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COSI’ FAN TUTTE, W. A. MOZART – TEATRO REGIO DI TORINO, GIOVEDI’ 28 GIUGNO 2018

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Anche l’occhio vuole la sua parte... Il Regio di Torino ripropone il ricco ed efficacissimo  allestimento che nel 2003 e poi replicato nove anni dopo fu ideato dal Maestro Ettore Scola di cui tutti sentiamo la mancanza. Qui come per Don Giovanni si occupa della ripresa Vittorio Borrelli. Luciano Ricceri aveva concretizzato le idee di Scola con un perfetto stile cinematografico che rende al meglio le atmosfere, i profumi e le sensazioni di un luogo magico quale il golfo di Napoli con tendaggi, pitture che deliziano lo sguardo ed al contempo aiutano a facilitare i cambi scena. Peccato solo per il rumore dietro questi teli/sipari che nello spostare le scene disturba leggermente l’ascolto. Le architetture particolareggiate dal gusto raffinato e gli abiti leggiadri di Odette Nicoletti completano il quadretto, poiché sembra proprio di ammirare un quadro in cui prendono vita i suoi personaggi con leggerezza e giusto brio senza strafare. Non manca infatti un approfondimento dei ruoli: ognuno si muove con coerenza e una grande attenzione al singolo gesto che descrive e sottolinea il carattere.

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DON GIOVANNI, W. A. MOZART – TEATRO REGIO DI TORINO, MERCOLEDI’ 27 GIUGNO 2018

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E’ la volta di Don Giovanni al Teatro Regio di Torino per proseguire la triade dapontiana, con l’allestimento che nel 2013 riprese lo spettacolo già datato 2005 partorito dalla mente di Michele Placido. Ripresa da Vittorio Borrelli, è una regia sempre più cupa quella che narra le vicende del dissoluto punito, partendo da una certa neutralità data anche dagli ambienti creati da Maurizio Balò, inizialmente solo accennati dietro un sipario fittizio, che man mano si arricchiscono di particolari foschi, dalle architetture ai dettagli ed alle luci di Andrea Anfossi, sempre più tendenti al rosso delle fiamme infernali.  

L’epoca è posteriore a quella di composizione, come si evince anche dai costumi dello stesso Balò, e generalmente possiamo definire efficace alla narrazione quanto viene proposto sul palcoscenico, su tutte la scena del Commendatore che sembra materializzarsi dalla sua statua, avvolto dal fumo e dalle tenebre.

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LE NOZZE DI FIGARO, W. A. MOZART – TEATRO REGIO DI TORINO, MARTEDI’ 26 GIUGNO 2018

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Ritornano in un'unica sessione continuativa per questa fine stagione targata dalla sovrintendenza uscente le tre opere di Mozart/Da Ponte che il Regio di Torino aveva messo in scena a partire dal 2012. Prima a ritornare dopo il debutto del 2015 è Le nozze di Figaro, nell' allestimento curato da Elena Barbalich alla regia, strettamente connessa alle scene di Tommaso Lagattolla  che curò anche i costumi in tema. Premura della regista è il rispetto dell’epoca di composizione, delle atmosfere che ruotavano attorno alla Rivoluzione Francese imminente, e dell’euforia di popolo mista a timore ed angoscia per l’incerto futuro. Così tutto ciò che accade in modo turbinoso durante questa famigerata folle giornata è vissuta dai protagonisti in maniera decisamente marcata, esagerando tanto l’aspetto buffo e macchiettistico di talune situazioni, quanto il dramma insito in altre. Gli spazi scenici dal sapore tradizionale nascondono anche un significato ben preciso: immergersi certo nell’epoca, ma costruire anche man mano l’avvenire, con continui spostamenti delle strutture che, di fatto, cambiano semplicemente l’ordine degli stessi fattori. Interessante il gioco luci di Andrea Anfossi, che tende spesso al seppia vintage o ad altri colori sfumati a seconda della scena in corso.

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ANNA NETREBKO E YUSIF EYVAZOV ECCEZIONALMENTE INSIEME PER L’ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2019

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COMUNICATO STAMPA

Nel 2019 Anna Netrebko e Yusif Eyvazov saranno protagonisti delle prime tre rappresentazioni del capolavoro verdiano Il Trovatore all’Arena di Verona per il 97° Opera Festival nell’allestimento di Franco Zeffirelli.

La notizia è stata annunciata questa mattina dal Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione Arena Federico Sboarina e dal Sovrintendente e Direttore Artistico di Fondazione Arena Cecilia Gasdia, che hanno presentato alla stampa i due grandi artisti con un vero e proprio coup de théâtre.

Per l’occasione il Sindaco ha dichiarato: «La presentazione di oggi è un altro forte segnale del rilancio della Fondazione Arena che stiamo attuando con grande impegno. Il focus è sulla preparazione e la comunicazione dei cartelloni dei prossimi Festival con ampio anticipo rispetto al passato e l’attenzione ad una altissima qualità artistica, per riportare l’Arena al prestigio internazionale che merita. Proprio su questo punto è grazie al Sovrintendente Cecilia Gasdia, che in prima persona mette in gioco il proprio nome ed esperienza di cantante e manager, che è stato possibile portare per la prima volta il soprano numero uno al mondo in Arena. È stato per me un grande onore conoscere stamattina un’artista di questo calibro».

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AIDA, G. VERDI - ARENA DI VERONA, SABATO 23 GIUGNO 2018

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Si dice Arena di Verona ma si legge Aida. Si dice Aida del '13 come si dice Amarone del '64.

L'idea di rappresentare in Arena la dolorosa storia di un generale, vittorioso in guerra ma chiacchierone in amore, che finisce, involontario traditore della patria, sepolto vivo, spartendo con l'adorata schiava figlia di re, la tomba e il poco ossigeno all'interno, venne ad un tenore veronese, Giovanni Zenatello, che rimpatriato dopo una fortunata carriera in America, volle provare per pura curiosità l'acustica del colossale contenitore.

Acustica perfetta! In poco più di un mese fu allestito uno spettacolo imponente, direttore d'orchestra Tullio Serafin (di cui quest'anno ricorre il cinquantenario della scomparsa), bozzetti di Ettore Fagiuoli, cantanti acclamatissimi, illuminazione fornita dalle fotocellule del Regio Esercito e sedie prestate dalle chiese vicine.

Fu l'inizio di un simbiosio che dura tutt'ora, Aida\Arena, e che rinnova la magia di un'opera che sembra trovare nel catino romano, la sua collocazione perfetta.

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CARMEN, GEORGES BIZET – INAUGURAZIONE NOVANTASEIESIMO FESTIVAL ARENA DI VERONA, VENERDI’ 22 GIUGNO 2018

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Una poltrona vuota su cui sono state poste delle magnifiche rose a simbolo omaggio delle donne vittime di femminicidio, il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Mattarella ad augurare i migliori auspici per questo Festival 2018, un video celebrativo annunciato dal Sovrintendente Gasdia in onore del Maestro Tullio Serafin di cui quest’anno ricorre il cinquantenario dalla scomparsa. Tanti gli elementi per una inaugurazione in grande stile all’Arena di Verona, con tanto di Inno di Mameli ed un tempo incerto che ha fatto tremare fino alla fine senza colpo ferire per poche gocce. E' partito così il 96° Festival della Fondazione Arena di Verona con un titolo di forte richiamo e che tante volte è stato rappresentato nell’anfiteatro con grandissimo successo. Ad Hugo De Ana è stato affidato infatti l’allestimento della Carmen di Bizet, che il regista ha colto come sfida interessante per proporre uno spettacolo diverso dal solito e che portasse il pubblico lontano dalla classica Spagna folkloristica e gitana. In verità non ci è parso del tutto così. Certo De Ana  ha cambiato l’ambientazione, come si evince da alcuni elementi che riportano agli anni Trenta della Spagna franchista, quindi ad un periodo di oppressione e di dittatura, e che in talune scene ci ha rimandato a quegli anni (i camion dei soldati, le barriere di confine..). Ma generalmente non ci siamo discostati molto da quanto visto fino ad ora: un bellissimo spettacolo dal sapore cinematografico, ma non innovativo. Ci sono sempre le grandi masse che si muovono in scena con comparse di animali, ammiriamo dei pannelli con tipicissime immagini ispaniche, inoltre al centro è posta una bella arena da corrida che oltretutto restringe decisamente il campo di azione dei protagonisti, quando non all’interno, resi poco visibili dal pubblico posto lateralmente. Non mancano coriandoli sparati al cielo che invadono la platea, e soprattutto drammaturgicamente non vediamo niente di particolarmente innovativo: il libretto è giustamente rispettato, cosa che apprezziamo sempre, ma senza particolari colpi di scena.  I costumi sono certamente adatti all’ambientazione, ma è tutto molto tipico, bellissimo da vedere soprattutto per i neofiti, ma niente di nuovo. Leda Lojodice firma le coreografie molto tradizionali del corpo di ballo coordinato da Gaetano Petrosino.

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PRESENTATO VERDI OFF 2018 A PARMA E DINTORNI

 

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Verdi Off

III edizione

Città in festa in occasione del Festival Verdi

Oltre 130 appuntamenti a ingresso libero in un mese.

Più di 50 eventi in 40 luoghi diversi in Città e in provincia

Parma, Busseto e dintorni

21 settembre - 21 ottobre 2018

Verdi Off, la rassegna di appuntamenti collaterali al Festival Verdi, realizzata dal Teatro Regio di Parma in collaborazione con il Comune di Parma e con l’Associazione “Parma, io ci sto!”, giunge quest’anno alla sua terza edizione. Oltre 130 appuntamenti a ingresso libero, dal 21 settembre al 21 ottobre 2018, per più di 50 eventi in 40 luoghi diversi in Città e in provincia, dove anche quest’anno la rassegna si allarga coinvolgendo Busseto, Fontanellato, Langhirano e Mamiano.

Concerti, spettacoli, proiezioni, incontri, visite, mostre animeranno i giorni del Festival Verdi con l’obiettivo di stimolare, creare e condividere un’atmosfera festosa che abbracci ed emozioni contagiosamente chi vive e visita Parma e il territorio circostante, offrendo occasioni diverse di incontro e scoperta della musica e dell’opera del Maestro a un pubblico ampio e di ogni età, alle famiglie, ai giovani, ai bambini e a coloro che si trovano in luoghi di cura e negli istituti penitenziari.

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PRESENTATA LA STAGIONE LIRICA E BALLETTO E SINFONICA DELLA FENICE

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Comunicato stampa

Venezia, 21 giugno 2018

 

Stagione Lirica e Balletto  2018-2019 Stagione Sinfonica 2018-2019

 

La Stagione Lirica e Balletto 2018-2019 della Fondazione Teatro La Fenice è stata presentata giovedì 21 giugno 2018 dal sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina. Macbeth di Giuseppe Verdi, dirige Myung-Whun Chung con la regia di Damiano Michieletto, inaugurerà il cartellone venerdì 23 novembre 2018.

La programmazione dedicherà uno spazio privilegiato ai grandi autori della storia dell’opera: Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Antonio Vivaldi e Wolfgang Amadeus Mozart, toccando anche Jules Massenet, Sergej Prokof’ev, Gioachino Rossini e Tomaso Albinoni, per arrivare a Salvatore Sciarrino.

L’ormai decennale relazione tra il maestro Myung-Whun Chung e la Fenice è e sarà sempre più nel segno di Verdi. Dopo Macbeth, l’altro titolo verdiano diretto da Myung-Whun Chung sarà Otello, riproposto nell’allestimento firmato da Francesco Micheli. Chung inaugurerà entrambe le stagioni, quella Lirica e quella Sinfonica, dirigerà la sedicesima edizione del Concerto di Capodanno e tre concerti del cartellone sinfonico che prevedono l’esecuzione della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e della Seconda Sinfonia Resurrezione di Gustav Mahler.

Tornerà dopo oltre trentacinque anni di assenza dal cartellone feniceo Aida nell’ormai storico allestimento di Mauro Bolognini ripreso da Bepi Morassi, con protagonista Roberta Mantegna e Francesco Meli al debutto italiano nel ruolo di Radames. Il nuovo allestimento di Dorilla in Tempe di Antonio Vivaldi si inserisce nell’ambito di un percorso di riscoperta della produzione lirica del Prete Rosso, avviato quest’anno con Orlando furioso e grazie al quale ad ogni prossima stagione sarà assicurata la messinscena di un’opera del veneziano. Si configureranno invece come un’‘officina’ di regia i due titoli mozartiani in programma: Il sogno di Scipione, realizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia, e Il re pastore. Un affondo (che proseguirà anche nelle prossime stagioni) sul compositore veneziano Tomaso Albinoni permetterà di conoscere due perle del suo catalogo, l’opera La Statira e l’intermezzo Pimpinone, produzioni del progetto Opera Giovani realizzato in collaborazione con il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. E poi ancora la stagione prevede il nuovo allestimento dell’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, di Werther di Jules Massenet e, dal repertorio contemporaneo, di Luci mie traditrici di Salvatore Sciarrino; infine, per l’anniversario pucciniano, Turandot sarà in scena nell’ambito dell’ormai storica collaborazione con la Biennale Arte. Per quanto riguarda la danza, Les Ballets de Monte-Carlo interpreterà il balletto Romeo e Giulietta nella versione del coreografo Jean-Christophe Maillot su musica su Sergej Prokof’ev. Don Giovanni di Damiano Michieletto completa il cartellone insieme agli altri allestimenti imperdibili della storia recente della Fenice: La traviata firmata da Robert Carsen; Tosca con la regia di Serena Sinigaglia; Il barbiere di Siviglia di Bepi Morassi; Madama Butterfly con le scene e i costumi di Mariko Mori – progetto speciale della Biennale Arte 2013 – e la farsa rossiniana La scala di seta con la regia di Bepi Morassi. Si contano in totale centocinquantadue recite, dal 23 novembre 2018 al 3 novembre 2019.

La Grande Guerra, l’omaggio a Arrigo Boito nel centenario della morte e il sinfonismo dei grandi maestri da Beethoven a Mahler: sono i questi i temi portanti della Stagione Sinfonica 2018-2019, che sarà inaugurata dalla bacchetta di Myung-Whun Chung sabato 3 novembre 2018 e che si dipanerà in dodici concerti e otto repliche animando i calendari del Teatro La Fenice e del Teatro Malibran fino al 6 luglio 2019. Dopo l’inaugurazione con la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, una pagina scelta per ricordare il centenario della fine del primo conflitto mondiale, seguiranno i concerti diretti da Kerem Hasan, Jérémie Rhorer – che si misurerà, tra le altre, con la Quinta di Beethoven –, Yuri Termikanov con un programma musicale dedicato a Čajkovskij, e Diego Fasolis che dirigerà il Requiem di Mozart; Myung-Whun Chung tornerà nel corso della Stagione per due concerti: nel primo proporrà con la Seconda Sinfonia Resurrezionedi Gustav Mahler, nel secondo sarà affiancato dal pianista András Schiff; inoltre Renato Palumbo dirigerà un programma musicale in omaggio ad Arrigo Boito, con il basso Alex Esposito interprete di alcune pagine dal Mefistofele; non mancherà il tradizionale appuntamento con il Concerto di Natale, affidato alla Cappella Marciana guidata da Marco Gemmani; mentre il Coro del Teatro La Fenice diretto da Claudio Marino Moretti eseguirà i Carmina Burana di Carl Orff. L’Orchestra di Padova e del Veneto – compagine ospite di questa stagione – proporrà invece un programma di musiche di Luciano Berio, Ferruccio Busoni e Giuseppe Verdi sotto la direzione di Marco Angius.

Sarà infine Myung-Whun Chung a dirigere l’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice nella sedicesima edizione del Concerto di Capodanno al Teatro La Fenice, che vedrà la partecipazione del soprano Nadine Sierra e del tenore Francesco Meli. 

 

 

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"Carmen" di Georges Bizet al Teatro Lirico di Cagliari

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comunicato stampa

Carmen, sanguigno e popolarissimo dramma di Georges Bizet,

ritorna nell’emozionante allestimento scenico “Premio Abbiati 2006”

Venerdì 22 giugno (turno A), alle 21 va in scena il quarto, attesissimo appuntamento della Stagione lirica e di balletto 2018 del Teatro Lirico di Cagliari che prosegue nei mesi estivi, a favore del pubblico di abbonati e dei numerosissimi turisti presenti nell’Isola, con un gradito ritorno: Carmen, opéra-comique in quattro atti, su libretto di Henry Meilhac e Ludovic Halévy, tratto dalla novella omonima di Prosper Mérimée, e musica di Georges Bizet (Parigi, 1838 - Bougival, Parigi, 1875), nell’allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in lingua originale francese con sopratitoli in italiano, che risale al luglio 2005 e vince nel 2006 il Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati” per la migliore regia e che viene rappresentata, quest’estate, per dieci serate, di cui 8 in abbonamento e 2 fuori abbonamento (queste ultime dedicate soprattutto ai turisti).

L’allestimento di Carmen, curato per la regia da Stephen Medcalf, ripresa da Daniela Zedda, le scene e i costumi da Jamie Vartan, ripresi da Sonia Carlini, due artisti inglesi già noti al pubblico cagliaritano per aver firmato Romeo e Giulietta del villaggio di Delius (aprile 2002) ed Aida di Verdi (luglio 2003), viene interpretato attraverso un’ideale rilettura della Spagna classica, “teatro” delle contrastanti vicende sentimentali di Carmen, Don José, Micaela ed Escamillo, ed ambientato agli inizi degli anni Quaranta del secolo scorso, durante il secondo conflitto mondiale ed il regime totalitario di Francisco Franco. Le luci sono di Simon Corder, riprese da Marco Mereu, e la coreografia di Maxine Braham, ripresa da Luigia Frattaroli.

L’Orchestra, il Coro del Teatro Lirico ed il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari sono guidati da Massimo Zanetti, direttore d’orchestra abruzzese, ospite regolare dei più prestigiosi teatri d’opera al suo debutto al Teatro Lirico di Cagliari. Il maestro del coro è Donato Sivo. Il maestro del coro di voci bianche è Enrico Di Maira.

L’opera, rappresentata, per la seconda volta a Cagliari dopo quella del 2005, nell’edizione del 1873 in lingua francese con gli originali dialoghi parlati, si avvale di cantanti/attori prestigiosi: Amadi Lagha (22-24-27-29 giugno, 1 luglio)/Azer Zada (23-26-28-30 giugno, 3 luglio) (Don José), Marco Caria (22-24-27-29 giugno, 1 luglio)/Luca Micheletti (23-26-28-30 giugno, 3 luglio) (Escamillo), Mauro Secci (Le Dancaïre), Enrico Zara (Le Remendado), Gianni Giuga (Moralès), Francesco Leone (Zuniga), Roxana Constantinescu (22-24-27-29 giugno, 1 luglio), mezzosoprano rumeno al suo debutto assoluto nel ruolo/Cristina Melis (23-26-28-30 giugno, 3 luglio), mezzosoprano cagliaritano al suo debutto a Cagliari nel ruolo della gitana che ha già interpretato una trentina di volte in teatri internazionali (Carmen), Francesca Dotto (22-24-27-29 giugno, 1 luglio)/Francesca Sassu (23-26-28-30 giugno, 3 luglio) (Micaëla), Daria Kovalenko (Frasquita), Marina Ogii (Mercédès), Alessandro Frabotta (Un bohémien), Juliana Vivian Carone (Une marchande d’oranges), Simeone Latini (Lillas Pastia), Nicola Pinna (Un guide), Stefano Cancellu (Andrès).

In Carmen, rappresentata per la prima volta a Parigi al Théâtre de l’Opéra-Comique il 3 marzo 1875, Georges Bizet ha unito diverse tradizioni, diverse convenzioni, diversi mondi. La Spagna creata da Bizet è prima ancora che un luogo geografico, il luogo della psicologia umana, il luogo della passionalità e dell’istinto: amore e odio, libertà e legami, maschio e femmina. Ed è in questi dualismi che va ricercata l’universalità dell’opera di Bizet e dei due caratteri di Don José e Carmen. I personaggi dell’opera sono lontani dall’originale letterario di Mérimée e rappresentano dei veri e propri personaggi simbolo: una gitana libera, Carmen, e un angelo casalingo, Micaela, come due poli dell’anima di Don José. Quest’ultimo è alla ricerca della libertà che finirà per trovare solo nel compiere un gesto estremo come quello dell’uccisione di un altro essere vivente.

L’opera, della durata complessiva di 3 ore e 20 minuti circa compreso un intervallo, viene rappresentata ovviamente in lingua originale francese e il pubblico, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, ha anche l’ausilio dei sopratitoli in italiano che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto.

Carmen, la cui ultima rappresentazione a Cagliari risale al dicembre 2011, viene replicata: sabato 23 giugno alle 21 (turno G); domenica 24 giugno alle 21 (turno D); martedì 26 giugno alle 21 (turno F); mercoledì 27 giugno alle 21 (turno B); giovedì 28 giugno alle 21 (fuori abbonamento); venerdì 29 giugno alle 21 (turno C); sabato 30 giugno alle 17 (turno I); domenica 1 luglio alle 21 (turno E); martedì 3 luglio alle 21 (fuori abbonamento).

La Stagione lirica e di balletto 2018 prevede gli ormai consueti otto turni di abbonamento (A, B, C, D, E, F, G, I), ai quali è ancora possibile abbonarsi, sebbene, ovviamente, ad un numero ridotto di spettacoli.

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da venerdì 23 febbraio 2018 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).

Ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Inoltre, per tutti gli abbonati alle Stagioni lirica e di balletto e concertistica 2018, il Teatro Lirico di Cagliari riserva una promozione speciale per le recite fuori abbonamento. Ogni abbonato infatti, potrà acquistare fino a quattro biglietti con lo sconto del 50%. La promozione è valida per le 2 recite fuori abbonamento di Carmen del 28 giugno e del 3 luglio 2018.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 - 0704082249, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it.

Cagliari, giugno 2018

FOTO PRIAMO TOLU

 

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ALEKO, S. RACHMANINOFF - HELIKON OPERA MOSCA,  VENERDI’ 15 GIUGNO 2018

La Helikon Opera di Mosca è una istituzione musicale di primissimo piano nel panorama culturale della capitale russa.

Ospitata nella casa che fu già della principessa imperiale Evgenya Shakhovskaya, negli ultimi decenni dell' 800 la Helikon Opera divenne il primo teatro musicale privato di Russia ed ospitò tra le sue mura artisti come S. Rachmaninoff, C. Debussy, F. Chaliapin and L. Sobinov e molti altri che hanno contribuito ad ingigantire la fama di questo teatro musicale fino ai giorni nostri dove numerose produzioni hanno varcato i confini russi per essere ospitati in prestigiosi teatri di tutto il mondo.

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Concerti d'estate dell'OPV tra le colline della Valpolicella, Palazzo Giardino Zuckermann, il Castello Carrarese e la OPV Summer Academy

Concerti d’estate

dell’Orchestra di Padova e del Veneto

tra le colline della Valpolicella, Palazzo Giardino Zuckermann, il Castello Carrarese e la OPV Summer Academy

L’estate dell’Orchestra di Padova e del Veneto si preannuncia ricca di proposte e rassegne musicali, a partire da “Serenate notturne”, la nuova edizione del FestiValpolicella che, dal 23 giugno al 19 luglio 2018, proporrà quattro concerti nei comuni di Fumane, San Pietro in Cariano, Pescantina e Negrar, coniugando l’offerta musicale con la scoperta delle unicità e delle meraviglie paesaggistiche e architettoniche di un territorio di incomparabile bellezza.

Dopo i successi del “Ludwig van Festival” e del “4 Franz Festival”, da mercoledì 27 giugno a mercoledì 18 luglio nel suggestivoTeatro Giardino di Palazzo Zuckermann a Padova, l’OPV presenterà un focus ulteriore sulla Vienna tra Sette e Ottocento con il Festival “Fattore H.Haydn&Friends”, un viaggio musicale articolato in quattro concerti dedicato a un gigante del classicismo viennese, Joseph Haydn.

Un altro luogo simbolo della città, il Castello Carrarese, sarà l’ideale cornice per una serata all’insegna della musica spagnola:giovedì 26 luglio l’Orchestra darà vita al concerto “Notte nei giardini di Spagna” con musiche di Joaquín Rodrigo, Manuel de FallaNicolaj Rimsky Korsakov e la partecipazione di un solista d’eccezione, il chitarrista Alberto Mesirca.

A suggellare l’intensa attività musicale, sabato 14 luglio nella splendida Villa Ca’Erizzo Luca di Bassano del Grappa, lungo il Brenta, l’OPV inaugurerà l’Operaestate Festival Veneto 2018, con l’esecuzione di due opere di Giorgio Battistelli, compositore in residenza nella scorsa stagione e protagonista delle fortunate Lezioni di Suono; il programma della serata si aprirà con gli Orazi e Curiazi per sole percussioni a cui seguirà il Combattimento di Tancredi e Clorinda da Monteverdi.

I concerti del Festival Fattore H.&Friends sono  realizzati con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione del Veneto, del Comune di Padova, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova.

Accanto all’attività concertistica, OPV non dimentica la formazione di giovani musicisti e lo ha fatto attraverso le borse di studio, promosse dall’Associazione Amici dell’Orchestra di Padova e del Veneto, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che hanno consentito, dopo una selezione, a sette giovani musicisti di lavorare con l’OPV partecipando alle produzioni concertistiche nel periodo giugno-luglio 2018.

 

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Stagione d’Opera e di Balletto 2018-2019 - Teatro Regio di Torino

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OPERA VINCIT OMNIA

COMUNICATO STAMPA

La Stagione d’Opera e di Balletto 2018-2019 del Teatro Regio si compone di 14 titoli: 11 opere, di cui una in prima rappresentazioneassoluta in tempi moderni, e 3 appuntamenti con la danza, tra i quali il ritorno di Roberto Bolle. Un cartellone, frutto di un rinnovato progetto artistico, che presenta grandi capolavori irrinunciabili, di doverosa programmazione nella vita artistica di un teatro d’opera.

Il nuovo corso del Teatro vede William Graziosi come Sovrintendente e Alessandro Galoppini come Direttore artistico.

William Graziosi ha ideato la Fondazione Pergolesi Spontini, ricoprendo l’incarico di Vice Presidente, Consigliere delegato alla gestione e Direttore esecutivo, creando poi, nel 2001, l’omonimo Festival, manifestazione internazionale dedicata alla riscoperta e valorizzazione delle partiture dei due compositori marchigiani.Il Festival Pergolesi Spontini ha visto, in quasi vent’anni di attività, la presenza di musicisti del calibro di Claudio Abbado, Fabio Biondi, Ottavio Dantone, Salvatore Accardo, Viktoria Mullova, Sonya Yoncheva,per citarne alcuni. Ha inoltre avviato l’Edizione Nazionale delle Opere di Giovanni Battista Pergolesi, sostenendo la ricerca musicologica, la formazione professionale e la divulgazione culturale. L’alto prestigio delle proposte artistiche è valso alla Fondazione tre Premi Abbiati. Nel 2005 è stato nominato Amministratore delegato della Fondazione,gestendo sia il Festival Pergolesi Spontinisia la programmazione artistica del Teatro Pergolesi di Jesi, Teatro Lirico di Tradizione; entrambe le attività sono riconosciute e sostenute dal FUS. Graziosi ha inoltre organizzato le celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Giovanni Battista Pergolesi.Tra i vari incarichi che gli sono stati assegnati è stato anche Production Coordinator della Baltimore Opera Company, negli Stati Uniti;Consulente artistico e organizzativo dell’Opera Nazionale di Belgrado, nonché Vice Sovrintendente, Direttore artistico e Direttore dell’ufficio relazioni internazionali dell’Opera diAstana, in Kazakhstan, e Consulente della Victorian State Opera di Melbourne. Con decreto ministeriale del 2 maggio 2018 è stato nominato Sovrintendente del Teatro Regio di Torino.

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TRAVIATA, GIUSEPPE VERDI – TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI, VENERDI' 15 GIUGNO 2018

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Lo spettacolo della Traviata che nella nuova produzione del San Carlo ha riempito il cartellone delle ultime settimane ottenendo un bel successo di pubblico è davvero molto piacevole ed elegante sia da vedere che nei contenuti. Il regista Lorenzo Amato ha creato una ambientazione molto onirica nelle intenzioni, ma che si esplicita anche visivamente rendendo sempre chiaro quanto gli interpreti sono chiamati a fare in scena. Leitmotiv è la pioggia insistente lungo tutto lo spettacolo che vuole esprimere la fiumana di emozioni che albergano il cuore e la mente di Violetta potandola alla rovina, oppure lo scrosciare dell'acqua sui destini dei poveri innamorati e sulle brutture di una Parigi non poi così lontana. Nelle scene non troppo essenziali di Ezio Frigerio si scorgono sipari alzati di feste e spettacoli passati, del bel mondo di Violetta, con qualche arredo raffinato necessario alla narrazione ed una onnipresente parete d'acqua che col suo rumore crea uno strano continuum sulla musica di Verdi, su cui si specchiano gli interpreti ed il loro agire. Sin dall'inizio la protagonista è avvolta dall'acqua da cui tenta di proteggerla il coro dotato di ombrelli scuri come la notte. Raffinati e decisamente ricchi i costumi creati da Franca Squarciapino assolutamente inerenti al resto.

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CARMEN DI BIZET INAUGURA IL 96° OPERA FESTIVAL 2018 ALL’ARENA DI VERONA - Dal 22 giugno al 31 agosto 2018

 Comunicato stampa

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CARMEN

di Georges Bizet

 

Arena di Verona

22 (Serata inaugurale), 29 giugno 2018 - ore 21.00

6, 11, 17, 21 luglio 2018 - ore 21.00

3, 9, 12, 22, 25, 28, 31 agosto 2018 - ore 20.45

 

2018 Arena di Verona, Carmen. Bozzetto di Hugo de Ana - ©Fondazione Arena di Verona

Venerdì 22 giugno alle ore 21.00 un attesissimo nuovo allestimento della celeberrima Carmen di Bizet inaugurerà il 96° Opera Festival 2018 dell’Arena di Verona. La nuova produzione porta la prestigiosa firma di Hugo de Ana, regista, scenografo e costumista argentino di fama internazionale.

Dopo l’ultima storica edizione di Carmen, firmata da Franco Zeffirelli e proposta in Arena dal 1995, Hugo de Ana propone per il 2018 una lettura inedita dell’opera, consapevole della sfida che pone un titolo tanto caro alla storia e al pubblico del Festival. Il regista argentino vuole affrancare la Siviglia di Carmen dal cliché variopinto e folkloristico immaginato da molti artisti di fine Ottocento e dalla tradizione. Per andare al cuore delle passioni e del mondo gitano in cui la protagonista si muove, de Ana traspone la vicenda un secolo dopo rispetto al libretto, negli anni Trenta del Novecento, periodo storico significativo per sottolineare la ricerca incessante della protagonista verso la sua indipendenza e libertà, che la porterà come un torero nella Plaza de Torosun’arena nell’Arena, ad affrontare fino alla morte la prepotenza maschile e una società ostile al suo essere zingara quindi diversa.

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DON CARLO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, MERCOLEDI’ 6 GIUGNO 2018

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Non è andata secondo le aspettative la nuova produzione del mastodontico Don Carlo verdiano al Comunale di Bologna nell’allestimento firmato Henning Brockhaus, che si è avvalso delle scene di Nicola Rubertelli per concretizzare l’idea che aveva della grande opera andata in scena nella versione milanese del 1884. Quanto visto sul palco ci ha lasciato infatti piuttosto perplessi e non è stato compreso affatto dal pubblico. I motivi possono essere stati diversi. Siamo in una astrazione piuttosto modernista e cupa nel disegno del  regista che evidentemente concepisce questo dramma di sconfitti a tuttotondo come una sorta di incubo senza uscita e piuttosto atemporale, visto il grigiore quasi spaziale e le stranissime strutture che solo lontanamente riconducono ad ambienti regali, con cuscini un po' stile indiano qua e là e pochi arredi vintage, su sfondi decisamente inquietanti.  Le luci dello stesso regista spesso assumono toni scuri accentuando questo misto di angoscia e straniamento, che a nostro avviso non ha aiutato neanche gli interpreti a concentrarsi sempre sul canto. Come imbrigliati in quanto li circonda sembrano quasi straniati da loro stessi, su tutti Elisabetta, con qualche inevitabile slancio imposto chiaramente dal libretto. Lo spettacolo in generale è investito di una lentezza sconcertante che rasenta la noia soprattutto verso la fine, ed assistere  alla vestizione monacale di Eboli sulla splendida introduzione dell’aria di Elisabetta ci è sembrato davvero ridondante. Anche i costumi di Giancarlo Colis sono cupi, tranne per l’ammaliatrice Eboli che però ci ricorda una soubrette anni Trenta, e Rodrigo in azzurro, forse ad indicare una luce nel suo operato. Inoltre non ci sembra coerente lo stile anni Venti/Trenta del coro femminile pur sulla leggiadra Canzone del velo, poiché fuori dal contesto generale. Non parliamo del povero Inquisitore, con occhiali scuri e chioma stile Albus Silente costretto in trono in scena quasi immobile per tutta l’opera.

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L’INGANNO FELICE, G. ROSSINI - INAUGURAZIONE DELLE SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, VENERDI’ 1 GIUGNO 2018

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Apre anche per questo 2018 il Festival Settimane Musicali nel teatro che più rappresenta la città berica con la sua eterna architettura. All’Olimpico la seconda in ordine cronologico delle cinque farse rossiniane scritte per il (defunto) teatro San Moisè di Venezia, continuando il progetto iniziato l’anno scorso con La cambiale di matrimonio e che proseguirà naturalmente per i prossimi tre anni. Meno spensierata rispetto alla precedente, in questo lavoro si dipanano comunque le vicende dei protagonisti tra le solite bugie, fraintendimenti, sotterfugi e via dicendo, ma con un bel lieto fine che suggella appunto la felicità proclamata dal titolo.

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Sabato 2 giugno a Pavia “Barocco Fuori”

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COMUNICATO STAMPA

Festa musicale nel centro storico della cittàe un grande concerto serale

Pavia, maggio 2018

Dalle 16 alle 23 disabato 2 giugno Pavia in festa con “Barocco Fuori”, una giornata di eventi musicali e intrattenimento per le vie del centro cittadino, promossa da Ghislierimusica conRegione Lombardia (Direzione Generale Autonomia e Cultura) e Comune di Pavia (Assessorato alla Cultura, Istruzione e Politiche giovanili),in chiusura dell’Anno della Cultura #inLombardia.

A partire dalle 16, Pavia si riempirà di musica con ensemble e artisti provenienti da tutta Europa che offriranno al pubblico momenti musicali negli scorci più suggestivi del centro storico.

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CONCERTO STRAORDINARIO ‘ OPERA PER LA VITA’ AL TEATRO MARIO DEL MONACO DI TREVISO, GIOVEDI 24 MAGGIO 2018

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Quando ad unire Arte ed interpreti di fama mondiale oltre al piacere della buona musica c’è di mezzo una causa più che onorevole è ancora più grande e sentita la partecipazione del pubblico ad eventi come quello organizzato da Giuseppe Aiello al Comunale Mario del Monaco di Treviso lo scorso giovedì sera. Un galà lirico a favore del Reparto Terapia Intensiva e Patologia Neonatale  ULSS 2 Marca Trevigiana, con il quale si potrà acquistare un nuovo ecografo con la speranza di aiutare un numero ancora maggiore di piccoli già nel prossimo futuro. Un gruppo eccellente di Artisti, capitanati dal Maestro Giampaolo Bisanti  alla testa dell’orchestra Filarmonica dell'Opera ltaliana Bruno Bartoletti, e la partecipazione di giovani cantanti che hanno nel loro curriculum anche la partecipazione al Toti dal Monte, sono stati gli animatori di un concerto di circa tre ore di musica. Come da programma di seguito illustrato sono state presentate ouverture ed arie celeberrime da opere di Verdi, Rossini, Bellini, Saint-Saens, Bizet, Giordano e Donizetti. Coprendo tutta la gamma della tessitura vocale, ogni interprete ha dato tanto di sé e della sua esperienza artistica in una serata a nostro avviso ricca di spunti.

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LE NOZZE DI FIGARO, W. A. MOZART - TEATRO MASSIMO DI PALERMO, 24 MAGGIO 2018

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Nuova produzione de “Le nozze di Figaro” al Teatro Massimo di Palermo, dopo ben 18 anni, all'insegna di un allestimento tradizionalissimo e di una direzione musicale compassata.

La regia di Chiara Muti, guarda ad un passato prossimo che si chiama Strehler dove la cura maniacale dei movimenti sui cantanti è tutta tesa alla ricerca di una chiave di lettura che tenda a mettere in risalto il meccanismo drammaturgico complicatissimo del libretto di Da Ponte.

Se questo da una parte può risultare vincente sul piano dell'azione, finisce però col togliere quella leggerezza interpretativa che a lungo andare può creare una certo smarrimento nel pubblico meno accorto, il quale viene fortemente distratto da una iperattività dei personaggi manierata e spesso innaturale.

C'è tutto il '700 di Beaumarchais nel pensiero di Chiara Muti e nei pregevoli e pregiati costumi ideati da Alessandro Lai: il Conte in marsina, i parrucconi incipriati, il cappello “leggero e galante” di Cherubino, le candide velette della Contessa, le contadinotte con mazzi di fiori che spargono petali al Conte, il servo Antonio ubriaco con le guance vermiglio e Don Curzio con la parruccona da magistrato.

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SALOME,  RICHARD STRAUSS – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 20 MAGGIO 2018

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Non nascondiamo mai il nostro particolare interesse quando ci si offre l’occasione di  assistere ad un dramma  che trae ispirazione dalla meravigliosa ed intensa attività dei poeti di lingua inglese. In questo caso ci siamo tuffati a pieno titolo nel movimento estetico di cui il geniale Oscar Wilde fu esponente alla fine del XIX secolo. Con le sue novelle il lettore si trovava immerso in un sogno che aiutava a vivere quasi sostituendosi alla vita reale, grazie al suo gusto per l’arte e la bellezza, ed affermando  ‘I have put all my genius into my life; I have put only my talent into my work’ (ho messo il genio nella mia vita, il talento nel mio lavoro). La Salome che Strauss mette in una musica travolgente ed incredibilmente descrittiva fu da Wilde scritta originariamente  in francese e gli valse gran parte della sua notorietà. Dramma simbolico e ricco di spunti significativi, ha offerto alla regista Marina Bianchi moltissime idee per crearne uno spettacolo dark e sensualissimo ove ciò che accade in scena ha sempre un senso specifico ed i personaggi ruotano attorno alla onnipresente protagonista, che catalizza su di sé le vicende ma anche l'attenzione di chi assiste che ne resta molto colpito. Salome è una giovane sensuale e passionale, ossessionata dal suo bel Giovanni, il Battista; pur sapendo bene che egli nella sua purezza non può cedere ella continua a desiderare tutto di lui, fino all’atroce vendetta. La regista esalta l'atmosfera evocata in una ambientazione prevalentemente in penombra, con giochi di contrasti creati da Paolo Mazzon, tra le strutture piuttosto tradizionali di Michele Olcese. Si aggira spesso in scena una sorta di doppio della giovane, impersonata da una ballerina che ne copia e sviluppa i movimenti anche in modo più esplicito; compaiono anche altre figure alquanto ambigue ad indicare un ambiente poco chiaro e molto equivoco in cui la ragazza vive. Le proiezioni di Matilde Sambo evocano talvolta la figura di Giovanni, talvolta simboleggiano le passioni in corso con elementi esemplificativi (come la luna grande protagonista), che comunque non aggiungono nulla di particolare alla scenografia secondo noi già adeguata.   Anche i costumi di Giada Masi hanno una foggia che serve a sottolineare per colore e fattura la personalità dei vari personaggi, si pensi al viola di Erodiade, al bianco dalle trasparenze studiate per Salome, al rosso passione per Erode, ecc.  Uno spettacolo in estrema sintesi ricco di significati che allo spettatore possono apparire più o meno chiari, anche a seconda di dove si focalizza la sua attenzione.

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