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CONCETTO ARMONICO / VICENZA IN LIRICA > Concorso internazionale Tullio Serafin: iscrizioni entro il 23 maggio

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Iscrizioni aperte fino al 23 maggio. Le selezioni in programma al Teatro Comunale “Tullio Serafin” di Cavarzere (Venezia) dal 5 all’8 giugno

 

Concorso lirico internazionale “Tullio Serafin”:

una sezione dedicata ai ruoli de “L’elisir d’amore”

ed un’altra alle “Giovani Voci”.

Il soprano Barbara Frittoli presidente di una giuria

composta da rappresentanti di grandi teatri italiani

 

Sono aperte fino al 23 maggio le iscrizioni al Concorso Lirico Internazionale “Tullio Serafin”, grazie al quale verranno scelti i protagonisti dell’opera “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, attesa venerdì 13 e sabato 14 settembre al Teatro Olimpico di Vicenza nell’ambito della settima edizione del Festival “Vicenza in Lirica”, organizzato da Concetto Armonico dal 31 agosto al 15 settembre, con la direzione artistica di Andrea Castello. Altre due rappresentazioni dell’opera saranno in cartellone al Teatro Comunale di Thiene (Vicenza) sabato 12 e domenica 13 ottobre, grazie alla collaborazione nata tra il festival vicentino, il Laboratorio corale dell’Istituto Musicale Veneto e il progetto Crescere in Musica del Liceo Corradini, con il fondamentale supporto del Comune di Thiene. 

I candidati - di qualsiasi nazionalità, età massima 36 anni - saranno selezionati dal 5 all’8 giugno al Teatro Comunale Tullio Serafin di Cavarzere attraverso una prova articolata in tre fasi (eliminatoria e semifinale a porte chiuse, finale aperta al pubblico) di fronte ad una giuria composta da nomi di spicco della lirica: il soprano Barbara Frittoli (presidente); Gianni Tangucci, coordinatore artistico dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino; Claudio Sartorato, direttore artistico del Teatro Sociale di Rovigo; un rappresentate artistico del Teatro Carlo Felice di Genova; dalla semifinale la giuria comprenderà anche Toni Gradsack, casting manager del Teatro alla Scala, e Barbara Andreini, segretario artistico della Fondazione Renata Tebaldi; alla finale si aggiungeranno Renzo Banzato, direttore dell’Orchestra Sinfonica e Coro Tullio Serafin di Cavarzere, e lo stesso Andrea Castello, direttore artistico di Vicenza in Lirica e presidente dell’Archivio storico Tullio Serafin.

Viste le numerose richieste già pervenute, la direzione artistica ha deciso di dare all’evento un respiro ancora più ampio: «D’intesa con il presidente della giuria Barbara Frittoli - spiega Andrea Castello - e spinti dall’attenzione speciale che da sempre riserviamo ai giovani artisti, abbiamo infatti deciso di istituire altri premi per coloro che vogliano presentarsi con il proprio repertorio, al di fuori dell’opera in cartellone. Siamo convinti - continua Castello – che il Concorso debba essere una grande opportunità: un’autentica vetrina per il maggior numero possibile di cantanti emergenti, ai quali vogliamo offrire la possibilità di farsi ascoltare da una giuria di altissimo livello, composta da personalità della musica che operano nei teatri e nelle istituzioni più grandi del mondo. Era questo anche lo spirito del Maestro Serafin: sempre molto attento alle nuove voci, tanto da perfezionarle personalmente per una carriera duratura nel tempo.».

Ai vincitori di questa sezione speciale intitolata “Premio Giovani Voci Tullio Serafin” andranno un primo premio assoluto di ottocento euro ed un secondo premio di cinquecento euro. Potrannno, inoltre, essere premiati con il premio in denaro del pubblico, oltre ad essere scelti per un concerto della Fondazione Renata Tebaldi a San Marino.  

I vincitori della sezione dedicata all’opera “L’elisir d’amore”, invece, parteciperanno all’Opera Studio che si terrà a Vicenza dall’1 al 12 settembre in vista delle rappresentazioni all’Olimpico e al Comunale di Thiene. Tra i docenti dell’Opera Studio, oltre al regista dell’allestimento e al direttore d’orchestra Sergio Gasparella, vi sarà anche il soprano Barbara Frittoli.

Il Concorso è organizzato dall’associazione culturale Concetto Armonico in collaborazione con l’associazione Archivio storico Tullio Serafin. Si svolge inoltre con il patrocinio della Regione del Veneto e con il patrocinio e sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cavarzere.

Il bando e tutte le informazioni sono disponibili su www.concorsoliricotullioserafin.it

(Barbara Frittoli e il Direttore Artistico Andrea Castello)

 

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Al via l¹edizione 2019 di Musikè: dodici spettacoli nelle province di Padova e Rovigo, dal 4 maggio al 26 novembre, con alcuni dei nomi più prestigiosi del panorama nazionale e internazionale.

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Al via l’edizione 2019 di Musikè: dodici spettacoli nelle province di Padova e Rovigodal 4 maggio al 26 novembre, con alcuni dei nomi più prestigiosi del panorama nazionale e internazionale.

L’ottava edizione di Musikè, rassegna itinerante di musica, teatro, danza promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, propone una serie coordinata di appuntamenti nei teatri, nelle sale da concerto e nelle chiese dei due capoluoghi e delle due province.

Dodici spettacoli improntati al dialogo tra le arti: attrici e attori del calibro di Anna FogliettaFederico BuffaAntonella QuestaElsa Bossi; compagnie come l’Accademia Arte della Diversità del Teatro La Ribalta di Bolzano; il teatro comico musicale della Banda Osiris con il professor Telmo Pievani; concerti diprestigiose compagini come la Filarmonica Arturo Toscanini, i Wiener Sängerknaben e l’ensemble Trombone Unit Hannover. In particolare, in questa ottava edizione della rassegna saranno ben tre gli appuntamenti con la danza, che affiancheranno a una compagnia giovanile italiana, l’Eko Dance Project di Pompea Santoro, la compagnia del ballerino e coreografo angloindiano Aakash Odedra e, in chiusura, un vero e proprio kolossalLes nuits barbares ou les premiers matins du monde della compagnia franco-algerina di Hervé Koubi.

Sarà Anna Foglietta, attrice tra le più note e amate dal grande pubblico, la protagonista dello spettacolo inaugurale dell’edizione 2019 di MusikèSabato 4 maggio alle 21.00, nella splendida cornice della Sala dei Giganti al Liviano, l’attrice, accompagnata dal violoncellista Francesco Mariozzi, porterà in scena Una guerra. Storie dal Decamerone, testo attualissimo di Michele Santeramo che allude alla tragedia dei migranti e dei barconi attraverso una novella del Boccaccio. Una madre, per salvare i suoi figli dalla guerra del suo Paese, decide di fare il viaggio che in molti fanno, arrivando al Mediterraneo. In mare dovrà prendere una decisione che le segnerà la vita. Una storia del Decamerone sarà la guarigione, per ricordarci che le novelle di Boccaccio hanno una funzione salvifica: nascono come via di fuga dalla peste, cioè da una tragedia collettiva, e qui diventano lo specchio in cui guardarci, per guarire dai nostri dubbi e, forse, dalle nostre ipocrisie.

Dopo aver ospitato più volte orchestre sinfoniche giovanili, Musikè quest’anno ospiterà la Filarmonica Arturo Toscanini, nata a Parma nel 2002, punta di diamante della produzione musicale della Fondazione Arturo Toscanini. Domenica 19 maggio alle ore 18.00 al Teatro Verdi di Padova l’orchestra sinfonica di 87 musicisti, con il suo direttore principale Alpesh Chauhan, presenterà un programma di musica “a passo di danza”, ispirata dal teatro: il teatro povero e popolare della maschera di Petruška e il teatro shakespeariano di Romeo e Giulietta. Stravinskij Prokofiev ne hanno tratto due balletti che sono tra i capolavori assoluti del Novecento musicale.

Il teatro comico musicale, che è stato uno dei motivi caratterizzanti delle prime edizioni di Musikè, torna lunedì 27 maggio alle 21.00 al Teatro Aldo Rossi di Borgoricco (PD) con AquaDue0, spettacolo della Banda Osiris con Telmo Pievani, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova. Lo spettacolo tratta in chiave brillante un tema indispensabile e urgente, quello dell’acqua come risorsa vitale del pianeta Terra. Cinque scienziati si interrogano in un laboratorio, con il tavolo degli esperimenti, una lavagna gigante e tante bocce d’acqua che riescono perfino a suonare Com’è profondo il mare di Lucio Dalla, tra citazioni a pioggia (in senso figurato e in senso proprio) che vanno da D’Annunzio a Jovanotti, dalla Barcarola di Offenbach a una versione di Smoke on the Water per quartetto di fiati, mentre un improbabile documentario in stile anni Sessanta racconta la vita subacquea dei pesci, rappresentati con gli strumenti musicali.

Venerdì 31 maggio alle 21.00 il Teatro Balzan di Badia Polesine (RO), dopo aver ospitato con successo gli spettacoli teatrali e musicali delle scorse edizioni di Musikè, vedrà per la prima volta sul proprio palco la danza contemporanea della compagnia Eko Dance Project di Pompea Santoro, grazie alla concessione delle coreografie di Mats Ek, maestro famoso in tutto il mondo per le sue rivisitazioni dei grandi classici del balletto. Lo spettacolo s’intitola La Bella… Gisellee si compone degli estratti di due capolavori del coreografo svedese: La Bella Addormentata e Giselle. Nella rilettura di Ek la Bella Addormentata diventa un’adolescente in contrasto con i genitori, che scivola nella droga. Nella seconda parte dello spettacolo l’ambientazione cambia rispetto alla versione originale ottocentesca del balletto Giselle, perché Giselle non muore di crepacuore, ma impazzisce; e invece di trovarci in una radura illuminata dalla luna, ci troviamo catapultati all’interno di un manicomio, dove Giselle trova donne che come lei sono ferite, violate, spezzate. Al termine dello spettacolo è previsto un incontro informale tra la compagnia e il pubblico, in modo che i giovani artisti possano spiegare le ragioni del loro lavoro.

Vicende sportive che diventano un affresco storico, poetico, musicale. Questo è Il rigore che non c’era, spettacolo di teatro e musica di Federico Buffa in programma mercoledì 9 ottobre alle 21.00 al Teatro Ballarin di Lendinara (RO). Dopo la consueta pausa estiva, la ripresa della rassegna è affidata a questo caleidoscopio di storie intrecciate tra loro e contrappuntate dalla musica, che sottolinea e impreziosisce le parole. Un angelo custode, interpretato da Jvonne Giò; uno strampalato attore, interpretato da Marco Caronna; e un pianista, Alessandro Nidi: sono i tre compagni di viaggio che porteranno Federico Buffa a scoprire che quella volta, quel rigore, ha cambiato la storia di tutti.

L’ottetto di tromboni dell’ensemble Trombone Unit Hannover proporrà, domenica 13 ottobre alle 21.00 al Tempio della Beata Vergine del Soccorso (La Rotonda) a Rovigo, una rilettura originale e potente dei Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij, a continuare idealmente un discorso che Musikè ha iniziato nel 2017 con Mikhail Rudy (pianoforte e videoproiezioni, su quella stessa musica). Il confronto prosegue, all’interno della rassegna di quest’anno, con la suite dal Romeo e Giulietta di Prokofiev, eseguita dalla Filarmonica Toscanini e ripresa qui in una versione affidata interamente ai tromboni. Completa il programma un particolarissimo arrangiamento della celebre Musica per i reali fuochi d’artificio di Händel.

Con Infanzia felice. Una fiaba per adulti, in programma venerdì 25 ottobre alle 21.00 al Teatro Goldoni di Bagnoli di Sopra (PD), l’attrice Antonella Questaprosegue la sua ricerca sulla natura delle relazioni umane, scegliendo come tema l’educazione dei bambini e partendo da Pedagogia nera, una raccolta di saggi e manuali pubblicati tra la fine del Seicento e i primi anni del secolo scorso. Un viaggio appassionato e divertente all’interno della famiglia e della scuola di oggi, per capire dove affondi le radici quella rabbia che si insinua tra genitori e insegnanti e che troppo spesso spinge bambini e ragazzi verso il bullismo.

Giovedì 31 ottobre alle 21.00 il Piccolo Teatro Don Bosco di Padova ospiterà Ali di Antonio ViganòGian Luigi Gherzi e Remo Rostagno, portato in scena dall’Accademia Arte della Diversità. La compagnia, nata in seno al Teatro La Ribalta di Bolzano, è costituita in maggioranza da attori e attrici in situazione di disagio psichico, che da cinque anni fanno teatro in forma professionale. Ali è il racconto dell’incontro tra un giovane uomo qualunque, disilluso e pessimista, e un individuo con due ferite rosse sulle spalle, un angelo sceso dal cielo attraverso un palo della luce, che ha voglia di soffrire e di amare come fanno tutti gli esseri umani. Scoprendo ricordi sepolti sotto mucchi di sassi, l’angelo mette a nudo la vita del giovane uomo, i suoi dolori, le sue gioie: un gioco crudele e poetico in cui l’uomo scopre la propria storia unica e irripetibile, mentre l’angelo sarà chiamato a scegliere se essere tutto e niente oppure assumere un’identità precisa, terrena, rinunciando alla dimensione divina.

La condizione femminile indagata non solo con le parole e le tragedie di oggi, ma anche con le parole e le tragedie di ieri. Venerdì 8 novembre alle 21.00 al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco (PD) l’attrice Elsa Bossi, con le musiche originali di Alberto Braida al pianoforte, darà voce ai racconti di Ada Negri, svelando il lato passionale di una scrittrice comunemente nota solo per le sue poesie da libro di scuola. Lo spettacolo Ada. La solitaria propone al pubblicouna prosa per molti aspetti coraggiosa e scomoda, che parla di aborto, di violenza di genere, di prostituzione, di gelosia, di sogni spezzati, mostrando un’autrice – e una donna – attenta ai temi sociali del suo tempo molto più di quanto si immagini.

Come da tradizione consolidata di Musikè, sarà dedicato alla danza lo spettacolo al Teatro Ferrari di Camposampiero (PD), che venerdì 15 novembre alle 21.00 vedrà accendere i riflettori sul nuovo lavoro della compagnia del ballerino e coreografo angloindiano Aakash Odedra, già ospite di Musikè come solista nel 2013. Lo spettacolo, vincitore del Premio “Freedom of Expression” di Amnesty International, ha un titolo che prende spunto da un hashtag tra i più usati nei social, #JeSuis, per cercare di cambiarne il senso: da proiezione individuale ed egoistica, sfruttata per mettersi in luce anche nei momenti più drammatici, a reale condivisione delle vicende di una parte più sfortunata dell’umanità. In #JeSuis la lente è focalizzata su un gruppo di danzatori la cui storia è quella dei “vicini indesiderati”: nato da alcuni workshop che Odedra ha tenuto a Istanbul dal 2012, e in particolare da un periodo trascorso con i danzatori nel 2016 sia in Inghilterra che in Turchia, lo spettacolo esplora temi come la disinformazione, la crescita della xenofobia in Occidente, la soppressione della libertà, la disperazione delle persone che sono fuggite dalla Siria nel 2015.

Dopo il Tölzer Knabenchor, il coro di voci bianche di Monaco di Baviera che ha inaugurato la scorsa edizione a Rovigo, sabato 23 novembre alle ore 21.00nella Chiesa di S. Maria dei Servi di Padova Musikè ospiterà i Wiener Sängerknaben, il coro di voci bianche di Vienna, internazionalmente noto per le sue partecipazioni al concerto di Capodanno. Il repertorio del coro spazia dal barocco al contemporaneo, dai canti popolari alla musica etnica. Innumerevoli sono i CD, DVD, documentari e film realizzati in questi anni di attività, come pure i direttori d’orchestra e le orchestre con cui il coro ha collaborato e collabora ogni anno. Per Musikè i Wiener Sängerknaben, diretti da Jimmy Chiang, eseguiranno pagine di Couperin, Mozart, Schubert, Britten e canti tradizionali natalizi.

Per l’ultimo appuntamento della rassegna 2019, martedì 26 novembre alle 21.00, il Teatro Sociale di Rovigo vedrà protagonista la compagnia del coreografo francese di origine algerina Hervé Koubi con un vero e proprio kolossal che indaga le origini della cultura mediterranea e la paura ancestrale dello straniero, per rivelare la raffinata potenza delle culture cosiddette «barbare»: Les nuits barbares è uno spettacolo che unisce la suggestione ipnotica della parata da guerra e la precisione di un balletto classico, per mostrare al pubblico la parte più affascinante dell’incontro tra culture e religioni. I danzatori fanno vorticare le loro gonne come dervisci, brandendo lame e coltelli al suono della musica sacra di Mozart e Fauré miscelata con melodie tradizionali algerine. La loro energia evoca un’umanità intera di «barbari»: Persiani, Celti, Goti, Unni, Vandali, apparizioni da tempi remoti e oscuri, emblemi splendidi e terribili di quel crocevia di popoli e culture che chiamiamo Mediterraneo. Questi elementi insieme storici e culturali si mescolano, dal punto di vista stilistico, con il linguaggio della breakdance e dell’hip hop, reinventato in un mix di generi che è insieme sensuale e spirituale.

Ingresso gratuito con prenotazione sul sito www.rassegnamusike.it fino a esaurimento posti

Per informazioni

tel. 345 7154654

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www.rassegnamusike.it

Musikè è una rassegna promossa e organizzata dalla

Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

 

Programmazione artistica e coordinamento

Alessandro Zattarin

 

Consulenza

Mario Giovanni Ingrassia

Dario Mannino

Claudio Ronda

 

Comunicazione

Roberto Fioretto

Serdar Cam

 

Progetto grafico

Metropolis ADV

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inaugurazione MONTEVERDI FESTIVAL E ORFEO IN METRO'

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Monteverdi Festival 2019

I Contrasti Creativi sono il filo conduttore del Monteverdi Festival 2019 e l’inaugurazione del Festival di quest’anno, il 2 maggio (ore 21.00 e in replica il 3, 4 maggio), sarà all’insegna di una produzione “Young Barocco” tutta particolare. Un’ opera lirica sui generis, di nuova produzione, un vagone di una immaginaria metropolitana in cui prende vita l’Orfeo nel Metrò con le superbe musiche di Claudio Monteverdi.

La regia è affidata a Luigi De Angelis, mentre la direzione a Hérnan Schvartzman, che guiderà i giovani cantanti e musicisti della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.

 

I biglietti sono in vendita alla biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 (tel 0372.022001/02) – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. –www.teatroponchielli.it

Biglietti posto unico numerato € 30,00

giovedì 2 maggio, ore 21.00 (in abbonamento) – palcoscenico del Teatro Ponchielli

venerdì 3maggio, ore 21.00 – palcoscenico del Teatro Ponchielli

sabato 4 maggio, ore 15.00 e 21.00 – palcoscenico del Teatro Ponchielli

Orfeo nel metrò

Favola in musica in cinque atti

Libretto di Alessandro Striggio

Musica di Claudio Monteverdi

Ed. Clifford Bartlett

 

Ideazione e rivisitazione drammaturgica a cura di Luigi De Angelis e Hernán Schvartzman

Personaggi ed interpreti

Orfeo Antonio Sapio

Euridice, Eco, Speranza Veronica Villa

Musica, Proserpina, Messaggera Arianna Stornello

Plutone, Caronte Lorenzo Tosi

Pastore II, Apollo Michele Gaddi

Pastore I. Danilo Pastore

Pastore III Stefano Maffioletti

Pastore IV Marco Tomasoni

Ninfa Martha Rook

Spiriti infernali Danilo Pastore, Michele Gaddi, Stefano Maffioletti, Marco Tomasoni, Piero Facci

direttore e clavicembalo

Hernán Schvartzman

regia, scene e luci

Luigi De Angelis

Costumi

Chiara Lagani

Nuovo allestimento

Young Barocco – Stagione d’Opera 2019

 

Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado”, Fondazione Milano

 

DECORAZIONE DELLE SCENE a cura degli studenti

dell’Istituto di Istruzione Superiore “Antonio Stradivari”

 

Produzione Teatro A. Ponchielli di Cremona

in collaborazione con

Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado”, Fondazione Milano

La collaborazione con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano e la realizzazione di un bando rivolto a studenti ed ex studenti di Canto Rinascimentale e Barocco dei conservatori italiani per la selezione di cantanti nell'ambito del progetto L'Orfeo di Claudio Monteverdi.

Il bando ha visto una partecipazione massiccia di giovani artisti, più di 80 provenienti dall’ Italia e dall’estero, tra cui sono stati selezionati 10 giovani, che faranno parte del cast dell'opera L'Orfeo di Claudio Monteverdi, con la regia di Luigi De Angelis e direzione di Hernán Schvartzman, che inaugurerà a maggio il Monteverdi Festival 2019. Anche l’ensemble che accompagnerà i cantanti è costituito da studenti ed ex-studenti della Civica Scuola di Musica. Ed Orfeo nel metrò è uno spettacolo contemporaneo con un altissimo valore formativo: il regista Luigi De Angelis costruisce i suoi spettacoli sugli artisti con cui lavora, plasmando i personaggi dell’opera sui singoli cantanti. Il lavoro drammaturgico e scenico è particolarmente approfondito, vista la prossimità tra artisti e pubblico all’interno di un ideale “vagone” di metrò. Non c’è distinzione tra palcoscenico e platea, ma tutti agiscono nello stesso spazio teatrale.

           

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LA "TRAVIATA" FIRMATA DA ANDREA BERNARD AL COMUNALE DI BOLOGNA

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Comunicato stampa

TCBO: MARIANGELA SICILIA PROTAGONISTA DELLA TRAVIATA

FIRMATA DA ANDREA BERNARD

Sul podio Renato Palumbo

Bologna, Teatro Comunale, dal 28 aprile all'8 maggio 2019

La Prima è proposta in diretta su Radio3 Rai

«In un mondo sempre più individualista è amore vero quello tra Violetta e Alfredo? O è solo una situazione affettiva che egoisticamente sono portati a creare per dimostrare qualcosa a loro stessi e al resto della società in cui vivono?». Da questa domanda parte il regista Andrea Bernard nella sua messinscena della Traviata di Giuseppe Verdi, che debutta al Teatro Comunale di Bologna domenica 28 aprile alle ore 20.00 con diretta su Radio3 Rai (repliche 30 aprile; 2, 3, 4, 5, 7 e 8 maggio).

Tra gli oltre settanta presentati, il progetto del team creativo – coprodotto dal Comunale con il Teatro Regio di Parma e andato in scena per la prima volta al Festival Verdi 2017 – è stato insignito per regia, scene (Alberto Beltrame e Andrea Bernard) e costumi (Elena Beccaro) dell’European Opera-directing Prize, il concorso internazionale organizzato da Camerata Nuova in collaborazione con Opera Europa. Cura i movimenti coreografici Marta Negrini; lo stesso Bernard e Daniele Naldi firmano le luci. A guidare l’Orchestra del Comunale di Bologna e il Coro del TCBO (istruito da Alberto Malazzi) è chiamato Renato Palumbo, Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici, che torna al Comunale dopo aver diretto il Rigoletto verdiano del 2016 firmato da Alessio Pizzech.

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GRANDI NOMI PER L'EDIZIONE 2019 DI VICENZA IN LIRICA

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COMUNICATO STAMPA

Un cast di altissimo livello per il concerto di apertura del festival “Vicenza in Lirica” in programma dal 31 agosto al 15 settembre. Protagonisti Rossini, Galuppi, Orlandini e Donizetti

 

Annunciato il cast della “Petite Messe Solennelle” di Gioachino Rossini

che inaugurerà il 7° Festival “Vicenza in Lirica”:

solisti Frittoli, Mingardo, Costanzo e Giangregorio con la Schola San Rocco

Il Maestro Michele Campanella concertatore e direttore al pianoforte

Sarà un cast di altissimo livello ad aprire al Teatro Olimpico, sabato 31 agosto alle 21, la settima edizione del Festival “Vicenza in Lirica”, con l’esecuzione della celebre “Petite Messe Solennelle” di Gioachino Rossini. L’evento inaugurale della grande manifestazione musicale, che si concluderà il 15 settembre, vedrà infatti esibirsi sul palcoscenico del gioiello palladiano il soprano Barbara Frittoli, il contralto Sara Mingardo, il tenore Vincenzo Costanzo e il basso Davide Giangregorio insieme alla Schola San Rocco diretta dal Maestro Francesco Erle; la preziosa composizione rossiniana sarà diretta e concertata dal Maestro Michele Campanella al primo pianoforte, con Monica Leone al secondo pianoforte e Silvio Celeghin all’harmonium.

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L' EDIZIONE 2019 DELLA FESTA DELL'OPERA A BRESCIA IL PROSSIMO 8 GIUGNO

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BRESCIA

Teatro Grande

comunicato stampa

mercoledì 17 aprile 2019

Si svolgerà sabato 8 giugno 2019 a Brescia, dall’alba alla mezzanotte in oltre 50 luoghi della città, l’ottava edizione della Festa dell’Opera, il grande evento colto e popolare che accompagna grandi e piccini, melomani e non, in suggestivi percorsi nel mondo dell’Opera: per un’intera giornata la Festa dell’Opera fa risuonare l’intera città sulle note delle più celebri melodie della tradizione operistica, coinvolgendo decine di migliaia di persone.

Centinaia di artisti e oltre 50 luoghi della città, pubblici e privati, accolgono i suoni e le voci dell’Opera in un caleidoscopio di emozioni. L’obiettivo è aprire l’Opera a tutti, portare il fascino del melodramma a diretto contatto con il pubblico di ogni età anche attraverso contaminazioni con altri linguaggi musicali (jazz, elettronica, swing, pop, rock, musica contemporanea). In ogni edizione la Festa tocca diversi punti del centro storico, ma anche della periferia cittadina per portare musica ovunque e per far conoscere anche i posti meno frequentati.

Così l’Opera ogni anno, per un giorno intero, invade strade, piazze e cortili, chiese, teatri, musei e luoghi della cultura, ma anche ristoranti e fabbriche, luoghi del sociale, mercati e case private con concerti, recital, incontri, improvvisazioni alla ricerca di un nuovo pubblico. In ogni edizione vengono coinvolte in questo progetto tantissime realtà cittadine, pubbliche e private, nell’obiettivo di fare della Festa uno strumento di promozione non solo della cultura e dell’Opera, ma dell’intero territorio grazie a una partecipazione trasversale delle attività, economiche e non, che in esso vivono e operano. Proprio in quest’ottica, la Festa integra la promozione culturale con la scoperta e la valorizzazione del patrimonio e per questo i diversi appuntamenti portano le persone anche nei luoghi simbolo della storia della città, non sempre accessibili al pubblico.

Da sempre Festa dell’Opera propone anche interessanti connessioni tra la musica e il cibo declinando il tema dell’Opera in percorsi enogastronomici. In linea con le grandi feste popolari europee, la Festa è inoltre animata da numerosi eventi a sorpresa che durante tutta la giornata proiettano gli spettatori in divertenti e surreali momenti di intrattenimento in cui spesso si cerca il loro coinvolgimento.

Festa dell’Opera si è affermata negli anni come un importante strumento non solo per la promozione dell’Opera, ma anche per la valorizzazione turistica nazionale e internazionale del territorio bresciano. È uno strumento di promozione innovativo che sovverte completamente le classiche metodologie di fruizione: è la cultura ad andare incontro al pubblico, a invadere gli spazi a essa non pertinenti, a insinuarsi nei momenti di rito della Città.

Questa insolita modalità di fruizione ha permesso di riscuotere, nelle prime sette edizioni, un incredibile successo, coinvolgendo un pubblico non abituale, diversificato per gusti, sesso, età, etnia, cultura, religione e composto non solo da cittadini bresciani, ma anche da numerosi spettatori provenienti, oltre che dalla provincia, da diverse città della Lombardia, da fuori Regione e anche dall’estero.

L’edizione 2019 celebrerà l’Opera quale prodotto di eccellenza nazionale, simbolo della tradizione italiana ma, al contempo, linguaggio universale. Altrettanto universale e aperto a svariate connotazioni sarà il tema dell’ottava edizione: “Re/Regine. Potere/Passione” costituirà il fil rouge attorno a cui ruoteranno i numerosi appuntamenti della giornata. Un progetto ancora più ampio e partecipativo, aperto alla curiosità e attento alle istanze sociali, capace di veicolare in modo distintivo e originale l’identità artistica e culturale di una comunità.

Per l’edizione 2019, sulla scia degli anni precedenti, si attendono 50.000 persone. Tutti gli eventi saranno, come sempre, a partecipazione gratuita.

La Festa dell’Opera è un progetto unico per dimensione spaziale e temporale ed è ideato e realizzato della Fondazione del Teatro Grande di Brescia. Per la sua importante valenza educativa la Festa dell’Opera ha ricevuto il prestigioso Premio Filippo Siebaneck nell’ambito dei Premi Franco Abbiati della critica musicale italiana per l’importante valenza educativa.

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FONDAZIONE DEL

TEATRO GRANDE DI BRESCIA

www.teatrogrande.it

www.festadellopera.it

 

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CARMINA BURANA DI CARL ORFF DIRETTI DA EZIO BOSSO AL SUO DEBUTTO ALL'ARENA DI VERONA - 11 agosto 2019 ore 21.45

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CARMINA BURANA

di Carl Orff

Arena di Verona

Domenica 11 agosto - ore 21.45

Direttore: Ezio Bosso

Solisti: Ruth Iniesta, Raffaele Pe, Mario Cassi

Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona

 

Il grande affresco di poesia medievale in musica risuonerà per la terza volta tra le antiche pietre areniane per festeggiare l’atteso debutto del Maestro Ezio Bosso sul più grande e antico palco lirico del mondo in una stagione che ogni giorno si arricchisce di importanti presenze internazionali. Protagonisti della serata l’Orchestra areniana, le voci del Soprano Ruth Iniesta, del Controtenore Raffaele Pe e del Baritono Mario Cassi, il Coro diretto da Vito Lombardi e il doppio Coro di voci bianche – con oltre 60 bambini – A.d’A.MUS diretto da Marco Tonini e A.LI.VE diretto da Paolo Facincani.

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MADAMA BUTTERFLY, GIACOMO PUCCINI - TEATRO VERDI DI TRIESTE, VENERDI' 12 APRILE 2019

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Badate, ella ci crede. Così si può riassumere la Madama Butterfly andata in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste secondo la visione di Alberto Triola. Al centro di tutto viene posto il sogno d’amore della giapponesina (vissuto anche come riscatto sociale): un sogno di cui lo zio Bonzo non può far parte, e non a caso egli fa la sua comparsa fuori scena. Secondo il regista, Butterfly è una ragazzina che cresce in fretta e non si arrende mai. Il suo spirito vacilla un attimo solo durante il duetto con Sharpless, ma dentro di lei c’è sempre un’invincibile primavera, che continua a ricreare in modo compulsivo realizzando fiori di loto con gli origami, anche quando l’autunno è inesorabilmente già arrivato. Con quei fiori decora il giardino quando scopre che il suo amato tornerà, dei fiori uguali a quello che aveva donato a lui il giorno del loro matrimonio. Il meticoloso lavoro eseguito sui singoli cantanti è evidente e dimostra che una regia riuscita si basa sulle piccole cose, anche un semplice gioco di sguardi. 

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STABAT MATER, GIOVANNI BATTISTA PERGOLESI – CONCERTO DI VICENZA IN LIRICA PRESSO IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEI MIRACOLI IN LONIGO, DOMENICA 7 APRILE 2019

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Forse c’è una legge fisica o è soltanto frutto di un straordinaria congiunzione astrale, il fatto che molto spesso i grandi capolavori dell’arte in ogni sua sezione, siano frutto di menti tanto precoci quanto fugace è la loro permanenza in questo mondo. Tale fu per lo Stabat Mater composto dall’allora giovanissimo Giovanni Battista Pergolesi, che dalla splendida Jesi approdò al Conservatorio dei poveri di Gesù Cristo, nella fulgida Napoli brulicante di eccellenze e nel pieno del suo splendore culturale. Ormai alla fine di una vita segnata da numerosi problemi di salute, concepì appena in tempo uno dei capolavori indiscussi della musica sacra, il suo Stabat Mater appunto, che ieri ha riempito le arcate del santuario di Lonigo grazie alle voci di Giulia Bolcato, Maria Elena Pepi ed all’Ensemble Barocco Vicenza in Lirica diretto ed accompagnato al cembalo da Alberto Maron.

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“L’Arca di Noè” di Britten al Cilea di Reggio Calabria

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Venerdì 12 aprile 2019 e domenica 14 aprile, alle ore 20.30 all’interno del programma della stagione 2018-2019 del “Rhegium Opera Musica Festival”, sezione “Classica Mediterranea” promossa dall’Orchestra del Teatro Cilea e dal Coro Lirico Cilea, sarà eseguita presso il Teatro Cilea di Reggio Calabria, “L’arca di Noè” (Noye’s Fludde, op. 59). Si tratta di un’opera scenica per voci adulte e di ragazzi, coro di ragazzi, orchestra da camera e orchestra di ragazzi, il cui libretto è tratto da “English Miracle Plays, Moralities and Interludes”.

Direttore e maestro concertatore sarà Manuela Ranno, a capo dell’Orchestra Filarmonica Giovanile “Teatro Comunale F. Cilea”, del Coro di voci bianche “Teatro Cilea”, istruito da Roberto Filippo Caridi, e i Cori “Free Toghether” e “BeFree”, diretti da Maria Luisa Fiore.

La regia dello spettacolo porta la firma di Orlin Anastassov mentre il progetto visuale è di Polina Gerasimova.

Gli interpreti principali saranno Ventseslav Anastasov (Noè), Angela Schisano (la moglie di Noè) e Alessandro Tirotta (La voce di Dio). Completano il cast Emanuela Zucchi, Tabita Romano e Simone Vazzana rispettivamente Sem, Cam e Jafet, e Ida Spanò, Roberta Panuccio e Martina Decaria che interpreteranno le loro mogli. A questi si aggiungono il Coro degli animali e degli uccelli, le comari e la Congregazione.

“Con questa opera, ispirata ad uno dei racconti biblici più famosi, ma costellata di situazioni inventate, talvolta comiche, si conclude il primo anno del Rhegium Opera Musica Festival che ha rilanciato il Teatro Cilea e di riflesso la città di Reggio Calabria. Si è scelta come ultima opera “L’arca di Noè” anche perché coinvolge più di duecento persone: è il frutto della sinergia di numerosi soggetti della vita musicale reggina. In tal modo si seguono le indicazioni dello stesso Britten che aveva visto nell’opera un importante coinvolgimento popolare”, afferma Domenico Gatto, direttore artistico del Rhegium Opera Musica Festival.

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VOCI OLIMPICHE: A VICENZA UN CONCORSO INTERNAZIONALE PER OPERA BAROCCA

 

Ideato da Andrea Marcon e promosso da Fondazione Cariverona e Società del Quartetto di Vicenza, il concorso è unico nel suo genere in Italia. Ai vincitori saranno assegnati i ruoli dell'Alcina di Händel, che andrà in scena al Teatro Olimpico di Vicenza nella primavera 2020. In giuria, presieduta da Marcon, una decina di direttori artistici di importanti festival e teatri europei

 

COMUNICATO STAMPA  APRILE 2019

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Nasce da un'idea del maestro Andrea Marcon il Concorso internazionale opera barocca “Voci Olimpiche” in programma al Teatro Olimpico di Vicenza dall'1 al 7 novembre 2019 e nella primavera dell'anno seguente – il 19 e 21 aprile 2020, sempre nell'incomparabile scenario palladiano – con la rappresentazione dell'opera “Alcina” di Georg Friedrich Händel. Il progetto è promosso dalla Fondazione Cariverona ed è realizzato dalla Società del Quartetto con la collaborazione del Comune di Vicenza.

La giuria del concorso, presieduta da Andrea Marcon, è formata da altre importanti personalità del mondo operistico internazionale. Si tratta di Clemens Birnbaum (Direttore e Sovrintendente della Fondazione Händel Haus e dell'Händel-Festspiele Halle), Christian Carlstedt (Direttore Casting della Staatsoper Hannover, dello Stadttheater di Klagenfurt e della The Nederlands Radio Philarmonic Orchestra), Kees Vlaardingerbroek (Direttore Artistico dei ZaterdagMatinee del Royal Concertgebouw di Amsterdam), Giancarlo Andretta (Direttore Ospite Principale dell'Orquesta Ciudad de Granada), Jesus Iglesias Noriega (Direttore Artistico dell'Opera di Valencia), Susanne Schmidt (Direttrice del Bregenzer Festspiele Opera), Dmitry Vdovin (Direttore Artistico del Young Artists Opera Program del Teatro Bolshoi di Mosca), Fortunato Ortombina (Sovrintendente e Direttore Artistico del Gran Teatro La Fenice di Venezia), Alain Perroux (Direttore Artistico dell'Aix en Provence Summer Festival), nomi prestigiosi ai quali si aggiunge quello di Lorenzo Regazzo, celebre cantante veneziano che in questo progetto curerà la regia dell'opera in programma.

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ADRIANA LECOUVREUR, F. CILEA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 31 MARZO 2019

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Approda anche a Verona sulle tavole del Teatro Filarmonico, il fortunato allestimento di Adriana Lecouvreur pensato nel 2014 da Ivan Stefanutti per il Teatro Sociale di Como.

Il capolavoro del pur breve catalogo di Cilea, nonostante lo sgangherato e complesso libretto di Colautti, riesce ancora oggi a suscitare interesse nel pubblico, principalmente per la particolare abilità del compositore calabrese nel circoscrivere musicalmente lo spirito di un personaggio. E in questo caso Adriana è la tipica “grande parte” che porta con sé un buon numero di effetti scontati, ma che nel caso della sorvegliata scrittura di Cilea, diventa occasione per un canto logico, spontaneo e naturale, dove il cantante può diventare personaggio, se conosce il mestiere. L’orizzonte sonoro qui risente di una particolare gentilezza d’animo del compositore, che trattiene e circoscrive la melodia là dove gli altri suoi colleghi contemporanei preferiscono abbandonarsi alla piena del sentimento, risultando alla lunga scontato e un poco ripetitivo.

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Concorso internazionale di Canto lirico G.B. Rubini ed epistolario G.B. Rubini: presentazione il 7 aprile nel giorno del compleanno del grande tenor

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V Edizione Concorso internazionale di Canto lirico G.B. Rubini

25-27 aprile 2019

IV Edizione Rubini Festival

7-27 aprile 2019

COMUNICATO

Il Rubini Festival abbraccia quest’anno all’interno del proprio cartellone le date del Concorso internazionale di canto lirico G.B. Rubini, giunto alla quinta edizione: «Un modo per fare delle due manifestazioni un unicum, tale da dare a Romano la risonanza che merita e non soltanto come patria del grande tenore», come nelle parole del Sindaco di Romano Sebastian Nicoli.

Si parte domenica 7 aprile, compleanno del grande tenore, che dallo scorso anno è diventato davvero un giorno di festa cittadina. Il rinnovato Teatro della Fondazione OO.PP. G.B. Rubini ospiterà, a partire dalle ore 17.00:

-          la presentazione del Concorso internazionale di Canto Lirico 2019, con la partecipazione del Sindaco di Romano di Lombardia Sebastian Nicoli e di Abramo Bonomini Presidente della Fondazione OO.PP. G.B. Rubini;

-          la presentazione del monumentale epistolario di Giovanni Battista Rubini, che permetterà ricostruzioni storiche e musicologiche importanti della vita artistica degli anni del Maestro. Presentazione affidata a Maria Chiara Bertieri, curatrice dell’epistolario, e a Paolo Fabbri Direttore Area scientifica della Fondazione Teatro Donizetti (come da presentazione posta di seguito);

-          un concerto per fagotto e pianoforte con Mario Garavelli protagonista e interprete di fantasie su arie di opere di Donizetti e Bellini, già “cavalli di battaglia” di Rubini, trascritte per il suo strumento (come da programma posto di seguito).

Il Concorso internazionale di Canto lirico G.B. Rubini, da quest’anno a cadenza biennale, si terrà invece nei giorni 25 (Eliminatorie a porte chiuse), 26 (Semifinale a porte chiuse) e 27 aprile 2019, data della serata finale aperta al pubblico, alle ore 20.45 presso l’Auditorium Caterina Merisi dell’ISS G.B. Rubini di Romano.

Alta la qualità delle precedenti edizioni, che hanno lanciato nel panorama lirico internazionale giovani cantanti che in questi anni hanno calcato le scene di diversi teatri italiani, Scala compresa: da Taisya Ermolaeva a Bianca Tognocchi, da Andrea Comelli a Keon Woo Kim, da Carlos Cardoso a Selene Zanetti, da Bum Jo Lee ad Erika Tanaka e ancora a Paola Leoci, vincitrice dell’ultima edizione del Concorso.

Di prestigio le adesioni degli artisti che hanno preso parte alle giurie in questi anni; artisti a cui si uniscono le personalità del mondo lirico che siederanno in giuria quest’anno: Giovanna Lomazzi Vice Presidente Teatro Sociale Como/AsLiCo (presidente della giuria), Corinne Baroni Direttore Teatro Coccia di Novara, Danilo Boaretto Direttore di OperaClick, Elena Bresciani Mezzosoprano, Paolo Fabbri Direttore Area scientifica Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo e Marco Impallomeni MCdomani Artist Management.

Aumentato il “montepremi” rispetto al passato: primo classificato 2500 euro, secondo classificato 2000 euro, terzo classificato 1500 euro.

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LA CALISTO, FRANCESCO CAVALLI - TEATRO REAL DI MADRID, 21 MARZO 2019

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Il fortunatissimo e iper psichedelico allestimento de La Calisto di Francesco Cavalli, pensato da David Alden per la Bayerische Staastoper di Monaco di Baviera nel 2005, approda sulle tavole del Teatro Real di Madrid per la bellezza di 9 rappresentazioni che si prevedono già tutte esaurite.

Rappresentare oggi uno spettacolo come La Calisto, è indubbiamente una sfida avvincente per il teatro che la propone, non tanto per l'effetto riesumazione di uno lavoro macchinoso e lontanissimo dai gusti di un pubblico moderno, quanto per il saper cogliere le avvincenti peculiarità della nascita del melodramma che segnò una autentica rivoluzione nel costume dello spettacolo e della vita sociale dell'epoca.

Degno continuatore dell'opera monteverdiana, Francesco Cavalli, non può essere ricordato a prescindere dall'ambiente in cui la sua produzione nacque e dal pubblico per cui venne composta. L'ambiente è una Venezia  immersa nel clima folle del Carnevale, del divertimento teatrale in cui il “nuovo” pubblico, quello pagante e non più il “vecchio” chiuso negli angusti ambienti di corte, si immergeva riconoscendosi e ritrovando sul palcoscenico ( pur nei complicati intrighi dei libretti) l'illusione di una vita felice in cui finzione e realtà si concretizzavano incredibilmente ricreando un presente veneziano.

E poiché la psicologia dello spettatore che compra un biglietto è diversa da quella di chi ha pagato tutto quanto, recita e teatro, ecco che si vengono a creare desideri, si accendono passioni, si fomentano pretese, si creano fanatismi  e rivalità.

E per questo pubblico nuovo, Cavalli diviene il compositore più ricercato , colui che dotato di una natura istintiva, realistica, ne sa interpretare perfettamente le aspirazioni e le esigenze, solleticandone la curiosità spettacolare con un teatro semplice e per molti aspetti, popolare, a ciò si aggiungano i marchingegni tecnici del palcoscenico, le stupefacenti magie delle macchine teatrali e si avrà subito un'idea di quel clima fantastico e meraviglioso.  Anche “La Calisto” risponde a queste caratteristiche: fantasia e arguzia, classicità e malizia libertina sono gli ingredienti per un successo garantito.

Successo anche a Madrid dove quel genio incredibile di David Alden immerge la sua “Calisto” in un bordello\night club anni 70 con luci al neon, decorazioni colorate psichedeliche ( scene di Paul Steinberg) e costumi sgargianti (di Buki Shiff). Divinità e mortali sembrano tutti parte di uno spettacolino per clienti lascivi: ecco Giove scendere le scale in un elegante smoking con la sigaretta in mano, Calisto canta una delle sue arie su di un palco con il microfono a gelato, Endimione è un cliente un po' naif non molto desiderato all'interno del locale, Giunone la matrona rompiballe che viene a cercare il marito fedifrago, Mercurio il factotum sordido, Linfea la carampana vogliosa e volgarotta. Tutto insomma perfettamente in linea con l'idea di Cavalli e Faustini (il librettista) che ricercavano nei loro lavori quella genialità sostanzialmente estemporanea, di una generosa complicità di invenzione, di una predilezione per contrasti drammatici netti e sbalzati, piuttosto che l'attitudine all'analisi, alla riflessione, che erano stati propri del maestro di Cavalli, Monteverdi. David Alden fa sua l'idea della coppia Cavalli\Faustini pur rimodernandola ed attualizzandola senza però stravolgere quel senso di forte eroticità e lascivia insita in uno spettacolo stracarico di passioni amorose, erotico, ricco di situazioni equivoche, di doppi sensi, d'amori leciti ed illeciti.

A sostenere musicalmente tanta abbondanza di inventiva, troviamo un generosissimo Ivor Bolton che a capo della Orquesta Barroca de Sevilla e del Monteverdi Continuo Ensemble, lavora sulla “partitura” del maestro cremasco con mano sapiente, ricreando una continuità musicale sulle poche notazioni lasciate dal Cavalli. Dialoghi e monologhi cantati, recitativi, motivi ripetuti, variazioni e bassi ostinati in melodie e arie, brevi interludi orchestrali, decorazioni espressive ed ornamenti sonori, rigoroso contrappunto nelle scene più drammatiche, questi sono il risultato ottenuto da Bolton per rendere più efficace l'impianto drammatico appena accennato nella scrittura di Cavalli, riuscendo a rivestirlo di quell'aulicità festosa che tanto piaceva all'eterogeneo pubblico veneziano di allora e a quello europeo di oggi.

Nella parte di Calisto troviamo Louise Alder che se ha tutte le carte in regola per dare al personaggio della ninfa tonta e avvenente, voce e corpo, manca ahimè della necessaria e indispensabile qualità per una cantante in questo repertorio. La Alden, pur sforzandosi, canta in una lingua tutta sua che però non è l'italiano e in un lavoro dove il testo è già di per suo funzione musicale, questo è inaccettabile. Qualità che invece hanno sia Monica Bacelli (il Destino, Diana, Le Furie) che fa di ogni parola, frase, sussurro un capolavoro di espressione, sia Luca Tittoto (Giove) spavaldo sulla scena quanto nella capacità di conferire veridicità e completezza alla parola che sta cantando. Spassosissimi e perfettamente in linea con il gusto  sopra le righe voluto da Cavalli, Dominique Visse (La Natura, Satirino, Le furie) e Guy de Mey (Linfea) due controtenori straordinari. Karina Gauvin è una Giunone nobilissima nel canto di donna tradita ma che sa trasformarsi in una spietata Erinni, con volate drammatiche negli accenti nei momenti evocanti la vendetta. Il Mercurio di Nikolay Borchev tradisce anch'egli difficoltà nella perfetta pronuncia del testo nonostante una ottima prova canora.

Strordinario pure Tim Mead (Endimione) agile e chiaro nelle fioriture come nella aderenza al testo cantato, dotato di una messa di voce che rende con naturalezza la sconfinata realtà delle emozioni del giovane pastore. Ed Lyon riesce a conferire al personaggio di Pan la giusta dose di eroismo e spavalderia ma difettando anch'egli purtroppo di quella perfezione nella pronuncia della parola qui assolutamente indispensabile. Andrea Mastroni è stato un ottimo Silvano per profondità di voce e squillo non indifferente. Giunone era Karina Gauvin

Un plauso speciale ai numerosi attori che hanno fatto da contorno alla scena nelle vesti di ninfe, animali e ai due pavoni reali che accompagnano la presenza di Giunone sulla scena, coordinati nelle movenze sceniche da Magdalena Padrosa (da un'idea originaria di Beate Vollak).

Al termine del lungo spettacolo (circa 3 ore) applausi convinti per tutti da parte di un pubblico entusiasta e partecipe.

Pierluigi Guadagni

 

LA   PRODUZIONE

 

Direttore: Ivor Bolton

regia: David Alden

scene: Paul Steinberg

Costumi: Buki Shiff

Lighting designer: Pat Collins

coreografie: Beate Vollack

 

GLI   INTERPRETI

 

La Natura / Satirino / Le furie: Dominique Visse

L’Eternità / Giunone: Karina Gauvin

Il Destino / Diana / Le furie: Monica Bacelli

Giove: Luca Tittoto

Mercurio: Nikolay Borchev

Calisto: Louise Alder

Endimione: Tim Mead

Linfea: Guy de Mey

Pane: Ed Lyon

Silvano: Andrea Mastroni

Orquesta Barroca de Sevilla

Monteverdi Continuo Ensemble

PH. BY JAVIER DEL REAL

 

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OTELLO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 22 MARZO 2019

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Revocato fortunatamente lo sciopero per la Prima ritorna al Teatro la Fenice l’intimistica produzione dell’ Otello verdiano targata  Francesco Micheli, il cui punto di forza è l’analisi psicologica dei personaggi ed ovviamente del rapporto tra il bene ed il male rappresentati da Otello ed il suo antagonista.  Ciò che circonda le loro subdole azioni è un velo di ipocrisia generale laddove chi accusa è colpevole a sua volta o lo diventa inevitabilmente. L’invidia, la mera cattiveria o la sete di potere sono colpe universali e tristemente attuali che spesso spingono l’uomo al successo molto più che la forza di volontà, l’onestà e la fedeltà, e se Jago ed Otello restano comunque scottati dalle loro azioni, nel mondo reale tanto spesso la si fa franca senza ritegno. Allora Micheli costringe l’azione principale in un claustrofobico cubo, una gabbia dorata in cui si consuma l’amore ma anche il delitto, intorno a cui Jago dal suo letto riflette, studia, cospira.. Le magnifiche proiezioni celesti incorniciano un 'castello' di sogni troppo brevemente cullati, e lo stesso palcoscenico da magico diventa sanguinolento, dai toni cupi, senza bagliori di speranza. Edoardo Sanchi è artefice della cornice scenica ed i costumi sono di Silvia Aymonino.

Se Otello è un uomo vigoroso, ma che si scioglie di miele fuso al fuoco lento dell’amore, non così è parso il suo interprete Marco Berti. Il timbro è quello di sempre ed il volume riflette certo la forza del Moro veneziano letteralmente ‘pettinando’ chi si trova nelle prime file. Ma il personaggio manca di sfumature, il canto sembra faticoso in diversi passaggi mettendo a rischio l’intonazione. Forza e carattere non sono completati dal lato gentile da cui Desdemona fu rapita.

Ed è Carmela Remigio la dolce consorte dell’impavido condottiero dell’Armata Veneta. Il soprano è corretto nel ruolo di donna sensibile ed innocente, dimessa alla mercé del destino ormai siglato da altri; la sua preghiera è summa di una interpretazione diremmo ‘raccolta’, tanto vocalmente che scenicamente. Molto personale e disinvolto lo Jago di Dalibor Jenis. Sfrutta le caratteristiche della voce con accenti ed inflessioni che danno veridicità al personaggio dai toni foschi ed al contempo melliflui nell’ottenere il favore del suo generale. Un ruolo centrato che domina la scena anche sugli altri. Matteo Mezzaro è un più che corretto Cassio, marionetta in balia degli intrighi suo malgrado; ben si disimpegnano i comprimari Antonello Ceron nel ruolo di Roderigo, Mattia Denti come Lodovico,  Matteo Ferrara, alias Montano, ed Elisabetta Martorana come Emilia.

Myung-Whun Chung  è artefice della cornice musicale che avvolge gli interpreti in questa produzione che vede forse nell’orchestra il suo elemento migliore. Se i protagonisti non sembrano generalmente brillare per ‘spessore’ interpretativo, diverso è il discorso per l’orchestra, che sotto la guida del direttore suona vigorosa e palpitante, che non significa fragorosa o ingombrante. Sembra quasi arricchire quanto forse manca sul palco nei diversi momenti scenici, costruendo sempre un ponte sicuro tra i passaggi di rilievo e i momenti apparentemente secondari, sì da ottenere un suono uniforme e ricco.   

Il piccolo coro d voci bianche di Diana D’Alessio è corretto, oltre che adorabile, come preciso nell’insieme il collaudato coro preparato da  Claudio Marino Moretti.

Tutti gli artefici dello spettacolo sono stati applauditissimi al termine dello spettacolo.

Maria Teresa Giovagnoli.

 

LA   PRODUZIONE

 

Direttore                          Myung-Whun Chung 

Regia                               Francesco Micheli 

Scene                               Edoardo Sanchi

Costumi                           Silvia Aymonino

 

GLI   INTERPRETI

 

Otello                                Marco Berti
Desdemona 
                     Carmela Remigio

Jago                                  Dalibor Jenis

Cassio                               Matteo Mezzaro

Roderigo                          Antonello Ceron

Lodovico                          Mattia Denti

Montano                          Matteo Ferrara

Emilia                               Elisabetta Martorana

 

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

Maestro del Coro               Claudio Marino Moretti


Piccoli Cantori Veneziani 

Maestro del Coro               Diana D’Alessio 

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Presentation 65th edition Maria Canals Barcelona Contest

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March 20th, 2019

Young and talented pianists from all over the world gather in Barcelona for the 65th edition of the Maria Canals International Music Competition

 
  • A total of 88 young and talented pianists from 33 different countries will take part in the 65th Maria Canals Competition, between March 23rd and April 4th, 2019.
  • The Competition will be held at the Palau de la Música Catalana and will consist of two preliminary rounds, a semi-final and a final with orchestra.
  • Music and spring are the unifying thread of this year’s Maria Canals International Music Competition, which also puts together a great number of educational, social and informative activities within the framework of the OFF Competition.
  • This year’s new image has been devised and will be presented by visual artist Tatiana Blanqué.
  • As a new project, piano works will be commissioned to Catalan composers, and the contestants will add such works to their own repertoire.
 


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ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO, 53^ STAGIONE CONCERTISTICA - CONCERTO DEL 14 MARZO 2019, PIANOFORTE SOLISTA E DIRETTORE ORAZIO SCIORTINO

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Nell'ambito della Regione Veneto, l'Orchestra di Padova e del Veneto risulta l'unica Istituzione Concertistico-Orchestrale in attività. Fondata nel 1966, ha avuto tra i suoi direttori ospiti nomi del calibro di N. Marinner, P. Herreweghe, S. Accardo, R. Chailly solo per citarne alcuni e collaborazioni con i più importanti concertisti e compositori del mondo.

Per il suo concerto n.6751, ha invitato Orazio Sciortino che in veste sia di direttore che di pianista,  ha pensato ad un programma decisamente invitante, se non altro per l'esecuzione di due tra i più interessanti concerti per pianoforte ed orchestra di Carl Philipp Emanuel Bach, di rarissima esecuzione perlomeno in Italia.

Il concerto si è aperto con una esecuzione felicissima dell'Overture in fa minore op.64 Egmont di L.V. Beethoven.

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Programmi del XIX Festival Pergolesi Spontini e la 52^ Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi

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Comunicato stampa

La prima mondiale della versione italiana di “Aucassin e Nicolette”di Mario Castelnuovo-Tedesco inaugura il 31 agosto al Teatro Pergolesi di Jesiil XIX Festival Pergolesi Spontini, che prosegue fino 28 settembre con 28 eventi sul tema “Futuro. Infinito”.

 

Nel cartellone della 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi tre titoli del grande repertorio, “Madama Butterfly”, “Turandot” e “Carmen” di Bizet, una nuova produzione di CirOpera in prima rappresentazione assoluta, l’anteprima mondiale del balletto “Shine!” di Micha van Hoecke, un progetto con le scuole per l’apprendimento dell’opera lirica.

 

“Futuro.Infinito” è il tema del XIX Festival Pergolesi Spontini, rassegna internazionale ‘itinerante’ che si terrà dal 31 agosto al 28 settembre a Jesi, nelle Marche, e in luoghi di grande fascino artistico o paesaggistico della provincia di Ancona. Organizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini, e formato per la prima volta nella direzione artistica da Cristian Carrara, il Festival proporrà una riflessione sul futuro - e sulle radici storiche su cui si fonda - e la propensione verso l’infinito, con ogni evento che, attraverso punti visuali differenti, proporrà una particolare sfaccettatura del tema principale.

In cartellone, 28 eventi in 21 giorni e 10 location, con 2 prime mondiali, 2 co-produzioni, 3 nuove commissioni, 5 eventi per tutta la famiglia. 150 gli artisti coinvolti, di cui 65 under 35 ed 1 robot, attraverso diversi generi musicali – opere, concerti e spettacoli di teatro musicale, dal barocco al classico, dal jazz al musical al pop – e la contaminazione tra differenti linguaggi: poesia, danza, arte, visual design, mapping, astronomia, robotica, clownerie, narrazione, enogastronomia.

Un Festival nuovo, pensato per incontrare pubblici e gusti differenti, e che penserà anche ai bambini e alle loro famiglie, con la possibilità, inoltre, di lasciare i propri figli a divertirsi nei nostri laboratori musicali.

Anche nella 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesinon mancheranno le novità. Da ottobre a novembre, accanto a tre titoli del grande repertorio - “Madama Butterfly” di Puccini, “Turandot”di Puccini e “Carmen”di Bizet -sarà una nuova produzione di CirOperain occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e dei 50 anni dallo sbarco sulla luna. A giugno, il cartellone della stagione lirica si arricchisce di una nuova proposta di danza, con l’anteprima mondiale di “Shine!”nuova creazione di Micha van Hoecke, balletto dedicato ai Pink Floyd su musiche dal vivo, con la più importante band italiana di cover dell’indimenticabile gruppo britannico. Anticipa il cartellone, a maggio, un progetto di eccellenza in ambito musicale e teatrale per l’apprendimento dell’opera lirica, quest’anno sull’opera “Turandot”.

IlXIX FESTIVAL PERGOLESI SPONTINI inaugura sabato 31 agosto ore 21 al Teatro Pergolesi di Jesi, con la prima mondiale della versione italiana di “Aucassin et Nicolette”(1938), cantafavola del xii secolo in quattro episodi per una voce, orchestra da camera e marionette di Mario Castelnuovo-Tedesco, con la regia di Paul-Émile Fourny, le scene di Benito Leonori, la voce del mezzosoprano Alessia Nadin, per una coproduzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole. Scritta nel 1938, pochi mesi prima della sua partenza per gli Stati Uniti, a seguito delle leggi razziali, “Aucassin et Nicolette”,fu messa in scena, nella versione originale in francese, per la prima volta solamente nel 1952 al teatro del Maggio Fiorentino. Il Festival contribuisce alla riscoperta di un capolavoro destinato a tutti, grandi e piccoli, producendo un nuovo fiabesco allestimento.

Dedicato alle famiglie e ad un pubblico di giovani e giovanissimi è anche il concerto “Sfida alla tastiera” (2 settembre ore 18, Jesi Piazza delle Monachette) con il pianista Roberto Prosseda in un originale programma in cui sfiderà il pianista robot Teo Tronico; il “Concert Jouet. Concerto semiserio per voce e violoncello” (8 settembre ore 17,30 Piazza delle Monachette) ispirato al mondo del clown, tra musica e fisicità; “Into the woods” (22 settembre ore 17, Teatro Pergolesi), dal capolavoro di Stephen Sondheim, un classico del musical teatrale che omaggia alcune delle più celebri fiabe dei fratelli Grimm, protagonista la Compagnia della Bernstein School of Musical Theater; il “Social Opera” spettacolo di teatro e danza (27 settembre ore 21, Teatro Pergolesi) ispirato all’opera Carmen di Bizet che vede in scena la compagnia OperaH, un gruppo di dodici persone con disabilità fisica/intellettiva, e gli studenti delle scuole della città di Jesi.

L’omaggio a Pergolesi e Vivaldi, tra antiche sonorità e variazioni elettroniche, vede ospiti internazionali. Tra loro il direttore d’orchestra e compositore MatthieuMantanus e la visual designer Sara Caliumi(4 settembre ore 21, Piazza delle Monachette) cui il Festival in coproduzione con Fondazione Pietà de’ Turchini ha commissionato un nuovo spettacolo dal titolo “BaroqueReloaded”, dove la musica barocca verrà riletta in chiave elettronica e “disegnata” secondo un unico e originale video mapping. La soprano Gemma Bertagnolli, tra le voci più note ed ammirate di questo repertorio, con Gli Archi del Cherubino, talentuoso Ensemble abruzzese di giovani, proporrà un viaggio ideale tra “La Furia e l’Estasi” su musiche di Vivaldi, Pergolesi e Bach (11 settembre ore 21, Chiesa di San Niccolò); il violoncellista Gaetano Nasillo, tra i più importanti specialisti del repertorio antico, propone il “Giardino di Partenope”, il 19 settembre ore 21 alla Chiesa degli Aroli di Monsano, con le sonate napoletane per violoncello (Pergolesi, Porpora, Alborea). “Le quattro stagioni”di Antonio Vivaldi saranno eseguite da I Solisti Aquilani in piazza delle Monachette (15 settembre ore 21), con uno spettacolo di video mapping appositamente commissionato per l’occasione.

In ambito classico il Festival vede la presenza di Francesca Dego, artista Deutsche Grammophone, tra le più importanti violiniste italiane, in duo con Francesca Leonardi nel concerto “Suite Italienne” con musiche di Respighi, Stravinskj, Szymanowski (1 settembre ore 21, Piazza delle Monachette); il pianista RaminBarhami, uno dei più raffinati interpreti bachiani, in duo con il flautista Massimo Mercelli, con in programma le sonate per flauto e pianoforte di J.S. Bach (“Bach Sanssouci”, 8 settembre ore 21, Piazza delle Monachette); lo spettacolo “Opera”in prima assoluta diretto da Beatrice Venezi (Teatro Pergolesi, 20 settembre ore 21), con un Ensemble di giovani solisti costituito per  l’occasione, in un innovativo progetto che nasce con il supporto di Casa Musicale Sonzogno e un gruppo di compositori contemporanei che riscriveranno le più celebri arie d’opera. In programma, inoltre, il concerto “Vibrato sublime” con musiche di Brahms e Mendelsshon, del Quartetto d’archi Maas& Young Strings Talents of the World (12 settembre ore 21, Teatro Pergolesi), e “Popularia Aurea” con musiche di Bach, Villa Lobos, Piazzolla, Bizet-Borne (28 settembre ore 18, Teatro Pergolesi).

Importanti e numerosi i concerti dal jazz ai confini del pop. Il 3 settembre ore 21 al Teatro Pergolesi, l’appuntamento è con Richard Galliano, il più importante fisarmonicista vivente, con il suo quintetto, in un programma che spazierà da Vivaldi alla musica d’oggi di Giovanni Sollima. Il 9 settembre ore 21 in Piazza delle Monachette suona il “Accordi e disaccordi”, Trio gipsy & swing jazz dalle atmosfere straordinarie, ospite fisso dei più importanti jazz festival del mondo. Tra le grandi voci, quelle di Antonella Ruggiero (14 settembre ore 21), che torna al Teatro Pergolesiin un programma di grandi successi della cantante e di brani della canzone d’autore italiana, e di Alice in “Art e Décoration” (21 settembre ore 21, Teatro Pergolesi), in un’interpretazione degli spartiti che anticiparono la forma-canzone nel genio di Satie, Fauré, Ravel, Villa-Lobos, Saint-Saëns. Il 17 settembre ore 21 il sassofonista Baptiste Herbin con la Colours Jazz Orchestra sarà in Piazza delle Monachette per un grande concerto in collaborazione con Jesi Jazz Festival.

Molti gli spettacoli concepiti per offrire, assieme alla musica, un’esperienza unica e multisensoriale. Come le “Visite musicali a Palazzo Pianetti” (1 settembre ore 17 e ore 19), un suggestivo percorso musicale dal ‘400 all’800, eseguito dal vivo e un allestimento di luci e colori in grado di coinvolgere tutti i sensi; il concerto “A riveder le stelle”(6 settembre ore 21), un format innovativo del Festival Pergolesi Spontini, con il pianoforte di Carlo Guaitoli al parco Colle Celeste di Maiolati, dove la musica condurrà in un percorso mozzafiato alla scoperta di astri e nebulose grazie alla partecipazione di Gianluca Masi, astrofisico e curatore scientifico del Planetario e Museo Astronomico di Roma; lo spettacolo “E come il vento” (10 settembre ore 21, Chiesa di San Niccolò), con la voce recitante di Carlo Rondoni dedicato alle celebrazioni per i 200 anni della scrittura de L’infinito di Giacomo Leopardi, il pianoforte di Nazzareno Carusi e la danza di Agnese Trippa; il balletto “Prélude à l’après-midi d’un faune”(13 settembre ore 21, Chiesa di San Niccolò) dal poema sinfonico di Claude Debussy nella versione coreografica di Amedeo Amodio, con i solisti della Daniele Cipriani Entertainment, la musica eseguita dal vivo da arpa e flauto, e la presenza dell’attrice Vanessa Gravina; infine tre concerti “Wine opera” (8, 15 e 22 settembre ore 11) nelle cantine del Verdicchio dei Castelli di Jesi Pievalta, Vignamato e Colonnara, tra le arie d’opera che evocano Amore, Gelosia e Frivolezza, gustando i sapori ed i profumi del luogo.

Il cartellone della 52ESIMA STAGIONE LIRICA DI TRADIZIONE DEL TAETRO PERGOLESIpropone tre titoli del grande repertorio ed una nuova produzione di CircOpera nella consueta collocazione autunnale, da ottobre a dicembre, una nuova produzione di danza a giugno, un progetto di avvicinamento al melodramma per le scuole del territorioa maggio.

Mercoledì 5 giugno ore 21 debutta in anteprima mondiale, al termine di una residenza artistica al Teatro Pergolesi, il balletto “Shine. Pink Floyd Moon”,coreografia e regia diMicha van Hoecke, dedicato ai Pink Floyd su musiche eseguite dal vivo dai Pink Floyd Legend, la più importante band italiana di cover dell’indimenticabile gruppo britannico, con i solisti e il corpo di ballo della Daniele Cipriani Entertainment, per una nuova creazione nata dalla coproduzione tra Daniele Cipriani Entertainment e la Fondazione Pergolesi Spontini.

La Stagione Lirica in abbonamento di apre venerdì 18 ottobre alle ore 20.30 e domenica 20 ottobre ore 16 (anteprima giovani mercoledì 16 ore 16) con “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini, diretta da David Crescenzi, con la regia di Matteo Mazzoni, le scene di Benito Leonori, i costumi di Patricia Toffolutti. Si tratta di una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Teatri e Umanesimo Latino SpA Treviso e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, nell’allestimento della Romanian National Opera di Cluj-Napoca realizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini.

Venerdì 22 novembre ore 20.30, sabato 23 ore 20.30 (fuori abbonamento) e domenica 24 ore 16, con anteprima giovani il 19, 20 e 21 novembre, debutta in prima rappresentazione assoluta la nuova produzione di “CircOpera”, della Fondazione Pergolesi Spontini in collaborazione con El Grito Circo Contemporaneo all’antica e con Bernstein School of Musical Theater. Lo spettacolo, diretto da Marco Attura, con la regia di Giacomo Costantini, le scene di Benito Leonori ed i costumi di Beatrice Giannini, celebra i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e i 50 anni dallo sbarco sulla luna, e coniuga la tradizione operistica italiana con la tradizione musicale del circo.

Venerdì 29 novembre ore 20.30 e domenica 1° dicembre ore 16 con anteprima giovanimercoledì 27 novembre ore 16, va in scena l’opera “Turandot”di Giacomo Puccini, diretta da Pietro Rizzo con la regia, le scene, costumi e luci di Pier Luigi Pizzi, in una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Fondazione Rete Lirica delle Marche e Teatro Marrucino di Chieti.

Venerdì 20 dicembre ore 20.30, domenica 22 ore 16, con anteprima giovani mercoledì 18 dicembre ore 16, il Teatro Pergolesi, c’è “Carmen”di Georges Bizet, diretta da Beatrice Venezi con la regia di Paul-Émile Fourny, le scene di Benito Leonori, i costumi di Giovanna Fiorentini, per una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims et Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica delle Marche.

A maggio si terrà il Progetto Scuola InCanto 2018-2019, progetto di eccellenza in ambito musicale e teatrale per l’apprendimento dell’opera lirica organizzato da Europa InCanto in collaborazione con Fondazione Pergolesi Spontini. Le scuole del territorio saranno coinvolte nell’allestimento dell’opera “Turandot” di Puccini in scena al Teatro Pergolesi dal 19 al 21 maggio, con la direzione artistica e musicale di Germano Neri, riduzione e adattamento di Nunzia Nigro, regia di Lisa Capaccioli, scene di Danilo Mancini , costumi di Francesco Morabito, suona l’Orchestra Eico, in scena i Cantanti di Europa InCantoe gli alunni degli Istituti Comprensivi “Marchetti” e “Senigallia Sud” di Senigallia, “San Francesco” di Jesi, “Raffaello Sanzio” e “Falconara Centro” di Falconara Marittima, “Caio Giulio Cesare” di Osimo.

Il Festival Pergolesi Spontini è organizzato dalla Fondazione Pergolesi Spontini

Con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali - Regione Marche

Soci Fondatori Comune di Jesi - Comune di Maiolati Spontini

Partecipanti Aderenti Comune di Monsano - Comune di San Marcello

Partecipante Sostenitore Camera di Commercio di Ancona

Fondatori Sostenitori Gruppo Pieralisi - Leo Burnett - Starcom Italia

In collaborazione con Accademia di Belle Arti di Macerata - Associazione Circolo Ernesto Nathan Jesi - Associazione Jesina Astrofili - Associazione Jesi Centro - Azienda agricola Pievalta - Azienda agricola Vignamato - Colonnara - Consorzio Marche Spettacolo e MAB Marche - Musei, Archivi e Biblioteche - Istituto Marchigiano di Tutela Vini - Residart Festival

Media partner Classica HD

 

La 52^ Stagione Lirica di Tradizione è organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini

con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Marche

Soci Fondatori Comune di Jesi - Comune di Maiolati Spontini

Partecipanti Aderenti Comune di Monsano, Comune di San Marcello

Partecipante Sostenitore Camera di Commercio di Ancona

Fondatori Sostenitori Gruppo Pieralisi, Leo Burnett, Starcom Italia

in co-produzione con Daniele Cipriani Enterteinment, Teatri e Umanesimo Latino SpA Treviso, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Fondazione Rete Lirica delle Marche, Teatro Marrucino di Chieti, Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims et Centre lyrique Clermont Auvergne

in collaborazione con El Grito Circo Contemporaneo all’antica, Bernstein School of Musical Theater, Europa InCanto

Info: Fondazione Pergolesi Spontini www.fondazionepergolesispontini.com

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Debutta al Comunale di Bologna un nuovo "Barbiere di Siviglia" che andrà in tournée in Giappone

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Comunicato stampa 

Il Teatro Comunale di Bologna produce
un nuovo Barbiere di Siviglia che andrà in tournée in Giappone
 

Dirige Federico Santi; regia di Federico Grazzini; protagonisti Roberto De Candia, Antonino Siragusa e Cecilia Molinari 

Il debutto a Bologna il 17 marzo con diretta su Radio3 Rai 

Repliche il 20, 24, 26 e 28 marzo; in scena in Giappone dal 16 al 26 giugno

È tutta italiana la nuova produzione del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini che debutta al Teatro Comunale di Bologna domenica 17 marzo alle ore 20.00 – in diretta su Radio3 Rai – con repliche fino al 28 marzo, per poi andare in tournée in Giappone in giugno, sempre con i complessi del TCBO. Il nuovo allestimento, interamente prodotto dal Comunale, è firmato dal giovane regista italiano Federico Grazzini, alla sua prima collaborazione con il teatro felsineo. Sul podio è chiamato il direttore d’orchestra torinese Federico Santi, già noto al pubblico bolognese per aver recentemente diretto I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini. Le scene sono di Manuela Gasperoni, i costumi di Stefania Scaraggi e le luci di Daniele Naldi. Il coro è preparato da Alberto Malazzi.
 

Il capolavoro buffo in due atti di Rossini su libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, sarà affidato a Bologna a una compagine di specialisti rossiniani, capitanata da Antonino Siragusa nelle vesti del Conte d'Almaviva (sostituito da Diego Godoy nelle recite del 24, del 26 e del 28 marzo). Insieme a lui in scena sono impegnati Roberto De Candia nella parte di Figaro (Vincenzo Nizzardo il 24, il 26 e il 28 marzo), Cecilia Molinari in quella di Rosina (Serena Malfi il 20 marzo), Marco Filippo Romano come Bartolo e Andrea Concetti come Basilio. Completano il cast Laura Cherici (Berta), Nicolò Ceriani (Fiorello), Sandro Pucci (Un ufficiale) e Massimiliano Mastroeni (Ambrogio). 

«Uno degli aspetti fondamentali della nostra lettura è quello metateatrale – dice il regista Federico Grazzini. Nell’opera di Rossini esistono troppi riferimenti metateatrali per essere ignorati, basti pensare a quante volte è citata dai personaggi l’opera stessa: L’inutil precauzione. Se si cercasse di rileggere la storia esclusivamente in chiave realistica, certi elementi apparirebbero drammaturgicamente incoerenti: rappresentare il Barbiere in chiave metateatrale significa innanzitutto mostrare al pubblico che il mondo in cui è ambientata la storia è finto. 
Un altro elemento che attraversa l’opera e che abbiamo voluto tematizzare – prosegue il regista – è la follia, l’imprevedibile alternanza delle situazioni e la varietà del gioco teatrale che porta nel finale primo “il cervello poverello” dei personaggi e degli spettatori a “confondersi” e ad “impazzar”. Abbiamo deciso di sviluppare simbolicamente questo filo rosso per mezzo di un elemento: una palla da demolizione. La palla comparirà nei due finali come elemento di rottura che fa breccia nel reale: nel primo per far “rimbombare muri e volte con barbara armonia”, nel secondo per sancire festosamente la vittoria dell’amore come forza irrazionale sul mondo ordinato e dispotico di Bartolo». 

Lo spettacolo è realizzato grazie al contributo di Automobili Lamborghini, che sceglie di sostenere per la quarta stagione consecutiva il Teatro Comunale, dopo l'Attila inaugurale del 2016, la Lucia di Lammermoor del 2017 e La bohème che ha aperto il cartellone 2018.

I biglietti (da 140 a 10 euro) sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili il giorno dello spettacolo al 50% del costo. 

Il barbiere di Siviglia è la produzione che il Teatro Comunale di Bologna ha scelto di portare in tournée in Giappone in giugno insieme alRigoletto di Giuseppe Verdi firmato dal regista Alessio Pizzech, anch'esso proposto prima a Bologna dal 19 al 30 marzo 2019. 

L’opera di Rossini andrà in scena a Osaka (Festival Hall) sabato 16 giugno, a Tokyo (Bunkamura Orchard Hall) mercoledì 20 giugno, a Yokohama (Kanagawa Kenmin Hall) venerdì 22 giugno, di nuovo alla Bunkamura Orchard Hall di Tokyo il 24 giugno e a Fukuoka (Across Fukuoka) il 26 giugno. La tournée è realizzata in collaborazione con la società Concert Doors Co. Ltd., che dal 1996 ha organizzato circa cinquanta tournée in Giappone insieme a teatri italiani ed europei. 

IL BARBIERE DI SIVIGLIA 
Dramma comico in due atti 
Libretto di Cesare Sterbini 
Musica di Gioachino Rossini 
Direttore Federico Santi 
Regia Federico Grazzini 
Maestro del Coro Alberto Malazzi 
Scene Manuela Gasperoni 
Costumi Stefania Scaraggi 
Luci Daniele Naldi 
Assistente alla regia Angelo Smimmo 

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna 

Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna 

Personaggi e interpreti 
Il Conte d’Almaviva Antonino Siragusa / Diego Godoy * 
Bartolo Marco Filippo Romano 
Rosina Cecilia Molinari / Serena Malfi ** 
Figaro Roberto De Candia Vincenzo Nizzardo * 
Basilio Andrea Concetti 
 
Berta Laura Cherici 
Fiorello Nicolò Ceriani 
Ambrogio Massimiliano Mastroeni 

Date 
Domenica 17 marzo 2019 - ore 20.00 - Turno Prima 
Mercoledì 20 marzo 2019 - ore 20.00** - Turno A 
Domenica 24 marzo 2019- ore 15.30* - Turno D 
Martedì 26 marzo 2019 - ore 20.00* - Turno B 
Giovedì 28 marzo 2019 - ore 18.00* - Turno P 
 
(Rocco Casaluci - foto di copertina)
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Press release · The Liceu celebrates the '20 years' season

Liceu

Press Release

THE LICEU CELEBRATES THE ‘20 YEARS’ SEASON

The artistic project looks to the future and remembers the past with great titles, great voices and the opening of five new productions, three of them led by the Liceu.

New productions of Franc Aleu’s Turandot, which opens the season, Lohengrin from Katharina Wagner and Il barbiere de Siviglia from Josef Ernst Köpplinger will be performed for the first time in the Liceu.

Doña Francisquita, staged by Lluís Pasqual and Alcione, with musical direction from Jordi Savall, are two new co-productions from the Teatro de la Zarzuela and the Opéra Comique de Paris, respectively.

Carmen from Calixto Bieito and Aida with stage design from Mestres Cabanes, are two of the Liceu’s most emblematic productions and feature the most prestigious cast to celebrate its 20 years.

A celebration of great voices: Anna Netrebko and Yusif Eyvazov, Javier Camarena, Juan Diego Flórez, Joyce DiDonato, Anita Rachvelishvili, Roberto Alagna, Klaus Florian Vogt, Clémentine Margaine, Gregory Kunde, Jorge de León and Myrtò Papatanasiu, among many others.

Cavalleria rusticana / Pagliacci comes to the Liceu in one of the most acclaimed productions by the Royal Opera House, directed by Michieletto, with the voices of Alagna and Pankratova, and conducted by the maestro Nánási.

  

McVicar presents La clemenza di Tito, Mozart’s final opera, which stars Fanale and Nurgeldiyev as Tito, and Remigio, Papatanasiu and Goikoetxea as Vitellia.

María Pagés, in co-production with the Liceu, presents De Scheherazade a Yo, Carmen, a new interpretation of the gypsy tobacco factory worker, in which the choreographer stays clear of ‘folklorisms’.

Major successes in the world of dance: the English National Ballet returns withGiselle by Akram Khan, and Les Grands Ballets Canadiens portrays a journey from the shadows of Pergolesi’s Stabat Mater to the apotheosis of Beethoven’s Seventh Symphony.

Mahler’s Second Symphony, “Resurrection”, will be the main symphony concert, which the Orchestra and the Chorus of the Gran Teatre del Liceu will perform in the theatre, as part of the Memorial Pau Casals, under the direction of Josep Pons.

Along this line, there will also be a series of symphony concerts held throughout the territory and chamber music will take on a relevant role, with exhilarating projects from the Orchestra itself, that can be enjoyed both in the theatre and in Barcelona and the rest of Catalonia.

Diàlegs de Tirant i Carmesina, a chamber opera by Joan Magrané depicting the protagonists of Matorell’s novel, can be seen in the Foyer del Teatre in collaboration with Òpera de Butxaca.

Two new productions from El Petit Liceu: El monstre al laberint, a participative opera by Dove, with stage direction by Paco Azorín and La Barcarola by Juan Pablo Mendiola, a musical-visual experience for young children.

The exhibition, “Opera: passion, power and politics” comes to CaixaForum Barcelona on 17th September. An original idea from the Victoria and Albert Museum, adapted and produced by ”la Caixa”, which, in collaboration with the Liceu, tells of the evolution of the genre of opera through an immersive experience.

To mark 20 years since its re-opening, discounts of up to 25% will be offered on subscriptions for regular seats and 35% on popular subscriptions. These are new features which will improve accessibility to the opera, to the theatre and to the new season.

Those under 35 years of age may continue to enjoy pre-release tickets at € 15 each and, in addition to this, they will be able to purchase tickets at a special price of € 30 for all titles, a fortnight before each performance premiers.

DOWNLOAD PHOTOS OF THE PRESENTATION HERE

PHOTOS OF THE PRODUCTIONS AND THIS SEASON’S PROGRAMME HERE

https://www.liceubarcelona.cat/es/sala-prensa

Barcelona, 12th March 2019

The president of the Fundació del Gran Teatre del Liceu, Salvador Alemany, the managing directorValentí Oviedo, the artistic director Christina Scheppelmann and the music director Josep Ponshave today, in the Foyer, presented the new season of 20 years since the re-opening of the theatre, an artistic project that appeals to the rebirth of an institution which is a reference in southern Europe and a symbol of Catalonia. The new season also reclaims the fundamental role of opera within our society, using the slogan The power of the opera. A power which, together with the people, helped the theatre to rise from the ashes in 1999.

The new season 2019/20 anticipates a budget of 48.3 million euros, an increase of 3.6% compared to the previous season, which totalled 46.6 million euros. The artistic project includes a total of eleven titles that remember the past and look to the future of the Liceu in a season of spectacular productions and great voices – ten staged operas and one in a concert version of ten composers –. Dance remains a pillar of the theatre, with three leading ballets, adding to six concerts and recitals, eight shows from El Petit Liceu and activities in the Foyer. These include a new project of chamber opera, with Diàlegs de Tirant i Carmesina by Joan Magrané, based on the protagonists from Joanot Martorell’s novel and with stage direction from Marc Rosich. There will also be the regular programme of Off Liceu and the Liceu’s chambers.

celebration of opera, where five new productions will be shown with the participation of the Gran Teatre del Liceu, three of them led by the theatre, which will be premiered worldwide next season, as in the case of Puccini’s Turandot. Following the memorable inauguration on 7thOctober 1999, the Liceu will again don their finest to inaugurate a new version of Turandot from the visual creator Franc Aleu, a performance which retraces history and looks to the future, with a high-tech project under the musical direction of the maestro Josep Pons. An inauguration to remember, with the greatest voices: Iréne Theorin and Lise Lindstrom —who will perform her debut in the Liceu— as Princess Turandot, and Jorge de León and Gregory Kunde as Calaf. The Liceu also captains two new co-productions: Lohengrin by Wagner, with stage direction by Katharina Wagner, great-granddaughter of the composer –a project developed together with the Leipzig Opera that features the voices of Klaus Florian Vogt and Evelyn Herlitzius—, and an interpretation of Rossini’s Il barbiere di Siviglia by Josef Ernst Köpplinger, co-produced by Staatstheater am Gärtnerplatz (Munich) and the Théâtre Capitole (Toulouse).

The great voices, a reference in the history of the theatre, will be a leitmotiv in this celebration of the re-opening of the Liceu, which is a symbol with more than 170 years of history. Forming part of this, Anna Netrebko, Juan Diego Flórez, Javier Camarena, Roberto Alagna, Yusif Eyvazov, Joyce DiDonato, Clémentine Margaine, Anna Pirozzi, Anita Rachvelishvili, Angela Meade, Yonghoon Lee, Myrtò Papatanasiu, Evelyn Herlitzius, Klaus Florian VogtIréne Theorin, Roberto Alagna, Elena Pankratova, Carmela Remigio and Varduhi Abrahamyan, among many others, will take to the stage throughout the ‘20 years’ season to share unique, once-in-a-lifetime moments with their audiences. This also applies to the stage and musical directors, with Henrick Nánási, Philippe Auguin, Patrick Summers, Josep Pons and Jordi Savall, from the musical side, and Damiano Michieletto, David McVicar, Katharina Wagner, Calixto Bieito and Lluís Pasqual from the dramatic side. Lluís Pasqual is directing a new production of Amadeu Vives’ Doña Francisquita which is co-produced by the Teatro de la Zarzuela in Madrid where it will be premiered in May and will then go on to the Liceu in November 2019 with the voices of María José Moreno, Elena Sancho Perego, Celso Albelo and Airam Hernández, and will be conducted by Óliver Díaz. Alcione by Marin Marais is the other new co-production that will be performed for the first time in Spain in May 2020. Louise Motay creates an imaginative set, drawing inspiration from circus arts to portray thistragédie lyrique. It is conducted by the internationally renowned Jordi Savall, who will direct the staged opera in the Liceu. The occasion will mark the first time this baroque opera is performed in the theatre and will be co-produced by the Opéra Comique de Paris.

The new season, that of 20 years since the re-opening of the Liceu after the devastating fire, also takes another look at the most emblematic productions of the theatre, such as Verdi’s opera Aida, the most performed opera in the Liceu’s history – 456 times – that returns with a memorable mise-en-scène, held dear by the public and subscribers, which includes set designer Mestres Cabanes’ legendary curtains. The musical direction is led by Gustavo Gimeno with the voices of Angela Meade, who makes her debut in the Liceu, Anna Pirozzi and Clémentine Margaine who will also sing the acclaimed role of Carmen and will be staged by Calixto Bieito. Patrick Summers takes charge of the musical direction with other leading voices such as Anita Rachvelishvili, who debuts in the Liceu, and Varduhi Abrahamian. An iconic stage production which premiered 20 years ago in the summer of 1999 in Peralada, and which has been performed not only in the Liceu, but also on the great international stages.

The opera season will also feature Pietro Mascagni’s Cavalleria rusticana and Ruggero Leoncavallo’s Pagliacci in a large-scale production from the Royal Opera House, La Monnaie, Opera Australia and The Göteborg Opera. A double production from Damiano Michieletto through two of the most emblematic operas in the verism genre, in which the Italian director combines the two titles using visual resources and makes a foray into some of the characters, fromCavalleria rusticana over to Pagliacci and vice versa. The maestro Nánási will be in charge of the musical side of the production, with voices from Roberto Alagna and Elena Pankratova. David McVicar also joins the season with Mozart’s La clemenza di Tito, the composer’s final opera, which has only been seen 25 times in the Liceu’s history. The production of this opera seria was created for the Aix-en-Provence Festival in 2011 and comes to the Liceu with the great voices of Paolo Fanale and Dovlet Nurgeldiyev as Tito and Myrtò Papatanasiu, Carmela Remigio and Vanessa Goikoetxea as Vitellia, and is conducted by Auguin. Joyce DiDonato will portray Rossini’sSemiramide with Levy Sekgapane as Idreno, resulting in a prestigious double-act for this opera, based on a piece by Voltaire and last performed in the Liceu in 2005.

The symbolism of the Second Symphony of Mahler, “Resurrection”, will be the epicentre of the symphony section, with one single concert being held in the Liceu as an emblem of expectation and renewed hope, like the phoenix bird rising from the ashes. Premiered in 1885, it is the first symphony of the Austrian composer to incorporate both a chorus and soloist, in this case Chen Reiss as the soprano and Karen Cargill as the mezzo. The theatre’s Orchestra, directed by the maestro Josep Pons, will also perform a series of symphony concerts throughout the territory to ensure everyone can participate in the 20th anniversary of the Liceu. The celebration will continue with the Liceu’s chambers, which will take on a role in keeping with the 20th anniversary season, with more than twenty exhilarating projects developed by the Orchestra itself, which will not only be shown in the Liceu, but also on stages around the city of Barcelona and the whole of Catalonia.

The concerts and recitals join in with the greatest voices: the concert of Anna Netrebko and Yusif Eyvazov – a concert not included in the annual subscription –, Juan Diego Flórez and, following the success in Peralada and of the inauguration of the season with I Puritani, the recital by Javier Camarena. As always, at Christmas, children and adults can enjoy ‘dreams of sand’, an artistic performance which uses sand to interpret Charles Dickens’ Christmas Carol – with music and piano by Albert Guinovart – and the 57th edition of the International Tenor Viñas Contest which, like every year, discovers the operatic voices of the future.

Dance

The Liceu’s new season presents three ballets from three internationally acclaimed companies, with the return of the English National Ballet directed by Tamara Rojo, that captivated the public in 2015 with Swan Lake. In 2020 it returns with Giselle, choreographed by Akram Khan, that reimagines the classic ballet in a contemporary key with a musical score from Vincenzo Lamagna, and recreates the original score by Adolphe Adam. Khan’s reinterpretation has been awarded as one of the best European choreography performances, and the production includes stage design and costumes by Tim Yip, who collaborates with the film-maker Ang Lee. The Liceu, loyal to its commitment to dance, presents a new production from the choreographer María Pagés, who will be premiering De Scheherazade a Yo, Carmen, understood to be one of the best contemporary flamenco performances of the moment, and features the dramaturgy of El Arbi El Harti. Through her choreography, María Pagés portrays the two principal characters as two women who walk without fear, are proud of their sexual identities and are detached from their conventional roles. Les Grands Ballets Canadiens, directed by Ivan Cavallari, is the last of the three projects, with a double programme that takes us from the darkness of Pergolesi’s Stabat Mater with choreography by Edward Clug, to the apotheosis of Beethoven’s Seventh Symphony by Uwe Scholz.

Educational Service and El Petit Liceu

After premiering two new productions during the 2018/19 season, El Petit Liceu continues to update its selection, with projects that take children of all age groups into consideration, in line with the restructuring of the Educational Service announced in May 2018. The 2019/20 season presents two of its own productions. The first is La Barcarola by Juan Pablo Mendiola, which answers to the musical awareness of young children through the human voice, its evolution from the natural state right up to the operatic voice. This offering, which will be shown in the Foyer in May, plays with both a musical side and the incorporation of other arts, such as set design, acting and visual art, among others. This show focuses on the initial growth of the child at the beginning of their formal education, from 3 to 5 years old.

The second new production is El monstre al laberint by Jonathan Dove, a participatory opera which joins together the professional, amateur and educational worlds, allowing participation in a stage production which considers artistic experience and personal growth. This new show, which began as a collaboration with the Consorci d’Educació Barcelona, is aimed at adolescents from 12 years and upwards. The relevance of this show and its importance in the remodelling of the educational project of the Liceu is that it hands an important role to the spectator and also allows the school pupils to be at the heart of the performance. It lets them participate actively in the performance from the beginning, and up to the four performances staged in the Liceu. Similar projects have made a difference throughout Europe, such as in the case of, for example, the London Symphony Orchestra, the Berliner Philharmoniker, the Aix-en-Provence Festival and recently in the Festival Grec de Barcelona. El monstre al laberint can be seen in the Liceu, staged by Paco Azorín and with the participation of la Orquesta del Conservatori del Liceu, the Anton Bruckner Choir and la Coral Càrmina.

El Petit Liceu completes the season with a total of eight shows, including classics such as Els músics de Bremen by Poire Vallvé, La petita flauta màgica and Allegro Vivace by Joan Font (Comediants). Furthermore, its two most recent shows will remain in the programme: El jove barber de Sevilla by Danilo Rubeca and co-produced by ASLICO (Associazione Lirica e Concertista)- COMO and Mans a l’òpera by Xavi Mateu. The Liceu will also maintain its commitment to IT Dansa, the young company from the Institut del Teatre, directed by Catherine Allard, that will present four choreographies in the Teatre-Auditori Sant Cugat: Kaash, The prom, In memoriamand Whim Fractured Fairytale.

 

Further activities for the 20th anniversary

The new season will not only feature shows from the theatre’s programme but also other complementary activities to radiate opera around Barcelona. “Opera: passion, power and politics” is an original exhibition from the Victoria and Albert Museum, in collaboration with the Royal Opera House, showing the evolution of opera from its origins up to the present day, through an immersive experience. The Gran Teatre del Liceu collaborates with ”la Caixa” in producing this great exhibition, which has already been in London and which comes to CaixaForum Madrid and CaixaForum Barcelona on 25th April and 17th September respectively. The exhibition is the first that explores opera on a grand scale and that transports the spectator to eight opening nights in eight European cities and tells of the interrelation between the social, political and cultural landscapes of the cities in which they were created. A result of the close collaboration between”la Caixa” and the Gran Teatre del Liceu, “Opera: passion, power and politics” will incorporate, for the exhibition in the CaixaForum centres, the city of Barcelona, and the premier of the operaPepita Jiménez by Isaac Albéniz in 1896, in the theatre. An example of modernist Barcelona; a key moment in our cultural history.

New information regarding the 20th anniversary subscriptions

Within the framework of the 20th anniversary of the re-opening of the theatre, a new policy on subscriptions will be introduced, including a restructuring of the subscription series and discounts for all subscribers, both for those renewing their commitment to the Liceu, as well as for those who are joining the theatre for the first time. The Liceu aims to make the strength of the opera, dance performances and concerts of this new 2019/20 season more accessible to all. These new subscriptions will be available from 1st April on the website: www.liceu.cat or by telephone: 902 787 397.

The new system of subscriptions is structured around series of 12, 9, 6 and 3 titles, that integrate the traditional category of a regular seat with a new discount for all subscriptions. In the case of the series of 12 performances, the subscriber will enjoy a 25% discount and in the case of the 9 and 6 performance series, a 20% discount. This new proposal also includes a popular subscriptionoption, which offers more advantages to the public for the new ‘20 years’ season, offering a 35% discount for one series of 6 performances and for all the series of 3 performances. As always, the popular subscription is the best option for those who want to experience the operatic genre for the first time.

Flexible subscriptions become made to measure subscriptions and provide a discount of 10% on three or more shows from the new season, which can be selected from any genre. Regarding the other types of subscriptions, dance will remain the same, which includes three dance shows with a 20% discount, and also El Petit Liceu which provides a 20% discount on the purchase of four or more tickets of the same or different shows, from El Petit Liceu.

Advantages for subscribers, as well as saving money on their purchase, include the possibility tochange one of the shows in the subscription – two changes are permitted in the subscription for 12 and 9 shows, and one in the subscription for 6 –, the purchase of additional tickets with a 20%discount throughout the entire season and the new vacant seat service, which makes it possible for the subscribers to sell the subscription tickets that won’t be used. The price is established by the subscriber and is limited to the maximum cost of the original ticket. A refund of 50% will be issued in the event of it being sold.

Those under 35 years of age are also included in the new features of the 2019/20 season. In October #LiceuUnder35 will be launched, an exclusive session for those under 35 years of age with a special price of € 15 that also includes other services, such as food stands or a DJ in the Foyer. From September 2019, those under 35 years old will also be able to obtain tickets at a special price of € 30 up to 2 weeks before the opening performance. Students under 29 years of age can also buy tickets at a special price of € 20 if the purchase is made at the theatre box office three hours before the start of the show. This is yet another way to make opera more accessible to young people, consolidating their journey from El Petit Liceu to becoming a fully-fledged subscriber.

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