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VICENZA IN LIRICA E VICENZAORO 2019: L’ORO DI VICENZA SI INCONTRA SUL PALCOSCENICO DEL TEATRO OLIMPICO PER UN CONCERTO ECCEZIONALE– SABATO 7 SETTEMBRE 2019

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Concerto straordinario al Teatro Olimpico di Vicenza per festeggiare lo splendore dell’oro e dell’alta gioielleria di Vicenzaoro 2019, insieme al fascino delle voci e dell’arte musicale celebrata da Vicenza in Lirica, il cui slogan quest’anno è proprio ‘l’oro in lirica’. Naturale dunque un connubio tra le due realtà che si è concretizzato con un evento speciale riservato agli ospiti espositori cui noi abbiamo partecipato volentieri per renderne testimonianza. Un programma che rispecchia l’anima del Festival lirico e che ritrova protagonisti graditissimi il coro Schola San Rocco ed il soprano Barbara Frittoli come protagonisti speciali, insieme ai giovani interpreti de La Diavolessa di Galuppi, opera di punta del Festival di quest’anno.   

Dopo la profonda ed accorata esecuzione della Petite messe rossiniana della settimana scorsa, la Schola San Rocco e Barbara Frittoli si cimentano in un programma che spazia tra Antonio Cesti, Antonio Lotti, Johann Sebastian Bach, Georg Friederich Haendel  e Wolfgang Amadeus Mozart, tutti autori vissuti tra il Diciassettesimo ed il Diciottesimo secolo, a testimoniare la continua attenzione e ricerca filologica delle partiture relative a quel periodo, grazie al Maestro Francesco Erle che dirige l’Orchestra Barocca Vicenza in Lirica ed anche il coro.

Scopo del festival ideato dal Direttore artistico Andrea Castello è rivolgere l’attenzione verso quelle opere difficilmente eseguite nei teatri nostrani e riscoprire il gusto e la bellezza delle note che risuonavano in periodi quasi dimenticati dal nostro Paese. Vale dunque la pena soffermarsi brevemente su quest’altra opera tutta italiana per testo e musica, appunto la Diavolessa che nacque proprio a Venezia nel 1755, con al centro le vicende di due innamorati (Giannino e Dorina) che si fingono appunto ‘diavoli’ in grado di scovare un misterioso tesoro e farla in barba a Don Poppone, sì da procurarsi i soldi per sposarsi. Intorno a loro si muovono altri personaggi come i conti Nastri, il furbo oste Falco e la governante Ghiandina. Come da prassi di commedia, dopo una serie di equivoci divertenti e felici risoluzioni, arriva come sempre il lieto fine con una inaspettata eredità a Giannino che può così coronare il suo sogno con la fidanzata.

Abbiamo potuto apprezzare in concerto un estratto dell’opera ed avere una idea della vocalità di ognuno degli interpreti impegnati in questa composizione che normalmente tiene impegnati i protagonisti per quasi quattro ore. Spicca la freschezza e già ottima impostazione di Ligia lshitani Silva, la Contessa, disinvolta anche in concerto e che possiede un passaggio di registro uniforme e morbido, anche sugli acuti più alti. Interessante la voce da controtenore di Ettore Agati, il Conte, la cui voce acquista solidità scaldandosi e mostrando una particolare sensibilità verso la parola cantata. La coppia dei finti ‘diavoletti’ è costituita da Arlene Miatto Albeldas ed Omar Cepparolli: la prima è una Dorina dalla voce ambrata e con una buona espressività, forse ancora un po’ acerba nei gravi che caratterizzano il suo registro; il secondo, Giannino,  mostra una buona capacità esecutiva ove il timbro profondo se pur giovane ha già una rotondità che non teme la zona più grave. L’oste Falco è Lucas Lopes Pereira, dalla voce chiara in evoluzione per colore e tecnica, Stepan Polishchuk è Don Poppone, altra bella voce scura e sonora. La cameriera è la spigliata e vocalmente agile Lucia Conte. I costumi d’epoca sono in collaborazione con il Teatro La Fenice di Venezia (ideati da Carlos Tieppo, realizzati da Sartoria Daniela e Sartoria Paola Girardi), mentre il trucco è opera di Riccardo de Agostini.

Perfetto risulta ancora una volta il connubio tra Barbara Frittoli e la Schola San Rocco che sembrano aver trovato nella fusione delle loro voci un impasto naturale che si consolida perfettamente. L’ingresso nel Laudate Dominum di Mozart, ad esempio,  avvolge con il ‘gloria’ la voce del soprano come un manto morbido su un prato di mille colori. Ma poi la precisione del canto all’unisono e la capacità di ‘entrare’ di volta in volta nei pezzi eseguiti, sono prova evidente di professionalità e grande affinità con questo repertorio. Spettacolare ed imponente l’ Halellujah di Haendel. La Frittoli sembra particolarmente a suo agio in esecuzioni di stampo liturgico, ove la compostezza e la regalità dell’interprete si sposano con i contenuti sacri e la magnificenza delle composizioni. La voce del soprano è ampia e piena su tutta la gamma, e non teme la discesa sul grave ove anzi acquista nuovo carattere ed efficacia. Una chicca profana è l’aria ‘Intorno all' idol mio’ da Orontea di Cesti, notissima al pubblico del Diciassettesimo secolo e che ci regala un momento di struggente pathos.

L’intera operazione è stata condotta dal Maestro Francesco Erle, che collabora da diverso tempo con la Schola San Rocco, portando all’Olimpico ancora una volta la cura del dettaglio, lo scavo in profondità di una partitura svelandone i segreti, evidenti dal gesto non meramente esecutivo, ma evocativo di quanto provato, approfondito e studiato in precedenza.

Un concerto dunque con la ‘C’ maiuscola che meritava i lunghi applausi scesi a valanga al suo termine.

Maria Teresa Giovagnoli

PROGRAMMA DEL CONCERTO

Baldassarre Galuppi (1706-1785) da La Diavolessa (1755)

‘Si distingue dal nobile il vile’ , Dorina: Arlene Miatto Albeldas

‘ II cielo vi precipiti’, Falco:  Lucas Lopes Pereira

‘Colle dame colle dame’, Giannino: Omar Cepparolli

‘Sì, signori, così è’, Ghiandina: Lucia Conte

‘Tenta invan co’ suoi vapori’ , Il Conte Nastri: Ettore Agati

‘S’ inganna chi crede’,  La Contessa: Ligia lshitani Silva

‘Spiriti erranti’,  Don Poppone, Falco, Dorina, Giannino : Stepan Polishchuk, Lucas Lopes Pereira, Arlene Miatto Albeldas, Omar Cepparolli.

Antonio Cesti (1623-1669)   da Orontea (1656)

Intorno all'Idol mio, Barbara Frittoli

Antonio Lotti (1667-1740) dalla Missa Sapientiae

Qui tollis-Suscipe deprecationem nostram, Schola San Rocco

Johann Sebastian Bach (1685-1750)  da Magnificat BWV 243 (1733)

Quia Respexit

Omnes generationes

Gloria

Barbara Frittoli e Schola San Rocco

Georg Friederich Haendel (1685-1759)

da The Messiah HWV 56 (1741)

Halellujah, Schola San Rocco

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

 da Vesperae Solemnes de Confessore Kv 339 (1780)

Laudate Dominum,  Barbara Frittoli e Schola San Rocco

Orchestra Barocca Vicenza in Lirica Festival.

Direttore Orchestra e Coro Francesco Erle.

 

 

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Al via la campagna abbonamenti delle Stagioni Lirica e Balletto e Sinfonica 2019-2020 alla Fenice di Venezia

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COMUNICATO STAMPA                                         
 
Venezia, settembre 2019
 
 
 È iniziata in questi giorni la campagna abbonamenti della Stagione Lirica e Balletto e della Stagione Sinfonica del Teatro La Fenice.
 
L’abbonamento alla Stagione Lirica e Balletto 2019-2020 prevede cinque turni A, B, C, D ed E, composti ciascuno da dieci titoli. Gli abbonati con diritto di prelazione possono confermare il proprio posto in abbonamento (turno, settore, fila, numero) fino a domenica 27 ottobre 2019, mentre i nuovi abbonamenti potranno essere sottoscritti, compatibilmente con i posti disponibili, fino al giorno della prima opera in abbonamento.
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MITO SETTEMBREMUSICA 2019: GIORNO DEI CORI E MITO OPEN SINGING, UN WEEKEND PER SCOPRIRE IL PIACERE DI CANTARE INSIEME

Brunello

Comunicato stampa
 

IL GIORNO DEI CORI
Torino, sedi diverse, sabato 7 settembre, ore 16 / 17 / 18
Milano, sedi diverse, domenica 8 settembre, ore 15 / 16 / 18
 

MITO OPEN SINGING
Torino, OGR - Officine Grandi Riparazioni – Sala Fucine, sabato 7 settembre, ore 21
Milano, Conservatorio – Sala Verdi, domenica 8 settembre, ore 21
 

Cantare in coro fa bene al cuore e alla mente e anche quest’anno, fra gli appuntamenti più attesi e partecipati della tredicesima edizione del Festival MITO SettembreMusica, c’è il Giorno dei cori. Una festosa invasione in programma sabato 7 settembre a Torino domenica 8 settembre a Milano, distribuita in dieci concerti pomeridiani e un open singing finale, che farà scoprire alle due città la forza aggregatrice del cantare insieme. 

«Gli esiti umani, civili e di piacere condiviso che hanno segnato le esperienze fatte negli scorsi anni sono stati davvero notevoli – dice il direttore artistico Nicola Campogrande – Con determinazione, e con un pizzico di orgoglio, MITO prosegue in questa direzione, continuando a porsi come l’unico grande festival non specializzato a mettere sotto i riflettori, per un’intera giornata, il mondo corale».

La proposta del Giorno dei cori si delinea di anno in anno con novità legate ai programmi e ai partecipanti. Nel 2019 i cori sono quindici, non solo italiani e distribuiti in dieci concerti pomeridiani a Milano e Torino, nelle chiese, nei teatri e nei conservatori. Tante le formazioni coinvolte, a cominciare dal Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste e affiancato dal grande violoncellista Mario Brunello, dal soprano Karina Oganjan e dal percussionista Gabriele Rampogna. 

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Lo Stabat Mater, capolavoro di Rossini, apre venerdì 6 settembre la Stagione sinfonica della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Gelmetti

COMUNICATO STAMPA 

L’Orchestra e il Coro della Fondazione diretti dal Maestro Gianluigi Gelmetti (Maestro del Coro Francesca Tosi),
insieme ai solisti Angela Nisi (Soprano), Monica Bacelli (Mezzosoprano), Stefano Secco (Tenore), Mirco Palazzi (Basso).

Con lo Stabat Mater, capolavoro di musica sacra che apre la Stagione sinfonica della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, venerdì 6 settembre ore 20.30 (replica sabato 7, ore 18.00), Gioachino Rossini riesce a risolvere un grave problema del genere: trovare un’unità linguistica nella conciliazione di due estremi, lo stile contrappuntistico richiesto dalla tradizione nei cori e l’espressività febbrile riversata nelle arie. Questo importante risultato farà sentire i suoi effetti molto a lungo: ne ritroviamo tracce evidenti ancora nel Requiem di Verdi, nato inizialmente come omaggio a Rossini, e che è giustamente celebrato come massima sintesi fra melodramma e musica sacra.

La partitura dello Stabat Mater illumina alcune zone del pensiero musicale rossiniano che al pubblico teatrale odierno sono meno note, messe in ombra dai capolavori buffi del maestro. Sono infatti le drammatiche atmosfere dell’opera seria che Rossini chiama in causa per mettere in scena la tragedia di Maria ai piedi della croce.

L’alternanza di cori, numeri di insieme e arie solistiche è inserita nella cornice più ampia di riferimenti tematici ricorrenti, che danno al lavoro una forma ciclica. In questo modo Rossini riesce a conservare l’unità drammaturgica pur nella grande varietà stilistica dei singoli brani, che spaziano dalla tenebrosa declamazione corale dell’apertura al brillante virtuosismo dell’aria per tenore Cujus animam: all’ascoltatore è offerto il dispiegamento completo dei mezzi espressivi rossiniani, in una ricchezza inventiva mai superficiale che mette in grande risalto i motivi universalmente umani del testo sacro.

A interpretare questo capolavoro rossiniano l’Orchestra e il Coro della Fondazione diretti dal Maestro Gianluigi Gelmetti (Maestro del Coro Francesca Tosi), insieme ai solisti Angela Nisi (Soprano), Monica Bacelli (Mezzosoprano), Stefano Secco (Tenore), Mirco Palazzi (Basso).

Programma

Stabat Mater dolorosa
Cujus anima
Quis est homo

Pro peccatis
Eia, Mater

Sancta Mater
Fai ut Portem

Inflammatus ed accensus
Quando corpus

Amen, in sempiterna

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MODENA CELEBRA LUCIANO PAVAROTTI A 12 ANNI DALLA SCOMPARSA

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Comunicato stampa

 Una doppia rappresentazione di Bohème, il Requiem di Leoncavallo,una serata con Fiorella Mannoia, due borse di studio per gli allievi del Teatro Comunale e dell’Istituto Vecchi-Tonelli

 

Modena rende omaggio a Luciano Pavarotti nel dodicesimo anniversario della scomparsa. Il cartellone di iniziative dedicate al grande tenore prevededue appuntamentiil 5 e 6 settembre al Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” – il Requiem di Ruggero Leoncavallo e la serata con Fiorella Mannoia – e quattro appuntamenti a ottobre con una doppia rappresentazione di Bohème; un concerto di giovani talenti del belcanto e un concerto della Corale Rossini.

Gli spettacoli rientrano nell’ambito di “Modena Città del Belcanto”, il programma di alta formazione e produzione musicale promosso da Comune di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” e Istituto musicale Vecchi-Tonelli.Quest’anno, per la prima volta,“Modena Città del Belcanto” assegnerà due borse di studio ad altrettanti allievi dei corsi di formazione del Comunale e del Vecchi-Tonelli.

Il ciclo di celebrazioni si apre il 5 settembre al Teatro Comunale con il Requiem di Ruggero Leoncavallo, del quale ricorre quest’anno il centenario della morte, nella prima esecuzione italiana dell’elaborazione e ricostruzione curata da JózsefÁcs. Cantanti solisti saranno tre allievi eccellenti del master che Raina Kabaivanska tiene al “Vecchi-Tonelli”: il soprano Marily Santoro, il tenore Reinaldo Droz e il baritono Daniel Kim Sunggyeul. Inizio ore 21.

Il 6 settembre, anniversario della scomparsa del tenore, sarà la volta di “Luciano, un abbraccio senza confini”, serata promossa dalla Fondazione Luciano Pavarotti con la partecipazione di Fiorella Mannoia che nel 2001,al Parco Novi Sad di Modena, fu protagonista con Pavarotti di una memorabile versione di Caruso. Si esibiranno al Teatro Comunale anche il cantautore Giovanni Caccamo, i tenori Marcello Giordani e Lorenzo Licitra e due giovani promesse della lirica: Giuseppe Infantino e Giulia Mazzola.Al piano Paolo Andreoli. La serata sarà condotta da Cristina Parodi.Inizio ore 21.

Il 5 ottobre alle 21 nella Chiesa di Sant’Agostino è in programma un concerto della Corale Rossini di Modena. Si esibiranno, oltre al coro nel suo insieme, le diverse sezioni della Corale: Giovane Rossini, Diapasonica e il coro gospel dei Serial Singers. L’ingresso è libero.

L’11 e 13 ottobre andrà in scena La Bohème, dando così il via al progetto che prevede la rappresentazione delle opere liriche interpretate dal tenore in ordine di debutto. È proprio con il capolavoro pucciniano che Pavarotti cantò infatti il suo primo ruolo, a Reggio Emilia nel 1961, e poco dopo nella sua città natale. Interpreti principali: Maria Teresa Leva nel ruolo di Mimì, Matteo Desole in quello di Rodolfo. La regia è di Leo Nucci. Dirige Aldo Sisillo.

Il 12 ottobre infine, per festeggiare il giorno della nascita di Luciano Pavarotti, è previsto, come lo scorso anno, un grande concerto interamente dedicato ai giovani talenti, con i cantanti allievi dei corsi di alto perfezionamento di Teatro Comunale e Istituto Vecchi - Tonelli a fianco dell’Orchestra Giovanile della Via Emilia, compagine formata dai migliori allievi dei Conservatori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena. Saliranno sul palco Reinaldo Droz (tenore); Aleksandrina Mihaylova (soprano); Daniel Kim Sunggyeul (baritono); Floriana Cicìo (soprano); Idil Karabulut (mezzo soprano).

Dirige Francesco Ivan Ciampa.

INFO - Gli eventi del 5 e 6 settembre e del 12 ottobre saranno gratuiti ma sarà necessario ritirare un biglietto d’ingresso presso la biglietteria del Teatro Comunale.Dal 3 settembre si potranno ritirare i biglietti degli eventi dei giorni 5 e 6; dal 5 ottobre quelli del concerto del 12. I biglietti della Bohème saranno in vendita da martedì 24 settembre.Per il concerto della Corale Rossini nella Chiesa di Sant’Agostino l’ingresso è libero e non è richiesto biglietto. Info: www.modenabelcanto.it.

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PETITE MESSE SOLENNELLE DI GIOACHINO ROSSINI, FESTIVAL VICENZA IN LIRICA – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, SABATO 31 AGOSTO 2019

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Assistere alla ‘Petite messe solennelle’ di Rossini è una evento non solo uditivo, ma anche e soprattutto una esperienza a tuttotondo che riguarda tanto la sfera sensoriale, quanto l’area dei sentimenti e dell’emotività. Questo avviene solo quando si ha di fronte un musicista come  Michele Campanella che ha portato sulle tavole del Teatro Olimpico di Vicenza tutta l’ esperienza di una carriera pluridecennale letteralmente al servizio dei compositori e soprattutto della musica, come pianista, come insegnante ed anche come direttore d’orchestra, sempre con una modestia che lo porta a porsi in secondo piano di fronte ai coristi ed ai solisti, che secondo lui sono i veri artefici della bellezza posta in essere. La sua ‘Petite’ vuole tornare alle origini, a quando nel 1863 Rossini compose il suo omaggio alla fede ed all’intimità che essa reca in chi la coltiva, come intimo è il suono del pianoforte rispetto alla successiva e più snaturata versione orchestrale, e come intimo e raccolto è il teatro Olimpico sold out per questa occasione.

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TOSCA, GIACOMO PUCCINI, REPLICA DI GIOVEDI’ 29 AGOSTO 2019 – 500^ DIREZIONE PER OREN ALL’ARENA DI VERONA

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Il ‘must’ di questa stagione areniana secondo il sovrintendente Cecilia Gasdia è stato certamente il riportare nell’anfiteatro più spettacolare della lirica italiana cast di fama mondiale ed appuntamenti di richiamo, che tornassero a riempire il caldo catino come ai bei tempi che furono e che lo hanno reso celebre. Se le due serate di danza con protagonista Roberto Bolle e l’esecuzione dei Carmina Burana con Ezio Bosso hanno premiato gli sforzi organizzativi, anche le serate operistiche con protagonisti blasonati e molto conosciuti hanno registrato incassi interessanti che fanno ben sperare per il futuro. Siamo così tornati spinti da interesse e molta curiosità ad assistere alla spettacolare messa in scena della Tosca firmata da Ugo de Hana recensita alla prima di questa edizione il 10 agosto (http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/tosca-di-g-puccini-arena-di-verona-opera-festival-recita-del-10-agosto-2019.html), per una serata speciale che segnava la cinquecentesima recita diretta nella sola Arena di Verona dal maestro Daniel Oren, il vero padre dell’orchestra che con lui è cresciuta per spessore e competenza nel repertorio operistico soprattutto grazie alla sua guida. Forse rispetto alla prima, per questa sera c’era nel suo gesto e nel suo coinvolgimento anche un pizzico di orgoglio misto ad affetto per tutti coloro che hanno creduto in lui e tuttora lo appoggiano, come ha comunicato nel discorso introduttivo di ringraziamento. Altro motivo di interesse la coppia protagonista che ha visto come interpreti il soprano Hui He, ormai avvezza al pubblico veronese che la ama molto, ed il tenore Vittorio Grigolo che dopo numerose recite all’estero debutta il ruolo di Cavaradossi anche a Verona, molto atteso dopo il suo Alfredo nella Traviata speciale di inizio agosto.

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Riparte Il Settembre dell’Accademia Filarmonica di Verona, Festival internazionale di musica, 5 settembre – 8 ottobre 2019

Riparte Il Settembre dell’Accademia Filarmonica di Verona, Festival internazionale di musica, 5 settembre – 8 ottobre 2019

Comunicato stampa

Il festival internazionale di musica dell’Accademia Filarmonica, che con le sue quasi trenta stagioni all’attivo si è guadagnato un prestigio tra i più importanti appuntamenti sinfonici internazionali, quest’anno si svolgerà dal 5 settembre all’8 ottobre: un mese intenso nel quale si avvicenderanno sul palco del Teatro Filarmonico i direttori, solisti e orchestre più prestigiosi. Questa 28a stagione sinfonica presenta alcuni fra gli artisti più amati dal pubblico scaligero quali Yuri Temirkanov e la sua Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo e Myung-Whun Chung alla testa della Filarmonica della Scala, e vedrà esibirsi tre compagini alla loro prima presenza veronese: la Rotterdam Philharmonic Orchestra, l’Orchestra Nazionale di Spagna e la Finnish Radio Symphony Orchestra. Tre orchestre di primissimo piano nel panorama sinfonico internazionale, che si esibiranno al Teatro Filarmonico di cui gli ultimi due in esclusiva per l’Italia. Tra le novità di questa 28a stagione il trentenne direttore Lahav Shani, già nominato successore di Zubin Mehta alla direzione della Israel Philharmonic, e la violinista norvegese Vilde Frang.

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Mintz, Baglini e Brunello: la magia degli Incontri Asolani - 141° Festival Internazionale di Musica da Camera Asolo, Convento dei SS. Piero e Paolo - Chiesa di San Gottardo 3 - 13 settembre 2019

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INCONTRI ASOLANI

41° Festival Internazionale di Musica da Camera

Asolo, Convento dei SS. Piero e Paolo - Chiesa di San Gottardo

Mintz, Baglini e Brunello: la magìa degli Incontri Asolani

3 - 13 settembre 2019

 

Dopo aver brillantemente festeggiato il quarantesimo anniversario della sua fondazione con alcuni tra i più acclamati musicisti del panorama mondiale, torna con la consueta freschezza e originalità d’idee il Festival Internazionale di Musica da Camera “Incontri Asolani”, uno dei più importanti appuntamenti con la musica da camera, non solo del Veneto, ma anche a livello nazionale, come dimostrano i grandi artisti e le giovani promesse che nel corso degli anni hanno portato le loro sensibilità musicali e le loro interpretazioni del grande repertorio, coniugando un’attenta lettura della tradizione senza tralasciare uno sguardo rivolto alla contemporaneità. 

A partire da martedì 3 settembre fino a venerdì 13 settembre Asolo diventerà dunque la capitale musicale della regione ospitando cinque concerti in alcuni dei luoghi più suggestivi del centro storico, spazi in cui si respira la profondità del passato e che hanno contribuito a donare alla città quel suo fascino incastonato tra le incantevoli colline del trevigiano: il Convento dei SS. Pietro e Paolo addossato alla meravigliosa e imponente cinta muraria, e la Chiesa di San Gottardo con le sue architetture medioevali e le tracce del Trecento racchiuse tra gli affreschi.

Fedele al titolo della rassegna, anche l’edizione di quest’anno, oltre a promuovere giovani interpreti che hanno saputo distinguersi in prestigiosi concorsi internazionali, vede al centro del dialogo musicale gli incontri, e così uno dei motivi conduttori del cartellone sarà il connubio tra la voce strumentale dall’inconfondibile timbro di alcuni grandi solisti e la voce umana, dai cori a quella solistica.

Questa edizione del Festival è stata dedicata, per volontà di Federico Pupo, direttore artistico di Asolo Musica, alla violoncellista castellana Teodora Campagnaro, che tante volte ha calcato il palcoscenico del San Gottardo e del Teatro Duse e del Teatro Duse nel corso degli ‘Incontri Asolani’, a 15 anni dalla scomparsa.

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ROBERTO BOLLE AND FRIENDS TORNA COL DOPPIO APPUNTAMENTO ALL’ARENA DI VERONA NEL 2020: già aperte le vendite per le due imperdibili serate del prossimo Festival

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Dopo il trionfo che ha scosso le millenarie pietre dell’Arena di Verona lo scorso luglio, Roberto Bolle annuncia il suo ritorno nel 2020. E così come ha riempito di pubblico entusiasta l’anfiteatro veronese per ben due sere consecutive, per la prima volta dopo sei edizioni, anche per il 98° Arena di Verona Opera Festival 2020 l’appuntamento con Roberto Bolle and Friends sarà doppio, lunedì 20 e martedì 21 luglio. I biglietti per le serate-evento sono già acquistabili a prezzo speciale fino al 24 dicembre presso la Biglietteria dell’Arena e online su arena.it e nei punti prevendita del circuito Geticket.

Sarà il settimo anno consecutivo per Roberto Bolle and Friends all’Arena di Verona, che nel consolidato format offre contenuti sempre nuovi con le più grandi stelle internazionali del Balletto di oggi. Nel 2020 si conferma il raddoppio dell’appuntamento dopo il successo appena riscosso nel 97° Festival areniano.

L’ormai celebre Roberto Bolle and Friends, ideato e diretto dall’Étoile della Scala di Milano, continua ad attirare da circa vent’anni migliaia di appassionati e curiosi e dal 2014 in Arena per un pubblico sempre più numeroso richiamato dall’unicità dell’evento e della cornice. Lo spettacolare Gala, nato per desiderio dello stesso Roberto Bolle, porta la grande danza in luoghi solitamente non raggiunti da questa forma d’arte e non smette di stupire e affascinare, con nuovi interpreti e nuovi esperimenti, che coniugano arte e tecnologia, balletto classico e contemporaneo. Le vendite per l’evento, realizzato in coproduzione con ARTEDANZASRL nelle date 20 e 21 luglio 2020, sono già aperte e mettono a disposizione nuovi posti a sedere nella rinnovata pianta dell’anfiteatro. Per tutti coloro che acquisteranno entro il 24 dicembre, i biglietti sono ridotti ad un prezzo speciale.

Informazioni e biglietti su www.arena.it e sui canali social Facebook, Twitter, Instagram e YouTube.

biglietti e prezzi

SETTORE                                                                                                  Prezzi fino al 24/12/2019          Prezzi dal 25/12/2019

POLTRONISSIMA PLATINUM                                                                € 250,00                                         € 250,00

POLTRONISSIMA GOLD                                                                        € 170,00                                         € 185,00

POLTRONISSIMA                                                                                    € 146,00                                         € 159,00

POLTRONA                                                                                             € 109,00                                         € 119,00

POLTRONA ridotto                                                                                € 93,00                                           € 101,00

1° SETTORE “VERDI”                                                                               € 96,50                                           € 105,00

2° SETTORE “PUCCINI”                                                                           € 78,00                                           € 85,00

2° SETTORE “PUCCINI” – ridotto                                                          € 70,00                                           € 76,50

3° SETTORE “ROSSINI”                                                                           € 54,00                                           € 59,00

3° SETTORE “ROSSINI” – ridotto                                                           € 49,00                                           € 53,00

4° SETTORE - GRADINATA NUMERATA                                               € 48,00                                           € 52,00

4° SETTORE - GRADINATA NUMERATA – ridotto                               € 43,00                                           € 47,00

5° SETTORE - GRADINATA NUMERATA                                               € 34,00                                           € 37,00

5° SETTORE - GRADINATA NUMERATA – ridotto                               € 31,00                                           € 33,50

GRADINATA NON NUMERATA Destra e Sinistra                               € 25,00                                           € 27,00

GRADINATA NON NUMERATA Destra e Sinistra - ridotto                € 21,50                                           € 23,50

 

Biglietteria – Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

tel. (+39) 045 59.65.17 – fax (+39) 045 801.3287 - email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Call center (+39) 045 800.51.51 - www.arena.it - Punti di prevendita Geticket

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“NOT&SAPORI” CON IL BAROCCO NEL PIATTO APRE A PORDENONE IL PRIMO EVENTO TRA MUSICA ANTICA E RICETTE

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l’ensemble Festa Rustica di Roma protagonista il 27 agosto del primo concerto del festival, tra antichi spartiti e trattati culinari, ricreati per golosi assaggi

nizia da Pordenone il percorso 2019 del festival Not&Sapori, il percorso ideato da Donatella Busetto per l’Associazione Barocco Europeo che porta appunto “il barocco nel piatto”, grazie ad un sapiente connubio tra musica e sapori d’epoca, appositamente recuperati e ricreati da antichi trattati.
Il 27 agosto nel Convento di San Francesco, nell’ambito degli eventi dell’Estate cittadina promossa dal Comune, sarà protagonista l’ensemble Festa Rustica di Roma, con il suo “Viaggio musicale nell’Europa barocca”, sulle tracce di Byron e non solo. Fondato nel 1992 dal polistrumentista e direttore d’orchestra Giorgio Matteoli, docente di flauto dolce e Musica d’insieme per Strumenti Antichi presso il conservatorio di Firenze, l’Ensemble è da allora stabilmente presente nei programmi delle più importanti Istituzioni concertistiche italiane e dei festival internazionali, con partiture per diversi organici, eseguite su copie di strumenti antichi. Flauti, violino, viola e violoncello barocco, violone e clavicembalo sono quelli scelti per le pagine proposte dal concerto, tra Haendel, Vivaldi, Telemann e altri autori coevi, eseguiti dallo stesso Matteoli (anche maestro concertatore) insieme a David Simonacci, Marco Palmigiani, Matteo Scarpelli, Giampaolo Agus e Luca Ambrosio.
Da non perdere anche il gustoso corollario finale con le ricette barocche ricreate dal maestro di cucina Francesco Zanet delle Tentazioni di Sacile, con dolci assaggi di cannoli di ricotta, marmellata d'arance e frutta secca su pane e biscotti alle mandorle.
 
 
Inizio concerto alle 21, con ingresso libero.
Per informazioni: www.barocco-europeo.org
 
 
 
 
 
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VICENZA IN LIRICA / Dal 28 agosto in programma anche eventi collaterali per il festival che inizia il 31

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La rassegna musicale si svolgerà dal 31 agosto al 15 settembre

 

In attesa di Vicenza in Lirica, mercoledì 28 agosto

una guida all’ascolto de “La diavolessa”

primo degli eventi “on the road” del festival

Un accattivante appuntamento pre-festival per la settima edizione di “Vicenza in Lirica”, che dal 31 agosto al 15 settembre richiamerà nella città del Palladio grandi protagonisti e giovani promesse della scena internazionale.

Mercoledì 28 agosto alle 18.30, a ingresso libero, negli spazi annessi alla Pasticceria Aliani di Vicenza (corso Fogazzaro, 163), il regista Bepi Morassi e il direttore d’orchestra Francesco Erle proporranno una guida all’ascolto dedicata alla produzione 2019 del festival, in cartellone giovedì 5 e domenica 8 settembre alle 21 al Teatro Olimpico: “La diavolessa”, opera buffa di Baldassare Galuppi composta su libretto di Carlo Goldoni. Il pubblico avrà così l’occasione di scoprire in anteprima questa deliziosa e poco frequentata testimonianza del Settecento veneziano più colorato e brillante, ricca di invenzioni musicali e di spassose trovate teatrali, in un intreccio di amori e tentazioni, fra avventuriere maliziose, giovani squattrinati, ricchi sciocchi, nobili altezzosi e scaltri locandieri.

La guida all’ascolto apre il cartellone di appuntamenti “on the road” della manifestazione, collocati cioè al di fuori del Teatro Olimpico e delle Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni Montanari, che ospiteranno le opere e i concerti (info e biglietteria online su www.vicenzainlirica.it)

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AIDA, GIUSEPPE VERDI - ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL , REPLICA DEL 18 AGOSTO 2019

AIDA--FOTO ENNEVI -FONDAZIONE ARENA DI VERONA

Proseguono le recite di Aida all'Arena di Verona nell'ambito dell'Opera Festival 2019.

La recita del 18/08/19 ha visto il debutto di Mario Cassi nel ruolo di Amonasro e di Carlo Ventre in quello di Radames, oltre che alla riconferma di Maria José Siri nel ruolo del titolo.

Lo spettacolo è stato rappresentato nella rievocazione della edizione storica del 1913 curata da Gianfranco De Bosio, da noi già recensita (http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/aida-giuseppe-verdi-arena-di-verona-replica-del-24-luglio-2019.html).

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LA TRAVIATA AL LUGLIO MUSICALE TRAPANESE

 
 
 

COMUNICATO STAMPA

 

La Traviata di Giuseppe Verdi

Lunedì 19 e mercoledì 21 agosto
Ore 21.00
Teatro Open Air “Giuseppe Di Stefano”
Trapani

Trapani, 18 agosto 2019 - Lunedì 19 e mercoledì 21 agosto, alle ore 21.00, al Teatro Open Air “Giuseppe Di Stefano”, va in scena l’ultimo titolo della 71a stagione lirica dell’Ente Luglio Musicale Trapanese.  La Traviata, melodramma in tre atti, su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal dramma La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio e musica di Giuseppe Verdi.

La regia è affidata ad Andrea Cigni, le scene e i costumi a Tommaso Lagattolla. Le coreografie sono di Isa Traversi. Sul podio Andrea Certa, maestro del coro è Fabio Modica. Un cast di straordinario spessore, formato da giovani ed affermati cantanti. Violetta Valéry, Francesca Sassu, Flora Bervoix, Valeria Tornatore, Annina, Laura Cherici, Alfredo Germont, Giuseppe Tommaso, George Germont, Sergio Vitale, Gastone, Bruno Lazzaretti, Il Barone Douphol, Enrico Cossutta, Il Marchese D’Obigny, Giovanni La Commare, Il Dottor Grenvil, Victor García Sierra, Giuseppe, Rosario Zuccaro, Un Domestico, Giuseppe Olivieri, Un Commissionario, Roberto Agnello. Orchestra, coro e corpo di ballo dell’Ente Luglio Musicale Trapanese.
Melodramma fra i più popolari ed eseguiti al mondo, questa Traviata è una reprise dell’allestimento andato in scena lo scorso anno, sempre per il Luglio Musicale Trapanese, e che tanta eco ha avuto tra la stampa nazionale e non solo. Un lavoro, quello di Cigni, che pur restando filologicamente nell’alveo Verdiano, dà una netta spallata al “già visto” per proporre invece una messinscena rivoluzionaria e provocatoria, densa di rimandi e di colpi di scena, che richiede un grande impegno recitativo per i protagonisti. La Traviata è la terza opera della famosa “trilogia popolare” (con Il Trovatore e Rigoletto) ed una delle partiture musicali più dense di interiorità psicologica di tutto il teatro d’opera romantico. 
 
DOVE ACQUISTARE I BIGLIETTI - Sarà possibile acquistare i biglietti al Botteghino dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, sito in Viale Regina Margherita, 1 (all’interno della Villa Margherita), dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30) o un'ora prima dell'inizio dello spettacolo oppure online sul sito www.lugliomusicale.it.
Costo biglietti: Platinum € 40,00 - Gold € 30,00 - Silver € 18,00 - Silver ridotto € 13,00 - Economy € 12,00.
 
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EZIO BOSSO INFIAMMA MIGLIAIA DI FAN CON I CARMINA BURANA ALL’ARENA DI VERONA – DOMENICA 11 AGOSTO 2019

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Questa stagione all’Arena di Verona si sta rivelando ricca di eventi carichi di emozione e dal tutto esaurito, grazie anche ai protagonisti che popolano di volta in volta il palcoscenico dell’antico anfiteatro. È la volta del maestro Ezio Bosso nell’arduo compito di dirigere i mastodontici Carmina Burana di Carl Orff. L’ acclamato musicista si è reso noto al pubblico dei più grazie al Festival della canzone italiana di Sanremo e registra un numero foltissimo di ammiratori tanto tra gli appassionati di musica quanto tra coloro che ne riconoscono il valore sociale. I numeri parlano chiaro: quattordicimila spettatori hanno acclamato a più riprese il beniamino della serata tributandone un successo strepitoso, con ovazioni continue e l’immancabile bis di ‘O fortuna’. Testimone ed ambasciatore dell’Associazione Mozart14, fondata nel 2014 per continuare l’opera benefica del grande Maestro Claudio Abbado, aiuta bambini e ragazzi che sono purtroppo affetti da gravi problemi di salute a causa di disabilità fisiche o percettive, grazie al potere della musica che con delle attività mirate di musicoterapia e laboratori di canto corale, è fonte di speranza non solo nei reparti pediatrici egli ospedali, ma anche nei carceri minorili.

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FRANCESCO LANZILLOTTA RACCONTA AD MTG LIRICA IL 'SUO' MACERATA OPERA FESTIVAL

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Col MOF 2019 appena terminato, Francesco Lanzillotta, il direttore musicale, fa un bilancio del Festival appena concluso e ci parla anche del programma 2020.

Maria Teresa Giovgnoli

 

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TORNA LA TRAVIATA DELLE STELLE, SERATA UNICA ALL’ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2019 con LISETTE OROPESA, VITTORIO GRIGOLO e LEO NUCCI nell’ultimo spettacolo di Franco Zeffirelli con la direzione di Daniel Oren

TRAVIATA

Comunicato stampa

Recita straordinaria per La Traviata di Giuseppe Verdi in scena all’Arena di Verona sabato 17 agosto alle 20.45. Alla celebrata Lisette Oropesa, star del belcanto, si uniscono eccezionalmente altre due stelle dell’Opera come Vittorio Grigolo e Leo Nucci, per un Festival 2019 sempre ricco di sorprese e grandi protagonisti di livello mondiale.

Anche la recita di La Traviata di sabato 17 agosto presenta al pubblico areniano un cast stellare: la protagonista è Lisette Oropesa, eccellente soprano americano che torna in Arena dopo il trionfo nella Verdi Opera Night del 2018 e dopo gli ultimi successi a Parigi, Barcellona, Roma, Bruxelles, Pittsburgh, la Scala; accanto a lei ritorna straordinariamente come Alfredo Germont il tenore Vittorio Grigolo, star che non teme il confronto con il pop-rock e la televisione e che a Verona torna nel repertorio lirico d’elezione in cui è già stato osannato. A completare i ruoli principali c’è lo storico Germont padre del glorioso baritono Leo Nucci, che dopo il trionfo della prima calca il palcoscenico areniano dove è amato e atteso. Per questi fuoriclasse, alla guida dell’Orchestra e del Coro istruito da Vito Lombardi, c’è il maestro Daniel Oren, Direttore Musicale del Festival areniano 2019.

La locandina mette insieme anche parti di fianco di assoluto rilievo nel panorama lirico internazionale: Marcello Nardis come Gastone di LetorièresClarissa Leonardi come FloraNicolò Ceriani come Barone DoupholDaniela Mazzucato come Annina, Alessandro Spina comeDottor Grenvil, Max René Cosotti come GiuseppeDario Giorgelé come Marchese d’Obigny, Stefano Rinaldi Miliani come Domestico eCommissionario. Il Ballo dell’Arena di Verona coordinato da Gaetano Petrosino si esibisce nelle coreografie dell’étoile Giuseppe Picone, con il debutto della prima ballerina Eleana Andreoudi.

Lo spettacolo è l’ultima creazione registica e scenografica del maestro Franco Zeffirelli da poco scomparso, mentre i costumi sono del prestigioso Maurizio Millenotti e le luci dell’areniano Paolo Mazzon. Michele Magnani, Global Senior Artist di MAC Cosmetics, ha disegnato il make-up dei personaggi principali.

Repliche: 22, 30 agosto, 5 settembre - ore 20.45

Il prossimo fine settimana areniano è inaugurato venerdì 16 dalla seconda recita di Tosca. In questo titolo, per un’unica eccezionale data, il 29 agosto Vittorio Grigolo salirà sull’immenso palcoscenico nei panni di Cavaradossi: sarà la recita in Arena numero 500 per Daniel Oren, che aveva diretto un giovanissimo Grigolo nel 1990 all’Opera di Roma con Pavarotti e Kabaiwanska.

Prezzi: da 22,50 euro

Informazioni e biglietti: www.arena.it e sui canali social Facebook, Twitter, Instagram e YouTube.

Informazioni

Biglietteria – Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

tel. (+39) 045 59.65.17 – fax (+39) 045 801.3287 - email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Call center (+39) 045 800.51.51 - www.arena.it - Punti di prevendita Geticket

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CARMEN, GEORGES BIZET , SFERISTERIO OPERA FESTIVAL DI MACERATA - RECITA DI SABATO 10 AGOSTO 2019

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È stato il Festival dei record, dei sold out ed anche della beneficienza. Lo ha ricordato il Sindaco di Macerata Romano Carancini, nella serata conclusiva del Macerata Opera Festival che ha registrato un successo di pubblico davvero notevole, frutto di un grandissimo lavoro di equipe da parte dei professionisti che vi hanno preso parte e delle risorse a disposizione.

Con il tema ‘Rosso desiderio’ si è chiuso dunque il MOF 2019 con l’ultima recita di Carmen, la cui protagonista è paladina del desiderio di libertà e dell’amore senza catene. Lo stesso desiderio che muove anche i personaggi delle altre opere in cartellone che ricordiamo sono state Rigoletto e Macbeth. Jacopo Spirei ha ‘respirato’ come allievo le idee di Graham Vick che non è certo un tradizionalista, per cui era impossibile aspettarsi una Carmen ambientata tra le tipiche piazze spagnole con i toreri, le sigaraie vispe ed i costumi svolazzanti. La sua versione di Carmen, che ha costruito passo passo assieme al direttore Francesco Lanzillotta, quindi parallelamente ad uno studio attento della partitura, ha sicuramente tracciato i più significativi tratti del personaggio principale, così come di tutti gli altri che le ruotano attorno, trovando, con tutte le libertà che si è concesso, una giustificazione scenica alle milioni di cose che avvengono in uno spettacolo di impianto hollywoodiano, ma dal gusto parigino e con personaggi spagnoli.

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TOSCA DI G. PUCCINI, ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL – RECITA DEL 10 AGOSTO 2019

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Ennesima ripresa di Tosca alla Fondazione Arena di Verona, nella messa in scena di Hugo De Ana che inaugurò la stagione 2006. Spettacolo godibilissimo quello affrontato in toto da De Ana tredici anni fa che disegna una Roma circoscritta nell'ambito della piattaforma di Castel Sant'Angelo dove la spada e la testa dell'arcangelo Michele, fanno da sfondo a tutta la vicenda pucciniana.

Una vicenda a tratti cinematografica più che teatrale, dove i personaggi si muovono all'interno di una passione che può essere amorosa, politica o religiosa a seconda della situazione del libretto, con una particolare attenzione alla cura dei movimenti di ogni singolo interprete.

De Ana riesce a rendere spettacolare qualsiasi momento della tragedia, ad iniziare dalla cannonata (vera) che annuncia la fuga di Angelotti dalla prigione, passando per un Te Deum fatto di macabri figuri religiosi abbigliati con costumi sfarzosissimi, fino alla morte della protagonista non più esibita in un lancio dalla balaustra ma nella sua assunzione al cielo come una santa qualsiasi in un' estasi recondita. E' una Tosca tutto sommato di impianto tradizionale quella di De Ana che tanto piace al pubblico areniano e che riesce ad emozionare nella sua precisa semplicità.

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RIGOLETTO, GIUSEPPE VERDI – SFERISTERIO OPERA FESTIVAL DI MACERATA, REPLICA DEL 9 AGOSTO 2019

Rigoletto

In quanti e quali modi si sia trattato il difficile mondo del tragico gobbo deriso, la sua storia resta il simbolo di chi dalla condizione di incompreso e sbeffeggiato, passi amaramente dalla parte del torto e con le sofferenze più atroci. Il mondo di Rigoletto è lo stesso ovunque lo si voglia raccontare, perché tiranni vi furono in passato quanti ne esistono a iosa nel presente, così come tanti sono i disperati che si compromettono e si corrompono per la troppa sofferenza. In un turbinio di colpe ed accuse, la vita diventa una giostra su cui possono salire solo i più scaltri senza esserne scaraventati giù e malamente feriti. Così deve aver immaginato il regista Federico Grazzini il contesto del Rigoletto che debuttò nel 2015 e riproposto quest'anno allo Sferisterio di Macerata, riuscendo a trasporre il suo dramma dalla corte di Mantova del Sedicesimo secolo ad uno scalcagnato e maltenuto luna-park odierno, disegnato da Andrea Belli, popolato ormai solo da bande di malviventi di cui Rigoletto stesso è un membro. Unica sua gioia è la meravigliosa e pura figliola, nascosta da tanto lordume. Il regista ha pensato ad una ambientazione fosca e malavitosa costituita da una massa di sbandati tra cui l'ambulante Sparafucile col suo sudicio chiosco, sua sorella che frequenta solo prostitute, e Rigoletto appunto, confinato in una roulotte con Gilda. A completare il quadro sono le numerose comparse/mimi che compongono le bande di malavitosi, spesso impegnati in coreografie un po' grottesche ma che alleggeriscono di non poco la tensione. Come a conclusione di un delirio generale in cui è coinvolta la sua esistenza, Rigoletto, che per la verità sembra più in preda ai sintomi di una forte sciatica piuttosto che affetto da deformità, si accomiata dallo spirito della figliola ormai deceduta percependone l'immagine fisica, perché come sappiamo bene l'amore continua oltre la materia terrena. Di sicuro impatto sono le luci rielaborate da Ludovico Gobbi che ottiene per ogni situazione la giusta sfumatura andando a colpire lo sguardo di chi osserva con i suoi colori accesi. I costumi adeguati al contesto sono di Valeria Donata Bettella

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