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L’HEURE ESPAGNOLE DI RAVEL E GIANNI SCHICCHI DI PUCCINI INAUGURANO LA STAGIONE D’OPERA AL GRANDE DI BRESCIA – VENERDI’ 27 SETTEMBRE 2019

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Con un doppio appuntamento il Teatro Grande di Brescia inaugura la stagione d’Opera e Balletto nel segno del primo Novecento, con l’Heure espagnole di Maurice Ravel e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, brevi componimenti che hanno in comune lo sguardo sulle dinamiche famigliari e su come certi equilibri apparentemente stabili siano solo fittizi e nient’affatto scontati. Nell’opera di Ravel, nella Toledo del Diciottesimo secolo, la coppia di orologiai di quartiere è in realtà sormontata da corna che abbondantemente la cara mogliettina fa crescere sulla testa del maritino ogni volta che costui si reca in città per regolarne gli orologi. Altrettanto scombinata e tutt’affatto legata da affetto sincero è la ben nota ‘famigliola’ dei Donati che se non altro riceve la meritata pariglia dal ‘fidato’ e sapiente Schicchi. Potremmo aggiungere che nulla è cambiato nel corso degli anni e che l’accoppiamento di questo dittico è tutto sommato azzeccato, sdrammatizzando comunque per sua natura, ma anche concezione registica, le differenti situazioni e lo sfacelo sociale che sembra ormai inesorabile ai giorni nostri.

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World premiere of the new production of 'Turandot' at LICEU - BARCELONA

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Barcelona,  September 2019

On 7 October 1999, the Gran Teatre del Liceu reopened after the fateful fire during the production of Turandot directed by Núria Espert. Exactly twenty years later, the Theatre is inaugurating the season with this unfinished opera by Puccini. It’s Franc Aleu’s high-tech, futuristic and poetic production with musical direction by Josep Pons. A world premiere that will join from 7 to 25 October some of the best voices of our time, led by Iréne TheorinLise LindstromJorge de LeónGregory KundeErmonela Jaho and Anita Hartig among many others.

Franc Aleu’s genius inspires this spectacular ‘high-tech’ proposal and fills it with visual metaphors. State-of-the-art technologies are used to flood the stage with colours, textures and video creations: “cobots” (Universal Robots’ collaborative robots), 3D technology, avant-garde audio-visual and more.

A great pyramid presides over the stage space portraying the emperor’s throne and Turandot’s home. The impressive rotating structure with six blocks of stairs and crowned by two robotic arms serves to create an allegory of power and contemporary society in its most lurid obsessions: interference in others’ private lives, the spectacle of lynching and fascination for the mechanisms of social control... “A world created to catch us like flies and create an irresistible addiction,” says Aleu.

The three acts share the same set design, but it changes in each scene, “like someone who changes the screen in a video game,” states Aleu. This virtual world was made possible thanks to a dream team made up of Susana Gómez, co-stage director, Carles Berga’s staging and Chu Uroz’s wardrobe full of technological details such as Wi-Fi controlled led lights and the complex lighting system by Marco Filibeck.

The last opera that Puccini composed and which, in fact, he left unfinished, will be one of the challenges of the season for the Symphony Orchestra and the Liceu Chorus. Both have been enlarged to 95 members each for this occasion. Josep Pons will take the helm for this opera (using the ending Franco Alfano composed) and describes it as “delicate, rich and beautiful” and full of great musical moments such as the one that features Turandot in the second act with her most demanding and powerful aria “In questa reggia”, a true roller coaster of hard to sustain sharps or Liú’s final lament before taking her life in the third act with “Tu che di gel sei cinta”. But the climax is undoubtedly what is probably the most famous aria in the world, the “Nessun dorma” by Calaf in the third act.

Virtual reality

With the intention of making the opera known as extensively as possible and taking it out of the Theatre’s four walls, the Liceu will offer a Turandot experience to visitors of L'illa Diagonal by using virtual reality glasses. Franc Aleu came up with the idea so the public could get into the opera. This immersive experience allows one to step virtually onto the stage while listening to the famous “Nessun Dorma”.

Liceu under 35

The Gran Teatre del Liceu has sold out the more than 1,800 tickets for the third edition of ‘Liceu under 35’, the project aimed exclusively at young people under 35. On 5 October, they’ll attend the premiere of Turandot by Giacomo Puccini at a price of 15 euros. It will be a comprehensive musical experience. After the performance, a post-opera party will be held that includes a DJ session and an area with food stalls. This initiative is one more step in the new pricing policy of the Liceu to attract a younger public. It enables those under 35 to attend any of the season’s shows for only 30 euros.

This season’s ads

This year the director, screenwriter and playwright Marc Crehuet is in charge of creating this season’s spots. Today, the first of a series of 4 ads will be released that will be published as the release date of each performance draws near. Follow this link to view the spot for Turandothttps://www.youtube.com/watch?v=_7MdgsRrBBM&feature=youtu.be.

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LENZ: PROGRAMMAZIONE AUTUNNO 2019

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                                                                                                                                                                                                 Comunicato stampa

Questi gli appuntamenti per l'autunno:

 

Martedì 1 ottobre → h11.30

Lenz Teatro, Parma

CONFERENZA STAMPA
Presentazione Progetti Autunno Lenz Fondazione
+
Preview 2020 ◎ Progetto per Parma Capitale Italiana della Cultura

Interverranno:

Michele Guerra Assessore alla Cultura Comune di Parma
Rocco Caccavari Presidente Onorario Lenz Fondazione
Elena Saccenti Direttore Generale Ausl Parma
Fabrizio Storti Pro Rettore per la Terza Missione Università degli Studi di Parma
Roberto Delsignore Presidente Fondazione Monteparma
Maria Angela Gelati e Marco Pipitone
Direttori Artistici Associazione Segnali di Vita Il Rumore del Lutto
Maria Cristina Curti Vicedirettrice Conservatorio di Musica A. Boito di Parma
Marco Minardi Direttore Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Parma
Barbara Bezzi Presidente Associazione Ars Canto G. Verdi
Maria Federica Maestri e Francesco Pititto Direttori Artistici Lenz Fondazione

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Venerdì 11 ottobre → h21

Teatro Farnese, Parma

HAMLET SOLO

Traduzione, drammaturgia, imagoturgia | Francesco Pititto
Regia, installazione, costumi | Maria Federica Maestri
Musica | Andrea Azzali
Interprete | Barbara Voghera

Summa di vent’anni di lavoro con l’ensemble, in occasione delle celebrazioni per la Giornata Internazionale della Salute Mentale l’attrice con sindrome di Down Barbara Voghera interpreterà nel teatro barocco “più bello del mondo” la recente rilettura del capolavoro shakespeariano creata per e con lei da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto.

Barbara Voghera insieme a Lenz è andata incontro all’enigma del rappresentare, rappresentandosi in tutta la sua ‘sensibilità’. Scelta e condizione che le hanno permesso di accedere, con una presenza di violenta intensità e grazia scomposta, a una realtà espansa, che si trova oltre ogni cosa da noi conosciuta. Esattamente come Amleto. Matteo Brighenti

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[Giornata Internazionale della Salute Mentale]

Sabato 12 ottobre

Lenz Teatro, Sala Est, Parma

> h16 Dialogo su teatro e salute mentale fra istituzioni, studiose, artisti e spettatori

> h18 Compagnia Fuali Siamo stati a Elsinore Teatro Zenit
Progetto speciale I Teatri della Salute

> h19 Hamlet Solo > installazione visiva e sonora > nell’ambito della quindicesima Giornata del Contemporaneo a cura di AMACI Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani

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giovedì 17 ottobre  h21

Sala Estense, Ferrara

HAMLET SOLO

La Società a Teatro 2019/20, a cura della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara

Ci vuole tutta la sensibilità pragmatica di Lenz per prendere un classico inossidabile come l’Amleto e imprimergli una ulteriore spinta ermeneutica (cioè un’interpretazione inattesa) tanto spiazzante quanto immediata. Il dramma amletico, infatti, non è il “romantico” essere o non essere, ma essere o divenire. Giulio Sonno

venerdì 18 ottobre → h15.30-18.30
Sala Prove 1, Teatro Comunale, Ferrara

Seminario → incontro pubblico di approfondimento sulla poetica sensibile di Lenz. Il seminario sarà condotto da Maria Federica Maestri e Barbara Voghera.

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ND’T 0 1 9
Save the date 31 ottobre → 30 novembre

 

giovedì 31 ottobre + 1 novembre → h16.30

IPHIGENIA IN TAURIDE | ICH BIN STUMM | IO SONO MUTA

Creazione site-specific in collaborazione con Segnali di Vita Il Rumore del Lutto
Cimitero Monumentale della Villetta, Parma

 

ND’T #24
Toccare 2019 Liscio//Striato

SPETTACOLI + MUSICA + PERFORMANCE + VIDEO

LENZ FONDAZIONE  IN THE NURSERY  LILLEVAN 
ARISTIDE RONTINI  HIDDEN PARTS  TEATRO AKROPOLIS  FILIPPO MICHELANGELO CEREDI

MARCELLO SAMBATI  BORIS KADIN 
JAN VOXEL DIGITAL ART  TIM SPOONER

 

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info + tickets
Lenz Fondazione | Lenz Teatro

Via Pasubio 3/e   43122  Parma  Italy
T. +39 0521 270141   M. +39 335 6096220  www.lenzfondazione.it

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I progetti artistici 2019 di Lenz Fondazione sono realizzati con il sostegno di:

MiBACT Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Turismo
Regione Emilia-Romagna
Comune di Parma | Parma 2020
AUSL Parma - DAI-SMDP | SerDP
Fondazione Monteparma
Fondazione Cariparma

Università degli Studi di Parma
Instituto Cervantes
Chiesi Farmaceutici

in collaborazione con: 
 
Complesso Monumentale della Pilotta
Conservatorio di Musica Arrigo Boito di Parma
Fondazione Arturo Toscanini
Arcigay Associazione LGBTI+ Italiana
Goethe-Institut Mailand
Associazione Ars Canto
Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Parma
Associazione Segnali di Vita_Il Rumore del Lutto
KNAP - Pešćenica Culture Centre e Loose Associations Contemporary Art Practices NGO di Zagabria 

partner tecnici:

AuroraDomus coop. soc. ONLUS   Koppel A.W. S.r.l.

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ANNUNCIATA L' ATTESA STAGIONE 2020 AL LIRICO DI CAGLIARI: Marinuzzi, Leoncavallo, Bernstein, Puccini, Verdi, Khachaturian

Orchestra-e-Coro-foto-Priamo-Tolu orchestra e coro del Lirico (Priamo Tolu ph)

Venerdì 31 gennaio alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2020 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione attesa dal numeroso pubblico che propone un ricco cartellone di opere, concerti e balletti. Nello specifico sono previste sette opere ed un balletto per i nove turni di abbonamento (oltre alle recite mattutine rivolte alle scuole), a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle sette opere sono: Palla de’ Mozzi, Pagliacci, West Side Story, La rondine, La Bohème, Luisa Miller, Aida ed il classico Spartacus per il balletto. Due saranno le nuove produzioni, alle quali va aggiunta un’importante acquisizione dal Teatro alla Scala di Milano.

Anche la Stagione 2020 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Verdi, Puccini e Leoncavallo. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta” e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia. Due infatti sono le novità assolute e riguardano le figure di Gino Marinuzzi, compositore da molti ritenuto anche uno dei più grandi direttori d’orchestra del Novecento, e di Leonard Bernstein, geniale compositore, pianista e direttore d’orchestra statunitense, uno dei musicisti più noti e amati della seconda metà del secolo scorso.

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Sonig Tchakerian 'ricompone' Le quattro stagioni con l'Orchestra di Padova e del Veneto Sabato 28 settembre alle 21.00 al Liviano di Padova

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Sabato 28 settembre alle 21.00 al Liviano di Padova, la violinista di origine armena proporrà un dialogo tra Le Quattro stagioni di Vivaldi e la versione del contemporaneo Max Richter

L’evento si inserisce nell'ambito di Solidaria 2019, rassegna organizzata dal Centro Servizio Volontariato (CSV) Padova e Comune di Padova nel percorso verso Padova Capitale Europea del Volontariato 2020

In mattinata la prova aperta dedicata agli anziani ospiti dell’Istituto IRA-AltaVita di Padova.

Sabato 28 settembre alle ore 21.00, presso la Sala dei Giganti al Liviano di Padova, la violinista Sonig Tchakerian e l’Orchestra di Padova e del Veneto proporranno un approfondimento sul tema delle Quattro stagioni in musica attraverso la storia.

L’evento si inserisce nell'ambito di Solidaria 2019, rassegna organizzata dal Centro Servizio Volontariato (CSV) Padova e Comune di Padova nel percorso verso Padova Capitale Europea del Volontariato, con la quale l’OPV torna a collaborare dopo la fortunata esperienza dello scorso anno.

Il concerto svilupperà un dialogo tra l’opera strumentale più celebre del veneziano Antonio Vivaldi, i quattro Concerti per violino, orchestra e basso continuo tratti dalla raccolta Il cimento dell’armonia e dell’inventione op. 8, e la sua rielaborazione moderna a firma del compositore Max Richter. Vivaldi Recomposed verrà presentata a Padova dopo la prima esecuzione italiana tenuta proprio dalla violinista con l’OPV nel 2015, presso il Teatro Olimpico di Vicenza.

Come il titolo suggerisce, il lavoro del compositore inglese si basa su una vera e propria riscrittura dell’opera vivaldiana, letteralmente una ricomposizione in grado di coniugare le atmosfere barocche a suoni più attuali, vicini alla musica elettronica benché ottenuti a partire dall’organico strumentale originale. Ne deriva un clima di sospensione in cui il virtuosismo barocco sembra rivivere nel ricordo. Un irresistibile gioco di specchi deformanti avviato dal confronto attivo tra il contemporaneo e l’antico, in linea con l’esigenza di guardare al nuovo ripensando al passato.

Da sempre pronta a innescare esperienze intense e coraggiose, intrecciando i vari stili musicali alle discipline più diverse, Sonig Tchakerian affronta questo nuovo progetto ancora una volta al fianco dell’OPV, sulla scia delle ultime uscite discografiche che spaziano dai Concerti di Mozart per violino e orchestra con le cadenze scritte dal violoncellista e compositore Giovanni Sollima (Universal Classics & Jazz), altro prestigioso ospite di Solidaria 2019, a Seasons and Mid Seasons di Vivaldi con il sassofonista Pietro Tonolo (Decca).

Un percorso musicale innovativo in grado di fortificare ulteriormente il rapporto tra la violinista e l’Orchestra nel segno di una collaborazione pluriennale che si rinnova puntualmente in occasione del Festival Internazionale delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza.

Il concerto sarà inoltre anticipato dall’anteprima riservata agli ospiti dell’Altavita – IRAIstituto di Riposo per anziani e ai loro familiari (via Beato Pellegrino, ore 10,30), riprendendo così il progetto sperimentale avviato dall’OPV lo scorso luglio, forte degli entusiastici consensi che ha ottenuto.

Biglietti

Concerto alla Sala dei Giganti al Liviano: intero € 15, ridotto (studenti universitari e volontari servizio civile) € 5.

In prevendita presso Gabbia Dischi (via Dante 8, Padova), online (solo biglietti interi) su www.opvorchestra.it e, per la residuale disponibilità, il giorno del concerto al botteghino della Sala di Giganti, dalle ore 19.45.

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ATTILA AL LIRICO DI CAGLIARI RIAPRE LA STAGIONE D'OPERA

ATTILA AL LIRICO DI CAGLIARI RIAPRE LA STAGIONE D'OPERA Bozzetto di scena di Attila

comunicato stampa

Dopo 143 anni, ecco Attila di Giuseppe Verdi a Cagliari

in un nuovo, spettacolare, allestimento scenico

Venerdì 27 settembre alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari, dopo la pausa estiva, va in scena il sesto appuntamento con l’opera: il dramma lirico in un prologo e tre atti Attila di Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 - Milano, 1901), su libretto di Temistocle Solera, tratto dalla tragedia Attila, König der Hunnen di Zacharias Werner.

Viene proposto un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con la State Opera di Stara Zagora (Bulgaria), con la regia e le luci di Enrico Stinchelli, popolare conduttore della fortunata trasmissione “La Barcaccia” su Rai Radio 3. Le scene e i costumi sono di Salvatore Russo, il projection designer è Sergio Metalli e i movimenti coreografici sono di Luigia Frattaroli.

La direzione musicale è affidata a Donato Renzetti, direttore abruzzese, bacchetta notissima a Cagliari e in tutto il panorama nazionale ed internazionale, a cui spetta il compito di dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico. Il maestro del coro è Donato Sivo.

Attila è uno dei primi “melodrammi risorgimentali” del Cigno di Busseto che, ingiustamente poco rappresentati, ritorna a Cagliari dopo ben 143 anni di assenza (le 4 edizioni sono tutte al Teatro Civico nel 1847, 1859, 1875, 1876) (vedi scheda cronologica in allegato).

Protagonisti dell’opera sono due cast di straordinario spessore, formati da giovani ed affermati cantanti che si alternano nelle recite quali: Marco Spotti (27-29-2-4-6)/Dario Russo (28-1-3-5) (Attila); Giovanni Meoni (27-29-2-4-6)/Mikolaj Zalasinski (28-1-3-5) (Ezio); Susanna Branchini (27-29-2-4-6)/Daniela Schillaci (28-1-3-5) (Odabella); Angelo Fiore (27-29-2-4-6)/Mikheil Sheshaberidze (28-1-3-5) (Foresto); Enrico Zara (Uldino); Luciano Leoni (Leone).

Nona opera del catalogo verdiano, Attila va in scena, per la prima volta, al Gran Teatro La Fenice di Venezia il 17 marzo 1846 ed ottiene inizialmente un successo contenuto, ma poi, negli anni, viene apprezzata ed eseguita più spesso, senza mai entrare, erroneamente, nel repertorio abituale dei teatri. La tematica politica, il soggetto romantico e la caratterizzazione dei singoli personaggi fanno di quest’opera un grande affresco dell’epoca risorgimentale, con grandi scene corali e spettacolari, ma anche con quadri colmi di intimità e sfumature psicologiche. L’opera si compone di un prologo e tre atti ed è ambientata ad Aquileia attorno alla metà del V secolo. Il libretto, inizialmente affidato a Temistocle Solera, autore fra l’altro di Nabucco, non piace a Verdi che chiede l’intervento di Francesco Maria Piave. Una richiesta che offende Solera, soprattutto dopo gli stravolgimenti apportati da Piave, e causa la rottura definitiva tra il librettista e il compositore.

L’opera, della durata complessiva di 2 ore circa compreso un intervallo, viene rappresentata ovviamente in lingua italiana e il pubblico, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, ha anche l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto.

Attila, la cui ultima rappresentazione cagliaritana risale al 1876, viene replicato: sabato 28 settembre alle 19 (turno G); domenica 29 settembre alle 17 (turno D); martedì 1 ottobre alle 20.30 (turno F); mercoledì 2 ottobre alle 20.30 (turno B); giovedì 3 ottobre alle 19 (turno L); venerdì 4 ottobre alle 20.30 (turno C); sabato 5 ottobre alle 17 (turno I); domenica 6 ottobre alle 17 (turno E).

Da sottolineare la possibilità di acquistare da venerdì 15 febbraio 2019 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).

Ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13, il martedi, giovedì e venerdì anche dalle 16 alle 20, e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 - 0704082249, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it.

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L’ORCHESTRA RAI INAUGURA A VENEZIA LA BIENNALE MUSICA 2019

Comunicato stampa

 

 Affidata alla bacchetta di Clemens Schuldt la versione in forma di concerto di Written on skin di George Benjamin

premiato con il Leone d’Oro alla carriera

 

Venerdì 27 settembre al Teatro Goldoni di Venezia

 

Trasmissione in differita su Radio3 alle ore 23

 

Acclamata come un capolavoro del nuovo teatro musicale fin dalla sua prima rappresentazione nel 2012 al Festival d’Aix-en-Provence, con la regia di Katie Mitchell, ha ottenuto un successo planetario con più di cento rappresentazioni, sei diversi allestimenti e una registrazione in dvd realizzata alla Royal Opera House di Londra nel 2013. Il suo autore, allievo di Olivier Messiaen e Alexander Goehr, è universalmente riconosciuto fra i compositori britannici più importanti del nostro tempo. È l’opera in tre parti Written on Skin di George Benjamin, su libretto di Martin Crimp, che inaugura il 63. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, organizzato dalla Biennale di Venezia, venerdì 27 settembre alle 20 al Teatro Goldoni del capoluogo veneto. L’esecuzione in forma di concerto – preceduta dalla cerimonia di consegna del Leone d’Oro alla carriera 2019 a George Benjamin e trasmessa in differita su Radio3 alle ore 23 – è affidata all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, considerata da sempre tra le formazioni di riferimento nel repertorio contemporaneo, come dimostra anche l’annuale rassegna Rai NuovaMusica che si tiene a Torino. Sul podio è chiamato Clemens Schuldt, Direttore principale dell’Orchestra da Camera di Monaco di Baviera dal 2016. Protagonista sul palco un quintetto di voci di prestigio quali il baritono Christopher Purves (The Protector), il soprano Georgia Jarman (Agnès), il controtenore James Hall (Angel 1/The Boy), il mezzosoprano Victoria Simmonds (Angel 2/Marie) e il tenore Robert Murray (Angel 3/John).

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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2019, FILARMONICA DELLA SCALA, Myung-Whun Chung direttore, Alexander Romanovsky pianoforte - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, VENERDI' 20 SETTEMBRE 2019

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Ancora uno straordinario appuntamento al Settembre dell'Accademia di Verona dove grazie alla asettica trama sonora della direzione di Myung Wung Chung, all'atletico virtuosismo di Alexander Romanovsky e alla perfezione esecutiva dell' Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala, la Russia di Rachmaninov e di Tchajkovskij infiammano il pubblico del Teatro Filarmonico.

Il famigerato “Rach 3”, concerto tra i più temuti e conosciuti dell'intero repertorio musicale per pianoforte e orchestra, è risaputo essere un autentico banco di prova per quei pianisti che  desiderano dare sfoggio di una tecnica virtuosistica solidissima. E Alexander Romanovsky di tecnica solidissima ne possiede in quantità industriali, poiché per tutta la durata dei 45 minuti del concerto, il pianista ucraino non si risparmia, alternando una muscolosa veemenza ad una agilità di tocco evanescente, di grazia, soprattutto nel secondo movimento, autentica cornice di una scrittura tanto infuocata quanto platealmente circense nel senso più stupefacente del termine.

Romanovsky scala quella colossale montagna di suoni che è questo concerto con la sicurezza di un alpinista sul Nanga Parbat senza bombole di ossigeno, attraversando tutti gli insidiosissimi crepacci e i burroni che gli si aprono davanti, con la sicurezza di un Messner degli anni migliori.

Chung d' altro canto, gli prepara un'orchestra che ben lontana da quelle sonorità corpulente alle quali la scrittura di Rachmaninov invita, fa risaltare invero tutta la caleidoscopica moltitudine di colori, senza per questo perdere di vista la drammaticità compositiva di un brano che rimane ben ancorato alla tradizione tardoromantica.  Il dialogo orchestra\pianoforte è quindi intessuto in un leggerissimo sussurro a lobo d'orecchio, vaporoso quanto serve a non perdere di vista le esigenze del solista e soprattutto senza mai prevaricare un virtuosismo sonoro tanto espressivo quanto viscerale di un pianoforte perennemente sovreccitato.

E completamente stregato dal tocco di Romanovsky e dal gesto asciutto ma fortemente evocativo di Chung, il pubblico esplode in un boato di approvazione all'ultimo accordo finale, costringendo il pianista a ben due bis di congedo.

Con la sinfonia numero 6, Tchajkovskij si congeda da questo mondo, componendo un lavoro dall'altissimo valore simbolico che lo colse in uno dei momenti più vuoti della sua vita artistica. Inizialmente turbato dal non riuscire a terminare questo lavoro, angosciato da una vena artistica a suo dire, prosciugata, Tchajkovskij consegna a guisa di testamento musicale uno dei suoi lavori più intimi e sofferti.

Myung Wung Chung legge e trasfigura in un senso di tragedia ed insieme di politezza quasi neoclassica, la inestricabile cifra stilistica di questo ultimo lavoro di Tchaikovskij con la consueta elaborazione sulla qualità degli impasti sonori che caratterizzano da sempre le sue concertazioni.

Il maestro coreano, che quest'anno festeggia con la Filarmonica della Scala i trent'anni di collaborazione e il centesimo concerto, da' dell'ultimo capolavoro di Tchajkovskij una lettura vibrante, mobilissima, lontana mille miglia dai misticismi e dai languori di certa tradizione, ma versata piuttosto ad una analisi vivisettoria della partitura, restituita da un'orchestra in forma smagliante in ogni sezione. La musica della “Sesta” per Chung è narrazione intima, abbandono all'emozione, quella emozione che si dimostra travolgente ed irrefrenabile soprattutto nell' ultimo movimento dove si esaltano ripieghi di sofferta intensità.

E' una esecuzione che l'alta maestria dei professori della Filarmonica, sviluppa in un legato morbidissimo, in un colore cupo, denso e impenetrabile, riflesso in quella tensione emotiva che dell'ultima composizione di Tchajkovskij ha i colori di un addio. Sugli scudi la sezione dei legni e in particolar modo il primo clarinetto Fabrizio Meloni per pulizia esecutiva e aderenza totale al linguaggio del compositore russo.

L'eccezionalità espressiva dell'esecuzione, ha catturato a tal punto il pubblico presente in sala che irrompe in un applauso liberatorio solamente al gesto finale del direttore coreano, rimasto in evanescente attesa della scomparsa dell' ultima nota per almeno 30 secondi, una meravigliosa eternità.

Pierluigi Guadagni

IL PROGRAMMA

 

FILARMONICA DELLA SCALA

Myung-Whun Chung direttore

Alexander Romanovsky pianoforte

Sergej Rachmaninov Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in re minore Op. 30

Pëtr Il’ič Čajkovskij Sinfonia n. 6 in si minore Op. 74 “Patetica"

FOTO STUDIO BRENZONI

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Festival Verdi e Verdi Off 2019: pronti al debutto

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FESTIVAL VERDI E VERDI OFF 2019

Fervono i preparativi negli ultimi giorni prima del debutto

Il countdown è iniziato, mancano pochissimi giorni e sarà finalmente tempo di Verdi Off e Festival Verdi. Il 21 settembre una divertente e festosa Verdi Street Parade inaugurerà la IV edizione di Verdi Off e sarà anteprima della XIX edizione Festival Verdi 2019, in programma dal 26 settembre al 20 ottobre al Teatro Regio di Parma, al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto e da quest’anno, per la prima volta in assoluto, alla monumentale Chiesa di San Francesco del Prato del XIII secolo, oggi vero e proprio cantiere in corso di restauro nel cuore della città.

Il 18 settembre 2019 le prove aperte de I due Foscari daranno il via al fitto calendario di appuntamenti: 4 titoli per 4 debutti in 4 giorni consecutivi, con 3 nuovi allestimenti in 3 luoghi diversi, 3 commissioni in prima assoluta, opere, concerti, recital, incontri, 29 eventi per 81 appuntamenti in 25 giorni di festival, che ruotano intorno al 206° compleanno di Giuseppe Verdi, il 10 ottobre. 

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PALAZZETTO BRU ZANE: AL VIA LA STAGIONE CHE CELEBRA I 10 ANNI

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Comunicato stampa
 

PALAZZETTO BRU ZANE: AL VIA LA STAGIONE CHE CELEBRA I 10 ANNI


Venerdì 20 settembre concerto straordinario celebrativo

Sabato 21 settembre inaugurazione del ciclo dedicato a Reynaldo Hahn

Venezia, Scuola Grande San Giovanni Evangelista 

 

Il Palazzetto Bru Zane - Centre de musique romantique française festeggia i suoi primi 10 anni di attività (2009 - 2019) con un concerto eccezionale intitolato "Una notte d'estate", che si svolgerà il 20 settembre alle 19.30 alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia: protagonisti il soprano Véronique Gens e l’ensemble I Giardini e in programma arie, mélodies e brani strumentali di Saint-Saëns, Ropartz, Berlioz, Chausson, Offenbach e Fauré. Con l'apertura al pubblico del palazzetto veneziano in San Polo nell’ottobre 2009, a seguito di importanti lavori di restauro, nasceva dieci anni fa un’istituzione dedicata allo studio di un segmento considerevole della storia della musica: il repertorio della Francia del XIX secolo, ampiamente dimenticato e talora sottovalutato. Questo luogo dalle dimensioni raccolte è diventato il laboratorio ideale per selezionare, programmare e registrare opere di centinaia di compositori, nel tentativo di rivelare un romanticismo ricco di sfumature diverse. A corredo dei festeggiamenti, l'uscita questo mese del cofanetto di dieci CD "The French Romantic Experience", con numerosi brani tratti da produzioni scelte tra i tanti momenti chiave dei 10 anni di riscoperte del Palazzetto Bru Zane, e un gala lirico-sinfonico il 7 ottobre al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi con l’Orchestre de chambre de Paris, il Coro del Concert Spirituel e sedici solisti (tra i quali Emmanuel Ceysson e Lara Neumann) guidati da Hervé Niquet, che propongono diverse pagine comiche e serie di autori francesi. 

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IL RECITAL DI FERRUCCIO FURLANETTO CHIUDE CON ELEGANZA IL FESTIVAL VICENZA IN LIRICA AL TEATRO OLIMPICO – DOMENICA 15 SETTEMBRE 2019

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Non ci sono parole sufficienti a definire un Artista come Ferruccio Furlanetto e la sua carriera che da quarantacinque anni si sviluppa non solo in tutto il Mondo, ma spazia anche tra repertori vasti e con difficoltà totalmente diverse, sì da incorniciarne una vita davvero ‘inimitabile’. Il nostro Paese è capace di sfornare talenti dalle carriere pluridecennali, e così è stato ed è ancora per il celebre basso italiano, i cui compagni di viaggio sono stati personaggi come Pavarotti, Domingo, Nucci, Bruson, Carreras, per citarne solo alcuni. A settanta anni suonati onora la città di Vicenza ed il suo Festival con un recital affatto banale o auto celebrativo, grazie ad un programma studiato al dettaglio ed eseguito senza alcuna esitazione, salvo soffrire giustamente le temperature interne all’Olimpico che hanno provato in generale un po’ tutti i presenti. Diviso esattamente in due tranche, il concerto è stato caratterizzato da una prima e selezionatissima parte liederistica, mentre la seconda ha accontentato, ma comunque sempre in maniera ricercata, gli amanti del melodramma.

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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2019, CONCERTO DELL' ORQUESTRA NACIONAL DE ESPANIA, JUANJO MENA Direttore, PABLO SAINZ VILLEGAS Chitarra – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 15 SETTEMBRE 2019

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Concerto dal calor bianco e dalle altissime temperature emotive quello proposto dalla Orquesta Nacional de Espania nell'ambito del “Settembre dell'Accademia” dell' Accademia Filarmonica di Verona.

Il programma tra l'altro non ammetteva scampo alcuno, poiché i brani scelti e la presenza di un chitarrista di altissimo livello come Sainz Villegas, hanno letteralmente incendiato il pubblico, generalmente compassato e ingessato, che frequenta la manifestazione veronese.

A scaldare gli animi ci ha pensato il brano di apertura, Alborada del gracioso di Maurice Ravel, un brano che immediatamente ci trascina in quella sensualità spagnola tanto familiare al compositore francese.

L'alborada, serenata mattutina di un buffone, è per Ravel una incredibile tavolozza cromatica costruita su contrasti dinamici impressionanti.

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Ottobre 2019 - La Programmazione del Teatro Regio di Torino che inaugura con  “I Pescatori di perle” di Bizet

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Saranno I PESCATORI DI PERLE di Georges Bizet a inaugurare giovedì 3 ottobre ore 20 la Stagione d’Opera e di Balletto 2019-2020 del Teatro Regio. Titolo che mancava a Torino da ben 60 anni, è considerato oggi il primo successo di un Bizet appena venticinquenne, opera ambiziosa sia per sonorità sia per l’impegno vocale richiesto ai cantanti; al Regio, il tormentato triangolo amoroso e di amicizia di Leïla, Nadir e Zurga è interpretato da Hasmik Torosyan, Kévin Amiel Fabio Maria Capitanucci; nella parte di Nourabad, Ugo Guagliardo. La musica sensuale e intensa di Bizet è valorizzata da un nuovo allestimento pensato da Julien Lubek e Cécile Roussat, i quali firmano regia, scene, costumi, coreografia e luci dello spettacolo. La coppia di artisti francesi aveva già affascinato nel 2015 il pubblico torinese con un meraviglioso Didone ed Enea. Alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio, il giovane direttore statunitense Ryan Mc Adams, stella emergente della direzione. Maestro del coro è Andrea Secchi. L’opéra lyrique di Bizet sarà in scena per cinque recite dal 3 al 20 ottobre.

Anche per questa Stagione Intesa Sanpaolo – Socio Fondatore del Teatro – conferma il proprio impegno con il Regio assicurando la partnership alla produzione inaugurale, l’appuntamento più atteso della Stagione.

I pescatori di perle saranno trasmessi in diretta giovedì 3 ottobre da Rai Radio 3, a cura di Susanna Franchi.

Mercoledì 2 ottobre ore 17.30 al Piccolo Regio Puccini, per “Le conferenze del Regio”, il musicologo Marco Targa cura l’incontro di presentazione dell’opera, dal titolo: Fascinazioni esotiche e suggestioni italiane nel giovane Bizet, cui partecipano i registi Julien Lubek e Cécile Roussat. L’ingresso è libero.

STAGIONE D’OPERA 2 • “TOSCA” DI GIACOMO PUCCINI DIRETTA DA DANIEL OREN, CON MARCELO ÁLVAREZ E ANNA PIROZZI. REGIA DI MARIO PONTIGGIA

Dal 15 al 29 ottobre va in scena uno dei titoli più amati della storia dell’opera italiana, TOSCA di Giacomo Puccini, nel sontuoso allestimento, proveniente dal Massimo di Palermo, firmato da Mario Pontiggia, con scene e costumi di Francesco Zito e luci di Bruno Ciulli. Il ruolo principale è affidato ad Anna Pirozzi, protagonista del trionfale Macbeth vincitore del Premio della critica nella nostra tournée a Edimburgo del 2017. Mario Cavaradossi è interpretato da un vero fuoriclasse: Marcelo Álvarez. L’interprete di Scarpia è ancora da definire e sarà comunicato al più presto. Alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio sale Daniel Oren, direttore apprezzatissimo nel repertorio pucciniano e verista. Nel corso delle dieci recite, nei ruoli principali si alternano: Carmen Giannattasio (Tosca), Jonathan Tetelman (Cavaradossi) e Gevorg Hakobyan (Scarpia). Completano il cast: Roberto Abbondanza (il sagrestano), Bruno Lazzaretti (Spoletta), Romano Dal Zovo (Angelotti) e Gabriel Alexander Wernick (Sciarrone). Il Coro è istruito da Andrea Secchi, il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi” è preparato da Claudio Fenoglio.

Tosca sarà trasmessa in diretta martedì 15 ottobre da Rai Radio 3, a cura di Susanna Franchi.

Mercoledì 9 ottobre ore 17.30 nel Foyer del Toro, per “Le conferenze del Regio” il critico musicale Oreste Bossini cura l’incontro di presentazione dell’opera, dal titolo: Tosca. Il lato oscuro di Puccini; è prevista la partecipazione del soprano Anna Pirozzi. Ingresso libero.

IL REGIO IN PIEMONTE • IL REGIO SEPTET IN UN CONCERTO DI BENEFICENZA AL CASTELLO DI RIVOLI

Per Il Regio itinerante, rassegna di concerti in Regione eseguiti da formazioni di Artisti del Teatro Regio, venerdì 4 ottobre ore 20.30 a Rivoli, presso il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, il gruppo Regio Septet è il protagonista del concerto benefico Solo insieme siamo forti. L’incasso della serata (ingresso a offerta libera, minimo € 20) sarà devoluto alla Federazione Malattie Rare Infantili Onlus. Organizza la Fondazione Mario ed Anna Magnetto. Il programma musicale prevede l’esecuzione di musiche di Ludwig van Beethoven e Gioachino Rossini.

Info e prenotazioni - Tel. 011.9660401.

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L’ELISIR D’AMORE FRIZZANTE DI VICENZA IN LIRICA AL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA - VENERDI’ 13 SETTEMBRE 2019

L’ELISIR D’AMORE FRIZZANTE DI VICENZA IN LIRICA AL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA -  VENERDI’ 13 SETTEMBRE 2019

Non poteva essere diverso l’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti proposto dal Festival Vicenza in Lirica per questa fortunata edizione 2019. Se lo scopo è puntare sui giovani perché tante sono le promesse in giro per il globo che meritano una possibilità, sicuramente questa produzione del capolavoro donizettiano ne è un esempio felice per freschezza ed immediatezza, nonché per l’evidente entusiasmo con cui tutti i coinvolti hanno partecipato. L’orchestra è costituita da giovanissimi musicisti e proviene da un progetto del Liceo Corradini di Thiene e tra gli interpreti vi sono freschi vincitori del concorso Tullio Serafin che si è tenuto a Cavarzere (Ve) a giugno ed alcuni allievi dell’Accademia di canto del Teatro alla Scala. Ed è con uno spirito frizzante che lo spettacolo è stato concepito da Piergiorgio Piccoli ed il suo staff considerando ovviamente la scena fissa dell’Olimpico. Pertanto sistemando solo qualche sgabello, sedia  o tavolino, il regista si è ingegnato affinché gli interpreti sopperissero con qualche trucchetto a ciò che mancava fisicamente sul palco.

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AL SETTEMBRE DELL' ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA L'ORCHESTRA FILARMONICA DI SAN PIETROBURGO CON ION MARIN ED OLLI MUSTONEN-MERCOLEDÌ 11 SETTEMBRE 2019

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Continua anche nel 2019 il fortunatissimo Festival proposto dall’Accademia Filarmonica di Verona, che con la sua storia pluricentenaria si fa ogni anno promulgatrice di cultura a livello internazionale grazie alle prestigiose orchestre ospiti della manifestazione. È la volta della Filarmonica di San Pietroburgo che, temporaneamente orfana del suo Direttore Yuri Temirkanov a causa di una indisposizione, ha trovato una naturale prosecuzione del lavoro preparato per la sua tournée con il Maestro Ion Marin, che guida l’orchestra ed il compositore, direttore e pianista  Olli Mustonen. In programma due pezzi talmente amati che il pubblico ha letteralmente gremito il teatro Filarmonico di Verona in ogni ordine di posto per poterne ascoltare le note melodie: il Concerto per pianoforte e orchestra n.1 in si bemolle minore Op. 23 di Čajkovskij e la Sinfonia n. 9 in mi minore Op. 95 “Dal Nuovo Mondo” di Dvořák.

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STAGIONE 2019: SUCCESSO DI PUBBLICO E INCASSI - L’ARENA DI VERONA TORNA AI FASTI DI UN GRANDE PASSATO

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L’ARENA DI VERONA TORNA AI FASTI DI UN GRANDE PASSATO GRAZIE ALLA PARTECIPAZIONE ENTUSIASTA DELLE PIÙ IMPORTANTI STAR INTERNAZIONALI, AL COMUNE CONSENSO DEI MEDIA MONDIALI E ALL’AFFETTO DI UN PUBBLICO SEMPRE PIÙ VASTO CHE HA REGALATO AL 97° OPERA FESTIVAL NUMEROSE SERATE SOLD-OUT.

Le fiamme al termine dei Carmina Burana in un’Arena sold-out, 11 agosto 2019 ©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

 

Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, Plácido Domingo, Daniel Oren, Ezio Bosso, Vittorio Grigolo, Lisette Oropesa, Roberto Bolle, Aleksandra Kurzak, Saioa Hernández, l’immenso genio del compianto Franco Zeffirelli e tanti altri: sono solo alcuni dei grandi nomi della musica e opera internazionale che hanno fatto, in perfetta armonia con la direzione e i complessi artistici e tecnici areniani, la stagione 2019 di nuovo imperdibile per i grandi media mondiali e per un pubblico sempre più numeroso. La positività e l’entusiasmo già si riflettono sulla programmazione 2020 con importanti riconferme, prime fra tutte Domingo, Bosso e Bolle, a cui seguiranno sorprese di indiscutibile impatto internazionale, e che già ora muovono l’interesse del pubblico con una rinnovata vivacità. 

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GGLIELMO TELL DI G. ROSSINI INAUGURA LA STAGIONE D'OPERA 2019-20 DEL TEATRO PONCHIELLI DI CREMONA

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 C. S.

 

Stagione d’Opera 2019-20

La Stagione d’Opera 2019-20 del Teatro Ponchielli inaugura, venerdì 4 ottobre ore 20.30 (replica domenica 6ore 15.30), con un nuovo allestimento del Guglielmo Tell di Gioachino Rossini. La regia è firmata dal regista francese Arnaud Bernard, mentre sul podio il talentuoso Carlo Goldstein, guiderà l’orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano.

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Il Teatro Ponchielli inaugura la nuova Stagione d’Opera 2019/20 con l’ultima tra le trentasette opere di Gioachino Rossini, Guglielmo Tell è un lavoro di proporzioni imponenti, il primo grand-opéra della storia. L’elaborazione dell’omonima tragedia di Schiller durò cinque mesi (un tempo sicuramente molto lungo per Rossini) ma valse la pena al cigno di Pesaro in quanto nei successivi quattro anni l’opera raggiunse le cento repliche. Il filo conduttore della complessa trama è costituito dal processo di liberazione del popolo svizzero dalla dominazione austriaca. Figura principale è il leggendario Guglielmo Tell, che guiderà il suo popolo verso la libertà. La direzione musicale sarà affidata a Carlo Goldstein, direttore italiano che si è particolarmente distinto nella nostra stagione 2016 per la sua energica lettura di Turandot e nel 2017 per l’interpretazione di Carmen. Per la stagione 2019, Guglielmo Tell è proposto nel nuovo allestimento di Arnaud Bernard, regista francese già noto al nostro pubblico per l’interpretazione di Elisir d’amore del 2013.

 

Biglietteria del Teatro: aperta dal lunedi al sabato dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30, tel. 0372.022001 e 0372.022002.

Prezzi dei biglietti:

biglietti in vendita dal 14 settembre

platea/palchi € 60 – galleria € 38 - loggione € 22.

I biglietti si possono acquistare dal 16 settembreanche on-line su: www.vivaticket.it

  

venerdì 4 ottobre, ore 20.30 (turno A)

domenica 6 ottobre, ore 15.30 (turno B)

Guglielmo Tell

Melodramma tragico in quattro atti di Étienne de Jouy e Hippolyte-Louis-Florent Bis.

Traduzione italiana di Calisto Bassi.

Musica di Gioachino Rossini

 

Personaggi ed Interpreti

Guglielmo Tell

Gezim Myshketa

Arnoldo

Giulio Pelligra

Gualtiero Farst

Davide Giangregorio

Melchthal

Pietro Toscano

Jemmy

Barbara Massaro

Edwige

Irene Savignano

Un pescatore

Nico Franchini

Leutoldo

Luca Vianello

Gessler

Rocco Cavalluzzi

Matilde

Marigona Qerkezi

Rodolfo

Giacomo Leone

 

direttore

Carlo Goldstein

regia

Arnaud Bernard

scene Virgile Koering

costumiCarla Galleri

luci Fiammetta Baldiserri

collaboratore alla regia Yamal DasIrmich

 

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

 

CORO OPERALOMBARDIA 

maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina

Nuovo allestimento Teatri OperaLombardia in coproduzione con Fondazione Teatro Verdi di Pisa

Le altre recite:

Brescia, Teatro Grande, 11 e 13 ottobre

Pavia, Teatro Fraschini, 17 e 19 gennaio 2020

Bergamo, Teatro Donizetti, 24 e 26 febbraio 2020

Pisa,  Teatro Verdi, 22 e 23 febbraio 2020

 

  

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BACOCCO E SERPILLA, GIUSEPPE MARIA ORLANDINI - GALLERIE D'ITALIA / PALAZZO LEONI MONTANARI PER VICENZA IN LIRICA, DOMENICA 8 SETTEMBRE 2019

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Anche gli intermezzi sono uno degli appuntamenti frequenti di Vicenza in Lirica, sempre alla ricerca di chicche da offrire al suo pubblico, e grazie anche agli spazi che la città berica offre nei cortili dei suoi famosissimi palazzi d’epoca. Il tempo non ha permesso di usufruire di quello di Palazzo Leoni Montanari, ma l’organizzazione ha subito compiuto uno switch dirottando lo spettacolo in uno dei magnifici saloni al suo interno.

Se gli intermezzi erano come è noto utilizzati per ‘rasserenare’ il pubblico costretto a lunghe maratone di opere serie, potremmo considerare questo di Bacocco e Serpilla un piacevole intermezzo del Festival, una ‘pausa’ leggera tra i tanti ed importanti eventi in pieno svolgimento. Lieve è sicuramente il tema del racconto di Antonio Salvi, che in poco meno di un’ora ci mostra una moglie arcistufa degli sprechi economici effettuati ad opera del marito, che oltre al vizio del gioco è anche un ‘infingardo, poltrone, sciupatore, briccone’.. e chi più ne ha ne metta. Il matrimonio le è ormai insopportabile e solo un giudice può risolvere la faccenda. Come è ovvio il lieto fine è dietro l’angolo e tutto si risolve nell’armonia e nella pace. Non manca il leitmotiv del travestimento, ed è proprio così che il nostro Bacocco abilmente travestito da giudice può rigirare la frittata a suo favore ed ottenere nuovamente il pieno affetto della consorte.

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VICENZA IN LIRICA E VICENZAORO 2019: L’ORO DI VICENZA SI INCONTRA SUL PALCOSCENICO DEL TEATRO OLIMPICO PER UN CONCERTO ECCEZIONALE– SABATO 7 SETTEMBRE 2019

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Concerto straordinario al Teatro Olimpico di Vicenza per festeggiare lo splendore dell’oro e dell’alta gioielleria di Vicenzaoro 2019, insieme al fascino delle voci e dell’arte musicale celebrata da Vicenza in Lirica, il cui slogan quest’anno è proprio ‘l’oro in lirica’. Naturale dunque un connubio tra le due realtà che si è concretizzato con un evento speciale riservato agli ospiti espositori cui noi abbiamo partecipato volentieri per renderne testimonianza. Un programma che rispecchia l’anima del Festival lirico e che ritrova protagonisti graditissimi il coro Schola San Rocco ed il soprano Barbara Frittoli come protagonisti speciali, insieme ai giovani interpreti de La Diavolessa di Galuppi, opera di punta del Festival di quest’anno.   

Dopo la profonda ed accorata esecuzione della Petite messe rossiniana della settimana scorsa, la Schola San Rocco e Barbara Frittoli si cimentano in un programma che spazia tra Antonio Cesti, Antonio Lotti, Johann Sebastian Bach, Georg Friederich Haendel  e Wolfgang Amadeus Mozart, tutti autori vissuti tra il Diciassettesimo ed il Diciottesimo secolo, a testimoniare la continua attenzione e ricerca filologica delle partiture relative a quel periodo, grazie al Maestro Francesco Erle che dirige l’Orchestra Barocca Vicenza in Lirica ed anche il coro.

Scopo del festival ideato dal Direttore artistico Andrea Castello è rivolgere l’attenzione verso quelle opere difficilmente eseguite nei teatri nostrani e riscoprire il gusto e la bellezza delle note che risuonavano in periodi quasi dimenticati dal nostro Paese. Vale dunque la pena soffermarsi brevemente su quest’altra opera tutta italiana per testo e musica, appunto la Diavolessa che nacque proprio a Venezia nel 1755, con al centro le vicende di due innamorati (Giannino e Dorina) che si fingono appunto ‘diavoli’ in grado di scovare un misterioso tesoro e farla in barba a Don Poppone, sì da procurarsi i soldi per sposarsi. Intorno a loro si muovono altri personaggi come i conti Nastri, il furbo oste Falco e la governante Ghiandina. Come da prassi di commedia, dopo una serie di equivoci divertenti e felici risoluzioni, arriva come sempre il lieto fine con una inaspettata eredità a Giannino che può così coronare il suo sogno con la fidanzata.

Abbiamo potuto apprezzare in concerto un estratto dell’opera ed avere una idea della vocalità di ognuno degli interpreti impegnati in questa composizione che normalmente tiene impegnati i protagonisti per quasi quattro ore. Spicca la freschezza e già ottima impostazione di Ligia lshitani Silva, la Contessa, disinvolta anche in concerto e che possiede un passaggio di registro uniforme e morbido, anche sugli acuti più alti. Interessante la voce da controtenore di Ettore Agati, il Conte, la cui voce acquista solidità scaldandosi e mostrando una particolare sensibilità verso la parola cantata. La coppia dei finti ‘diavoletti’ è costituita da Arlene Miatto Albeldas ed Omar Cepparolli: la prima è una Dorina dalla voce ambrata e con una buona espressività, forse ancora un po’ acerba nei gravi che caratterizzano il suo registro; il secondo, Giannino,  mostra una buona capacità esecutiva ove il timbro profondo se pur giovane ha già una rotondità che non teme la zona più grave. L’oste Falco è Lucas Lopes Pereira, dalla voce chiara in evoluzione per colore e tecnica, Stepan Polishchuk è Don Poppone, altra bella voce scura e sonora. La cameriera è la spigliata e vocalmente agile Lucia Conte. I costumi d’epoca sono in collaborazione con il Teatro La Fenice di Venezia (ideati da Carlos Tieppo, realizzati da Sartoria Daniela e Sartoria Paola Girardi), mentre il trucco è opera di Riccardo de Agostini.

Perfetto risulta ancora una volta il connubio tra Barbara Frittoli e la Schola San Rocco che sembrano aver trovato nella fusione delle loro voci un impasto naturale che si consolida perfettamente. L’ingresso nel Laudate Dominum di Mozart, ad esempio,  avvolge con il ‘gloria’ la voce del soprano come un manto morbido su un prato di mille colori. Ma poi la precisione del canto all’unisono e la capacità di ‘entrare’ di volta in volta nei pezzi eseguiti, sono prova evidente di professionalità e grande affinità con questo repertorio. Spettacolare ed imponente l’ Halellujah di Haendel. La Frittoli sembra particolarmente a suo agio in esecuzioni di stampo liturgico, ove la compostezza e la regalità dell’interprete si sposano con i contenuti sacri e la magnificenza delle composizioni. La voce del soprano è ampia e piena su tutta la gamma, e non teme la discesa sul grave ove anzi acquista nuovo carattere ed efficacia. Una chicca profana è l’aria ‘Intorno all' idol mio’ da Orontea di Cesti, notissima al pubblico del Diciassettesimo secolo e che ci regala un momento di struggente pathos.

L’intera operazione è stata condotta dal Maestro Francesco Erle, che collabora da diverso tempo con la Schola San Rocco, portando all’Olimpico ancora una volta la cura del dettaglio, lo scavo in profondità di una partitura svelandone i segreti, evidenti dal gesto non meramente esecutivo, ma evocativo di quanto provato, approfondito e studiato in precedenza.

Un concerto dunque con la ‘C’ maiuscola che meritava i lunghi applausi scesi a valanga al suo termine.

Maria Teresa Giovagnoli

PROGRAMMA DEL CONCERTO

Baldassarre Galuppi (1706-1785) da La Diavolessa (1755)

‘Si distingue dal nobile il vile’ , Dorina: Arlene Miatto Albeldas

‘ II cielo vi precipiti’, Falco:  Lucas Lopes Pereira

‘Colle dame colle dame’, Giannino: Omar Cepparolli

‘Sì, signori, così è’, Ghiandina: Lucia Conte

‘Tenta invan co’ suoi vapori’ , Il Conte Nastri: Ettore Agati

‘S’ inganna chi crede’,  La Contessa: Ligia lshitani Silva

‘Spiriti erranti’,  Don Poppone, Falco, Dorina, Giannino : Stepan Polishchuk, Lucas Lopes Pereira, Arlene Miatto Albeldas, Omar Cepparolli.

Antonio Cesti (1623-1669)   da Orontea (1656)

Intorno all'Idol mio, Barbara Frittoli

Antonio Lotti (1667-1740) dalla Missa Sapientiae

Qui tollis-Suscipe deprecationem nostram, Schola San Rocco

Johann Sebastian Bach (1685-1750)  da Magnificat BWV 243 (1733)

Quia Respexit

Omnes generationes

Gloria

Barbara Frittoli e Schola San Rocco

Georg Friederich Haendel (1685-1759)

da The Messiah HWV 56 (1741)

Halellujah, Schola San Rocco

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

 da Vesperae Solemnes de Confessore Kv 339 (1780)

Laudate Dominum,  Barbara Frittoli e Schola San Rocco

Orchestra Barocca Vicenza in Lirica Festival.

Direttore Orchestra e Coro Francesco Erle.

 

 

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Al via la campagna abbonamenti delle Stagioni Lirica e Balletto e Sinfonica 2019-2020 alla Fenice di Venezia

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COMUNICATO STAMPA                                         
 
Venezia, settembre 2019
 
 
 È iniziata in questi giorni la campagna abbonamenti della Stagione Lirica e Balletto e della Stagione Sinfonica del Teatro La Fenice.
 
L’abbonamento alla Stagione Lirica e Balletto 2019-2020 prevede cinque turni A, B, C, D ed E, composti ciascuno da dieci titoli. Gli abbonati con diritto di prelazione possono confermare il proprio posto in abbonamento (turno, settore, fila, numero) fino a domenica 27 ottobre 2019, mentre i nuovi abbonamenti potranno essere sottoscritti, compatibilmente con i posti disponibili, fino al giorno della prima opera in abbonamento.
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