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ROBERTO ALAGNA E ALEKSANDRA KURZAK per la prima volta insieme sul palcoscenico areniano del Festival 2020 per Cavalleria rusticana e Pagliacci, 8 agosto 2020

Kurzak-Alagna

ROBERTO ALAGNA E ALEKSANDRA KURZAK

per la prima volta insieme sul palcoscenico areniano

del Festival 2020 per Cavalleria rusticana e Pagliacci

 

Arena di Verona, 8 agosto 2020 ore 20.45

                                                                                                                                                                    

Proseguono le novità del Festival 2020 all’Arena di Verona: un’altra coppia di star sarà protagonista per la serata di gala di Cavalleria rusticana e Pagliacci dell’8 agosto: il tenore Roberto Alagna, giunto al suo debutto areniano, si esibirà insieme alla compagna d’arte e di vita Aleksandra Kurzak.

La stagione 2019 ha sperimentato un nuovo modus operandi nel cartellone areniano, portando a sorpresa cambi di cast stellari nelle repliche, così da rinnovare l’interesse della première anche nel corso della stagione. Quella che è stata una sperimentazione ben riuscita e premiata da pubblico e critica lo scorso anno con, ad esempio, le serate-evento di Vittorio Grigolo e Plácido Domingo in Traviata, diventa il tema ricorrente della stagione 2020, per tenere continuamente viva l’attenzione delle prime attraverso cast di altissimo livello degni del prestigioso palcoscenico areniano.

Così la nuova produzione di Cavalleria rusticana e Pagliacci, che aprirà la stagione il 13 giugno, vivrà l’8 agosto un’altra data imperdibile: il tenore Roberto Alagna e il soprano Aleksandra Kurzak saranno infatti la coppia che darà voce ai protagonisti dei capolavori di Mascagni e Leoncavallo, per una grande serata di gala. Dopo l’annuncio dell’atteso ritorno a Verona di Anna Netrebko, reduce dal successo della Tosca scaligera, e di Yusif Eyvazov, Fondazione Arena presenta quindi un’altra coppia di artisti che contribuirà, con la sua qualità e la rarità delle sue apparizioni nel nostro Paese, a rendere il cartellone areniano uno tra i più preziosi scrigni di stelle tra le rassegne di tutto il mondo.

I due artisti, definiti dalla prestigiosa rivista tedesca Oper! Das Magazin come "la coppia ideale del mondo dell'opera", hanno espresso grande entusiasmo per quello che si preannuncia un evento da non perdere. Le origini siciliane di Roberto Alagna, artista applaudito nei più prestigiosi teatri al mondo giunto all’atteso debutto in Arena, sono proprio l’ambientazione del capolavoro di Mascagni, che colloca l’opera nel paese siciliano di Vizzini. Il tenore darà voce ai protagonisti Turiddu e Canio del dittico verista Cavalleria rusticana e Pagliacci. Il soprano Aleksandra Kurzak, finissima musicista e cantante, torna in Arena per la prima volta nel doppio ruolo di Santuzza e Nedda dopo aver vestito i panni di Violetta nella Traviata verdiana che ha inaugurato il Festival 2019, ultimo capolavoro di Franco Zeffirelli, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e trasmessa in diretta su RAI 1. Insieme a loro come Alfio e Tonio torna in Arena per la quarta stagione consecutiva Amartuvshin Enkhbat, uno dei baritoni più richiesti del panorama operistico internazionale.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena, esprime grande soddisfazione: «Il Festival 2020 vuole proseguire il percorso virtuoso intrapreso già nella scorsa stagione affiancando allestimenti spettacolari che entrano nel cuore del pubblico ad interpreti di altissimo livello, e non posso che essere entusiasta della presenza di due straordinari artisti come Aleksandra Kurzak e Roberto Alagna – al suo debutto in Arena – che hanno accettato il mio invito ad esibirsi in Arena. Da Sovrintendente, ma ancor prima da cantante e da appassionata d’opera, credo che la qualità artistica degli interpreti sia un elemento fondamentale per richiamare il pubblico a Teatro e con questo spirito stiamo lavorando per presentare presto un cast sempre più all’altezza del nome dell’Arena di Verona».

Si ricorda che il cartellone del 98° Festival lirico all’Arena di Verona proporrà dal 13 giugno al 5 settembre un nuovo allestimento di Cavalleria rusticana e Pagliacci, insieme ai grandi titoli già conosciuti e apprezzati in Arena: AidaTurandot, Nabucco La Traviata, con le serate di gala Jonas Kaufmann Gala Event (28 giugno)Domingo Opera Night (7 luglio)Roberto Bolle and Friends (20, 21 luglio), The Stars of Opera (23 luglio) e la IX Sinfonia di Beethoven (23 agosto). I biglietti sono in vendita con nuovissimi e prestigiosi posti di platea, le poltronissime platinum, e i settori 4° e 5° che garantiscono una vista eccezionale del palcoscenico.

Non resta quindi che visitare il sito www.arena.it e seguire i canali social (Facebook, Twitter, Instagram e YouTube) per riservare il proprio posto e vivere la magica esperienza dell’opera in Arena anche per l’estate 2020.

 (Foto Aleksandra Kurzak ©Foto Karol Grygoruk    Roberto Alagna, ©Foto Charly Hel–PixHel Prod)

Informazioni

 Biglietteria

Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

tel. (+39) 045 59.65.17 - fax (+39) 045 801.3287

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.arena.it

Call center (+39) 045 800.51.51

Punti di prevendita Geticket

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ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO: esce oggi in una versione inedita il “Va’ Pensiero” di Verdi. Nuove date all'Opera

Piazza-Vittorio

CS

Il “Va’ Pensiero” di Giuseppe Verdi in una versione inedita firmata dall’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO: un inno alla libertà e all’inclusione

regia di Francesco Cabras

https://youtu.be/h4cEcW8opSY

Annunciate le nuove date de “L’Orchestra di Piazza Vittorio all’Opera”

La multietnica Orchestra di Piazza Vittorio, l’ensemble di musicisti che racchiude tutto il mondo, torna ad esplorare in chiave ultra-contemporanea i territori della lirica con uno dei più celebri cori del repertorio operistico, il Va’ pensiero del terzo atto del Nabucco di Giuseppe Verdi.

Il video diretto da Francesco Cabras e online da oggi, gioca sui piani ravvicinati che inquadrano i vari componenti dell’Orchestra, come a voler ribadire che da qualunque parte del mondo si provenga, siamo tutti esseri umani, individui, ognuno con la propria storia, il proprio vissuto, la propria vita. Alle spalle, una tenda mossa dal vento, un richiamo simbolico al drappo di una bandiera, un'esortazione a prendere coscienza che è arrivato il momento di far cambiare aria a chi la sta infettando.

L’OPV si riappropria così di una composizione musicale – nell’opera verdiana riferita agli ebrei prigionieri in Babilonia – che è un inno malinconico alla patria perduta per dargli una nuova sfumatura di senso: in questo caso la patria perduta non è un passato idealizzato di purezza cui guardare con nostalgia, non è quel sentimento di rivalsa contro la modernità e la globalizzazione che sta animando i sovranismi di mezzo mondo. E' al contrario un canto di speranza, un invito a ritrovare quel senso di comunità, quella civiltà fondata – dopo i traumi del nazismo, dell’olocausto e della seconda guerra mondiale – sui valori di rispetto della dignità umana, della solidarietà e della convivenza civile, quei valori della nostra Costituzione che soltanto in questi ultimi anni sono stati messi in discussione da narrazioni che hanno trovato terreno fertile nelle contraddizioni della globalizzazione. L’OPV si riappropria così di un patrimonio culturale storico e musicale per restituirlo a noi tutti. Perché l’Orchestra è sì multietnica ma di fatto è italianissima. Una realtà unica al mondo che è per sua natura stessa realtà politica. Come è un atto politico la scelta, oggi, di reinterpretare il Va’ Pensiero, per strapparlo a chi indebitamente in questi anni voleva farlo diventare un inno secessionista.

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Il Concerto della Fenice per festeggiare il Natale nella Basilica di San Marco

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COMUNICATO STAMPA                                                                         Venezia, dicembre 2019

 

Si rinnova il suggestivo appuntamento del Concerto di Natale della Fenice nella Basilica di San Marco di Venezia: martedì 17 dicembre 2019 ore 20.00 (ingresso per invito) e mercoledì 18 dicembre 2019 ore 20.00 (riservato abbonati turno S stagione sinfonica 2019 -2020 della Fenice), Marco Gemmani dirigerà i solisti della Cappella Marciana in un programma musicale – intitolato Natale a San Marco 1670 – composto da pagine vocali e strumentali di Giovanni Legrenzi, volto a far rivivere l’emozione di una liturgia cantata così come si sarebbe potuta svolgere quattrocento anni fa nella cattedrale veneziana.

Nato a Clusone, nel bergamasco, nel 1626, Giovanni Legrenzi fu maestro di cappella, illustre compositore di musica strumentale e vocale, oltre che vera e propria personalità all’interno di un ancor giovane mondo operistico. Cresciuto nei ranghi della cattedrale di Bergamo, successivamente impegnato all’Accademia dello Spirito Santo di Ferrara e alla Chiesa dell’Ospedaletto di Venezia, dal 1685 fino al 1690, anno della sua morte, ricoprì il prestigioso incarico di maestro della Cappella musicale della Basilica di San Marco.

«Legrenzi si pone come il continuatore ideale – spiega Franco Rossi, consulente scientifico della Fondazione Teatro La Fenice – della presenza marciana di Claudio Monteverdi e di Francesco Cavalli: il primo a marcare la prima metà del secolo, il secondo a condizionarne la parte centrale, il terzo a chiuderne i conti, dopo aver affrontato comunque anche ampie e interessanti questioni di organico,  dopo  aver  tentato  di  restituire  agli  organici  marciani  quell’equilibrio  e  quell’ordine  ripetutamente  messi  in  discussione  da  assunzioni  non  sempre  equilibrate  e  quindi  non  all’altezza  dell’immagine di quell’organismo che – a detta degli stessi procuratori di San Marco – rappresentava la più bella gemma del diadema dogale. Se certamente è possibile leggere una continuità all’interno di questa tradizione è sicuramente anche da affermare l’originalità di un autore che applica tecniche compositive innovative trasferendole dal modello operistico (il più remunerato) a quello strumentale e a quello sacro, fondendo stile osservato e cantabilità in una unica, ampia componente».

Il programma del Concerto di Natale 2019, interamente dedicato alla musica di Giovanni Legrenzi, propone una scelta di musiche sacre del musicista bergamasco tratte da varie fonti e intercalate da quattro brani strumentali, idealmente posti il primo all’inizio della serata, un secondo intervento dopo il «Gloria», un terzo che funge idealmente come toccata per l’elevazione e un quarto all’altezza del communio. È la vera e propria ricostruzione di una possibile messa marciana, ottenuta inserendo i canonici momenti dell’ordinarium missae secondo la tradizione veneziana, quindi con il ‘sacrificio’ del «Sanctus» e dell’«Agnus Dei»: «Kyrie», «Gloria» e «Credo» sono tratti dall’op. 9 del 1667, tutti basati sul doppio coro (quasi un coro battente di cinquecentesca memoria), con una scrittura più compatta per il «Credo» a garantirne la piena comprensione testuale. Completano il programma cinque altre composizioni: in parte sono brani tratti dall’opera 3 del 1655, con i mottetti «Quid timetis pastores», tipicamente natalizio e con funzioni di introito, e «Obstupescite caelites», a sua volta dotato di una forte valenza natalizia. Infine i due mottetti «O mirandum mysterium» (solista l’alto Andrea Gavagnin) per il santissimo Natale dopo il «Credo», e «Non sussurate plus, venti tacete» (solista il soprano Maria Clara Maiztegui) collocato prima del «Credo». La conclusione della liturgia insiste giustamente sulla figura della Vergine Maria madre del Salvatore, ed è affidata all’antifona mariana «Alma redemptoris mater», tratta dalle Compiete del 1662.

Il Concerto di Natale è promosso in collaborazione con la Procuratoria di San Marco. Per informazioni: call center Hellovenezia (041) 2424, www.teatrolafenice.it.

Marco Gemmani

Manifesta spiccate doti musicali fin da piccolo e conclude precocemente gli studi accademici in Conservatorio. È tra i fondatori dell’Accademia Bizantina con cui incide cd per diverse case discografiche, collaborando dapprima con Carlo Chiarappa e in seguito con Ottavio Dantone. È stato direttore dei cori Accademia Bizantina e Creator Ensemble, con i quali ha svolto un’intensa attività concertistica in tutta Europa. Nel 1991 è nominato Maestro di Cappella della Cattedrale di Rimini e nel 2000 viene chiamato a dirigere la Cappella della Basilica di San Marco a Venezia, carica che detiene tuttora. Tale incarico, alla guida di una delle più importanti istituzioni musicali del mondo, che ebbe maestri illustri come Adrian Willaert, Andrea Gabrieli, Giovanni Gabrieli, Claudio Monteverdi, Francesco Cavalli, Antonio Lotti, Baldassare Galuppi e Lorenzo Perosi, lo ha portato ad approfondire il repertorio vocale generato a Venezia divenendone uno dei massimi esperti. Le continue esecuzioni della Cappella Marciana, durante le funzioni liturgiche di tutto l’anno, sono divenute ormai un punto fermo per chi vuole ascoltare musica di rara bellezza nella splendida cornice dorata della Basilica di San Marco. Oltre all’attività liturgica e concertistica in Basilica, incide cd e porta la Cappella Marciana a esibirsi in prestigiose sedi europee. Dopo aver insegnato in diverse istituzioni musicali italiane, è tuttora docente di direzione di coro e composizione corale al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Direttore, musicologo, ricercatore, curatore di mostre, autore di numerose trascrizioni di inediti, revisore ed editore, è un musicista a 360 gradi, attivo sia come compositore sia come interprete. Il suo ultimo libro s’intitola Il canone a due voci, alla ricerca del segreto dei fiamminghi.

Cappella musicale della Basilica di San Marco a Venezia

La Cappella musicale della Basilica di San Marco, detta Cappella Marciana, discende direttamente dalla Cappella della Serenissima Repubblica in San Marco ed è stata la cappella del doge per oltre cinque secoli. I primi documenti che ne attestano una consolidata esistenza risalgono al 1316. Oltre a essere considerata la più antica formazione musicale professionistica tutt’oggi attiva, la Cappella Marciana vanta altri primati assoluti: la quantità di musica prodotta nei secoli per essere da essa eseguita, l’altissimo numero di compositori attivi al suo interno e la quantità di intuizioni musicali divenute paradigmatiche nel panorama della musica occidentale. Questa singolare formazione continua ancora oggi a eseguire polifonia di pregio durante l’ufficio liturgico, in continuità con la propria tradizione. Da secoli essa presenzia alle più importanti funzioni della Basilica senza soluzione di continuità e questo patrimonio culturale, questo modus cantandi, si perpetua in uno stile inconfondibile che si alimenta sotto le volte di San Marco alla fonte del carisma dell’evangelista artista.

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GENNAIO RICCO AL REGIO DI TORINO

Violanta-Illustrazione-di-Sara-Rambaldi

ECCO GLI APPUNTAMENTI DI GENNAIO AL TEATRO REGIO DI TORINO

STAGIONE D’OPERA | 1 • “IL MATRIMONIO SEGRETO”: PIER LUIGI PIZZI FIRMA LA REGIA DI UN ALLESTIMENTO RAFFINATO E CONTEMPORANEO. DIRIGE NIKOLAS NÄGELE

Dal 15 al 24 gennaio 2020 al Teatro Regio andrà in scena il melodramma giocoso IL MATRIMONIO SEGRETO, capolavoro assoluto di Domenico Cimarosa. Pier Luigi Pizzi firma regia, scene e costumi di un raffinato, elegante e contemporaneo allestimento, che ha debuttato la scorsa estate al Festival della Valle d’Itria, ottenendo un ottimo riscontro di pubblico e critica; le luci sono di Andrea Anfossi. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio debutta il giovane e talentuoso direttore tedesco Nikolas Nägele. Il giovane e brillantissimo cast è formato dal soprano Carolina Lippo nei panni della primadonna Carolina, dal baritono Marco Filippo Romano in quelli di Geronimo; il tenore australiano Alasdair Kent è Paolino, il baritono Markus Werba è il conte Robinson; Fidalma ed Elisetta sono interpretate rispettivamente dal mezzosoprano Monica Bacelli e dal soprano Eleonora Bellocci.

Il matrimonio segreto sarà trasmesso in diretta mercoledì 15 gennaio ore 20 da Rai Radio 3, a cura di Susanna Franchi.

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EMMA DANTE E SERENA SINIGAGLIA FIRMANO IL DITTICO CAVALLERIA RUSTICANA E PAGLIACCI CHE CHIUDE LA STAGIONE 2019 AL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Cavalleria rusticana

Sul podio Frédéric Chaslin

Dal 15 dicembre alle 20 e in diretta su Radio3 Rai

Protagonisti Veronica Simeoni, Roberto Aronica, Dalibor Jenis, Carmela Remigio e Stefano La Colla

Con un dittico “tutto al femminile”, che accosta la Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni firmata da Emma Dante ai Pagliacci di Ruggero Leoncavallo con la regia di Serena Sinigaglia, volge al termine la Stagione 2019 del Teatro Comunale di Bologna domenica 15 dicembre alle 20, con trasmissione in diretta su Radio3 Rai. Sul podio il direttore d'orchestra francese Frédéric Chaslin.

Il primo titolo è riproposto dopo il grande successo di due anni fa, quando debuttò al Comunale insieme a La voix humaine di Francis Poulenc, questa volta nel più consueto abbinamento con Pagliacci, presentato invece nel nuovo allestimento – in prima italiana – che il teatro felsineo ha coprodotto con il Grand Théâtre de Genève, dove è andato in scena a marzo 2018. Le due registe immaginano un collegamento, una complementarità tra le due storie brutali, come se si trattasse del positivo e del negativo di una medesima foto. Due intrecci che hanno come denominatore comune la gelosia e il tradimento – che portano a un tragico finale da cronaca nera – e due protagoniste donne: Santuzza in Cavalleria è gelosa di Turiddu (e del suo rapporto con Lola) e muove l'azione che porterà alla morte dell'amato; Nedda in Pagliacci è vittima del femminicidio compiuto dal marito Canio, accecato dalla gelosia verso di lei e il suo amante (che scoprirà essere Silvio) tanto da commettere un doppio omicidio. Da un lato in Cavalleria la Dante racconta una Sicilia diversa rispetto a quella “da cartolina” e ricorda che «le dinamiche del rapporto tra Turiddu e Santuzza oggi si possono trovare in Sicilia così come in tanti altri luoghi d’Italia in cui persiste questo genere di retaggio culturale», dall'altro la Sinigaglia immerge Pagliacci a metà tra realtà e finzione da commedia, nell'atmosfera del cinema neorealista degli anni Quaranta e Cinquanta. 

«È stato davvero difficile confrontarsi con i temi di Cavalleria – spiega Emma Dante – perché la mia terra non è quella che l’opera richiede sia raccontata; ho scelto quindi di non dare una lettura contraria alla tradizione mantenendo i colori del Sud, che comprendono per esempio l’oscurità dei veli neri o la presenza dei crocifissi nelle processioni religiose ma senza alcun connotato oleografico. Intendo narrare il rapporto tra l’anima siciliana e il sacro, la compresenza della vita profana con quella religiosa, l’oppressione della donna e sicuramente non l’aspetto folkloristico dato dalle coppole e dalle lupare». 

«C’è una profusione di elementi simili in questo duo – dice Serena Sinigaglia – A causa del loro ruolo comune nel Verismo italiano, Cavalleria rusticana e Pagliacci sono rappresentate insieme, spesso però senza essere scenicamente connesse. Questa volta sarà differente. L’idea del collegamento è sviluppata senza il desiderio di continuità, ma piuttosto di complementarità, come se si trattasse di due facce della stessa medaglia. Per esempio, se Cavalleria rusticana si trovava in un ambiente buio, allora Pagliacci sarà in un ambiente luminoso. Durante il Prologo di Pagliacci la scenografia di Cavalleria sarà smontata di fronte al pubblico e gli oggetti verranno sostituiti “a vista”. Tutti i drappeggi della precedente decorazione di Emma Dante saranno rimossi per fare spazio al sole, alla luce brillante della Calabria, al suo suolo secco e arido. Anche l’ingresso di Tonio, che si rivolgerà al pubblico senza un contorno scenografico, sarà l’intervento di un uomo, un cantante dei giorni nostri che invita alla verità. Questo prologo segnerà il graduale passaggio a Pagliacci e ricorderà al pubblico che, anche se il teatro è solo finzione, le due opere presentate raccontano fatti reali».

Per entrambi i titoli del dittico, alla guida dell’Orchestra del TCBO è chiamato il direttore francese Frédéric Chaslin, artista versatile (pianista, compositore, scrittore) che collabora con teatri come il Metropolitan di New York, la Los Angeles Opera, la Bayerische Staatsoper di Monaco e la Deutsche Oper di Berlino. Come di consueto, il Coro del Teatro è istruito da Alberto Malazzi e il Coro di Voci Bianche da Alhambra Superchi.

Veronica Simeoni, Roberto Aronica e Dalibor Jenis interpretano rispettivamente Santuzza, Turiddu e Alfio, i protagonisti del celebre triangolo amoroso verista che Mascagni ha tratto dall'omonima novella di Giovanni Verga. Il cast dell'atto unico è completato da Alessia Nadin nella parte di Lola e da Agostina Smimmero in quella di Mamma Lucia. L'allestimento porta le firme dei consueti collaboratori di Emma Dante: per le scene Carmine Maringola, per i costumi Vanessa Sannino, per le luci Cristian Zucaro e per la coreografia Manuela Lo Sicco. Daranno invece voce ai personaggi dell’opera in due atti su musica e libretto di Leoncavallo Carmela Remigio (Nedda/Colombina), Stefano La Colla (Canio/Il pagliaccio), Vittorio Prato (Silvio), Paolo Antognetti (Beppe/Arlecchino) e ancora Dalibor Jenis (Tonio/Taddeo). Le scene di Pagliacci sono a cura di Maria Spazzi, i costumi di Carla Teti, le luci di Claudio De Pace. 

Cavalleria rusticana / Pagliacci è replicato il 17, 18, 19, 20, 21 e 22 dicembre. Per le recite del 17, del 19 e del 21 dicembre saranno protagonisti Sonia Ganassi (Santuzza), Angelo Villari (Turiddu e Canio), Stefano Meo (Alfio e Tonio), Carmen Solís (Nedda), Marco Puggioni (Beppe/Arlecchino) e Vincenzo Nizzardo (Silvio).

Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno dell’Associazione Amici del Teatro Comunale di Bologna.

I biglietti (da 140 a 15 euro) sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili da un'ora e mezza prima dell'inizio di ogni spettacolo al 50% del costo.

CAVALLERIA RUSTICANA

Melodramma in un atto 

Musica di Pietro Mascagni

Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci

 

Direttore Frédéric Chaslin

Regia Emma Dante

Regia ripresa da Gianni Marras

Maestro del Coro Alberto Malazzi

Scene Carmine Maringola

Costumi Vanessa Sannino

Luci Cristian Zucaro

Coreografia Manuela Lo Sicco

Personaggi e Interpreti

Santuzza Veronica Simeoni (15, 18, 20, 22) / Sonia Ganassi (17, 19, 21)                               

Turiddu Roberto Aronica (15, 18, 20, 22) / Angelo Villari (17, 19, 21)

Lucia Agostina Smimmero

Alfio Dalibor Jenis (15, 18, 20, 22) / Stefano Meo (17, 19, 21)                                                

Lola Alessia Nadin

Attori Mariella Celia, Silvia Giuffrè, Samuel Salamone, Yannick Simons, Sabrina Vicari, Marta Zollet 

 

In collaborazione con la Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone

            

Produzione del Teatro Comunale di Bologna 

PAGLIACCI

Dramma in un prologo e due atti

Musica e libretto di Ruggero Leoncavallo

 

Direttore Frédéric Chaslin

Regia Serena Sinigaglia

Maestro del Coro Alberto Malazzi

Scene Maria Spazzi

Costumi Carla Teti

Luci Claudio De Pace

Assistente alle scene Marianna Cavallotti

Maestro del Coro di Voci Bianche Alhambra Superchi 

 

Personaggi e Interpreti

Nedda/Colombina Carmela Remigio (15, 18, 20, 22) / Carmen Solís (17, 19, 21)

Canio/Il Pagliaccio Stefano La Colla (15, 18, 20, 22) / Angelo Villari (17, 19, 21)                                          

Tonio/Taddeo Dalibor Jenis (15, 18, 20, 22) / Stefano Meo (17, 19, 21)  

Beppe/Arlecchino Paolo Antognetti / Marco Puggioni (17, 19, 21)

Silvio Vittorio Prato (15, 18, 20, 22) / Vincenzo Nizzardo (17, 19, 21)

Mimi Paolo De Giudici, Sarah Giulia Gibbon

In collaborazione con la Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone

Nuova produzione del Teatro Comunale con Grand-Théâtre de Genève

 

Date

Domenica 15 dicembre, Turno Prima, ore 20.00

Martedì 17 dicembre, Turno C, ore 18.00

Mercoledì 18 dicembre, Turno A, ore 20.00

Giovedì 19 dicembre, Turno P, ore18.00

Venerdì 20 dicembre, Turno B, ore 20.00

Sabato 21 dicembre, FA, ore 20.00

Domenica 22 dicembre, Turno D, Ore 15.30

(un' immagine di Pagliacci)

 

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La “Carmen” di Bizet, con la direzione di Beatrice Venezi e la regia di Paul-Émile Fourny, chiude la 52esima Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi

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L’opéra-comique “Carmen”, di Georges Bizet, con la direzione del M° Beatrice Venezi e la regia di Paul-Émile Fourny, chiude la 52esima Stagione Lirica del Teatro Pergolesi, venerdì 20 e domenica 22 dicembre (anteprima giovani il 18 dicembre) per la 52^ Stagione Lirica di Tradizione.

Sarà la “Carmen”, il titolo più celebre di Georges Bizet (1838-1875), a chiudere la 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi, al termine di un cartellone dedicato alle grandi protagoniste femminili con “Madama Butterfly”, “Turandot” e il tributo alla Luna in una nuova produzione di “CircOpera”.

Venerdì 20 dicembre alle ore 20.30, domenica 22 alle ore 16, con anteprima giovani mercoledì 18 dicembre alle ore 16, la “Carmen” arriva al Teatro Pergolesi di Jesi in una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica delle Marche. L’opéra-comique in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella eponima di Mérimée, viene proposta nella versione originale, in lingua francese e con i dialoghi parlati, che debuttò all’Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875; alcuni dialoghi sono stati modificati a cura di Opéra-Théâtre de Metz Métropole. Edizione Alkor. Dopo le date di Jesi, l’opera andrà in scena tra gennaio e febbraio 2020 nei teatri di Fano, Ascoli Piceno e Fermo.

Sul podio, il Maestro Beatrice Venezi, tra le poche donne al mondo a dirigere orchestre a livello internazionale; innovativa, paladina di femminilità, nel 2018 è stata inserita da “Forbes” nell’elenco dei 100 giovani Under 30 leader del futuro e ha recentemente pubblicato il suo album d’esordio “My Journey - Puccini’s Symphonic Works”. La regia è di Paul-Émile Fourny che torna a Jesi dopo i successi di “Aucassin et Nicolette” (2019), “Werther” (2007), “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci” (2016). Per questo nuovo allestimento, le scene sono state realizzate nei Laboratori scenografici della Fondazione Pergolesi Spontini a Jesi e sono firmate da Benito Leonori, i costumi sono di Giovanna Fiorentini, light designer è Patrick Méeüs; assistente alla regia è Giovanna Spinelli, assistente alle scene Elisabetta Salvatori.

Nel ruolo del titolo il mezzosoprano canadese Mireille Lebel al suo debutto in Italia, mentre il tenore Enrico Casari sarà per la prima volta Don José. Anna Bordignon è Micaëla, Margherita Hibel canta Frasquita, Mercedes è Martina Rinaldi, Escamillo è Pietro Di Bianco; nella compagnia di canto, inoltre, Tommaso Caramia (Dancairo), Vasyl Solodkyy (Remendado), Andrea Tabili (Zuniga), Giacomo Medici (Moralès). Lilas Pastia è Francesco Mattioni. Per le recite nei teatri della Rete Lirica, si alternano nel ruolo di Frasquita le cantanti Margherita Hibel e Carmela Osato.

Suona la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro del Teatro della Fortuna di Fano è diretto da Mirca Rosciani, i Pueri Cantores “D. Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci.

L’argomento è tratto, molto liberamente, dal romanzo omonimo di P. Mérimée. Al libretto collaborò lo stesso Bizet, scrivendone anche alcune parti (tra cui le parole della famosa habanera cantata dalla protagonista, “L’amour est un oiseau rebelle”). La “Carmen” del 1875 appartiene al genere dell’opéra-comique ed era dunque, nella sua versione originale, composta da dialoghi recitati alternati alle parti musicali, è in tale forma che viene rappresentata a Jesi.

Il regista Paul-Émile Fourny ne propone un’angolazione originale, in stile indagine della polizia, con un delitto consumato all’interno di un teatro – le scene sono una perfetta ricostruzione del Teatro Moriconi di Jesi – di cui si cerca di stabilire le responsabilità. Da qui parte, come un flashback, la vicenda, con gitani e contrabbandieri trasformati in una compagnia di artisti teatrali impegnati nella messa in scena dell’opera di Bizet, in uno spettacolo in cui realtà e fantasia si intrecciano fino al tragico epilogo... La protagonista, Carmen, è un’attrice, al centro di un mondo divertente, vivente e ribelle, opposto all’universo di “poliziotti” incarnato dall’agente Moralès, dal commissario Zuniga e dall’ispettore José.

«Ho voluto proporre una lettura più contemporanea ma rispettosa dell’opera, evitando la caricatura spagnola per meglio sviluppare la drammaturgia” - spiega Paul-Émile Fourny. “L’idea è quella di una messa in scena vicina alle serie televisive poliziesche, e in particolare a quelle che si svolgono negli anni 50-60, perché Carmen è la storia di un crimine, in cui la protagonista è la vittima. Il mio sguardo è femminista, Carmen afferma le sue scelte di vita, sia professionali che personali; con un carattere forte, indurito, deve combattere per rivendicare il suo status di donna libera».

A margine dell’opera, la Fondazione Pergolesi Spontini propone al pubblico alcuni momenti di approfondimento presso le Sale Pergolesiane del Teatro Pergolesi: domenica 15 dicembre alle ore 11 la “Guida all’opera” con il musicologo Cristiano Veroli, e due incontri dal titolo “La trama prima dell’opera” con il direttore artistico Cristian Carrara, venerdì 20 dicembre ore 19 e domenica 22 dicembre ore 15. Inoltre, venerdì 20 dicembre alle ore 18,30, stesso luogo, il M° Beatrice Venezi presenterà il suo il suo album d’esordio “My Journey - Puccini’s Symphonic Works” per l’etichetta Warner Music.

La 52^ Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi Stagione è organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini, con la direzione artistica di Cristian Carrara. La sostengono il Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, e la Regione Marche; Soci Fondatori Comune di Jesi e Comune di Maiolati Spontini, Partecipanti Aderenti Comune di Monsano, Partecipante Sostenitore Camera di Commercio delle Marche, Fondatori Sostenitori Gruppo Pieralisi e Starcom Italia, con il patrocinio di Consiglio Regionale delle Marche. Educational partner Trevalli Cooperlat. Sponsor PS Medical Center, DPA srl, Estra Prometeo. Si ringraziano UBI BANCA, CLABO SPA e tutti i Mecenati 2019 per il contributo erogato tramite Art Bonus.

Info: Fondazione Pergolesi Spontini www.fondazionepergolesispontini.com

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Festival Verdi 2019: ancora un'edizione da record

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CS

I risultati della XIX edizione fanno registrare il record assoluto di spettatori e di incasso

della storia del festival, con oltre 26 mila presenze provenienti da tutti i continenti

e oltre 1,4 milioni di euro di biglietti venduti, con Nabucco che vanta il record di incasso per singola recita e per titolo della storia del Festival Verdi.

La IV edizione di Verdi Off accresce lo straordinario coinvolgimento in nome del Maestro

con la Verdi Street Parade che ha riempito le strade della città e la Piazza del Duomo.

Il report dei risultati, realizzato con l’Università di Parma,

evidenzia che il Social Return On Investment, l’impatto favorevole del Festival Verdi,

stimato con cautela, è pari a 2.5, con benefici calcolati per oltre € 15.75 milioni

sugli operatori economici e sulla comunità cittadina

 

Stabilisce nuovi record e conferma il proprio trend in crescita delle ultime edizioni il XIX Festival Verdi conclusosi lo scorso 20 ottobre, come risulta dal report, frutto dell’Osservatorio permanente istituito dal Teatro Regio in collaborazione con l’Università di Parma, presentato a istituzioni, sponsor, pubblico e disponibile alla consultazione su teatroregioparma.it.

I dati raccolti attestano il record di spettatori e di incasso della storia del Festival Verdi, con 26.353 presenze provenienti da tutti e cinque i continenti, oltre 1,4 milioni di euro di biglietti venduti e oltre 100 tour operator e gruppi nazionali e internazionali organizzati che sono intervenuti e che hanno già prenotato la loro partecipazione al XX Festival Verdi, in programma dal 24 settembre al 18 ottobre 2020 (I Lombardi alla prima Crociata, Rigoletto, Macbeth nella versione francese, Ernani, eseguito in forma di concerto, sono le opere nell’anno di Parma Capitale italiana della Cultura.).

Nabucco, nella produzione di Ricci/Forte diretta da Francesco Ivan Ciampa, vanta il record di incasso per singola recita (oltre 117 mila euro) e per titolo (sfiorando i 400 mila euro) della storia del Festival Verdi, con oltre il 90% di riempimento medio delle recite, un sostanziale tutto esaurito, e raccogliendo, a oggi, il pressoché unanime trionfo da parte dei media accreditati.

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In scena al Pavarotti di Modena un nuovo titolo dedicato al Natale

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CS

Va in scena domenica 15 dicembre 2019 alle 17 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti La Notte di Natale, nuova opera commissionata insieme al Teatro dell’Opera Giocosa di Savona (dove è andata in scena lo scorso primo dicembre) al compositore Alberto Cara. Il testo di Simone Pintor, che firma anche la regia dello spettacolo, è liberamente tratto dal noto racconto di Nikolaj Gogol’, autore classico della letteratura russa. La direzione musicale è affidata a Diego Ceretta, alla guida dell’Ensemble del Teatro dell’Opera Giocosa e delle Voci bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Il cast è composto da interpreti usciti dai corsi di alto perfezionamento del Teatro Comunale (Floriana Cicio e Raffaele Feo), di Raina Kabaivanska (Daniel Kim Sunggyeul) e dalla Scuola dell’opera del Teatro Comunale di Bologna (Aloisa Aisemberg). Scene e costumi sono di Mariangela Mazzeo, luci di Marco Alba. La durata dello spettacolo è di circa un’ora.

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Un dicembre incantato a Cagliari con Hänsel und Gretel, capolavoro fiabesco di Engelbert Humperdinck, in un incantevole allestimento scenico che ammalia bambini e adulti

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Venerdì 13 dicembre alle 20.30 (turno A), a chiusura della Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena l’ottavo ed ultimo appuntamento con l’opera: Hänsel und Gretel, fiaba drammatica in tre quadri su libretto di Adelheid Wette, tratto dalla fiaba omonima dei fratelli Grimm, e musica di Engelbert Humperdinck (Siegburg, 1854 - Neustrelitz, 1921) che viene rappresentata per la seconda volta a Cagliari (la prima fu nel maggio 1959 al Teatro Massimo con Fiorenza Cossotto nel ruolo di Hänsel).

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Iniziata la campagna abbonamenti per la Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari

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CS

La campagna abbonamenti per l’ormai imminente Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari, è iniziata, da martedì 3 dicembre 2019, per tutti gli abbonati, con le conferme e variazioni su posti disponibili, possibili fino a sabato 4 gennaio 2020.

La Stagione concertistica 2020 prevede due turni di abbonamento, i turni A e B, per 13 concerti ciascuno.

Come ormai consuetudine i posti in teatro sono identificati per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Prezzi abbonamenti: platea € 235,00 (settore giallo), € 215,00 (settore rosso), € 170,00 (settore blu); I loggia € 200,00 (settore giallo), € 170,00 (settore rosso), € 130,00 (settore blu); II loggia € 65,00 (settore giallo), € 65,00 (settore rosso), € 45,00 (settore blu).

Ai giovani under 30 e agli studenti sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13, il martedi, giovedì e venerdì anche dalle 16 alle 20, e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 - 0704082249, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it

Cagliari,  dicembre 2019

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IN ESCLUSIVA LA PRIMA DELLA SCALA SUI CANALI RAI

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RAI: IN ESCLUSIVA LA PRIMA DELLA SCALA

 

Il 7 dicembre la diretta di Rai Cultura su Rai1, Radio3 e Rai Play. Previsti oltre due milioni di spettatori tra pubblico televisivo, radiofonico, cinematografico e web per la Tosca di Giacomo Puccini.

È l'evento culturale più importante dell'anno, e vedrà protagonisti il direttore d'orchestra Riccardo Chailly, il regista Davide Livermore, le grandi voci di Anna NetrebkoFrancesco Meli e Luca Salsi, oltre naturalmente a uno dei più grandi compositori di tutti i tempi: Giacomo Puccini. È la prima del Teatro alla Scala, che quest'anno inaugura la sua Stagione con Toscache Rai Cultura propone in diretta in esclusiva su Rai1 il prossimo 7 dicembre a partire dalle 17.45. Lo spettacolo, con la regia televisiva di Patrizia Carmine, è trasmesso in diretta anche su Radio3, su Rai1 HD canale 501 e online sul portale Rai Play, dove potrà essere visto per 14 giorni dopo la prima.

Oltre tre ore di trasmissione, completa di sottotitoli, per portare Tosca nelle case degli Italiani, perché la grande musica è di tutti, come hanno dimostrato i quasi due milioni di telespettatori che il 7 dicembre 2019 hanno seguito su Rai1 Attila di Giuseppe Verdi per l'apertura della scorsa Stagione della Scala. 

Anche quest’anno grande attenzione è stata riservata alla ripresa audio e video dello spettacolo, curata dal Centro di Produzione Tv Rai di Milano, con 13 telecamere in alta definizione, 45 microfoni nella buca d’orchestra e in palcoscenico, 11 radiomicrofoni dedicati ai solisti che serviranno per la trasmissione stereofonica e per la radiocronaca in diretta in onda su Radio3, con audio surround per le sale cinematografiche e per la Tv. Uno staff di 50 persone tra cameraman, microfonisti, tecnici audio e video sarà impegnato per le oltre tre ore di trasmissione, culmine di una preparazione che vede lo staff di regia seguire fin dalle prime prove la messa in scena dello spettacolo, e un numero crescente di addetti lavorare nelle due settimane precedenti la Prima. 

Oltre a trasmettere l'opera, come di consueto la Rai racconterà anche ciò che accade attorno allo spettacolo più atteso della Stagione. Su Rai 1, Antonio Di Bella e Milly Carlucci, con collegamenti di Stefania Battistini dal foyer, condurranno la diretta televisiva incontrando, prima dell'inizio e durante l'intervallo, i protagonisti e gli ospiti presenti. Per Radio3 seguiranno la diretta Gaia Varon e Nicola Pedone. Saranno coinvolte anche le diverse testate giornalistiche della Rai con dirette, servizi e approfondimenti, con ospiti in studio e dal foyer della Scala. 

Per la prima volta quest’anno, la trasmissione di un’opera sarà corredata dall’audiodescrizione in diretta, grazie alla quale anche le persone cieche e ipovedenti potranno avvalersi di tutte quelle informazioni visive non trasmesse verbalmente – costumi, aspetto e mimica dei personaggi, azioni non parlate, location, scenografia e luci - ; tale accessibilità sarà estesa anche a tutto ciò  che accadrà intorno allo spettacolo e verrà trasmesso in tv prima dell’inizio e durante l’intervallo. Il servizio è realizzato da Rai Pubblica Utilità – Accessibilità. L’audiodescrizione, attivabile dal televisore sul canale audio dedicato, fa parte del percorso di inclusione intrapreso con impegno e determinazione dalla Rai, con l’obiettivo di rendere sempre più concreta e ampia l’offerta di vero servizio pubblico.

Si avvarranno delle riprese in Alta Definizione diffuse da Rai circa 40 sedi coinvolte nell’iniziativa sociale “Prima Diffusa” del Comune di Milano e il maxischermo collocato al centro dell’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II, che offre la Prima ai cittadini.

Rai Com distribuirà l'opera in diretta nelle sale cinematografiche. Saranno più di 30 i cinema italiani coinvolti, ma l'evento sarà disponibile anche in quelli di Spagna, Norvegia, Finlandia, Svizzera, Polonia, Olanda e Gran Bretagna.

L'opera verrà replicata in differita nelle sale di Australia, sud America, Russia, Belgio, Francia. Ulteriori repliche sono previste nei prossimi mesi in molti cinema europei. 

La prima del Teatro alla Scala di Milano potrà essere seguita anche sui canali televisivi Arte (Francia), ZDF (Germania), RPT (Portogallo) RSI (Svizzera), CESKA TELEVIZE (Repubblica Ceca), ACTION 24 (Grecia) e MTVA (Ungheria). 

Sarà inoltre trasmessa in differita in Giappone dalla tv pubblica NHK, in Corea da IL MEDIA e in Russia da TV Kultura.

Per il mercato dell'audiovisivo è prevista per il 2020 l'uscita di un DVD della Tosca.

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Al Teatro La Fenice Chung dirige la Nona Sinfonia di Gustav Mahler

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COMUNICATO STAMPA:

In alternanza con le ultime recite del Don Carlo di Giuseppe Verdi, Myung-Whun Chung sarà impegnato sul podio dell’Orchestra del Teatro La Fenice anche nel prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica 2019-2020: guiderà infatti la compagine veneziana nell’esecuzione della Nona Sinfonia di Gustav Mahler. Il concerto è inserito nel contesto di un progetto pluriennale di rilettura dell’opera di Mahler condotto dalla Fenice insieme al maestro coreano: dopo la Quinta ascoltata nel 2017 e Seconda nel 2019, Chung si misurerà ora con la Sinfonia n. 9 in re maggiore, l’ultimo capolavoro sinfonico compiuto del compositore austriaco. Due i concerti al Teatro La Fenice: giovedì 5 dicembre 2019 ore 20.00 (turno S) e, in replica trasmessa in diretta su Rai Radio3, venerdì 6 dicembre 2019 ore 20.00.

            Ultima delle sinfonie compiute di Gustav Mahler (1860-1911), la Sinfonia n. 9 in re minore rappresenta una sorta di testimonianza riassuntiva in cui Mahler ripropone in modo introspettivo le tappe del suo percorso sinfonico. Ritroviamo così nel corso dei movimenti reminiscenze delle sinfonie ‘austriache’ (dalla Prima alla Quarta, legate al patrimonio popolare della civiltà contadina) e di quelle ‘viennesi’ (dalla Quinta alla Settima, collegate ai ritmi della cultura urbana), oltre a un rimando esplicito, nell’Andante comodo d’apertura, a «Das Lied von der Erde» (Il canto della terra), l’ultimo lavoro completato da Mahler, già stanco e malato, prima di iniziare la composizione della Nona. Non per niente Alban Berg associa la Nona a una definizione lapidaria: «la morte in persona», e Hans Redlich ha definito «Das Lied», la Nona Sinfonia e i frammenti incompiuti della Decima «la trilogia della morte». L’architettura sinfonica tradizionale, suggerita dalla suddivisione in quattro movimenti, viene negata dal fatto che questi non sono disposti secondo la successione canonica e sono concepiti in tonalità del tutto diverse: i due movimenti lenti, rispettivamente un Andante comodo in re maggiore e un Adagio in re bemolle maggiore, incorniciano due movimenti rapidi, un Ländler in do maggiore e un Rondo-Burleske in la minore, contrapponendo il loro lirismo luttuoso e pieno di pathos al tono ironico e dissacratorio dei due movimenti centrali.

Mahler, che nell’estate 1907 aveva ricevuto la diagnosi di un’inoperabile disfunzione cardiaca, cominciò a lavorare alla Nona nel giugno 1909 nella quiete della residenza estiva di Dobbiaco. La stesura, febbrilmente rapida, fu portata a termine nel marzo 1910 a New York. La prima esecuzione, postuma (Mahler era scomparso il 18 maggio 1911), fu diretta da Bruno Walter a Vienna il 26 giugno 1912.

In occasione del concerto diretto da Myung-Whun Chung, si rinnoverà il consueto appuntamento con le conferenze di approfondimento della Stagione Sinfonica: il concerto di giovedì 5 dicembre 2019 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 130,00) sono acquistabili nei punti vendita Vela Venezia Unica di Teatro La Fenice, Piazzale Roma, Tronchetto, Ferrovia, Piazza San Marco, Rialto linea 2, Accademia, Mestre, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2424) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Myung-Whun Chung

Nato in Corea, inizia l’attività musicale come pianista, debuttando all’età di sette anni. A ventuno vince il secondo premio al Concorso pianistico Čajkovskij di Mosca. Frequenta negli usa i corsi di perfezionamento al Mannes College e successivamente alla Juilliard School di New York, nel 1979 diviene assi-stente di Carlo Maria Giulini alla Los Angeles Philharmonic dove nel 1981 è nominato direttore associato. Dal 1984 al 1990 è direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrüken, dal 1987 al 1992 direttore principale invitato del Teatro Comunale di Firenze, tra il 1989 e il 1994 direttore musicale dell’Opéra de Paris-Bastille e, dal 1997 al 2005, direttore principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Nel 1995 fonda la Asia Philharmonic, formata dai migliori musicisti di otto Paesi asiatici. Nel 2005 è nominato direttore musicale della Seoul Philharmonic Orchestra e nel 2016 direttore musicale onorario della Tokyo Philharmonic Orchestra. Dal 2011 è direttore ospite principale della Dresden Staatskapelle. Dal 2000 al 2015 è stato inoltre direttore musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France, di cui dal 2016 è direttore onorario. Ha diretto molte delle orchestre più prestigiose del mondo, fra cui i Berliner e i Wiener Philharmoniker, il Concertgebouw di Amsterdam, le principali orchestre di Londra e di Parigi, l’Orchestra Filarmonica della Scala, la Bayerische Rundfunk, le orchestre sinfoniche di Boston e Chicago, l’Orchestra della Metropolitan Opera di New York, la New York Philharmonic Orchestra e le orchestre sinfoniche di Cleveland e di Philadelphia. In Italia gli sono stati conferiti il Premio Abbiati e il Premio Toscanini. In Francia nel 1991 è stato nominato Artista dell’anno dal Sindacato professionale della critica drammatica e musicale e nel 1992 il Governo francese gli ha assegnato la Légion d’Honneur. Nel 1995 e di nuovo nel 2002 ha avuto il Premio Victoire de la Musique. Nel 2011 gli è stato con-ferito il titolo di Commadeur dans l’ordre des Arts et Lettres dal ministro della Cultura francese. Nel luglio 2013 la Città di Venezia gli ha consegnato le chiavi per il suo impegno verso il Teatro La Fenice e la vita musicale della città e il Teatro La Fenice gli ha conferito il premio Una vita nella musica. Nel 2017 il Presidente della Repubblica Italiana lo ha nominato Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia per il suo contributo alla cultura italiana. Nel 2015 l’Associazione della critica musicale italiana gli ha assegnato il Premio Abbiati per Simon Boccanegra di Verdi (rappresentata al Teatro La Fenice di Venezia) e per l’attività sinfonica con l’Accademia di Santa Cecilia e con l’Orchestra Filarmonica della Scala. Parallelamente alla sua attività musicale Myung-Whun Chung è impegnato in iniziative di carattere umanitario e di diffusione della musica classica tra le giovani generazioni, nonché di salvaguardia dell’ambiente. Ambasciatore del Programma delle Nazioni Unite per il Controllo internazionale della droga (undcp), nel 1995 è stato nominato «Uomo dell’anno» dall’unesco e l’anno successivo il Governo della Corea gli ha conferito il «Kumkuan», cioè il più importante riconoscimento in campo culturale, per il suo contributo alla vita musicale coreana. Ѐ attualmente ambasciatore onorario per la cultura della Corea del Sud, il primo nella storia del governo del suo Paese. Chung e i musicisti dell’Orchestre Philharmonique de Radio France sono stati nominati nel 2007 Ambasciatori dell’unicef e nel 2008 il direttore ha ricevuto l’incarico di Goodwill Ambassador dall’unicef come riconoscimento per il suo impegno a favore dell’infanzia. Nel 2012 è riuscito a riunire, per la prima volta per un concerto alla Salle Pleyel a Parigi, la Unhasu Orchestra della Corea del Nord e la Orchestre Philharmonique de Radio France. Di casa alla Fenice, vi ha diretto La traviata (2009 e 2010), Rigoletto (2010), Tristan und Isolde (2012), Otello (2012 e 2013, sia in teatro che nelle memorabili esecuzioni a Palazzo Ducale), Simon Boccanegra (2014), Madama Butterfly (2016) e Carmen (2017). Nel novembre del 2017, sempre alla Fenice, ha interpretato Un ballo in maschera di Verdi, inaugurando la Stagione Lirica, e pochi giorni dopo è salito sullo stesso podio per il Concerto di Capodanno, cui è seguita, nel marzo 2018, La bohème. Ha poi inaugurato la stagione 2018-2019 con Macbeth, è tornato a guidare l’Orchestra e il Coro del Teatro nel concerto di Capodanno 2019 e in marzo ha diretto nuovamente Otello. È inoltre presenza costante nei concerti delle stagioni sinfoniche della Fenice.

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Torna dal 5 al 18 dicembre a Pavia il FESTIVAL DI NATALE 2019 del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri

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CS:

Giunto alla sua quinta edizione, il Festival di Natale del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri torna ad animare la prima metà di dicembre, con una serie di concerti di musica antica e di  iniziative musicali che animeranno Pavia dal 5 al 18 dicembre, dal centro alle periferie.

 

In sintonia con le precedenti edizioni, anche quest’anno il Festival manterrà alcune caratteristiche chiave, a partire dalla presenza in cartellone di artisti ed ensemble emergenti di altissimo livello: una nuova generazioni di musicisti che ha già molto da dire e che saprà sicuramente stupire per qualità e personalità.

 

In particolare il Festival ospiterà gli ensemble La Vaghezza (5/12) e Cantorí(14/12), due dei gruppi selezionati nell’ambito del progetto eeemerging+, che presenteranno, rispettivamente, un programma dedicato alla musica ai tempi di Galileo Galilei e un programma polifonico del repertorio rinascimentale spagnolo, che includerà anche una singolare “ensaladas” ispirata alle vicende della Battaglia di Pavia. Sostenuto da Creative Europeeeemerging+ è il più importante progetto europeo per la promozione e la valorizzazione dei migliori gruppi emergenti di musica antica d’Europa, di cui il Ghislieri è il partner italiano fin dalla sua costituzione.

L’11/12 si esibirà invece un talentuoso trio italiano formato dai due giovanissimi soprani Marta Redaelli Federico Fiorio e dalla clavicembalista Rossella Policardo, insieme per la prima volta per offrire un programma di duetti tratti dalle opere di Monteverdi, Strozzi e Storace. Nota interessante del concerto sarà la possibilità di ascoltare, come raramente accade, duetti d’amore tra due voci acute interpretati però da un uomo e una donna, con voci capaci di fondersi perfettamente, sebbene di caratteristiche diverse.

Il 18/12 sarà infine la volta di studenti e musicisti amatori della città. Il Coro Universitario del Collegio Ghislieri e l’Ensemble di vihuelas del Conservatorio “Vittadini” si ritroveranno infatti insieme per presentare un concerto frutto di un laboratorio musicale realizzato proprio insieme a Cantorínelle settimane precedenti, incentrato sulla musica del Siglo de Oro per il tempo dell’Avvento.

 

Anche quest’anno la volontà del Festival sarà inoltre quella di portare la musica al di fuori delle sale da concerto, attraverso numerosi momenti musicali che intendono raggiungere anche coloro che solitamente non hanno l’occasione o l’opportunità, per impedimenti di vario tipo, di poter godere della musica come importante momento di condivisione.

Case di cura e di riposo, centri di aggregazione e di accoglienza, associazioni impegnate nel sociale saranno i destinatari di piccoli momenti musicali in cui gli stessi protagonisti del cartellone principale regaleranno la propria musica, perché diventi un fattore di sviluppo sociale, ma anche momento conviviale ed energia capace di portare conforto nelle più diverse situazioni di bisogno.

 

Il calendario completo, gli abbonamenti ai quattro concerti e i biglietti sono disponibili su ghislieri.it.

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LIRICA JESI: Selezione di otto figuranti, 4 uomini e 4 donne, per l’opera lirica “Carmen”

Carmen--Luc-Bertau---Opra-Thtre-de-Metz-Mtropole_2 Foto Luc Bertau

Mercoledì 4 dicembre alle ore 14 al Teatro Moriconi di Jesi, la Fondazione Pergolesi Spontini terrà la selezione di otto figuranti per la “Carmen” di Bizet, quarto ed ultimo titolo d’opera della 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi. L’opera andrà in scena al Teatro Pergolesi venerdì 20 dicembre ore 20.30 e domenica 22 ore 16, con anteprima giovani mercoledì 18 dicembre ore 16, e di seguito anche nei teatri del circuito della Fondazione Rete Lirica delle Marche, Fano, Ascoli Piceno e Fermo.

Per questo allestimento si cercano otto figuranti – quattro uomini e quattro donne – tra i 20 ed i 35 anni, preferibilmente con esperienza di palcoscenico. Gli aspiranti al ruolo si presenteranno direttamente nel luogo dove avverrà la selezione.

“Carmen” di Georges Bizet vede sul podio orchestrale il M° Beatrice Venezi, la regia è di Paul-Émile Fourny, le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Giovanna Fiorentini, light designer Patrick Méeüs, per una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica delle Marche. Il mezzosoprano Mireille Lebel canta Carmen, Don José è il tenore Enrico Casari, Anna Bordignon è Micaëla. Margherita Hibel canta Frasquita, Mercedes è Martina Rinaldi, Escamillo è Pietro Di Bianco; nella compagnia di canto, inoltre, Tommaso Caramia (Dancairo), Vasyl Solodkyy (Remendado), Andrea Tabili (Zuniga), Giacomo Medici (Moralès). Lilas Pastia è Francesco Mattioni. Suona la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro del Teatro della Fortuna “M. Agostini” di Fano è diretto da Mirca Rosciani, i Pueri Cantores “D. Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci.

Per la messa in scena di quest’opera – tra i titoli più amati del repertorio lirico – il regista Paul Emile Fourny propone un’angolazione originale, in stile indagine della polizia. “Ho voluto proporre una lettura più contemporanea ma sempre rispettoso dell’opera, evitando la caricatura spagnola per meglio sviluppare la drammaturgia. L’idea è quella di una messa in scena vicina alle recenti serie televisive della polizia, e in particolare a quelle che si svolgono negli anni 50-60, perché Carmen è la storia di un crimine, in cui la protagonista è la vittima. Il mio sguardo è femminista, Carmen afferma le sue scelte di vita, sia professionali che personali; con un carattere forte, indurito, deve combattere per rivendicare il suo status di donna libera”.

Info: Fondazione Pergolesi Spontini www.fondazionepergolesispontini.com

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Palladium, “Guernica, icona di pace”: il 1-12 le musiche “assolute” di Ennio Morricone e Albino Taggeo, con Michele Placido

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TEATRO PALLADIUM - Stagione 2019/2020

“Guernica, icona di pace”

 Il 1 dicembre al Palladium le musiche di Ennio Morricone e Albino Taggeo, con Michele Placido

Il concerto-evento di domenica dedicato a Picasso, con la musica di Ennio Morricone. Sul palco, trentuno elementi del Pentarte Ensemble diretti da Stefano Cucci e la voce recitante di Placido.

Domenica 1 dicembre - ore 18,30

Biglietto intero 20 euro – Ridotto 15 euro

Durata: 1 ora e 30 minuti

Guernica (1937) di Pablo Picasso

 

in foto da sinistra:Albino Taggeo, Ennio Morricone, Stefano Cucci

Per la prima volta, la musica di Ennio Morricone viene accostata a un’opera d’arte da lui tanto amata ed ammirata: Guernica, il capolavoro di Pablo Picasso ideato e creato in soli 33 giorni nel 1937 dopo il terribile bombardamento del paese basco di Guernica, diventato un’icona mondiale di pace. “Guernica, icona di pace” è il concerto-evento che si terrà al Teatro Palladium domenica 1 dicembre alle ore 18,30 (biglietti al costo di 20 euro, 15 i ridotti), promosso e organizzato dalla storica dell’arte Serena Baccaglini dell’Università Cattolica di Milano. Un vero e proprio omaggio a due geni creativi del Novecento come Pablo Picasso ed Ennio Morricone. Uno straordinario evento in cui poesia, musica e arte si fondono grazie alle immagini di luce immersive realizzate da Stark.

Protagoniste della serata le composizioni scritte da Ennio Morricone: “Grido” e “Se questo è un uomo” (da Primo Levi), due lavori mai registrati che mostrano un Morricone inedito, appassionato più alla musica contemporanea, “assoluta”, come lui stesso la definisce, che alla musica da film. Albino Taggeo firma le composizioni “Guernica, Tableau Vivant” in prima assoluta e “Golpe de Luz” tratto dalle poesie di Federico Garcia Lorca. Sul palco, 31 elementi del Pentarte Ensemble diretti da Stefano Cucci (da anni maestro concertatore designato da Ennio Morricone per preparare, e in molti casi dirigere, le opere del Maestro); la voce recitante di Michele Placido e le immagini di luce sul testo poetico di Maria Gloria Grifoni ispirato a Guernica.

Grido è l’urlo di Munch, un anelito della voce che rivendica la propria appartenenza originaria al mondo dei suoni, in assenza di un testo significante e con un vocalizzo in registro acuto che si sposa e si fonde nel tessuto orchestrale. Se questo è un uomo coglie la tragicità della miseria umana, disseminando lungo la composizione frammenti recitati, tratti da una poesia di Primo Levi, cui fanno da contorno una voce femminile di colore scuro che “vocalizza” con appropriati impasti timbrici e un violino solista che fa da trait d’union tra le due voci e l’orchestra. Golpe de luz è un canto che inneggia all’amore e alla libertà; le struggenti liriche di Federico Garcia Lorca si pongono ante litteram rispetto al massacro di Guernica e la sua morte, avvenuta nel 1936 per mano dei franchisti, anticipa la barbarie che da lì a poco avrebbe colpito il resto dell’Europa.

Guernica, tableau vivant, urla, piange, si dispera e spera: scena e messinscena tragica, sofferta e rappresentata nella Pàrodos dagli uomini vittime del massacro, negli Episodi dalle due donne protagoniste della violenza, figlia della follia umana. Il coro maschile evoca episodi di morte e implora speranze di vita, mostrando la propria miseria e disperazione sul proscenio rivolgendosi al pubblico, in paràbasi; poi si ritrae mortificato nei valori più intimi e profondi ed infine ritrova il coraggio di incitare il pubblico ad urlare e condividere la tragedia vissuta. Le due donne, una figura femminile immagine vivente, calpestata e umiliata e una madre al culmine dell’estremo dolore di dover abbracciare il proprio frutto estinto, dialogano appena scampate all’inferno della guerra, aggrappandosi al lume pennellato dall’artista come un ultimo approdo. Il testo della poetessa Maria Gloria Grifoni deplora quella parte malata e squilibrata della società che, periodicamente nei secoli, predilige la crudeltà all’amore per il prossimo; i versi, inquietanti e penetranti accennano, senza mai voler rassicurare, bagliori flebili e ombra immanenti, messaggi di allerta e di riflessione.  

Il Pentarte Ensemble è nato nel 1990 su iniziativa del suo presidente Albino Taggeo e di alcuni musicisti appartenenti alla scuola romana. Dal 1992 l’ensemble opera attivamente eseguendo musiche del Novecento storico e contemporanee. I suoi giovani componenti provengono prevalentemente dal Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e il suo direttore è Stefano Cucci, da anni maestro concertatore designato da Ennio Morricone per preparare, e in molti casi dirigere, le opere del Maestro.

Albino Taggeo - compositore di “Guernica Tableau Vivant”, scaturito da una suggestione poetica del testo fortemente drammaturgico della poetessa Maria Gloria Grifoni - è presidente di Pentarte, è stato docente di Armonia e Analisi del Conservatorio Santa Cecilia e da ormai tanti anni amico fidato e organizzatore di eventi per Ennio Morricone insieme a Stefano Cucci.

Partner nella costruzione di questo importante evento è Artegal Trust Onlus, organizzazione no profit di respiro internazionale, che sostiene e accompagna progetti culturali di spessore al fine di raccogliere fondi da re-impiegare in beneficienza.

IL PROGETTO

L’idea di accostare il nome e le musiche di Ennio Morricone all’opera Guernica di Pablo Picasso nasce dallo straordinario Cartone di Picasso di Jacqueline de la Baume Durrbach riscoperto dopo anni di appassionata ricerca dalla storica dell’arte Serena Baccaglini. Il Cartone viene creato 18 anni dopo l’opera, nel 1955, quando Nelson Rockefeller stimola Picasso a rifare Guernica: il cartone, che deriva dall’olio, non solo viene fatto su carta da pacchi, in sei strisce larghe come il telaio, per essere modello e guida per la tessitura dell’arazzo, oggi all’Onu, ma sarà il primo di una serie di 26 cartoni dai quali nasceranno altrettanti arazzi, un progetto unico nel panorama artistico del XX secolo. Il nome di Picasso appare su cartoni ed arazzi accanto al logo di Cavalaire, l’atelier di Jacqueline de la Baume Durrbach, la geniale artista “dalle dita d’oro” capace di “tessere un dipinto” trasformandolo in arazzo. Dopo l’esposizione su progetto di Serena Baccaglini nel 2017-2018, accanto a documenti storici primari, quali la Costituzione Italiana al Senato e l’Armistizio che ha concluso la Grande Guerra al Museo della Terza Armata di Padova, si è deciso di accostare Guernica ad arti diverse, quali la musica, la poesia e le proiezioni di luce.

GUERNICA, ICONA DI PACE

Domenica 1 dicembre - ore 18,30

Biglietto intero 20 euro – Ridotto 15 euro

Teatro Palladium

Piazza Bartolomeo Romano, 8 – Roma - Tel: 06 5733 2772

PROGRAMMA

Ennio Morricone

Grido

Vocalizzo per soprano e orchestra d’archi

Soprano: Marta Vulpi

Ennio Morricone

Se questo è un uomo

Su una poesia di Primo Levi, per violino, mezzosoprano, voce recitante e orchestra d’archi

Mezzosoprano: Chiarastella Onorati. Voce recitante: Michele Placido. Violino: Francesco Peverini

Albino Taggeo

Golpe de luz

Canti da Federico Garcia Lorca

per soprano Marta Vulpi e tre strumenti

Albino Taggeo

Guernica, tableau vivant

Madrigale dialogico su testo di Maria Gloria Grifoni, per soprano, mezzosoprano, coro maschile e orchestra

Soprano: Marta Volpi. Mezzosoprano: Chiarastella Onorati. Coro Petrassi

PENTARTE ENSEMBLE

Direttore e Maestro del coro: Stefano Cucci

Soprano: Marta Vulpi

Mezzosoprano: Chiarastella Onorati

Voce recitante: Michele Placido

Flauto: Clementina Savini

Clarinetto: Fabio Sepe

Sax: Guglielmo Cetto

Tromba: Alessandro Rosi

Trombone: Aldo Maria Taggeo

Percussioni: Claudio Piselli

Chitarra: Luca Lupi

Violini primi: Francesco Peverini, Daniele Molino, Hinako Kawasaky, Marcella Marchiana, Melody Quinteros

Violini secondi: Anna Chulkina, Michele Tisei, Radoslaw Srodon, Elena Centurioni

Viole: Alessio Toro, Arianna Bloise, Roberta Rosato

Violoncelli: Flavio Malatesta, Claudio Aiello 

Contrabbasso: Massimiliano Favella

Ideazione e curatela: Serena Baccaglini

 

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IL TEATRO PONCHIELLI DEDICA LA SONNAMBULA AL BASSO GIUSEPPE MODESTI

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Stagione d’Opera 2019-20

Quintessenza dell’opera romantica, La Sonnambula in scena al Teatro Ponchielli il 6 dicembre (ore 20.30 e in replica l’8 dicembre ore 15.30) è un affresco di natura e tenerezza, in cui si dispiega tutta l’inventiva melodica di Vincenzo Bellini.

Il suggestivo allestimento è realizzato da OperaLombardia insieme all’Opera di Las Palmas, la regia è firmata da Raùl Vasquez e sul podio Leonardo Sini, giovane interprete che vanta già un’acclamata carriera internazionale.

La messa in scena di questa Sonnambulasarà anche l’occasione per ricordare Giuseppe Modesti, nel ventesimo anniversario della sua scomparsa. Il basso cremonese è stato, infatti, un grande Conte Rodolfo nel capolavoro belliniano e il Teatro Ponchielli vuole rendere omaggio a questo grande artista.

Biglietteria del Teatro: aperta dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30, tel. 0372.022001 e 0372.022002.

Prezzi dei biglietti:

platea/palchi € 60 – galleria € 38 - loggione € 22.

Biglietti online sul sito www.vivaticket.it

 

venerdì 6 dicembre, ore 20.30 (turno A)

domenica 8 dicembre, ore 15.30 (turno B)

La Sonnambula

melodramma in due atti. Libretto di Felice Romani,

dal ballo pantomimo La Sonnambule, ouL’arrivée d’un nouveau seigneur

di Eugène Scribee Jean-Pierre Aumer

Musica di Vincenzo Bellini

 

Personaggi ed Interpreti

Il Conte Rodolfo

Davide Giangregorio

Teresa

Sofia Jenelidze

Amina

Veronica Marini

Elvino

Ruzil Gatin

Lisa

Giulia Mazzola

Alessio

Luca Vianello

Un notaio

Claudio Grasso

direttore

Leonardo Sini

 

regia

Raúl Vázquez

scene Sergio Loro

costumi Claudio Martin

luci Vincenzo Raponi

assistente alla regia Antonella Cozzolino

 

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

 

CORO OPERALOMBARDIA 

maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina

Nuovo Allestimento Teatri OperaLombardia in coproduzione con Ópera Las Palmas

 Il tempo record di soli due mesi che Bellini impiegò per scrivere Sonnambula, non gli impedì di raccogliere dalla partitura il frutto di una maturità artistica ormai pienamente raggiunta, che si esprime bene nell’equilibrio tra la raffinatezza melodica e il pathos del tema romantico. La storia, nel libretto scritto da Felice Romani, conteneva tutti gli elementi di attrattiva per la sensibilità romantica di artisti e pubblico dell’epoca: una travagliata storia di amore e di riscatto sociale, ostacolata da gelosia e incomprensioni; un pizzico di mistero; il fascino oscuro di un fenomeno psichico sconosciuto; il lieto fine e il trionfo dell’innocenza.

Il melodramma belliniano prende vita sulla scena nell’allestimento firmato dal versatile regista RaúlVázquez; sul podio a dirigere l’orchestra de I Pomeriggi Musicali ci sarà uno dei più promettenti direttori d’orchestra italiani, Leonardo Sini, classe 1990, che ha conquistato l'attenzione internazionale dopo aver vinto il Primo Premio al prestigioso Concorso internazionale “Maestro Solti” a dicembre 2017.

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Manca poco all'avvio della stagione artistica della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento: ecco il programma sinfonico ed operistico.

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COMUNICATO STAMPA

Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

60a Stagione Sinfonica

28 e 29 gennaio esecuzione in prima assoluta di

 Background Checks di Fabio Cifariello Ciardi

 

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Stagione di opera contemporanea 2020

dal 18 gennaio

Negli ultimi mesi la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento ha rinnovato il proprio marchio compiendo una scelta di semplificazione di immagine che si abbina a un percorso culturale e artistico articolato, che nel partire dalla tradizione abbraccia la contemporaneità.  Un percorso, ormai ben tracciato, fatto di programmi variegati concepiti per offrire al pubblico esperienze di ascolto e visive uniche, aperte alle tendenze sperimentali senza rinunciare a frequentare e coltivare la grande tradizione musicale occidentale. Un percorso, quindi, che guarda al futuro e porta con sé la propria storia, riflettendosi di conseguenza nelle scelte artistiche sia della Stagione Sinfonica, giunta alla sua 60 esima edizione, sia alla Stagione di Opera Contemporanea.

Stagione Sinfonica

La 60a Stagione sinfonica dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, di cui è direttore principale dal 2014 Arvo Volmer, ha preso avvio lo scorso ottobre e si protrarrà sino a maggio, per un totale di quattordici concerti proposti a Bolzano (Auditorium) e il giorno seguente a Trento (Auditorium S. Chiara).

Il 2 novembre del 1960 l’Orchestra Haydn iniziò la sua attività concertistica con il Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart, pagina che riprenderà l’11 e il 12 febbraio 2020, con la direzione di Hansjörg Albrecht. Ma anziché accontentarsi di concerti celebrativi, dichiara il suo direttore artistico Daniele Spini, «preferiamo contribuire a disegnarne il futuro: così in questa stagione, come in quella che seguirà e durante la quale cadrà il suo sessantesimo compleanno, più concerti saranno legati da un filo sottile ma solido all’interno di un progetto che abbiamo voluto chiamare “Haydn: 60 anni e oltre”, dedicato alle quattro composizioni nuove da noi commissionate: Sinfonia (après Haydn 104) di Mauro Cardi, Infinito Concerto doppio per violoncello e pianoforte di Arturo Fuentes, Background Checks di Fabio Cifariello Ciardi e The Offline Side di Andrea Mattevi».

Già eseguite in novembre e dicembre le composizioni di Mauro Cardi e del messicano Arturo Fuentes, l’Orchestra Haydn si appresta a proporre il 28 e 29 gennaio Background Checks di Fabio Cifariello Ciardi, compositore interessato alla percezione, alla memoria e all’uso della tecnologia applicata a diversi fenomeni che raccontano il nostro presente. Tra i suoi interessi precipui è la trascrizione strumentale delle inflessioni e dei ritmi della voce parlata: Background Checks riflette questo suo orientamento e si rifà a uno degli ultimi discorsi tenuti da Barack Obama in qualità di Presidente degli Stati Uniti. Un discorso unico, toccante, appassionato, interrotto da attimi di inaspettata commozione, nel corso del quale Obama  affrontò il tema del controllo dei dati giudiziari che negli Stati Uniti dovrebbe sempre precedere la vendita delle armi: la composizione di Fabio Cifariello Ciardi tenta di indagare quel momento con una sorta di «lente acustica», trasferendo in partitura le inflessioni, i ritmi, le pause della voce di Obama in un fitto contrappunto fra l’orchestra, il video e l’audio originale del discorso.

Il 21 e 22 aprile, infine, The Offline Side di Andrea Mattevi aprirà i due concerti nel corso dei quali Ariel Zuckermann dirigerà anche la Sinfonietta di Poulenc e la Sinfonia n. 3 in la minore, op. 56 "Scozzese" di Mendelssohn.

Il nuovo cartellone sinfonico dell’Orchestra Haydn vedrà ospite anche l'Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano che il 3 e 4 marzo 2020 si presenterà a Bolzano e Trento sotto la direzione del sassofonista Federico Mondelci con un originale Omaggio a Fellini, una Suite per sassofono e orchestra su musiche di Nino Rota, assieme al Concertino da camera di Jacques Ibert e Scaramouche di Darius Milhaud. Ampio lo spazio dedicato al repertorio classico e romantico, con musiche di Haydn, Gluck, Mozart, Rossini, Mendelssohn Bartholdy, Schumann e Wagner. L'attenzione si concentrerà anche sul catalogo sinfonico beethoveniano, di cui nel 2020 si festeggerà il 250° anniversario della nascita.

Stagione di Opera Contemporanea

S’intitola Angel or Demon la quinta edizione della Stagione d’Opera Contemporanea della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento. La direzione artistica di Matthias Lošek porta l’opera ad investigare il rapporto tra bene e male iniziando con due significative opere cameristiche: Radames di Péter Eötvös e Lohengrin di Salvatore Sciarrino. Seguono il Don Giovanni di Mozart, Clown Time della Compagnia Abbondanza/Bertoni, progetto vincitore del concorso di teatro musicale FRINGE, e l'opera Alice di Matteo Franceschini. Infine, la prima mondiale di Toteis della compositrice di Bressanone Manuela Kerer, che segna l'inizio di un progetto che coinvolgerà alcuni compositori dell’Euregio (Tirolo-Alto Adige-Trentino).

La stagione d'opera sarà inaugurata sabato 18 gennaio 2020 al Teatro Comunale di Bolzano con un dittico dell'Orchester und Theater Biel Solothurn: Radames del compositore ungherese Péter Eötvös e Lohengrin di Salvatore Sciarrino reinterpretano due dei più famosi soggetti della letteratura operistica. L’abbinamento delle due opere cameristiche è basato su un elemento essenziale: in entrambi i lavori, l'attore principale è privo di un partner sul palco.

Al di là di buono e cattivo c’è il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart e del suo librettista Lorenzo Da Ponte. In coproduzione con il Teatro di Pisa, Don Giovanni sarà l'8 febbraio 2020 al Teatro Sociale di Trento nell’allestimento che reca la regia di Christina Pezzoli e che getta uno sguardo inconsueto sul libertino, portando in scena un Don Giovanni «puer aeternus» (eterno fanciullo). Un narcisista instancabile, che si abbandona ai suoi umori con grande giocosità, senza tener conto delle perdite, che respinge chiunque gli si voglia avvicinare e non prende troppo sul serio la vita, le donne, la morte o Dio. Un uomo, in ultima analisi, che non ha riconosciuto o non ha voluto riconoscere l’alba di una nuova epoca e il conseguente declino dei suoi pari. A dimostrazione, ancora una volta, che l’opera di Mozart è senza tempo. 

Sabato 29 febbraio 2020 Il Teatro Sociale di Trento ospiterà Alice, opera composta da Matteo Franceschini, Leone d'argento alla Biennale di Venezia e Artist in Residence della Fondazione Haydn nella Stagione 2019/20. Matteo Franceschini ha composto la musica per conto dell'Orchestre National d'Ile-de-France e della Philharmonie de Paris. Per il Teatro Regio di Parma e Fondazione Haydn, il compositore trentino propone una nuova versione teatrale in italiano. Alice è una versione moderna di Alice nel paese delle meraviglie: I 30 personaggi presenti nel romanzo sono qui interpretati da 4 cantanti. Un soprano incarna Alice, e solo Alice. Il suo viaggio diventa un angosciante labirinto nel quale è condannata a ritrovare costantemente le stesse figure. L’opera vuole mettere in evidenza la formidabile meccanica narrativa per la quale tutto è illogico, mentre i personaggi reclamano costantemente il contrario.

Il 21 febbraio 2020 sarà rappresentato a Bolzano (Teatro Studio) il progetto vincitore dell’ultima edizione di FRINGE, bando dedicato alle realtà del territorio: Clown Time della Compagnia Abbondanza/Bertoni. Lo spettacolo porta in scena un dialogo immaginario fra Arnold Schönberg, al centro di FRINGE, e del regista cinematografico David Lynch, sfidando il pubblico con esperienze auditive e visive. Accostando le soluzioni di tipo atonale di Schönberg alle scelte anti-drammaturgiche di Lynch, il lavoro della Compagnia Abbondanza/Bertoni si prefigge l’utopia di trasformare il suono in immagine.

Il 13 marzo 2020 al Teatro Comunale di Bolzano, la Stagione di opera 2020 si concluderà con la prima mondiale di Toteis della compositrice Manuela Kerer, con libretto di Martin Plattner. Toteis, una coproduzione di Fondazione Haydn, Neue Oper Wien e Vereinigte Bühnen Bozen, tratta la figura di Viktoria Savs (nata a Merano nel 1899), che prestò servizio come soldato a sedici anni nella Prima Guerra Mondiale con il nome di Viktor, perdendo una gamba sul fronte dolomitico. Stilizzata dai media come “l'eroina delle Tre Cime”, nel 1933 entrò nel NSDAP (Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori). Figura discussa, Viktoria Savs è stata celebrata come un’eroina fino alla sua morte, avvenuta nel 1979. “Le molte tinte di un personaggio complesso come Viktoria, si rispecchiano nella musica” afferma Manuela Kerer. Toteis riapre il caso della controversa storia di Viktoria Savs, creando un ponte con l’oggi. Fiorente Nazionalismo, addestrata freddezza, odio socialmente accettato: i fantasmi di quei giorni sembrano essere ancora molto attuali e ci portano nuovamente ad affrontare sul palcoscenico i fatti del mondo contemporaneo.

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STAGIONE LIRICA AL PAVAROTTI DI MODENA: IN SCENA IL NUOVO ALLESTIMENTO DI RIGOLETTO, IN COLLABORAZIONE CON FERRARA E LUCCA

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Va in scena al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena il 27 e il 29 novembre 2019 alle 20 e domenica 1° dicembre alle 15.30 Rigoletto, uno dei titoli più amati del grande repertorio verdiano, presentato in coproduzione con il Teatro Comunale di Ferrara e il Teatro del Giglio. Lo spettacolo si vedrà in un nuovo allestimento costruito dal teatro di Modena per la regia di Fabio Sparvoli, artista attivo a livello internazionale recentemente applaudito al Teatro Colòn di Buenos Aires e al Teatro Regio di Torino. Nel ruolo del titol4o canterà il baritono Marco Caria, uno degli allievi di Mirella Freni affermato in teatri come La Fenice di Venezia, la Staatsoper di Vienna e la Deutsche Oper di Berlino.

Il tenore Marco Ciaponi sarà il Duca di Mantova mentre Ramaz Chikviladze sarà Sparafucile. Nei principali ruoli femminili si ascolteranno Daniela Cappiello e Letizia Bertoldi nella parte di Gilda e la Maddalena di Antonella Colaianni. Sul podio David Crescenzi, anche alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro Lirico di Modena preparato da Stefano Colò.

Insieme a La bohème, vista a Modena in novembre, Rigoletto viene presentato nell’ambito delle celebrazioni dedicate a Luciano Pavarotti, in un progetto promosso da Modena Città del Belcanto che prevede la rappresentazione delle opere liriche interpretate dal tenore in ordine di debutto.

Composto su commissione del teatro La Fenice di Venezia, Rigoletto debuttò nel 1851 per proseguire le sue recite senza interruzione con intramontato successo, e resta ancora oggi fra le dieci opere più rappresentate al mondo. Scritto da Verdi alla soglia dei quarant’anni e da una posizione di operista ormai pienamente affermato nei teatri italiani, Rigoletto rappresenta un momento di svolta decisivo, sia nella produzione del compositore che per le sorti del melodramma. Abbandonati i grandi temi di ordine patriottico e risorgimentale, con Rigoletto Verdi concentrò la propria attenzione sulla figura umana, aprendo una strada che proseguirà con le successive Traviata e Trovatore, tre titoli che passeranno alla storia con l’etichetta di trilogia “romantica” o “popolare”. La novità che accomuna le tre opere, e che Verdi perseguì in Rigoletto come una necessità ormai irrinunciabile del suo teatro musicale, captava lo spirito di un romanticismo europeo di matrice moderna. Nell’intenzione di mescolare i due generi della commedia e della tragedia, Verdi si entusiasmò all’idea di mettere in musica Le roi s’amuse di Victor Hugo, un dramma dove il contrasto era sottolineato in massimo grado dal fatto che il protagonista era giustappunto un buffone. Il pianto e il riso si mescolavano nella vicenda del personaggio principale.

Fabio Sparvoli ha scelto un allestimento dalle linee essenziale, un contenitore dove far risaltare le contraddizioni della figura umana così come messe in musica da Verdi. “Padre? buffone? oppresso? vendicatore? In Rigoletto c’è qualcosa di tutto ciò, ma proprio per questo non riusciamo a esaurire per intero la sua figura; è la prima creatura di Verdi completamente realizzata. È proprio questa mancanza d’identità che mi ha portato a pensare che tutto diventa un mezzo, una pratica, tesi al raggiungimento di una verità personale insita nella ‘rappresentazione attoriale’ del buffone”.

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Alla Fenice di Venezia domenica 24 novembre 2019 Don Carlo regolarmente in scena

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COMUNICATO STAMPA                                                                   Venezia, 20 novembre 2019

 

A seguito del sopralluogo dei Vigli del Fuoco, delle prove di funzionamento degli impianti antincendio e preso atto del ripristino degli impianti necessari a garantire la sicurezza dell’immobile, il comando ha espresso parere favorevole al proseguo delle attività di pubblico Spettacolo in Fenice

Un grazie di cuore: è il messaggio che la Fondazione Teatro La Fenice invia con sincera commozione a tutti coloro che hanno dimostrato con gesti e azioni concrete la propria vicinanza e solidarietà nei confronti del Teatro veneziano. Sono stati giorni difficilissimi per la Fenice, giorni nei quali si lavorava forsennatamente per ripristinare l’operatività del Teatro auspicando la possibilità di poter inaugurare domenica 24 novembre con Don Carlo. La fiducia nella possibilità di ‘rinascere’ ancora una volta, superando le difficoltà tecniche e artistiche che l’alta marea dei giorni scorsi ha comportato, non è mai venuta meno nei dirigenti e nei lavoratori della Fondazione e negli artisti impegnati in questa produzione ed è stata ancor più rafforzata e convinta proprio grazie all’affetto e al sostegno dimostrati dagli amici e dai colleghi del comparto lirico-sinfonico, molti i messaggi di solidarietà da tutto il mondo.

Un commosso ringraziamento dunque al sovrintendente Alexander Pereira e al Teatro alla Scala di Milano, per aver deciso di aggiungere una recita straordinaria (venerdì 29 novembre 2019 alle ore 20.00) della serata di balletto Balanchine/Kylián/Béjart con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore del Teatro La Fenice: un’idea nata su impulso dei lavoratori del Teatro milanese e dei loro rappresentanti sindacali insieme alla direzione del Teatro. Tutta la mia gratitudine va al sindaco di Verona e presidente della Fondazione Arena Federico Sboarina che, con l’appoggio di tutte le organizzazioni sindacali di rappresentanza dei lavoratori, ha annunciato che l’incasso della prima dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, che si è svolta domenica 17 novembre, sarà devoluto al Teatro veneziano. Un grandissimo grazie va al Teatro dell’Opera di Firenze, per aver deciso di destinare alla Fenice l’incasso del concerto dell’Orchestra nazionale dei conservatori italiani, in programma il prossimo 30 novembre. Un sentito ringraziamento va al sindaco di Treviso Mario Conte e al presidente del Teatro Stabile del Veneto Giampiero Beltotto per l’ospitalità al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, dove in questi giorni il maestro Myung-Whun Chung ha effettuato le prove musicali di Don Carlo di Giuseppe Verdi con l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice.

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Doppio debutto per il pianista Antonii Baryshevskyi e per il direttore Valentin Uryupin al Comunale di Bologna

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Comunicato stampa

TCBO: doppio debutto per il pianista Antonii Baryshevskyi e per il direttore Valentin Uryupin

 

In programma pagine di Respighi, Šostakovič e Čajkovskij

Sabato 23 novembre ore 20.30, Teatro Comunale di Bologna

 

Sono entrambi ucraini e sono nati a soli tre anni di differenza: si tratta del pianista trentunenne Antonii Baryshevskyi e del direttore d’orchestra trentaquattrenne Valentin Uryupin, che saliranno per la prima volta sul palco del Teatro Comunale di Bologna per il concerto della Stagione Sinfonica in programma sabato 23 novembre alle ore 20.30.

Baryshevskyi, che ha iniziato a suonare il pianoforte a sei anni e ha ottenuto riconoscimenti di rilievo come il Primo Premio al Concorso Internazionale “Arthur Rubinstein” di Tel Aviv e il Premio del Pubblico e quello della Critica al Concorso Internazionale “Ferruccio Busoni” di Bolzano, interpreterà la Fantasia slava in sol minore per pianoforte e orchestra di Ottorino Respighi e il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra op. 102 di Dmitrij Šostakovič. Sul podio dell'Orchestra del Comunale Uryupin proporrà anche la Sinfonia n. 3 in re maggiore op. 29 "Polacca" di Pëtr Il'ič Čajkovskij. Formatosi al Conservatorio di Mosca, dopo aver suonato in tutto il mondo come clarinettista Uryupin ha intrapreso la carriera di direttore d’orchestra e dal 2011 è Direttore residente dell’orchestra MusicaAeterna presso l’Opera di Perm, fondata nel 2004 da Teodor Currentzis.

Composta nel 1903 ed eseguita per la prima volta l'anno seguente proprio a Bologna, al Teatro Duse, la Fantasia slava testimonia l’influsso di Stravinskij e Rimskji-Korsakov sul primo Respighi. Non a caso, in quegli anni, l’autore della celebre "trilogia romana" ricopriva il ruolo di Prima viola nell’Orchestra del Teatro Imperiale a San Pietroburgo. Con il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di Šostakovič si passa a pagine insolitamente fresche e brillanti, rispetto alle tinte cupe e drammatiche tipiche del compositore: il lavoro pare rappresentare una sorta di "squarcio gioioso", forse per il fatto che si trattava di un regalo per i diciannove anni del figlio pianista Maksim Dmitrievič – che lo eseguì nel 1957 a coronamento del suo percorso accademico al Conservatorio di Mosca –, forse poiché rispecchiava un certo senso di liberazione vissuto in Russia dopo la morte di Stalin. Chiude il programma della serata la Sinfonia n. 3 in re maggiore op. 29 detta Polacca, probabilmente in riferimento all'ultimo movimento "Allegro con fuoco", composta nel 1875 da Čajkovskij; l’unica nella sua produzione articolata in cinque movimenti e scritta nel modo maggiore, se si esclude l’incompiuta Sinfonia in mi bemolle maggiore.

Il concerto sarà registrato e trasmesso in differita su Radio3 Rai.

I biglietti – da 37 a 10 euro – sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Il giorno del concerto presso la biglietteria a partire da un’ora prima dell’inizio dell’evento.

Si avvicina la chiusura della Stagione Sinfonica 2019 del Comunale di Bologna, il cui decimo e ultimo concerto è previsto giovedì 28 novembre al Teatro Manzoni con la Quinta Sinfonia di Mahler diretta dall’israeliano Dan Ettinger.

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