala, che quest'anno inaugura la sua Stagione con Toscache Rai Cultura propone in diretta in esclusiva su Rai1 il prossimo 7 dicembre a partire dalle 17.45. Lo spettacolo, con la regia televisiva di Patrizia Carmine, è trasmesso in diretta anche su Radio3, su Rai1 HD canale 501 e online sul portale Rai Play, dove potrà essere visto per 14 giorni dopo la prima.

Oltre tre ore di trasmissione, completa di sottotitoli, per portare Tosca nelle case degli Italiani, perché la grande musica è di tutti, come hanno dimostrato i quasi due milioni di telespettatori che il 7 dicembre 2019 hanno seguito su Rai1 Attila di Giuseppe Verdi per l'apertura della scorsa Stagione della Scala. 

Anche quest’anno grande attenzione è stata riservata alla ripresa audio e video dello spettacolo, curata dal Centro di Produzione Tv Rai di Milano, con 13 telecamere in alta definizione, 45 microfoni nella buca d’orchestra e in palcoscenico, 11 radiomicrofoni dedicati ai solisti che serviranno per la trasmissione stereofonica e per la radiocronaca in diretta in onda su Radio3, con audio surround per le sale cinematografiche e per la Tv. Uno staff di 50 persone tra cameraman, microfonisti, tecnici audio e video sarà impegnato per le oltre tre ore di trasmissione, culmine di una preparazione che vede lo staff di regia seguire fin dalle prime prove la messa in scena dello spettacolo, e un numero crescente di addetti lavorare nelle due settimane precedenti la Prima. 

Oltre a trasmettere l'opera, come di consueto la Rai racconterà anche ciò che accade attorno allo spettacolo più atteso della Stagione. Su Rai 1, Antonio Di Bella e Milly Carlucci, con collegamenti di Stefania Battistini dal foyer, condurranno la diretta televisiva incontrando, prima dell'inizio e durante l'intervallo, i protagonisti e gli ospiti presenti. Per Radio3 seguiranno la diretta Gaia Varon e Nicola Pedone. Saranno coinvolte anche le diverse testate giornalistiche della Rai con dirette, servizi e approfondimenti, con ospiti in studio e dal foyer della Scala. 

Per la prima volta quest’anno, la trasmissione di un’opera sarà corredata dall’audiodescrizione in diretta, grazie alla quale anche le persone cieche e ipovedenti potranno avvalersi di tutte quelle informazioni visive non trasmesse verbalmente – costumi, aspetto e mimica dei personaggi, azioni non parlate, location, scenografia e luci - ; tale accessibilità sarà estesa anche a tutto ciò  che accadrà intorno allo spettacolo e verrà trasmesso in tv prima dell’inizio e durante l’intervallo. Il servizio è realizzato da Rai Pubblica Utilità – Accessibilità. L’audiodescrizione, attivabile dal televisore sul canale audio dedicato, fa parte del percorso di inclusione intrapreso con impegno e determinazione dalla Rai, con l’obiettivo di rendere sempre più concreta e ampia l’offerta di vero servizio pubblico.

Si avvarranno delle riprese in Alta Definizione diffuse da Rai circa 40 sedi coinvolte nell’iniziativa sociale “Prima Diffusa” del Comune di Milano e il maxischermo collocato al centro dell’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II, che offre la Prima ai cittadini.

Rai Com distribuirà l'opera in diretta nelle sale cinematografiche. Saranno più di 30 i cinema italiani coinvolti, ma l'evento sarà disponibile anche in quelli di Spagna, Norvegia, Finlandia, Svizzera, Polonia, Olanda e Gran Bretagna.

L'opera verrà replicata in differita nelle sale di Australia, sud America, Russia, Belgio, Francia. Ulteriori repliche sono previste nei prossimi mesi in molti cinema europei. 

La prima del Teatro alla Scala di Milano potrà essere seguita anche sui canali televisivi Arte (Francia), ZDF (Germania), RPT (Portogallo) RSI (Svizzera), CESKA TELEVIZE (Repubblica Ceca), ACTION 24 (Grecia) e MTVA (Ungheria). 

Sarà inoltre trasmessa in differita in Giappone dalla tv pubblica NHK, in Corea da IL MEDIA e in Russia da TV Kultura.

Per il mercato dell'audiovisivo è prevista per il 2020 l'uscita di un DVD della Tosca.

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Al Teatro La Fenice Chung dirige la Nona Sinfonia di Gustav Mahler

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COMUNICATO STAMPA:

In alternanza con le ultime recite del Don Carlo di Giuseppe Verdi, Myung-Whun Chung sarà impegnato sul podio dell’Orchestra del Teatro La Fenice anche nel prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica 2019-2020: guiderà infatti la compagine veneziana nell’esecuzione della Nona Sinfonia di Gustav Mahler. Il concerto è inserito nel contesto di un progetto pluriennale di rilettura dell’opera di Mahler condotto dalla Fenice insieme al maestro coreano: dopo la Quinta ascoltata nel 2017 e Seconda nel 2019, Chung si misurerà ora con la Sinfonia n. 9 in re maggiore, l’ultimo capolavoro sinfonico compiuto del compositore austriaco. Due i concerti al Teatro La Fenice: giovedì 5 dicembre 2019 ore 20.00 (turno S) e, in replica trasmessa in diretta su Rai Radio3, venerdì 6 dicembre 2019 ore 20.00.

            Ultima delle sinfonie compiute di Gustav Mahler (1860-1911), la Sinfonia n. 9 in re minore rappresenta una sorta di testimonianza riassuntiva in cui Mahler ripropone in modo introspettivo le tappe del suo percorso sinfonico. Ritroviamo così nel corso dei movimenti reminiscenze delle sinfonie ‘austriache’ (dalla Prima alla Quarta, legate al patrimonio popolare della civiltà contadina) e di quelle ‘viennesi’ (dalla Quinta alla Settima, collegate ai ritmi della cultura urbana), oltre a un rimando esplicito, nell’Andante comodo d’apertura, a «Das Lied von der Erde» (Il canto della terra), l’ultimo lavoro completato da Mahler, già stanco e malato, prima di iniziare la composizione della Nona. Non per niente Alban Berg associa la Nona a una definizione lapidaria: «la morte in persona», e Hans Redlich ha definito «Das Lied», la Nona Sinfonia e i frammenti incompiuti della Decima «la trilogia della morte». L’architettura sinfonica tradizionale, suggerita dalla suddivisione in quattro movimenti, viene negata dal fatto che questi non sono disposti secondo la successione canonica e sono concepiti in tonalità del tutto diverse: i due movimenti lenti, rispettivamente un Andante comodo in re maggiore e un Adagio in re bemolle maggiore, incorniciano due movimenti rapidi, un Ländler in do maggiore e un Rondo-Burleske in la minore, contrapponendo il loro lirismo luttuoso e pieno di pathos al tono ironico e dissacratorio dei due movimenti centrali.

Mahler, che nell’estate 1907 aveva ricevuto la diagnosi di un’inoperabile disfunzione cardiaca, cominciò a lavorare alla Nona nel giugno 1909 nella quiete della residenza estiva di Dobbiaco. La stesura, febbrilmente rapida, fu portata a termine nel marzo 1910 a New York. La prima esecuzione, postuma (Mahler era scomparso il 18 maggio 1911), fu diretta da Bruno Walter a Vienna il 26 giugno 1912.

In occasione del concerto diretto da Myung-Whun Chung, si rinnoverà il consueto appuntamento con le conferenze di approfondimento della Stagione Sinfonica: il concerto di giovedì 5 dicembre 2019 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 130,00) sono acquistabili nei punti vendita Vela Venezia Unica di Teatro La Fenice, Piazzale Roma, Tronchetto, Ferrovia, Piazza San Marco, Rialto linea 2, Accademia, Mestre, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2424) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Myung-Whun Chung

Nato in Corea, inizia l’attività musicale come pianista, debuttando all’età di sette anni. A ventuno vince il secondo premio al Concorso pianistico Čajkovskij di Mosca. Frequenta negli usa i corsi di perfezionamento al Mannes College e successivamente alla Juilliard School di New York, nel 1979 diviene assi-stente di Carlo Maria Giulini alla Los Angeles Philharmonic dove nel 1981 è nominato direttore associato. Dal 1984 al 1990 è direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrüken, dal 1987 al 1992 direttore principale invitato del Teatro Comunale di Firenze, tra il 1989 e il 1994 direttore musicale dell’Opéra de Paris-Bastille e, dal 1997 al 2005, direttore principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Nel 1995 fonda la Asia Philharmonic, formata dai migliori musicisti di otto Paesi asiatici. Nel 2005 è nominato direttore musicale della Seoul Philharmonic Orchestra e nel 2016 direttore musicale onorario della Tokyo Philharmonic Orchestra. Dal 2011 è direttore ospite principale della Dresden Staatskapelle. Dal 2000 al 2015 è stato inoltre direttore musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France, di cui dal 2016 è direttore onorario. Ha diretto molte delle orchestre più prestigiose del mondo, fra cui i Berliner e i Wiener Philharmoniker, il Concertgebouw di Amsterdam, le principali orchestre di Londra e di Parigi, l’Orchestra Filarmonica della Scala, la Bayerische Rundfunk, le orchestre sinfoniche di Boston e Chicago, l’Orchestra della Metropolitan Opera di New York, la New York Philharmonic Orchestra e le orchestre sinfoniche di Cleveland e di Philadelphia. In Italia gli sono stati conferiti il Premio Abbiati e il Premio Toscanini. In Francia nel 1991 è stato nominato Artista dell’anno dal Sindacato professionale della critica drammatica e musicale e nel 1992 il Governo francese gli ha assegnato la Légion d’Honneur. Nel 1995 e di nuovo nel 2002 ha avuto il Premio Victoire de la Musique. Nel 2011 gli è stato con-ferito il titolo di Commadeur dans l’ordre des Arts et Lettres dal ministro della Cultura francese. Nel luglio 2013 la Città di Venezia gli ha consegnato le chiavi per il suo impegno verso il Teatro La Fenice e la vita musicale della città e il Teatro La Fenice gli ha conferito il premio Una vita nella musica. Nel 2017 il Presidente della Repubblica Italiana lo ha nominato Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia per il suo contributo alla cultura italiana. Nel 2015 l’Associazione della critica musicale italiana gli ha assegnato il Premio Abbiati per Simon Boccanegra di Verdi (rappresentata al Teatro La Fenice di Venezia) e per l’attività sinfonica con l’Accademia di Santa Cecilia e con l’Orchestra Filarmonica della Scala. Parallelamente alla sua attività musicale Myung-Whun Chung è impegnato in iniziative di carattere umanitario e di diffusione della musica classica tra le giovani generazioni, nonché di salvaguardia dell’ambiente. Ambasciatore del Programma delle Nazioni Unite per il Controllo internazionale della droga (undcp), nel 1995 è stato nominato «Uomo dell’anno» dall’unesco e l’anno successivo il Governo della Corea gli ha conferito il «Kumkuan», cioè il più importante riconoscimento in campo culturale, per il suo contributo alla vita musicale coreana. Ѐ attualmente ambasciatore onorario per la cultura della Corea del Sud, il primo nella storia del governo del suo Paese. Chung e i musicisti dell’Orchestre Philharmonique de Radio France sono stati nominati nel 2007 Ambasciatori dell’unicef e nel 2008 il direttore ha ricevuto l’incarico di Goodwill Ambassador dall’unicef come riconoscimento per il suo impegno a favore dell’infanzia. Nel 2012 è riuscito a riunire, per la prima volta per un concerto alla Salle Pleyel a Parigi, la Unhasu Orchestra della Corea del Nord e la Orchestre Philharmonique de Radio France. Di casa alla Fenice, vi ha diretto La traviata (2009 e 2010), Rigoletto (2010), Tristan und Isolde (2012), Otello (2012 e 2013, sia in teatro che nelle memorabili esecuzioni a Palazzo Ducale), Simon Boccanegra (2014), Madama Butterfly (2016) e Carmen (2017). Nel novembre del 2017, sempre alla Fenice, ha interpretato Un ballo in maschera di Verdi, inaugurando la Stagione Lirica, e pochi giorni dopo è salito sullo stesso podio per il Concerto di Capodanno, cui è seguita, nel marzo 2018, La bohème. Ha poi inaugurato la stagione 2018-2019 con Macbeth, è tornato a guidare l’Orchestra e il Coro del Teatro nel concerto di Capodanno 2019 e in marzo ha diretto nuovamente Otello. È inoltre presenza costante nei concerti delle stagioni sinfoniche della Fenice.

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Torna dal 5 al 18 dicembre a Pavia il FESTIVAL DI NATALE 2019 del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri

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CS:

Giunto alla sua quinta edizione, il Festival di Natale del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri torna ad animare la prima metà di dicembre, con una serie di concerti di musica antica e di  iniziative musicali che animeranno Pavia dal 5 al 18 dicembre, dal centro alle periferie.

 

In sintonia con le precedenti edizioni, anche quest’anno il Festival manterrà alcune caratteristiche chiave, a partire dalla presenza in cartellone di artisti ed ensemble emergenti di altissimo livello: una nuova generazioni di musicisti che ha già molto da dire e che saprà sicuramente stupire per qualità e personalità.

 

In particolare il Festival ospiterà gli ensemble La Vaghezza (5/12) e Cantorí(14/12), due dei gruppi selezionati nell’ambito del progetto eeemerging+, che presenteranno, rispettivamente, un programma dedicato alla musica ai tempi di Galileo Galilei e un programma polifonico del repertorio rinascimentale spagnolo, che includerà anche una singolare “ensaladas” ispirata alle vicende della Battaglia di Pavia. Sostenuto da Creative Europeeeemerging+ è il più importante progetto europeo per la promozione e la valorizzazione dei migliori gruppi emergenti di musica antica d’Europa, di cui il Ghislieri è il partner italiano fin dalla sua costituzione.

L’11/12 si esibirà invece un talentuoso trio italiano formato dai due giovanissimi soprani Marta Redaelli Federico Fiorio e dalla clavicembalista Rossella Policardo, insieme per la prima volta per offrire un programma di duetti tratti dalle opere di Monteverdi, Strozzi e Storace. Nota interessante del concerto sarà la possibilità di ascoltare, come raramente accade, duetti d’amore tra due voci acute interpretati però da un uomo e una donna, con voci capaci di fondersi perfettamente, sebbene di caratteristiche diverse.

Il 18/12 sarà infine la volta di studenti e musicisti amatori della città. Il Coro Universitario del Collegio Ghislieri e l’Ensemble di vihuelas del Conservatorio “Vittadini” si ritroveranno infatti insieme per presentare un concerto frutto di un laboratorio musicale realizzato proprio insieme a Cantorínelle settimane precedenti, incentrato sulla musica del Siglo de Oro per il tempo dell’Avvento.

 

Anche quest’anno la volontà del Festival sarà inoltre quella di portare la musica al di fuori delle sale da concerto, attraverso numerosi momenti musicali che intendono raggiungere anche coloro che solitamente non hanno l’occasione o l’opportunità, per impedimenti di vario tipo, di poter godere della musica come importante momento di condivisione.

Case di cura e di riposo, centri di aggregazione e di accoglienza, associazioni impegnate nel sociale saranno i destinatari di piccoli momenti musicali in cui gli stessi protagonisti del cartellone principale regaleranno la propria musica, perché diventi un fattore di sviluppo sociale, ma anche momento conviviale ed energia capace di portare conforto nelle più diverse situazioni di bisogno.

 

Il calendario completo, gli abbonamenti ai quattro concerti e i biglietti sono disponibili su ghislieri.it.

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LIRICA JESI: Selezione di otto figuranti, 4 uomini e 4 donne, per l’opera lirica “Carmen”

Carmen--Luc-Bertau---Opra-Thtre-de-Metz-Mtropole_2 Foto Luc Bertau

Mercoledì 4 dicembre alle ore 14 al Teatro Moriconi di Jesi, la Fondazione Pergolesi Spontini terrà la selezione di otto figuranti per la “Carmen” di Bizet, quarto ed ultimo titolo d’opera della 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi. L’opera andrà in scena al Teatro Pergolesi venerdì 20 dicembre ore 20.30 e domenica 22 ore 16, con anteprima giovani mercoledì 18 dicembre ore 16, e di seguito anche nei teatri del circuito della Fondazione Rete Lirica delle Marche, Fano, Ascoli Piceno e Fermo.

Per questo allestimento si cercano otto figuranti – quattro uomini e quattro donne – tra i 20 ed i 35 anni, preferibilmente con esperienza di palcoscenico. Gli aspiranti al ruolo si presenteranno direttamente nel luogo dove avverrà la selezione.

“Carmen” di Georges Bizet vede sul podio orchestrale il M° Beatrice Venezi, la regia è di Paul-Émile Fourny, le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Giovanna Fiorentini, light designer Patrick Méeüs, per una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica delle Marche. Il mezzosoprano Mireille Lebel canta Carmen, Don José è il tenore Enrico Casari, Anna Bordignon è Micaëla. Margherita Hibel canta Frasquita, Mercedes è Martina Rinaldi, Escamillo è Pietro Di Bianco; nella compagnia di canto, inoltre, Tommaso Caramia (Dancairo), Vasyl Solodkyy (Remendado), Andrea Tabili (Zuniga), Giacomo Medici (Moralès). Lilas Pastia è Francesco Mattioni. Suona la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro del Teatro della Fortuna “M. Agostini” di Fano è diretto da Mirca Rosciani, i Pueri Cantores “D. Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci.

Per la messa in scena di quest’opera – tra i titoli più amati del repertorio lirico – il regista Paul Emile Fourny propone un’angolazione originale, in stile indagine della polizia. “Ho voluto proporre una lettura più contemporanea ma sempre rispettoso dell’opera, evitando la caricatura spagnola per meglio sviluppare la drammaturgia. L’idea è quella di una messa in scena vicina alle recenti serie televisive della polizia, e in particolare a quelle che si svolgono negli anni 50-60, perché Carmen è la storia di un crimine, in cui la protagonista è la vittima. Il mio sguardo è femminista, Carmen afferma le sue scelte di vita, sia professionali che personali; con un carattere forte, indurito, deve combattere per rivendicare il suo status di donna libera”.

Info: Fondazione Pergolesi Spontini www.fondazionepergolesispontini.com

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Palladium, “Guernica, icona di pace”: il 1-12 le musiche “assolute” di Ennio Morricone e Albino Taggeo, con Michele Placido

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TEATRO PALLADIUM - Stagione 2019/2020

“Guernica, icona di pace”

 Il 1 dicembre al Palladium le musiche di Ennio Morricone e Albino Taggeo, con Michele Placido

Il concerto-evento di domenica dedicato a Picasso, con la musica di Ennio Morricone. Sul palco, trentuno elementi del Pentarte Ensemble diretti da Stefano Cucci e la voce recitante di Placido.

Domenica 1 dicembre - ore 18,30

Biglietto intero 20 euro – Ridotto 15 euro

Durata: 1 ora e 30 minuti

Guernica (1937) di Pablo Picasso

 

in foto da sinistra:Albino Taggeo, Ennio Morricone, Stefano Cucci

Per la prima volta, la musica di Ennio Morricone viene accostata a un’opera d’arte da lui tanto amata ed ammirata: Guernica, il capolavoro di Pablo Picasso ideato e creato in soli 33 giorni nel 1937 dopo il terribile bombardamento del paese basco di Guernica, diventato un’icona mondiale di pace. “Guernica, icona di pace” è il concerto-evento che si terrà al Teatro Palladium domenica 1 dicembre alle ore 18,30 (biglietti al costo di 20 euro, 15 i ridotti), promosso e organizzato dalla storica dell’arte Serena Baccaglini dell’Università Cattolica di Milano. Un vero e proprio omaggio a due geni creativi del Novecento come Pablo Picasso ed Ennio Morricone. Uno straordinario evento in cui poesia, musica e arte si fondono grazie alle immagini di luce immersive realizzate da Stark.

Protagoniste della serata le composizioni scritte da Ennio Morricone: “Grido” e “Se questo è un uomo” (da Primo Levi), due lavori mai registrati che mostrano un Morricone inedito, appassionato più alla musica contemporanea, “assoluta”, come lui stesso la definisce, che alla musica da film. Albino Taggeo firma le composizioni “Guernica, Tableau Vivant” in prima assoluta e “Golpe de Luz” tratto dalle poesie di Federico Garcia Lorca. Sul palco, 31 elementi del Pentarte Ensemble diretti da Stefano Cucci (da anni maestro concertatore designato da Ennio Morricone per preparare, e in molti casi dirigere, le opere del Maestro); la voce recitante di Michele Placido e le immagini di luce sul testo poetico di Maria Gloria Grifoni ispirato a Guernica.

Grido è l’urlo di Munch, un anelito della voce che rivendica la propria appartenenza originaria al mondo dei suoni, in assenza di un testo significante e con un vocalizzo in registro acuto che si sposa e si fonde nel tessuto orchestrale. Se questo è un uomo coglie la tragicità della miseria umana, disseminando lungo la composizione frammenti recitati, tratti da una poesia di Primo Levi, cui fanno da contorno una voce femminile di colore scuro che “vocalizza” con appropriati impasti timbrici e un violino solista che fa da trait d’union tra le due voci e l’orchestra. Golpe de luz è un canto che inneggia all’amore e alla libertà; le struggenti liriche di Federico Garcia Lorca si pongono ante litteram rispetto al massacro di Guernica e la sua morte, avvenuta nel 1936 per mano dei franchisti, anticipa la barbarie che da lì a poco avrebbe colpito il resto dell’Europa.

Guernica, tableau vivant, urla, piange, si dispera e spera: scena e messinscena tragica, sofferta e rappresentata nella Pàrodos dagli uomini vittime del massacro, negli Episodi dalle due donne protagoniste della violenza, figlia della follia umana. Il coro maschile evoca episodi di morte e implora speranze di vita, mostrando la propria miseria e disperazione sul proscenio rivolgendosi al pubblico, in paràbasi; poi si ritrae mortificato nei valori più intimi e profondi ed infine ritrova il coraggio di incitare il pubblico ad urlare e condividere la tragedia vissuta. Le due donne, una figura femminile immagine vivente, calpestata e umiliata e una madre al culmine dell’estremo dolore di dover abbracciare il proprio frutto estinto, dialogano appena scampate all’inferno della guerra, aggrappandosi al lume pennellato dall’artista come un ultimo approdo. Il testo della poetessa Maria Gloria Grifoni deplora quella parte malata e squilibrata della società che, periodicamente nei secoli, predilige la crudeltà all’amore per il prossimo; i versi, inquietanti e penetranti accennano, senza mai voler rassicurare, bagliori flebili e ombra immanenti, messaggi di allerta e di riflessione.  

Il Pentarte Ensemble è nato nel 1990 su iniziativa del suo presidente Albino Taggeo e di alcuni musicisti appartenenti alla scuola romana. Dal 1992 l’ensemble opera attivamente eseguendo musiche del Novecento storico e contemporanee. I suoi giovani componenti provengono prevalentemente dal Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e il suo direttore è Stefano Cucci, da anni maestro concertatore designato da Ennio Morricone per preparare, e in molti casi dirigere, le opere del Maestro.

Albino Taggeo - compositore di “Guernica Tableau Vivant”, scaturito da una suggestione poetica del testo fortemente drammaturgico della poetessa Maria Gloria Grifoni - è presidente di Pentarte, è stato docente di Armonia e Analisi del Conservatorio Santa Cecilia e da ormai tanti anni amico fidato e organizzatore di eventi per Ennio Morricone insieme a Stefano Cucci.

Partner nella costruzione di questo importante evento è Artegal Trust Onlus, organizzazione no profit di respiro internazionale, che sostiene e accompagna progetti culturali di spessore al fine di raccogliere fondi da re-impiegare in beneficienza.

IL PROGETTO

L’idea di accostare il nome e le musiche di Ennio Morricone all’opera Guernica di Pablo Picasso nasce dallo straordinario Cartone di Picasso di Jacqueline de la Baume Durrbach riscoperto dopo anni di appassionata ricerca dalla storica dell’arte Serena Baccaglini. Il Cartone viene creato 18 anni dopo l’opera, nel 1955, quando Nelson Rockefeller stimola Picasso a rifare Guernica: il cartone, che deriva dall’olio, non solo viene fatto su carta da pacchi, in sei strisce larghe come il telaio, per essere modello e guida per la tessitura dell’arazzo, oggi all’Onu, ma sarà il primo di una serie di 26 cartoni dai quali nasceranno altrettanti arazzi, un progetto unico nel panorama artistico del XX secolo. Il nome di Picasso appare su cartoni ed arazzi accanto al logo di Cavalaire, l’atelier di Jacqueline de la Baume Durrbach, la geniale artista “dalle dita d’oro” capace di “tessere un dipinto” trasformandolo in arazzo. Dopo l’esposizione su progetto di Serena Baccaglini nel 2017-2018, accanto a documenti storici primari, quali la Costituzione Italiana al Senato e l’Armistizio che ha concluso la Grande Guerra al Museo della Terza Armata di Padova, si è deciso di accostare Guernica ad arti diverse, quali la musica, la poesia e le proiezioni di luce.

GUERNICA, ICONA DI PACE

Domenica 1 dicembre - ore 18,30

Biglietto intero 20 euro – Ridotto 15 euro

Teatro Palladium

Piazza Bartolomeo Romano, 8 – Roma - Tel: 06 5733 2772

PROGRAMMA

Ennio Morricone

Grido

Vocalizzo per soprano e orchestra d’archi

Soprano: Marta Vulpi

Ennio Morricone

Se questo è un uomo

Su una poesia di Primo Levi, per violino, mezzosoprano, voce recitante e orchestra d’archi

Mezzosoprano: Chiarastella Onorati. Voce recitante: Michele Placido. Violino: Francesco Peverini

Albino Taggeo

Golpe de luz

Canti da Federico Garcia Lorca

per soprano Marta Vulpi e tre strumenti

Albino Taggeo

Guernica, tableau vivant

Madrigale dialogico su testo di Maria Gloria Grifoni, per soprano, mezzosoprano, coro maschile e orchestra

Soprano: Marta Volpi. Mezzosoprano: Chiarastella Onorati. Coro Petrassi

PENTARTE ENSEMBLE

Direttore e Maestro del coro: Stefano Cucci

Soprano: Marta Vulpi

Mezzosoprano: Chiarastella Onorati

Voce recitante: Michele Placido

Flauto: Clementina Savini

Clarinetto: Fabio Sepe

Sax: Guglielmo Cetto

Tromba: Alessandro Rosi

Trombone: Aldo Maria Taggeo

Percussioni: Claudio Piselli

Chitarra: Luca Lupi

Violini primi: Francesco Peverini, Daniele Molino, Hinako Kawasaky, Marcella Marchiana, Melody Quinteros

Violini secondi: Anna Chulkina, Michele Tisei, Radoslaw Srodon, Elena Centurioni

Viole: Alessio Toro, Arianna Bloise, Roberta Rosato

Violoncelli: Flavio Malatesta, Claudio Aiello 

Contrabbasso: Massimiliano Favella

Ideazione e curatela: Serena Baccaglini

 

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IL TEATRO PONCHIELLI DEDICA LA SONNAMBULA AL BASSO GIUSEPPE MODESTI

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Stagione d’Opera 2019-20

Quintessenza dell’opera romantica, La Sonnambula in scena al Teatro Ponchielli il 6 dicembre (ore 20.30 e in replica l’8 dicembre ore 15.30) è un affresco di natura e tenerezza, in cui si dispiega tutta l’inventiva melodica di Vincenzo Bellini.

Il suggestivo allestimento è realizzato da OperaLombardia insieme all’Opera di Las Palmas, la regia è firmata da Raùl Vasquez e sul podio Leonardo Sini, giovane interprete che vanta già un’acclamata carriera internazionale.

La messa in scena di questa Sonnambulasarà anche l’occasione per ricordare Giuseppe Modesti, nel ventesimo anniversario della sua scomparsa. Il basso cremonese è stato, infatti, un grande Conte Rodolfo nel capolavoro belliniano e il Teatro Ponchielli vuole rendere omaggio a questo grande artista.

Biglietteria del Teatro: aperta dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30, tel. 0372.022001 e 0372.022002.

Prezzi dei biglietti:

platea/palchi € 60 – galleria € 38 - loggione € 22.

Biglietti online sul sito www.vivaticket.it

 

venerdì 6 dicembre, ore 20.30 (turno A)

domenica 8 dicembre, ore 15.30 (turno B)

La Sonnambula

melodramma in due atti. Libretto di Felice Romani,

dal ballo pantomimo La Sonnambule, ouL’arrivée d’un nouveau seigneur

di Eugène Scribee Jean-Pierre Aumer

Musica di Vincenzo Bellini

 

Personaggi ed Interpreti

Il Conte Rodolfo

Davide Giangregorio

Teresa

Sofia Jenelidze

Amina

Veronica Marini

Elvino

Ruzil Gatin

Lisa

Giulia Mazzola

Alessio

Luca Vianello

Un notaio

Claudio Grasso

direttore

Leonardo Sini

 

regia

Raúl Vázquez

scene Sergio Loro

costumi Claudio Martin

luci Vincenzo Raponi

assistente alla regia Antonella Cozzolino

 

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

 

CORO OPERALOMBARDIA 

maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina

Nuovo Allestimento Teatri OperaLombardia in coproduzione con Ópera Las Palmas

 Il tempo record di soli due mesi che Bellini impiegò per scrivere Sonnambula, non gli impedì di raccogliere dalla partitura il frutto di una maturità artistica ormai pienamente raggiunta, che si esprime bene nell’equilibrio tra la raffinatezza melodica e il pathos del tema romantico. La storia, nel libretto scritto da Felice Romani, conteneva tutti gli elementi di attrattiva per la sensibilità romantica di artisti e pubblico dell’epoca: una travagliata storia di amore e di riscatto sociale, ostacolata da gelosia e incomprensioni; un pizzico di mistero; il fascino oscuro di un fenomeno psichico sconosciuto; il lieto fine e il trionfo dell’innocenza.

Il melodramma belliniano prende vita sulla scena nell’allestimento firmato dal versatile regista RaúlVázquez; sul podio a dirigere l’orchestra de I Pomeriggi Musicali ci sarà uno dei più promettenti direttori d’orchestra italiani, Leonardo Sini, classe 1990, che ha conquistato l'attenzione internazionale dopo aver vinto il Primo Premio al prestigioso Concorso internazionale “Maestro Solti” a dicembre 2017.

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Manca poco all'avvio della stagione artistica della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento: ecco il programma sinfonico ed operistico.

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COMUNICATO STAMPA

Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

60a Stagione Sinfonica

28 e 29 gennaio esecuzione in prima assoluta di

 Background Checks di Fabio Cifariello Ciardi

 

***

Stagione di opera contemporanea 2020

dal 18 gennaio

Negli ultimi mesi la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento ha rinnovato il proprio marchio compiendo una scelta di semplificazione di immagine che si abbina a un percorso culturale e artistico articolato, che nel partire dalla tradizione abbraccia la contemporaneità.  Un percorso, ormai ben tracciato, fatto di programmi variegati concepiti per offrire al pubblico esperienze di ascolto e visive uniche, aperte alle tendenze sperimentali senza rinunciare a frequentare e coltivare la grande tradizione musicale occidentale. Un percorso, quindi, che guarda al futuro e porta con sé la propria storia, riflettendosi di conseguenza nelle scelte artistiche sia della Stagione Sinfonica, giunta alla sua 60 esima edizione, sia alla Stagione di Opera Contemporanea.

Stagione Sinfonica

La 60a Stagione sinfonica dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, di cui è direttore principale dal 2014 Arvo Volmer, ha preso avvio lo scorso ottobre e si protrarrà sino a maggio, per un totale di quattordici concerti proposti a Bolzano (Auditorium) e il giorno seguente a Trento (Auditorium S. Chiara).

Il 2 novembre del 1960 l’Orchestra Haydn iniziò la sua attività concertistica con il Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart, pagina che riprenderà l’11 e il 12 febbraio 2020, con la direzione di Hansjörg Albrecht. Ma anziché accontentarsi di concerti celebrativi, dichiara il suo direttore artistico Daniele Spini, «preferiamo contribuire a disegnarne il futuro: così in questa stagione, come in quella che seguirà e durante la quale cadrà il suo sessantesimo compleanno, più concerti saranno legati da un filo sottile ma solido all’interno di un progetto che abbiamo voluto chiamare “Haydn: 60 anni e oltre”, dedicato alle quattro composizioni nuove da noi commissionate: Sinfonia (après Haydn 104) di Mauro Cardi, Infinito Concerto doppio per violoncello e pianoforte di Arturo Fuentes, Background Checks di Fabio Cifariello Ciardi e The Offline Side di Andrea Mattevi».

Già eseguite in novembre e dicembre le composizioni di Mauro Cardi e del messicano Arturo Fuentes, l’Orchestra Haydn si appresta a proporre il 28 e 29 gennaio Background Checks di Fabio Cifariello Ciardi, compositore interessato alla percezione, alla memoria e all’uso della tecnologia applicata a diversi fenomeni che raccontano il nostro presente. Tra i suoi interessi precipui è la trascrizione strumentale delle inflessioni e dei ritmi della voce parlata: Background Checks riflette questo suo orientamento e si rifà a uno degli ultimi discorsi tenuti da Barack Obama in qualità di Presidente degli Stati Uniti. Un discorso unico, toccante, appassionato, interrotto da attimi di inaspettata commozione, nel corso del quale Obama  affrontò il tema del controllo dei dati giudiziari che negli Stati Uniti dovrebbe sempre precedere la vendita delle armi: la composizione di Fabio Cifariello Ciardi tenta di indagare quel momento con una sorta di «lente acustica», trasferendo in partitura le inflessioni, i ritmi, le pause della voce di Obama in un fitto contrappunto fra l’orchestra, il video e l’audio originale del discorso.

Il 21 e 22 aprile, infine, The Offline Side di Andrea Mattevi aprirà i due concerti nel corso dei quali Ariel Zuckermann dirigerà anche la Sinfonietta di Poulenc e la Sinfonia n. 3 in la minore, op. 56 "Scozzese" di Mendelssohn.

Il nuovo cartellone sinfonico dell’Orchestra Haydn vedrà ospite anche l'Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano che il 3 e 4 marzo 2020 si presenterà a Bolzano e Trento sotto la direzione del sassofonista Federico Mondelci con un originale Omaggio a Fellini, una Suite per sassofono e orchestra su musiche di Nino Rota, assieme al Concertino da camera di Jacques Ibert e Scaramouche di Darius Milhaud. Ampio lo spazio dedicato al repertorio classico e romantico, con musiche di Haydn, Gluck, Mozart, Rossini, Mendelssohn Bartholdy, Schumann e Wagner. L'attenzione si concentrerà anche sul catalogo sinfonico beethoveniano, di cui nel 2020 si festeggerà il 250° anniversario della nascita.

Stagione di Opera Contemporanea

S’intitola Angel or Demon la quinta edizione della Stagione d’Opera Contemporanea della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento. La direzione artistica di Matthias Lošek porta l’opera ad investigare il rapporto tra bene e male iniziando con due significative opere cameristiche: Radames di Péter Eötvös e Lohengrin di Salvatore Sciarrino. Seguono il Don Giovanni di Mozart, Clown Time della Compagnia Abbondanza/Bertoni, progetto vincitore del concorso di teatro musicale FRINGE, e l'opera Alice di Matteo Franceschini. Infine, la prima mondiale di Toteis della compositrice di Bressanone Manuela Kerer, che segna l'inizio di un progetto che coinvolgerà alcuni compositori dell’Euregio (Tirolo-Alto Adige-Trentino).

La stagione d'opera sarà inaugurata sabato 18 gennaio 2020 al Teatro Comunale di Bolzano con un dittico dell'Orchester und Theater Biel Solothurn: Radames del compositore ungherese Péter Eötvös e Lohengrin di Salvatore Sciarrino reinterpretano due dei più famosi soggetti della letteratura operistica. L’abbinamento delle due opere cameristiche è basato su un elemento essenziale: in entrambi i lavori, l'attore principale è privo di un partner sul palco.

Al di là di buono e cattivo c’è il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart e del suo librettista Lorenzo Da Ponte. In coproduzione con il Teatro di Pisa, Don Giovanni sarà l'8 febbraio 2020 al Teatro Sociale di Trento nell’allestimento che reca la regia di Christina Pezzoli e che getta uno sguardo inconsueto sul libertino, portando in scena un Don Giovanni «puer aeternus» (eterno fanciullo). Un narcisista instancabile, che si abbandona ai suoi umori con grande giocosità, senza tener conto delle perdite, che respinge chiunque gli si voglia avvicinare e non prende troppo sul serio la vita, le donne, la morte o Dio. Un uomo, in ultima analisi, che non ha riconosciuto o non ha voluto riconoscere l’alba di una nuova epoca e il conseguente declino dei suoi pari. A dimostrazione, ancora una volta, che l’opera di Mozart è senza tempo. 

Sabato 29 febbraio 2020 Il Teatro Sociale di Trento ospiterà Alice, opera composta da Matteo Franceschini, Leone d'argento alla Biennale di Venezia e Artist in Residence della Fondazione Haydn nella Stagione 2019/20. Matteo Franceschini ha composto la musica per conto dell'Orchestre National d'Ile-de-France e della Philharmonie de Paris. Per il Teatro Regio di Parma e Fondazione Haydn, il compositore trentino propone una nuova versione teatrale in italiano. Alice è una versione moderna di Alice nel paese delle meraviglie: I 30 personaggi presenti nel romanzo sono qui interpretati da 4 cantanti. Un soprano incarna Alice, e solo Alice. Il suo viaggio diventa un angosciante labirinto nel quale è condannata a ritrovare costantemente le stesse figure. L’opera vuole mettere in evidenza la formidabile meccanica narrativa per la quale tutto è illogico, mentre i personaggi reclamano costantemente il contrario.

Il 21 febbraio 2020 sarà rappresentato a Bolzano (Teatro Studio) il progetto vincitore dell’ultima edizione di FRINGE, bando dedicato alle realtà del territorio: Clown Time della Compagnia Abbondanza/Bertoni. Lo spettacolo porta in scena un dialogo immaginario fra Arnold Schönberg, al centro di FRINGE, e del regista cinematografico David Lynch, sfidando il pubblico con esperienze auditive e visive. Accostando le soluzioni di tipo atonale di Schönberg alle scelte anti-drammaturgiche di Lynch, il lavoro della Compagnia Abbondanza/Bertoni si prefigge l’utopia di trasformare il suono in immagine.

Il 13 marzo 2020 al Teatro Comunale di Bolzano, la Stagione di opera 2020 si concluderà con la prima mondiale di Toteis della compositrice Manuela Kerer, con libretto di Martin Plattner. Toteis, una coproduzione di Fondazione Haydn, Neue Oper Wien e Vereinigte Bühnen Bozen, tratta la figura di Viktoria Savs (nata a Merano nel 1899), che prestò servizio come soldato a sedici anni nella Prima Guerra Mondiale con il nome di Viktor, perdendo una gamba sul fronte dolomitico. Stilizzata dai media come “l'eroina delle Tre Cime”, nel 1933 entrò nel NSDAP (Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori). Figura discussa, Viktoria Savs è stata celebrata come un’eroina fino alla sua morte, avvenuta nel 1979. “Le molte tinte di un personaggio complesso come Viktoria, si rispecchiano nella musica” afferma Manuela Kerer. Toteis riapre il caso della controversa storia di Viktoria Savs, creando un ponte con l’oggi. Fiorente Nazionalismo, addestrata freddezza, odio socialmente accettato: i fantasmi di quei giorni sembrano essere ancora molto attuali e ci portano nuovamente ad affrontare sul palcoscenico i fatti del mondo contemporaneo.

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STAGIONE LIRICA AL PAVAROTTI DI MODENA: IN SCENA IL NUOVO ALLESTIMENTO DI RIGOLETTO, IN COLLABORAZIONE CON FERRARA E LUCCA

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Va in scena al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena il 27 e il 29 novembre 2019 alle 20 e domenica 1° dicembre alle 15.30 Rigoletto, uno dei titoli più amati del grande repertorio verdiano, presentato in coproduzione con il Teatro Comunale di Ferrara e il Teatro del Giglio. Lo spettacolo si vedrà in un nuovo allestimento costruito dal teatro di Modena per la regia di Fabio Sparvoli, artista attivo a livello internazionale recentemente applaudito al Teatro Colòn di Buenos Aires e al Teatro Regio di Torino. Nel ruolo del titol4o canterà il baritono Marco Caria, uno degli allievi di Mirella Freni affermato in teatri come La Fenice di Venezia, la Staatsoper di Vienna e la Deutsche Oper di Berlino.

Il tenore Marco Ciaponi sarà il Duca di Mantova mentre Ramaz Chikviladze sarà Sparafucile. Nei principali ruoli femminili si ascolteranno Daniela Cappiello e Letizia Bertoldi nella parte di Gilda e la Maddalena di Antonella Colaianni. Sul podio David Crescenzi, anche alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro Lirico di Modena preparato da Stefano Colò.

Insieme a La bohème, vista a Modena in novembre, Rigoletto viene presentato nell’ambito delle celebrazioni dedicate a Luciano Pavarotti, in un progetto promosso da Modena Città del Belcanto che prevede la rappresentazione delle opere liriche interpretate dal tenore in ordine di debutto.

Composto su commissione del teatro La Fenice di Venezia, Rigoletto debuttò nel 1851 per proseguire le sue recite senza interruzione con intramontato successo, e resta ancora oggi fra le dieci opere più rappresentate al mondo. Scritto da Verdi alla soglia dei quarant’anni e da una posizione di operista ormai pienamente affermato nei teatri italiani, Rigoletto rappresenta un momento di svolta decisivo, sia nella produzione del compositore che per le sorti del melodramma. Abbandonati i grandi temi di ordine patriottico e risorgimentale, con Rigoletto Verdi concentrò la propria attenzione sulla figura umana, aprendo una strada che proseguirà con le successive Traviata e Trovatore, tre titoli che passeranno alla storia con l’etichetta di trilogia “romantica” o “popolare”. La novità che accomuna le tre opere, e che Verdi perseguì in Rigoletto come una necessità ormai irrinunciabile del suo teatro musicale, captava lo spirito di un romanticismo europeo di matrice moderna. Nell’intenzione di mescolare i due generi della commedia e della tragedia, Verdi si entusiasmò all’idea di mettere in musica Le roi s’amuse di Victor Hugo, un dramma dove il contrasto era sottolineato in massimo grado dal fatto che il protagonista era giustappunto un buffone. Il pianto e il riso si mescolavano nella vicenda del personaggio principale.

Fabio Sparvoli ha scelto un allestimento dalle linee essenziale, un contenitore dove far risaltare le contraddizioni della figura umana così come messe in musica da Verdi. “Padre? buffone? oppresso? vendicatore? In Rigoletto c’è qualcosa di tutto ciò, ma proprio per questo non riusciamo a esaurire per intero la sua figura; è la prima creatura di Verdi completamente realizzata. È proprio questa mancanza d’identità che mi ha portato a pensare che tutto diventa un mezzo, una pratica, tesi al raggiungimento di una verità personale insita nella ‘rappresentazione attoriale’ del buffone”.

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Alla Fenice di Venezia domenica 24 novembre 2019 Don Carlo regolarmente in scena

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COMUNICATO STAMPA                                                                   Venezia, 20 novembre 2019

 

A seguito del sopralluogo dei Vigli del Fuoco, delle prove di funzionamento degli impianti antincendio e preso atto del ripristino degli impianti necessari a garantire la sicurezza dell’immobile, il comando ha espresso parere favorevole al proseguo delle attività di pubblico Spettacolo in Fenice

Un grazie di cuore: è il messaggio che la Fondazione Teatro La Fenice invia con sincera commozione a tutti coloro che hanno dimostrato con gesti e azioni concrete la propria vicinanza e solidarietà nei confronti del Teatro veneziano. Sono stati giorni difficilissimi per la Fenice, giorni nei quali si lavorava forsennatamente per ripristinare l’operatività del Teatro auspicando la possibilità di poter inaugurare domenica 24 novembre con Don Carlo. La fiducia nella possibilità di ‘rinascere’ ancora una volta, superando le difficoltà tecniche e artistiche che l’alta marea dei giorni scorsi ha comportato, non è mai venuta meno nei dirigenti e nei lavoratori della Fondazione e negli artisti impegnati in questa produzione ed è stata ancor più rafforzata e convinta proprio grazie all’affetto e al sostegno dimostrati dagli amici e dai colleghi del comparto lirico-sinfonico, molti i messaggi di solidarietà da tutto il mondo.

Un commosso ringraziamento dunque al sovrintendente Alexander Pereira e al Teatro alla Scala di Milano, per aver deciso di aggiungere una recita straordinaria (venerdì 29 novembre 2019 alle ore 20.00) della serata di balletto Balanchine/Kylián/Béjart con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore del Teatro La Fenice: un’idea nata su impulso dei lavoratori del Teatro milanese e dei loro rappresentanti sindacali insieme alla direzione del Teatro. Tutta la mia gratitudine va al sindaco di Verona e presidente della Fondazione Arena Federico Sboarina che, con l’appoggio di tutte le organizzazioni sindacali di rappresentanza dei lavoratori, ha annunciato che l’incasso della prima dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, che si è svolta domenica 17 novembre, sarà devoluto al Teatro veneziano. Un grandissimo grazie va al Teatro dell’Opera di Firenze, per aver deciso di destinare alla Fenice l’incasso del concerto dell’Orchestra nazionale dei conservatori italiani, in programma il prossimo 30 novembre. Un sentito ringraziamento va al sindaco di Treviso Mario Conte e al presidente del Teatro Stabile del Veneto Giampiero Beltotto per l’ospitalità al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, dove in questi giorni il maestro Myung-Whun Chung ha effettuato le prove musicali di Don Carlo di Giuseppe Verdi con l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice.

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Doppio debutto per il pianista Antonii Baryshevskyi e per il direttore Valentin Uryupin al Comunale di Bologna

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Comunicato stampa

TCBO: doppio debutto per il pianista Antonii Baryshevskyi e per il direttore Valentin Uryupin

 

In programma pagine di Respighi, Šostakovič e Čajkovskij

Sabato 23 novembre ore 20.30, Teatro Comunale di Bologna

 

Sono entrambi ucraini e sono nati a soli tre anni di differenza: si tratta del pianista trentunenne Antonii Baryshevskyi e del direttore d’orchestra trentaquattrenne Valentin Uryupin, che saliranno per la prima volta sul palco del Teatro Comunale di Bologna per il concerto della Stagione Sinfonica in programma sabato 23 novembre alle ore 20.30.

Baryshevskyi, che ha iniziato a suonare il pianoforte a sei anni e ha ottenuto riconoscimenti di rilievo come il Primo Premio al Concorso Internazionale “Arthur Rubinstein” di Tel Aviv e il Premio del Pubblico e quello della Critica al Concorso Internazionale “Ferruccio Busoni” di Bolzano, interpreterà la Fantasia slava in sol minore per pianoforte e orchestra di Ottorino Respighi e il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra op. 102 di Dmitrij Šostakovič. Sul podio dell'Orchestra del Comunale Uryupin proporrà anche la Sinfonia n. 3 in re maggiore op. 29 "Polacca" di Pëtr Il'ič Čajkovskij. Formatosi al Conservatorio di Mosca, dopo aver suonato in tutto il mondo come clarinettista Uryupin ha intrapreso la carriera di direttore d’orchestra e dal 2011 è Direttore residente dell’orchestra MusicaAeterna presso l’Opera di Perm, fondata nel 2004 da Teodor Currentzis.

Composta nel 1903 ed eseguita per la prima volta l'anno seguente proprio a Bologna, al Teatro Duse, la Fantasia slava testimonia l’influsso di Stravinskij e Rimskji-Korsakov sul primo Respighi. Non a caso, in quegli anni, l’autore della celebre "trilogia romana" ricopriva il ruolo di Prima viola nell’Orchestra del Teatro Imperiale a San Pietroburgo. Con il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Šostakovič si passa a pagine insolitamente fresche e brillanti, rispetto alle tinte cupe e drammatiche tipiche del compositore: il lavoro pare rappresentare una sorta di "squarcio gioioso", forse per il fatto che si trattava di un regalo per i diciannove anni del figlio pianista Maksim Dmitrievič – che lo eseguì nel 1957 a coronamento del suo percorso accademico al Conservatorio di Mosca –, forse poiché rispecchiava un certo senso di liberazione vissuto in Russia dopo la morte di Stalin. Chiude il programma della serata la Sinfonia n. 3 in re maggiore op. 29 detta Polacca, probabilmente in riferimento all'ultimo movimento "Allegro con fuoco", composta nel 1875 da Čajkovskij; l’unica nella sua produzione articolata in cinque movimenti e scritta nel modo maggiore, se si esclude l’incompiuta Sinfonia in mi bemolle maggiore.

Il concerto sarà registrato e trasmesso in differita su Radio3 Rai.

I biglietti – da 37 a 10 euro – sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Il giorno del concerto presso la biglietteria a partire da un’ora prima dell’inizio dell’evento.

Si avvicina la chiusura della Stagione Sinfonica 2019 del Comunale di Bologna, il cui decimo e ultimo concerto è previsto giovedì 28 novembre al Teatro Manzoni con la Quinta Sinfonia di Mahler diretta dall’israeliano Dan Ettinger.

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ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - DAVID AFKHAM DIRIGE BRAHMS, WAGNER E LINDBERG

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Comunicato stampa

giovedì 21 novembre ore 19.30 – venerdì 22 ore 20.30 – sabato 23 ore 18.00

Stagione Sinfonica

Sala Santa Cecilia - Auditorium Parco della Musica

 

DAVID AFKHAM DIRIGE

BRAHMS E WAGNER

 

IN PROGRAMMA LA PRIMA ESECUZIONE ITALIANA DI TRIUMPH TO EXIT PER CORO E ORCHESTRA, COMPOSTA DA MAGNUS LINDBERG PER I CENT’ANNI DALLA FINE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE.

 

Torna dopo tre stagioni di assenza nel cartellone di Santa Cecilia il giovane ma già affermato direttore tedesco David Afkham che, alla guida dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (giovedì 21 novembre ore 19.30, repliche venerdì 22 ore 20.30 e sabato 23 ore 18Sala Santa CeciliaAuditorium Parco della Musica) presenta un programma dedicato a Brahms e Wagner con un’incursione nella musica contemporanea di Magnus Lindberg.

Afkham, considerato tra i migliori direttori tedeschi della sua generazione, è stato da poco nominato Direttore principale e Direttore artistico del Coro e dell’Orchestra Nazionale di Spagna.  Dopo la vittoria del prestigioso Concorso Donatella Flick di Londra nel 2008, che gli ha spianato la strada verso le maggiori orchestre del mondo, Afkham è stato assistente di Valery Gergiev alla London Symphony Orchestra e di Bernard Haitink alla Royal Concertgebouw Orchestra e alla Chicago Symphony Orchestra.

Il concerto ceciliano si apre con il Preludio e morte di Isotta dal Tristano e Isotta di Richard Wagner, tra i massimi capolavori del sinfonismo romantico per poi proseguire con l’esecuzione di Triumph to exist, fortunatissima composizione per coro e orchestra del compositore finlandese Magnus Lindberg, scritta in occasione dell’anniversario dei cent’anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, utilizzando un testo in lingua svedese della poetessa finlandese Edith Södergran.

“Sono particolarmente attratto dal lavoro di Edith Södergran” ha commentato Lidberg, “Fu la prima poetessa modernista finlandese e, come me, faceva parte della comunità di lingua svedese in Finlandia.  Il testo di Triumf att finnas till… (Triumph to Exist…), è stato da lei scritto nel 1916, nel mezzo della catastrofe e della disperazione della Prima Guerra Mondiale. Nonostante gli eventi mondiali dell'epoca, che fanno da sfondo al poema, la sua riflessione sulla caducità della vita è un'affermazione provocatoriamente positiva della gioia dell'esistenza, lo sfogo di chi rifiuta di sottomettersi alla disperazione che la circonda. Per me, dice qualcosa di profondamente essenziale sulla tragedia di milioni di giovani uomini che hanno dato la loro vita in quell'inutile massacro. Furono privati del semplice e umano trionfo di esistere.

Ogni sillaba grida di essere messa in musica”.

L’opera di Lindberg, tra i più ecclettici compositori della scena contemporanea internazionale, che sarà presentata in anteprima italiana e rientra nel progetto Music up close Network, si incastra perfettamente nel cartellone di repertori contemporanei che ogni anno l’Accademia propone.

A completare il programma la Terza Sinfonia di Johannes Brahms, che manca dal cartellone ceciliano dal 2010, quando venne diretta da Georges Prêtre per il suo ultimo concerto alla guida dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia. La Sinfonia n. 3, diretta per la prima volta a Vienna da Hans Richter, si impose soprattutto per la straordinaria bellezza dei temi affrontati e dei numerosi riferimenti alla tradizione sinfonica dell’epoca. 

 

 

Sala Santa Cecilia – Auditorium Parco della Musica

giovedì 21 novembre ore 19.30 – venerdì 22 ore 20.30 – sabato 23 ore 18.00

Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

David Afkham direttore

 

Wagner Tristano e Isotta: Preludio e morte di Isotta

Lindberg Triumph to exist prima italiana - commissione Music Up Close Network

Brahms Sinfonia n. 3

 

Biglietti da 19 a 52 €  (Under30 sconto del 25%)

I biglietti possono essere acquistati presso:

Botteghino Auditorium Parco della Musica

Viale Pietro De Coubertin Infoline: tel. 068082058

Botteghino Via Vittoria 6 (adiacente Via del Corso, Roma)

solo tramite carta di credito o bancomat

dal lunedì al venerdì ore 11-19, sabato dalle 11 alle 14

Prevendita telefonica con carta di credito:

Call Center TicketOne Tel. 892.101

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VERONA DEDICA A MOZART UNA SETTIMANA DI EVENTI NELL’ANNIVERSARIO DEI 250 ANNI DALLA VISITA ALLA CITTÀ

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Verona si veste a festa per celebrare i 250 anni della visita di Mozart nella nostra città attraverso una serie di iniziative nate dalla collaborazione tra Comune di Verona, Fondazione Cariverona, Accademia Filarmonica di Verona e Fondazione Arena.

È noto che per gli Artisti e i letterati del Settecento il viaggio in Italia fosse di primaria importanza poiché il nostro Paese era una fucina culturale di inestimabile valore e Verona costituiva, all’interno delle rotte dei viaggiatori, una delle tappe fondamentali. Ed è proprio a Verona che il giovane Mozart approda con il padre il 27 dicembre 1769 nel primo dei tre viaggi in Italia; i due entreranno in contatto con l’élite culturale della città e la visita culminerà il 5 gennaio 1770 con l’esibizione del giovane Mozart, non ancora quattordicenne, nella prestigiosa Sala Maffeiana ospite dell’Accademia Filarmonica.

logo_Mozart_a_VR_250_dark_ITAComune di Verona, Fondazione Cariverona, Accademia Filarmonica di Verona e Fondazione Arena nell’anniversario dei 250 anni da quest’importante visita rendono omaggio al genio di Mozart attraverso alcuni concerti in sedi prestigiose e con una preziosa mostra presso la Biblioteca Civica, nell’ottica di una collaborazione che intende proseguire in futuro con altri progetti congiunti, con l’obiettivo di mettere in rete risorse e competenze delle diverse Istituzioni a servizio dello sviluppo culturale ed economico della città. Per l’occasione è stato creato un logo apposito che accompagna le differenti iniziative proposte per la ricorrenza.

Fondazione Cariverona propone un primo concerto il 5 gennaio alle 18.30 ospitato dall’Accademia Filarmonica nella cornice della Sala Maffeiana, con il soprano Britta Schwarz accompagnato da George Kallwit al violino, Francesco Galligoni al violoncello e Christine Schornsheim al fortepiano. Per il concerto della giornata inaugurale, il Comune di Verona ha predisposto un maxischermo in piazza Bra per trasmettere in diretta l'esecuzione e condividerla con tutta la cittadinanza.

Il 7 gennaio alle 20.30 presso la Chiesa di S. Tomaso Cantauriense, seguirà poi il tradizionale appuntamento musicale per celebrare la storica esecuzione mozartiana del 7 gennaio 1770, con un programma interamente articolato su musiche del compositore di Salisburgo eseguite dalla Venice Baroque Orchestra diretta da Andrea Marcon, con le voci soliste di Margriet Buchberger (soprano), Francesca Ascioti (contralto), Giacomo Schiavo (tenore) e Federico Benetti (basso).

Fondazione Arena ha dedicato al tema del Viaggio in Italia la rassegna autunnale in corso che attraversa l’Italia settecentesca in un percorso lirico e sinfonico, esplora il grande repertorio italiano romantico e approda al primo Novecento in un percorso cronologico e stilistico. La nuova Stagione Artistica 2020 aprirà quindi il 10 gennaio alle 20.00 (con replica l’11 gennaio alle 17.00) con un concerto al Teatro Filarmonico interamente plasmato su musiche di Mozart per celebrare proprio uno dei “viaggi” più significativi per la città di Verona. Nella duplice veste di direttore d’orchestra e pianista sarà protagonista l’artista di fama internazionale Alexander Lonquich.

Infine, dalla sinergia tra Accademia Filarmonica e Comune di Verona nasce la mostra bibliografico-documentaria 1770-2020: 250 anni di Mozart a Verona nelle collezioni della Biblioteca Civica curata da Agostino Contò e Michele Magnabosco, che dal 12 dicembre al 26 gennaio offrirà l’opportunità di ripercorre la presenza musicale del salisburghese a Verona dalla fine del Settecento ai nostri giorni con l’esposizione di rari spartiti musicali manoscritti e a stampa, libri e libretti d’opera custoditi presso la Biblioteca Civica.

 

 

PROGRAMMA DEGLI EVENTI:

 

1770-2020: 250 anni di Mozart a Verona nelle collezioni della Biblioteca Civica

Mostra bibliografico-documentaria a cura di Agostino Contò e Michele Magnabosco

 

Protomoteca della Biblioteca Civica di Verona (via Cappello, 43)

12 dicembre 2019 - 26 gennaio 2020

Orari di apertura al pubblico:

lunedì 14.00-19.00

martedì-sabato 9.00-19.00

INGRESSO LIBERO

 

 

Descrizione: Immagine

 

 

CONCERTO 5 GENNAIO 2020 ore 18.30

SALA MAFFEIANA

 

Britta Schwarz, soprano

George Kallwit, violino

Francesco Galligoni, violoncello

Christine Schornsheim, fortepiano

Programma:

  1. A. Mozart             Sonata per violino e pianoforte in do maggioreKV28 (1766)

                                   An die Freude KV 53 (1767)

                                   An die Freundschaft KV 148 (1772)

  1. Mozart                   Geheime Liebe(1772)
  2. A. Mozart             Sonata per pianoforte in fa maggioreKV 280 (1774)
  3. Boccherini             Trio di pianoforte, violino e violoncello in sol minore Op. 12 n. 6
  4. Mozart                   Die großmütige Gelassenheit(1772)
  5. A. Mozart             Ridente la calmaKV 152 (1775)

                                   Abendempfindung KV 523 (1787)

                                   Sonata per pianoforte e violino in mi minore KV 304 (1778)

  1. A. Mozart             Ah, caro sposo, oh Dio!

Terzetto da Ascanio in Alba KV 111 (Milano, 1771)

Arrangiamento per mezzosoprano, violino, violoncello e pianoforte

 

INGRESSO SU INVITO

IL CONCERTO SARÀ TRASMESSO IN DIRETTA STREAMING SU MAXISCHERMO IN PIAZZA BRA E SUI CANALI SOCIAL DI FONDAZIONE CARIVERONA

Descrizione: Immagine

CONCERTO 7 GENNAIO 2020 ore 20.30

CHIESA DI S. TOMASO CANTUARIENSE

Venice Baroque Orchestra

Margriet Buchberger, soprano
Francesca Ascioti, contralto
Giacomo Schiavo, tenore
Federico Benetti, basso

Andrea Marcon, direttore

Programma:

  1. A. MozartSinfoniada La Betulia liberata KV 118

                        Exultate, jubilate KV 165

                        Tre sonate da chiesa (eseguite sull’organo Bonatti del 1716 sul quale suonò Mozart il 7 gennaio 1770

                       Messa dell’incoronazione KV 317

INGRESSO LIBERO SINO AD ESAURIMENTO POSTI

IL CONCERTO SARÀ TRASMESSO IN DIRETTA STREAMING SUI CANALI SOCIAL DI FONDAZIONE CARIVERONA

Descrizione: Immagine

1° CONCERTO STAGIONE SINFONICA 2020

TEATRO FILARMONICO

10 gennaio 2020 ore 20.00

11 gennaio 2020 ore 17.00

Alexander Lonquich, direttore e pianista

Orchestra dell’Arena di Verona

Programma:

  1. A. MozartOuvertureda Le nozze di Figaro KV 492

Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 in si bemolle maggiore K 595

Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter” K 551

 

Per informazioni su abbonamenti e biglietti:

Biglietteria Arena di Verona

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Tel. 045 596517 - Fax 045 8013287 - Call center 045 8005151 - Punti di prevendita www.geticket.it

Orari

da lunedì a venerdì  10:15-16:45

sabato                      09:15-12:45

Biglietteria Teatro Filarmonico

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Tel. 045 8002880 - Fax 045 8013266

Apertura due ore prima dello spettacolo

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.arena.it

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ALLA FENICE SI LAVORA ALACREMENTE IN VISTA DELLA PRIMA NONOSTANTE IL NUBIFRAGIO

COMUNICATO STAMPA                                                                   Venezia, 15 novembre 2019

 

Il sovrintendente Fortunato Ortombina ha ricevuto questa mattina la telefonata di Alexander Pereira durante la quale il sovrintendente del Teatro alla Scala ha espresso la sua personale vicinanza al Teatro veneziano e ha informato dell’iniziativa di solidarietà e sostegno voluta dai lavoratori del Teatro milanese in favore della Fenice. «Questo messaggio – ha dichiarato Ortombina – in un momento così difficile ci conforta molto e ringrazio Pereira e tutti i lavoratori da parte mia e di tutti lavoratori della Fenice.

Mentre in Fenice si sta letteralmente ‘spalando’ e drenando l’acqua per proteggere i locali all’interno dell’edificio– continua Ortombina –, le masse artistiche dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice sono state trasferite al Teatro Comunale di Treviso, dove sono già in corso le prove musicali di Don Carlo con il maestro Myung-Whun Chung. Per questo desidero ringraziare anche il sindaco di Treviso Mario Conte e il presidente del Teatro Stabile del Veneto Giampiero Beltotto per il sostegno che ci stanno dimostrando».

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L’ORCHESTRA RAI AL GALA INAUGURALE DEL FESTIVAL DONIZETTI OPERA DI BERGAMO

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Comunicato stampa

Oggi, giovedì 14 novembre alle 20.30 al Teatro Sociale di Bergamo con Riccardo Frizza sul podio e le voci di Alessandro Corbelli e Carmela Remigio

Protagonisti anche il soprano Marta Torbidoni, il tenore Konu Kim e il baritono Florian Sempey

Per il secondo anno consecutivo l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai è protagonista del Gala inaugurale del Donizetti Opera, festival internazionale dedicato al compositore bergamasco e diretto da Francesco Micheli, che giovedì 14 novembre alle 20.30 al Teatro Sociale di Bergamo apre la rassegna giunta alla sua quarta edizione. Sul podio dell’Orchestra Rai torna anche quest’anno il Direttore musicale del festival Riccardo Frizza, bacchetta di riferimento per il repertorio italiano e sostenitore delle opere del primo Ottocento in festival e teatri come il Rossini Opera Festival, il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival d’Aix-en-Provence, La Scala di Milano e il Metropolitan di New York. Al suo fianco un quintetto di solisti d’eccezione che include il baritono Alessandro Corbelli, specialista nel repertorio comico di Mozart, Rossini e Donizetti, e il soprano Carmela Remigio, nominata quest’anno artista in residenza del festival e al suo debutto nel ruolo del titolo in Lucrezia Borgia sotto la direzione dello stesso Frizza a Bergamo. Completano il cast il baritono Florian Sempey, anche impegnato nel ruolo di Don Fernand d’Aragon nella prima mondiale in forma scenica de L’ange de Nisida di Donizetti a Bergamo, e due giovani artisti già affermati sulla scena internazionale come il tenore Konu Kim, vincitore del concorso Operalia nel 2016, e il soprano Marta Torbidoni, apprezzata interprete verdiana e pucciniana.

Il programma della serata è dedicato al tema “Elisir, filtri e veleni”, che richiama uno dei titoli operistici del festival di quest’anno (Lucrezia Borgia) e una delle più celebri opere di Donizetti (L’elisir d’amore). Una selezione di sinfonie d’opera e arie dal catalogo serio e comico di Verdi, Rossini, Auber, Donizetti, Wagner e Thomas che consentirà di scoprire quanto può essere dolce, amaro, pericoloso o sensuale un veleno in musica. «L’Opera ha fatto tesoro di questi intrugli – scrive Paolo Cascio nelle note di sala del concerto – decine di eroine sono spirate suggendo qualche potente brodaglia, altre invece hanno suggellato amori impossibili con poche stille di potenti filtri. Pericolosi o salvifici, i veleni sono, questa sera, un pretesto per saggiare il genio di alcuni tra i più grandi operisti che, con o senza pozioni, hanno già raggiunto l’immortalità». Si ascolteranno nell’ordine: la Sinfonia da Luisa Miller (1849) di Verdi; la cavatina di Figaro “Largo al Factotum” dal Barbiere di Siviglia (1816) di Rossini; l’Ouverture da Le philtre (1831) di Auber; il Preludio da Tristan und Isolde (1865) di Wagner; i duetti tra Nemorino e Dulcamara “Ardir! Ha forse il cielo...” e tra Adina e Dulcamara “Quanto amore! Ed io spietata” e l’aria di Nemorino “Una furtiva lagrima” dall’Elisir d’amore (1832) di Donizetti; la Sinfonia e il duetto tra Anna e Giovanna “Sul suo capo aggravi un Dio” da Anna Bolena (1830) di Donizetti; la Sinfonia da Fausta (1832) di Donizetti; la cavatina di Imelda “Amarti, e nel martoro” da Imelda de’ Lambertazzi (1830) di Donizetti; la Marche danoise e il brindisi di Amleto “O vin, dissipe la tristesse” da Hamlet (1868) di Thomas.

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Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020 al Regio di Torino: CARMEN

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Il capolavoro di Bizet con la regia di Stephen Medcalf

Giacomo Sagripanti dirige Orchestra e Coro del Teatro Regio

Teatro Regio, martedì 10 dicembre 2019 ore 20

Martedì 10 dicembre, alle ore 20, il Regio mette in scena Carmen, il capolavoro di Georges Bizet. L’Orchestra e il Coro del Teatro Regio sono diretti dal maestro Giacomo Sagripanti, il Coro è istruito da Andrea Secchi e il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi” da Claudio Fenoglio. Carmen è interpretata da Varduhi Abrahamyan, Don José è Andrea Carè, Micaëla è Marta Torbidoni ed Escamillo Lucas Meachem. L’opera viene eseguita nella versione originale con i dialoghi parlati.

Partner della produzione è il Gruppo Iren, Socio Fondatore del Teatro Regio. Dichiara il Presidente Iren, Renato Boero: «Anche per il 2019-2020, il Gruppo Iren sostiene la Stagione d’Opera e di Balletto del Teatro Regio di Torino, polo culturale e storico tra i più importanti e rinomati della città, testimoniando, in questo modo, la propria attenzione alla crescita e allo sviluppo dei territori in cui opera. Attraverso il contributo a opere liriche rilevanti come la Carmen, Iren conferma la propria vocazione, ormai consolidata, al sostegno alla cultura in ogni sua forma».

Giacomo Sagripanti guida per la prima volta l’Orchestra del Teatro Regio: vincitore degli International Opera Awards 2016 come giovane direttore emergente, si è in brevissimo tempo distinto come attento interprete del repertorio belcantistico e lirico in teatri di prima importanza come la Semperoper di Dresda, La Fenice di Venezia, la Opernhaus di Zurigo, il Teatro Bol’šoj di Mosca e l’Opéra di Parigi.

La passionale e tragica vicenda della gitana, diventata negli anni simbolo della libertà senza compromessi ed emblematica vittima di femminicidio, rivive qui nell’indimenticabile allestimento di Stephen Medcalf, creato per il Teatro Lirico di Cagliari nel 2005, valso al suo autore il Premio Abbiati 2006 per la migliore regia d’opera. Il dramma di Bizet, originariamente ambientato nel primo ventennio dell’Ottocento, è trasportato nella cupa atmosfera della Spagna franchista, a guerra civile appena conclusa: le scene e i costumi di Jamie Vartan disegnano uno spazio claustrofobico ma in continuo movimento, su cui a più riprese si aprono e si richiudono le prospettive della fabbrica di sigari, della locanda di Lillas Pastia e della plaza de toros, e con lo spettacolare atterraggio di un aereo nei pressi del covo dei contrabbandieri. Le luci di Simon Corder, riprese da John Bishop, proiettano la vicenda in un’atmosfera notturna, squarciata a tratti dai colori caldi e terrosi dell’Andalusia. Le coreografie sono firmate da Maxine Braham.

«La strada che abbiamo scelto – spiega Medcalf – per tornare al ruvido realismo dell’originale è di trasportare l’azione dell’opera in avanti, ai tempi della Spagna Nazionalista della metà degli anni Quaranta, epoca che presenta paralleli notevoli col mondo sotterraneo e senza legge del racconto di Mérimée». (da “L’Opera” febbraio 2018)

Debutta al Regio, nel ruolo del titolo il mezzosoprano franco-armeno Varduhi Abrahamyan, il cui repertorio spazia da Händel a Rossini, Verdi e Čajkovskij, autori che ha interpretato con sicurezza sui principali palcoscenici mondiali; la voce scura e piena valorizza appieno il personaggio sensuale e sfrontato di Carmen. Andrea Caré è Don Josè, personaggio che ha debuttato nel 2009, ruolo di punta e fra i più amati nel suo amplissimo repertorio; il tenore torinese è spesso impegnato al Regio, dove è nata la sua carriera: ha vinto il Concorso internazionale di Spoleto nel 2005, si è perfezionato con Raina Kabaivanska ed è stato allievo di Luciano Pavarotti. Un altro debutto al Regio quello di Marta Torbidoni, giovane ma già affermato soprano che interpreta la dolce Micaëla. Il baritono Lucas Meachem è al suo debutto al Regio e nel ruolo di Escamillo, già vincitore nel 2016 del premio Emerging Star of the Year dell’Opera di San Francisco e di un Grammy Award nel 2017 per l’incisione dell’opera The Ghosts of Versailles con la Los Angeles Opera. Nel corso delle undici recite, dal 10 al 22 dicembre, si alternano nei ruoli principali Martina Belli (Carmen), Peter Berger (Don José), Giuliana Gianfaldoni (Micaëla) e Andrei Kymach (Escamillo). Completano il cast: il soprano Sarah Baratta (Frasquita), il mezzosoprano Alessandra Della Croce (Mercédès), il baritono Gabriel Alexander Wernick (il Dancaïre), il tenore Cristiano Olivieri (il Remendado), il baritono Costantino Finucci (Moralès), il basso Gianluca Breda (Zuniga) e gli attori Aldo Dovo, Marcello Spinetta e Guido Cavallini.

Stefhen Medcalf racconta: «La storia originale di Carmen di Prosper Mérimée è molto più estrema dell’opera di Bizet. L’effetto di questo racconto breve sul lettore era per lo più di shock e orrore. È pieno di incredibile tensione sessuale e punteggiato da momenti improvvisi di violenza e crudeltà». Non stupisce come Carmen, al suo debutto all’Opéra-Comique di Parigi nel 1875, avesse creato uno scandalo senza precedenti: sconvolse pubblico e critica la messa in scena di un dramma così fuori dagli schemi. Protagonista assoluta una donna – gitana, per di più – che come unica guida segue la libertà e che fuma in scena! Nessun eroe a salvare la situazione, ma un disertore che abbandona il suo unico riferimento morale, la pura e innocente Micaëla, dominato dalla passione per Carmen al punto di divenire un assassino. Ingredienti di assoluta novità per l’epoca, che Bizet seppe rendere in musica in maniera magistrale, trasmettendo ancora oggi al pubblico tutta la forza dirompente e la modernità di questo dramma.

Quello che sorprende davvero è scoprire che neppure a livello musicale l’opera avesse raccolto grandi consensi, tanto da costringere il teatro parigino a vendere i biglietti all’ingrosso; solo dopo la morte del compositore appena trentasettenne il titolo cominciò la sua rapida e travolgente ascesa internazionale, con estimatori del calibro di Čajkovskij.

L’opera sarà presentata al pubblico mercoledì 4 dicembre, alle ore 17.30 nel Foyer del Toro, con una conferenza dal titolo Il progetto di Bizet e le sue ambivalenze, a cura di Emilio Sala e con la partecipazione del direttore Giacomo Sagripanti. L’ingresso è libero. La diretta radio dell’opera, curata da Susanna Franchi, andrà in onda su Rai Radio 3 mercoledì 18 dicembre alle ore 20.

Biglietti in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 - Tel. 011.8815.241/242, presso Infopiemonte-Torinocultura, nei punti vendita Vivaticket, on line su www.teatroregio.torino.it senza costi di commissione e su www.vivaticket.it e telefonicamente al n. 011.8815.270. Prezzi dei biglietti: recita del 10 dicembre € 160 - 125 - 105 - 80 - 55; recite del 12, 15, 18, 20 e 22 dicembre € 100 - 90 - 80 - 70 - 30; recite del 13, 19 e 21 dicembre € 90 - 80 - 70 - 65 - 30; recita del 11 dicembre € 60 - 55 - 50 - 45 - 30. Biglietti ridotti del 20% per gli under 30 e del 10% per gli over 65 (esclusa la recita dell’11 dicembre). Con la 18app è possibile l’acquisto di biglietti (in qualsiasi settore) al costo di € 25 per la serata inaugurale del 10 dicembre. Un’ora prima degli spettacoli, eventuali biglietti ancora disponibili sono in vendita con una riduzione del 20% sul prezzo intero (ad eccezione del 11 dicembre). Per ulteriori informazioni: Tel. 011.8815.557 e www.teatroregio.torino.it.


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Torino, novembre 2019

 

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