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CONLON DIRIGE LO SCHIACCIANOCI NEL CONCERTO DI NATALE DELL' ORCHESTRA RAI:

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Sabato 21 dicembre all’Auditorium Rai di Torino con diretta su Radio3 e in Euroradio

Domenica 22 dicembre a “Classica per tutti” 

Una fiaba senza tempo per viaggiare nel regno della fantasia e celebrare l’arrivo delle festività natalizie con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il suo Direttore principale James Conlon. È Lo schiaccianoci, ispirato a un racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann e trasformato dalla musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij in uno dei balletti più celebri al mondo, al centro del tradizionale Concerto di Natale in programma sabato 21 dicembre alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con diretta su Radio3 e nel circuito Euroradio. Dopo il successo dello scorso anno sempre per il Concerto di Natale, Conlon ripropone in forma di concerto la partitura integrale del balletto in due atti con cui il compositore russo si congedò dal genere nel 1892, appena un anno prima della morte. 

L’idea per Lo schiaccianoci, rappresentato trionfalmente al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo con le coreografie di Marius Petipa e Lev Ivanov, fu suggerita a Čajkovskij da un racconto di Alexandre Dumas padre intitolato Histoire d’un casse-noisette (Storia di uno schiaccianoci), che riprende a sua volta una fiaba di Hoffmann, Nussknacker und Mausekönig (Schiaccianoci e il re dei topi), pubblicata nel 1816. Il balletto conserva la medesima opposizione tra la sfera onirica e quella del reale che caratterizza la favola. Durante la vigilia di Natale in casa del signor Stahlbaum arriva un amico, il signor Drosselmeyer, carico di doni. Alla piccola Clara viene regalato uno schiaccianoci a forma di soldatino. Nei sogni della bambina sarà il principe azzurro ma prima che scocchi l’ora del lieto fine ci saranno molte avventure da affrontare. Due grandi valzer, quello dei Fiocchi di neve alla fine del primo atto e quello dei Fiori nel finale, racchiudono in modo ammirevole un classico del balletto il cui fascino intramontabile non ha mai smesso di far sognare grandi e piccini.  

Il Direttore principale James Conlon tornerà protagonista sul podio dell’Orchestra Rai con il secondo atto dello Schiaccianoci nel terzo appuntamento del ciclo “Classica per tutti”, in programma domenica 22 dicembre alle 16 all’Auditorium Rai di Torino. Il concerto è rivolto ai giovani, ai giovanissimi e alle famiglie che intendano avvicinarsi alla musica classica. Un viaggio fra le pagine più effervescenti e gioiose del celebre balletto, con la sua magica atmosfera da fiaba natalizia. 

Per il Concerto di Natale le poltrone numerate da 15 a 10 euro (ridotto abbonati e giovani Under 35) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai.

I biglietti del concerto pomeridiano di “Classica per tutti” sono proposti al prezzo di 10 euro per gli adulti e 5 euro per gli Under 35.  Informazioni: 011.8104653 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.osn.rai.it

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EZIO BOSSO DIRIGE BEETHOVEN PER L'ULTIMO CONCERTO DEL 2019 DELL' ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA

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sabato 21 dicembre ore 20.30 – domenica 22 ore 20.30
Stagione Sinfonica – Concerto fuori abbonamento
Sala Santa Cecilia - Auditorium Parco della Musica

 EZIO BOSSO

IL MIO BEETHOVEN

Per l’ultimo appuntamento del 2019 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sabato 21 dicembre e domenica 22 ore 20.30 (Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica) Ezio Bosso ritorna sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per dirigere due delle sinfonie più conosciute del genio di Bonn: la Sinfonia n. 5 e la Sinfonia n. 7, che faranno da preludio alle celebrazioni nel 2020 per i 250 anni dalla nascita del compositore.

Ezio Bosso, compositore e direttore d’orchestra, ma anche divulgatore e uomo di profonda etica e spessore intellettuale, ha anche il merito di aver riportato la grande musica classica in tv, in prima serata, con il fortunato “Che storia è la musica” (Rai 3) in cui ha affrontato due grandi sinfonie, Quinta e Settima, alla testa della Europe Philharmonic Orchestra, offrendo spunti di riflessione e approfondimento nuovi e interessanti. Bosso ha debuttato a Santa Cecilia nel 2017 proprio con la Settima di Beethoven, invece nel 2018 ha diretto la sua Sinfonia n. 1 “Oceans” e la Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo” di Dvořák.

La Quinta sinfonia di Beethoven, che aprirà il concerto, include probabilmente l'incipit più noto della storia della musica. I primi appunti sulla Quinta risalgono a un periodo compreso tra il 1802 e il 1804 e già allora nella mente di Beethoven era chiaro il celebre attacco, anche se la Sinfonia fu poi completata nel 1808, eseguita la prima volta in un concerto, diretto dallo stesso autore, il 22 dicembre dello stesso anno al Teatro an der Wien, dove pubblico e critici non poterono mancare di esprimere ammirazione per la vivacità e l’energia che percorre l'opera e traspare sin dal tema iniziale. Con la Settima Sinfonia Beethoven persegue le idee di «armonia e gioia», alle quali giunge con consapevolezza dopo gli impeti bellicosi della Quinta. Richard Wagner definì la Settima come “l'apoteosi della danza. È la danza nella sua massima essenza, l'azione del corpo tradotta in suoni per così dire ideali”.

 

Sala Santa Cecilia – Auditorium Parco della Musica
Concerto fuori abbonamento
Sabato 21 dicembre ore 20.30  – domenica 22 ore 20.30
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Ezio Bosso direttore
 
Beethoven Sinfonia n. 5
                   Sinfonia n. 7

Biglietti da 19 a 52 €  (Under30 sconto del 25%)

I biglietti possono essere acquistati presso:

Botteghino Auditorium Parco della Musica

Viale Pietro De Coubertin Infoline: tel. 068082058

Botteghino Via Vittoria 6 (adiacente Via del Corso, Roma)

solo tramite carta di credito o bancomat

dal lunedì al venerdì ore 11-19, sabato dalle 11 alle 14

Prevendita telefonica con carta di credito:

Call Center TicketOne Tel. 892.101

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ROBERTO ALAGNA E ALEKSANDRA KURZAK per la prima volta insieme sul palcoscenico areniano del Festival 2020 per Cavalleria rusticana e Pagliacci, 8 agosto 2020

Kurzak-Alagna

ROBERTO ALAGNA E ALEKSANDRA KURZAK

per la prima volta insieme sul palcoscenico areniano

del Festival 2020 per Cavalleria rusticana e Pagliacci

 

Arena di Verona, 8 agosto 2020 ore 20.45

                                                                                                                                                                    

Proseguono le novità del Festival 2020 all’Arena di Verona: un’altra coppia di star sarà protagonista per la serata di gala di Cavalleria rusticana e Pagliacci dell’8 agosto: il tenore Roberto Alagna, giunto al suo debutto areniano, si esibirà insieme alla compagna d’arte e di vita Aleksandra Kurzak.

La stagione 2019 ha sperimentato un nuovo modus operandi nel cartellone areniano, portando a sorpresa cambi di cast stellari nelle repliche, così da rinnovare l’interesse della première anche nel corso della stagione. Quella che è stata una sperimentazione ben riuscita e premiata da pubblico e critica lo scorso anno con, ad esempio, le serate-evento di Vittorio Grigolo e Plácido Domingo in Traviata, diventa il tema ricorrente della stagione 2020, per tenere continuamente viva l’attenzione delle prime attraverso cast di altissimo livello degni del prestigioso palcoscenico areniano.

Così la nuova produzione di Cavalleria rusticana e Pagliacci, che aprirà la stagione il 13 giugno, vivrà l’8 agosto un’altra data imperdibile: il tenore Roberto Alagna e il soprano Aleksandra Kurzak saranno infatti la coppia che darà voce ai protagonisti dei capolavori di Mascagni e Leoncavallo, per una grande serata di gala. Dopo l’annuncio dell’atteso ritorno a Verona di Anna Netrebko, reduce dal successo della Tosca scaligera, e di Yusif Eyvazov, Fondazione Arena presenta quindi un’altra coppia di artisti che contribuirà, con la sua qualità e la rarità delle sue apparizioni nel nostro Paese, a rendere il cartellone areniano uno tra i più preziosi scrigni di stelle tra le rassegne di tutto il mondo.

I due artisti, definiti dalla prestigiosa rivista tedesca Oper! Das Magazin come "la coppia ideale del mondo dell'opera", hanno espresso grande entusiasmo per quello che si preannuncia un evento da non perdere. Le origini siciliane di Roberto Alagna, artista applaudito nei più prestigiosi teatri al mondo giunto all’atteso debutto in Arena, sono proprio l’ambientazione del capolavoro di Mascagni, che colloca l’opera nel paese siciliano di Vizzini. Il tenore darà voce ai protagonisti Turiddu e Canio del dittico verista Cavalleria rusticana e Pagliacci. Il soprano Aleksandra Kurzak, finissima musicista e cantante, torna in Arena per la prima volta nel doppio ruolo di Santuzza e Nedda dopo aver vestito i panni di Violetta nella Traviata verdiana che ha inaugurato il Festival 2019, ultimo capolavoro di Franco Zeffirelli, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e trasmessa in diretta su RAI 1. Insieme a loro come Alfio e Tonio torna in Arena per la quarta stagione consecutiva Amartuvshin Enkhbat, uno dei baritoni più richiesti del panorama operistico internazionale.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena, esprime grande soddisfazione: «Il Festival 2020 vuole proseguire il percorso virtuoso intrapreso già nella scorsa stagione affiancando allestimenti spettacolari che entrano nel cuore del pubblico ad interpreti di altissimo livello, e non posso che essere entusiasta della presenza di due straordinari artisti come Aleksandra Kurzak e Roberto Alagna – al suo debutto in Arena – che hanno accettato il mio invito ad esibirsi in Arena. Da Sovrintendente, ma ancor prima da cantante e da appassionata d’opera, credo che la qualità artistica degli interpreti sia un elemento fondamentale per richiamare il pubblico a Teatro e con questo spirito stiamo lavorando per presentare presto un cast sempre più all’altezza del nome dell’Arena di Verona».

Si ricorda che il cartellone del 98° Festival lirico all’Arena di Verona proporrà dal 13 giugno al 5 settembre un nuovo allestimento di Cavalleria rusticana e Pagliacci, insieme ai grandi titoli già conosciuti e apprezzati in Arena: AidaTurandot, Nabucco La Traviata, con le serate di gala Jonas Kaufmann Gala Event (28 giugno)Domingo Opera Night (7 luglio)Roberto Bolle and Friends (20, 21 luglio), The Stars of Opera (23 luglio) e la IX Sinfonia di Beethoven (23 agosto). I biglietti sono in vendita con nuovissimi e prestigiosi posti di platea, le poltronissime platinum, e i settori 4° e 5° che garantiscono una vista eccezionale del palcoscenico.

Non resta quindi che visitare il sito www.arena.it e seguire i canali social (Facebook, Twitter, Instagram e YouTube) per riservare il proprio posto e vivere la magica esperienza dell’opera in Arena anche per l’estate 2020.

 (Foto Aleksandra Kurzak ©Foto Karol Grygoruk    Roberto Alagna, ©Foto Charly Hel–PixHel Prod)

Informazioni

 Biglietteria

Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

tel. (+39) 045 59.65.17 - fax (+39) 045 801.3287

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.arena.it

Call center (+39) 045 800.51.51

Punti di prevendita Geticket

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ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO: esce oggi in una versione inedita il “Va’ Pensiero” di Verdi. Nuove date all'Opera

Piazza-Vittorio

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Il “Va’ Pensiero” di Giuseppe Verdi in una versione inedita firmata dall’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO: un inno alla libertà e all’inclusione

regia di Francesco Cabras

https://youtu.be/h4cEcW8opSY

Annunciate le nuove date de “L’Orchestra di Piazza Vittorio all’Opera”

La multietnica Orchestra di Piazza Vittorio, l’ensemble di musicisti che racchiude tutto il mondo, torna ad esplorare in chiave ultra-contemporanea i territori della lirica con uno dei più celebri cori del repertorio operistico, il Va’ pensiero del terzo atto del Nabucco di Giuseppe Verdi.

Il video diretto da Francesco Cabras e online da oggi, gioca sui piani ravvicinati che inquadrano i vari componenti dell’Orchestra, come a voler ribadire che da qualunque parte del mondo si provenga, siamo tutti esseri umani, individui, ognuno con la propria storia, il proprio vissuto, la propria vita. Alle spalle, una tenda mossa dal vento, un richiamo simbolico al drappo di una bandiera, un'esortazione a prendere coscienza che è arrivato il momento di far cambiare aria a chi la sta infettando.

L’OPV si riappropria così di una composizione musicale – nell’opera verdiana riferita agli ebrei prigionieri in Babilonia – che è un inno malinconico alla patria perduta per dargli una nuova sfumatura di senso: in questo caso la patria perduta non è un passato idealizzato di purezza cui guardare con nostalgia, non è quel sentimento di rivalsa contro la modernità e la globalizzazione che sta animando i sovranismi di mezzo mondo. E' al contrario un canto di speranza, un invito a ritrovare quel senso di comunità, quella civiltà fondata – dopo i traumi del nazismo, dell’olocausto e della seconda guerra mondiale – sui valori di rispetto della dignità umana, della solidarietà e della convivenza civile, quei valori della nostra Costituzione che soltanto in questi ultimi anni sono stati messi in discussione da narrazioni che hanno trovato terreno fertile nelle contraddizioni della globalizzazione. L’OPV si riappropria così di un patrimonio culturale storico e musicale per restituirlo a noi tutti. Perché l’Orchestra è sì multietnica ma di fatto è italianissima. Una realtà unica al mondo che è per sua natura stessa realtà politica. Come è un atto politico la scelta, oggi, di reinterpretare il Va’ Pensiero, per strapparlo a chi indebitamente in questi anni voleva farlo diventare un inno secessionista.

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Il Concerto della Fenice per festeggiare il Natale nella Basilica di San Marco

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COMUNICATO STAMPA                                                                         Venezia, dicembre 2019

 

Si rinnova il suggestivo appuntamento del Concerto di Natale della Fenice nella Basilica di San Marco di Venezia: martedì 17 dicembre 2019 ore 20.00 (ingresso per invito) e mercoledì 18 dicembre 2019 ore 20.00 (riservato abbonati turno S stagione sinfonica 2019 -2020 della Fenice), Marco Gemmani dirigerà i solisti della Cappella Marciana in un programma musicale – intitolato Natale a San Marco 1670 – composto da pagine vocali e strumentali di Giovanni Legrenzi, volto a far rivivere l’emozione di una liturgia cantata così come si sarebbe potuta svolgere quattrocento anni fa nella cattedrale veneziana.

Nato a Clusone, nel bergamasco, nel 1626, Giovanni Legrenzi fu maestro di cappella, illustre compositore di musica strumentale e vocale, oltre che vera e propria personalità all’interno di un ancor giovane mondo operistico. Cresciuto nei ranghi della cattedrale di Bergamo, successivamente impegnato all’Accademia dello Spirito Santo di Ferrara e alla Chiesa dell’Ospedaletto di Venezia, dal 1685 fino al 1690, anno della sua morte, ricoprì il prestigioso incarico di maestro della Cappella musicale della Basilica di San Marco.

«Legrenzi si pone come il continuatore ideale – spiega Franco Rossi, consulente scientifico della Fondazione Teatro La Fenice – della presenza marciana di Claudio Monteverdi e di Francesco Cavalli: il primo a marcare la prima metà del secolo, il secondo a condizionarne la parte centrale, il terzo a chiuderne i conti, dopo aver affrontato comunque anche ampie e interessanti questioni di organico,  dopo  aver  tentato  di  restituire  agli  organici  marciani  quell’equilibrio  e  quell’ordine  ripetutamente  messi  in  discussione  da  assunzioni  non  sempre  equilibrate  e  quindi  non  all’altezza  dell’immagine di quell’organismo che – a detta degli stessi procuratori di San Marco – rappresentava la più bella gemma del diadema dogale. Se certamente è possibile leggere una continuità all’interno di questa tradizione è sicuramente anche da affermare l’originalità di un autore che applica tecniche compositive innovative trasferendole dal modello operistico (il più remunerato) a quello strumentale e a quello sacro, fondendo stile osservato e cantabilità in una unica, ampia componente».

Il programma del Concerto di Natale 2019, interamente dedicato alla musica di Giovanni Legrenzi, propone una scelta di musiche sacre del musicista bergamasco tratte da varie fonti e intercalate da quattro brani strumentali, idealmente posti il primo all’inizio della serata, un secondo intervento dopo il «Gloria», un terzo che funge idealmente come toccata per l’elevazione e un quarto all’altezza del communio. È la vera e propria ricostruzione di una possibile messa marciana, ottenuta inserendo i canonici momenti dell’ordinarium missae secondo la tradizione veneziana, quindi con il ‘sacrificio’ del «Sanctus» e dell’«Agnus Dei»: «Kyrie», «Gloria» e «Credo» sono tratti dall’op. 9 del 1667, tutti basati sul doppio coro (quasi un coro battente di cinquecentesca memoria), con una scrittura più compatta per il «Credo» a garantirne la piena comprensione testuale. Completano il programma cinque altre composizioni: in parte sono brani tratti dall’opera 3 del 1655, con i mottetti «Quid timetis pastores», tipicamente natalizio e con funzioni di introito, e «Obstupescite caelites», a sua volta dotato di una forte valenza natalizia. Infine i due mottetti «O mirandum mysterium» (solista l’alto Andrea Gavagnin) per il santissimo Natale dopo il «Credo», e «Non sussurate plus, venti tacete» (solista il soprano Maria Clara Maiztegui) collocato prima del «Credo». La conclusione della liturgia insiste giustamente sulla figura della Vergine Maria madre del Salvatore, ed è affidata all’antifona mariana «Alma redemptoris mater», tratta dalle Compiete del 1662.

Il Concerto di Natale è promosso in collaborazione con la Procuratoria di San Marco. Per informazioni: call center Hellovenezia (041) 2424, www.teatrolafenice.it.

Marco Gemmani

Manifesta spiccate doti musicali fin da piccolo e conclude precocemente gli studi accademici in Conservatorio. È tra i fondatori dell’Accademia Bizantina con cui incide cd per diverse case discografiche, collaborando dapprima con Carlo Chiarappa e in seguito con Ottavio Dantone. È stato direttore dei cori Accademia Bizantina e Creator Ensemble, con i quali ha svolto un’intensa attività concertistica in tutta Europa. Nel 1991 è nominato Maestro di Cappella della Cattedrale di Rimini e nel 2000 viene chiamato a dirigere la Cappella della Basilica di San Marco a Venezia, carica che detiene tuttora. Tale incarico, alla guida di una delle più importanti istituzioni musicali del mondo, che ebbe maestri illustri come Adrian Willaert, Andrea Gabrieli, Giovanni Gabrieli, Claudio Monteverdi, Francesco Cavalli, Antonio Lotti, Baldassare Galuppi e Lorenzo Perosi, lo ha portato ad approfondire il repertorio vocale generato a Venezia divenendone uno dei massimi esperti. Le continue esecuzioni della Cappella Marciana, durante le funzioni liturgiche di tutto l’anno, sono divenute ormai un punto fermo per chi vuole ascoltare musica di rara bellezza nella splendida cornice dorata della Basilica di San Marco. Oltre all’attività liturgica e concertistica in Basilica, incide cd e porta la Cappella Marciana a esibirsi in prestigiose sedi europee. Dopo aver insegnato in diverse istituzioni musicali italiane, è tuttora docente di direzione di coro e composizione corale al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Direttore, musicologo, ricercatore, curatore di mostre, autore di numerose trascrizioni di inediti, revisore ed editore, è un musicista a 360 gradi, attivo sia come compositore sia come interprete. Il suo ultimo libro s’intitola Il canone a due voci, alla ricerca del segreto dei fiamminghi.

Cappella musicale della Basilica di San Marco a Venezia

La Cappella musicale della Basilica di San Marco, detta Cappella Marciana, discende direttamente dalla Cappella della Serenissima Repubblica in San Marco ed è stata la cappella del doge per oltre cinque secoli. I primi documenti che ne attestano una consolidata esistenza risalgono al 1316. Oltre a essere considerata la più antica formazione musicale professionistica tutt’oggi attiva, la Cappella Marciana vanta altri primati assoluti: la quantità di musica prodotta nei secoli per essere da essa eseguita, l’altissimo numero di compositori attivi al suo interno e la quantità di intuizioni musicali divenute paradigmatiche nel panorama della musica occidentale. Questa singolare formazione continua ancora oggi a eseguire polifonia di pregio durante l’ufficio liturgico, in continuità con la propria tradizione. Da secoli essa presenzia alle più importanti funzioni della Basilica senza soluzione di continuità e questo patrimonio culturale, questo modus cantandi, si perpetua in uno stile inconfondibile che si alimenta sotto le volte di San Marco alla fonte del carisma dell’evangelista artista.

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GENNAIO RICCO AL REGIO DI TORINO

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ECCO GLI APPUNTAMENTI DI GENNAIO AL TEATRO REGIO DI TORINO

STAGIONE D’OPERA | 1 • “IL MATRIMONIO SEGRETO”: PIER LUIGI PIZZI FIRMA LA REGIA DI UN ALLESTIMENTO RAFFINATO E CONTEMPORANEO. DIRIGE NIKOLAS NÄGELE

Dal 15 al 24 gennaio 2020 al Teatro Regio andrà in scena il melodramma giocoso IL MATRIMONIO SEGRETO, capolavoro assoluto di Domenico Cimarosa. Pier Luigi Pizzi firma regia, scene e costumi di un raffinato, elegante e contemporaneo allestimento, che ha debuttato la scorsa estate al Festival della Valle d’Itria, ottenendo un ottimo riscontro di pubblico e critica; le luci sono di Andrea Anfossi. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio debutta il giovane e talentuoso direttore tedesco Nikolas Nägele. Il giovane e brillantissimo cast è formato dal soprano Carolina Lippo nei panni della primadonna Carolina, dal baritono Marco Filippo Romano in quelli di Geronimo; il tenore australiano Alasdair Kent è Paolino, il baritono Markus Werba è il conte Robinson; Fidalma ed Elisetta sono interpretate rispettivamente dal mezzosoprano Monica Bacelli e dal soprano Eleonora Bellocci.

Il matrimonio segreto sarà trasmesso in diretta mercoledì 15 gennaio ore 20 da Rai Radio 3, a cura di Susanna Franchi.

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EMMA DANTE E SERENA SINIGAGLIA FIRMANO IL DITTICO CAVALLERIA RUSTICANA E PAGLIACCI CHE CHIUDE LA STAGIONE 2019 AL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Cavalleria rusticana

Sul podio Frédéric Chaslin

Dal 15 dicembre alle 20 e in diretta su Radio3 Rai

Protagonisti Veronica Simeoni, Roberto Aronica, Dalibor Jenis, Carmela Remigio e Stefano La Colla

Con un dittico “tutto al femminile”, che accosta la Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni firmata da Emma Dante ai Pagliacci di Ruggero Leoncavallo con la regia di Serena Sinigaglia, volge al termine la Stagione 2019 del Teatro Comunale di Bologna domenica 15 dicembre alle 20, con trasmissione in diretta su Radio3 Rai. Sul podio il direttore d'orchestra francese Frédéric Chaslin.

Il primo titolo è riproposto dopo il grande successo di due anni fa, quando debuttò al Comunale insieme a La voix humaine di Francis Poulenc, questa volta nel più consueto abbinamento con Pagliacci, presentato invece nel nuovo allestimento – in prima italiana – che il teatro felsineo ha coprodotto con il Grand Théâtre de Genève, dove è andato in scena a marzo 2018. Le due registe immaginano un collegamento, una complementarità tra le due storie brutali, come se si trattasse del positivo e del negativo di una medesima foto. Due intrecci che hanno come denominatore comune la gelosia e il tradimento – che portano a un tragico finale da cronaca nera – e due protagoniste donne: Santuzza in Cavalleria è gelosa di Turiddu (e del suo rapporto con Lola) e muove l'azione che porterà alla morte dell'amato; Nedda in Pagliacci è vittima del femminicidio compiuto dal marito Canio, accecato dalla gelosia verso di lei e il suo amante (che scoprirà essere Silvio) tanto da commettere un doppio omicidio. Da un lato in Cavalleria la Dante racconta una Sicilia diversa rispetto a quella “da cartolina” e ricorda che «le dinamiche del rapporto tra Turiddu e Santuzza oggi si possono trovare in Sicilia così come in tanti altri luoghi d’Italia in cui persiste questo genere di retaggio culturale», dall'altro la Sinigaglia immerge Pagliacci a metà tra realtà e finzione da commedia, nell'atmosfera del cinema neorealista degli anni Quaranta e Cinquanta. 

«È stato davvero difficile confrontarsi con i temi di Cavalleria – spiega Emma Dante – perché la mia terra non è quella che l’opera richiede sia raccontata; ho scelto quindi di non dare una lettura contraria alla tradizione mantenendo i colori del Sud, che comprendono per esempio l’oscurità dei veli neri o la presenza dei crocifissi nelle processioni religiose ma senza alcun connotato oleografico. Intendo narrare il rapporto tra l’anima siciliana e il sacro, la compresenza della vita profana con quella religiosa, l’oppressione della donna e sicuramente non l’aspetto folkloristico dato dalle coppole e dalle lupare». 

«C’è una profusione di elementi simili in questo duo – dice Serena Sinigaglia – A causa del loro ruolo comune nel Verismo italiano, Cavalleria rusticana e Pagliacci sono rappresentate insieme, spesso però senza essere scenicamente connesse. Questa volta sarà differente. L’idea del collegamento è sviluppata senza il desiderio di continuità, ma piuttosto di complementarità, come se si trattasse di due facce della stessa medaglia. Per esempio, se Cavalleria rusticana si trovava in un ambiente buio, allora Pagliacci sarà in un ambiente luminoso. Durante il Prologo di Pagliacci la scenografia di Cavalleria sarà smontata di fronte al pubblico e gli oggetti verranno sostituiti “a vista”. Tutti i drappeggi della precedente decorazione di Emma Dante saranno rimossi per fare spazio al sole, alla luce brillante della Calabria, al suo suolo secco e arido. Anche l’ingresso di Tonio, che si rivolgerà al pubblico senza un contorno scenografico, sarà l’intervento di un uomo, un cantante dei giorni nostri che invita alla verità. Questo prologo segnerà il graduale passaggio a Pagliacci e ricorderà al pubblico che, anche se il teatro è solo finzione, le due opere presentate raccontano fatti reali».

Per entrambi i titoli del dittico, alla guida dell’Orchestra del TCBO è chiamato il direttore francese Frédéric Chaslin, artista versatile (pianista, compositore, scrittore) che collabora con teatri come il Metropolitan di New York, la Los Angeles Opera, la Bayerische Staatsoper di Monaco e la Deutsche Oper di Berlino. Come di consueto, il Coro del Teatro è istruito da Alberto Malazzi e il Coro di Voci Bianche da Alhambra Superchi.

Veronica Simeoni, Roberto Aronica e Dalibor Jenis interpretano rispettivamente Santuzza, Turiddu e Alfio, i protagonisti del celebre triangolo amoroso verista che Mascagni ha tratto dall'omonima novella di Giovanni Verga. Il cast dell'atto unico è completato da Alessia Nadin nella parte di Lola e da Agostina Smimmero in quella di Mamma Lucia. L'allestimento porta le firme dei consueti collaboratori di Emma Dante: per le scene Carmine Maringola, per i costumi Vanessa Sannino, per le luci Cristian Zucaro e per la coreografia Manuela Lo Sicco. Daranno invece voce ai personaggi dell’opera in due atti su musica e libretto di Leoncavallo Carmela Remigio (Nedda/Colombina), Stefano La Colla (Canio/Il pagliaccio), Vittorio Prato (Silvio), Paolo Antognetti (Beppe/Arlecchino) e ancora Dalibor Jenis (Tonio/Taddeo). Le scene di Pagliacci sono a cura di Maria Spazzi, i costumi di Carla Teti, le luci di Claudio De Pace. 

Cavalleria rusticana / Pagliacci è replicato il 17, 18, 19, 20, 21 e 22 dicembre. Per le recite del 17, del 19 e del 21 dicembre saranno protagonisti Sonia Ganassi (Santuzza), Angelo Villari (Turiddu e Canio), Stefano Meo (Alfio e Tonio), Carmen Solís (Nedda), Marco Puggioni (Beppe/Arlecchino) e Vincenzo Nizzardo (Silvio).

Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno dell’Associazione Amici del Teatro Comunale di Bologna.

I biglietti (da 140 a 15 euro) sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili da un'ora e mezza prima dell'inizio di ogni spettacolo al 50% del costo.

CAVALLERIA RUSTICANA

Melodramma in un atto 

Musica di Pietro Mascagni

Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci

 

Direttore Frédéric Chaslin

Regia Emma Dante

Regia ripresa da Gianni Marras

Maestro del Coro Alberto Malazzi

Scene Carmine Maringola

Costumi Vanessa Sannino

Luci Cristian Zucaro

Coreografia Manuela Lo Sicco

Personaggi e Interpreti

Santuzza Veronica Simeoni (15, 18, 20, 22) / Sonia Ganassi (17, 19, 21)                               

Turiddu Roberto Aronica (15, 18, 20, 22) / Angelo Villari (17, 19, 21)

Lucia Agostina Smimmero

Alfio Dalibor Jenis (15, 18, 20, 22) / Stefano Meo (17, 19, 21)                                                

Lola Alessia Nadin

Attori Mariella Celia, Silvia Giuffrè, Samuel Salamone, Yannick Simons, Sabrina Vicari, Marta Zollet 

 

In collaborazione con la Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone

            

Produzione del Teatro Comunale di Bologna 

PAGLIACCI

Dramma in un prologo e due atti

Musica e libretto di Ruggero Leoncavallo

 

Direttore Frédéric Chaslin

Regia Serena Sinigaglia

Maestro del Coro Alberto Malazzi

Scene Maria Spazzi

Costumi Carla Teti

Luci Claudio De Pace

Assistente alle scene Marianna Cavallotti

Maestro del Coro di Voci Bianche Alhambra Superchi 

 

Personaggi e Interpreti

Nedda/Colombina Carmela Remigio (15, 18, 20, 22) / Carmen Solís (17, 19, 21)

Canio/Il Pagliaccio Stefano La Colla (15, 18, 20, 22) / Angelo Villari (17, 19, 21)                                          

Tonio/Taddeo Dalibor Jenis (15, 18, 20, 22) / Stefano Meo (17, 19, 21)  

Beppe/Arlecchino Paolo Antognetti / Marco Puggioni (17, 19, 21)

Silvio Vittorio Prato (15, 18, 20, 22) / Vincenzo Nizzardo (17, 19, 21)

Mimi Paolo De Giudici, Sarah Giulia Gibbon

In collaborazione con la Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone

Nuova produzione del Teatro Comunale con Grand-Théâtre de Genève

 

Date

Domenica 15 dicembre, Turno Prima, ore 20.00

Martedì 17 dicembre, Turno C, ore 18.00

Mercoledì 18 dicembre, Turno A, ore 20.00

Giovedì 19 dicembre, Turno P, ore18.00

Venerdì 20 dicembre, Turno B, ore 20.00

Sabato 21 dicembre, FA, ore 20.00

Domenica 22 dicembre, Turno D, Ore 15.30

(un' immagine di Pagliacci)

 

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La “Carmen” di Bizet, con la direzione di Beatrice Venezi e la regia di Paul-Émile Fourny, chiude la 52esima Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi

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L’opéra-comique “Carmen”, di Georges Bizet, con la direzione del M° Beatrice Venezi e la regia di Paul-Émile Fourny, chiude la 52esima Stagione Lirica del Teatro Pergolesi, venerdì 20 e domenica 22 dicembre (anteprima giovani il 18 dicembre) per la 52^ Stagione Lirica di Tradizione.

Sarà la “Carmen”, il titolo più celebre di Georges Bizet (1838-1875), a chiudere la 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi, al termine di un cartellone dedicato alle grandi protagoniste femminili con “Madama Butterfly”, “Turandot” e il tributo alla Luna in una nuova produzione di “CircOpera”.

Venerdì 20 dicembre alle ore 20.30, domenica 22 alle ore 16, con anteprima giovani mercoledì 18 dicembre alle ore 16, la “Carmen” arriva al Teatro Pergolesi di Jesi in una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica delle Marche. L’opéra-comique in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella eponima di Mérimée, viene proposta nella versione originale, in lingua francese e con i dialoghi parlati, che debuttò all’Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875; alcuni dialoghi sono stati modificati a cura di Opéra-Théâtre de Metz Métropole. Edizione Alkor. Dopo le date di Jesi, l’opera andrà in scena tra gennaio e febbraio 2020 nei teatri di Fano, Ascoli Piceno e Fermo.

Sul podio, il Maestro Beatrice Venezi, tra le poche donne al mondo a dirigere orchestre a livello internazionale; innovativa, paladina di femminilità, nel 2018 è stata inserita da “Forbes” nell’elenco dei 100 giovani Under 30 leader del futuro e ha recentemente pubblicato il suo album d’esordio “My Journey - Puccini’s Symphonic Works”. La regia è di Paul-Émile Fourny che torna a Jesi dopo i successi di “Aucassin et Nicolette” (2019), “Werther” (2007), “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci” (2016). Per questo nuovo allestimento, le scene sono state realizzate nei Laboratori scenografici della Fondazione Pergolesi Spontini a Jesi e sono firmate da Benito Leonori, i costumi sono di Giovanna Fiorentini, light designer è Patrick Méeüs; assistente alla regia è Giovanna Spinelli, assistente alle scene Elisabetta Salvatori.

Nel ruolo del titolo il mezzosoprano canadese Mireille Lebel al suo debutto in Italia, mentre il tenore Enrico Casari sarà per la prima volta Don José. Anna Bordignon è Micaëla, Margherita Hibel canta Frasquita, Mercedes è Martina Rinaldi, Escamillo è Pietro Di Bianco; nella compagnia di canto, inoltre, Tommaso Caramia (Dancairo), Vasyl Solodkyy (Remendado), Andrea Tabili (Zuniga), Giacomo Medici (Moralès). Lilas Pastia è Francesco Mattioni. Per le recite nei teatri della Rete Lirica, si alternano nel ruolo di Frasquita le cantanti Margherita Hibel e Carmela Osato.

Suona la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro del Teatro della Fortuna di Fano è diretto da Mirca Rosciani, i Pueri Cantores “D. Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci.

L’argomento è tratto, molto liberamente, dal romanzo omonimo di P. Mérimée. Al libretto collaborò lo stesso Bizet, scrivendone anche alcune parti (tra cui le parole della famosa habanera cantata dalla protagonista, “L’amour est un oiseau rebelle”). La “Carmen” del 1875 appartiene al genere dell’opéra-comique ed era dunque, nella sua versione originale, composta da dialoghi recitati alternati alle parti musicali, è in tale forma che viene rappresentata a Jesi.

Il regista Paul-Émile Fourny ne propone un’angolazione originale, in stile indagine della polizia, con un delitto consumato all’interno di un teatro – le scene sono una perfetta ricostruzione del Teatro Moriconi di Jesi – di cui si cerca di stabilire le responsabilità. Da qui parte, come un flashback, la vicenda, con gitani e contrabbandieri trasformati in una compagnia di artisti teatrali impegnati nella messa in scena dell’opera di Bizet, in uno spettacolo in cui realtà e fantasia si intrecciano fino al tragico epilogo... La protagonista, Carmen, è un’attrice, al centro di un mondo divertente, vivente e ribelle, opposto all’universo di “poliziotti” incarnato dall’agente Moralès, dal commissario Zuniga e dall’ispettore José.

«Ho voluto proporre una lettura più contemporanea ma rispettosa dell’opera, evitando la caricatura spagnola per meglio sviluppare la drammaturgia” - spiega Paul-Émile Fourny. “L’idea è quella di una messa in scena vicina alle serie televisive poliziesche, e in particolare a quelle che si svolgono negli anni 50-60, perché Carmen è la storia di un crimine, in cui la protagonista è la vittima. Il mio sguardo è femminista, Carmen afferma le sue scelte di vita, sia professionali che personali; con un carattere forte, indurito, deve combattere per rivendicare il suo status di donna libera».

A margine dell’opera, la Fondazione Pergolesi Spontini propone al pubblico alcuni momenti di approfondimento presso le Sale Pergolesiane del Teatro Pergolesi: domenica 15 dicembre alle ore 11 la “Guida all’opera” con il musicologo Cristiano Veroli, e due incontri dal titolo “La trama prima dell’opera” con il direttore artistico Cristian Carrara, venerdì 20 dicembre ore 19 e domenica 22 dicembre ore 15. Inoltre, venerdì 20 dicembre alle ore 18,30, stesso luogo, il M° Beatrice Venezi presenterà il suo il suo album d’esordio “My Journey - Puccini’s Symphonic Works” per l’etichetta Warner Music.

La 52^ Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi Stagione è organizzata dalla Fondazione Pergolesi Spontini, con la direzione artistica di Cristian Carrara. La sostengono il Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, e la Regione Marche; Soci Fondatori Comune di Jesi e Comune di Maiolati Spontini, Partecipanti Aderenti Comune di Monsano, Partecipante Sostenitore Camera di Commercio delle Marche, Fondatori Sostenitori Gruppo Pieralisi e Starcom Italia, con il patrocinio di Consiglio Regionale delle Marche. Educational partner Trevalli Cooperlat. Sponsor PS Medical Center, DPA srl, Estra Prometeo. Si ringraziano UBI BANCA, CLABO SPA e tutti i Mecenati 2019 per il contributo erogato tramite Art Bonus.

Info: Fondazione Pergolesi Spontini www.fondazionepergolesispontini.com

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Festival Verdi 2019: ancora un'edizione da record

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CS

I risultati della XIX edizione fanno registrare il record assoluto di spettatori e di incasso

della storia del festival, con oltre 26 mila presenze provenienti da tutti i continenti

e oltre 1,4 milioni di euro di biglietti venduti, con Nabucco che vanta il record di incasso per singola recita e per titolo della storia del Festival Verdi.

La IV edizione di Verdi Off accresce lo straordinario coinvolgimento in nome del Maestro

con la Verdi Street Parade che ha riempito le strade della città e la Piazza del Duomo.

Il report dei risultati, realizzato con l’Università di Parma,

evidenzia che il Social Return On Investment, l’impatto favorevole del Festival Verdi,

stimato con cautela, è pari a 2.5, con benefici calcolati per oltre € 15.75 milioni

sugli operatori economici e sulla comunità cittadina

 

Stabilisce nuovi record e conferma il proprio trend in crescita delle ultime edizioni il XIX Festival Verdi conclusosi lo scorso 20 ottobre, come risulta dal report, frutto dell’Osservatorio permanente istituito dal Teatro Regio in collaborazione con l’Università di Parma, presentato a istituzioni, sponsor, pubblico e disponibile alla consultazione su teatroregioparma.it.

I dati raccolti attestano il record di spettatori e di incasso della storia del Festival Verdi, con 26.353 presenze provenienti da tutti e cinque i continenti, oltre 1,4 milioni di euro di biglietti venduti e oltre 100 tour operator e gruppi nazionali e internazionali organizzati che sono intervenuti e che hanno già prenotato la loro partecipazione al XX Festival Verdi, in programma dal 24 settembre al 18 ottobre 2020 (I Lombardi alla prima Crociata, Rigoletto, Macbeth nella versione francese, Ernani, eseguito in forma di concerto, sono le opere nell’anno di Parma Capitale italiana della Cultura.).

Nabucco, nella produzione di Ricci/Forte diretta da Francesco Ivan Ciampa, vanta il record di incasso per singola recita (oltre 117 mila euro) e per titolo (sfiorando i 400 mila euro) della storia del Festival Verdi, con oltre il 90% di riempimento medio delle recite, un sostanziale tutto esaurito, e raccogliendo, a oggi, il pressoché unanime trionfo da parte dei media accreditati.

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In scena al Pavarotti di Modena un nuovo titolo dedicato al Natale

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CS

Va in scena domenica 15 dicembre 2019 alle 17 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti La Notte di Natale, nuova opera commissionata insieme al Teatro dell’Opera Giocosa di Savona (dove è andata in scena lo scorso primo dicembre) al compositore Alberto Cara. Il testo di Simone Pintor, che firma anche la regia dello spettacolo, è liberamente tratto dal noto racconto di Nikolaj Gogol’, autore classico della letteratura russa. La direzione musicale è affidata a Diego Ceretta, alla guida dell’Ensemble del Teatro dell’Opera Giocosa e delle Voci bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Il cast è composto da interpreti usciti dai corsi di alto perfezionamento del Teatro Comunale (Floriana Cicio e Raffaele Feo), di Raina Kabaivanska (Daniel Kim Sunggyeul) e dalla Scuola dell’opera del Teatro Comunale di Bologna (Aloisa Aisemberg). Scene e costumi sono di Mariangela Mazzeo, luci di Marco Alba. La durata dello spettacolo è di circa un’ora.

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TURANDOT, GIACOMO PUCCINI - TEATRO VERDI DI TRIESTE, sabato 7 dicembre 2019

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Per inaugurare questa nuova stagione, il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste ha scelto di fare le cose in grande, mettendo in cartellone ben due titoli che si alternavano: Aida e Turandot.

Purtroppo non è stato possibile assistere ad entrambi, ma solo a una delle ultime recite di Turandot, la cui regia, come nel caso di Aida, è stata affidata alla coppia Katia Ricciarelli e Davide Garattini Raimondi. Vista la grande affluenza di pubblico mi è stato riservato un posto a scarsa visibilità, quindi posso riferire solo in modo limitato per quando riguarda la parte scenica; inoltre la posizione sopra la buca ha sicuramente sfalsato la mia percezione rispetto a una posizione più favorevole.

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Un dicembre incantato a Cagliari con Hänsel und Gretel, capolavoro fiabesco di Engelbert Humperdinck, in un incantevole allestimento scenico che ammalia bambini e adulti

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Venerdì 13 dicembre alle 20.30 (turno A), a chiusura della Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena l’ottavo ed ultimo appuntamento con l’opera: Hänsel und Gretel, fiaba drammatica in tre quadri su libretto di Adelheid Wette, tratto dalla fiaba omonima dei fratelli Grimm, e musica di Engelbert Humperdinck (Siegburg, 1854 - Neustrelitz, 1921) che viene rappresentata per la seconda volta a Cagliari (la prima fu nel maggio 1959 al Teatro Massimo con Fiorenza Cossotto nel ruolo di Hänsel).

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Iniziata la campagna abbonamenti per la Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari

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CS

La campagna abbonamenti per l’ormai imminente Stagione concertistica 2020 del Teatro Lirico di Cagliari, è iniziata, da martedì 3 dicembre 2019, per tutti gli abbonati, con le conferme e variazioni su posti disponibili, possibili fino a sabato 4 gennaio 2020.

La Stagione concertistica 2020 prevede due turni di abbonamento, i turni A e B, per 13 concerti ciascuno.

Come ormai consuetudine i posti in teatro sono identificati per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Prezzi abbonamenti: platea € 235,00 (settore giallo), € 215,00 (settore rosso), € 170,00 (settore blu); I loggia € 200,00 (settore giallo), € 170,00 (settore rosso), € 130,00 (settore blu); II loggia € 65,00 (settore giallo), € 65,00 (settore rosso), € 45,00 (settore blu).

Ai giovani under 30 e agli studenti sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13, il martedi, giovedì e venerdì anche dalle 16 alle 20, e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 - 0704082249, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it

Cagliari,  dicembre 2019

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IN ESCLUSIVA LA PRIMA DELLA SCALA SUI CANALI RAI

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RAI: IN ESCLUSIVA LA PRIMA DELLA SCALA

 

Il 7 dicembre la diretta di Rai Cultura su Rai1, Radio3 e Rai Play. Previsti oltre due milioni di spettatori tra pubblico televisivo, radiofonico, cinematografico e web per la Tosca di Giacomo Puccini.

È l'evento culturale più importante dell'anno, e vedrà protagonisti il direttore d'orchestra Riccardo Chailly, il regista Davide Livermore, le grandi voci di Anna NetrebkoFrancesco Meli e Luca Salsi, oltre naturalmente a uno dei più grandi compositori di tutti i tempi: Giacomo Puccini. È la prima del Teatro alla Scala, che quest'anno inaugura la sua Stagione con Toscache Rai Cultura propone in diretta in esclusiva su Rai1 il prossimo 7 dicembre a partire dalle 17.45. Lo spettacolo, con la regia televisiva di Patrizia Carmine, è trasmesso in diretta anche su Radio3, su Rai1 HD canale 501 e online sul portale Rai Play, dove potrà essere visto per 14 giorni dopo la prima.

Oltre tre ore di trasmissione, completa di sottotitoli, per portare Tosca nelle case degli Italiani, perché la grande musica è di tutti, come hanno dimostrato i quasi due milioni di telespettatori che il 7 dicembre 2019 hanno seguito su Rai1 Attila di Giuseppe Verdi per l'apertura della scorsa Stagione della Scala. 

Anche quest’anno grande attenzione è stata riservata alla ripresa audio e video dello spettacolo, curata dal Centro di Produzione Tv Rai di Milano, con 13 telecamere in alta definizione, 45 microfoni nella buca d’orchestra e in palcoscenico, 11 radiomicrofoni dedicati ai solisti che serviranno per la trasmissione stereofonica e per la radiocronaca in diretta in onda su Radio3, con audio surround per le sale cinematografiche e per la Tv. Uno staff di 50 persone tra cameraman, microfonisti, tecnici audio e video sarà impegnato per le oltre tre ore di trasmissione, culmine di una preparazione che vede lo staff di regia seguire fin dalle prime prove la messa in scena dello spettacolo, e un numero crescente di addetti lavorare nelle due settimane precedenti la Prima. 

Oltre a trasmettere l'opera, come di consueto la Rai racconterà anche ciò che accade attorno allo spettacolo più atteso della Stagione. Su Rai 1, Antonio Di Bella e Milly Carlucci, con collegamenti di Stefania Battistini dal foyer, condurranno la diretta televisiva incontrando, prima dell'inizio e durante l'intervallo, i protagonisti e gli ospiti presenti. Per Radio3 seguiranno la diretta Gaia Varon e Nicola Pedone. Saranno coinvolte anche le diverse testate giornalistiche della Rai con dirette, servizi e approfondimenti, con ospiti in studio e dal foyer della Scala. 

Per la prima volta quest’anno, la trasmissione di un’opera sarà corredata dall’audiodescrizione in diretta, grazie alla quale anche le persone cieche e ipovedenti potranno avvalersi di tutte quelle informazioni visive non trasmesse verbalmente – costumi, aspetto e mimica dei personaggi, azioni non parlate, location, scenografia e luci - ; tale accessibilità sarà estesa anche a tutto ciò  che accadrà intorno allo spettacolo e verrà trasmesso in tv prima dell’inizio e durante l’intervallo. Il servizio è realizzato da Rai Pubblica Utilità – Accessibilità. L’audiodescrizione, attivabile dal televisore sul canale audio dedicato, fa parte del percorso di inclusione intrapreso con impegno e determinazione dalla Rai, con l’obiettivo di rendere sempre più concreta e ampia l’offerta di vero servizio pubblico.

Si avvarranno delle riprese in Alta Definizione diffuse da Rai circa 40 sedi coinvolte nell’iniziativa sociale “Prima Diffusa” del Comune di Milano e il maxischermo collocato al centro dell’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II, che offre la Prima ai cittadini.

Rai Com distribuirà l'opera in diretta nelle sale cinematografiche. Saranno più di 30 i cinema italiani coinvolti, ma l'evento sarà disponibile anche in quelli di Spagna, Norvegia, Finlandia, Svizzera, Polonia, Olanda e Gran Bretagna.

L'opera verrà replicata in differita nelle sale di Australia, sud America, Russia, Belgio, Francia. Ulteriori repliche sono previste nei prossimi mesi in molti cinema europei. 

La prima del Teatro alla Scala di Milano potrà essere seguita anche sui canali televisivi Arte (Francia), ZDF (Germania), RPT (Portogallo) RSI (Svizzera), CESKA TELEVIZE (Repubblica Ceca), ACTION 24 (Grecia) e MTVA (Ungheria). 

Sarà inoltre trasmessa in differita in Giappone dalla tv pubblica NHK, in Corea da IL MEDIA e in Russia da TV Kultura.

Per il mercato dell'audiovisivo è prevista per il 2020 l'uscita di un DVD della Tosca.

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Al Teatro La Fenice Chung dirige la Nona Sinfonia di Gustav Mahler

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COMUNICATO STAMPA:

In alternanza con le ultime recite del Don Carlo di Giuseppe Verdi, Myung-Whun Chung sarà impegnato sul podio dell’Orchestra del Teatro La Fenice anche nel prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica 2019-2020: guiderà infatti la compagine veneziana nell’esecuzione della Nona Sinfonia di Gustav Mahler. Il concerto è inserito nel contesto di un progetto pluriennale di rilettura dell’opera di Mahler condotto dalla Fenice insieme al maestro coreano: dopo la Quinta ascoltata nel 2017 e Seconda nel 2019, Chung si misurerà ora con la Sinfonia n. 9 in re maggiore, l’ultimo capolavoro sinfonico compiuto del compositore austriaco. Due i concerti al Teatro La Fenice: giovedì 5 dicembre 2019 ore 20.00 (turno S) e, in replica trasmessa in diretta su Rai Radio3, venerdì 6 dicembre 2019 ore 20.00.

            Ultima delle sinfonie compiute di Gustav Mahler (1860-1911), la Sinfonia n. 9 in re minore rappresenta una sorta di testimonianza riassuntiva in cui Mahler ripropone in modo introspettivo le tappe del suo percorso sinfonico. Ritroviamo così nel corso dei movimenti reminiscenze delle sinfonie ‘austriache’ (dalla Prima alla Quarta, legate al patrimonio popolare della civiltà contadina) e di quelle ‘viennesi’ (dalla Quinta alla Settima, collegate ai ritmi della cultura urbana), oltre a un rimando esplicito, nell’Andante comodo d’apertura, a «Das Lied von der Erde» (Il canto della terra), l’ultimo lavoro completato da Mahler, già stanco e malato, prima di iniziare la composizione della Nona. Non per niente Alban Berg associa la Nona a una definizione lapidaria: «la morte in persona», e Hans Redlich ha definito «Das Lied», la Nona Sinfonia e i frammenti incompiuti della Decima «la trilogia della morte». L’architettura sinfonica tradizionale, suggerita dalla suddivisione in quattro movimenti, viene negata dal fatto che questi non sono disposti secondo la successione canonica e sono concepiti in tonalità del tutto diverse: i due movimenti lenti, rispettivamente un Andante comodo in re maggiore e un Adagio in re bemolle maggiore, incorniciano due movimenti rapidi, un Ländler in do maggiore e un Rondo-Burleske in la minore, contrapponendo il loro lirismo luttuoso e pieno di pathos al tono ironico e dissacratorio dei due movimenti centrali.

Mahler, che nell’estate 1907 aveva ricevuto la diagnosi di un’inoperabile disfunzione cardiaca, cominciò a lavorare alla Nona nel giugno 1909 nella quiete della residenza estiva di Dobbiaco. La stesura, febbrilmente rapida, fu portata a termine nel marzo 1910 a New York. La prima esecuzione, postuma (Mahler era scomparso il 18 maggio 1911), fu diretta da Bruno Walter a Vienna il 26 giugno 1912.

In occasione del concerto diretto da Myung-Whun Chung, si rinnoverà il consueto appuntamento con le conferenze di approfondimento della Stagione Sinfonica: il concerto di giovedì 5 dicembre 2019 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 130,00) sono acquistabili nei punti vendita Vela Venezia Unica di Teatro La Fenice, Piazzale Roma, Tronchetto, Ferrovia, Piazza San Marco, Rialto linea 2, Accademia, Mestre, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2424) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Myung-Whun Chung

Nato in Corea, inizia l’attività musicale come pianista, debuttando all’età di sette anni. A ventuno vince il secondo premio al Concorso pianistico Čajkovskij di Mosca. Frequenta negli usa i corsi di perfezionamento al Mannes College e successivamente alla Juilliard School di New York, nel 1979 diviene assi-stente di Carlo Maria Giulini alla Los Angeles Philharmonic dove nel 1981 è nominato direttore associato. Dal 1984 al 1990 è direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrüken, dal 1987 al 1992 direttore principale invitato del Teatro Comunale di Firenze, tra il 1989 e il 1994 direttore musicale dell’Opéra de Paris-Bastille e, dal 1997 al 2005, direttore principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Nel 1995 fonda la Asia Philharmonic, formata dai migliori musicisti di otto Paesi asiatici. Nel 2005 è nominato direttore musicale della Seoul Philharmonic Orchestra e nel 2016 direttore musicale onorario della Tokyo Philharmonic Orchestra. Dal 2011 è direttore ospite principale della Dresden Staatskapelle. Dal 2000 al 2015 è stato inoltre direttore musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France, di cui dal 2016 è direttore onorario. Ha diretto molte delle orchestre più prestigiose del mondo, fra cui i Berliner e i Wiener Philharmoniker, il Concertgebouw di Amsterdam, le principali orchestre di Londra e di Parigi, l’Orchestra Filarmonica della Scala, la Bayerische Rundfunk, le orchestre sinfoniche di Boston e Chicago, l’Orchestra della Metropolitan Opera di New York, la New York Philharmonic Orchestra e le orchestre sinfoniche di Cleveland e di Philadelphia. In Italia gli sono stati conferiti il Premio Abbiati e il Premio Toscanini. In Francia nel 1991 è stato nominato Artista dell’anno dal Sindacato professionale della critica drammatica e musicale e nel 1992 il Governo francese gli ha assegnato la Légion d’Honneur. Nel 1995 e di nuovo nel 2002 ha avuto il Premio Victoire de la Musique. Nel 2011 gli è stato con-ferito il titolo di Commadeur dans l’ordre des Arts et Lettres dal ministro della Cultura francese. Nel luglio 2013 la Città di Venezia gli ha consegnato le chiavi per il suo impegno verso il Teatro La Fenice e la vita musicale della città e il Teatro La Fenice gli ha conferito il premio Una vita nella musica. Nel 2017 il Presidente della Repubblica Italiana lo ha nominato Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia per il suo contributo alla cultura italiana. Nel 2015 l’Associazione della critica musicale italiana gli ha assegnato il Premio Abbiati per Simon Boccanegra di Verdi (rappresentata al Teatro La Fenice di Venezia) e per l’attività sinfonica con l’Accademia di Santa Cecilia e con l’Orchestra Filarmonica della Scala. Parallelamente alla sua attività musicale Myung-Whun Chung è impegnato in iniziative di carattere umanitario e di diffusione della musica classica tra le giovani generazioni, nonché di salvaguardia dell’ambiente. Ambasciatore del Programma delle Nazioni Unite per il Controllo internazionale della droga (undcp), nel 1995 è stato nominato «Uomo dell’anno» dall’unesco e l’anno successivo il Governo della Corea gli ha conferito il «Kumkuan», cioè il più importante riconoscimento in campo culturale, per il suo contributo alla vita musicale coreana. Ѐ attualmente ambasciatore onorario per la cultura della Corea del Sud, il primo nella storia del governo del suo Paese. Chung e i musicisti dell’Orchestre Philharmonique de Radio France sono stati nominati nel 2007 Ambasciatori dell’unicef e nel 2008 il direttore ha ricevuto l’incarico di Goodwill Ambassador dall’unicef come riconoscimento per il suo impegno a favore dell’infanzia. Nel 2012 è riuscito a riunire, per la prima volta per un concerto alla Salle Pleyel a Parigi, la Unhasu Orchestra della Corea del Nord e la Orchestre Philharmonique de Radio France. Di casa alla Fenice, vi ha diretto La traviata (2009 e 2010), Rigoletto (2010), Tristan und Isolde (2012), Otello (2012 e 2013, sia in teatro che nelle memorabili esecuzioni a Palazzo Ducale), Simon Boccanegra (2014), Madama Butterfly (2016) e Carmen (2017). Nel novembre del 2017, sempre alla Fenice, ha interpretato Un ballo in maschera di Verdi, inaugurando la Stagione Lirica, e pochi giorni dopo è salito sullo stesso podio per il Concerto di Capodanno, cui è seguita, nel marzo 2018, La bohème. Ha poi inaugurato la stagione 2018-2019 con Macbeth, è tornato a guidare l’Orchestra e il Coro del Teatro nel concerto di Capodanno 2019 e in marzo ha diretto nuovamente Otello. È inoltre presenza costante nei concerti delle stagioni sinfoniche della Fenice.

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Torna dal 5 al 18 dicembre a Pavia il FESTIVAL DI NATALE 2019 del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri

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CS:

Giunto alla sua quinta edizione, il Festival di Natale del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri torna ad animare la prima metà di dicembre, con una serie di concerti di musica antica e di  iniziative musicali che animeranno Pavia dal 5 al 18 dicembre, dal centro alle periferie.

 

In sintonia con le precedenti edizioni, anche quest’anno il Festival manterrà alcune caratteristiche chiave, a partire dalla presenza in cartellone di artisti ed ensemble emergenti di altissimo livello: una nuova generazioni di musicisti che ha già molto da dire e che saprà sicuramente stupire per qualità e personalità.

 

In particolare il Festival ospiterà gli ensemble La Vaghezza (5/12) e Cantorí(14/12), due dei gruppi selezionati nell’ambito del progetto eeemerging+, che presenteranno, rispettivamente, un programma dedicato alla musica ai tempi di Galileo Galilei e un programma polifonico del repertorio rinascimentale spagnolo, che includerà anche una singolare “ensaladas” ispirata alle vicende della Battaglia di Pavia. Sostenuto da Creative Europeeeemerging+ è il più importante progetto europeo per la promozione e la valorizzazione dei migliori gruppi emergenti di musica antica d’Europa, di cui il Ghislieri è il partner italiano fin dalla sua costituzione.

L’11/12 si esibirà invece un talentuoso trio italiano formato dai due giovanissimi soprani Marta Redaelli Federico Fiorio e dalla clavicembalista Rossella Policardo, insieme per la prima volta per offrire un programma di duetti tratti dalle opere di Monteverdi, Strozzi e Storace. Nota interessante del concerto sarà la possibilità di ascoltare, come raramente accade, duetti d’amore tra due voci acute interpretati però da un uomo e una donna, con voci capaci di fondersi perfettamente, sebbene di caratteristiche diverse.

Il 18/12 sarà infine la volta di studenti e musicisti amatori della città. Il Coro Universitario del Collegio Ghislieri e l’Ensemble di vihuelas del Conservatorio “Vittadini” si ritroveranno infatti insieme per presentare un concerto frutto di un laboratorio musicale realizzato proprio insieme a Cantorínelle settimane precedenti, incentrato sulla musica del Siglo de Oro per il tempo dell’Avvento.

 

Anche quest’anno la volontà del Festival sarà inoltre quella di portare la musica al di fuori delle sale da concerto, attraverso numerosi momenti musicali che intendono raggiungere anche coloro che solitamente non hanno l’occasione o l’opportunità, per impedimenti di vario tipo, di poter godere della musica come importante momento di condivisione.

Case di cura e di riposo, centri di aggregazione e di accoglienza, associazioni impegnate nel sociale saranno i destinatari di piccoli momenti musicali in cui gli stessi protagonisti del cartellone principale regaleranno la propria musica, perché diventi un fattore di sviluppo sociale, ma anche momento conviviale ed energia capace di portare conforto nelle più diverse situazioni di bisogno.

 

Il calendario completo, gli abbonamenti ai quattro concerti e i biglietti sono disponibili su ghislieri.it.

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LIRICA JESI: Selezione di otto figuranti, 4 uomini e 4 donne, per l’opera lirica “Carmen”

Carmen--Luc-Bertau---Opra-Thtre-de-Metz-Mtropole_2 Foto Luc Bertau

Mercoledì 4 dicembre alle ore 14 al Teatro Moriconi di Jesi, la Fondazione Pergolesi Spontini terrà la selezione di otto figuranti per la “Carmen” di Bizet, quarto ed ultimo titolo d’opera della 52esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi. L’opera andrà in scena al Teatro Pergolesi venerdì 20 dicembre ore 20.30 e domenica 22 ore 16, con anteprima giovani mercoledì 18 dicembre ore 16, e di seguito anche nei teatri del circuito della Fondazione Rete Lirica delle Marche, Fano, Ascoli Piceno e Fermo.

Per questo allestimento si cercano otto figuranti – quattro uomini e quattro donne – tra i 20 ed i 35 anni, preferibilmente con esperienza di palcoscenico. Gli aspiranti al ruolo si presenteranno direttamente nel luogo dove avverrà la selezione.

“Carmen” di Georges Bizet vede sul podio orchestrale il M° Beatrice Venezi, la regia è di Paul-Émile Fourny, le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Giovanna Fiorentini, light designer Patrick Méeüs, per una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in co-produzione con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica delle Marche. Il mezzosoprano Mireille Lebel canta Carmen, Don José è il tenore Enrico Casari, Anna Bordignon è Micaëla. Margherita Hibel canta Frasquita, Mercedes è Martina Rinaldi, Escamillo è Pietro Di Bianco; nella compagnia di canto, inoltre, Tommaso Caramia (Dancairo), Vasyl Solodkyy (Remendado), Andrea Tabili (Zuniga), Giacomo Medici (Moralès). Lilas Pastia è Francesco Mattioni. Suona la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro del Teatro della Fortuna “M. Agostini” di Fano è diretto da Mirca Rosciani, i Pueri Cantores “D. Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci.

Per la messa in scena di quest’opera – tra i titoli più amati del repertorio lirico – il regista Paul Emile Fourny propone un’angolazione originale, in stile indagine della polizia. “Ho voluto proporre una lettura più contemporanea ma sempre rispettoso dell’opera, evitando la caricatura spagnola per meglio sviluppare la drammaturgia. L’idea è quella di una messa in scena vicina alle recenti serie televisive della polizia, e in particolare a quelle che si svolgono negli anni 50-60, perché Carmen è la storia di un crimine, in cui la protagonista è la vittima. Il mio sguardo è femminista, Carmen afferma le sue scelte di vita, sia professionali che personali; con un carattere forte, indurito, deve combattere per rivendicare il suo status di donna libera”.

Info: Fondazione Pergolesi Spontini www.fondazionepergolesispontini.com

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Palladium, “Guernica, icona di pace”: il 1-12 le musiche “assolute” di Ennio Morricone e Albino Taggeo, con Michele Placido

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TEATRO PALLADIUM - Stagione 2019/2020

“Guernica, icona di pace”

 Il 1 dicembre al Palladium le musiche di Ennio Morricone e Albino Taggeo, con Michele Placido

Il concerto-evento di domenica dedicato a Picasso, con la musica di Ennio Morricone. Sul palco, trentuno elementi del Pentarte Ensemble diretti da Stefano Cucci e la voce recitante di Placido.

Domenica 1 dicembre - ore 18,30

Biglietto intero 20 euro – Ridotto 15 euro

Durata: 1 ora e 30 minuti

Guernica (1937) di Pablo Picasso

 

in foto da sinistra:Albino Taggeo, Ennio Morricone, Stefano Cucci

Per la prima volta, la musica di Ennio Morricone viene accostata a un’opera d’arte da lui tanto amata ed ammirata: Guernica, il capolavoro di Pablo Picasso ideato e creato in soli 33 giorni nel 1937 dopo il terribile bombardamento del paese basco di Guernica, diventato un’icona mondiale di pace. “Guernica, icona di pace” è il concerto-evento che si terrà al Teatro Palladium domenica 1 dicembre alle ore 18,30 (biglietti al costo di 20 euro, 15 i ridotti), promosso e organizzato dalla storica dell’arte Serena Baccaglini dell’Università Cattolica di Milano. Un vero e proprio omaggio a due geni creativi del Novecento come Pablo Picasso ed Ennio Morricone. Uno straordinario evento in cui poesia, musica e arte si fondono grazie alle immagini di luce immersive realizzate da Stark.

Protagoniste della serata le composizioni scritte da Ennio Morricone: “Grido” e “Se questo è un uomo” (da Primo Levi), due lavori mai registrati che mostrano un Morricone inedito, appassionato più alla musica contemporanea, “assoluta”, come lui stesso la definisce, che alla musica da film. Albino Taggeo firma le composizioni “Guernica, Tableau Vivant” in prima assoluta e “Golpe de Luz” tratto dalle poesie di Federico Garcia Lorca. Sul palco, 31 elementi del Pentarte Ensemble diretti da Stefano Cucci (da anni maestro concertatore designato da Ennio Morricone per preparare, e in molti casi dirigere, le opere del Maestro); la voce recitante di Michele Placido e le immagini di luce sul testo poetico di Maria Gloria Grifoni ispirato a Guernica.

Grido è l’urlo di Munch, un anelito della voce che rivendica la propria appartenenza originaria al mondo dei suoni, in assenza di un testo significante e con un vocalizzo in registro acuto che si sposa e si fonde nel tessuto orchestrale. Se questo è un uomo coglie la tragicità della miseria umana, disseminando lungo la composizione frammenti recitati, tratti da una poesia di Primo Levi, cui fanno da contorno una voce femminile di colore scuro che “vocalizza” con appropriati impasti timbrici e un violino solista che fa da trait d’union tra le due voci e l’orchestra. Golpe de luz è un canto che inneggia all’amore e alla libertà; le struggenti liriche di Federico Garcia Lorca si pongono ante litteram rispetto al massacro di Guernica e la sua morte, avvenuta nel 1936 per mano dei franchisti, anticipa la barbarie che da lì a poco avrebbe colpito il resto dell’Europa.

Guernica, tableau vivant, urla, piange, si dispera e spera: scena e messinscena tragica, sofferta e rappresentata nella Pàrodos dagli uomini vittime del massacro, negli Episodi dalle due donne protagoniste della violenza, figlia della follia umana. Il coro maschile evoca episodi di morte e implora speranze di vita, mostrando la propria miseria e disperazione sul proscenio rivolgendosi al pubblico, in paràbasi; poi si ritrae mortificato nei valori più intimi e profondi ed infine ritrova il coraggio di incitare il pubblico ad urlare e condividere la tragedia vissuta. Le due donne, una figura femminile immagine vivente, calpestata e umiliata e una madre al culmine dell’estremo dolore di dover abbracciare il proprio frutto estinto, dialogano appena scampate all’inferno della guerra, aggrappandosi al lume pennellato dall’artista come un ultimo approdo. Il testo della poetessa Maria Gloria Grifoni deplora quella parte malata e squilibrata della società che, periodicamente nei secoli, predilige la crudeltà all’amore per il prossimo; i versi, inquietanti e penetranti accennano, senza mai voler rassicurare, bagliori flebili e ombra immanenti, messaggi di allerta e di riflessione.  

Il Pentarte Ensemble è nato nel 1990 su iniziativa del suo presidente Albino Taggeo e di alcuni musicisti appartenenti alla scuola romana. Dal 1992 l’ensemble opera attivamente eseguendo musiche del Novecento storico e contemporanee. I suoi giovani componenti provengono prevalentemente dal Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e il suo direttore è Stefano Cucci, da anni maestro concertatore designato da Ennio Morricone per preparare, e in molti casi dirigere, le opere del Maestro.

Albino Taggeo - compositore di “Guernica Tableau Vivant”, scaturito da una suggestione poetica del testo fortemente drammaturgico della poetessa Maria Gloria Grifoni - è presidente di Pentarte, è stato docente di Armonia e Analisi del Conservatorio Santa Cecilia e da ormai tanti anni amico fidato e organizzatore di eventi per Ennio Morricone insieme a Stefano Cucci.

Partner nella costruzione di questo importante evento è Artegal Trust Onlus, organizzazione no profit di respiro internazionale, che sostiene e accompagna progetti culturali di spessore al fine di raccogliere fondi da re-impiegare in beneficienza.

IL PROGETTO

L’idea di accostare il nome e le musiche di Ennio Morricone all’opera Guernica di Pablo Picasso nasce dallo straordinario Cartone di Picasso di Jacqueline de la Baume Durrbach riscoperto dopo anni di appassionata ricerca dalla storica dell’arte Serena Baccaglini. Il Cartone viene creato 18 anni dopo l’opera, nel 1955, quando Nelson Rockefeller stimola Picasso a rifare Guernica: il cartone, che deriva dall’olio, non solo viene fatto su carta da pacchi, in sei strisce larghe come il telaio, per essere modello e guida per la tessitura dell’arazzo, oggi all’Onu, ma sarà il primo di una serie di 26 cartoni dai quali nasceranno altrettanti arazzi, un progetto unico nel panorama artistico del XX secolo. Il nome di Picasso appare su cartoni ed arazzi accanto al logo di Cavalaire, l’atelier di Jacqueline de la Baume Durrbach, la geniale artista “dalle dita d’oro” capace di “tessere un dipinto” trasformandolo in arazzo. Dopo l’esposizione su progetto di Serena Baccaglini nel 2017-2018, accanto a documenti storici primari, quali la Costituzione Italiana al Senato e l’Armistizio che ha concluso la Grande Guerra al Museo della Terza Armata di Padova, si è deciso di accostare Guernica ad arti diverse, quali la musica, la poesia e le proiezioni di luce.

GUERNICA, ICONA DI PACE

Domenica 1 dicembre - ore 18,30

Biglietto intero 20 euro – Ridotto 15 euro

Teatro Palladium

Piazza Bartolomeo Romano, 8 – Roma - Tel: 06 5733 2772

PROGRAMMA

Ennio Morricone

Grido

Vocalizzo per soprano e orchestra d’archi

Soprano: Marta Vulpi

Ennio Morricone

Se questo è un uomo

Su una poesia di Primo Levi, per violino, mezzosoprano, voce recitante e orchestra d’archi

Mezzosoprano: Chiarastella Onorati. Voce recitante: Michele Placido. Violino: Francesco Peverini

Albino Taggeo

Golpe de luz

Canti da Federico Garcia Lorca

per soprano Marta Vulpi e tre strumenti

Albino Taggeo

Guernica, tableau vivant

Madrigale dialogico su testo di Maria Gloria Grifoni, per soprano, mezzosoprano, coro maschile e orchestra

Soprano: Marta Volpi. Mezzosoprano: Chiarastella Onorati. Coro Petrassi

PENTARTE ENSEMBLE

Direttore e Maestro del coro: Stefano Cucci

Soprano: Marta Vulpi

Mezzosoprano: Chiarastella Onorati

Voce recitante: Michele Placido

Flauto: Clementina Savini

Clarinetto: Fabio Sepe

Sax: Guglielmo Cetto

Tromba: Alessandro Rosi

Trombone: Aldo Maria Taggeo

Percussioni: Claudio Piselli

Chitarra: Luca Lupi

Violini primi: Francesco Peverini, Daniele Molino, Hinako Kawasaky, Marcella Marchiana, Melody Quinteros

Violini secondi: Anna Chulkina, Michele Tisei, Radoslaw Srodon, Elena Centurioni

Viole: Alessio Toro, Arianna Bloise, Roberta Rosato

Violoncelli: Flavio Malatesta, Claudio Aiello 

Contrabbasso: Massimiliano Favella

Ideazione e curatela: Serena Baccaglini

 

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IL TEATRO PONCHIELLI DEDICA LA SONNAMBULA AL BASSO GIUSEPPE MODESTI

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Stagione d’Opera 2019-20

Quintessenza dell’opera romantica, La Sonnambula in scena al Teatro Ponchielli il 6 dicembre (ore 20.30 e in replica l’8 dicembre ore 15.30) è un affresco di natura e tenerezza, in cui si dispiega tutta l’inventiva melodica di Vincenzo Bellini.

Il suggestivo allestimento è realizzato da OperaLombardia insieme all’Opera di Las Palmas, la regia è firmata da Raùl Vasquez e sul podio Leonardo Sini, giovane interprete che vanta già un’acclamata carriera internazionale.

La messa in scena di questa Sonnambulasarà anche l’occasione per ricordare Giuseppe Modesti, nel ventesimo anniversario della sua scomparsa. Il basso cremonese è stato, infatti, un grande Conte Rodolfo nel capolavoro belliniano e il Teatro Ponchielli vuole rendere omaggio a questo grande artista.

Biglietteria del Teatro: aperta dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30, tel. 0372.022001 e 0372.022002.

Prezzi dei biglietti:

platea/palchi € 60 – galleria € 38 - loggione € 22.

Biglietti online sul sito www.vivaticket.it

 

venerdì 6 dicembre, ore 20.30 (turno A)

domenica 8 dicembre, ore 15.30 (turno B)

La Sonnambula

melodramma in due atti. Libretto di Felice Romani,

dal ballo pantomimo La Sonnambule, ouL’arrivée d’un nouveau seigneur

di Eugène Scribee Jean-Pierre Aumer

Musica di Vincenzo Bellini

 

Personaggi ed Interpreti

Il Conte Rodolfo

Davide Giangregorio

Teresa

Sofia Jenelidze

Amina

Veronica Marini

Elvino

Ruzil Gatin

Lisa

Giulia Mazzola

Alessio

Luca Vianello

Un notaio

Claudio Grasso

direttore

Leonardo Sini

 

regia

Raúl Vázquez

scene Sergio Loro

costumi Claudio Martin

luci Vincenzo Raponi

assistente alla regia Antonella Cozzolino

 

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

 

CORO OPERALOMBARDIA 

maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina

Nuovo Allestimento Teatri OperaLombardia in coproduzione con Ópera Las Palmas

 Il tempo record di soli due mesi che Bellini impiegò per scrivere Sonnambula, non gli impedì di raccogliere dalla partitura il frutto di una maturità artistica ormai pienamente raggiunta, che si esprime bene nell’equilibrio tra la raffinatezza melodica e il pathos del tema romantico. La storia, nel libretto scritto da Felice Romani, conteneva tutti gli elementi di attrattiva per la sensibilità romantica di artisti e pubblico dell’epoca: una travagliata storia di amore e di riscatto sociale, ostacolata da gelosia e incomprensioni; un pizzico di mistero; il fascino oscuro di un fenomeno psichico sconosciuto; il lieto fine e il trionfo dell’innocenza.

Il melodramma belliniano prende vita sulla scena nell’allestimento firmato dal versatile regista RaúlVázquez; sul podio a dirigere l’orchestra de I Pomeriggi Musicali ci sarà uno dei più promettenti direttori d’orchestra italiani, Leonardo Sini, classe 1990, che ha conquistato l'attenzione internazionale dopo aver vinto il Primo Premio al prestigioso Concorso internazionale “Maestro Solti” a dicembre 2017.

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DON CARLO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, DOMENICA 24 NOVEMBRE 2019

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È un allestimento firmato Opéra national du Rhin Strasbourg  e Aalto-Theater Essen quella del Don Carlo della rinascita, del duro lavoro di ripristino e quindi dell’apertura di stagione d’Opera a Venezia, dopo i disastri causati dalla marea eccezionale delle settimane passate. È stato un visibilmente commosso Sindaco Luigi Brugnaro a salutare il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, presente in sala in rappresentanza delle Istituzioni, il pubblico di turisti ed appassionati e naturalmente tutti coloro che si sono impegnati affinché ancora una volta la città lagunare potesse ripartire e restituire non solo pian piano la normalità alla vita quotidiana, ma anche rendere possibile rituffarsi nella bellezza del teatro La Fenice e della musica che in essa viene prodotta.

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