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LA GIOCONDA, PONCHIELLI – TEATRO COMUNALE PAVAROTTI DI MODENA, VENERDI’ 23 MARZO 2018

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Grazie alla collaborazione tra Fondazione Teatri di Piacenza, Modena e Reggio Emilia la Gioconda di Amilcare Ponchielli arriva per l’appunto a Modena in un allestimento curato da  Federico Bertolani per la regia, coadiuvato dalle scene di Andrea Belli ed i costumi di Valeria Donata Bettella. Con l’acqua come elemento portante a richiamare tanto la Laguna veneziana quanto la labilità delle relazioni in gioco nel dramma, abbiamo assistito ad uno spettacolo fluido, che ha conquistato carattere atto dopo atto, rendendo anche i personaggi man mano più dinamici sul palco. Un drappo recante l’effige del leone veneziano ci rammenta che siamo alla corte del Palazzo Ducale a Venezia, mentre solo chi sedeva in galleria o loggione ha potuto apprezzare gli effetti dell’acqua effettivamente presente in scena, e fortemente richiamata nei riflessi sulle pareti neutre grazie alle luci di Fiammetta Baldiserri. Visivamente d’effetto ma anche scenicamente efficacie la nave di Enzo, come fortemente essenziali ma pertinenti i pochi elementi che compongono gli altri due atti.

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PRIMA ESECUZIONE ITALIANA SONATA EROTICA DI ERWIN SCHULHOFF NELL'AMBITO DI GIROTONDO KABARETT

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Arthur Schnitzler

GIROTONDO

KABARETT

 

 

Il Kabarett

KleineKabarett Orchestra

violino Simona Cazzulani, pianoforte Alessandra Mauro, sax Giorgia Marra

tromba Anna Vita, batteria Maria Veronica Bigliardi

La Cantante Fiorella Ceccacci Rubino

La Prostituta Cristina Violetta Latte

Il Soldato Davide Gagliardini

La Cameriera Ilaria Falini

Il Giovane Signore Luca Nucera

La Giovane Signora  Paola De Crescenzo

Il Marito   Massimiliano Sbarsi

La Dolce Fanciulla   Maria Laura Palmeri

Il Poeta   Emanuele Vezzoli

L’Attrice   Carola Stagnaro

Il Conte   Nanni Tormen

Il Soprano   Lisa La Pietra

L’aspirante Artista Francesca Tripaldi

L’aspirante Musicista  Carlo Sella

L’Habitué  Laura Cleri

Dramaturg  Cristina Cattellani

Il Cameriere lento Marcello Vazzoler

Musiche a cura di  Alessandro Nidi

Scene Tiziano Santi

Costumi Gianluca Falaschi

Luci  Claudio Coloretti

 

Regia Walter Le Moli

Assistenti alla Regia   Caroline Chaniolleau,

Giacomo Giuntini

Produzione   Fondazione Teatro Due

 

Teatro Due, Parma

Prima Nazionale

Dal 22 al 29 marzo 2018

Ilsensuale e ammaliante Girotondo di Arthur Schnitzler, quel vortice erotico in cui dieci personaggi di estrazione ed età diverse si incontrano coppia dopo coppia e danno vita a una danza di seduzione, diventa un Kabarett.

La nuova produzione di Fondazione Teatro Due di Parma GIROTONDO KABARETT, al debutto in prima Nazionale il 22 marzo con repliche fino al 29marzo 2018, coinvolge ventitre artisti fra attori, cantanti e musicisti. Accanto agli attori Cristina Cattellani, Fiorella Ceccacci Rubino, Laura Cleri, Paola De Crescenzo, Ilaria Falini, Davide Gagliardini, Cristina Violetta Latte, Luca Nucera, Maria Laura Palmeri, Massimiliano Sbarsi, Carlo Sella, Carola Stagnaro, Nanni Tormen, Francesca Tripaldi, Marcello Vazzoler, Emanuele Vezzoli, anche il soprano Lisa La Pietra e laKleineKabarett-Orchestra composta da Simona Cazzulani (violino), Alessandra Mauro (pianoforte), Giorgia Marra (sax),Anna Vita (tromba), Maria Veronica Bigliardi (batteria), che eseguirà le musichecurate da Alessandro Nidi, scene di Tiziano Santi, costumi Gianluca Falaschi, luci di Claudio Coloretti, con la direzione di Walter Le Moli.

Artisti e aspiranti tali, cantanti d’opera e jazzisti, critici d’arte e habitués, cuochi e camerieri invadono un Kabarettdella vecchia Europa degli anni ‘20 e ’30 che esalta l’eros in un gioco di fresca e vitale sensualità guidato dalle donne e condotto con elegante ironia, coinvolgendo il pubblico ad abbracciare la frizzante libertà che il teatro della borghesia ottocentesca e i dettami wagneriani avevano imbrigliato. Gli ospiti del Kabarett verranno avvolti in una giostra di numeri, accompagnati da una cena o da un drink, per chi lo desidera; è gradito l’abito scuro, ça va sans dire.

La Prostituta, il Soldato, la Cameriera, il Giovane Signore, la Giovane Signora, il Marito, la Dolce Fanciulla, il Poeta, l’Attrice e il Contegiocano, due alla volta, con i sogni, le perversioni, le debolezze e i witz della Vienna fin de siècle, affidando totalmente il compito della seduzione all’arguzia della parola modulata dall’espressività dei caratteri coinvolti. Il girotondo dell’eros è anche un’ascesa dalla lingua scarna, semplice, bassa del soldato e della prostituta, attraverso la lingua della solida austerità borghese e luterana del marito, fino alla lingua frantumata da pause e interruzioni del Conte, allegoria della grandezza passata dell’Impero Asburgico, ormai abbattuto.

Dialogano con i dieci quadri del Girotondo alcuni numeri musicali fra cui alcune preziosità come il valzer Liebeleicomposto da Arthur Schnitzler stesso, finissimo interprete del rivoluzionario clima musicale viennese di Mahler, Brahms e Bruckner e la Sonata erotica di Erwin Schulhoff, follia musicale di stampo dadaista che verrà eseguita per la prima volta in Italia, il cui ascolto il compositore riserva al solo pubblico maschile (!NurfürHerren!, come recita la partitura).

In occasione della messa in scena dello spettacolo, venerdì 23 marzo alle ore 17.00 il Sovrintendente della Fondazione Arturo Toscanini Luigi Ferrari terrà l’incontro a ingresso libero dal titolo Erwin Schulhoff, Genio e Rivoluzione.

A 100 anni dalla disfatta militare austriaca e dalla caduta degli Asburgo come casa regnante dell’Impero cogliamo la distanza da una raffinatissima epoca trascorsa e meglio possiamo comprendere la complessità di un momento in cui gli studi di Sigmund Freud dialogavano con la musica della dinastia Strauss, la Jungwien dibatteva con Karl Kraus e la Secessione viennese indicava la strada per creare una tradizione artistica nazionale. L’avversità politica e la sconfitta militare hanno cancellato a lungo quel momento dalla storiografia, ma forse questo “mondo di ieri” non è poi così lontano.

Informazioni e biglietteria: Tel. 0521/230242 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.teatrodue.org

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ACCADEMIA DI SANTA CECILIA - MIKKO FRANCK DIRIGE L'OLANDESE VOLANTE

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Stagione Sinfonica

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

lunedì 26 marzo ore 19.30 – mercoledì 28 ore 19.30 – venerdì 30 ore 20.30

L’Olandese volante

Mikko Franck, direttore ospite dell’orchestra di santa cecilia, dirige l’opera di Wagner in forma di concerto

Secondo appuntamento nella Stagione Sinfonica con Mikko Franck, il direttore finlandese nominato  per la prima volta nella storia dell’Accademia  Direttore Ospite Principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che in questa veste dirigerà l’Orchestra e il Coro  lunedì 26 marzo (Auditorium Parco della MusicaSala Santa Cecilia, ore 19.30 repliche mercoledì 28 ore 19.30 evenerdì 30 ore 20.30) nell’Olandese Volante (Die fliegende Holländer) di Richard Wagner, in forma di concerto.

L’opera, presente per la prima volta nel calendario ceciliano, proseguirà il ciclo delle grandi opere wagneriane dirette nel corso delle passate stagioni, a Santa Cecilia, da Giuseppe Sinopoli, Christian Thielemann, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti e Kirill Petrenko. La fonte principale del libretto è un episodio tratto dalle Memoires des Herrn von Schnabelewopski di Heinrich Heine  che riprendeva la leggenda nordica del misterioso personaggio condannato a vagare in eterno per i mari  ma nella vicenda dell’Olandese Volante Wagner inserisce anche un elemento autobiografico: il ricordo di una tempesta nella quale il compositore stesso si trovò coinvolto, nel 1839, durante una traversata per mare che da Riga lo conduceva a Londra, dalla quale restò molto impressionato.

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Presentata l'edizione 2018 di New Conversations - Vicenza Jazz, in programma dal 10 al 20 maggio

XXIII Edizione

10-20 maggio 2018

The Birth of Youth”

Comunicato Stampa – 20 marzo 2018

 

È stata presentata oggi la nuova edizione di New Conversations - Vicenza Jazz,la ventitreesima, alla presenza del Vice Sindaco e Assessore alla Crescita del Comune di Vicenza, Jacopo Bulgarini d'Elci, del Presidente della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Roberto Ditri, delDirettore Artistico di Vicenza Jazz, Riccardo Brazzale e del coproduttore, Luca Trivellato; presente anche, in qualità di ospite, il Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Thiene, Maria Gabriella Strinati, che collabora per il prologo.

L’edizione 2018,in programma a Vicenza dal 10 al 20 maggio prossimi, sarà dedicata a"The Birth of Youth", una celebrazione, e non solo, del 1968, l’anno delle rivolte giovanili e dell’esplosione dei movimenti, una data storica per i diritti civili, il mondo culturale e delle contro culture, il desiderio di cambiamento.Poi il mondò non fu più come prima, anche per la musica, e soprattutto per i giovani; e se alcuni studiosisostengono che la gioventù come categoria sociologica nacque proprio nel ’68, New Conversations Vicenza Jazz fa suo questo assunto, facendolo diventare dedica e titolo della nuovissima edizione.

Così anche il Festival Jazz nato e cresciuto nella città del Palladio, evento musicale di eccellenza nel panorama nazionale, rende omaggio a questa data ormai “storicizzata”, intervenendo nel dibattito culturale, ovviamente a suo modo. Cominciando col ripensare a chi - nel jazz, nella musica, nella cultura, nella società - era giovane alla fine degli anni ’60, ma anche e soprattutto a chi è giovane oggi, proponendo due percorsi paralleli: quello di chi nel jazz ha impersonato la storica rivoluzione giovanile e quello di chi vuol affermare quanto i giovani abbiano oggi da proporre.

Il Festival New Conversations – Vicenza Jazz - edizione 2018 è organizzato dal Comune di Vicenza, Assessorato alla Crescita e dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, in coproduzione con Trivellato Mercedes Benz e in collaborazione con il Bar Borsa.

Il cartellone di Vicenza Jazz 2018 viene oggi annunciato in tutti i suoi ‘ingredienti principali’: i concerti di prima serata (al Teatro Comunale, in Piazza dei Signori e nella maestosa scenografia del Teatro Olimpico), gli appuntamenti alJazz Cafè Trivellato alBar Borsasotto la Basilica Palladiana, il concerto di mezzanotte al Cimitero Maggiore. Sono in fase di definizione anche altri appuntamenti, che saranno presentati a breve: live, ma anche proiezioni cinematografiche, presentazioni editoriali, seminari e masterclass, mostre e convegni, reading poetici e altro ancora.

A programma completato (come sempre affidato alla cura di Riccardo Brazzale), il Festival si presenterà ancora una volta nelle sue dimensioni di kolossal musicale (oltre 150 appuntamenti), per portare il jazz ovunque nella Città, con una serie di eventi musicali, piccoli e grandi, che vedranno protagonisti la scena palladiana del Teatro Olimpico e quella moderna del Teatro Comunale, nei suoi vari spazi tra Sala Maggiore, Ridotto, Foyer e Terrazza; ma anche una molteplicità di occasioni di ascolto, per concerti che prenderanno vita in tutto il tessuto urbano: dai teatri alle chiese, nelle piazze e per le strade, nei palazzi antichi, nei musei, negli innumerevoli jazz club e nei tantissimi locali, a tutte le ore, anche “piccole”.

Da giovedì 10 a domenica 20 maggio, sotto la bandiera di The Birth of Youth”il Festival Jazz accoglierà grandi nomi e firme nuove che si confronteranno con la storia di questo affascinante genere musicale: primi appuntamenti, il prologo del 10 maggio all’Auditorium Fonato di Thiene e l’inizio del Jazz Café Trivellato al Borsa (venerdì 11 maggio,in collaborazione con Thiene Musica), con una delle nuove voci più sorprendenti della scena europea, quella di Camille Bertault, fresca dell’ultimo cd uscito per la Sony, giunta a fama virale grazie alla sua impressionante abilità nel rifaregli assoli più complicati della storia del jazz, ad iniziare da quello di John Coltrane su Giant Steps.

Negli stessi giorni a Vicenza si esibirà la formazione completa e persino allargata della mitica Sun Ra Arkestra, in esclusiva in Città per produrre un film musicale al Teatro Olimpico, per provare e per suonare sotto la direzione del “giovane” quasi novantaquattrenne Marshall Allen: la Sun Ra Mythic Dream Arkestra sarà in prima datavenerdì 11 maggio (ore 21) e in replica sabato 12 maggio(alle ore 18), al Teatro Olimpico. Musicisti e danzatori, tutti nei loro coloratissimi abiti afro-futuristi, proporranno al pubblico una musica che spazia dalla tradizione anni ’20 di Fletcher Henderson al free jazz cosmopolita dei fioriti e ruggenti anni ’60, un’esperienza indimenticabile, visionaria, oltre i canoni convenzionali.

Sabato12 maggio,il primo del Festival, sarà dedicato come da tradizione al Concerto gratuito in Piazza dei Signori,un ritrovo gioioso, pronto ad accoglieretantissimi artisti, tra i qualiOwdalla Percussion, Thomas de Pourquery & The Supersonic oltre a vari special guest: come sempre una grande festa, della musica, della condivisione e dello stare insieme, proprio come gli storici raduni all’aperto di cinquant’anni fa.

Il Teatro Olimpicosarà invece il luogo privilegiato per i concerti di punta del cartellone, con la sala teatrale palladianasede della maggior parte degli appuntamenti di prima serata con i big; così, dopo la duplice performance della Sun Ra Arkestra, sarà pronta ad accogliere, domenica 13 maggio, il quintetto del sassofonista Joe Lovano e del trombettista Dave Douglas, una formazione per raffinati estimatori, completata da Lawrence Fields (piano), Linda Oh (basso) e Joey Baron (batteria); un trionfo per chi ama il grande jazz internazionale, un appuntamento imperdibile con grandi musicisti, in grado di conoscere e interpretare la tradizione ma anche di esplorare e percorrere nuovi orizzonti.

Lunedì 14 maggio il teatro palladiano ospiterà il ritorno dell’Orchestra del Teatro Olimpico che, con il suo direttore stabile, il pianista Alexander Lonquich, proporrà un florilegio di musiche tratte da quel repertorio classico fortemente ispirato al jazz: dalla Suite dell’Opera da Tre Soldi di Kurt Weill a La Création du Monde di Darius Milhaud, passando per Morton Gould e le sue Derivations for Solo Clarinet and Dance Band, fino al celeberrimo Ebony Concerto che Stravinskj scrisse espressamente per l’orchestra di Woody Herman.

Martedì 15 maggio, sul palcoscenico del Teatro Olimpico si avvicenderanno due grandi pianisti italiani, forse i due più noti, fra gli italiani, sulla scena dei jazzclub di New York: Dado Moroni, in un duo col bassista Darryl Hall, con cui verrà omaggiato Jymmy Blanton (nel centenario della nascita), il primo grande solista di contrabbasso nella storia del jazz, nei suoi duetti con Duke Ellington al pianoforte; a seguireEnrico Pieranunzi, il Bill Evans italiano, in quartetto col sassofonista Seamus Blake, il contrabbassista Luca Bulgarelli e infine con Jorge Rossy, lo storico batterista dell’Art of Trio di Mehldau.

Sarà il Ridotto del Teatro Comunale, invece, il luogo delle celebrazioni sul ‘68: mercoledì 16 maggio con il chitarrista, cantautore e vocalist messicano, Raul Midon, artista non vedente nato nel 1968, molto noto negli Stati Uniti dopo la sua apparizione al David Letterman Show e grazieall’endorsement ricevuto da Herbie Hancock; toccherà a luiaprire la serata con il suo mix di vocalità pop e latin jazz. Sarà poi la volta delle nuove vie del jazz, indicate dal quartetto Salidache mette insieme due tastieristi-pianisti dell’ultima generazione comeGiovanni Guidi e David Virelles, con Dezron Douglas al basso e Gerald Cleaver alla batteria.

La scena sarà ancora al Ridotto, giovedì 17 maggio, con due gruppi in grado di interpretare le vecchie e le nuove avanguardie del jazz: innanzitutto il trio composto dal chitarrista scandinavo Elvind Aarset, il percussionista Michele Rabbia e il trombonista Gianluca Petrella (quest’ultimo in un day off dal lunghissimo tour con Jovanotti, negli stessi giorni all’Arena di Verona); quindi il quintetto del trombettista Ralph Alessi con un sassofonista figlio d’arte dal cognome “pesantissimo”, Ravi Coltrane.

La Sala Grande del Teatro Comunaleospiterà anche la serata clou, il grande concerto dei Manhattan Transfer,venerdì 18 maggio, lo storicogruppo vocale, fondato nel 1969 da Tim Hauser con la cantante Lauren Massé. Per la prima volta a Vicenza (solo Janis Siegel è stata ospite di Vicenza Jazz nel 2006), con dieci premi Grammy e milioni di dischi venduti in tutto il mondo in quasi 50 anni anni di carriera, i Manhattancontinuano ad essere uno dei gruppi vocali di riferimento alivello mondiale. Fin dalle prime esibizioni negli anni '70 sono stati fondamentali per la musica contemporanea “senza confini”, riconosciuti per la loro straordinaria versatilità, che incorpora pop, jazz, rhythm and blues, rock and roll, swing, tradizione classica e vocalità a cappella. Con il loro album del 1985Vocalese si sono spostati a pieno titolo dal campo pop a quello di artisti jazz: ed ora saranno a Vicenza Jazz per lasciare anche nella Città palladiana il loro segno indelebile.

Il gran finale del Festival è in programma sabato 19 maggio al Teatro Olimpico: ancora una serata per pianoforte, aperta dal giovane Tigran Hamasyan, pianista e compositore armeno, trentenne, che avrà l’onore e l’oneredi introdurre, nel secondo set, l’altra gemma in esclusiva per Vicenza Jazz, il pianista Randy Weston, in duo col sassofonista Billy Harper. Vera e propria leggenda del jazz, Weston, newyorkese di origini giamaicane, novantadue anni nel mese di aprile, sarà in Italia in esclusivaper Vicenza Jazz: ancora, quindi, un evento musicale davvero unico.

L’epilogo del Festival sarà ambientato al Teatro Olimpico, domenica 20 maggio, una serata che celebrerà anche la conclusione di“Poetry Vicenza 2018”, serie di eventi di poesia contemporanea e musica; porterà sul proscenio della scena scamozziana prima un reading (lettura poetica a più voci: Baraldi, Cardiopoetica, Dalembert, Ferrari, Hajdari, Johnstone, Kwakman, Silva, Skinner, Solotruk, Stefoski, Tengour) e, nel secondo set,“Boris Vian: il poeta sincopato. Uno spettacolo di musica e poesia”con la cantante Cristina Zavalloni,il sassofonista Pietro Tonolo e il pianista Paolo Birro, un progetto artistico di Giulio Vannini sul poeta francese amico del jazz.

Nei dieci giorni “a tutta musica” di New Conversations - Vicenza Jazzsi succederanno i concerti al Jazz Cafè Trivellato del Bar Borsanei sottoportici della Basilica Palladiana, con una stimolante programmazione;oltre a Camille Bertault, saranno protagonisti personaggi storici come Bobby Watson e di nuovo giovani come Rosa Brunello, importanti musicisti nazionali come RosarioBonaccorso e Gavino Murgia; quest’ultimo sarà interprete anche dell’ormai tradizionale notte al Cimitero Maggiore (venerdì 18 maggio, ore 24), con il gruppo vocale Cantar Lontano, nella poetica riproposta di Officium Divino, che fu a Vicenza molti anni fa con Jan Garbarek e l’Hilliard Ensemble.

Come da tradizione il Festival si completerà con infinite altre occasioni di musica, soprattutto all’aperto, in tanti e diversi luoghi di Vicenza, a dare il senso di una città europea, davvero tutta in festa e dentro la musica, naturalmente sotto le stelle del jazz.

Biglietti e abbonamenti saranno in vendita da giovedì 22 marzo.

New Conversations - Vicenza Jazz può essere seguito anche

sui canali social facebook @vicenzajazz e instagram  #vicenzajazz

Informazionie prevendite

Teatro Comunale di Vicenza

Viale Mazzini, 39 - Vicenza

tel. 0444 324442

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.vicenzajazz.org

www.tcvi.it

Direzione artistica

Riccardo Brazzale

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The Manhattan Transfer (ph John Abbott)_18.05.18_02.jpg

 

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Beatrice Rana in recital; dopo i recenti successi con l’orchestra di Santa Cecilia, la pianista salentina torna al parco della musica in un recital solistico

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Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Stagione 2017-2018

 

Stagione da Camera

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

venerdì 23 marzo ore 20.30 

Beatrice Rana in recital

dopo i recenti successi con l’orchestra di Santa Cecilia, la pianista salentina torna al parco della musica in un recital solistico

il concerto di Lang lang previsto nella stessa data è stato cancellato

 

 

A Santa Cecilia si è fatta apprezzare più volte nelle passate stagioni e nella recente interpretazione nella Seconda Sinfonia di Bernstein, tanto che, per il pubblico romano, quello con  Beatrice Rana è diventato un atteso appuntamento a cui non mancare. Da segnare quindi in agenda la data di venerdì 23 marzo (ore 20.30 Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia), quando Beatrice Rana suonerà in sostituzione di Lang Lang il cui concerto, previsto nella stessa data è stato cancellato.  La giovane pianista salentina – di ritorno da una trionfante tournée ad Abu Dhabi insieme ad Antonio Pappano e all’Orchestra di Santa Cecilia – darà nuovamente prova della sua maturità e dello spiccato virtuosismo che accompagna le sue esibizioni, con un programma molto vario e di sicuro effetto. Nella prima parte del concerto Blumenstück e gli Studi Sinfonici affreschi sonori dipinti dalla maestria di Schumann, che in queste variazioni sperimenta le possibilità espressive e timbriche del pianoforte. Nella seconda parte del programma saranno invece dominanti i colori di Miroir di Ravel che faranno da contrappunto alla iperbolica trascrizione della Suite L’uccello di fuoco di Stravinskij tratta dall’originale per orchestra elaborata da Guido Agosti (pianista e compositore di fama internazionale che tra gli altri incarichi ricoprì anche quello di vicepresidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 1976 al 1989).

 

Stagione da Camera

Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia

Venerdì  23 marzo ore 20.30                                                                    

 

Beatrice Rana  pianoforte

Schumann Blumenstück

     Studi Sinfonici

Ravel          Miroirs

Stravinskij L'Uccello di Fuoco (trascrizione Guido Agosti)

biglietti da 18 a 38 euro

I biglietti possono essere acquistati anche presso:

Botteghino Auditorium Parco della Musica

Viale Pietro De Coubertin Infoline: tel. 068082058

Prevendita telefonica con carta di credito:

Call Center TicketOne Tel. 892.101

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DIALOGUES DES CARMELITES , POULENC – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, RECITA DI MERCOLEDI’ 14 MARZO 2018

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Il Comunale di Bologna porta in scena uno sfondo storico crudo e terribilmente realistico per l’opera capolavoro di Francis Puolenc che si vede rarissimamente in teatro, con nostro sommo dispiacere per attualità di contenuti e per come faccia riflettere sulla psiche di ognuno di noi. Lo spettacolo che arriva da Parigi e Bruxelles confezionato da Oliver Py (assistente Daniele Izzo) non conosce mezze misure e la vita connessa ai pensieri più profondi di una monaca che ha la sfortuna di nascere nell’età della Rivoluzione Francese, ci viene presentata con una immediatezza quasi sconcertante. Tutto ciò cui assistiamo è ricco di azione scenica ed ogni gesto ha un preciso significato, dall’incedere sempre più austero di Blanche all’ingenua fede nella vita di suor Constance, alla gravità in ogni sua movenza della Priora Mme de Croissy, e ad ogni piccolo gesto delle altre consorelle. La celebrazione delle festività, i riti conventuali, l’estremo attaccamento alla fede non servono a proteggere le sorelle dalla Rivoluzione che le circonda. Terribile l’agonia della Priora, il cui letto di morte è orizzontale rispetto alla platea per poterne cogliere ogni espressione dal volto ormai trasfigurato dalla folle sofferenza.

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Settimane Musicali al Teatro Olimpico - XXVII Edizione

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COMUNICATO STAMPA 15 MARZO 2018

Opera e concerti che nascono per il Teatro Olimpico:

un incontro tra grandi maestri e giovani talenti

Vicenza, Teatro Olimpico

20 maggio – 21 giugno 2018

Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico tornano a giugno 2018 con un programma articolato lungo i diversi filoni che il festival ha delineato nel corso degli anni: protagonisti saranno l’opera, con le scelte ispirate all’ambientazione del particolarissimo spazio scenico palladiano, e la musica da camera. Restano centrali inoltre l’attenzione ai giovani talenti e il coinvolgimento della città, andando a “vestire di musica” molti luoghi, oltre l’Olimpico, che ospiteranno concerti e incontri.

Il festival, alla sua XXVII edizione, si svolgerà dal 20 maggio al 21 giugno 2018, con l’alternanza di opera, il venerdì sera e la domenica pomeriggio, e concerti il sabato sera. Ad aprire il cartellone sarà l’evento Mu.Vi. – Musica a Vicenza, ideato da Sonig Tchakerian tre anni fa, previsto per domenica 20 maggio.

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MANON LESCAUT , GIACOMO PUCCINI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, SECONDO CAST, MARTEDI’ 6 MARZO 2018

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Continuano le rappresentazioni di Manon Lescaut al Teatro Filarmonico di Verona.

La recita del 06.03.18 ha visto il cambio dei tre interpreti principali rispetto alla prima di cui  abbiamo recensito qui recensione 4 marzo.

Ad interpretare il ruolo del titolo troviamo Francesca Tiburzi.

Dotata di una solidissima preparazione musicale, la Tiburzi da prova di conoscere alla perfezione la parte musicale che affronta con una precisione e preparazione encomiabili, unita ad una presenza scenica non indifferente.

Purtroppo la voce è molto piccola e si perde spesso nell'impasto sonoro di una partitura, quale è quella di Manon Lescaut, fatta anche di sonorità generose e tumultuose. La Tiburzi rimane quindi schiacciata in una parte che non può sostenere senza scadere nell'urlo. Scompare nei concertati, al limite dell'udibile nei duetti con Des Grieux, dimostra di non aver raggiunto una maturità vocale tale per affrontare questo repertorio che richiederebbe una presenza vocale sicura, una interpretazione vocale di peso e una tenuta continua sino alla fine della rappresentazione.

E' un peccato perché la voce, se si dirigesse verso il repertorio mozartiano, alcuni titoli rossiniani o del Donizetti serio, potrebbe dare grosse soddisfazioni ed eviterebbe una repentina usura.

Il tenore coreano Sung Kyu Park è stato un Des Grieux generoso ad appassionato, forse un po'  troppo.

Il suo Des Grieux è fatto di un canto tutto spinto allo spasimo diaframmatico, non c'è una finezza interpretativa, non un abbandono lirico nemmeno nei momenti più intimi dell'opera.

Park tende a gonfiare ogni nota portandola al limite della rottura in acuto che risulta spesso sfibrato e sfuocato, quando non in affanno di fiato. Insomma un Turiddu travestito da Des Grieux.

Sfrontato e mascalzone quanto si deve è stato il Lescaut di Elia Fabbian, nella sua parte riesce a tessere le fila del proprio intrigo, del quale va fiero, con voce corretta ed interpretazione precisa.

Menzione speciale per il Geronte di Romano Dal Zovo, dalla voce scurissima e da una prestanza fisica che lo mette al riparo da qualsiasi interpretazione macchiettistica.

Anche in questa recita il gruppo dei comprimari (che non è cambiato rispetto alla prima) si attesta su di un buon livello generale con una punta di eccellenza nell' Edmondo di Andrea Giovannini.

A fine recita, applausi convinti per tutti da parte di un teatro pieno in ogni ordine di posti.

Pierluigi Guadagni

 

LA    PRODUZIONE

 

Direttore d’orchestra           Francesco Ivan Ciampa

Regia                                     Graham Vick

Regia ripresa da                   Marina Bianchi

Scene                                     Andrew Hays

Costumi                                 Kimm Kovac

Lighting designer                 Giuseppe Di Iorio

Movimenti mimici                 Ron Howell ripresi da Danilo Rubeca

Direttore

allestimenti scenici                Michele Olcese

Maestro del Coro                 Vito Lombardi

 

GLI      INTERPRETI

 

Manon Lescaut                     Francesca Tiburzi

Renato Des Grieux               Sung Kyu Park
Lescaut                                  Elia Fabbian
Geronte De Ravoir               Romano Dal Zovo

Edmondo                              Andrea Giovannini

Un Lampionario/

Maestro Di Ballo                  Bruno Lazzaretti

Un Musico                             Alessia Nadin

Un Oste/Sergente

 degli Arcieri                         Giovanni Bellavia

Comandante di Marina       Alessandro Busi

 

Orchestra, Coro e Tecnici dell'Arena di Verona

Allestimento della Fondazione Arena di Verona

in coproduzione con la Fondazione Teatro La Fenice

(Cover Foto Ennevi)

 

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MANON LESCAUT , GIACOMO PUCCINI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 4 MARZO 2018

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Torna al Filarmonico di Verona lo spettacolo di Manon Lescaut che Graham Vick ideò nel 2010 in collaborazione col Teatro La Fenice di Venezia. Si tratta di un allestimento molto particolare che si distacca completamente da ciò cui si è abituati a pensare quando si tratta della storia della bella e frivola Manon. Vick non pensa alle trine e merletti del Settecento, piuttosto al messaggio che la sua vita costernata di errori lascia ai posteri e confeziona una regia – monito con studenti ideali che assistono e partecipano allo stesso tempo a quanto accade in scena, con i personaggi principali che si materializzano da una lavagna di una ipotetica classe.

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TURANDOT, FERRUCCIO BUSONI / SUOR ANGELICA, GIACOMO PUCCINI – TEATRO LIRICO DI CAGLIARI, VENERDI’ 2 MARZO 2018

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Siamo giunti all’inaugurazione della stagione lirica al Teatro cagliaritano che anche quest’anno coraggiosamente decide di aprire con un appuntamento molto inusuale, un dittico composto dalla Turandot di Busoni e Suor Angelica di Puccini, con lo scopo di richiamare certo il pubblico di affezionati, ma anche gli amanti delle chicche poco eseguite. Per distinguersi dalla massa infatti è bene proporre, oltre a titoli che il pubblico ben conosce ed ama, anche qualche rarità che potrebbe richiamare appassionati da lontano. Ecco dunque in scena la fiaba di Busoni del 1917 insieme all' opera di Puccini che del resto fu rappresentata soltanto un anno dopo, e che comunque non vanta la stessa fama delle altre composizioni del lucchese.

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GAIA, A DYSTOPIAN VISION, DI HANNES KERSCHBAUMER – TEATRO STUDIO DI BOLZANO, SABATO 24 FEBBRAIO 2018 PER OPERA 20.21.

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Atmosfera completamente diversa dal lavoro visto a Trento è lo spettacolo intitolato Gaia di Hannes Kerschbaumer, altro vincitore del Fringe Festival - Opera 20.21. Il libretto nasce in collaborazione con Gina Mattiello (anche performer vocale) e Raoul Schrott, autore di Erste Erde, Epos e Die Wüste Lop Nor: Novelle .

Anche questo spettacolo si presenta in una veste molto grafica ed impressionistica, tendente cioè a creare in chi assiste una sorta di shock visivo che permetta di concentrare l’attenzione più sul visivo che su quanto ascoltato. Lo stesso Kerschbaumer, insieme a Federico Campana e Gina Mattiello, ci porta in una desolazione di frammenti immersi in una coltre di fumo opprimente, nel buio quasi totale, con pochissimi elementi opera di  Natascha Maraval, a testimonianza di un mondo straziato dall’ennesima catastrofe. Su tutto brilla la eccellente performance vocale di Gina Mattiello, che per circa un’ora di spettacolo è impegnata in un monologo, alternato a voce registrata di Eleonora Burcher, totalmente in tedesco. Dispiace che solo in pochi momenti didascalici sia stata fornita una traduzione in sovratitoli italiani per chi non conosce la lingua tedesca, poiché molto si è perso del senso di smarrimento della protagonista in scena. Siamo infatti in una Terra desolata e post catastrofica, con conseguente estinzione degli esseri viventi, i cui unici esemplari rimasti sono completamente carbonizzati. La protagonista è un’astronauta sopravvissuta allo schianto della sua navicella, che si trascina tra questi corpi deformi e residui di un pianeta irriconoscibile, come fosse capitata a Fukushima o Nagasaki tra macerie e corpi dilaniati.  

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CURON/GRAUN – OPERA 2021 - TEATRO SOCIALE DI TRENTO, VENERDI’ 23 FEBBRAIO 2018

foto Michele Purin - Fond Haydn - Curon_Stampa-16.jpg

La Fondazione Haydn di Bolzano e Trento si avvia verso la fase conclusiva della stagione Opera 20.21 con due progetti teatrali consecutivi vincitori del recente Fringe Festival Opera 20.21, ospitati da Bolzano per due serate e da Trento in un unico appuntamento.

L’evento realizzato al Teatro Sociale di Trento in prima assoluta nasce da una idea dell’ OHT, Office for a Human Theatre, che da circa una decina d’anni si occupa di realizzare progetti teatrali innovativi e all’avanguardia. Curon/Graun può definirsi una ‘esperienza’ collettiva più che uno spettacolo teatrale, in quanto abbiamo assistito ad una sorta di narrazione drammatica e documentata di eventi realmente accaduti, accompagnati dalla magnifica esecuzione musicale dell’orchestra Haydn.

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IL TROVATORE, GIUSEPPE VERDI - TEATRO PETRUZZELLI – BARI – STAGIONE 2018

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Lo spettacolo è curato da Joseph Franconi Lee che gestisce gli spazi del palcoscenico con intelligenza e creando, in ogni scena, le giuste dinamiche tra i personaggi e la giusta “alchimia” nei movimenti.

Le scene di Tito Varisco sono bellissime, dipinte sui toni del bianco avorio, del celeste e del blu, lasciano sprazzi di luce e di ombre che ben si amalgamano nello svolgimento dell’opera.

I costumi, tradizionali, di Pasquale Grossi sono belli e adatti sia all’ambientazione che alle necessità registiche.

Dal punto di vista musicale le cose sono andate in modo impeccabile nella maggior parte dei casi.

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FONDAZIONE ARENA DI VERONA, STAGIONE SINFONICA 2018 - PRIMO ONCERTO, TEATRO FILARMONICO DI VERONA 10 FEBBRAIO 2018

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Inaugurata la stagione sinfonica 2018 della Fondazione Arena di Verona con un concerto dal programma eclettico e coinvolgente, che ha visto Mario Brunello nella duplice veste di concertatore direttore d'orchestra e solista al violoncello e al violoncello piccolo.

Programma eclettico dicevamo, poiché si è spaziato dal barocco di Bach trascritto per grande orchestra da Stokowski al contemporaneo con lo sperimentalismo “partecipato” di Kourliandski, passando attraverso il cromatismo sinfonico e multiforme di Saints Saens.

Ed è quindi con la “toccata e fuga in re minore BWV565” nella trascrizione per orchestra sinfonica di Lopold Stokovski, che si è aperto il concerto.

Stokovski, che fu organista per più di dieci anni in varie chiese prestigiose del Regno Unito,  unisce ad una capillare conoscenza dello spartito bachiano, una certa magniloquenza retorica che rende la sua orchestrazione spesso eccessivamente pesante.

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OTELLO, GIUSEPPE VERDI - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, RECITA DEL 06.02.18 ( CAST ALTERNATIVO)

La recita del 06.02.18 ha visto il cambio dei tre interpreti principali rispetto alla prima di cui abbiamo già recensito qui (link recensione 04 02 2018)

Ad interpretare il ruolo eponimo, abbiamo trovato uno Ian Storey in buona forma vocale nonostante la sua lunga carriera tutta concentrata su di un repertorio vocalmente pesantissimo e sterminato.

Storey è cantante che non si risparmia e sa dove mettere in evidenza tutte le sfaccettature interpretative che la parte del Moro comporta con oculata parsimonia ed una economia vocale studiata al milligrammo.

Si sente benissimo che ha studiato la parte con Carlo Cossutta e ne è prova la raffinatezza esecutiva che pone nel duetto che chiude il primo atto, ma non solo. Storey dimostra di possedere tutta la pienezza e facilità dello squillo richiesta per questo ruolo,  la voce c'è ed arriva senza indugio o affanno a superare anche l'incontrollato muro orchestrale che spesso si trova  dinnanzi, con una sfrontatezza esecutiva che ben conosciamo ed ammiriamo in questo artista.

Poco importa se lo smalto vocale non è più brillantissimo e a volte risulta logoro nei passaggi o nella parte bassa del rigo; la sua rimane una interpretazione musicale maiuscola.

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OTELLO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 4 FEBBRAIO 2018

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Arriva al Teatro Filarmonico di Verona l’Otello verdiano che nel 2012 nacque da una collaborazione fortunata tra Fondazione Arena e Fondazione Teatro La Fenice di Venezia.  Giorgia Guerra riprende lo spettacolo molto concettuale che Francesco Micheli confezionò basandosi più sulle sensazioni intime del protagonista che sulla vicenda concreta. Come se gli astri condizionassero e schiacciassero i mortali, la scena è sormontata dalle costellazioni luminescenti il cui cielo cambia colore a seconda dello stato d’animo vigente in scena. Il cubo centrale che di volta in volta diventa il fulcro dell’azione, gira su se stesso creando i diversi ambienti necessari. Edoardo Sanchi non riempie oltre l’allestimento poiché ciò che importa alla regia sono le azioni e non dove vengono compiute. La mente di Otello è logorata passo passo da Jago che lo spinge verso il baratro, sì da rendere più materiale e quasi tangibile il terribile frutto dei suoi sospetti. Ombre nere impersonate dai mimi aggiungono mistero ed angoscia ai pensieri del Moro che ne resta fatalmente sopraffatto. Fondamentali le luci di Fabio Barettin, poiché tanta parte dello spettacolo si tinge dei colori dell’odio sanguigno di Jago, stemprato dal blu virtuoso del Cielo a cui è devota la sventurata Desdemona.  Silvia Aymonino disegna abiti tendenti al classico ma a nostro avviso un po’ bizzarri nel complesso per i signori uomini.

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Per i 50 anni dalla morte del grande direttore d'orchestra Tullio Serafin celebrazioni nei più importanti teatri

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Vicenza,  Febbraio 2018

Comunicato stampa 

La figura di Tullio Serafin (1878 – 1968), uno dei massimi direttori d’orchestra italiani del Novecento, il grande amico e maestro di Maria Callas, sarà ricordata, in occasione dei cinquant'anni dalla morte, dai maggiori teatri e istituzioni musicali italiani e internazionali che hanno aderito alle Celebrazioni Tullio Serafin, progetto ideato dall'Archivio storico che porta il nome del prestigioso artista veneto.

Il 3 febbraio ricorre l'anniversario dei 50 anni dalla morte del celebre direttore d'orchestra Tullio Serafin ed hanno inizio ufficile le celebrazioni a lui dedicate che hanno ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica e il patrocinio della Regione del Veneto.

Ad aprire il ciclo di dediche sarà il Teatro Comunale di Ferrara (dove il maestro Serafin iniziò la sua vera e propria carriera nel 1902, dopo il Teatro Reinach di Parma e prima ancora nel 1898 alla Sala Follia di Milano con lo pseudonimo Alfio Sulterni) i prossimi 9 e 11 febbraio con “La Traviata” di Giuseppe Verdi.

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DIE LUSTIGE WITWE (LA VEDOVA ALLEGRA), FRANZ LEHÁR – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 2 FEBBRAIO 2018

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Molto atteso il ritorno di Die Lustige Witwe nella versione originale in tedesco alla Fenice di Venezia, non solo per  l’incredibile lasso di tempo passato dopo l’ultima e celeberrima rappresentazione datata 1988 con la Kabaivanska nel ruolo della protagonista, ma anche per la regia di  Damiano Michieletto dal quale il pubblico è abituato ad aspettarsi sempre qualcosa che colpisca. Il  regista in questo caso vuole allontanare l’idea di spettacolo macchiettistico che ormai tanti hanno in mente quando si tratta del lavoro più noto di Lehár, cosa già intuibile col ritorno alla lingua originale, e naturalmente intende spogliare l’ambientazione di tutti quei fronzoli e merletti che hanno caratterizzato tante produzioni passate (se pur deliziose a nostro avviso). Così il team Michieletto/Fantin/Teti ci porta alla contemporaneità più concreta, talmente ‘sul pezzo’ da prendere spunto dai notissimi fatti di economia accaduti nel nostro paese con lo scandalo delle banche ed i problemi che ne conseguono ogni giorno per le tasche dei risparmiatori.

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VERONA LIRICA , QUARTO CONCERTO DELLA STAGIONE ARTISTICA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 28 GENNAIO 2018

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Prosegue la stagione artistica della associazione Verona lirica con un nuovo concerto ospitato nella meravigliosa sala del teatro Filarmonico di Verona, presentato con la consueta preparazione e competenza da Davide da Como.

Ospiti del pomeriggio musicale sono stati il Soprano Karina Flores, il tenore Giuseppe Tommaso, il mezzo soprano Silvia Beltrami e il baritono Giuseppe Altomare, accompagnati al pianoforte dal maestro Patrizia Quarta.

La serata ha visto anche la partecipazione straordinaria della banda musicale di San Martino Buon Albergo, con solista Stefano Conzatti,  diretta da Massimo Longhi.

In apertura il nuovo Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona Cecilia Gasdia ha voluto salutare il numeroso pubblico, rinnovando gli auspici di un nuovo corso per la Fondazione Arena di Verona e impegnandosi a presentare una nuova stagione artistica di altissima qualità sia per L'Arena di Verona che per il teatro Filarmonico.

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NORMA, V. BELLINI – TEATRO CARLO FELICE DI GENOVA, 27 e 28 GENNAIO 2018

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Una Norma radical chic è approdata al Teatro Carlo Felice nell’allestimento del Teatro Massimo di Palermo a cura di Luigi di Gangi e Ugo Giacomazzi che firmano la regia di questo spettacolo insieme con il nome di Teatrialchemici.

La regia è tutto sommato interessante, i personaggi si muovono avendo sempre un rapporto con dei “fili” che sembrano gestire le loro vite, dei fili che di volta in volta si fanno ora legami ora prigioni, ora vincoli indissolubili.   Le scene di Federica Parolini sono astrattamente coinvolgenti così come pure i giochi di luci e colori appropriati di Lugi Biondi.  I costumi di Daniela Cernigliaro sono invero bruttini.

Manca forse un pochino di solennità, un pochino di quella straordinaria “grandezza” che pure è presente in questo capolavoro belliniano.

Il Carlo Felice schiera due cast che trovano nelle due protagoniste i punti di forza.

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