Cerca nel sito

R. WAGNER, TRISTAN UND ISOLDE - TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, DOMENICA 26 GENNAIO 2020

pp8_PKvg

Per l'apertura della nuova stagione, il Teatro Comunale di Bologna ha prodotto assieme al Teatro de La Monnaie di Bruxelles, dove ha debuttato lo scorso maggio, un nuovo allestimento di Tristan und Isolde di Richard Wagner.

Lo spettacolo porta la firma di Ralf Pleger alla regia e Alexander Polzin alle scene ed è un lavoro che si colloca sulla scia di certi allestimenti concettuali tornati tanto di moda in questo periodo, soprattutto nell'area transalpina.

Nulla da eccepire, soprattutto se affrontato su di una partitura come appunto Tristan und Isolde dove la drammaturgia latita, l'azione pure, e lavorare su di uno spazio metafisico, quasi cerebrale, può risultare una carta vincente.

Non è il caso di Bologna dove abbiamo assistito invece ad uno spettacolo, a nostro personalissimo avviso, di una bruttezza disarmante oltre che vuoto di concetti, se si escludono delle strampalate idee che il regista Pleger enuncia nelle sue note di regia.

Per il regista e filmmaker tedesco, la musica di Wagner sarebbe stata scritta sotto l'influenza di droghe e il suo Tristan altro non è che il risultato "psichedelico" di allucinazioni dovute alla assunzione di psicofarmaci e droghe che hanno comportato una deviata percezione sulla nostra "normale' visione del mondo.

Continua a leggere
  231 Visite

Nuovo appuntamento per la Fondazione Haydn con Don Giovanni a Trento l'8 e il 9 febbraio

.

FONDAZIONE HAYDN DI BOLZANO E TRENTO

COMUNICATO STAMPA

Don Giovanni

 di Wolfgang Amadeus Mozart

regia di Cristina Pezzoli

Sabato 8 e domenica 9 febbraio

al Teatro Sociale di Trento

 

UN LIBERTINO ETERNO BAMBINO

La quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento propone al Teatro Sociale di Trento una rilettura “al femminile” dell’intramontabile mito del libertino mozartiano.

La quinta stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, dopo l’avvio bolzanino con il dittico Radames-Lohengrin, prosegue al Teatro Sociale di Trento, sabato 8 (ore 20) e domenica 9 febbraio (ore 17), con uno dei capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart: Don Giovanni. L’opera del genio salisburghese verrà proposta in un nuovo allestimento - coprodotto da Fondazione Haydn, Teatro di Pisa, Teatro Goldoni di Livorno e Teatro del Giglio di Lucca – che reca la firma della regista Cristina Pezzoli. L’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento sarà diretta nell’occasione da Francesco Pasqualetti. Scene e costumi di Giacomo Andrico. Luci di Valerio Alfieri. Coreografie di Arianna Benedetti. Corpo di ballo Nuovo Balletto di Toscana. Coro Ars Lyrica diretto da Marco Bargagna.

Il cast è formato da cantanti tra i migliori del panorama italiano: Daniele Antonangeli (Don Giovanni), Paolo Pecchioli (Il Commendatore), Sonia Ciani (Donna Anna), Raffaella Milanesi (Donna Elvira), Federica Livi (Zerlina), Diego Godoy (Don Ottavio), Nicola Ziccardi (Leporello), Francesco Vultaggio (Masetto).

Nella sua regia Cristina Pezzoli vede Don Giovanni da un’angolazione femminile, descrivendo il protagonista come un eterno bambino: “Penso che ogni donna possa facilmente riportare alla memoria i ‘dongiovanni’ con cui ha avuto a che fare e immagino cosa ci si potrebbe aspettare da una ‘lettura al femminile’ di Don Giovanni, ma io non sono inte­ressata a fare di quest’opera e di questo personaggio una lettura post femminista”  – spiega la regista – “Il Don Giovanni mozartiano esige di essere rappresentato con una maggiore complessità, sospendendo il giudizio morale sulle malefatte dell’empio, alla ricerca del suo nucleo fondativo profondo”. Don Giovanni diviene così “un personaggio mosso dal bisogno incessante di gioco e conoscenza, che prende tutto poco sul serio: la vita, le donne, Dio, la morte”. Un Circo Nero ospiterà immagini, visioni, numeri ludici dalla notte delle malefatte sino al momento della punizione divina.

Continua a leggere
  263 Visite

LUCIA DI LAMMERMOOR, GAETANO DONIZETTI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 26 GENNAIO 2020

Lucia-di-Lammermoor_FondazioneArena_FotoEnnevi_DSCF3077

Gennaio è un mese di inaugurazioni, di riprese e di ritorni, come quello di Lucia di Lammermoor al Teatro Filarmonico di Verona, che torna dopo lo spettacolo del 2014 ad inaugurare la stagione operistica del nuovo anno, che poi come sempre proseguirà in Arena ad inizio estate. Una scelta prudente quella della Fondazione Arena, che porta sul palco uno spettacolo già rodato del Teatro Verdi di Salerno e del regista Renzo Giacchieri che si è occupato di questo capolavoro sin dal 1984 con diversi allestimenti. Non c’è nessuna idea particolarmente originale o rivoluzionaria da parte del regista, ma semplicemente il gusto di seguire il libretto e gli eventi così come li si percepisce e con una ambientazione, curata da Alfredo Troisi, in grado di portare il mood della tragedia anche alla mente di chi osserva. Ne nasce uno spettacolo lineare, semplice ed efficace, di stampo tradizionale  con qualche accorgimento grafico al computer per rendere più suggestiva, ad esempio, l’idea di sangue versato e della tragedia di fondo. Al centro della narrazione vi è però non la truculenza dell’atto di Lucia, bensì il suo dramma mentale, la repulsione verso quello sposo affibbiatole per interesse in opposizione all’amore incondizionato che ella provava per il giovane Ravenswood. Dunque vi è una accentuazione estrema sulla parte del soprano per il suo agire, in una escalation di incredulità che si trasforma in follia. Attorno a lei ruotano tutti gli altri personaggi che in un modo o nell’altro causano o subiscono gli eventi.

Continua a leggere
  499 Visite

CONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE VERONA LIRICA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA  - DOMENICA 19 GENNAIO 2020 

VERONA-LIRICA-2

L’associazione Verona lirica prosegue ormai da anni la sua missione di portare in concerto artisti nuovi o già affermati con l’intento di regalare momenti musicali interessanti e perché no gioviali ad un pubblico sempre più vasto che possa beneficiare di quanto la nostra cultura ha di più alto da offrire in campo musicale. Arie d’opera e pezzi di musica strumentale sono la formula adottata per quando si ha a disposizione un ensemble musicale del calibro del Trio Verona Lirica composto da Roberto Corlianò al pianoforte, Gunther Sanin al violino e Sara Airoldi al violoncello. Con loro il soprano Roberta Mantegna, il mezzosoprano Chiara Amarù, il tenore Giorgio Misseri ed il basso Biagio Pizzuti.

Continua a leggere
  234 Visite

Palla de’ Mozzi di Gino Marinuzzi, preziosa rarità musicale del 1932,inaugura la Stagione lirica e di balletto 2020 al Teatro Lirico di Cagliari

figurino per Palla de Mozzi figurino-per-Palla-de-Mozzi

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 31 gennaio alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2020 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione attesa dal numeroso pubblico che propone un ricco cartellone di opere e balletto. Nello specifico sono previste sette opere ed un balletto per i nove turni di abbonamento (oltre alle recite mattutine rivolte alle scuole), a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle sette opere sono: Palla de’ Mozzi, Pagliacci, West Side Story, La rondine, La Bohème, Luisa Miller, Aida ed il classico Spartacus per il balletto. Due saranno le nuove produzioni, alle quali va aggiunta un’importante acquisizione dal Teatro alla Scala di Milano.

Anche la Stagione 2020 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Verdi, Puccini e Leoncavallo. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta” e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia. Due infatti sono le novità assolute e riguardano le figure di Gino Marinuzzi, compositore da molti ritenuto anche uno dei più grandi direttori d’orchestra del Novecento, e di Leonard Bernstein, geniale compositore, pianista e direttore d’orchestra statunitense, uno dei musicisti più noti e amati della seconda metà del secolo scorso.

Continua a leggere
  320 Visite

RADAMES & LOHENGRIN, PÉTER EÖTVÖS, SALVATORE SCIARRINO – TEATRO COMUNALE DI BOLZANO, SABATO 18 GENNAIO 2020

Lohengrin_Foto_MassimoFranceschini_Haydn_5

La Fondazione Haydn prosegue il suo viaggio attraverso la musica contemporanea con la nuova stagione intitolata Angel or demon, in linea con le introspezione ed i temi toccati finora con il progetto Opera 20.21. È la volta di un dittico in cui la musica di Péter Eötvös e di Salvatore Sciarrino fanno da sfondo a due vicende ispirate al mondo dell'opera lirica ma sono molto distanti tra loro per contenuti ed atmosfere. 

Continua a leggere
  309 Visite

LUCREZIA BORGIA, GAETANO DONIZETTI - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 17 GENNAIO 2020

iUNOF70

Sono i grandi traumi a renderci le persone che siamo.

Nello specifico, secondo la visione registica di Andrea Bernard, Lucrezia Borgia è diventata la donna che tutti conosciamo a causa della sua maternità rubata.

Il figlio perduto è la sua ossessione come dimostrano la culla onnipresente in scena, il latte materno che diventa l'antidoto al veleno e la morte trovata pugnalandosi i seni.

Il regista bolzanino porta avanti la sua idea fino in fondo, fa recitare tutti e, al netto di qualche eccesso nelle scene di gruppo, convince pienamente.

Le scene di Alberto Beltrame, arricchite dalle azzeccatissime luci di Marco Alba, sono essenziali, eleganti e soprattutto funzionali allo spettacolo, e non viceversa. Eleganti e atemporali i costumi di Elena Beccaro.

Il contributo decisivo al successo è quello della protagonista Carmela Remigio per cui era praticamente nata la produzione già andata in scena al Festival Donizetti e in seguito nel circuito emiliano.

Continua a leggere
  671 Visite

A HAND OF BRIDGE , SAMUEL BARBER/ IL CASTELLO DEL PRINCIPE BARBABLÙ, BÉLA BARTÓK – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 17 GENNAIO 2020

DSC9231

La Fenice di Venezia apre l'anno nuovo con un doppio appuntamento molto particolare che vede impegnato il regista Fabio Ceresa nel concepire due storie in cui la vita di coppia è tutt'altro che facile, tanto nel reale con Barber, per la prima parte, quanto nella favola truculenta con Bartók per la seconda parte. 'A hand of bridge' è uno scorcio di vita famigliare in cui nessuna delle due coppie protagoniste è realmente felice e nell'arco di questa mano di gioco i quattro giocatori si lasciano andare a fantasie che portano lontano la loro mente. La stanza da gioco è allestita con un tavolo lungo il quale sono disposte le coppie e davanti a cui si materializzano le rispettive fantasie. Per una composizione brevissima Ceresa non si è risparimato in costumi, opera di Giuseppe Palella, comparse e coreografie curate da Mattia Agatiello per un effetto visivo garbato ed attraente. I protagonisti hanno dato tutto il possibile nei brevissimi interventi a loro destinati. Annunciato  indisposto, Gidon Saks ha in un certo modo assecondato la sua voce per esprimere un personaggio estremamente sofferente; il suo David recita più che cantare e le sue visioni immerso nei soldi e nel desiderio di una vita diversa dall'attuale sono sottolineati da un canto nervoso se non nevrotico; così la consorte di mezza età interpretata da Ausrine Stundyte è una donna tormentata dai fantasmi del passato e dal suo rapporto difficile con la madre; chiaro che anche per lei esprimersi con foga e sofferenza, anche grazie al timbro robusto che possiede, è stata la cifra interpretativa del ruolo di Geraldine. Più particolare e magari affine al pubblico la coppia Sally/ Billy. Lui uomo gelosissimo dell'amante con allucinazioni rosate che esprimono un desiderio di dolcezza evidentemente inappagato, lei del tutto presa dal meraviglioso cappellino visto in una vetrina. Tanto la Sally di  Manuela Custer è esplicitamente civettuola e frivola, in certi vezzi vocali che si concede, tanto il 'suo' compagno Billy,  Christopher Lemmings, è visionario e quasi ridicolo nei desideri maschili piuttosto scontati, con una voce che ne sottolinea le intenzioni.  E come fossimo entrati in una stanza sbirciando dalla finestra ne usciamo all'improvviso con le luci che si estinguono pian piano, tutte calibrate su toni del grigio, come la vita delle due coppie, del rosa dei sogni e del bianco e nero.

Continua a leggere
  452 Visite

ASOLO MUSICA - Auditorio "lo Squero" - Stagione concertistica 2020 - Fondazione Giorgio Cini ­ Isola di San Giorgio Maggiore - Venezia

WEB_CARTOLINE_2020

ASOLO MUSICA - VENETO MUSICA

 

Anche per il 2020 lo Squero, affascinante sala da concerti che si affaccia sull'Isola di S. Giorgio Maggiore a Venezia, ospiterà  la quinta stagione di concerti, organizzata da Asolo Musica in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini, che si svolgerà dal 1 febbraio  al  12 dicembre 2020.

All'Auditorium Lo Squero, affascinante sala da concerti sorta nel luogo di un'antica officina per la riparazione delle gondole sull'Isola di S. Giorgio Maggiore a Venezia, prende le mosse il prossimo 1 febbraio 2020 fino a 12 dicembre 2020, la quinta stagione musicale realizzata da Asolo Musica in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini, il sostegno di Mibact e Regione Veneto e la partecipazione di Pro-Gest, Un'occasione straordinaria per godere della suggestione del luogo e per ascoltare alcuni dei migliori musicisti veneti in attività, oltre ad alcuni attesissimi ospiti stranieri.

Tutti i concerti avranno inizio alle 17.00.

Continua a leggere
  337 Visite

LA STAGIONE D'OPERA DEL TEATRO PONCHIELLI SI CHIUDE CON L'HEURE ESPAGNOLE E GIANNI SCHICCHI

. Gianni-Schicchi_Umberto-Favretto

CS

Stagione d’Opera 2019-20

La Stagione d’Opera 2019.20 del Teatro Ponchielli si chiude con l’effervescente dittico composto da L’Heureespagnole di Maurice Ravel e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini. I due capolavori del repertorio comico del Novecento andranno in scena venerdì 17 gennaio (ore 20.30) e domenica 19 gennaio (ore 15.30), per la regia di Carmelo Rifici direttore artistico di LuganinScena e la direzione d’orchestra di Sergio Alapont, uno dei direttori di spicco della sua generazione.

Biglietteria del Teatro: aperta dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30, tel. 0372.022001 e 0372.022002.

Prezzi dei biglietti:

platea/palchi € 60 – galleria € 38 - loggione € 22.

Biglietti online sul sitowww.vivaticket.it

venerdì 17 gennaio, ore 20.30 (turno A)

domenica 19 gennaio, ore 15.30 (turno B)

Continua a leggere
  206 Visite

In scena "Piacere, Rossini!" nel foyer del Teatro Lirico di Cagliari

. Massimiliano-Medda-foto-Priamo-Tolu

comunicato stampa

Con lo spettacolo Piacere, Rossini!,

che vede l’Orchestra del Teatro Lirico diretta da Cristiano Del Monte,

prosegue l’attività musicale dedicata alle scuole ed ai giovani

Martedì 14 e mercoledì 15 gennaio alle 11, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari, viene proposto nuovamente l’accattivante spettacolo, ideato per le scuole e per tutti i giovani, di introduzione ad alcune celeberrime opere liriche di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 - Parigi, 1868), indiscusso genio della storia della musica di tutti i tempi ed intitolato Piacere, Rossini!. Si tratta di un emozionante viaggio musicale che vede impegnata l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, diretta da Cristiano Del Monte, direttore musicale di palcoscenico della Fondazione cagliaritana che ha, con ampio successo, collaborato spesso nell’attività musicale rivolta soprattutto ai giovani e alle scuole, che eseguiranno alcune delle pagine più conosciute del grande pesarese. Nel ruolo di narratore, nelle vesti ovviamente di Rossini, si esibisce il comico cagliaritano Massimiliano Medda.

Il programma musicale prevede le popolarissime sinfonie delle seguenti opere: Il signor Bruschino, Semiramide, L’Italiana in Algeri, Tancredi, Il Barbiere di Siviglia.

Lo spettacolo ha una durata complessiva di circa 50 minuti.

Per informazioni: Servizio promozione culturale, telefono 0704082326; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

Continua a leggere
  258 Visite

Domenica 19 gennaio ore 16,30 al Teatro Pergolesi di Jesi in scena l'operetta “L’Acqua Cheta” di Novelli/Pietri , con la Compagnia Gabrielli-Campagnoli 1930

lacqua-cheta

CS

Domenica 19 gennaio ore 16,30 al Teatro Pergolesi di Jesi va in scena “L’Acqua Cheta”, operetta in tre atti di Augusto Novelli e Giuseppe Pietri, con la Compagnia Gabrielli-Campagnoli 1930, la più antica compagnia di operette italiana.

“Le acque chete... rovinano i ponti”! È intorno a questo antico detto popolare toscano che si dipana la vicenda de “L’Acqua Cheta”, operetta in tre atti di Augusto Novelli e Giuseppe Pietri messa in scena per la prima volta il 27 novembre 1920 al Teatro Nazionale di Roma. “È nata l’operetta italiana”! fu il commento entusiasta di pubblico e critica, che ne decretarono il trionfo grazie alla fresca spontaneità della musica e della vicenda. In scena, le vicissitudini di una famiglia fiorentina movimentata dagli amoreggiamenti delle due graziose figlie, quindi una storia come tante, una storia “popolare”.

A rappresentarla domenica 19 gennaio alle 16.30 al Teatro Pergolesi di Jesi è la Compagnia Gabrielli-Campagnoli 1930, la più antica compagnia di operette italiana, che quest’anno festeggia il suo 90esimo anno di attività. La caratteristica principale della compagnia è mettere in scena le operette “come si faceva una volta”, con scenografie e costumi accurati, la presenza di un’orchestra e dando spazio ad una prosa frizzante, genuina e molto divertente.

Saliranno sul palcoscenico jesino 40 artisti, di cui 15 cantanti/attori, 8 ballerini e 17 coristi. Il Maestro Carlo Morganti dirige il “Time Machine Ensemble”, formazione nata per volontà di Casa Musicale Sonzogno e con il coinvolgimento della Fondazione Pergolesi Spontini, che coinvolge giovani solisti con l’obiettivo di realizzare progetti di riscoperta di grandi autori del Novecento o nuovi concept originali di spettacolo. Il Coro polifonico Vox Nova di Fabriano è diretto dal Maestro Alberto Signori. La regia è di Franco Bury, le coreografie sono di Elisabetta Corinaldi e Beatrice Strappa. In scena, Diego Santamarianova (Ulisse), Lilly Mugianesi (Rosa), Micaela Chiariotti (Anita), Lucia Chiatti (Ida), Gabriele Bernardini (Cecco), Maurizio Borri (Alfredo), Giovanni Sbergamo (Stinchi), Claudio Bartolucci (Asdrubale), Antonio Piccinini (Bigatti), Elena Schiavoni, Cristina Bimbo, Maria Luisa Violini (le vicine), Simone Sgalla (sposo), Gaia Borri (sposa), Luigi Tobaldi (padre della sposa). Nella compagnia di danza, sono Beatrice Strappa, Gabriele Gambini, Elisabetta Corinaldi, Mirco Compagnucci, Giorgia Giattini, Riccardo Tosi, Serena Tantucci, William Vernia.

.

Andando a scavare alle radici de “L’Acqua Cheta”, si scopre che l’operetta si sviluppa attorno alla trama di una commedia omonima scritta dal ventunenne fiorentino Augusto Novelli e andata in scena per la prima volta al Teatro Alfieri di Firenze nel 1908 riuscendo a tenere il cartellone per ben 44 sere e incassando 47.000 lire, davvero una bella somma per quei tempi.

Dopo 12 anni, attratto da questa fortunata commedia, il trentaquattrenne compositore elbano Giuseppe Pietri decise di musicarla con le sue vivaci melodie, pur temendo il fatto che il pubblico, abituato a vedere operette farcite di valzer, champagne e storie di “corna”, avrebbe potuto non apprezzare uno spettacolo dove si usa un linguaggio popolare e schietto, si balla il “trescone” e si beve solo del buon Chianti.

Invece l’operetta ebbe fin da subito un esito trionfale, tant’è che il celebre compositore Pietro Mascagni si spinse ad affermare che “L’acqua cheta” sarebbe stata in futuro l’operetta che sarebbe sopravvissuta alla morte dell’operetta. Oggi che “L’acqua cheta” viene ancora rappresentata, possiamo dire che Mascagni ebbe certamente ragione.

I biglietti per lo spettacolo al Teatro Pergolesi sono acquistabili presso la biglietteria del teatro (tel. 0731.206888 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) o su internet tramite il circuito VivaTicket (www.vivaticket.it).

Platea e palchi centrali € 20, palchi semi-centrali e laterali € 15 (ingresso solo platea e palchi di I ordine).

Continua a leggere
  343 Visite

GABRIELE MUCCINO regista di Cavalleria rusticana e Pagliacci nella nuova produzione inaugurale del Festival lirico 2020 all’Arena di Verona

. Muccino-by-Fabrizio-De-Blasio--Photomovie

Gabriele Muccino regista di Cavalleria rusticana e Pagliacci

nella nuova produzione inaugurale del Festival lirico 2020

all’Arena di Verona

Pluripremiato regista di fama mondiale, tra i pochi italiani della sua generazione che ha saputo unire Cinecittà ad Hollywood in nome di importanti successi internazionali, Gabriele Muccino debutterà su uno dei palchi più emozionanti e prestigiosi del mondo nella regia d’opera di Cavalleria rusticana e Pagliacci,  dittico inaugurale del Festival 2020 all’Arena di Verona.

Debutto a sorpresa sul più grande palcoscenico d’opera del mondo per Gabriele Muccino, nome di punta del cinema internazionale, regista e sceneggiatore di successo, attento e sensibile interprete dell’Italia di oggi, a cui ha sempre saputo dare eco globale senza intaccarne l’autenticità. Dunque cifra stilistica perfetta per rileggere la passionalità del verismo italiano e tradurla nel migliore dei modi al grande pubblico internazionale, che ogni anno affolla da tutto il mondo le antiche pietre areniane.

Gabriele Muccino si troverà inoltre a dirigere più cast di primissimo piano nella sapiente alternanza di star del bel canto che la Fondazione sta pianificando, a partire dalla coppia Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak, già annunciati per la serata di gala di Cavalleria e Pagliacci dell’8 agosto, in una continua ricerca di grandi voci che abbiano anche quelle doti attoriali che il teatro d’opera oggi richiede ai propri interpreti e che di certo la creatività di Muccino saprà sfruttare al meglio.

Dunque una stagione che dopo aver riportato le grandi voci al centro della scena, riprende il lavoro di ricerca sulla regia, accostando alle produzioni indimenticabili di Franco Zeffirelli, Gianfranco de Bosio, Hugo de Ana, Arnaud Bernard, che costituiscono il patrimonio storico della Fondazione, una nuova e inattesa sorpresa che saprà esaltare il connubio areniano di tradizione, spettacolare bellezza e modernità di approccio psicologico al dittico verista.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena si dichiara dunque molto soddisfatta di questo nuovo passo in avanti verso un 2020 che ha iniziato solo ora a dipanare le sue sorprese: «Gli allestimenti di Arena sono davvero il nostro patrimonio, perché a differenza di altri teatri, diventano il cuore delle nostre stagioni, un appuntamento imprescindibile per il nostro pubblico che ancora le cerca a distanza di anni, un tesoro di bellezza che parla dell’Italia nel mondo creando ogni anno un affascinante dialogo tra contemporaneità e tradizione, che costituisce uno degli elementi distintivi di Fondazione Arena. Gabriele Muccino è perfetto in Cavalleria e Pagliacci, titoli in cui l’approccio intimista e di scavo psicologico deve venir sottolineato pur nella dimensione spettacolare del nostro palco. Una nuova avventura per noi e per lui, nella consapevolezza che ciò che si fa in Arena rimarrà negli anni a venire ed è un progetto per il futuro: di certo un incentivo in più per un regista di spicco come lui».

Continua a leggere
  264 Visite

INAUGURAZIONE STAGIONE SINFONICA FONDAZIONE ARENA DI VERONA – CONCERTO DEDICATO A MOZART CON ALEXANDER LONQUICH, VENERDÌ 10 GENNAIO 2020

main.PrimoConcertoMozart_FondazioneArena_FotoEnnevi_100120_0132_20200110

La stagione sinfonica della Fondazione Arena di Verona apre ufficialmente le porte al  nuovo anno nell’ambito degli eventi dedicati a Wolfgang Amadeus Mozart ed alla sua visita ufficiale a Verona avvenuta esattamente duecentocinquanta anni fa. Protagonista del concerto al Teatro Filarmonico cittadino sono stati l’Orchestra della Fondazione Arena ed il Maestro Alexander Lonquich in veste di pianista e direttore.

Non è facile scegliere come omaggiare il compositore austriaco considerando le innumerevoli esecuzioni in suo onore e la grande famigliarità con le sue opere. Per questa occasione il programma ha previsto comunque dei pezzi conosciuti ed apprezzati dal grande pubblico, eseguiti però con il tocco personale del direttore: la ‘Ouverture’, da Le nozze di Figaro, il  ‘Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 in si bemolle maggiore K 595’ e la ‘Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter” K 551’.

Continua a leggere
  241 Visite

Violanta di Korngold. La prima assoluta italiana è al Regio di Torino, dirige Steinberg

Kremer-----Nagele

Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020

VIOLANTA

 

Pinchas Steinberg dirige Orchestra e Coro del Regio

per la prima esecuzione in Italia dell’opera di Korngold

Nuovo allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi

 

Teatro Regio, martedì 21 gennaio 2020 ore 20

 

Martedì 21 gennaio, alle ore 20, il Regio presenta in prima assoluta italiana l’opera in un atto unico Violanta di Erich Wolfgang Korngold. Pinchas Steinberg è alla guida dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio, quest’ultimo istruito da Andrea Secchi. Pier Luigi Pizzi firma regia, scene e costumi del nuovo allestimento. Violanta è Annemarie Kremer, Simone Trovai è interpretato da Michael Kupfer-Radecky, Alfonso Norman Reinhardt, Peter Sonn è Giovanni Bracca, Soula Parassidis è Bice, Anna Maria Chiuri è Barbara, Joan Folqué è Matteo, Cristiano Olivieri e Gabriel Alexander Wernick sono due soldati, Eugenia Braynova e Claudia De Pian due ancelle. Carlo Caputo è maestro al fortepiano.

Continua a leggere
  681 Visite

ORCHESTRA RAI: IL DEBUTTO DI DANIELE GATTI CON LA NONA DI MAHLER

Daniele-Gatti

Giovedì 9 gennaio all’Auditorium Rai di Torino con diretta su Radio3 e in Euroradio

Replica venerdì 10 gennaio

Il concerto sarà trasmesso su Rai5 il 12 marzo 2020 alle 21.15

Comunicato stampa

L’addio poderoso e struggente di Mahler alla vita e alla musica affidato a un grande direttore italiano. Debutta sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai con la Nona Sinfonia del sommo compositore boemo Daniele Gatti, Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma e dell’Orchestra Mozart, nonché Consulente artistico della Mahler Chamber Orchestra. Il concerto è in programma giovedì 9 gennaio alle 20.30 (turno rosso) all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, in diretta su Radio3 e nel circuito Euroradio, con replica venerdì 10 gennaio alle 20 (turno blu). Sarà anche trasmesso da Rai Cultura sul suo canale Rai5 giovedì 12 marzo alle 21.15.

Continua a leggere
  363 Visite

La Filarmonica Toscanini per l'apertura di Parma Capitale della Cultura Italiana 2020 con la prima assoluta dei 24 Capricci per violino e orchestra di Paganini-Molinelli

image001

Comunicato stampa

Con una prima assoluta dei 24 Capricci di Paganini

per violino e orchestra sinfonica realizzata

da Roberto Molinelli, la Toscanini inaugura

ParmaCapitaledella Cultura Italiana 2020.

Diversi i motivi dellascelta:

dai 200 anni dalla prima edizioneastampa dell’opera,

al ricordo del compositore chiamato a Parma daMaria Luigia

Sabato 11 ottobre 2020, Auditorium Paganini, ore 21

Filarmonica Arturo Toscanini

Roberto Molinelli direttore, YuriRevich violino

 

Una prima assoluta, un evento unico per l’inaugurazione di ParmaCapitale della Cultura Italiana 2020 da parte della Toscanini che ha messo tutto il suo impegno per onorare sia la circostanza, sia il prestigioso titolo conferito alla città dove lavora, sia il tema che le ha permesso di raggiugere l’obiettivo riguardante la cultura concepita come benessere per la comunità.

Oltre a ciò,tenendo conto della spettacolarità dell’evento,per il concerto di sabato 11 gennaio ha pensato di coinvolgere un compositore italianissimo del passato,qual è Niccolò Paganini, e uno di oggi:Roberto Molinelli di formazione classica(è violista) ma eccezionalmente versatile. Una peculiarità chepermette a quest’ultimo di affrontare progetti e percorsi arditi come orchestrare i 24 Capricci per violino solo op.1 del compositore genovese.Ecco quel è il programma di sabato con Roberto Molinelliin veste anche di direttore d’orchestra alla guida della Filarmonica Arturo Toscanini, mentre Yuri Revichcon il suo Stradivari del 1709 (prestito della Goh Family Foundation), sarà il solista impegnato a suonare i 24 funambolici pezzi nellanuovaversione:Capricci sinfonici per violino e orchestra;l’appuntamento è per le ore 21nell’Auditoriumintitolato a Paganini.

Diplomato al Conservatorio di Mosca e a Vienna studiando con Galina Turchaninova, Viktor Pikaizen e Pavel Vernikov, Yury Revich haricevuto il primo premio al Concorso Internazionale di violino "Virtuosi del 21 ° secolo" a Mosca; è stato giovane artista dell'anno 2015 dall'International Classical Music Awards  e l’anno successivo con il premio ECHO Klassik è stato "Nuovo arrivato dell'anno (violino)"

Un’ulteriore circostanza ha spinto La Toscanini a proporre i Capricci di Paganini per l’inaugurazione di Parma 2020:i duecento anni dalla loro pubblicazione che ricorrono nel 2020. Per una volta non si pone al centro l’autore e non è un caso. Come è noto, il cammino artistico in generale è punteggiato di opere-manifesto, creazioni paradigmatiche frutto anche di un gesto di sfida e che, nel suscitare stupore, segnano un nuovo passo dal quale scaturiscono rinnovate idee, emozioni e riflessioni. Tra queste si collocano i Capricci paganiniani in cui il virtuosismo strumentale, collegato alla pura esibizione di abilità, tocca vette mai raggiunte prima.

Il concerto celebra questo lavoro per la cui versione con orchestra sinfonica, Molinelli ha messo in campo la sua profonda conoscenza di tecniche, stili, forme coniugandola ad un istinto che lo porta a “giocare” – inteso nel senso di anglosassone di play- con la musica contaminandola sapientemente con se stessa.

 «Quando nel 1820 Paganini li pubblicò, li aveva raccolti in tre volumi: i primi sei, poi gli altri sei, e successivamente i dodici rimanenti, e così ho impostato il mio lavoro. – spiega Roberto Molinelli a proposito del lavoro con l’orchestra sui Capricci di Paganini-.Alla base vi è la sfida lanciata dai Capricci all’esecutore che ho raccolto nell’orchestrarli, lasciando intonsa la scrittura paganiniana.  Maa mia volta ho osato, facendo assumere all'orchestra un ruolo spesso da co-protagonista assieme al solista. Quindi ho osato ancora collegando i Capricci attraverso deiponti solamente orchestrali che fungono da raccordo, dando a tutta la composizione la forma di una lunga suite da concerto per violino e orchestra.»

Il concerto è un ulteriore omaggio alla storia di Parma, citta legatissima a Paganini, al di là del fatto che sia sepolto al cimitero della Villetta. Amico del conte Stefano Sanvitale, nel 1834 fu convocato alla corte di Maria Luigia, dopo che si era esibito in occasione del suo compleanno, per la riorganizzazione della Ducale Orchestra di Corte. Piacevolissime sono le testimoniane che ci restano di quel periodo a prova della rigogliosa e vivace attività culturale di Parma che trovava proprio nell’orchestra uno dei suoi punti fermi.“Passati agli esami vari professori di violino ed avendoli trovati privi d’orecchio sono stati esclusi dalla Ducale orchestra e dal teatro sette individui”, si legge da una lettera di Paganini.E ancora: “L’orchestra sebbene non ancora completa, a quest’ora è la migliore d’Italia.”

L’attività concertistica della Toscanini è resa possibile dal contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Fondazione Cariparma, Fondazione Monte Parma. Barilla è main sponsor de La Toscanini. CePIM spa è partner istituzionale della Fondazione Arturo Toscanini; main sponsor del concerto è Cavalieri & Amoretti Srl.

Continua a leggere
  228 Visite

Vicenza in Lirica si prepara al Festival 2020 dopo i successi del 2019

VIL_diavolessa_cast_ph_BEATRICE-MILOCCO_2019

Comunicato stampa

Ne parla Andrea Castello, direttore artistico del festival, che tornerà all’Olimpico dal 29 agosto all’8 settembre (ma non solo)

Con un nuovo anno appena iniziato, bilanci e progetti sul tavolo anche per il festival Vicenza in Lirica, già al lavoro sulla sua ottava edizione: “Andremo in scena - annuncia il direttore artistico, Andrea Castello – dal 29 agosto all’8 settembre e come protagonista avremo Antonio Vivaldi: ma naturalmente, nel nostro stile, non il ‘solito’ Vivaldi, ma pagine poco note del ‘prete rosso’ con allestimenti appositamente creati per l’Olimpico, come è giusto che sia per un festival al tempo stesso di respiro internazionale e orgogliosamente vicentino”.

Ma c’è di più: “Se il festival vero e proprio si svolgerà fra agosto e settembre – prosegue – le sue proposte si moltiplicheranno: già a marzo avremo quattro conferenze dedicate alle donne nella lirica, anche in collegamento con la mostra Ritratto di Donna allestita in Basilica Palladiana. E ancora, oltre ai consueti appuntamenti pasquali di aprile, abbiamo programmato per giugno uno speciale pre-festival, che si concluderà il 21, Festa Europea della Musica. Inoltre, come sempre, grande attenzione riservata ai giovani artisti e alla cultura, così come alla solidarietà sociale”.

Continua a leggere
  252 Visite

La Fondazione Haydn di Bolzano torna con la stagione d'Opera 2020: Radames di Eotvos e Lohengrin di Sciarrino il18 e 19 gennaio

.

COMUNICATO STAMPA

Stagione d’Opera 2020

della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento 

Radames

 di Peter Eotvos

Prima nazionale

Lohengrin

di Salvatore Sciarrino

Sabato 18 e domenica 19 gennaio

al Teatro Comunale di Bolzano

 

DRAMMA E SATIRA NEL SOLCO DI AIDA E LOHENGRIN

La quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento prende avvio il 18 e 19 gennaio con due opere brevi della fine del secolo scorso che uniscono dramma e satira, riferendosi ad altrettanti caposaldi della letteratura operistica.

Angel or Demon è il titolo dato dal Direttore Artistico Matthias Lošek alla quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, a simboleggiare la dualità di personalità e sentimenti che coabitano sia nell’opera che nella vita.

Si comincia sabato 18 (ore 20) e domenica 19 gennaio (ore 17) al Teatro Comunale di Bolzano con un dittico che, nell’unire dramma e satira, accosta due brevi opere cameristiche scritte sul finire del secolo scorso da due compositori tra i più significativi del panorama musicale di oggi: Radames dell’ungherese Péter Eötvös e Lohengrin di Salvatore Sciarrino. Entrambe le opere reinterpretano i soggetti di altrettanti pilastri del repertorio lirico tradizionale e sono contraddistinte dalla presenza in scena di un solo protagonista alla volta. Tutte e due sono coprodotte da Fondazione Haydn e Theater Orchester Biel Solothurn. A dirigere l’Orchestra Haydn sarà Yannis Pouspourikas. Regia di Bruno Berger-Gorski. Scenografia e costumi di Dirk Hofacker. Luci di Samuele D’Amico. Le due rappresentazioni saranno precedute, un’ora prima dell’inizio degli spettacoli, dai consueti appuntamenti introduttivi.

Radames, rappresentata per la prima volta nel 1976 e ora in scena a Bolzano in prima italiana, racconta le prove dell'Aida di Verdi in un teatro d’opera che versa in situazione di difficoltà economiche: poiché quasi l’intero gruppo di lavoro è stato licenziato, la produzione ha solo un cantante, un contro-tenore che deve interpretare sia la parte di Radames che di Aida. A dirigerlo sono però ben tre registi: per loro i soldi ci sono. L’esito è catastrofico. Singole scene si alternano senza senso e alla fine il cantante, sottoposto alle pressioni dei registi, collassa. Radames è un’opera bizzarra e comica, che deve essere letta come una critica al mondo stesso del teatro. Con Radames Eötvös porta infatti n scena una parodia della pratica esecutiva operistica e una caricatura in chiave satirico-assurda del teatro contemporaneo e della cultura in generale, costretti a tagli e misure di risparmio. Dal punto di vista musicale contrappone i suoni atonali dell’Ensemble al canto parlato (Sprechgesang) dei tre registi e alle arie melodiche del controtenore, il quale interpreta esclusivamente passaggi tratti dalla parte del tenore di Radames e dalla parte del soprano di Aida.

Sul palcoscenico del Teatro Comunale di Bolzano si alterneranno: Rafał Tomkiewicz (Radames), Celine Steudler (regista d’opera), Konstantin Nazlamov (regista di teatro), Javid Samadov (regista di film).

Andato in scena per la prima volta nel 1984 a Catanzaro con il sottotitolo “Azione invisibile per solista, strumenti e voci”, Lohengrin di Salvatore Sciarrino è un dramma psicologico che si basa sul racconto Moralités légendaires (1887) del simbolista Jules Laforgue. Il ruolo principale è affidato a Elsa, una vergine accusata ingiustamente di impurezza. Elsa canta e si lascia andare sempre più alla pazzia, tra visioni infantili, paura e crescente erotismo. Tutto ciò che si vede sul palcoscenico avviene nella sua mente: poco a poco Elsa va alla deriva, verso un mondo folle e stravagante che la aiuta a sfuggire alle circostanze reali dell’internamento in un sanatorio. Sfarfallii e scintille nelle note altissime creano un’atmosfera surreale, da sogno, su cui Elsa parla, sussurra, canta e recita esprimendo la sua disperazione e la sua follia. E Lohengrin, proprio come Aida in Radames, è il grande assente nell’opera di Sciarrino.

A Bolzano il ruolo di Elsa è interpretato da Celine Steudler. Altri interpreti: Konstantin NazlamovSalvador PerezJavid SamadovRafał Tomkiewicz.

Nato nel 1944, Péter Eötvös è considerato uno dei compositori operistici di maggior successo del XX secolo. Nelle sue opere, Eötvös solleva i quesiti esistenziali dell’uomo, trovandoo inventando, le risposte musicalmente più incisive e travolgenti. Attivo anche come direttore d’orchestra e di ensemble, ha composto lavori per il teatro e per il cinema, musica strumentale, sinfonica e da camera, ed elettronica.

Nato a Palermo nel 1947, Salvatore Sciarrino è un maestro del “pianissimo” e nelle sue opere sviluppa intrecci di suoni cangianti dall’effetto fragile, al limite della percezione. Le sue opere di teatro musicale si basano di regola su libretti scritti da lui stesso. Oltre a lavori operistici, ha composto numerosissime pagine sinfoniche e da camera, nonché pezzi di musica elettronic.

Continua a leggere
  264 Visite

RAI E TEATRO LA FENICE DI NUOVO INSIEME PER IL CONCERTO DI CAPODANNO E DAL PRIMO GENNAIO ATTIVO NUMERO A SOSTEGNO DEL TEATRO

Foto Crosera

COMUNICATO STAMPA                                                                    

Il Concerto di Capodanno al Teatro La Fenice

diretto da Myung-Whun Chung.

Dall’1 al 5 gennaio 2020, attivo il numero solidale 45505 solo da TIM e Coop-Voce per donazioni al Teatro La Fenice gravemente danneggiato dall’acqua grande del 12 novembre. Per tutti sarà inoltre possibile donare tramite bonifico e avvalersi delle agevolazioni Art Bonus

La Fenice e la Rai saranno ancora una volta insieme per festeggiare con tutti gli italiani l’arrivo del nuovo anno. Grazie alla preziosa collaborazione tra il Teatro veneziano e Rai Cultura, l’omaggio al melodramma offerto dalla diciassettesima edizione del Concerto di Capodanno sarà infatti trasmesso in diretta da Rai1 mercoledì 1 gennaio 2020 a partire dalle ore 12.20: Myung-Whun Chung dirigerà l’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice – quest’ultimo preparato da Claudio Marino Moretti – affiancato dal soprano Francesca Dotto, il tenore Francesco Demuro, il baritono Luca Salsi e il contralto Valeria Girardello.

La trasmissione Rai quest’anno inizierà con il «Sanctus» dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi: proprio il Requiem, il suo capolavoro di musica sacra, Verdi volle fortemente che venisse eseguito al Teatro alla Scala di Milano nel 1879, in una rappresentazione di beneficenza per aiutare le vittime dell’alluvione che quell'anno aveva devastato vaste aree del Nord Italia. Verdi rimase più volte profondamente scosso dalle tragedie e dai disagi causati da catastrofi naturali: in questi difficili momenti, era il più fervido sostenitore di iniziative di solidarietà in favore delle popolazioni colpite e numerosi furono gli interventi che egli stesso mise in atto per offrire aiuti concreti. Per questo la Fenice ha deciso di aprire la diretta televisiva con il «Sanctus», ricordando la possibilità di sostenere il Teatro, gravemente danneggiato dall’acqua granda dello scorso 12 novembre, attraverso il ‘classico’ canale dell’Art Bonus, oppure con donazioni tramite il numero solidale 45505 attivo solamente dall’1 al 5 gennaio 2020: il valore della donazione sarà di 2 € per ciascun sms inviato da cellulari tim e Coop Voce; di 5 e 10 € da rete fissa tim.

Dopo il «Sanctus», il programma musicale del concerto proseguirà poi con una sequenza di arie, duetti e passi corali dal repertorio operistico più amato: pagine pucciniane e verdiane di grande popolarità come l’aria di Musetta «Quando me ’n vo» e il duetto «O Mimì tu più non torni» dalla Bohème, l’aria di Calaf «Nessun dorma» dalla Turandot, la cabaletta di Violetta «Sempre libera degg’io» dalla Traviata, l’invettiva di Rigoletto «Cortigiana, vil razza dannata» e il quartetto «Bella figlia dell’amore» si alterneranno a due momenti orchestrali intensi e brillanti: l’Amarcord Suite di Nino Rota nell’arrangiamento di William Ross e il Can can dall’operetta Orphée aux Enfers di Jacques Offenbach. Come gran finale, rispettando una ormai collaudata tradizione, tre capisaldi del patrimonio musicale italiano: il coro «Va’ pensiero sull’ali dorate» dal Nabucco e il festoso brindisi «Libiam ne’ lieti calici» dalla Traviata di Verdi, intervallati dal finale dellaTurandot di Puccini «O padre augusto».

La musica del Concerto sarà punteggiata da alcuni momenti danzati, interpretati dai ballerini del Corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli e da due grandi stelle del Teatro Bol'šoj di Mosca: Olga Smirnova e Jacopo Tissi, il primo e unico italiano del balletto russo. Le coreografie, firmate da Giuseppe Picone, direttore della compagnia di ballo del Lirico napoletano, sono state registrate in diverse location lagunari: nella spiaggia dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia e in uno dei saloni di Palazzo Pisani Moretta affacciato sul Canal Grande, dove sono esposte alcune opere di Giambattista Tiepolo.

Di grande portata sarà l’attenzione mediatica nazionale e internazionale dedicata al Concerto di Capodanno: Rai Cultura trasmetterà la seconda parte della recita di mercoledì 1 gennaio in diretta a partire dalle 12.20 su Rai1 e in differita alle ore 18.30 su Rai5. La regia televisiva sarà di Fabrizio Guttuso. Il Concerto di Capodanno sarà poi trasmesso in differita, in versione integrale, mercoledì 1 gennaio alle ore 20.30 su Rai Radio3 e giovedì 20 febbraio 2020 ore 21.15 su Rai5. Inoltre, grazie alla collaborazione con Arte e wdr, anche questa nuova edizione del Concerto sarà trasmessa live in moltissimi Paesi europei – in Francia, Germania e nei Paesi di lingua francese e tedesca – e fino inCorea. Nel 2020 l’evento sarà infine ripreso in differita in Giappone, negli Emirati Arabi Uniti e in Cina.

Il Concerto di Capodanno sarà altamente social-friendly: con l’hashtag #capodannofenice, i follower di Twitter saranno coinvolti nel live twitting dalla mattinata di mercoledì 1 gennaio 2020 fino al termine della diretta Rai.

Per il pubblico che avrà la possibilità di assistere ai Concerti di Capodanno in Fenice, le repliche sono in programma lunedì 30 dicembre ore 17.00 e martedì 31 dicembre ore 16.00; lo spettacolo di mercoledì 1 gennaio 2020 avrà inizio alle ore 11.15: nella prima parte, esclusivamente orchestrale, verrà eseguitala Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Antonín Dvořák.

Il Concerto di Capodanno 2019-2020 è coprodotto dalla Fondazione Teatro La Fenice di Venezia e da Rai Cultura. Main partner Intesa Sanpaolo.

Continua a leggere
  474 Visite

logo mtg footerTutti i diritti riservati