Cerca nel sito

L’ORCHESTRA FILARMONICA DI SAN PIETROBURGO PER IL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA, MARTEDI’ 12 SETTEMBRE 2017

Con l’incipit preciso e maestoso dei corni, in apertura del Concerto per pianoforte e orchestra n.1 in si bemolle minore Op. 23 di Petr Il’ic Cajkovskij, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo ha svelato fin dalle prime note il suo stile rigoroso all’insegna della compostezza e dell’equilibrio formale. Stile certamente apprezzato da un Teatro Filarmonico gremito, anche di molti giovani, martedì 12 settembre per il terzo appuntamento del Settembre dell’Accademia a Verona. Yuri Temirkanov, leggenda vivente, con il suo gesto di certo non convenzionale e con qualche carattere di discreta teatralità, ha restituito espressività all’Orchestra conducendola, insieme al pubblico, tra alcune delle più conosciute pagine della letteratura russa del XIX secolo.  Banco di prova dunque non scevro da confronti più o meno consapevoli dell’ascoltatore analitico, così come di quello emotivo, ma su cui la compagine russa ha avuto modo di esprimere tutta la sua ricca tradizione culturale e il suo profilo stilistico.

Continue reading
  451 Hits

LA FENICE RENDE OMAGGIO ALLA DIVINA CALLAS

COMUNICATO STAMPA                                                                        Venezia, settembre 2017

Una cartolina della Callas in omaggio sabato 16 settembre

ai visitatori della mostra «Maria Callas al Teatro La Fenice»

nel quarantesimo della morte della grande Diva

Una cartolina della Callas in omaggio ai visitatori della mostra «Maria Callas al Teatro La Fenice» nel quarantesimo della morte. Così, in occasione di questa particolare ricorrenza che cadrà sabato 16 settembre, la Fondazione La Fenice  e Fest desiderano commemorare la ‘Divina’ e condividere con il pubblico il suo ricordo: a coloro che sceglieranno quella giornata per visitare il Teatro e la mostra permanente allestita negli spazi della terza fila palchi, sarà offerta in regalo una cartolina raffigurante il celebre soprano.

L’esposizione, promossa dalla Fondazione Teatro La Fenice e FeSt Fenice e Servizi Teatrali e inaugurata nel settembre 2015, ha voluto fin dall’inizio  rendere omaggio alla Callas attraverso l’esposizione di locandine, programmi di sala, contratti artistici, ma soprattutto fotografie di scena e istantanee del backstage – tutti materiali provenienti dall’Archivio storico del Teatro La Fenice – che ci restituiscono alcuni momenti essenziali e preziosi della vita di una giovane artista destinata a diventare mito.

Maria Callas. Pochissimi altri nomi sono altrettanto evocativi nella storia del teatro musicale. E forse nessun altro luogo e nessun’altra interprete possiedono una carica simbolica altrettanto potente, in grado di rappresentare l’essenza dell’arte lirica. Se al nome della cantante più famosa di sempre associamo grandi teatri lirici, allora il legame con Venezia e La Fenice risulta di primissimo piano, perché fatto di importanti debutti e di scelte artistiche primarie.

Giunta in Italia dagli Stati Uniti nel giugno del 1947 con un contratto all’Arena di Verona, dove si lega all’industriale Giovanni Battista Meneghini, suo futuro primo marito, Maria Callas debutta alla Fenice con Tristano e Isotta di Wagner alla fine dello stesso anno, diretta da Tullio Serafin. L’anno seguente interpreta Turandot, e nel gennaio 1949 sarà Brunilde nella Valchiria.

In quello stesso mese, ancora sotto la direzione di Serafin, la Callas imprime quella che può essere considerata la svolta fondamentale della sua via artistica. Soprano drammatico e sino a quel momento identificata come voce wagneriana, la cantante sostituisce Margherita Carosio nell’Elvira dei Puritani di Bellini, ricevendo consensi unanimi. Per lei verrà coniata la definizione di ‘soprano drammatico d’agilità’.

Sarà a partire da questo trionfo che Maria Callas legherà la sua arte in modo indissolubile al melodramma italiano, con una predilezione particolare proprio per Bellini. Ancora a Venezia, nel 1950, sarà Norma, alla cui immagine è indissolubilmente legata. Alla Fenice, la Callas affronterà poi altre due parti di capitale importanza: nel 1953 sarà Violetta nella Traviata di Verdi, in occasione del centenario della prima esecuzione che ebbe luogo proprio alla Fenice, e, l’anno successivo, dopo Lucia di Lammermoor di Donizetti, darà voce a quello che insieme a Norma resta il personaggio più significativo della sua carriera: la Medea di Luigi Cherubini. Con questa tragica eroina della classicità – che quindici anni dopo la cantante impersonerà anche sul grande schermo nel capolavoro di Pasolini – si concludono i sette anni di recite veneziane della Callas.

Il teatro e la mostra saranno visitabili sabato 16 settembre dalle ore 9,30 alle 14,00 (ultimo accesso 13,30) acquistando il biglietto direttamente alla biglietteria del teatro.

 

Continue reading
  398 Hits

IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2017: GUSTAV MAHLER JUGENDORCHESTER - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, VENERDI’ 08 SETTEMBRE 2017

Felicissima serata per il Settembre dell'Accademia 2017, giunto alla sua XXVI edizione, con una delle Orchestre giovanili più blasonate e poliedriche del panorama musicale europeo, un Direttore di assoluto riferimento per il repertorio del '900 ed un pianista eclettico quanto rigoroso.

Con un programma tutto teso alla esaltazione del suono novecentesco, la GMJO si conferma come una delle compagini orchestrali migliori in assoluto (non solo tra quelle giovanili) con un suono preciso, disciplinato anche in programmi di difficilissima esecuzione, tecnica più che interpretativa, capace di esaltare con un entusiasmo a dir poco incredibile, frutto certamente di una preparazione e di una concertazione puntuale e rigorosa.

E ce ne siamo accorti subito con l'Overture da concerto op.91 “nel regno della natura” di Dvorak, brano che ha aperto la serata e che ha fatto da viatico e legatura tra il mondo musicale ottocentesco e quello novecentesco a seguire.

L'eleganza e la continua ricerca del versante naturalistico più descrittivo di Dvorak vengono enfatizzati dal gesto scarno ma incisivo di Ingo Metzmacher che riesce ad esaltare la brillantezza dei fiati e dei legni di questa orchestra meravigliosa, trovando il giusto equilibrio in una partitura esempio tra i più interessanti di musica descrittiva pura, scarna da qualsiasi intellettualismo o ricerca di sonorità timbriche inconsuete.

La mano descrittiva di Dvorak è qui inesauribile freschezza melodica che si trasforma e sviluppa in spontaneità schietta e diretta, e come tale Metzmacher la concerta riuscendo a cogliere perfettamente il gusto di una partitura serena, piacevole ed entusiasta.

Piacere ed entusiasmo che continuano con il concerto per pianoforte e orchestra in fa maggiore di Gershwin che ha visto come solista uno spavaldo Jean Yves Thibaudet.

La versatilità, l'estro e le capacità di assimilazione, fecero di Gershwin l'autore americano più “moderno” conosciuto in Europa.

Gershwin scrisse il concerto in fa maggiore su commissione del Direttore d'orchestra Walter Damrosch nel 1925 che nonostante le riserve di ordine tecnico, non impedirono di avvertire nella musica il riflesso di un'epoca nuova con la sua audacia, le sue sfrontatezze e la sua gioia febbrile pur risentendo dei migliori echi impressionistici di Debussy e Ravel.

In esso il jazz vive e brilla di luce propria, si alimenta delle tendenze sinfoniche ottocentesche per inserirsi in esse e dà adito ad un nuovo corso musicale sospeso tra la canzone popolare e l'improvvisazione colta.

Thibaudet è qui interprete tecnicamente impeccabile che lascia ampio spazio a virtuosismi iperbolici attraverso una interpretazione melodica che fa del suono una immagine personale proprio attraverso l'interpretazione jazzistica, a conferma del suo valore estemporaneo e soggettivo.

Una performance estatica, perfettamente equilibrata tra melodia e divagazione, pianissimo e fortissimo, stasi ritmica e deambulazione, assecondata da una bacchetta severa e precisa quale quella di Metzmacher.  

A conclusione della mirabile esecuzione, Thibaudet si congeda con un bis a furor di popolo interpretando magistralmente l'intermezzo op.118 n.2 di Brahms.

La suite per orchestrò dal Mandarino Meraviglioso (A csoladatòs mandarin) di Bartòk fu composta con l'esigenza di veicolare quanto possibile una musica che, per il soggetto scabroso della pantomima originaria, altrimenti sarebbe caduta nell'oblio.

L'intensità musicale composta da Bartòk per il “Mandarino meraviglioso” è così rovente da restare unica nella sua gamma espressiva, pur così ricca di passionalità. Melodie, timbri, armonie e soprattutto ritmi rompono in questa partitura ogni limite fino a scendere in quella regione dell' animo in cui tutto è allo stato incandescente.

E incandescente è anche la bacchetta di Metzmacher che sapientemente guida una spavaldissima orchestra che non ha il minimo timore a raggiungere perfettamente l'apice di un più che fortissimo, non teme di calare subito l'asso di un affondo d'effetto e dà corpo a spessori e densità timbriche immani.

Degnissima conclusione di un concerto perfetto è stata la suite n.2 per orchestra di “Daphnis et Clohé”, senza dubbio una delle pagine più brillanti della musica francese del '900 che si avvale di una orchestrazione tra le più ricche che il compositore abbia impiegato.

Metzmacher, senza compromettere le credenziali sinfoniche della musica, ci ricorda che questo è, dopo tutto, un balletto, un gioco teatrale di colore e ritmo che racconta una storia. E' la sua capacità di preservare il senso del lavoro del narratore che si sviluppa, combinato con l'agile e flessibile riproduzione dell'orchestra, che rende questa performance così eccezionale.

Non che manchi il senso della tragicità nella personale (e pur fascinosa) lettura di Metzmacher, e lo si è compreso fin dalle prime misure, già dinamicamente significative; la GMJO evita pur tuttavia quelle sfuggenti ed alonate mistificazioni nelle quali altri invece indugiano, a dire il vero forse fin troppo, puntando dritto sulla chiarezza delle linee melodiche e, più ancora, sull’ efficace squadratura del ritmo che di “Daphnis et Clohé” costituisce il nerbo.

Al termine successo vivissimo per una orchestra in splendida forma, in un crescendo di applausi incessanti che però non hanno saputo regalare nessun bis.

Pierluigi Guadagni

 

I  PROTAGONISTI

GUSTAV MAHLER JUGENDORCHESTER

Ingo Metzmacher direttore

Jean-Yves Thibaudet pianoforte

Musiche di A. Dvořák, G. Gershwin, B. Bartók, M. Ravel

 

FOTO ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA

Continue reading
  532 Hits

LA FINTA TEDESCA, JOHANN ADOLF HASSE / LA DIRINDINA, DOMENICO SCARLATTI – PALAZZO LEONI MONTANARI, VICENZA, VENERDI’ 08 SETTEMBRE 2017

Divertentissimo pomeriggio trascorso nel meraviglioso Palazzo Leoni Montanari di Vicenza, ove grazie al loggiato che sormonta il cortile dell’atrio è possibile allestire spettacoli musicali come in un piccolo teatro a cielo aperto. In scena due intermezzi spassosi che, se non posti nell’intervallo fra due parti di un’opera seria come in origine, oggi costituiscono un modo per spezzare ad esempio una lunga giornata con allegria e buon gusto. È il caso de La finta tedesca di Hasse, e de La Dirindina di Sarlatti in un allestimento semi scenico, con i deliziosi costumi d’epoca della Sartoria Sattin.

Continue reading
  1493 Hits

L’OCCASIONE FA IL LADRO, GIOACHINO ROSSINI - TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, GIOVEDI’ 7 SETTEMBRE 2017

Ritorna a Venezia il fortunato allestimento del 2012 de L’occasione fa il ladro di Rossini, realizzato in collaborazione con la Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti, parte del felice progetto di valorizzazione dei giovani con l’allestimento delle cinque farse rossiniane composte in gioventù dal pesarese proprio a Venezia. La regista Elisabetta Brusa crea un ambientazione molto ovattata, con i personaggi avvolti dalle pagine del libretto le cui indicazioni in cima sormontano le illustrazioni rappresentate da ciò che accade in scena. Come un libro sfogliato dallo spettatore, le scene si susseguono come girassimo le sue pagine, che sono rese patinate dal telo che copre il palco in proscenio, utile naturalmente anche per le proiezioni di elementi utili allo spettacolo. Deliziosi ed elegantemente arredati gli interni creati per l’albergo all’inizio e successivamente per la casa della marchesa. Forse ridondanti i ballerini e mimi che fuori e sopra il palcoscenico sembrano essere più un ornamento in costume che personaggi utili alla rappresentazione. Il bianco è il colore predominante nei costumi, che sottolineano l’atmosfera patinata dell’allestimento.

Continue reading
  693 Hits

L’ORFEO , CLAUDIO MONTEVERDI – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, MERCOLEDI’ 06 SETTEMBRE 2017

La tragica storia di Orfeo torna al Teatro Olimpico di Vicenza dopo ben sessant’anni dalla prima volta, grazie al festival Vicenza in lirica e per volontà del direttore artistico Andrea Castello che ha ritenuto il piccolo gioiello cittadino una cornice perfetta per ospitare le emozioni che tale opera suscita in chi ascolta. C’è un po’ di Orfeo in tutti noi, quando ci sembra di toccare il cielo con un dito dalla gioia per poi veder scivolare via ogni sogno al sopraggiungere delle difficoltà: il povero musico crede che la felicità abbia bussato alla sua porta, ma ad aprirla è solo il buio: la sua dolce Euridice muore il giorno stesso delle nozze ed è dunque tristezza e sconforto. Solo la benevolenza degli dei può alleviare il dolore della perdita.

Continue reading
  1295 Hits

Stabat Mater in versione jazz in piazza e classica in teatro, venerdì 1 settembre a Jesi per l’inaugurazione del XVII Festival Pergolesi Spontini

XVII FESTIVAL PERGOLESI SPONTINI - “FALSO D’AUTORE”

 

Pergolesi al Pergolesi di Jesi venerdì 1 settembre ore 21 con lo Stabat Mater per l’inaugurazione del XVII Festival Pergolesi Spontini, con l’ensemble francese Le Banquet Céleste, specialista del repertorio barocco. Dalle ore 22 in Piazza della Repubblica ad ingresso gratuito lo “Stabat Mater in Jazz”, rilettura del capolavoro pergolesiano con Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet, e alle ore 23 “Jazzin’ around Baroque”.

 

Il XVII Festival Pergolesi Spontini, a cura della Fondazione Pergolesi Spontini, inaugura venerdì 1 settembre, a Jesi, con tre appuntamenti che si susseguono. Al Teatro Pergolesi alle ore 21 l’appuntamento è con Stabat mater di Pergolesi, eseguito da Le Banquet Céleste, ensemble francese tra i maggiori specialisti del repertorio barocco. Dirige Damien Guillon che canta anche la parte del contralto, soprano solista Emmanuelle de Negri. In programma anche il Concerto in do maggiore per archi e basso continuo RV 114 di Antonio Vivaldi.

Continue reading
  324 Hits

I RISULTATI DEL FESTIVAL LIRICO 2017 ALL’ARENA DI VERONA

Trasmettiamo con molto piacere il lungo resoconto fornitoci dall'ufficio stampa della Fondazione Arena di Verona del Festival appena concluso, augurando al Sovrintendente Giuliano Polo ed a tutto lo staff di proseguire il cammino iniziato con energia e risultati sempre migliori.

48 SERATE DI SPETTACOLO – CON 5 TITOLI D’OPERA E 3 APPUNTAMENTI SPECIALI – HANNO RICHIAMATO OLTRE 380.000 PERSONE
ALL’ARENA DI VERONA DAL 23 GIUGNO AL 27 AGOSTO
PER IL 95° OPERA FESTIVAL 2017

QUEST’ANNO L’INCASSO TOTALE SUPERA I 22 MILIONI E MEZZO DI EURO,
CON UN INCREMENTO DEL 3,05% RISPETTO AL 2016

Continue reading
  549 Hits

LEO NUCCI APRE VICENZA IN LIRICA NEL RICORDO DI ENZO DARA – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, SABATO 26 AGOSTO 2017

L’edizione 2017 del giovane festival Vicenza in Lirica si è aperta con un appuntamento speciale che ha visto Leo Nucci protagonista del concerto inaugurale, dedicato alle arie dell’autore che più lo ha rappresentato e lo rappresenta ancor oggi nella sua cinquantenaria carriera artistica: Giuseppe Verdi. Il baritono ha ricevuto il premio alla carriera ed ha doverosamente rivolto un pensiero al suo grande collega Enzo Dara che ci ha lasciati proprio due giorni fa a Mantova, città in cui era nato nel 1938. Numerose sono state le esperienze musicali vissute insieme al notissimo basso mantovano, a cui ha rivolto il suo personale saluto con un pizzico di commozione.

Circondati dai ritratti dell’artista Vittorio Ferrarini che avvolgono sul palco anche l'Italian Opera Chamber Ensemble, abbiamo  ripercorso anche visivamente la storia musicale di Nucci attraverso i personaggi da lui interpretati negli anni, tra cui Nabucco, Rigoletto, Francesco Foscari e tanti altri.

Continue reading
  643 Hits

TOSCA, GIACOMO PUCCINI – ARENA DI VERONA, 22 AGOSTO 2017

Quarta recita di Tosca all'Arena di Verona nell' esoterico allestimento di Hugo de Ana proposto per la prima volta nell' anfiteatro veronese nel lontano 2006.

Nulla da aggiungere sull'allestimento e sull'idea registica del celebre regista argentino più di quanto recensito da noi in occasione della prima avvenuta il 05.08.2107.

Importante cambio di cast invece nei ruoli principali che ha visto il felicissimo ritorno di Aleksandrs Antonenko in Arena, nel ruolo di Cavaradossi, una sfavillante Ainhoa Arteta nel ruolo di Tosca e un corretto Boris Statsenko nel ruolo di Scarpia.

Continue reading
  639 Hits

GALA IX SINFONIA DI BEETHOVEN - ARENA DI VERONA, MARTEDI’ 15 AGOSTO 2017

 Sono sempre molto apprezzate le serate che la Fondazione Arena di Verona dedica ad eventi che esulano dal calendario operistico, come il gala di danza Roberto Bolle and Friends, riproposto con successo anche quest’anno, i Carmina Burana di Orff o il Requiem di Verdi degli anni scorsi. Quest’anno l’evento speciale ha visto protagonista la Nona Sinfonia di Beethoven, eseguita nella serata di Ferragosto da coro ed orchestra areniani, sotto la guida del Maestro Daniel Oren. La ‘Nona’ è una tra le sinfonie più note e amate dal grande pubblico, non solo per la sua musica immortale, ma anche per il messaggio di fratellanza e pace espressi nell’Ode alla gioia di Schiller che il compositore inserì nel quarto movimento.

Una sinfonia dalla gestazione non facile, visti anche tutti i progetti che al tempo della composizione, i primi anni dell’Ottocento, Beethoven stava portando avanti esplorando più generi compositivi. L’introduzione del coro sul finale, elemento innovativo per l’epoca in un contesto sinfonico,  è ciò che il pubblico attende oggi sin dalle prime battute del primo movimento.  

Continue reading
  616 Hits

TOSCA, GIACOMO PUCCINI – ARENA DI VERONA, SABATO 5 AGOSTO 2017

Torna anche in questo 2017 l’edizione ormai più che decennale della Tosca firmata Hugo de Ana, con lo spettacolo che costituisce un felice punto di incontro tra modernità e tradizione, coniugando una perfetta aderenza al libretto con una messa in scena molto suggestiva che si distacca dall’ovvio ed inflazionato. Al regista bastano alcuni elementi identificativi per realizzare i luoghi prescritti: l’ormai celebre testa d’Angelo le cui enormi braccia avvolgono il palco impugnando la spada, il rosario pendente con l’effigie della Madonna in evidenza, le tele di Cavaradossi che addobbano la chiesa di Sant’Andrea della Valle, pochi ma fondamentali componenti d’arredo allestiti di tutto punto. Creando una specie di open space adattabile ai vari ambienti, con il gioco luci perfettamente bilanciato, il contrasto tra le dimensioni dei personaggi e gli elementi scenici volutamente fuori misura ad evidenziare la piccolezza degli esseri umani, tutto contribuisce a portare sul palco sensazioni e drammaticità degli eventi. Gli stessi costumi ricchi, che ci riportano alla Roma dell’epoca napoleonica, sembrano imbrigliare nella loro opulenza i protagonisti obbligandoli ad un incedere gravoso. Rovente la serata in questa stagione particolarmente afosa, un plauso va comunque a coloro che riescono ad affrontare in tali condizioni uno spettacolo articolato, sebbene non lunghissimo.

Continue reading
  740 Hits

LUCIA DI LAMMERMOOR, GAETANO DONIZETTI - BASSANO OPERA FESTIVAL, DOMENICA 30 LUGLIO 2017

La sfortunata Lucia Ashton rivive ancora una volta il suo dramma nello spettacolo che il regista Paolo Giani porta prima a Padova e poi a Bassano del Grappa, con una messa in scena che vuole essere di gusto noir tanto nella drammaturgia che nella messa in scena, anch’essa ideata dal regista. Come purtroppo capita di vedere in talune produzioni, a tante idee interessanti non sempre corrispondono brillanti e riuscite rappresentazioni, laddove alcune soluzioni registiche non trovano una chiara collocazione scenica. Chiaramente possiamo riferirci solo a quanto visto poiché a causa di un nubifragio lo spettacolo è stato interrotto prima della scena della pazzia.

Continue reading
  456 Hits

AIDA, GIUSEPPE VERDI, rievocazione storica del 1913 – ARENA DI VERONA, VENERDI’ 28 LUGLIO 2017

E’ lo stesso inossidabile regista Gianfranco de Bosio a comparire sul palco, in compagnia della coreografa Susanna Egri, per ricevere il bagno di applausi da un’Arena quasi esaurita al termine di uno spettacolo ormai imprescindibile per questo Festival,  che regala ancora emozioni forti tanto a chi non lo ha visto quanto, perché no, a chi ne ha già apprezzato la spettacolarità. Stiamo parlando naturalmente dell’Aida nella rievocazione del 1913, già riconfermata anche per l’anno prossimo, che fa ormai quasi parte dei gradoni dell’anfiteatro e che con un cast ed una orchestra in forma hanno saputo riportare in vita le gesta del popolo egizio e di quello etiope con uno spettacolo che nonostante gli anni ha ancora qualcosa da raccontare.

Ancora una volta il palazzo del Faraone, il Tempio di Iside sulle rive del Nilo, la ‘fatal’ pietra sotto cui spirano i giovani protagonisti, sono la cornice ai dolori di un popolo sottomesso ed alle passioni di cuori infelici, e come spesso ci piace scrivere, c’è tutto ciò che il libretto comanda e che ci si può immaginare nel rappresentare la grande civiltà egizia con i suoi misteri e le sue bellezze. Gli interpreti interagiscono con grinta muovendosi in tutto lo spazio e gli ambienti a disposizione, mossi da particolare ardore e passione, come provassero essi stessi le emozioni in scena. Collaudate le coreografie evergreen dei balletti che animano la scena con Petra Conti ed Alessia Gelmetti come prime donne.

Continue reading
  1148 Hits

PLÁCIDO DOMINGO, ANTOLOGÍA DE LA ZARZUELA - ARENA DI VERONA, VENERDI’ 21 LUGLIO 2017

Arena di Verona gremita fino all’inverosimile per salutare ed ascoltare uno dei cantanti d’opera più amati di sempre e che ancora oggi è in grado di creare serate di forte impatto e di grande successo. Parliamo naturalmente di Plácido Domingo, leggenda vivente madrilena che ha deciso di dedicare una intera serata al suo primo amore musicale, la Zarzuela, che cantava in gioventù con i suoi genitori e che lo ha portato ad amare la musica e poi intraprendere la straordinaria carriera che tutti conosciamo.

Questo genere musicale, che trova corrispondenza nella nostra operetta, è un’arte nobilissima dalle origini antiche, sorta per intrattenere la famiglia reale spagnola fin dal Diciassettesimo secolo ed il cui nome deriverebbe dal Real Sitio de la Zarzuela vicino a Madrid, tutt’ora fra le dimore dei regnanti, in cui appunto essi si ritiravano ed assistevano a questi spettacoli creati ad hoc, fatti di recitazione, canti, accompagnamento musicale e splendidi balletti.

Continue reading
  753 Hits

50ª Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi: RIGOLETTO, MADAMA BUTTERFLY, KAFFEEKANTATE, BACH HAUS, CAFFE’ BACH

Comunicato stampa

Jesi (AN), 21 luglio 2017

Al via la campagna abbonamenti per la 50ª Stagione Lirica di Tradizione del Teatro G.B. Pergolesi di Jesi nell’ambito di “Opera Ancona Jesi”.

In abbonamento, da novembre a febbraio: RIGOLETTO di Giuseppe Verdi, KAFFEEKANTATE di Johann Sebastian Bach, BACH HAUS di Michele Dall'Ongaro, MADAMA BUTTERFLY di Giacomo Puccini. Fuori abbonamento a dicembre una novità assoluta: CAFFE’ BACH Circopera di F. Bettoli, S. Carloni, G. Pitarresi da Johann Sebastian Bach in collaborazione con Circo El Grito Circo contemporaneo all’antica.

Info 0731 206888

Continue reading
  407 Hits

MADAMA BUTTERFLY, GIACOMO PUCCINI – ARENA DI VERONA, SABATO 8 LUGLIO 2017

Nonostante Madama Butterfly sia un dramma intimo, famigliare, quasi da sussurrare ad ogni istante per non destare la piccola Cio-Cio-San dalle illusioni a cui si aggrappa ingenuamente, forse poco adatto ad una rappresentazione all’aperto, il regista Franco Zeffirelli riuscì nel 2004 ad ideare un allestimento capace di riempire l’enorme palco dell’Arena di Verona ed offrire comunque un’atmosfera estremamente raccolta, incentrata sulla piccola casetta della giovane, fatta di poche cose ma di buon gusto, con il suo giardino fiorito, la collina di Nagasaki che sembra tutt’uno con i gradoni dell’anfiteatro, e tanti piccoli particolari caratteristici della cultura giapponese inseriti nell’ambiente scenico, a completamento di ciò che il pubblico può immaginare vi sia in quei luoghi esotici.  Emi Wada firma i costumi chiaramente in linea con l’allestimento, in cui le luci spesso soffuse e dai toni caldi giocano un ruolo fondamentale nel creare quel senso di minuto ed intimo che caratterizza l’opera. Gaetano Petrosino coordina i danzatori preparati da Maria Grazia Garofoli, molto suggestivi per movenze e costumi.

Continue reading
  1218 Hits

RIGOLETTO, GIUSEPPE VERDI – ARENA DI VERONA, GIOVEDI’ 6 LUGLIO 2017

Torna con discreta frequenza il suggestivo spettacolo che fu ideato da Ivo Guerra per Rigoletto di Verdi all’Arena di Verona, con le imponenti  scene pittoriche di Raffaele Del Savio ed i costumi cinquecenteschi di Carla Galleri. Una delizia per chi voglia immergersi completamente nelle vicende, facilmente fruibili grazie alla cura nei dettagli, alla riproduzione della Mantova cinquecentesca sullo sfondo, agli ambienti finemente riprodotti, come l’elegante cortile del palazzo ducale, l’esterno della casa di Rigoletto, la casa di Sparafucile lungo il fiume, ecc. Uno spettacolo che lascia comunque spazio agli interpreti, liberi di andare su e giù per le scale o avanti e indietro tra fontane con tritoni danzanti, cespugli, colonne, vasellame e tanto altro presente in scena. Molto d’effetto anche le luci che seguono le atmosfere misteriose, languide o tragiche degli eventi, riproducendo anche la tempesta di fulmini che avvolge la cupa notte della maledizione compiuta.

Continue reading
  783 Hits

L'Arena di Verona torna in Oman con LA SONNAMBULA - Royal Opera House Muscat, 18 e 20 gennaio 2018

L’ARENA DI VERONA TORNA IN OMAN CON
LA SONNAMBULA
DI VINCENZO BELLINI
PER LA STAGIONE LIRICA 2017-2018
DELLA ROYAL OPERA HOUSE MUSCAT

Muscat, 18 e 20 gennaio 2018


La Fondazione Arena di Verona torna per la quarta volta nel Sultanato dell’Oman all’interno della Stagione operistica 2017-2018 della Royal Opera House Muscat con La Sonnambula di Vincenzo Bellini.

L’opera è proposta il 18 e il 20 gennaio 2018, alle ore 19.00, nel raffinato allestimento firmato per regia, scene e costumi da Hugo de Ana e ripreso da Filippo Tonon, con le coreografie di Leda Lojodice, il lighting design di Paolo Mazzon e sotto la direzione musicale di Antonello Allemandi.

Il prossimo anno Fondazione Arena torna in Oman dopo gli straordinari successi ottenuti nell’ottobre 2011 per l’inaugurazione del primo teatro d’opera del Golfo (e secondo nel mondo arabo dopo l’Opera del Cairo) con Turandot di Puccini nella messa in scena di Franco Zeffirelli, riproposta anche nel 2015 con standing ovation, e nel 2014 con I Capuleti e i Montecchi di Bellini per la regia di Arnaud Bernard.

L’invito da parte della Royal Opera House di Muscat – di cui è Direttore Generale e Artistico l’italiano Umberto Fanni – di portare ancora un allestimento ad opera della Fondazione Arena di Verona conferma la stretta e viva collaborazione tra i due teatri e la grande attenzione per la lirica del Paese omanita. Oltre 175 elementi tra Orchestra, Coro, Tecnici e mimi faranno quindi rivivere per le serate di giovedì 18 e sabato 20 gennaio 2018 l’elegante allestimento de La Sonnambula di Vincenzo Bellini ideato nel 2007 dal geniale regista argentino Hugo de Ana.

Tratto da La Somnambule ou L'arrivée d’un nouveau seigneur, un ballet-pantomime di Eugène Scribe e Pierre Aumer del 1827, il melodramma in due atti su libretto di Felice Romani viene scritto dal compositore catanese in appena due mesi e rappresentato per la prima volta al Teatro Carcano di Milano il 6 marzo 1831, ottenendo fin da subito grande successo. Appartenente al filone dell’opera semiseria, variante sentimentale dell’opera buffa italiana, che vede protagonisti uomini e donne comuni e contemporanei, portavoce della dignità morale e sociale delle classi meno agiate, La Sonnambula narra la storia a lieto fine di una fanciulla orfana e innocente che, a causa di uno stato di alterazione psichica, tra molteplici disavventure e fraintendimenti vedrà messe a repentaglio le sue imminenti nozze; tratto ricorrente dell’opera semiseria, e nel lavoro belliniano ben presente, l’elemento bucolico e campestre, luogo topico di virtù naturali e collettive, che porta a collocare la vicenda in un villaggio della Svizzera.

Da qui parte il lavoro di Hugo de Ana, che per la sua messa in scena è lontano dal cercare la spettacolarizzazione fine a se stessa, ma realizza un’ambientazione naturalistica dal gusto squisitamente pittorico. I caratteri onirici dell’opera si traducono quindi con precisa sensibilità ed eleganza, ma come ha dichiarato il regista «con uno spirito più nostrano». Questo perché de Ana legge nella partitura «una sostanza a tratti “carnale”: basterebbe l’introduzione, addirittura con banda, del coro “Viva Amina”, ripresa da una pagina destinata a un Ernani che poi Bellini non compose mai. Io ci sento gioia, colore a tinte forti».

Antonello Allemandi, direttore dalla densissima carriera internazionale che lo ha portato ad esibirsi nelle più importanti sale d’opera e da concerto del mondo e che già nel 2006 ha diretto la compagine orchestrale di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico di Verona, è chiamato questa volta nel sontuoso Teatro dell’Opera di Mascate a guidare musicalmente Orchestra e Coro areniani insieme a grandi voci belcantistiche di richiamo internazionale, a partire da Rosa Feola, soprano dalla fulgida carriera che proprio in Oman debutta il ruolo della protagonista Amina e che per la prima volta vediamo esibirsi con i complessi artistici di Fondazione Arena. Accanto a lei nei panni di Elvino è impegnato il tenore Antonino Siragusa, brillante voce belcantistica che numerose volte ha interpretato il ruolo con grande successo, mentre il basso Nicola Ulivieri, presenza stabile nel panorama lirico internazionale, impersona Il Conte Rodolfo. Completano il cast Barbara Bargnesi chiamata ad interpretare Lisa, Daniela Innamorati che dà voce al personaggio di Teresa e Seung Pil Choi che torna ancora una volta nei panni di Alessio.

Le recite avranno inizio alle ore 19.00.

Per ulteriori informazioni: www.rohmuscat.org.om 

 

Continue reading
  570 Hits

Teatri del suono² 52a Stagione concertistica 2017/2018 firmata Marco Angius alla guida di OPV

“Teatri del suono”

52a Stagione concertistica 2017/2018

12 concerti in abbonamento più il tradizionale appuntamento natalizio, dal 26 ottobre 2017 al 4 maggio 2018, per il terzo cartellone firmato da Marco Angius alla guida dell’OPV. 
Tra le novità la residenza del compositore Giorgio Battistelli e le “Lezioni di sabato” al Liviano con gli interpreti della Stagione. Abbonamenti in vendita dal 29 giugno.

Comunicato stampa

Dopo Il suono molteplice, la nuova Stagione concertistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto, firmata dal direttore artistico e musicale Marco Angius, si presenta con un titolo che disegna la mappa dei dodici concerti in cartellone: Teatri del suonoLa Stagione è realizzata con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione del Veneto, delComune di Padova e di Fondazione Antonveneta.

«La Stagione che proponiamo – continua  il Maestro Marco Angius – è teatro musicale in versione sinfonica, cioè un teatro affidato alla forza rappresentativa del puro suono. Teatro da ascoltare, non da vedere, perché la musica è drammatizzazione del suono, e il suono ha una sua autonoma capacità di esprimersi, di agire sull’ascoltatore. Ecco perché il compositore in residenza della Stagione sarà Giorgio Battistelli, figura di spicco della drammaturgia musicale internazionale. Ed ecco perché il cartellone offre musiche che sono la sintesi di opere liriche (le tre Leonore del Fidelio di Beethoven, i Sette Intermezzi da Il suono giallo di Solbiati), di balletti (il Pulcinella di Stravinsky) o di colonne sonore per il cinema (l’Hamlet Suite di Shostakovich), insieme a brani per voce recitante e orchestra dove gli strumenti sono personaggi a loro volta (Pierino e il lupo di Prokofiev, ma anche l’Ode a Napoleone Bonaparte di Schönberg). Mi preme sottolineare che tutti i programmi hanno un’impostazione spavaldamente novecentesca, non solo per rinnovare il repertorio e il profilo artistico dell’OPV, ma anche per invitare il pubblico a non temere la modernità e l’attualità dell’arte».

Continue reading
  489 Hits

logo mtg footerTutti i diritti riservati