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CLAUDIO MONTEVERDI, ORFEO ‘NEL METRO’ – TEATRO PONCHIELLI DI CREMONA PER IL MONTEVERDI FESTIVAL, SABATO 4 MAGGIO 2019

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Il titolo di questo spettacolo offerto dal Ponchielli di Cremona fa già presagire che l’Orfeo proposto per il Festival Monteverdi di quest’anno si discosta notevolmente dall’immagine fatata ed eterea che nel nostro immaginario associamo da sempre alla favola dello sfortunato amante e poeta. Il protagonista è molto vicino a noi e lo sono tutti coloro che ruotano attorno al suo viaggio nella vita e nell’aldilà. È proprio dall’idea del viaggio che il regista Luigi De Angelis è partito per ambientare la vicenda fantastica in una attualissima metropolitana, che entra ed esce dai suoi tunnel così come la vita di Orfeo sembra entrare nel tunnel della morte, uscirne carico di speranza nel riavere la sua amata, e ripiombare nell’oscurità perdendola di nuovo. Ma è anche un viaggio verso la ricerca di sé, verso una propria identità, così come è la vita per tanti giovani di oggi forse un po’ smarriti dalle incertezze della quotidianità. Il moderno Orfeo trova conforto tra le braccia di Apollo, ma qui non significa ascendere necessariamente al cielo, può essere un amico, un saggio consigliere, una persona cui appoggiarsi e con cui crescere. Ecco dunque che tutto viene spostato anche fisicamente in uno spazio decisamente concreto in cui anche il pubblico è chiamato a partecipare.

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Arrivano "La cambiale di matrimonio" di Rossini e "Il campanello" di Donizetti al Teatro Lirico di Cagliari

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Comicità, leggerezza e brio in La cambiale di matrimonio di Rossini e Il campanello di Donizetti al Teatro Lirico di Cagliari

Venerdì 3 maggio alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena il terzo appuntamento con l’opera: si tratta di un insolito dittico musicale: La cambiale di matrimonio, farsa comica in un atto su libretto di Gaetano Rossi, tratto dalla commedia Il matrimonio per lettera di cambio di Camillo Federici, e musica di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 - Parigi, 1868), assente dalle scene cagliaritane dal 1990, e Il campanello, farsa in un atto su libretto di Gaetano Donizetti, tratto dal vaudeville La sonnette de nuit di Léon Lévy Brunswick, Mathieu Barthélemy Troin e Victor Lhérie, e musica dello stesso Gaetano Donizetti (Bergamo, 1797-1848), assente invece dal 1956.

I due nuovi allestimenti del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Rossini Opera Festival di Pesaro (per quanto riguarda La cambiale di matrimonio), sono curati per la regia, da Francesco Calcagnini, tra i più stimati ed importanti scenografi contemporanei che ritorna a Cagliari dopo un “suo” Barbiere di Siviglia del maggio 1999, e Davide Riboli; l’ideazione, la progettazione, gli elementi scenici, i video e i costumi dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, con la collaborazione ai costumi di Paola Mariani; le luci di Emiliano Pascucci.

Dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico Alvise Casellati, direttore d’orchestra padovano, ospite regolare dei più prestigiosi teatri d’opera e festival nazionali, al suo debutto a Cagliari. Il maestro del coro è Donato Sivo, mentre il maestro al cembalo è Giancarlo Salaris.

Protagonisti delle due opere sono due cast di straordinario spessore, formati da giovani ed affermati cantanti che si alternano sia nelle recite che nei titoli quali: Vincenzo Taormina (3-5-8-10-12)/Nicolò Donini (4-7-9-11) (Tobia Mill); Claudia Muschio (3-5-8-10-12)/Federica Sardella (4-7-9-11) (Fanny); Filippo Adami (3-5-8-10-12)/Matteo Mezzaro (4-7-9-11) (Edoardo Milfort); Pier Luigi Dilengite (Slook); Nicola Ebau (Norton); Martina Serra (Clarina) per La cambiale di matrimonio e Vincenzo Taormina (3-5-8-10-12)/Nicolò Donini (4-7-9-11) (Don Annibale Pistacchio); Luca Micheletti (3-5-8-10-12)/Andrea Vincenzo Bonsignore (4-7-9-11) (Enrico); Claudia Muschio (3-5-8-10-12)/Federica Sardella (4-7-9-11) (Serafina); Martina Serra (Madama Rosa); Matteo Falcier (Spiridione) per Il campanello.

La cambiale di matrimonio, composta da Rossini appena diciottenne e rappresentata, per la prima volta, al Teatro San Moisè di Venezia il 3 novembre 1810, è una farsa in un atto che viene scritta in pochissimi giorni e, nonostante ciò, possiede già tutte le caratteristiche musicali e stilistiche del Rossini più maturo. La trama, semplice e godibilissima, dà adito a una serie di gag e scenette che fanno dell’opera un piccolo capolavoro.

Il campanello (Napoli, Teatro Nuovo, 1 giugno 1836) è anch’essa una farsa in un atto, su libretto e musica di Donizetti che la compone quando è già all’apice della carriera e subito dopo il successo di Lucia di Lammermoor. Riscuote subito un successo incondizionato ed è una delle prove più riuscite del Donizetti buffo, anche grazie alla trama che ambienta l’azione in una Napoli chiassosa, vivace e coinvolgente.

Le due opere, della durata complessiva di 2 ore e 35 minuti circa compreso un intervallo, vengono rappresentata ovviamente in lingua italiana e il pubblico, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, ha anche l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto.

La cambiale di matrimonio e Il campanello vengono replicate: sabato 4 maggio alle 19 (turno G); domenica 5 maggio alle 17 (turno D); martedì 7 maggio alle 20.30 (turno F); mercoledì 8 maggio alle 20.30 (turno B); giovedì 9 maggio alle 19 (turno L); venerdì 10 maggio alle 20.30 (turno C); sabato 11 maggio alle 17 (turno I); domenica 12 maggio alle 17 (turno E).

Le recite per scuole, giovani e famiglie che prevedono l’esecuzione in forma ridotta di entrambe le opera, della durata ciascuna di 75 minuti circa, sono: martedì 7 e venerdì 10 maggio alle 11, martedì 14, mercoledì 15 e giovedì 16 maggio alle 19 (La cambiale di matrimonio) e martedì 14, mercoledì 15, giovedì 16 e venerdì 17 maggio alle 11 (Il campanello).

Tutte le rappresentazioni dell’opera Il campanello rientrano nel Progetto “Rifunzionalizzazione del Parco della Musica e del Teatro Lirico di Cagliari - Internazionalizzazione e innovazione delle produzioni anche per la valorizzazione turistico-culturale degli attrattori territoriali”. Finanziato dal Piano d’Azione Coesione “Progetti strategici di rilevanza regionale” che valorizzano le priorità del POR FESR nell’ambito della Programmazione Unitaria 2014-2020, realizzato e promosso in collaborazione con l’Unione Europea, il Governo Italiano e la Regione Sardegna.

Da sottolineare la possibilità di acquistare da venerdì 15 febbraio 2019 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).

Ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 - 0704082249, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it.

Cagliari, 29 aprile 2019

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ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA - DANIELE GATTI DIRIGE BRAHMS

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Stagione Sinfonica

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

venerdì 3 maggio ore 20.30 – sabato 4 ore 18 – domenica 5 maggio ore 18

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DANIELE GATTI - YEFIM BRONFMAN

SINFONIA n. 2 e CONCERTO PER PIANOFORTE n.2

 

Daniele Gatti e Yefim Bronfman tornano, per la seconda volta ospiti della Stagione sinfonica di Santa Cecilia, per confrontarsi questa volta con il genio di Brahms. Il Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma e il pianista statunitense, entrambi grandi interpreti del compositore tedesco, venerdì 3 maggio ore 20.30 (repliche sabato 4 ore 18 e domenica 5 maggio ore 18, Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica) saranno impegnati insieme all’ Orchestra dell’Accademia Nazione di Santa Cecilia nell’esecuzione del Concerto per pianoforte n.2 e della Sinfonia n.2.

Il rapporto che unisce Gatti e Bronfman a Brahms e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia risale a diverso tempo fa. Daniele Gatti - allora Direttore musicale dell’Accademia - nel 1997 proprio a Santa Cecilia è stato protagonista del Festival Brahms, ciclo organizzato  per celebrare i cento anni dalla scomparsa del compositore tedesco. Bronfman a sua volta, ha esordito su questo palco nel 1988 proprio con tre Sonate di Brahms. Il programma odierno prevede il Concerto per pianoforte n. 2, considerato per la sua complessità tecnica uno dei concerti di più difficile esecuzione accanto al Secondo Concerto di Prokof'ev e al Terzo Concerto di Rachmaninov. Fu lo stesso Brahms, pianista eccellente, a eseguirlo durante la prima a Budapest il 9 novembre 1881 sotto la direzione di Sandor Erkel.

La Seconda Sinfonia, composta quasi di getto nell’estate del 1877, nell’amata Carinzia, è "una piccola sinfonia gaia e innocente" - che contrapposta alla solennità della Prima Sinfonia la rende incarnazione della tenerezza – non priva di zone d’ombra che riflettono la personalità schiva e in fondo malinconica di Brahms. Al collega compositore e direttore Vinzenz Lachner, che gli contestava la presenza del rullo di timpani e i cupi accordi dei tromboni come elemento di disturbo nella disarmante atmosfera bucolica dell’Allegro iniziale, Brahms ricordò che la malinconia è sempre in agguato e che “non vi è serenità senza ombre”.

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

venerdì 3 maggio ore 20.30 – sabato 4 ore 18 – domenica 5 ore 18

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Daniele Gattidirettore

Yefim Bronfman pianoforte

Brahms Concerto per pianoforte n. 2

Brahms Sinfonia n. 2

  

Biglietti da 19 a 52 Euro

I biglietti possono essere acquistati presso:

Botteghino Auditorium Parco della Musica

Viale Pietro De Coubertin Infoline: tel. 068082058

Botteghino Via Vittoria 6 (adiacente Via del Corso, Roma)

solo tramite carta di credito o bancomat

dal lunedì al venerdì ore 11-19, sabato dalle 11 alle 14

Prevendita telefonica con carta di credito:

Call Center TicketOne Tel. 892.101

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CONCETTO ARMONICO / VICENZA IN LIRICA > Concorso internazionale Tullio Serafin: iscrizioni entro il 23 maggio

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Iscrizioni aperte fino al 23 maggio. Le selezioni in programma al Teatro Comunale “Tullio Serafin” di Cavarzere (Venezia) dal 5 all’8 giugno

 

Concorso lirico internazionale “Tullio Serafin”:

una sezione dedicata ai ruoli de “L’elisir d’amore”

ed un’altra alle “Giovani Voci”.

Il soprano Barbara Frittoli presidente di una giuria

composta da rappresentanti di grandi teatri italiani

 

Sono aperte fino al 23 maggio le iscrizioni al Concorso Lirico Internazionale “Tullio Serafin”, grazie al quale verranno scelti i protagonisti dell’opera “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, attesa venerdì 13 e sabato 14 settembre al Teatro Olimpico di Vicenza nell’ambito della settima edizione del Festival “Vicenza in Lirica”, organizzato da Concetto Armonico dal 31 agosto al 15 settembre, con la direzione artistica di Andrea Castello. Altre due rappresentazioni dell’opera saranno in cartellone al Teatro Comunale di Thiene (Vicenza) sabato 12 e domenica 13 ottobre, grazie alla collaborazione nata tra il festival vicentino, il Laboratorio corale dell’Istituto Musicale Veneto e il progetto Crescere in Musica del Liceo Corradini, con il fondamentale supporto del Comune di Thiene. 

I candidati - di qualsiasi nazionalità, età massima 36 anni - saranno selezionati dal 5 all’8 giugno al Teatro Comunale Tullio Serafin di Cavarzere attraverso una prova articolata in tre fasi (eliminatoria e semifinale a porte chiuse, finale aperta al pubblico) di fronte ad una giuria composta da nomi di spicco della lirica: il soprano Barbara Frittoli (presidente); Gianni Tangucci, coordinatore artistico dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino; Claudio Sartorato, direttore artistico del Teatro Sociale di Rovigo; un rappresentate artistico del Teatro Carlo Felice di Genova; dalla semifinale la giuria comprenderà anche Toni Gradsack, casting manager del Teatro alla Scala, e Barbara Andreini, segretario artistico della Fondazione Renata Tebaldi; alla finale si aggiungeranno Renzo Banzato, direttore dell’Orchestra Sinfonica e Coro Tullio Serafin di Cavarzere, e lo stesso Andrea Castello, direttore artistico di Vicenza in Lirica e presidente dell’Archivio storico Tullio Serafin.

Viste le numerose richieste già pervenute, la direzione artistica ha deciso di dare all’evento un respiro ancora più ampio: «D’intesa con il presidente della giuria Barbara Frittoli - spiega Andrea Castello - e spinti dall’attenzione speciale che da sempre riserviamo ai giovani artisti, abbiamo infatti deciso di istituire altri premi per coloro che vogliano presentarsi con il proprio repertorio, al di fuori dell’opera in cartellone. Siamo convinti - continua Castello – che il Concorso debba essere una grande opportunità: un’autentica vetrina per il maggior numero possibile di cantanti emergenti, ai quali vogliamo offrire la possibilità di farsi ascoltare da una giuria di altissimo livello, composta da personalità della musica che operano nei teatri e nelle istituzioni più grandi del mondo. Era questo anche lo spirito del Maestro Serafin: sempre molto attento alle nuove voci, tanto da perfezionarle personalmente per una carriera duratura nel tempo.».

Ai vincitori di questa sezione speciale intitolata “Premio Giovani Voci Tullio Serafin” andranno un primo premio assoluto di ottocento euro ed un secondo premio di cinquecento euro. Potrannno, inoltre, essere premiati con il premio in denaro del pubblico, oltre ad essere scelti per un concerto della Fondazione Renata Tebaldi a San Marino.  

I vincitori della sezione dedicata all’opera “L’elisir d’amore”, invece, parteciperanno all’Opera Studio che si terrà a Vicenza dall’1 al 12 settembre in vista delle rappresentazioni all’Olimpico e al Comunale di Thiene. Tra i docenti dell’Opera Studio, oltre al regista dell’allestimento e al direttore d’orchestra Sergio Gasparella, vi sarà anche il soprano Barbara Frittoli.

Il Concorso è organizzato dall’associazione culturale Concetto Armonico in collaborazione con l’associazione Archivio storico Tullio Serafin. Si svolge inoltre con il patrocinio della Regione del Veneto e con il patrocinio e sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cavarzere.

Il bando e tutte le informazioni sono disponibili su www.concorsoliricotullioserafin.it

(Barbara Frittoli e il Direttore Artistico Andrea Castello)

 

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Al via l¹edizione 2019 di Musikè: dodici spettacoli nelle province di Padova e Rovigo, dal 4 maggio al 26 novembre, con alcuni dei nomi più prestigiosi del panorama nazionale e internazionale.

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Al via l’edizione 2019 di Musikè: dodici spettacoli nelle province di Padova e Rovigodal 4 maggio al 26 novembre, con alcuni dei nomi più prestigiosi del panorama nazionale e internazionale.

L’ottava edizione di Musikè, rassegna itinerante di musica, teatro, danza promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, propone una serie coordinata di appuntamenti nei teatri, nelle sale da concerto e nelle chiese dei due capoluoghi e delle due province.

Dodici spettacoli improntati al dialogo tra le arti: attrici e attori del calibro di Anna FogliettaFederico BuffaAntonella QuestaElsa Bossi; compagnie come l’Accademia Arte della Diversità del Teatro La Ribalta di Bolzano; il teatro comico musicale della Banda Osiris con il professor Telmo Pievani; concerti diprestigiose compagini come la Filarmonica Arturo Toscanini, i Wiener Sängerknaben e l’ensemble Trombone Unit Hannover. In particolare, in questa ottava edizione della rassegna saranno ben tre gli appuntamenti con la danza, che affiancheranno a una compagnia giovanile italiana, l’Eko Dance Project di Pompea Santoro, la compagnia del ballerino e coreografo angloindiano Aakash Odedra e, in chiusura, un vero e proprio kolossalLes nuits barbares ou les premiers matins du monde della compagnia franco-algerina di Hervé Koubi.

Sarà Anna Foglietta, attrice tra le più note e amate dal grande pubblico, la protagonista dello spettacolo inaugurale dell’edizione 2019 di MusikèSabato 4 maggio alle 21.00, nella splendida cornice della Sala dei Giganti al Liviano, l’attrice, accompagnata dal violoncellista Francesco Mariozzi, porterà in scena Una guerra. Storie dal Decamerone, testo attualissimo di Michele Santeramo che allude alla tragedia dei migranti e dei barconi attraverso una novella del Boccaccio. Una madre, per salvare i suoi figli dalla guerra del suo Paese, decide di fare il viaggio che in molti fanno, arrivando al Mediterraneo. In mare dovrà prendere una decisione che le segnerà la vita. Una storia del Decamerone sarà la guarigione, per ricordarci che le novelle di Boccaccio hanno una funzione salvifica: nascono come via di fuga dalla peste, cioè da una tragedia collettiva, e qui diventano lo specchio in cui guardarci, per guarire dai nostri dubbi e, forse, dalle nostre ipocrisie.

Dopo aver ospitato più volte orchestre sinfoniche giovanili, Musikè quest’anno ospiterà la Filarmonica Arturo Toscanini, nata a Parma nel 2002, punta di diamante della produzione musicale della Fondazione Arturo Toscanini. Domenica 19 maggio alle ore 18.00 al Teatro Verdi di Padova l’orchestra sinfonica di 87 musicisti, con il suo direttore principale Alpesh Chauhan, presenterà un programma di musica “a passo di danza”, ispirata dal teatro: il teatro povero e popolare della maschera di Petruška e il teatro shakespeariano di Romeo e Giulietta. Stravinskij Prokofiev ne hanno tratto due balletti che sono tra i capolavori assoluti del Novecento musicale.

Il teatro comico musicale, che è stato uno dei motivi caratterizzanti delle prime edizioni di Musikè, torna lunedì 27 maggio alle 21.00 al Teatro Aldo Rossi di Borgoricco (PD) con AquaDue0, spettacolo della Banda Osiris con Telmo Pievani, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova. Lo spettacolo tratta in chiave brillante un tema indispensabile e urgente, quello dell’acqua come risorsa vitale del pianeta Terra. Cinque scienziati si interrogano in un laboratorio, con il tavolo degli esperimenti, una lavagna gigante e tante bocce d’acqua che riescono perfino a suonare Com’è profondo il mare di Lucio Dalla, tra citazioni a pioggia (in senso figurato e in senso proprio) che vanno da D’Annunzio a Jovanotti, dalla Barcarola di Offenbach a una versione di Smoke on the Water per quartetto di fiati, mentre un improbabile documentario in stile anni Sessanta racconta la vita subacquea dei pesci, rappresentati con gli strumenti musicali.

Venerdì 31 maggio alle 21.00 il Teatro Balzan di Badia Polesine (RO), dopo aver ospitato con successo gli spettacoli teatrali e musicali delle scorse edizioni di Musikè, vedrà per la prima volta sul proprio palco la danza contemporanea della compagnia Eko Dance Project di Pompea Santoro, grazie alla concessione delle coreografie di Mats Ek, maestro famoso in tutto il mondo per le sue rivisitazioni dei grandi classici del balletto. Lo spettacolo s’intitola La Bella… Gisellee si compone degli estratti di due capolavori del coreografo svedese: La Bella Addormentata e Giselle. Nella rilettura di Ek la Bella Addormentata diventa un’adolescente in contrasto con i genitori, che scivola nella droga. Nella seconda parte dello spettacolo l’ambientazione cambia rispetto alla versione originale ottocentesca del balletto Giselle, perché Giselle non muore di crepacuore, ma impazzisce; e invece di trovarci in una radura illuminata dalla luna, ci troviamo catapultati all’interno di un manicomio, dove Giselle trova donne che come lei sono ferite, violate, spezzate. Al termine dello spettacolo è previsto un incontro informale tra la compagnia e il pubblico, in modo che i giovani artisti possano spiegare le ragioni del loro lavoro.

Vicende sportive che diventano un affresco storico, poetico, musicale. Questo è Il rigore che non c’era, spettacolo di teatro e musica di Federico Buffa in programma mercoledì 9 ottobre alle 21.00 al Teatro Ballarin di Lendinara (RO). Dopo la consueta pausa estiva, la ripresa della rassegna è affidata a questo caleidoscopio di storie intrecciate tra loro e contrappuntate dalla musica, che sottolinea e impreziosisce le parole. Un angelo custode, interpretato da Jvonne Giò; uno strampalato attore, interpretato da Marco Caronna; e un pianista, Alessandro Nidi: sono i tre compagni di viaggio che porteranno Federico Buffa a scoprire che quella volta, quel rigore, ha cambiato la storia di tutti.

L’ottetto di tromboni dell’ensemble Trombone Unit Hannover proporrà, domenica 13 ottobre alle 21.00 al Tempio della Beata Vergine del Soccorso (La Rotonda) a Rovigo, una rilettura originale e potente dei Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij, a continuare idealmente un discorso che Musikè ha iniziato nel 2017 con Mikhail Rudy (pianoforte e videoproiezioni, su quella stessa musica). Il confronto prosegue, all’interno della rassegna di quest’anno, con la suite dal Romeo e Giulietta di Prokofiev, eseguita dalla Filarmonica Toscanini e ripresa qui in una versione affidata interamente ai tromboni. Completa il programma un particolarissimo arrangiamento della celebre Musica per i reali fuochi d’artificio di Händel.

Con Infanzia felice. Una fiaba per adulti, in programma venerdì 25 ottobre alle 21.00 al Teatro Goldoni di Bagnoli di Sopra (PD), l’attrice Antonella Questaprosegue la sua ricerca sulla natura delle relazioni umane, scegliendo come tema l’educazione dei bambini e partendo da Pedagogia nera, una raccolta di saggi e manuali pubblicati tra la fine del Seicento e i primi anni del secolo scorso. Un viaggio appassionato e divertente all’interno della famiglia e della scuola di oggi, per capire dove affondi le radici quella rabbia che si insinua tra genitori e insegnanti e che troppo spesso spinge bambini e ragazzi verso il bullismo.

Giovedì 31 ottobre alle 21.00 il Piccolo Teatro Don Bosco di Padova ospiterà Ali di Antonio ViganòGian Luigi Gherzi e Remo Rostagno, portato in scena dall’Accademia Arte della Diversità. La compagnia, nata in seno al Teatro La Ribalta di Bolzano, è costituita in maggioranza da attori e attrici in situazione di disagio psichico, che da cinque anni fanno teatro in forma professionale. Ali è il racconto dell’incontro tra un giovane uomo qualunque, disilluso e pessimista, e un individuo con due ferite rosse sulle spalle, un angelo sceso dal cielo attraverso un palo della luce, che ha voglia di soffrire e di amare come fanno tutti gli esseri umani. Scoprendo ricordi sepolti sotto mucchi di sassi, l’angelo mette a nudo la vita del giovane uomo, i suoi dolori, le sue gioie: un gioco crudele e poetico in cui l’uomo scopre la propria storia unica e irripetibile, mentre l’angelo sarà chiamato a scegliere se essere tutto e niente oppure assumere un’identità precisa, terrena, rinunciando alla dimensione divina.

La condizione femminile indagata non solo con le parole e le tragedie di oggi, ma anche con le parole e le tragedie di ieri. Venerdì 8 novembre alle 21.00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco (PD) l’attrice Elsa Bossi, con le musiche originali di Alberto Braida al pianoforte, darà voce ai racconti di Ada Negri, svelando il lato passionale di una scrittrice comunemente nota solo per le sue poesie da libro di scuola. Lo spettacolo Ada. La solitaria propone al pubblicouna prosa per molti aspetti coraggiosa e scomoda, che parla di aborto, di violenza di genere, di prostituzione, di gelosia, di sogni spezzati, mostrando un’autrice – e una donna – attenta ai temi sociali del suo tempo molto più di quanto si immagini.

Come da tradizione consolidata di Musikè, sarà dedicato alla danza lo spettacolo al Teatro Ferrari di Camposampiero (PD), che venerdì 15 novembre alle 21.00 vedrà accendere i riflettori sul nuovo lavoro della compagnia del ballerino e coreografo angloindiano Aakash Odedra, già ospite di Musikè come solista nel 2013. Lo spettacolo, vincitore del Premio “Freedom of Expression” di Amnesty International, ha un titolo che prende spunto da un hashtag tra i più usati nei social, #JeSuis, per cercare di cambiarne il senso: da proiezione individuale ed egoistica, sfruttata per mettersi in luce anche nei momenti più drammatici, a reale condivisione delle vicende di una parte più sfortunata dell’umanità. In #JeSuis la lente è focalizzata su un gruppo di danzatori la cui storia è quella dei “vicini indesiderati”: nato da alcuni workshop che Odedra ha tenuto a Istanbul dal 2012, e in particolare da un periodo trascorso con i danzatori nel 2016 sia in Inghilterra che in Turchia, lo spettacolo esplora temi come la disinformazione, la crescita della xenofobia in Occidente, la soppressione della libertà, la disperazione delle persone che sono fuggite dalla Siria nel 2015.

Dopo il Tölzer Knabenchor, il coro di voci bianche di Monaco di Baviera che ha inaugurato la scorsa edizione a Rovigo, sabato 23 novembre alle ore 21.00nella Chiesa di S. Maria dei Servi di Padova Musikè ospiterà i Wiener Sängerknaben, il coro di voci bianche di Vienna, internazionalmente noto per le sue partecipazioni al concerto di Capodanno. Il repertorio del coro spazia dal barocco al contemporaneo, dai canti popolari alla musica etnica. Innumerevoli sono i CD, DVD, documentari e film realizzati in questi anni di attività, come pure i direttori d’orchestra e le orchestre con cui il coro ha collaborato e collabora ogni anno. Per Musikè i Wiener Sängerknaben, diretti da Jimmy Chiang, eseguiranno pagine di Couperin, Mozart, Schubert, Britten e canti tradizionali natalizi.

Per l’ultimo appuntamento della rassegna 2019, martedì 26 novembre alle 21.00, il Teatro Sociale di Rovigo vedrà protagonista la compagnia del coreografo francese di origine algerina Hervé Koubi con un vero e proprio kolossal che indaga le origini della cultura mediterranea e la paura ancestrale dello straniero, per rivelare la raffinata potenza delle culture cosiddette «barbare»: Les nuits barbares è uno spettacolo che unisce la suggestione ipnotica della parata da guerra e la precisione di un balletto classico, per mostrare al pubblico la parte più affascinante dell’incontro tra culture e religioni. I danzatori fanno vorticare le loro gonne come dervisci, brandendo lame e coltelli al suono della musica sacra di Mozart e Fauré miscelata con melodie tradizionali algerine. La loro energia evoca un’umanità intera di «barbari»: Persiani, Celti, Goti, Unni, Vandali, apparizioni da tempi remoti e oscuri, emblemi splendidi e terribili di quel crocevia di popoli e culture che chiamiamo Mediterraneo. Questi elementi insieme storici e culturali si mescolano, dal punto di vista stilistico, con il linguaggio della breakdance e dell’hip hop, reinventato in un mix di generi che è insieme sensuale e spirituale.

Ingresso gratuito con prenotazione sul sito www.rassegnamusike.it fino a esaurimento posti

Per informazioni

tel. 345 7154654

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www.rassegnamusike.it

Musikè è una rassegna promossa e organizzata dalla

Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

 

Programmazione artistica e coordinamento

Alessandro Zattarin

 

Consulenza

Mario Giovanni Ingrassia

Dario Mannino

Claudio Ronda

 

Comunicazione

Roberto Fioretto

Serdar Cam

 

Progetto grafico

Metropolis ADV

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inaugurazione MONTEVERDI FESTIVAL E ORFEO IN METRO'

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Monteverdi Festival 2019

I Contrasti Creativi sono il filo conduttore del Monteverdi Festival 2019 e l’inaugurazione del Festival di quest’anno, il 2 maggio (ore 21.00 e in replica il 3, 4 maggio), sarà all’insegna di una produzione “Young Barocco” tutta particolare. Un’ opera lirica sui generis, di nuova produzione, un vagone di una immaginaria metropolitana in cui prende vita l’Orfeo nel Metrò con le superbe musiche di Claudio Monteverdi.

La regia è affidata a Luigi De Angelis, mentre la direzione a Hérnan Schvartzman, che guiderà i giovani cantanti e musicisti della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.

 

I biglietti sono in vendita alla biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 (tel 0372.022001/02) – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. –www.teatroponchielli.it

Biglietti posto unico numerato € 30,00

giovedì 2 maggio, ore 21.00 (in abbonamento) – palcoscenico del Teatro Ponchielli

venerdì 3maggio, ore 21.00 – palcoscenico del Teatro Ponchielli

sabato 4 maggio, ore 15.00 e 21.00 – palcoscenico del Teatro Ponchielli

Orfeo nel metrò

Favola in musica in cinque atti

Libretto di Alessandro Striggio

Musica di Claudio Monteverdi

Ed. Clifford Bartlett

 

Ideazione e rivisitazione drammaturgica a cura di Luigi De Angelis e Hernán Schvartzman

Personaggi ed interpreti

Orfeo Antonio Sapio

Euridice, Eco, Speranza Veronica Villa

Musica, Proserpina, Messaggera Arianna Stornello

Plutone, Caronte Lorenzo Tosi

Pastore II, Apollo Michele Gaddi

Pastore I. Danilo Pastore

Pastore III Stefano Maffioletti

Pastore IV Marco Tomasoni

Ninfa Martha Rook

Spiriti infernali Danilo Pastore, Michele Gaddi, Stefano Maffioletti, Marco Tomasoni, Piero Facci

direttore e clavicembalo

Hernán Schvartzman

regia, scene e luci

Luigi De Angelis

Costumi

Chiara Lagani

Nuovo allestimento

Young Barocco – Stagione d’Opera 2019

 

Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado”, Fondazione Milano

 

DECORAZIONE DELLE SCENE a cura degli studenti

dell’Istituto di Istruzione Superiore “Antonio Stradivari”

 

Produzione Teatro A. Ponchielli di Cremona

in collaborazione con

Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado”, Fondazione Milano

La collaborazione con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano e la realizzazione di un bando rivolto a studenti ed ex studenti di Canto Rinascimentale e Barocco dei conservatori italiani per la selezione di cantanti nell'ambito del progetto L'Orfeo di Claudio Monteverdi.

Il bando ha visto una partecipazione massiccia di giovani artisti, più di 80 provenienti dall’ Italia e dall’estero, tra cui sono stati selezionati 10 giovani, che faranno parte del cast dell'opera L'Orfeo di Claudio Monteverdi, con la regia di Luigi De Angelis e direzione di Hernán Schvartzman, che inaugurerà a maggio il Monteverdi Festival 2019. Anche l’ensemble che accompagnerà i cantanti è costituito da studenti ed ex-studenti della Civica Scuola di Musica. Ed Orfeo nel metrò è uno spettacolo contemporaneo con un altissimo valore formativo: il regista Luigi De Angelis costruisce i suoi spettacoli sugli artisti con cui lavora, plasmando i personaggi dell’opera sui singoli cantanti. Il lavoro drammaturgico e scenico è particolarmente approfondito, vista la prossimità tra artisti e pubblico all’interno di un ideale “vagone” di metrò. Non c’è distinzione tra palcoscenico e platea, ma tutti agiscono nello stesso spazio teatrale.

           

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LA "TRAVIATA" FIRMATA DA ANDREA BERNARD AL COMUNALE DI BOLOGNA

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Comunicato stampa

TCBO: MARIANGELA SICILIA PROTAGONISTA DELLA TRAVIATA

FIRMATA DA ANDREA BERNARD

Sul podio Renato Palumbo

Bologna, Teatro Comunale, dal 28 aprile all'8 maggio 2019

La Prima è proposta in diretta su Radio3 Rai

«In un mondo sempre più individualista è amore vero quello tra Violetta e Alfredo? O è solo una situazione affettiva che egoisticamente sono portati a creare per dimostrare qualcosa a loro stessi e al resto della società in cui vivono?». Da questa domanda parte il regista Andrea Bernard nella sua messinscena della Traviata di Giuseppe Verdi, che debutta al Teatro Comunale di Bologna domenica 28 aprile alle ore 20.00 con diretta su Radio3 Rai (repliche 30 aprile; 2, 3, 4, 5, 7 e 8 maggio).

Tra gli oltre settanta presentati, il progetto del team creativo – coprodotto dal Comunale con il Teatro Regio di Parma e andato in scena per la prima volta al Festival Verdi 2017 – è stato insignito per regia, scene (Alberto Beltrame e Andrea Bernard) e costumi (Elena Beccaro) dell’European Opera-directing Prize, il concorso internazionale organizzato da Camerata Nuova in collaborazione con Opera Europa. Cura i movimenti coreografici Marta Negrini; lo stesso Bernard e Daniele Naldi firmano le luci. A guidare l’Orchestra del Comunale di Bologna e il Coro del TCBO (istruito da Alberto Malazzi) è chiamato Renato Palumbo, Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici, che torna al Comunale dopo aver diretto il Rigoletto verdiano del 2016 firmato da Alessio Pizzech.

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GRANDI NOMI PER L'EDIZIONE 2019 DI VICENZA IN LIRICA

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COMUNICATO STAMPA

Un cast di altissimo livello per il concerto di apertura del festival “Vicenza in Lirica” in programma dal 31 agosto al 15 settembre. Protagonisti Rossini, Galuppi, Orlandini e Donizetti

 

Annunciato il cast della “Petite Messe Solennelle” di Gioachino Rossini

che inaugurerà il 7° Festival “Vicenza in Lirica”:

solisti Frittoli, Mingardo, Costanzo e Giangregorio con la Schola San Rocco

Il Maestro Michele Campanella concertatore e direttore al pianoforte

Sarà un cast di altissimo livello ad aprire al Teatro Olimpico, sabato 31 agosto alle 21, la settima edizione del Festival “Vicenza in Lirica”, con l’esecuzione della celebre “Petite Messe Solennelle” di Gioachino Rossini. L’evento inaugurale della grande manifestazione musicale, che si concluderà il 15 settembre, vedrà infatti esibirsi sul palcoscenico del gioiello palladiano il soprano Barbara Frittoli, il contralto Sara Mingardo, il tenore Vincenzo Costanzo e il basso Davide Giangregorio insieme alla Schola San Rocco diretta dal Maestro Francesco Erle; la preziosa composizione rossiniana sarà diretta e concertata dal Maestro Michele Campanella al primo pianoforte, con Monica Leone al secondo pianoforte e Silvio Celeghin all’harmonium.

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L' EDIZIONE 2019 DELLA FESTA DELL'OPERA A BRESCIA IL PROSSIMO 8 GIUGNO

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BRESCIA

Teatro Grande

comunicato stampa

mercoledì 17 aprile 2019

Si svolgerà sabato 8 giugno 2019 a Brescia, dall’alba alla mezzanotte in oltre 50 luoghi della città, l’ottava edizione della Festa dell’Opera, il grande evento colto e popolare che accompagna grandi e piccini, melomani e non, in suggestivi percorsi nel mondo dell’Opera: per un’intera giornata la Festa dell’Opera fa risuonare l’intera città sulle note delle più celebri melodie della tradizione operistica, coinvolgendo decine di migliaia di persone.

Centinaia di artisti e oltre 50 luoghi della città, pubblici e privati, accolgono i suoni e le voci dell’Opera in un caleidoscopio di emozioni. L’obiettivo è aprire l’Opera a tutti, portare il fascino del melodramma a diretto contatto con il pubblico di ogni età anche attraverso contaminazioni con altri linguaggi musicali (jazz, elettronica, swing, pop, rock, musica contemporanea). In ogni edizione la Festa tocca diversi punti del centro storico, ma anche della periferia cittadina per portare musica ovunque e per far conoscere anche i posti meno frequentati.

Così l’Opera ogni anno, per un giorno intero, invade strade, piazze e cortili, chiese, teatri, musei e luoghi della cultura, ma anche ristoranti e fabbriche, luoghi del sociale, mercati e case private con concerti, recital, incontri, improvvisazioni alla ricerca di un nuovo pubblico. In ogni edizione vengono coinvolte in questo progetto tantissime realtà cittadine, pubbliche e private, nell’obiettivo di fare della Festa uno strumento di promozione non solo della cultura e dell’Opera, ma dell’intero territorio grazie a una partecipazione trasversale delle attività, economiche e non, che in esso vivono e operano. Proprio in quest’ottica, la Festa integra la promozione culturale con la scoperta e la valorizzazione del patrimonio e per questo i diversi appuntamenti portano le persone anche nei luoghi simbolo della storia della città, non sempre accessibili al pubblico.

Da sempre Festa dell’Opera propone anche interessanti connessioni tra la musica e il cibo declinando il tema dell’Opera in percorsi enogastronomici. In linea con le grandi feste popolari europee, la Festa è inoltre animata da numerosi eventi a sorpresa che durante tutta la giornata proiettano gli spettatori in divertenti e surreali momenti di intrattenimento in cui spesso si cerca il loro coinvolgimento.

Festa dell’Opera si è affermata negli anni come un importante strumento non solo per la promozione dell’Opera, ma anche per la valorizzazione turistica nazionale e internazionale del territorio bresciano. È uno strumento di promozione innovativo che sovverte completamente le classiche metodologie di fruizione: è la cultura ad andare incontro al pubblico, a invadere gli spazi a essa non pertinenti, a insinuarsi nei momenti di rito della Città.

Questa insolita modalità di fruizione ha permesso di riscuotere, nelle prime sette edizioni, un incredibile successo, coinvolgendo un pubblico non abituale, diversificato per gusti, sesso, età, etnia, cultura, religione e composto non solo da cittadini bresciani, ma anche da numerosi spettatori provenienti, oltre che dalla provincia, da diverse città della Lombardia, da fuori Regione e anche dall’estero.

L’edizione 2019 celebrerà l’Opera quale prodotto di eccellenza nazionale, simbolo della tradizione italiana ma, al contempo, linguaggio universale. Altrettanto universale e aperto a svariate connotazioni sarà il tema dell’ottava edizione: “Re/Regine. Potere/Passione” costituirà il fil rouge attorno a cui ruoteranno i numerosi appuntamenti della giornata. Un progetto ancora più ampio e partecipativo, aperto alla curiosità e attento alle istanze sociali, capace di veicolare in modo distintivo e originale l’identità artistica e culturale di una comunità.

Per l’edizione 2019, sulla scia degli anni precedenti, si attendono 50.000 persone. Tutti gli eventi saranno, come sempre, a partecipazione gratuita.

La Festa dell’Opera è un progetto unico per dimensione spaziale e temporale ed è ideato e realizzato della Fondazione del Teatro Grande di Brescia. Per la sua importante valenza educativa la Festa dell’Opera ha ricevuto il prestigioso Premio Filippo Siebaneck nell’ambito dei Premi Franco Abbiati della critica musicale italiana per l’importante valenza educativa.

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FONDAZIONE DEL

TEATRO GRANDE DI BRESCIA

www.teatrogrande.it

www.festadellopera.it

 

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CARMINA BURANA DI CARL ORFF DIRETTI DA EZIO BOSSO AL SUO DEBUTTO ALL'ARENA DI VERONA - 11 agosto 2019 ore 21.45

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CARMINA BURANA

di Carl Orff

Arena di Verona

Domenica 11 agosto - ore 21.45

Direttore: Ezio Bosso

Solisti: Ruth Iniesta, Raffaele Pe, Mario Cassi

Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona

 

Il grande affresco di poesia medievale in musica risuonerà per la terza volta tra le antiche pietre areniane per festeggiare l’atteso debutto del Maestro Ezio Bosso sul più grande e antico palco lirico del mondo in una stagione che ogni giorno si arricchisce di importanti presenze internazionali. Protagonisti della serata l’Orchestra areniana, le voci del Soprano Ruth Iniesta, del Controtenore Raffaele Pe e del Baritono Mario Cassi, il Coro diretto da Vito Lombardi e il doppio Coro di voci bianche – con oltre 60 bambini – A.d’A.MUS diretto da Marco Tonini e A.LI.VE diretto da Paolo Facincani.

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MADAMA BUTTERFLY, GIACOMO PUCCINI - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 12 APRILE 2019

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Badate, ella ci crede. Così si può riassumere la Madama Butterfly andata in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste secondo la visione di Alberto Triola. Al centro di tutto viene posto il sogno d’amore della giapponesina (vissuto anche come riscatto sociale): un sogno di cui lo zio Bonzo non può far parte, e non a caso egli fa la sua comparsa fuori scena. Secondo il regista, Butterfly è una ragazzina che cresce in fretta e non si arrende mai. Il suo spirito vacilla un attimo solo durante il duetto con Sharpless, ma dentro di lei c’è sempre un’invincibile primavera, che continua a ricreare in modo compulsivo realizzando fiori di loto con gli origami, anche quando l’autunno è inesorabilmente già arrivato. Con quei fiori decora il giardino quando scopre che il suo amato tornerà, dei fiori uguali a quello che aveva donato a lui il giorno del loro matrimonio. Il meticoloso lavoro eseguito sui singoli cantanti è evidente e dimostra che una regia riuscita si basa sulle piccole cose, anche un semplice gioco di sguardi. 

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STABAT MATER, GIOVANNI BATTISTA PERGOLESI – CONCERTO DI VICENZA IN LIRICA PRESSO IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEI MIRACOLI IN LONIGO, DOMENICA 7 APRILE 2019

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Forse c’è una legge fisica o è soltanto frutto di un straordinaria congiunzione astrale, il fatto che molto spesso i grandi capolavori dell’arte in ogni sua sezione, siano frutto di menti tanto precoci quanto fugace è la loro permanenza in questo mondo. Tale fu per lo Stabat Mater composto dall’allora giovanissimo Giovanni Battista Pergolesi, che dalla splendida Jesi approdò al Conservatorio dei poveri di Gesù Cristo, nella fulgida Napoli brulicante di eccellenze e nel pieno del suo splendore culturale. Ormai alla fine di una vita segnata da numerosi problemi di salute, concepì appena in tempo uno dei capolavori indiscussi della musica sacra, il suo Stabat Mater appunto, che ieri ha riempito le arcate del santuario di Lonigo grazie alle voci di Giulia Bolcato, Maria Elena Pepi ed all’Ensemble Barocco Vicenza in Lirica diretto ed accompagnato al cembalo da Alberto Maron.

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“L’Arca di Noè” di Britten al Cilea di Reggio Calabria

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Venerdì 12 aprile 2019 e domenica 14 aprile, alle ore 20.30 all’interno del programma della stagione 2018-2019 del “Rhegium Opera Musica Festival”, sezione “Classica Mediterranea” promossa dall’Orchestra del Teatro Cilea e dal Coro Lirico Cilea, sarà eseguita presso il Teatro Cilea di Reggio Calabria, “L’arca di Noè” (Noye’s Fludde, op. 59). Si tratta di un’opera scenica per voci adulte e di ragazzi, coro di ragazzi, orchestra da camera e orchestra di ragazzi, il cui libretto è tratto da “English Miracle Plays, Moralities and Interludes”.

Direttore e maestro concertatore sarà Manuela Ranno, a capo dell’Orchestra Filarmonica Giovanile “Teatro Comunale F. Cilea”, del Coro di voci bianche “Teatro Cilea”, istruito da Roberto Filippo Caridi, e i Cori “Free Toghether” e “BeFree”, diretti da Maria Luisa Fiore.

La regia dello spettacolo porta la firma di Orlin Anastassov mentre il progetto visuale è di Polina Gerasimova.

Gli interpreti principali saranno Ventseslav Anastasov (Noè), Angela Schisano (la moglie di Noè) e Alessandro Tirotta (La voce di Dio). Completano il cast Emanuela Zucchi, Tabita Romano e Simone Vazzana rispettivamente Sem, Cam e Jafet, e Ida Spanò, Roberta Panuccio e Martina Decaria che interpreteranno le loro mogli. A questi si aggiungono il Coro degli animali e degli uccelli, le comari e la Congregazione.

“Con questa opera, ispirata ad uno dei racconti biblici più famosi, ma costellata di situazioni inventate, talvolta comiche, si conclude il primo anno del Rhegium Opera Musica Festival che ha rilanciato il Teatro Cilea e di riflesso la città di Reggio Calabria. Si è scelta come ultima opera “L’arca di Noè” anche perché coinvolge più di duecento persone: è il frutto della sinergia di numerosi soggetti della vita musicale reggina. In tal modo si seguono le indicazioni dello stesso Britten che aveva visto nell’opera un importante coinvolgimento popolare”, afferma Domenico Gatto, direttore artistico del Rhegium Opera Musica Festival.

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VOCI OLIMPICHE: A VICENZA UN CONCORSO INTERNAZIONALE PER OPERA BAROCCA

 

Ideato da Andrea Marcon e promosso da Fondazione Cariverona e Società del Quartetto di Vicenza, il concorso è unico nel suo genere in Italia. Ai vincitori saranno assegnati i ruoli dell'Alcina di Händel, che andrà in scena al Teatro Olimpico di Vicenza nella primavera 2020. In giuria, presieduta da Marcon, una decina di direttori artistici di importanti festival e teatri europei

 

COMUNICATO STAMPA  APRILE 2019

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Nasce da un'idea del maestro Andrea Marcon il Concorso internazionale opera barocca “Voci Olimpiche” in programma al Teatro Olimpico di Vicenza dall'1 al 7 novembre 2019 e nella primavera dell'anno seguente – il 19 e 21 aprile 2020, sempre nell'incomparabile scenario palladiano – con la rappresentazione dell'opera “Alcina” di Georg Friedrich Händel. Il progetto è promosso dalla Fondazione Cariverona ed è realizzato dalla Società del Quartetto con la collaborazione del Comune di Vicenza.

La giuria del concorso, presieduta da Andrea Marcon, è formata da altre importanti personalità del mondo operistico internazionale. Si tratta di Clemens Birnbaum (Direttore e Sovrintendente della Fondazione Händel Haus e dell'Händel-Festspiele Halle), Christian Carlstedt (Direttore Casting della Staatsoper Hannover, dello Stadttheater di Klagenfurt e della The Nederlands Radio Philarmonic Orchestra), Kees Vlaardingerbroek (Direttore Artistico dei ZaterdagMatinee del Royal Concertgebouw di Amsterdam), Giancarlo Andretta (Direttore Ospite Principale dell'Orquesta Ciudad de Granada), Jesus Iglesias Noriega (Direttore Artistico dell'Opera di Valencia), Susanne Schmidt (Direttrice del Bregenzer Festspiele Opera), Dmitry Vdovin (Direttore Artistico del Young Artists Opera Program del Teatro Bolshoi di Mosca), Fortunato Ortombina (Sovrintendente e Direttore Artistico del Gran Teatro La Fenice di Venezia), Alain Perroux (Direttore Artistico dell'Aix en Provence Summer Festival), nomi prestigiosi ai quali si aggiunge quello di Lorenzo Regazzo, celebre cantante veneziano che in questo progetto curerà la regia dell'opera in programma.

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ADRIANA LECOUVREUR, F. CILEA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 31 MARZO 2019

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Approda anche a Verona sulle tavole del Teatro Filarmonico, il fortunato allestimento di Adriana Lecouvreur pensato nel 2014 da Ivan Stefanutti per il Teatro Sociale di Como.

Il capolavoro del pur breve catalogo di Cilea, nonostante lo sgangherato e complesso libretto di Colautti, riesce ancora oggi a suscitare interesse nel pubblico, principalmente per la particolare abilità del compositore calabrese nel circoscrivere musicalmente lo spirito di un personaggio. E in questo caso Adriana è la tipica “grande parte” che porta con sé un buon numero di effetti scontati, ma che nel caso della sorvegliata scrittura di Cilea, diventa occasione per un canto logico, spontaneo e naturale, dove il cantante può diventare personaggio, se conosce il mestiere. L’orizzonte sonoro qui risente di una particolare gentilezza d’animo del compositore, che trattiene e circoscrive la melodia là dove gli altri suoi colleghi contemporanei preferiscono abbandonarsi alla piena del sentimento, risultando alla lunga scontato e un poco ripetitivo.

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Concorso internazionale di Canto lirico G.B. Rubini ed epistolario G.B. Rubini: presentazione il 7 aprile nel giorno del compleanno del grande tenor

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V Edizione Concorso internazionale di Canto lirico G.B. Rubini

25-27 aprile 2019

IV Edizione Rubini Festival

7-27 aprile 2019

COMUNICATO

Il Rubini Festival abbraccia quest’anno all’interno del proprio cartellone le date del Concorso internazionale di canto lirico G.B. Rubini, giunto alla quinta edizione: «Un modo per fare delle due manifestazioni un unicum, tale da dare a Romano la risonanza che merita e non soltanto come patria del grande tenore», come nelle parole del Sindaco di Romano Sebastian Nicoli.

Si parte domenica 7 aprile, compleanno del grande tenore, che dallo scorso anno è diventato davvero un giorno di festa cittadina. Il rinnovato Teatro della Fondazione OO.PP. G.B. Rubini ospiterà, a partire dalle ore 17.00:

-          la presentazione del Concorso internazionale di Canto Lirico 2019, con la partecipazione del Sindaco di Romano di Lombardia Sebastian Nicoli e di Abramo Bonomini Presidente della Fondazione OO.PP. G.B. Rubini;

-          la presentazione del monumentale epistolario di Giovanni Battista Rubini, che permetterà ricostruzioni storiche e musicologiche importanti della vita artistica degli anni del Maestro. Presentazione affidata a Maria Chiara Bertieri, curatrice dell’epistolario, e a Paolo Fabbri Direttore Area scientifica della Fondazione Teatro Donizetti (come da presentazione posta di seguito);

-          un concerto per fagotto e pianoforte con Mario Garavelli protagonista e interprete di fantasie su arie di opere di Donizetti e Bellini, già “cavalli di battaglia” di Rubini, trascritte per il suo strumento (come da programma posto di seguito).

Il Concorso internazionale di Canto lirico G.B. Rubini, da quest’anno a cadenza biennale, si terrà invece nei giorni 25 (Eliminatorie a porte chiuse), 26 (Semifinale a porte chiuse) e 27 aprile 2019, data della serata finale aperta al pubblico, alle ore 20.45 presso l’Auditorium Caterina Merisi dell’ISS G.B. Rubini di Romano.

Alta la qualità delle precedenti edizioni, che hanno lanciato nel panorama lirico internazionale giovani cantanti che in questi anni hanno calcato le scene di diversi teatri italiani, Scala compresa: da Taisya Ermolaeva a Bianca Tognocchi, da Andrea Comelli a Keon Woo Kim, da Carlos Cardoso a Selene Zanetti, da Bum Jo Lee ad Erika Tanaka e ancora a Paola Leoci, vincitrice dell’ultima edizione del Concorso.

Di prestigio le adesioni degli artisti che hanno preso parte alle giurie in questi anni; artisti a cui si uniscono le personalità del mondo lirico che siederanno in giuria quest’anno: Giovanna Lomazzi Vice Presidente Teatro Sociale Como/AsLiCo (presidente della giuria), Corinne Baroni Direttore Teatro Coccia di Novara, Danilo Boaretto Direttore di OperaClick, Elena Bresciani Mezzosoprano, Paolo Fabbri Direttore Area scientifica Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo e Marco Impallomeni MCdomani Artist Management.

Aumentato il “montepremi” rispetto al passato: primo classificato 2500 euro, secondo classificato 2000 euro, terzo classificato 1500 euro.

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LA CALISTO, FRANCESCO CAVALLI - TEATRO REAL DI MADRID, 21 MARZO 2019

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Il fortunatissimo e iper psichedelico allestimento de La Calisto di Francesco Cavalli, pensato da David Alden per la Bayerische Staastoper di Monaco di Baviera nel 2005, approda sulle tavole del Teatro Real di Madrid per la bellezza di 9 rappresentazioni che si prevedono già tutte esaurite.

Rappresentare oggi uno spettacolo come La Calisto, è indubbiamente una sfida avvincente per il teatro che la propone, non tanto per l'effetto riesumazione di uno lavoro macchinoso e lontanissimo dai gusti di un pubblico moderno, quanto per il saper cogliere le avvincenti peculiarità della nascita del melodramma che segnò una autentica rivoluzione nel costume dello spettacolo e della vita sociale dell'epoca.

Degno continuatore dell'opera monteverdiana, Francesco Cavalli, non può essere ricordato a prescindere dall'ambiente in cui la sua produzione nacque e dal pubblico per cui venne composta. L'ambiente è una Venezia  immersa nel clima folle del Carnevale, del divertimento teatrale in cui il “nuovo” pubblico, quello pagante e non più il “vecchio” chiuso negli angusti ambienti di corte, si immergeva riconoscendosi e ritrovando sul palcoscenico ( pur nei complicati intrighi dei libretti) l'illusione di una vita felice in cui finzione e realtà si concretizzavano incredibilmente ricreando un presente veneziano.

E poiché la psicologia dello spettatore che compra un biglietto è diversa da quella di chi ha pagato tutto quanto, recita e teatro, ecco che si vengono a creare desideri, si accendono passioni, si fomentano pretese, si creano fanatismi  e rivalità.

E per questo pubblico nuovo, Cavalli diviene il compositore più ricercato , colui che dotato di una natura istintiva, realistica, ne sa interpretare perfettamente le aspirazioni e le esigenze, solleticandone la curiosità spettacolare con un teatro semplice e per molti aspetti, popolare, a ciò si aggiungano i marchingegni tecnici del palcoscenico, le stupefacenti magie delle macchine teatrali e si avrà subito un'idea di quel clima fantastico e meraviglioso.  Anche “La Calisto” risponde a queste caratteristiche: fantasia e arguzia, classicità e malizia libertina sono gli ingredienti per un successo garantito.

Successo anche a Madrid dove quel genio incredibile di David Alden immerge la sua “Calisto” in un bordello\night club anni 70 con luci al neon, decorazioni colorate psichedeliche ( scene di Paul Steinberg) e costumi sgargianti (di Buki Shiff). Divinità e mortali sembrano tutti parte di uno spettacolino per clienti lascivi: ecco Giove scendere le scale in un elegante smoking con la sigaretta in mano, Calisto canta una delle sue arie su di un palco con il microfono a gelato, Endimione è un cliente un po' naif non molto desiderato all'interno del locale, Giunone la matrona rompiballe che viene a cercare il marito fedifrago, Mercurio il factotum sordido, Linfea la carampana vogliosa e volgarotta. Tutto insomma perfettamente in linea con l'idea di Cavalli e Faustini (il librettista) che ricercavano nei loro lavori quella genialità sostanzialmente estemporanea, di una generosa complicità di invenzione, di una predilezione per contrasti drammatici netti e sbalzati, piuttosto che l'attitudine all'analisi, alla riflessione, che erano stati propri del maestro di Cavalli, Monteverdi. David Alden fa sua l'idea della coppia Cavalli\Faustini pur rimodernandola ed attualizzandola senza però stravolgere quel senso di forte eroticità e lascivia insita in uno spettacolo stracarico di passioni amorose, erotico, ricco di situazioni equivoche, di doppi sensi, d'amori leciti ed illeciti.

A sostenere musicalmente tanta abbondanza di inventiva, troviamo un generosissimo Ivor Bolton che a capo della Orquesta Barroca de Sevilla e del Monteverdi Continuo Ensemble, lavora sulla “partitura” del maestro cremasco con mano sapiente, ricreando una continuità musicale sulle poche notazioni lasciate dal Cavalli. Dialoghi e monologhi cantati, recitativi, motivi ripetuti, variazioni e bassi ostinati in melodie e arie, brevi interludi orchestrali, decorazioni espressive ed ornamenti sonori, rigoroso contrappunto nelle scene più drammatiche, questi sono il risultato ottenuto da Bolton per rendere più efficace l'impianto drammatico appena accennato nella scrittura di Cavalli, riuscendo a rivestirlo di quell'aulicità festosa che tanto piaceva all'eterogeneo pubblico veneziano di allora e a quello europeo di oggi.

Nella parte di Calisto troviamo Louise Alder che se ha tutte le carte in regola per dare al personaggio della ninfa tonta e avvenente, voce e corpo, manca ahimè della necessaria e indispensabile qualità per una cantante in questo repertorio. La Alden, pur sforzandosi, canta in una lingua tutta sua che però non è l'italiano e in un lavoro dove il testo è già di per suo funzione musicale, questo è inaccettabile. Qualità che invece hanno sia Monica Bacelli (il Destino, Diana, Le Furie) che fa di ogni parola, frase, sussurro un capolavoro di espressione, sia Luca Tittoto (Giove) spavaldo sulla scena quanto nella capacità di conferire veridicità e completezza alla parola che sta cantando. Spassosissimi e perfettamente in linea con il gusto  sopra le righe voluto da Cavalli, Dominique Visse (La Natura, Satirino, Le furie) e Guy de Mey (Linfea) due controtenori straordinari. Karina Gauvin è una Giunone nobilissima nel canto di donna tradita ma che sa trasformarsi in una spietata Erinni, con volate drammatiche negli accenti nei momenti evocanti la vendetta. Il Mercurio di Nikolay Borchev tradisce anch'egli difficoltà nella perfetta pronuncia del testo nonostante una ottima prova canora.

Strordinario pure Tim Mead (Endimione) agile e chiaro nelle fioriture come nella aderenza al testo cantato, dotato di una messa di voce che rende con naturalezza la sconfinata realtà delle emozioni del giovane pastore. Ed Lyon riesce a conferire al personaggio di Pan la giusta dose di eroismo e spavalderia ma difettando anch'egli purtroppo di quella perfezione nella pronuncia della parola qui assolutamente indispensabile. Andrea Mastroni è stato un ottimo Silvano per profondità di voce e squillo non indifferente. Giunone era Karina Gauvin

Un plauso speciale ai numerosi attori che hanno fatto da contorno alla scena nelle vesti di ninfe, animali e ai due pavoni reali che accompagnano la presenza di Giunone sulla scena, coordinati nelle movenze sceniche da Magdalena Padrosa (da un'idea originaria di Beate Vollak).

Al termine del lungo spettacolo (circa 3 ore) applausi convinti per tutti da parte di un pubblico entusiasta e partecipe.

Pierluigi Guadagni

 

LA   PRODUZIONE

 

Direttore: Ivor Bolton

regia: David Alden

scene: Paul Steinberg

Costumi: Buki Shiff

Lighting designer: Pat Collins

coreografie: Beate Vollack

 

GLI   INTERPRETI

 

La Natura / Satirino / Le furie: Dominique Visse

L’Eternità / Giunone: Karina Gauvin

Il Destino / Diana / Le furie: Monica Bacelli

Giove: Luca Tittoto

Mercurio: Nikolay Borchev

Calisto: Louise Alder

Endimione: Tim Mead

Linfea: Guy de Mey

Pane: Ed Lyon

Silvano: Andrea Mastroni

Orquesta Barroca de Sevilla

Monteverdi Continuo Ensemble

PH. BY JAVIER DEL REAL

 

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OTELLO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 22 MARZO 2019

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Revocato fortunatamente lo sciopero per la Prima ritorna al Teatro la Fenice l’intimistica produzione dell’ Otello verdiano targata  Francesco Micheli, il cui punto di forza è l’analisi psicologica dei personaggi ed ovviamente del rapporto tra il bene ed il male rappresentati da Otello ed il suo antagonista.  Ciò che circonda le loro subdole azioni è un velo di ipocrisia generale laddove chi accusa è colpevole a sua volta o lo diventa inevitabilmente. L’invidia, la mera cattiveria o la sete di potere sono colpe universali e tristemente attuali che spesso spingono l’uomo al successo molto più che la forza di volontà, l’onestà e la fedeltà, e se Jago ed Otello restano comunque scottati dalle loro azioni, nel mondo reale tanto spesso la si fa franca senza ritegno. Allora Micheli costringe l’azione principale in un claustrofobico cubo, una gabbia dorata in cui si consuma l’amore ma anche il delitto, intorno a cui Jago dal suo letto riflette, studia, cospira.. Le magnifiche proiezioni celesti incorniciano un 'castello' di sogni troppo brevemente cullati, e lo stesso palcoscenico da magico diventa sanguinolento, dai toni cupi, senza bagliori di speranza. Edoardo Sanchi è artefice della cornice scenica ed i costumi sono di Silvia Aymonino.

Se Otello è un uomo vigoroso, ma che si scioglie di miele fuso al fuoco lento dell’amore, non così è parso il suo interprete Marco Berti. Il timbro è quello di sempre ed il volume riflette certo la forza del Moro veneziano letteralmente ‘pettinando’ chi si trova nelle prime file. Ma il personaggio manca di sfumature, il canto sembra faticoso in diversi passaggi mettendo a rischio l’intonazione. Forza e carattere non sono completati dal lato gentile da cui Desdemona fu rapita.

Ed è Carmela Remigio la dolce consorte dell’impavido condottiero dell’Armata Veneta. Il soprano è corretto nel ruolo di donna sensibile ed innocente, dimessa alla mercé del destino ormai siglato da altri; la sua preghiera è summa di una interpretazione diremmo ‘raccolta’, tanto vocalmente che scenicamente. Molto personale e disinvolto lo Jago di Dalibor Jenis. Sfrutta le caratteristiche della voce con accenti ed inflessioni che danno veridicità al personaggio dai toni foschi ed al contempo melliflui nell’ottenere il favore del suo generale. Un ruolo centrato che domina la scena anche sugli altri. Matteo Mezzaro è un più che corretto Cassio, marionetta in balia degli intrighi suo malgrado; ben si disimpegnano i comprimari Antonello Ceron nel ruolo di Roderigo, Mattia Denti come Lodovico,  Matteo Ferrara, alias Montano, ed Elisabetta Martorana come Emilia.

Myung-Whun Chung  è artefice della cornice musicale che avvolge gli interpreti in questa produzione che vede forse nell’orchestra il suo elemento migliore. Se i protagonisti non sembrano generalmente brillare per ‘spessore’ interpretativo, diverso è il discorso per l’orchestra, che sotto la guida del direttore suona vigorosa e palpitante, che non significa fragorosa o ingombrante. Sembra quasi arricchire quanto forse manca sul palco nei diversi momenti scenici, costruendo sempre un ponte sicuro tra i passaggi di rilievo e i momenti apparentemente secondari, sì da ottenere un suono uniforme e ricco.   

Il piccolo coro d voci bianche di Diana D’Alessio è corretto, oltre che adorabile, come preciso nell’insieme il collaudato coro preparato da  Claudio Marino Moretti.

Tutti gli artefici dello spettacolo sono stati applauditissimi al termine dello spettacolo.

Maria Teresa Giovagnoli.

 

LA   PRODUZIONE

 

Direttore                          Myung-Whun Chung 

Regia                               Francesco Micheli 

Scene                               Edoardo Sanchi

Costumi                           Silvia Aymonino

 

GLI   INTERPRETI

 

Otello                                Marco Berti
Desdemona 
                     Carmela Remigio

Jago                                  Dalibor Jenis

Cassio                               Matteo Mezzaro

Roderigo                          Antonello Ceron

Lodovico                          Mattia Denti

Montano                          Matteo Ferrara

Emilia                               Elisabetta Martorana

 

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

Maestro del Coro               Claudio Marino Moretti


Piccoli Cantori Veneziani 

Maestro del Coro               Diana D’Alessio 

 FOTO MICHELE CROSERA

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Presentation 65th edition Maria Canals Barcelona Contest

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PRESS KIT


March 20th, 2019

Young and talented pianists from all over the world gather in Barcelona for the 65th edition of the Maria Canals International Music Competition

 
  • A total of 88 young and talented pianists from 33 different countries will take part in the 65th Maria Canals Competition, between March 23rd and April 4th, 2019.
  • The Competition will be held at the Palau de la Música Catalana and will consist of two preliminary rounds, a semi-final and a final with orchestra.
  • Music and spring are the unifying thread of this year’s Maria Canals International Music Competition, which also puts together a great number of educational, social and informative activities within the framework of the OFF Competition.
  • This year’s new image has been devised and will be presented by visual artist Tatiana Blanqué.
  • As a new project, piano works will be commissioned to Catalan composers, and the contestants will add such works to their own repertoire.
 


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ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO, 53^ STAGIONE CONCERTISTICA - CONCERTO DEL 14 MARZO 2019, PIANOFORTE SOLISTA E DIRETTORE ORAZIO SCIORTINO

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Nell'ambito della Regione Veneto, l'Orchestra di Padova e del Veneto risulta l'unica Istituzione Concertistico-Orchestrale in attività. Fondata nel 1966, ha avuto tra i suoi direttori ospiti nomi del calibro di N. Marinner, P. Herreweghe, S. Accardo, R. Chailly solo per citarne alcuni e collaborazioni con i più importanti concertisti e compositori del mondo.

Per il suo concerto n.6751, ha invitato Orazio Sciortino che in veste sia di direttore che di pianista,  ha pensato ad un programma decisamente invitante, se non altro per l'esecuzione di due tra i più interessanti concerti per pianoforte ed orchestra di Carl Philipp Emanuel Bach, di rarissima esecuzione perlomeno in Italia.

Il concerto si è aperto con una esecuzione felicissima dell'Overture in fa minore op.64 Egmont di L.V. Beethoven.

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