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IL TROVATORE, GIUSEPPE VERDI - TEATRO PETRUZZELLI – BARI – STAGIONE 2018

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Lo spettacolo è curato da Joseph Franconi Lee che gestisce gli spazi del palcoscenico con intelligenza e creando, in ogni scena, le giuste dinamiche tra i personaggi e la giusta “alchimia” nei movimenti.

Le scene di Tito Varisco sono bellissime, dipinte sui toni del bianco avorio, del celeste e del blu, lasciano sprazzi di luce e di ombre che ben si amalgamano nello svolgimento dell’opera.

I costumi, tradizionali, di Pasquale Grossi sono belli e adatti sia all’ambientazione che alle necessità registiche.

Dal punto di vista musicale le cose sono andate in modo impeccabile nella maggior parte dei casi.

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FONDAZIONE ARENA DI VERONA, STAGIONE SINFONICA 2018 - PRIMO ONCERTO, TEATRO FILARMONICO DI VERONA 10 FEBBRAIO 2018

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Inaugurata la stagione sinfonica 2018 della Fondazione Arena di Verona con un concerto dal programma eclettico e coinvolgente, che ha visto Mario Brunello nella duplice veste di concertatore direttore d'orchestra e solista al violoncello e al violoncello piccolo.

Programma eclettico dicevamo, poiché si è spaziato dal barocco di Bach trascritto per grande orchestra da Stokowski al contemporaneo con lo sperimentalismo “partecipato” di Kourliandski, passando attraverso il cromatismo sinfonico e multiforme di Saints Saens.

Ed è quindi con la “toccata e fuga in re minore BWV565” nella trascrizione per orchestra sinfonica di Lopold Stokovski, che si è aperto il concerto.

Stokovski, che fu organista per più di dieci anni in varie chiese prestigiose del Regno Unito,  unisce ad una capillare conoscenza dello spartito bachiano, una certa magniloquenza retorica che rende la sua orchestrazione spesso eccessivamente pesante.

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OTELLO, GIUSEPPE VERDI - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, RECITA DEL 06.02.18 ( CAST ALTERNATIVO)

La recita del 06.02.18 ha visto il cambio dei tre interpreti principali rispetto alla prima di cui abbiamo già recensito qui (link recensione 04 02 2018)

Ad interpretare il ruolo eponimo, abbiamo trovato uno Ian Storey in buona forma vocale nonostante la sua lunga carriera tutta concentrata su di un repertorio vocalmente pesantissimo e sterminato.

Storey è cantante che non si risparmia e sa dove mettere in evidenza tutte le sfaccettature interpretative che la parte del Moro comporta con oculata parsimonia ed una economia vocale studiata al milligrammo.

Si sente benissimo che ha studiato la parte con Carlo Cossutta e ne è prova la raffinatezza esecutiva che pone nel duetto che chiude il primo atto, ma non solo. Storey dimostra di possedere tutta la pienezza e facilità dello squillo richiesta per questo ruolo,  la voce c'è ed arriva senza indugio o affanno a superare anche l'incontrollato muro orchestrale che spesso si trova  dinnanzi, con una sfrontatezza esecutiva che ben conosciamo ed ammiriamo in questo artista.

Poco importa se lo smalto vocale non è più brillantissimo e a volte risulta logoro nei passaggi o nella parte bassa del rigo; la sua rimane una interpretazione musicale maiuscola.

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OTELLO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 4 FEBBRAIO 2018

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Arriva al Teatro Filarmonico di Verona l’Otello verdiano che nel 2012 nacque da una collaborazione fortunata tra Fondazione Arena e Fondazione Teatro La Fenice di Venezia.  Giorgia Guerra riprende lo spettacolo molto concettuale che Francesco Micheli confezionò basandosi più sulle sensazioni intime del protagonista che sulla vicenda concreta. Come se gli astri condizionassero e schiacciassero i mortali, la scena è sormontata dalle costellazioni luminescenti il cui cielo cambia colore a seconda dello stato d’animo vigente in scena. Il cubo centrale che di volta in volta diventa il fulcro dell’azione, gira su se stesso creando i diversi ambienti necessari. Edoardo Sanchi non riempie oltre l’allestimento poiché ciò che importa alla regia sono le azioni e non dove vengono compiute. La mente di Otello è logorata passo passo da Jago che lo spinge verso il baratro, sì da rendere più materiale e quasi tangibile il terribile frutto dei suoi sospetti. Ombre nere impersonate dai mimi aggiungono mistero ed angoscia ai pensieri del Moro che ne resta fatalmente sopraffatto. Fondamentali le luci di Fabio Barettin, poiché tanta parte dello spettacolo si tinge dei colori dell’odio sanguigno di Jago, stemprato dal blu virtuoso del Cielo a cui è devota la sventurata Desdemona.  Silvia Aymonino disegna abiti tendenti al classico ma a nostro avviso un po’ bizzarri nel complesso per i signori uomini.

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Per i 50 anni dalla morte del grande direttore d'orchestra Tullio Serafin celebrazioni nei più importanti teatri

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Vicenza,  Febbraio 2018

Comunicato stampa 

La figura di Tullio Serafin (1878 – 1968), uno dei massimi direttori d’orchestra italiani del Novecento, il grande amico e maestro di Maria Callas, sarà ricordata, in occasione dei cinquant'anni dalla morte, dai maggiori teatri e istituzioni musicali italiani e internazionali che hanno aderito alle Celebrazioni Tullio Serafin, progetto ideato dall'Archivio storico che porta il nome del prestigioso artista veneto.

Il 3 febbraio ricorre l'anniversario dei 50 anni dalla morte del celebre direttore d'orchestra Tullio Serafin ed hanno inizio ufficile le celebrazioni a lui dedicate che hanno ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica e il patrocinio della Regione del Veneto.

Ad aprire il ciclo di dediche sarà il Teatro Comunale di Ferrara (dove il maestro Serafin iniziò la sua vera e propria carriera nel 1902, dopo il Teatro Reinach di Parma e prima ancora nel 1898 alla Sala Follia di Milano con lo pseudonimo Alfio Sulterni) i prossimi 9 e 11 febbraio con “La Traviata” di Giuseppe Verdi.

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DIE LUSTIGE WITWE (LA VEDOVA ALLEGRA), FRANZ LEHÁR – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 2 FEBBRAIO 2018

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Molto atteso il ritorno di Die Lustige Witwe nella versione originale in tedesco alla Fenice di Venezia, non solo per  l’incredibile lasso di tempo passato dopo l’ultima e celeberrima rappresentazione datata 1988 con la Kabaivanska nel ruolo della protagonista, ma anche per la regia di  Damiano Michieletto dal quale il pubblico è abituato ad aspettarsi sempre qualcosa che colpisca. Il  regista in questo caso vuole allontanare l’idea di spettacolo macchiettistico che ormai tanti hanno in mente quando si tratta del lavoro più noto di Lehár, cosa già intuibile col ritorno alla lingua originale, e naturalmente intende spogliare l’ambientazione di tutti quei fronzoli e merletti che hanno caratterizzato tante produzioni passate (se pur deliziose a nostro avviso). Così il team Michieletto/Fantin/Teti ci porta alla contemporaneità più concreta, talmente ‘sul pezzo’ da prendere spunto dai notissimi fatti di economia accaduti nel nostro paese con lo scandalo delle banche ed i problemi che ne conseguono ogni giorno per le tasche dei risparmiatori.

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VERONA LIRICA , QUARTO CONCERTO DELLA STAGIONE ARTISTICA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 28 GENNAIO 2018

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Prosegue la stagione artistica della associazione Verona lirica con un nuovo concerto ospitato nella meravigliosa sala del teatro Filarmonico di Verona, presentato con la consueta preparazione e competenza da Davide da Como.

Ospiti del pomeriggio musicale sono stati il Soprano Karina Flores, il tenore Giuseppe Tommaso, il mezzo soprano Silvia Beltrami e il baritono Giuseppe Altomare, accompagnati al pianoforte dal maestro Patrizia Quarta.

La serata ha visto anche la partecipazione straordinaria della banda musicale di San Martino Buon Albergo, con solista Stefano Conzatti,  diretta da Massimo Longhi.

In apertura il nuovo Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona Cecilia Gasdia ha voluto salutare il numeroso pubblico, rinnovando gli auspici di un nuovo corso per la Fondazione Arena di Verona e impegnandosi a presentare una nuova stagione artistica di altissima qualità sia per L'Arena di Verona che per il teatro Filarmonico.

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NORMA, V. BELLINI – TEATRO CARLO FELICE DI GENOVA, 27 e 28 GENNAIO 2018

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Una Norma radical chic è approdata al Teatro Carlo Felice nell’allestimento del Teatro Massimo di Palermo a cura di Luigi di Gangi e Ugo Giacomazzi che firmano la regia di questo spettacolo insieme con il nome di Teatrialchemici.

La regia è tutto sommato interessante, i personaggi si muovono avendo sempre un rapporto con dei “fili” che sembrano gestire le loro vite, dei fili che di volta in volta si fanno ora legami ora prigioni, ora vincoli indissolubili.   Le scene di Federica Parolini sono astrattamente coinvolgenti così come pure i giochi di luci e colori appropriati di Lugi Biondi.  I costumi di Daniela Cernigliaro sono invero bruttini.

Manca forse un pochino di solennità, un pochino di quella straordinaria “grandezza” che pure è presente in questo capolavoro belliniano.

Il Carlo Felice schiera due cast che trovano nelle due protagoniste i punti di forza.

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LA TRAVIATA, G. VERDI – TEATRO COMUNALE MARIO DEL MONACO DI TREVISO, VENERDI’ 26 GENNAIO 2018

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Con la nuova produzione di Traviata il Mario del Monaco di Treviso ritorna a scommettere sul classico verdiano, affidando la regia ad Alessio Pizzech che affronta nuovamente in carriera il personaggio di Violetta, creando uno spettacolo particolarmente emotivo, molto realistico, a tratti angosciante. Non le feste, infatti, gli amici, lo sfarzo, i sogni e la leggerezza di una femme fatale che si gode la vita ‘folleggiando’, sono il centro della sua narrazione, ma solo ed esclusivamente la malattia, la difficoltà di deambulare,  lo sforzo di proferir persino parola, di trovare ancora un sorso di vitalità in una vita che velocemente la consuma, nonostante le premure di un amante passionale sì, ma impotente di fronte a tanto dolore. Violetta è costantemente in camicia da notte e vestaglia, non ha voglia di agghindarsi, nemmeno per la festa a casa sua o di Flora. La sua vita con Alfredo è quasi sempre a letto, ansimando a faticando ad ogni passo. Una sedia a rotelle la accompagna verso l’ultimo respiro nell’atto conclusivo. La povera Annina la segue ovunque, angosciata, piangente, sempre in scena a mostrare i fazzoletti macchiati di sangue che la padrona impregna ad ogni colpo di tosse. Solo dolore e morte, con pochissimi sprazzi di gioia, sono i compagni di questa donna fragile ed infelice. Tutto il resto è mero contorno: le scene di Davide Amadei utilizzano pochi arredi essenziali ed un tendaggio che accenni alle pareti degli ambienti, mentre nei costumi può sbizzarrirsi solo con il coro, mascherato in modo assai bizzarro. Le luci sono affidate a Roberto Gritti.

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DER FLIEGENDE HOLLAENDER, RICHARD WAGNER - TEATRO PETRUZZELLI BARI, 23 GENNAIO 2018

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Per la prima volta (!) dalla sua prima rappresentazione avvenuta a Dresda nel 1843, il Teatro Petruzzelli di Bari, accoglie la straordinaria partitura del “Der Fliegende Hollaender”di Richard Wagner colmando questo assurdo ritardo con un cast ed un allestimento di buon livello qualitativo.

Con “Der Fliegende Hollaender” Wagner imbocca la via maestra della propria estetica musicale, voltando le spalle alle convenzioni teatrali dell'epoca, compiendo per la prima volta quel salto in avanti che lo porterà, con il ciclo del Ring, a rompere definitivamente con una estetica musicale ormai obsoleta e superata per la sua visione di teatro in musica.

Il suo salto in avanti è dovuto all'incontro con qualcosa che sembra aderire di colpo al respiro musicale di Wagner identificandosi con esso.

Questo qualcosa è la ballata romantica, genere poetico riscoperto dallo Sturm und Drang, fatto di cupe leggende sullo sfondo di una natura sconvolta e fissato in una narrazione rappresa e in forme ritmiche scandite che emergono direttamente dalla voce anonima della tradizione popolare; fusa e ampliata nel genere “opera romantica”, la ballata ha già alimentato un capolavoro come “Il franco cacciatore” di Weber e uno spartito ai suoi tempi fortunato come “Il vampiro” di Marschner, entrambi da includere tra le fonti principali del lavoro wagneriano.

Ed è infatti la ballata in sol minore che Senta intona nel secondo atto, un allegro ma non troppo in 6/8, “Traft ihr das Schiff”, il fulcro centrale dell'opera, perno rotante sul quale si sviluppa l'intera partitura musicale in una progressione che va dalla scena introduttiva della filatura, prosegue appunto con la ballata di Senta e la narrazione del sogno di Erik, per culminare nel duetto conclusivo. Il Wagner maturo, dunque, teneva ad assegnare alla Ballata  ( e per estensione a tutta l'opera) la funzione di preannunciare la sua poetica più matura, basata sull'uso strutturale del Leitmotive e sulla rinuncia alla tradizione del pezzo chiuso.

L' allestimento di Yannis Kokkos, che cura in toto regia, scene e costumi, si inserisce alla perfezione in questo filone di “opera romantica” .

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THE BRITISH TENOR FREDDIE DE TOMMASO WINS THE 55TH TENOR VIÑAS INTERNATIONAL SINGING CONTEST

                                       

Press release

THE BRITISH TENOR FREDDIE DE TOMMASO WINS THE 55TH TENOR VIÑAS INTERNATIONAL SINGING CONTEST  

Second prize goes to the Spanish soprano Leonor Bonilla while the South Korean tenor Sehoon Moon earns third prize, along with the public prize
 
Liceu is aiming to provide an ever more expansive international reach to the contest and will offer a live streaming broadcast of the Final Concert tomorrow, Sunday, 21 January, direct from the Gran Teatre del Liceu

 

Barcelona,  January 2018

The British tenor Freddie de Tommaso has earned the first prize of the 55th “Tenor Viñas” International Singing Contest, in the Final held yesterday in the Gran Teatre del Liceu. Second prize has been awarded to the soprano Leonor Bonilla, while third prize goes to Sehoon Moon, from South Korea. The rest of the official prizes have been awarded to the French soprano Anaïs Constans (fourth prize), the South Korean counter-tenor Jungkwon Jang (fifth prize) and the baritone Andrew Manea from the United States (sixth prize).

 
Sixteen singers participated in the Final of this year's Tenor Viñas contest out of a total of 515, representing 60 countries. The artists have passed through preliminary auditions in London, New York, Paris, Milan, Berlin, Beijing, San Francisco, Moscow and Madrid.


An international jury presided by the artistic director of Liceu, Christina Scheppelmann, has been in charge of selecting the winners from among all the finalists. The jury members form part of the world's leading opera theatres such as Russia's Bolshoi Theatre, the Teatro alla Scala in Milan, New York's Metropolitan Opera House and l'Opéra National de París among others.

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LA BOHÈME, PUCCINI – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, VENERDI’ 19 GENNAIO 2018

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E’ di scena La Bohème di Puccini al Comunale di Bologna ad inaugurare la stagione lirica dell’anno appena iniziato. Protagonista assoluta della nuova produzione bolognese è la regia confezionata dall’ormai ampiamente riconosciuto come geniale regista Graham Vick. Riprendendo e sviluppando l’idea messa in scena per il teatro di Atene qualche anno fa, ci dimostra finalmente come modernità ed innovazione possano felicemente coniugarsi con il rispetto per il libretto, per il pubblico e per gli interpreti coinvolti. Moderna è l’ambientazione, volutamente vicina agli anni nostri, ma senza particolari specificatamente distinguibili; innovative sono le tecnologie utilizzate per creare scene (opera di Richard Hudson) facilmente smontabili e che non richiedano lunghi intervalli tra i quadri, in cui l’azione scenica è meravigliosamente vera, viva e coinvolgente.

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CARMEN, BIZET – TEATRO FRASCHINI DI PAVIA, VENERDI’ 12 GENNAIO 2018

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Nella sua penultima tappa del Circuito di Opera Lombardia, Carmen di G. Bizet, approda al Teatro Fraschini di Pavia.

Spettacolo non particolarmente bello tra quelli visti negli ultimi anni in questo pur meritevole circuito di Teatri di tradizione.

Il regista Frederic Roels non è capace di trasmettere alcuna delle passioni infuocate che pervadono la partitura, trasformandola in una sfilata di marionette che entrano ed escono dai differenti lati di una colonnata trasversale invero brutta.

Le scene sono poco curate con un evidente errore di prospettiva. L’intera scena infatti era sollevata di almeno un metro rispetto all’altezza del palcoscenico per cui le sorgenti d’acqua, in cui pure i diversi protagonisti cadono o immergono le mani, non si vedevano e lo spettatore usciva da teatro con un gran male al collo.

I costumi erano a dir poco imbarazzanti con Carmen che sembrava una contadina in gita ad un picnic e Micaela che pareva più una Heidi delle favelas vestita male.

Davvero il nulla. Nulla da dire, nulla da commentare, il nulla che è rimasto anche negli occhi di chi ha assistito.

Dal punto di vista musicale le cose sono andate decisamente meglio pur con i doverosi distinguo.

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RIGOLETTO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO REGIO DI PARMA, VENERDI’ 12 GENNAIO 2018

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Il Regio di Parma sceglie di aprire la stagione operistica con un’ opera vincente già di per sé per titolo ed autore, se poi si aggiunge il ritorno di un amatissimo protagonista maschile, difficilmente si può sbagliare il colpo: Rigoletto di Verdi e l’interpretazione di Leo Nucci. Ritorna ancora una volta il ricchissimo allestimento datato 1987 che fu ideato dal compianto Pier Luigi Samaritani, che come spesso accade per i grandi registi curò anche scene e costumi. Oggi lo spettacolo viene ripreso dalla sua ex allieva Elisabetta Brusa,  riproponendone fondamentalmente le direttive, coadiuvata dalle luci di Andrea Borelli. Le sale decorate, gli arredi, i costumi ricchi ed in verità un po’ ingombranti, secondo la moda del sedicesimo secolo, nonché la casa diroccata di Sparafucile, restano funzionali ancora oggi per rivivere a pieno i sogni ed i drammi di Gilda e del fin troppo protettivo padre.

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TOSCA, GIACOMO PUCCINI – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, GIOVEDI’ 21 DICEMBRE 2017

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In chiusura di stagione il Comunale di Bologna punta sul sicuro con la produzione di Tosca che ha debuttato l’anno scorso a Torino con la regia di Daniele Abbado (ripresa da Boris Stetka), a scaldare gli animi nel mese più festoso dell’anno. Ed è proprio il fuoco che arde nel petto di Floria ad essere esaltato in questo spettacolo che vede nella figura accentratrice della cantante il fulcro dell’azione scenica, che ruota fisicamente sul palco girevole con i vari elementi che ne fanno parte. Abbado pensava ad un luogo neutrale, realizzato da Luigi Perego, che potesse ricordare tanto un altare quanto gli altri luoghi della vicenda, simboleggiando un sito in cui si sacrificano tutti gli ideali dei protagonisti, nonché l’ avversato sogno d’amore. Come due belve in libertà che si scontrano in arena, Tosca e Scarpia sconvolgono una sorta di status quo languido in cui il povero Cavaradossi non è che una pedina di passaggio dal destino segnato. Sono suggestive le immagini video in bianco e nero di Luca Scarzella di una Roma un po’ vintage proiettate sul fondo scenico, e i costumi dello stesso Perego, particolarmente ricercati per Floria, sono appropriati all’ambientazione raffinata. Ben architettate anche le luci di Valerio Alfieri.  

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LA VEDOVA ALLEGRA, FRANZ LEHAR – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 17 DICEMBRE 2017

Non c’è niente di meglio che puntare su un titolo di forte richiamo e con interpreti ben noti ed apprezzati dal pubblico per inaugurare una stagione operistica in concomitanza con le festività natalizie. Ecco dunque che la Fondazione Arena di Verona va sul sicuro riproponendo, e a ragione visto il successo di pubblico, lo spettacolo de La vedova allegra che dall’ormai lontano 2005 vede la firma di Gino Landi alla regia, ripresa qui da Federico Bertolani, artefice di uno spettacolo completo ove musica, danza e prosa si intrecciano per circa tre ore di spettacolo, con colpi di scena, risate, unitamente ad un tocco di commovente lirismo.

Questa deliziosa operetta cara anche ai non appassionati e ‘puristi’ dell’opera diciamo più ‘seria’, è uno squisito intreccio di storie d’amore e di malintesi, di scambi di persona, di problemi finanziari, farciti con musiche da walzer ottocenteschi e canti sensuali.  

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Busoni, Puccini, Hindemith, Mascagni, Bizet, Rossini, Čajkovskij, Verdi: ecco la Stagione lirica e di balletto 2018 del Teatro Lirico di Cagliari

comunicato stampa

Busoni, Puccini, Hindemith, Mascagni, Bizet, Rossini, Čajkovskij, Verdi:

ecco la Stagione lirica e di balletto 2018 del Teatro Lirico di Cagliari

Venerdì 2 marzo alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2018 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione attesa dal numeroso pubblico che propone un ricco cartellone di opere, concerti e balletti. Nello specifico sono previste otto opere ed un balletto per gli otto turni di abbonamento e poi due recite fuori abbonamento nel periodo estivo. Saranno altresì programmati ulteriori due titoli d’opera, il Teuzzone di Vivaldi (luglio 2018) e L’ape musicale di Lorenzo Da Ponte (ottobre 2018), nell’ambito del Progetto di Internazionalizzazione del Teatro Lirico di Cagliari. Alla fine, dieci titoli d’opera e un balletto, a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle otto opere sono Turandot, Suor Angelica, Madama Butterfly, Sancta Susanna, Cavalleria rusticana, Carmen, Il Barbiere di Siviglia, Rigoletto ed il classico Schiaccianoci per il balletto.

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FAUST, CHARLES GOUNOD - TEATRO COMUNALE DI MODENA, 03 DICEMBRE 2017

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Faust.

“Un monumento nazionale”, “un capolavoro della letteratura”, “un'opera maledetta”, “la nascita di un mito”.

Sono questi alcuni degli epiteti che accompagnano il lavoro di Goethe, decretandone il suo successo e in parte la sua incomunicabilità ancora ai giorni nostri.

Lo stesso Charles Gounod non rimarrà insensibile al richiamo fascinoso di un capolavoro che lo porterà, per più di vent'anni, a torture intellettuali e mistiche tutte tese alla ricerca di una impossibile riduzione operistica del capolavoro di Goethe.

Arresosi ad un adattamento, quello preparato per lui da Jules Barbier, che limita ed esalta l'azione goethiana, principalmente alla storia amorosa tra Faust e Margherita, il “suo” Faust  rappresenta uno dei più rimarchevoli successi nella storia dell'opera.

Per più di tre quarti di secolo è stata l'opera più popolare dell'intero catalogo internazionale, ogni singolo teatro l'aveva in repertorio pronta ad essere rappresentata con adattamenti, tagli, rimaneggiamenti, aggiunte ad uso del singolo cantante o impresario.

Oggi, come se un'indigestione ne avesse decretato il bando, vedere rappresentato il Faust di Gounod è più impossibile che raro.

La Fondazione Teatro Comunale di Modena, in coproduzione con la Fondazione Teatri di Piacenza e Reggio Emilia, anche per onorare il bicentenario della nascita del compositore (2018) ne commissiona un nuovo allestimento, affidandone la parte creativa al collettivo Anagoor e a Simone Derai, entrambi alla prima esperienza in campo operistico ma già ben rodati e acclamati nel repertorio di prosa.

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DIE ANTILOPE / JOHANNES MARIA STAUD , TEATRO COMUNALE DI BOLZANO PER OPERA 20.21 – SABATO 2 DICEMBRE 2017

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Non poteva essere più esemplificativo lo slogan della nuova stagione operistica della Haydn di Bolzano e Trento: fuga dalla realtà! E’ esattamente quanto avviene al protagonista de Die Antilope di Johannes Staud che inaugura gli appuntamenti in cartellone, con la consueta formula che privilegia le composizioni scritte appunto tra ventesimo e ventunesimo secolo. Si narra ormai di tutto sulla disgraziata società che ci circonda, e dunque il librettista Durs Grunbein ha creato appositamente, per questo lavoro di  Staud, un testo che si sposa tanto con l’idea musicale nella mente del compositore, quanto con l’atmosfera surreale che essa evoca. Tra le immagini che più caratterizzano il mondo piatto e globalizzante di oggi vi è certamente l’azienda con i suoi dipendenti, un corpo unico ed omologato, privo di qualsiasi interesse agli occhi del giovane Victor, che evidentemente non ci si ritrova, non ci sta a conformarsi e perdere la propria identità tra discorsi senza senso e piattume totale. Il regista  Dominique Mentha veste infatti tutti uguali questi impiegati che indossano una testa animalesca, tanto ‘imbarbariti’ sono oramai, perché privi dell’elemento umano che invece ci distingue l’uno dall’altro. Così matura il gesto folle per il protagonista di lanciarsi dalla finestra di quell’ambiente certo freddo che è la sala delle riunioni in cui avviene un ennesimo party tra dipendenti. Ma, ispirandosi chiaramente a Kafka, da qui parte un viaggio attraverso diverse situazioni, sempre assurde, che gli permettono di constatare quanto bizzarri siano anche gli altri luoghi in cui si ritrova a vagare, privo addirittura del suo stesso linguaggio, ma ormai trasformato in un antilope, appunto, animale in fuga, dal linguaggio simil-Afrikaans con cui pare farneticare.

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Socio Onoraio di Concetto Armonico Sara Mingardo

Comunicato stampa

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Sarà dunque il contralto di fama mondiale Sara Mingardo a ricevere dall’associazione culturale “Concetto Armonico”, il titolo di Socio Onorario, il 14 dicembre alle ore 16 presso il Salone d’onore di Palazzo Chiericati. “Concetto Armonico”, nata nel 2011 a Cavarzere per volontà del suo stesso presidente Andrea Castello, si trasferisce nel 2017 a Vicenza, dove già dal 2011 organizza importanti manifestazioni tra cui l’ormai consolidato ed atteso festival “Vicenza in Lirica”. Al suo interno “Concetto Armonico” ha istituito, fin da subito, una carica a vita di Socio Onorario che nel 2011 era stata affidata al grande soprano Daniela Dessì, amica dell’associazione, della quale condivideva i progetti spesso sostenendoli anche attraverso la sua unica e universalmente amata peculiarità artistica. Daniela Dessì viene a mancare improvvisamente il 20 agosto 2016, dopo una breve malattia, lasciando così nello sconcerto e nel dolore tutto il mondo musicale.

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